Ci chiedono spesso, privati ed addetti ai lavori: - come facciamo a scoprire se il marchio CE è falso? Ecco le risposte!
1 il marchio CE deve corrispondere a quello deciso dalla Direttive Europee, cioè deve essere uguale a quello presente nella nostra intestazione ( senza il reticolo ) e può arrivare ad un’altezza minima di 5 mm.
2 verificare se oltre al marchio c’è un’etichetta, su questa ci devono essere : il marchio, il nome di un soggetto residente nella CEE ( produttore o importatore ), dati identificativi del prodotto, alcune caratteristiche del prodotto es: tensione Volt di esercizio
3 tra i documenti deve esserci la dichiarazione di conformità, può essere in foglio singolo o contenuta nel manuale, ma deve essere firmata e contenere un numero identificativo dell’articolo che state indagando o del lotto a cui appartiene, la dichiarazione di conformità non può essere uno stampato generico
4 manuale di istruzione per l’installazione. l’uso e la manutenzione, all’interno del quale può essere stampata la dichiarazione di conformità, che deve essere compilata e firmata, dal legale rappresentante della ditta venditrice/produttrice/importatrice
Se fate parte di un’autorità di controllo ( Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia di Stato, Doganieri ), potete chiedere l’esibizione del fascicolo tecnico, questo deve contenere un fac simile di tutti i documenti citati dal punto 1 al punto 4, ed in più disegni, progetti, schemi, prove di laboratorio e quant’altro serva a dimostrare che il prodotto rispetta le norme. Nota bene: nel fascicolo tecnico deve sempre esserci una o più procedure, che illustrano come il costruttore esegue i controlli sul prodotto.
Dopo aver verificato in modo positivo tutto quanto sopra, si può passare per ulteriori approfondimenti alle prove di laboratorio, per verificare specifiche caratteristiche.
Posso assicurare che, moltissimi prodotti interni alla Comunità Europea e quasi tutti quelli provenienti dall’esterno, non superano questi controlli, se poi andiamo in laboratorio, la situazione si fa ancora più pesante.
Normalmente fanno notizia solo i casi di non conformità eclatante es: la melamina nel latte, ma i casi di illegalità sono diffusissimi.
Ultima nota: un prodotto che arriva alla dogana già marcato, ma senza il nome dell’importatore, può essere sequestrato immediatamente, senza alcun ulteriore controllo, anche se tutto è a posto, il marchio CE è stato apposto da soggetto che non ne ha facoltà.
E poi qualcuno si chiede: come facciamo a proteggerci dall’invasione di prodotti esteri? Domanda con due possibili origini: ignoranza o malafede. La prima la si risolve leggendo bene questo articoletto, per la seconda chiediamo aiuto alla legge.









Salve, articolo molto chiaro e sintetico. Mi sorgono tuttavia alcuni dubbi: l’obbligatorietà dell’etichetta e della dichiarazione di conformità vale per tutti i prodotti o solo per quelli confezionati e/o elettrici? Ad esempio piccoli giocattoli o prodotti comunque non confezionati ma marcati CE (marchio vero o falso).
Salve, l’etichetta identificativa di produttore e prodotto e la dichiarazione di conformità dovrebbe sempre essere presente e non solo sui prodotti che devono riportare il marchio CE.
Lei fa l’esempio dei piccoli giocattoli e per rimanere in tema Le rammento gli ovetti Kinder all’interno dei quali ci sono mini giocattoli che hanno un mini manuale.
Cordiali saluti
Mia madre, anziana, ha acquistato da un venditore porta a porta sconosciuto una batteria di pentole da 18 pezzi della Blev Metal Bavaria. Qualcuno sa dirmi se il marchio CE presente sulla confezione è contraffatto? Se si, sa dirmi anche dove sono state prodotte le pentole, quanto il loro utilizzo sia “sicuro” o “pericoloso” per la salute? Sono allarmata perchè ultimamente si è parlato di rubinetti provenienti dalla Cina, fortunatamente sequestrati prima che fossero immessi sul mercato italiano, nocivi alla salute se fossero stati utilizzati. Per saperne di più, posso eventualmente rivolgermi alla Guardia di Finanza? Che responsabilità avrebbe avuto mia madre nell’acquisto?
Grazie.
Salve, Le fornisco con piacere le risposte che sono in grado di formulare, precisando però che non sono “qualcuno”.
Il prodotto da Lei citato non deve essere marcato CE, quindi il marchio è certamente falso, a prescindere dal fatto che sia stampato o meno in modo corretto, su quei prodotti il marchio CE non ci va e questo è un classico caso in cui si usa il marchio per indurre in errore il cliente e carpirne la fiducia.
Sono certo che il venditore avrà ripetuto più volte che le pentole erano marcate CE.
Non conosco l’azienda citata e non posso esprimere alcun giudizio, ma l’ipotesi più probabile è che la provenienza sia cinese, per un semplice fatto economico.
I sequestri effettuati dalla GdF riguardavano rubinetti che sono prodotti rientranti nella direttiva sui prodotti da costruzione e che devono essere marcati CE.
Sulla regolarità dei prodotti, ci si può esporre solo dopo aver eseguito prove di laboratorio e nel caso che La riguarda, credo che la cosa sia quanto meno difficile.
Sua madre non ha alcuna responsabilità nell’acquisto, forse è stato solo incauta, d’altronde appartiene ad una delle categorie più colpite da truffatori e disonesti.
Cordiali saluti.
Ing. Carraro
Salve ho acquistato una minipala cingolata mustang di importazione, ed ho avuto il certificato di conformità rilasciato dal rivenditore ed importatore con dicitura; per conto del costruttore…. sono in regola?
Assolutamente no. La macchina deve essere marcata CE a cura dell’importatore che Le deve fornire: manuale in italiano, dichiarazione di conformità firmata da lui e l’etichetta CE con n° di matricola fissata in modo stabile sulla macchina ( non etichette adesive )
Cordiali saluti
ing. Carraro
Salve, la minipala cingolata che ho acquistato è usata, è la stessa cosa?
L’ importatore mi ha rilasciato la dichiarazione di conformità scritta da lui timbrata e firmata, da lui, con dicitura: dichiaro per conto del produttore che la merce qui sotto elencata è conforme ai requisiti essenziali d’ igiene e sicurezza ad essa applicabile, con sotto: categoria, marca tipo, matricola, livello di potenza acustica. Cordiali saluti.
Chi ha scritto questa dichiarazione o é sprovveduto o é in malafede, io non lo conosco e quindi non posso giudicare, in ogni caso non va bene. Equivale a dire – va bene perché va bene- non mi pare una dichiarazione di conformità, a cosa?
Cordiali saluti
Mi piacerebbe capire se il marchio CE presente nei contatori ENEL è da considerarsi originale. A me sembra proprio di no.
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/bc/Interruttore_enel_monofase.jpg/452px-Interruttore_enel_monofase.jpg
Non ho motivo di dubitare che il marchio a cui Lei si riferisce sia corretto, ma per saperlo è sufficiente confrontarlo con quello presente nella nostra intestazione, che è la riproduzione esatta di quello indicato da tutte le direttive.
Potrebbe essere che come per Vodafone sulle pennette, ci sia un errore nelle proporzioni del logo impresso.
Questo è un fatto grave, ma è formale, credo che la sostanza in entrambe i casi sia garantita.
Va precisato che un marchio non corrispondente alla direttiva comporta un’ammenda di 2.500 € ed il sequestro della merce sul mercato. Chissà se in Vodafone se ne sono accorti?
Il marchio da me citato è stato ovviamente confrontato con quello regolare… ho postato un’immagine. Il mio messaggio aveva un tono sarcastico… ma colpa mia, non s’è capito.
E’ platealmente non conforme, ma un’azienda come l’Enel può permettersi di infischiarsene, in barba a tutti i cittadini onesti.
Basta farsi un giro su google e se ne trovano tantissimi di forum in cui si parla di questi contatori con il marchio contraffatto.
Non ho avuto la possibilità di controllare il marchio sui contatori e siccome parlo solo di cose che conosco, ho citato le pennette della Vodafone, di cui posseggo un esemplare.
Ovviamente non metto in dubbio quello che Lei dice, ma non sono d’accordo sul fatto che Enel o Vodafone, possano fare ciò che vogliono, è sufficiente che un cittadino faccia una denuncia, alla Guardia di Finanza o alla Tributaria, per mettere in moto i controlli sui prodotti.
Non posso certo garantirLe che succederà qualcosa, ma so che questa è la strada giusta.
Non credo sia qui il caso di mettere in contrapposizione Enel o altri colossi economici con i cittadini onesti, primo perchè a mio avviso la ragione di queste scorrettezze è assolutamente dovuta all’ignoranza e non ad una posizione di potere.
I comportamenti che dimostrano quello che dice Lei sono altri e ben più gravi e quindi non sprecherei questi esempi per cose così semplici, sia da correggere che da sistemare.
Altro discorso meriterebbe la gestione dell’energia e dello sviluppo energetico nel nostro Paese e qui La seguirei molto volentieri nel ragionamento.
Nel nostro blog invece di mettere in evidenza scorrettezze di Enel, Vodafone o altri, preferiamo fornire a chi ci segue, delle indicazioni utili per districarsi nei problemi di tutti i giorni, ad esempio nel disastro delle dogane.
Ciò non significa che quello che si fa in altri siti sia sbagliato, semplicemente noi facciamo altro.
La ringrazio per il Suo contributo e La saluto cordialmente.
Salve,
Le chiedo cortesemente un chiariento: le lampadine, che siano a basso consumo a Led o alogene ,rientrano fra i prodotti che devono portare il marchio CE? Nella lista non le ho trovate, io a casa possiedo delle lampadine a basso consumo siglate CE e a questo punto non sodiche prodotti si tratti.
Grazie per il chiarimento
Salve, mi pare che possiamo convenire che facciano parte del materiale elettrico, quindi rientrano nella direttiva Bassa Tensione
Saluti
Alla mia bimba di un mese è stato regalato un gioco con marchio CE credo falso..la distanza tra la C e la E è inferiore rispetto a quello da voi riportato, e vicino al marchio c’è scritto “China”. C’è il nome di una ditta italiana, ma non è specificato se sia produttore o importatore, e non c’è neanche riportato “made in …”
Salve, visto che è un regalo e che non l’ha acquistato Lei, Le consiglio di gettarlo via e dimenticarlo. Dalle informazioni che Lei fornisce sorge il dubbio (non certezza) che la marcatura CE sia stata fatta quanto meno in modo superficiale e senza alcun controllo di materiali, sistemi di lavoro, pericolosità dei componenti, quindi nel dubbio lo eliminerei.
Può anche fare un esposto alla Guardia di Finanza per segnalare la cosa, non è detto però che Le diano retta, perchè anche tra le autorità di controllo la sensibilità non è diffusa.
Mi sono fatto questa opinione: gli abitanti di questo Paese, da cui prendono il nome ( e non viceversa, come sarebbe logico ) si dividono i due parti, il 95% che è quello che conosciamo benissimo e che a tutti livelli si preoccupa solo di sé stesso ed è brillantemente rappresentato in parlamento, il restante 5% combatte ogni giorno con il modo di vivere, la mentalità e le conseguenze di queste nella vita sociale, dell’altro 95%, questa divisione, magari con qualche punto percentuale di differenza, c’è anche tra le autorità di controllo. Quindi se Lei fa parte del 5% e troverà un finanziere o un carabiniere che fa parte dello stesso 5%, la cosa andrà avanti, cercando di capire se c’è stato un illecito e chi lo ha commesso, in caso contrario o getterà via il giocattolo o getterà via gli scrupoli.
Cordiali saluti.
Mi e` appena esploso lo scaldino CON marchio CE distribuito da XXXX YYYY, l`aqua bolliva, per fortuna era appoggiato e non in braccio!!!
Ha fatto danni e sarebbe successa una doppia tragedia!!
NON comprate piu` roba MADE IN CINA di basso costo e soprattutto spargete la voce di non acquistare piu` nulla nei negozi cinesi, soprattutto perche` la maggior parte della roba e` composta da materiali TOSSICI!
W IL MADE IN ITALY
Salve, non conoscendo la situazione, il mittente e tutti gli elementi di valutazione, abbiamo oscurato il nome del venditore.
Il fatto che sul prodotto ci sia stampato il marchio CE non garantisce purtroppo da rischi di questo genere, perchè come tutto, anche il marchio CE si può contraffare.
Concordo sul fatto che il made in Italy sia in qualche modo migliore, ma solo perchè almeno è rintracciabile il produttore.
Nel Suo caso direi che nessuno si è veramente posto il problema della marcatura corretta, che è stata eseguita con la semplice applicazione dell’etichetta, ma in questo blog è illustrata in vari articoli in cosa consiste e come si fa la marcatura CE.
Purtroppo una seria analisi dei rischi non c’è MAI (almeno noi non ne abbiamo trovata una, né su prodotti cinesi, né su prodotti italiani o europei).
Anche a fronte di prodotti fatti bene e sicuri, l’analisi dei rischi è rimasta nella mente del progettista, e dobbiamo solo sperare che fosse bravo.
Oltre a pubblicizzare la cosa sul nostro blog e per questo La ringrazio, si rivolga alla GdF o alla Tributaria, loro dovrebbero intervenire così come previsto dalla legge.
Per quanto riguarda la predilezione del made in Italy, concordo con Lei, ma non credo che possiamo invertire il corso della storia, ma fare in modo che i prodotti siano sicuri anche se fatti in Cina, questo si che lo possiamo fare.
Pretendiamo che oltre al marchio CE, i prodotti abbiano il manuale scritto in italiano, che sia evidente il nome del venditore e che ci sia la dichiarazione di conformità, senza queste condizioni, NON ACQUISTIAMO!
Cordiali saluti.
Ho acquistato alcuni giorni fa degli auricolari per cellulare a forma di cornetta telefonica in stile retrò che solo ora ho scoperto avere un marchio CE quantomeno sospetto. Inoltre non risultano riportati sulla confezione né il produttore, né l’importatore italiano.
Prima di leggere il suo articolo, ho provato a rivolgermi alla GDF, ma non ho notato una grande “sensibilità” sull’argomento e sono stato rimandato a casa confortato dalla frase “Se t’hanno fatto lo scontrino, il marchio è sicuramente veritiero”.
Ora che sono quasi certo che non ci siano le condizioni per commercializzare il prodotto che ho comprato e ora che ho verificato che su internet ci sono diversi siti cinesi specializzati nella commercializzazione di questo accessorio, vorrei denunciare il commerciante. Vorrei prima capire, però, se vi sia un modo per certificare queste anomalie e se vi sia un ente statale che è in grado di darmi risposte certe in merito. La GDF mi ha già detto che non si occupa di tali verifiche.
Continui così!
Buon Anno!
Salve, sarebbe troppo semplice concludere con la solita frase “siamo in Italia” però purtroppo questa non è una frase fatta, ma corrisponde tragicamente al vero.
Proprio stamane ho ricevuto la richiesta di aiuto da parte della Tenenza di Finanza di Molfetta e dei Carabinieri Roma San Lorenzo in Lucina, il che dimostra che sono proprio : Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia e Tributaria, le Autorità competenti in questo ambito.
Purtroppo in tutti i settori ed anche all’interno di queste stimate Autorità, con le quali collaboriamo in tutta italia “pro bono” , esistono le eccezioni che per ignoranza e/o per indolenza (anche detta voglia di far niente) forniscono le risposte che ha ricevuto Lei.
In un Paese avanzato questo è semplicemente inconcepibile, ma certo noi siamo cittadini di un Paese avanzato ( il termine, come sa ha 2 significati ed il secondo non è certo uguale al primo ).
Anche il finanziere che Le ha fornito quelle risposte meriterebbe la denuncia e non solo chi vende il prodotto, prodotto che conosco molto bene.
Infatti una ditta, di cui ovviamente non farò il nome, me lo ha inviato per procedere alla marcatura. Dopo che avevo inviato il preventivo e che era stato accettato, il lavoro è stato sospeso perchè il titolare aveva incontrato un amico/collega che tratta lo stesso prodotto e che gli ha detto di fare le etichette come le sue e tanto bastava. Ho fatto notare che la marcatura non è solo attaccare il marchio, ma prevede ben altre procedure, ma la risposta è stata che se andava bene per l’uno andava bene anche per l’altro.
Quindi il problema non sono e non sono mai stati i cinesi, che si limitano a produrre degli articoli, molti a norme e molti assolutamente illegali, ma il problema vero sta:
- negli importatori che non sanno o fanno finta di non sapere che il prodotto lo devono marcare loro
- in molti consulenti che dicono sia ai cinesi che agli importatori, che con il certificato cinese si può vendere il prodotto, cosa non vera neppure per i prodotti europei e testati da organismi europei
- nelle autorità di controllo ( come Lei ha verificato di persona ) che per ignoranza o indolenza, fanno finta di non vedere.
Qualsiasi persona di buon senso si rende conto che non è lo scontrino fiscale che garantisce la sicurezza del prodotto, ma in questo Paese dove si pretende che il controllo degli evasori lo facciano i singoli cittadini, Lei comprende che il Suo caso è roba da poco.
Quello che può fare Lei è rivolgersi per iscritto alla direzione delle Tributaria della Sua città, informando sia dei problemi del prodotto, sia della risposta ricevuta e poi inviare copia della denuncia ai giornali e magari a Striscia la notizia.
Purtroppo la Guardia di Finanza si occupa dei casi eclatanti che vengono fatti passare anche dei telegiornali, ma della realtà di tutti i giorni, spesso dichiara di non essere competente in materia, misteri del Bel Paese.
Saluti.