Archivi per la categoria ‘Veloci informazioni generali sulla marcatura CE’

E pensare che è scritto chiaramente

mercoledì, 28 dicembre 2011

Non finiremo mai di stupirci della stupidità umana, anche la nostra ovviamente, ma ci sono degli episodi che meritano una citazione.

Un nostro cliente, produttore di stampi e che giustamente ha ritenuto opportuno implementare tutte le procedure di marcatura CE per essere in regola con la legge, ci ha interpellato qualche giorno fa, perchè era in difficoltà e desiderava avere da noi alcune conferme.

Il problema era il seguente: un loro committente aveva imposto l’acquisto della camera calda dello stampo ( funzionamento con tensione 220 V ) presso un fornitore specifico.

Questo fornitore consegnava la camera calda senza marcatura CE e senza dichiarazione di conformità, sostenendo ( mai per iscritto ) che questo prodotto non era soggetto a marcatura CE e per avvalorare la sua tesi allegava un articolo di un giornalista specializzato danese o comunque di un paese del nord Europa.

In questo articolo era scritto che in base all’articolo 2 paragrafo b della direttiva macchine, le attrezzature non sono soggette a marcatura CE.

Il fatto è che l’art. 2b descrive cosa sono le attrezzature, proprio perchè queste sono soggette alla direttiva e quindi alla marcatura CE, più chiaro di così non può essere.

Pur di difendere le proprie teorie “sbagliate”, “furbastre” e che mirano a sfuggire alle proprie responsabilità, si cercano sponde anche all’estero, dove certamente come da noi non mancano gli idioti.

Riportiamo di seguito sia l’articolo 1 che il 2b

1. La presente direttiva si applica ai seguenti prodotti:
a) macchine;
b) attrezzature intercambiabili;
c) componenti di sicurezza;
d) accessori di sollevamento; ecc, ecc.
2 b) «attrezzatura intercambiabile»: dispositivo che, dopo la
messa in servizio di una macchina o di un trattore, è assemblato
alla macchina o al trattore dall'operatore stesso al fine
di modificarne la funzione o apportare una nuova funzione,
nella misura in cui tale attrezzatura non è un utensile;

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La parola agli stupidi? No!

mercoledì, 26 ottobre 2011

Fino ad ora abbiamo pubblicato tutti i commenti che sono stati inviati a questo blog!

Quelli che contraddicevano le nostre opinioni, quelli non proprio sensati ed a volte anche quelli che facevano pubblicità ad altri e quindi non del tutto disinteressati, in nome di una “ non censura” che ci sembra corretto adottare.

In democrazia anche gli stupidi hanno diritto di parola, ci mancherebbe altro, anche perchè rimane da stabilire chi ha il diritto di dichiarare chi è stupido e chi non lo è.

Ci siamo trovati però di fronte a situazioni nelle quali abbiamo deciso che questo diritto ce lo arroghiamo noi, perchè la stupidità è palese ed i danni che può provocare superano il diritto alla parola, soprattutto se questa si deve esprimere in un blog creato per fornire informazioni utili e fare chiarezza.

A chi può essere utile un’affermazione del genere?”per marcare un prodotto basta togliere l’etichetta da uno vecchio ed attaccarla su uno nuovo“, oppure “è l’etichetta che rende sicuro il prodotto” ed altre amenità del genere.

Noi abbiamo dedicato questo sito a coloro che ne vogliono sapere di più sulla marcatura CE, che vogliono fare delle obiezioni alle nostre affermazioni o anche contestare ciò che noi sosteniamo.

Teniamo attivo il sito, investendo il nostro tempo ed i nostri soldi, che sono quelli che guadagniamo dalla consulenza, che alcuni di Voi ci affidano.

Non crediamo di venire meno ai principi di eguaglianza e democrazia, che peraltro rispettiamo volontariamente e non per qualche obbligo, se non pubblichiamo stupidaggini, come quelle che ho menzionato in precedenza.

Chi non è d’accordo con ciò che noi facciamo e scriviamo lo può esprimere in modo civile e serio, chi invece ci invia stupidaggini come queste, sarà deviato nello spam, che è il posto adatto per i suoi commenti e forse anche per lui.

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Chiaramente, chiarimenti

lunedì, 24 ottobre 2011

In questo blog sono pubblicati circa 100 articoli ed una parte importante di essi è dedicata alla dichiarazione di conformità.

Alla dichiarazione di conformità abbiamo anche dedicato un sito specifico in cui le persone interessate possono trovare tutte le spiegazioni relative.

In molti altri articoli si parla di quali siano le varie componenti della marcatura CE e come essa debba essere realizzata.

Nonostante tutte queste informazioni siano disponibili (basterebbe avere la pazienza e la voglia di leggerle), continuiamo a ricevere mail e telefonate nelle quali si confondono i vari termini e si semplifica in modo disarmante l’attività di marcatura CE.

Forniamo di seguito alcuni chiarimenti:

- la Dichiarazione di Conformità NON è la Marcatura CE

- il marchio CE è come il bollino blu sull’auto, prima occorre fare i controlli

- il certificato CE NON è il marchio CE

- il certificato CE è il risultato di prove di laboratorio su UN CAMPIONE

- il marchio CE garantisce (dovrebbe) la sicurezza di ogni singolo esemplare di prodotto e NON solo del campione

Per fare la marcatura CE e quindi applicare il marchio CE, è necessario partire dalla progettazione in sicurezza dei prodotti e poi realizzarli in modo sicuro ed infine controllarli a fine produzione.

Chiaramente per i prodotti importati si potrà fare solo la documentazione a posteriori, partendo dal presupposto che il prodotto sia sicuro ed a norme, diversamente non si potrebbe fare.

Speriamo che ora, dopo aver letto queste poche righe, non ci sia più qualcuno che ci chiede come fare la dichiarazione di conformità per marcare CE il prodotto.

 

 

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La Dichiarazione di Conformità (DICO)

lunedì, 8 agosto 2011

(Qualcuno la chiama DICO per fare confusione)

E’ il documento sottoscritto dal Produttore o da un suo Mandatario, se il produttore non è residente nella CEE o dall’Importatore, nel quale si attesta che il prodotto rispetta alcune specifiche Direttive e Norme.

dichiarazione di conformità

dichiarazione di conformità

Contrariamente a quanto molti pensano e divulgano, anche quando si ricorre ad un Organismo Notificato, ad esempio IMQ, la marcatura CE e la Dichiarazione di Conformità che ne fa parte, sono una responsabilità esclusiva del Produttore o dell’Importatore.

Un laboratorio o un organismo notificato, può certificare che un prodotto rispetta le norme che lo riguardano, ma non può rilasciare la marcatura CE, perchè questa comprende anche il controllo di produzione, che può fare solo il costruttore/importatore.

Confondere tra le prove sul prodotto e la conformità di tutta la produzione è un errore comune e spesso sfruttato da chi ne trae vantaggio, la responsabilità non si può delegare.

Come si fa la Dichiarazione di conformità? Tutte le Direttive lo spiegano ed è  molto semplice, essa deve contenere:

- dati del costruttore e del legale rappresentante

- dati e descrizione generale del prodotto

- norme e direttive a cui il prodotto è conforme

- informazioni relative alla produzione es: n° matricola, lotto, partita, ultime due cifre dell’anno di produzione

- data e firma autografa di chi la sottocrive

ma……. attenzione,  la Dichiarazione di Conformità deve esserci sempre, è indispensabile, ma non sufficiente, quindi non va confusa con la Marcatura CE,  di cui è solo una parte, le altre sono descritte in questo sito.

Oltre alla Dichiarazione di Conformità, per le “quasi macchine” è prevista la Dichiarazione di Incorporazione e bisogna fare molta attenzione a questa distinzione, che cambia in modo importante la responsabilità del costruttore.

Esiste anche un altro tipo di Dichiarazione di Conformità, quella di installazione, che devono rilasciare tutte le imprese che eseguono impianti, installazioni o montaggi di sistemi, come ad esempio l’impianto di riscaldamento o l’impianto idraulico.

In questo caso si utilizzano prodotti marcati CE e predisposti per creare impianti che possono essere realizzati solo in loco e non in azienda.

Le aziende che eseguono i montaggi oltre ad essere abilitate a farlo, devono rilasciare la dichiarazione di conformità, relativa alla realizzazione dell’impianto ed al rispetto di questo delle leggi e delle norme.

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Dichiarazione di conformità, sempre.

giovedì, 4 agosto 2011

Qualcuno si interroga ancora sulla necessità o meno della dichiarazione di conformità che deve accompagnare i prodotti.

Porsi delle domande è sempre saggio, però prima o poi occorre trovare le risposte.

Ci sono due tipi di prodotti: quelli che devono sottostare a qualche direttiva specifica e quelli che non avendo una direttiva specifica devono sottostare alla Direttiva 2001/95/CE, sulla quale consigliamo a tutti un approfondimento.

Le direttive specifiche esigono che tutti i prodotti che sottostanno ad esse siano accompagnati dalla Dichiarazione di Conformità, che qualcuno chiama DICO, forse per sfruttare il ricordo di una infelice stagione di un nostro ex governo.

La Direttiva 2001/95/CE impone che tutti i  prodotti da essa regolati siano muniti di dichiarazione di conformità.

Posto che quanto sopra corrisponda al vero, e come sempre Vi invitiamo a verificare di persona, leggendo le direttive, non si comprende come ci sia qualcuno che ha ancora dubbi sulla necessaria presenza della suddetta dichiarazione.

Forse le perplessità sono da far risalire alla scarsa volontà dell’italica gente  ad assumersi le proprie responsabilità in modo chiaro.

Infatti oltre a dichiarare la conformità del prodotto questo documento rappresenta una chiara assunzione di responsabilità da parte del firmatario e questo a volte non rientra nei desiderata di molti operatori (sopratutto importatori), che ritengono che la responsabilità sia di chi produce e non di chi immette sul mercato il prodotto (magari chi produce è in Cina).

Concludo con un aneddoto: dopo circa 20 mail di spiegazioni, ho risposto ad un signore, per l’ennesima volta e chiaramente, che nessuno poteva sollevare il produttore (importatore), dalle proprie responsabilità. Il signore ha ribattuto con irritazione:-forse ho sbagliato a rivolgermi a Voi-.

Finalmente ho potuto dargli ragione ed indirizzarlo verso quegli esperti che come dicono loro: “certificano tutto il certificabile” e rilasciano certificati ISO 9001 senza aver neppure visitato l’azienda certificata, se non l’avessi visto con i miei occhi, l’avrei ritenuta una leggenda metropolitana.

 

 

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Vi racconto una storia capitolo 2

domenica, 3 luglio 2011

Ecco cosa ha fatto l’Ente che ha chiesto 40.000 € per cambiare la partita IVA su 3 certificati, dopo che il cliente ha comunicato di voler sospendere l’accordo.

Avendo subodorato che il cliente aveva mangiato la foglia e compreso che la richiesta economica per cambiare il n° di partita IVA (40.000 euro) era esorbitante, ha chiesto un incontro entro brevissimo tempo e si è presentato in un ufficio esterno all’azienda, dopo qualche giorno.

Il cliente ha comunicato al rappresentante dell’Ente, che intendeva approfondire la conoscenza di tutta la documentazione relativa ai certificati CE iniziali di tipo, alle analisi dei rischi e di tutta la documentazione di progetto a disposizione.

Il cliente ha fatto inoltre presente che non si rilevava da alcun documento, il numero di notificazione dell’ente, in sostanza sembrava che l’ente non fosse un Organismo Notificato a livello europeo e non presente nell’elenco ufficiale dei Notified Body.

Il rappresentante dell’Ente, dopo aver mostrato copie di alcuni articoli di supporto pubblicati dal Giornale ( probabilmente degli editoriali a pagamento ), ha affermato con molto orgoglio che loro non erano Notified Body, ma notificati presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, faceva presente inoltre che pur non avendo ancora ricevuto alcun acconto, avevano speso 15.000 € per “registrare” all’Ufficio del Registro i 3 nuovi certificati, a cui era stata modificata la partita IVA.

Il cliente dichiarava di non voler ritirare alcun documento, almeno finché la questione non si fosse definitivamente chiarita e rimandava la questione alle settimane successive.

Il giorno dopo, l’ente faceva pervenire le copie dei 3 certificati modificati, con la nuova partita IVA ed in aggiunta metteva il carico da 11, cioè il certificato di qualità ISO 9001 2008, di una ditta che non aveva mai visitato, che non sapeva neppure dove fosse collocata, che organizzazione avesse e come lavorasse. Se non è efficienza questa!

Una ricerca approfondita sull’ente, oltre a confermare che non esisteva alcuna notifica europea, portava alla luce un articolo ( questo vero non una pubblicazione a pagamento ) del Corriere della Sera, che già nel 2003 denunciava la presenza sul mercato di aziende, che in buona fede avevano pagato e ricevuto dei certificati ISO 9001, che erano solamente carta straccia e rilasciati sempre dallo stesso Ente.

Un Ente che comunque dimostra una buona organizzazione, dato che il giorno dopo aver inviato le fotocopia dei certificati, ha inviato la prima fattura per metà dell’importo, riservandosi di fatturare a breve anche la seconda parte.

Ovviamente l’azienda ha deciso di partire da zero e lasciare perdere quei “certificati” a cui doveva essere cambiata la partita IVA, ora deve partire con le analisi dei rischi della macchine, con i certificati CE di tipo da parte di un Organismo Notificato ( vero, questa volta ) e con l’implementazione del Sistema di Gestione per la Qualità, per il quale alla fine chiederà una vera certificazione, ad un vero ente certificante.

La vicenda ovviamente è ancora in evoluzione e quindi non sappiamo se questo secondo sarà anche l’ultimo capitolo, ci basta però il racconto fino ad oggi per poter fornire alcuni consigli.

1- prima di interpellare un Ente Notificato, dovete essere certi se il suo intervento è richiesto obbligatoriamente dalla legge o se lo scegliete per Vostra volontà

2-nella scelta di un Organismo Notificato o di un Ente di certificazione, utilizzate solo fonti ufficiale ovvero l’elenco dei Notified Body Europei (devono avere un numero) e gli enti accreditati Accredia

3- fatevi fare più di un preventivo per poter confrontare offerte e prestazioni

4- se avete un consulente in azienda (commercialista, avvocato, tecnico) di cui Vi fidate, prima di firmare un contratto con qualcuno che non conoscete, parlatene con lui, un osservatore esterno vede cose che Voi che siete molto, troppo vicini, vedete in modo diverso o non vedete affatto

Se poi le Autorità che devono vigilare sul mercato e gli Enti ed Organismi seri, che vengono chiaramente danneggiati da questi personaggi, che ben conoscono, perchè da anni sono sul mercato, si attivassero ognuno per la sua parte, forse darebbero una mano a tante aziende italiane serie, che purtroppo cadono in queste trappole.

Aiutare la nostra economia significa anche questo, non grandi frasi ad effetto o manovre più o meno efficaci, basta far rispettare le leggi e si difenderanno sempre gli onesti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La Marcatura CE

giovedì, 16 giugno 2011

La Marcatura CE è letteralmente l’applicazione del Marchio CE su un prodotto

Il simbolo corretto è quello illustrato nella figura e deve mantenere le stesse proporzioni ed avere altezza superiore a 5 mm.

Nella sostanza la Marcatura CE è l’insieme di procedure che hanno come ultimo atto l’applicazione del Marchio CE, ma inizia con l’avvio della progettazione di un qualsiasi prodotto.

Nel momento in cui si decide di creare un nuovo prodotto, si devono individuare le Direttive e le eventuali Norme, a cui il prodotto stesso nel suo utilizzo finale, è soggetto.

Le caratteristiche che il prodotto deve avere ed i requisiti che deve rispettare, dipendono in misura uguale dal tipo di prodotto e dal suo impiego, perciò l’individuazione delle cosiddette “Norme cogenti”, non può prescindere dalla profonda conoscenza del prodotto e dell’uso a cui è destinato dal produttore.

La Marcatura CE NON E’ il certificato CE, un certificato è un documento redatto a seguito di prove su un campione, la Marcatura CE riguarda OGNI SINGOLO pezzo immesso sul mercato.

Il produttore o l’importatore ( se il produttore è fuori della Comunità Europea ) sono i soggetti che hanno l’obbligo di attivare le procedure per la Marcatura CE e quindi applicare la prodotto il Marchio CE.

Nel web e nel mercato si trovano una quantità enorme di informazioni, non sempre esatte, noi Vi diamo un consiglio, se qualcuno Vi fornisce delle informazioni, chiedete di metterle per iscritto e di firmarle, avrete almeno la certezza di parlare con una persona seria.

C.&C. s.a.s.

Consulenti e Periti per : Guardia di Finanza, Tributaria, Carabinieri, Autorità Doganali

Noi mettiamo a Vostra disposizione i nostri mezzi e la nostra conoscenza, per fare chiarezza e risolvere i Vostri problemi in merito alla Marcatura CE.

Ci mettiamo al Vostro posto e facciamo quello che dovreste fare Voi, poi Ve lo consegnamo e Ve lo spieghiamo, integrandolo con tutti i chiarimenti necessari.

Allora non perdete altro tempo!  Se volete chiarirVi le idee sulla Marcatura CE,  chiamateci al 335 7815770

Se avete dei dubbi e volete essere velocemente in grado di fare la marcatura sui Vostri prodotti, contattateci allo 0498875489

Chiedeteci un preventivo gratuito via mail  all’indirizzo carraro@xvoi.net

Potete anche visitare questo sito, troverete certamente le informazioni che Vi servono.

 

 

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La Dichiarazione di Conformità

giovedì, 16 giugno 2011

La Dichiarazione di Conformità assicura che il prodotto è stato realizzato nel rispetto delle Direttive e delle Normative che lo regolano.

Ogni prodotto deve avere la sua Dichiarazione di Conformità e se non sempre è presente, dipende solo dal fatto che i produttori non rispettano le leggi ed i controllori sono distratti.

Ci sono due grandi famiglie di prodotti,

1- quelli che necessitano del Marchio CE

2- quelli che non lo devono avere,

ma TUTTI devono avere la Dichiarazione di Conformità!

Il fatto che anche grandi aziende mettano in commercio prodotti senza Dichiarazione di Conformità, non deve  trarre in inganno, le leggi ci sono e dovrebbero valere per tutti.

Si devono rispettare le leggi, non copiare dagli altri!

Noi siamo a Vostra disposizione per fornire: informazionichiarimenti consulenza.

C.&C. s.a.s.

Consulenti e Periti per : Guardia di Finanza, Tributaria, Carabinieri, Autorità Doganali

Le informazioni, che servono a comprendere le necessità e gli obblighi derivanti dalle leggi, sono gratuite e disponibili per TUTTI.

La consulenza, che serve per spiegare come si rispettano le leggi, viene fornita a pagamento, sempre e solo dopo un preventivo.

Sei un produttore e Vuoi sapere se Sei in regola?

Contattaci subito al 3357815770

Immetti dei prodotti nel mercato e Vuoi rispettare le Direttive?

Chiamaci Ti diremo come fare, il nostro telefono è 0498875489

Vuoi sapere quanto Ti costa fare la Marcatura CE e la Dichiarazione di Conformità?

Richiedi subito un preventivo, anche a mezzo della mail : carraro@xvoi.net

Rispondiamo e prepariamo i preventivi in tempo reale, con noi certamente non perderai tempo!

Per saperne di più visita questo sito, troverai molte informazioni utili, ma attenzione al fai da te, a volte costa molto e vale poco.

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E se a fare le leggi fossero gli idioti???

giovedì, 12 maggio 2011

“La marcatura CE dei prodotti di basso valore (ad esempio meno di 50€) unici e fatti su misura é antieconomica e non contribuisce alla sicurezza dei consumatori poiché i prodotti unici sono ordinati su una base di fiducia già esistente di vicinanza e contatto personale. Perció il marchio CE dei prodotti unici fatti su misura non dovrebbe essere obbligatorio, la dichiarazione di conformità del produttore dovrebbe essere sufficiente”

Questo brano ci è stato inviato da un lettore che lo ha estratto da un sito di un’associazione di categoria.

Leggetelo con attenzione e pensate se questo modo di ragionare lo applicassero realmente i legislatori che fanno le direttive e le norme sulla sicurezza, e poi pensate all’applicazione che ne farebbero i produttori nostrani.

Ci sarebbe da divertirsi, a parte le considerazioni relative ai rischi che correremmo tutti di fronte a delle regole siffatte.

Chi ha scritto questo bell’esempio di “buon senso”, innanzitutto non conosce le direttive e le norme, che prevedono quasi sempre una discrezionalità in casi di prodotti banali, ma non conosce neppure la Direttiva 2001 /95/CE divenuta legge in Italia nel 2004 con D.Lgs n° 172, che dice che tutti i prodotti devono essere sicuri, che di questo si deve preoccupare il costruttore, che deve fare in modo che l’utilizzatore sia informato dei rischi residui, se esistono e del modo sicuro di utilizzo.

Secondo l’estensore dell‘inciso in premessa, se un prodotto è unico e costa poco, non è mai pericoloso, quindi possiamo acquistare per nostro figlio un giocattolino unico e su misura, proveniente da Fukushima o da Cernobyl.

Inoltre basterebbe che il produttore dichiarasse che è conforme ( a cosa?), ma come farà mai a dichiarare una conformità, se non si deve preoccupare delle sicurezza e di fare un’analisi dei rischi, il nostro non lo dice.

Evidentemente il genio che ha partorito l’auspicio sopra indicato, si preoccupava più degli oneri per i suoi iscritti, che della sicurezza dell’utente.

Questo spiega il punto di vista di molti imprenditori e soprattutto dei loro rappresentanti, che sono certamente più arretrati di loro sul problema della sicurezza e spiega anche, perchè si applauda spontaneamente al direttore della Tyssen Krupp e si impieghino 4 giorni per scusarsi ( tramite un direttore e non con la voce della presidente di Confindustria ) con tutta l’opinione pubblica e con coloro che alla mancanza di sicurezza hanno pagato un contributo salatissimo.

La sicurezza non è solo quella delle dichiarazioni ufficiali o delle leggi sbandierate nei convegni, la sicurezza si realizza e si deve pretendere tutti i giorni e per tutti i prodotti, anche per quelli unici che costano meno di 50 €, perchè la nostra sicurezza vale ben di più del costo di lavorare bene e nel rispetto della salute degli altri.

Ci sorge anche spontanea un’altra domanda, che deve far riflettere quando si leggono certe affermazioni, ma qual’è il prodotto unico e fatto su misura, soggetto a marcatura CE o comunque alla 2001/95/CE, che costa meno di 50 € ? Chi ha scritto quel testo ha mai acquistato un pezzo unico, o anche una unica prestazione professionale, ad esempio l’intervento dell’idraulico?

Sarà poi possibile  che un artigiano ( non potrà certo essere  un’industria ) faccia un prodotto unico per meno di 50 €, una volta sola nella sua attività lavorativa e non gli capiti invece di fare tanti prodotti unici e simili, seppure a meno di 50 €?

Dubitate sempre di chi ha le idee semplificative, che Vi solleverebbero da oneri, doveri ed impegni ( esempio non paghiamo più le tasse ) c’è sempre qualcuno che ci rimetterà.

Se non Vi interessa che a rimetterci siano gli altri, ascoltateli pure questi consigli, ma ricordate che un giorno, gli altri potreste essere Voi o i Vostri figli.

 

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Dogane, dogane, sempre dogane

venerdì, 22 aprile 2011

Chi ci segue, sa che abbiamo parlato spesso di dogane, dei problemi che in esse nascono e delle difficoltà che spesso creano.

Questa volta però vogliamo riferire un episodio che da un lato ci ha fatto piacere e dall’altro ci carica di responsabilità, che speriamo di poter sostenere in modo adeguato.

Un cliente di una città che non nomineremo per rispetto della privacy e per altre ragioni che di seguito comprenderete, ci ha contattato per avere la consulenza sulla marcatura CE.

Tra le cose di cui abbiamo parlato ad un  certo punto è venuto fuori l’argomento dogana, infatti avevamo detto a questo cliente di informarsi presso la dogana per alcuni aspetti relativi ai suoi prodotti.

Molto candidamente questo signore ci ha detto più o meno queste parole:- ho già chiamato in dogana per avere informazioni e mi hanno risposto che se volevo averne di attendibili dovevo andare sul sito “marcaturace.net“-.

Noi ringraziamo questi doganieri che non conosciamo ovviamente, così come ringraziamo le Autorità ( GdF, Tributaria, Polizia e Carabinieri ) che spesso si rivolvono a noi per avere dei consigli e per i quali (TUTTI), lavoriamo PRO BONO e ci sentiamo orgogliosi della fiducia che ci accreditano.

Vogliamo però precisare e ribadire che la nostra è una società di consulenza, che ha deciso di mettere in rete delle informazioni che possono essere utili a molti, operatori, addetti ai lavori e privati cittadini, ma non abbiamo mai pensato di essere esperti in nulla, ci limitiamo a divulgare parti di documenti e leggi che sono a disposizione di tutti e che noi semplicemente ci siamo limitati a studiare, per lavoro e per passione.

Chiediamo quindi a tutti coloro che ci seguono e che ci leggono, di non pensare che tutto ciò che si trova in internet sia la “verità”, compreso ciò che scriviamo noi, e solo quando forniamo una consulenza specifica ci assumiamo direttamente e formalmente delle precise responsabilità su ciò che diciamo e scriviamo.

Tutto il resto è discussione “tra amici“, perchè così ci piace considerarVi, anche se tra di Voi qualche volta ci capita di incontrare qualche “furbo”. Poco male la maggior parte delle circa 2.000 persone che ci visitano ogni settimana, è composta da persone serie che vogliono saperne di più sulla sicurezza e questo ci basta.

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