Le Procedure di Controllo di Produzione

Spesso parlando di Marcatura e di Procedure per il controllo della produzione, abbiamo verificato che molti identificano le procedure con l’ISO 9001.

La certificazione di qualità aziendale, prevede che ci siano le procedure formalizzate, ma qualsiasi azienda ha le sue procedure a prescindere dall’ISO 9001, sono infatti le procedure che consentono di gestire qualsiasi azienda.

Magari non sono chiare e definite, magari non sono scritte, ma una cosa è certa: le procedure ci sono anche se qualcuno non se ne rende conto e le utilizza in modo inconsapevole.

Dato che la Marcatura CE riprende le logiche del sistema di gestione della qualità, concentrandosi sul prodotto, essa prevede che il costruttore fornisca delle precise garanzie sui metodi di gestione, che gli consentono di mantenere la qualità del prodotto nel tempo.

Non è sufficiente produrre bene dei buoni prodotti, occorre spiegare come vengono controllati, sia in fase di produzione, che alla fine di questa.

Per garantire la qualità di un prodotto è necessario poterlo identificare, poter risalire tutta la sua linea produttiva, fino alla progettazione, conoscendo chi ha fornito i componenti e come sono gestiti i rapporti con questi fornitori.

E’ necessario inoltre conoscere come è gestito l’intero ciclo produttivo dall’ordine del cliente fino alla spedizione e se c’è il servizio dopo vendita.

Tutte queste informazioni naturalmente rimangono in azienda e non devono essere diffuse, ma in caso di necessità devono essere reperibili, per poter capire se un certo problema si è manifestato per incuria, per incidente o per carenze già in fase di produzione.

Quindi nessun timore, fare le procedure per la marcatura CE non implica dover affrontare le ISO 9001, che purtroppo in Italia hanno avuto uno sviluppo contrario allo spirito con cui sono state create; fare le procedure significa solo scrivere ciò che si fa, ovviamente partendo dal presupposto che lo si faccia correttamente.

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61 Commenti a “Le Procedure di Controllo di Produzione”

  1. QualitiAmo scrive:

    Articolo interessante, lo segnaleremo sicuramente ai nostri lettori sul forum.
    Saluti.

  2. massimo mattana scrive:

    buongiorno, io ho una azienda che si occupa di fornitura e installazione di impianti frigoriferi commerciali e industriali e di recente mi sono posto il problema della marcatura ce sugli impianti che realizzo, oltre al fatto che qualche cliente mi ha fatto richiesta della stessa, quindi mi sono rivolto ad una struttura specializzata in corsi di formazione specifici per la marcatura ce.mi sono state spiegate a grandi linee leggi e regolamenti
    ecc. ma credo che senza una consulenza seria e mirata di qualche azienda che si occupa del settore non riusciro’ ad attuare tutte le procedure del caso, cosa mi consiglia di fare?

  3. renato carraro scrive:

    Sarei un ipocrita se Le dicessi di cercare una società di consulenza seria; Le dico invece che se vuole può leggere alcune delle nostre referenze, se La convincono ci può contattare per un preventivo.
    La ringrazio comunque e La saluto

  4. Andrea Fasoli scrive:

    Buon giorno,

    è stata installata una nuova macchina in stabilimento; ci è stata inviata la certificazione CE ed altra documentazione come istruzioni, … (peraltro alquanto vaga e incompleta). La macchina presenta delle parti mobili pericolose raggiungibili con gli arti superiori (non protette ai sensi di ISO EN13857 / EN294). Il manuale dice solamente di fare atenzione a non inserire le mani/braccia nell zona di carico senza neppure menzionare il rishcio cesoiamento e senza presentare adeguati pittogrammi di informazione. Abbiamo contestato i fatti, bloccato i pagamenti e messo fuori servizio la macchina. L’azienda fornitrice si nasconde dietro a 35 anni di esperienza e che siamo i primi a segnalare tale problema sostenendo che questo è sufficiente; le istruzioni bastano. Farsi male è impossibile se non per azione volontaria. Preciso che nel sito della ditta produttrice i sistemi di protezione sono visibili nelle foto. Ora cosa si deve fare per risolvere celermente la questione? A noi interessa che la macchina entri in servizio celermente.

  5. Renato Carraro scrive:

    La soluzione è semplicissima, presentate un esposto alla Guardia di Finanza, meglio se al Nucleo di Polizia Tributaria, sono rapidissimi ed efficacissimi.
    Forse sarebbe più indolore farlo sapere prima a questa diligentissima azienda, in modo da metterli in condizioni di scendere a più miti consigli prima della catastrofe.
    Vada a vedere tra le nostre referenze e scoprirà delle note interessanti.
    Rimango a disposizione per indicazioni operative.

  6. Eugenio scrive:

    Salve ing. Carraro,
    sono un giovane perito meccanico, e mi sto interessando e infomando sulla nuova direttiva macchine e su tutto ciò che gira intorno alla “conformità di una macchina” (o quasi macchina)
    Innanzi tutto la ringrazio, sicuramente anche a nome degli altri visitatori, per la semplicità e la disponibilità che pone sull’argomento.
    Le chiedo alcune cose.
    Visto che i termini sono importanti, può spiegarmi la differenza, se c’è, tra direttiva macchine, marcatura CE e certificazione CE?
    Le chiedo inoltre se io come perito tecnico meccanico, con una dovuta formazione nel merito della marcatura CE e delle normative, posso propormi secondo lei come curatore della direttiva macchine, manuali uso e manutenzione, valutazione rischi ecc ecc? (in azienda, non come consulente)
    La ringrazio e le porgo cordiali saluti.
    Eugenio

  7. Renato Carraro scrive:

    Io ringrazio Lei e tutti i visitatori che danno un senso al lavoro che ho fatto e sto facendo, certamente contano i risultati economici, ma anche commenti come questo ( io e Lei siamo certi che non sono inventati ) danno molta soddisfazione.
    Pensavo che volesse fare anche Lei il consulente, e Le assicuro che la cosa non mi sarebbe affatto dispiaciuta, magari qualcuno di nuovo potrebbe portare un pò di freschezza e voglia di fare bene, in un ambiente dove i più pensano alla fatturazione.
    Ci penso anch’io, ma dopo la soddisfazione del cliente.
    Veniamo alle Sue domande, innanzitutto se mi contatta direttamente potrò fornirLe maggiori informazioni:
    Lei può proporsi come curatore della marcatura, non tanto come perito, ma come persona che conosce l’argomento, dopo che ne avrà studiato tutti gli aspetti.
    Le tre cose da Lei indicate sono come tre portate in un pranzo, in qualche modo legate, ma al tempo stesso indipendenti:
    1 direttiva : è un insieme di condizioni e regole a cui sottostare, una volta recepita da uno stato e con buona pace delle associazioni di categoria, diventa legge
    2 marcatura CE : la procedura (le procedure) per poter attaccare il famoso marchietto, e che ha come obiettivo la sicurezza del prodotto ( di ogni singolo prodotto )
    3 certificazione CE : documento rilasciato da un organismo notificato che garantisce, dopo prove specifiche di laboratorio, che un campione rispetta le norme che lo regolano. La certificazione rientra nella marcatura, ma non la sostituisce, e soprattutto è obbligatoria solo in casi specifici.
    Cordiali saluti

  8. walter scrive:

    Salve ingegnere,
    mi sto immettendo ora nel campo dell’importazione. Volevo sapere da lei gentilmente se i connettori bnc e cavi coassiali in generale necessitano obbligatoriamente di marcatura Ce. Inoltre credo che, essendo dei semplici cavi o connettori, non richiedano il manuale in italiano, giusto? La ringrazio veramente tanto in anticipo e le auguro buon lavoro. Ps.Complimenti per il sito.

  9. Renato Carraro scrive:

    Salve, immagino che il materiale da Lei indicato sia utilizzato in realizzazioni elettriche e/o elettroniche, che quindi dovranno essere marcate CE, quindi anche tutti i componenti lo devono essere.
    Per quanto riguarda il manuale o istruzioni d’uso, esso dovrebbe essere presente anche se non dovesse esserci il marchio CE.
    Quindi credo che Lei debba prendere in considerazione l’idea di fare la marcatura su questi prodotti.
    Cordiali saluti

  10. [...] Contrariamente a quanto si pensa, nei prodotti importati non è il costruttore che deve applicare il marchio CE, ma l’importatore, infatti le varie direttive chiariscono in modo netto che solo un residente nella Comunità Europea può svolgere questa attività, quindi o il costruttore estero ha un suo refente nella Comunità, oppure è l’importatore che deve eseguire le procedure per la marcatura CE. [...]

  11. Paolo scrive:

    Salve ing. Carraro,
    mia moglie titolare di un azienda agricola,ha comprato un trattore nuovo, pochi giorni dopo ci siamo accorti di diverse tonalità della vernice nella parte anteriore, vernicita da poco dal posto di guida in avanti. non avendo nessuna spiegazione dal concessionario, tramite un legale abbiamo richiesto alla casa madre tutti i numeri seriali del mezzo, vorrei precisare che diversi numeri erano coperti dalla vernice tra cui il numero motore era introvabile. la casa madre prontamente invio soltando la copia della fattura inviata al concessionario, sulla fattura riportava il n. di telaio più il n. motore che era lo stesso riportato sull’etichetta adesiva semidistrutta incollata sul lungherone destro del mezzo .
    Dopo un paio di mesi finalmente troviamo il n. motore ricoperto di vernice, con una soppresa diversa da quello dichiarato in fattura,provo « Su e giù, su e giù, ma non sono le montagne russeISO 9001 2008 e Marchio CE »Le Procedure di Controllo di Produzione ecc….

  12. Renato Carraro scrive:

    Salve, non sono in grado di fare alcun commento, in quanto come si può vedere, oltre alla prima parte del commento è stato attaccato per errore tutto il testo dell’articolo e dei successivi commenti.
    Quindi anche se il senso di ciò che è successo, si può comprendere non si conosce l’evoluzione della vicenda.
    Attendiamo eventuali chiarimenti.

  13. Paolo scrive:

    Salve ing. Carraro,
    mia moglie titolare di un azienda agricola,ha comprato un trattore nuovo, pochi giorni dopo ci siamo accorti di diverse tonalità della vernice nella parte anteriore, vernicita da poco dal posto di guida in avanti. Non avendo nessuna spiegazione dal concessionario, tramite un legale abbiamo richiesto alla casa madre tutti i numeri seriali del mezzo, vorrei precisare che diversi numeri erano coperti dalla vernice tra cui il numero motore era introvabile. la casa madre prontamente inviò soltando la copia della fattura inviata al concessionario, sulla fattura riportava il n. di telaio più il n. motore che era lo stesso riportato sull’etichetta adesiva semidistrutta incollata sul lungherone destro del mezzo .
    Dopo un paio di mesi finalmente troviamo il n. motore ricoperto di vernice, con una sorpresa diversa da quello dichiarato in fattura.Provo vergogna raccontare questo,la casa madre in un primo momento dichiarò che quel motore apparteneva a un cingolato serie 8000 non più in produzione,dopo tre mesi dichiarò che quel motore che avevo apparteneva al mio numero di telaio malgrado in fattura ne avevo un altro e dichiarando che si ipotizzava un disilineamento nella catena di montaggio. Vorrei sapere da Lei o a chi rivolgermi per avere maggiori informazioni. In base alla direttiva macchine 2006/42/CE più la normativa ISO TS 16949 per la gestione della qualità nel settore automotive mi chiedo se tutto questo può accadere in una catena di montaggio.
    Nel fascicolo tecnico sono riportati tutti i dati relativi alle forniture di tutti i materiali e di componenti più le procedure documentate di produzione.Se si,in che modo posso averne copia.
    Mi scuso per l’errore precedente,La ringrazio e Le porgo cordiali saluti.
    Paolo.

  14. Renato Carraro scrive:

    Salve, così si comprende meglio, anche se il problema era evidente anche prima.
    Quello che dice Lei è corretto, ma esistono anche le non conformità previste dal sistema di gestione, e questa non conformità dovrebbe essere gestita dall’azienda e poi Lei dovrebbe ricevere informazioni a proposito.
    Purtroppo Lei non ha diritto all’accesso al fascicolo tecnico, questa è una prerogativa delle autorità di controllo ( Guardia di Finanza, Carabinieri ecc ).
    A mio avviso non esiste uno spazio per una causa, perchè l’azienda potrebbe appunto spiegare che c’è stato un errore.
    Credo che questa potrebbe essere la realtà nella migliore delle ipotesi, poi ce ne sono tante altre che non spetta a me ipotizzare, ma che ognuno può pensare in proprio.
    Da tutto ciò l’azienda non ne viene fuori certamente bene, ma dimostra come viene tenuta in considerazione la soddisfazione del cliente nel nostro Paese.
    Cordiali saluti

  15. nadia scrive:

    vorrei sapere se per importare bacchette giapponesi serve il marhcio CE, e comunque dove posso trovare un documento che specifichi quali caratteristiche servono al prodotto per essere conforme con le direttive europee.

    grazi infinite a chi potrà aiutarmi!

  16. Renato Carraro scrive:

    Salve, il prodotto non rientra in alcuna categoria con obbligo di marchio CE, però deve rispettare la direttiva 2001/95/CE ed il D. Lgs. 172 del 2004 sulla sicurezza dei prodotti e le norme sui materiali a contatto con gli alimenti.
    Spero Le sia sufficiente.
    Cordiali saluti.

  17. nadia scrive:

    è stato davvero molto gentile, la ringrazio!

  18. [...] tentativo di conoscere quali sono esattamente le procedure che deve applicare un costruttore di cancelli per apporre la marcatura CE, abbiamo interpellato [...]

  19. nadia scrive:

    Gentilissimo Renato, la disturbo per chiedere ancora il suo prezioso aiuto. non riesco a capire se per dei bicchieri in titanio importati dal giappone sia necessaria la certificazione. grazie mille

    un caro saluto

    Nadia Martignetti

  20. Renato Carraro scrive:

    Salve, certamente non serve la marcatura CE, ma i contenitori per alimenti sono soggetti a norme di prodotto ed alla Direttiva 2001/95/CE.
    Se è necessaria una certificazione ( cioè prove i laboratorio sulla sicurezza del prodotto ) lo si può evincere solo dalla norma.
    Il marchio CE non è previsto, contrariamene a quanto succede per esempio nel Regno Unito , dove i bicchieri per mescita di bevande sono marcati CE.
    Cordiali saluti.
    ing. Carraro

  21. nadia scrive:

    grazie sempre per la disponibilità e la cortesia

  22. [...] della marcatura CE, il produttore è così in grado di dimostrare, con procedure certe, che durante tutte le fasi produttive si sono prese tutte le precauzioni e accorgimenti per [...]

  23. antonio scrive:

    salve ingegnere,
    vorrei avere alcune delucidazioni riguardanti l’importazione di alcuni prodotti elettronici(amplificatori per auto) brasiliani senza il marchio CE. Ovviamente tali prodotti necesitano la certificazione per essere immessi nel commercio. La mia domanda è quindi, essendo un importatore, come posso fare per ottenere la certificazione sui suddetti prodotti?
    Tenga presente che, essendo alle prime armi, è la prima volta che cerco di portare a termine una tale procedura.
    In attesa di una sua risposta le invio i miei più cordiali saluti.

  24. Buongiorno ing. Carraro.
    Un mio cliente mi chiede se producendo in Italia un impianto ma destinato ad essere venduto in Venezuela, è tenuto comunque ad ottemperare la Direttiva macchine e quindi marcare CE l’impianto, redigere il fascicolo tecnico, effettuare un’analisi dei rischi ecc…
    Grazie
    Enrico Timothy Testa

  25. Renato Carraro scrive:

    Salve Sig. Antonio, in qualità di importatore Lei deve operare come se fosse il produttore e quindi con tutti i limiti oggettivi della situazione, Lei deve attuare tutte le procedure della marcatura.
    Può trovare tutte le informazioni necessario in questo sito, oppure può richiedere un preventivo per la nostra consulenza.
    Cordiali saluti

  26. Renato Carraro scrive:

    Salve Sig.Testa, il prodotto venduto al di fuori della Comunità Europea non ha necessità di essere marcato CE, però all’estero il marchio CE è tenuto in grande considerazione e vale quasi come marchio di qualità ( cosa che non è ), quindi il mio consiglio e di eseguire comunque la marcatura CE dell’impianto.
    Cordiali saluti

  27. Ing. Filippo Calamusa scrive:

    Salve Ing. Carraro.

    Sono un Ing. Meccanico Libero professionista che opera nella progettazione delle macchine. Un cliente che possiede un parco macchine obsoleto mi ha chiesto una consulenza per renderlo conforme alla nuova Direttiva Macchine. Volevo chiederle se io, in qualità di tecnico, posso eseguire l’adeguamento ( o necessariamente devo indirizzarlo verso un ente certificatore esterno) e quale è la procedura che eventualmente va seguita nel caso specifico.

    Distinti saluti.

  28. Renato Carraro scrive:

    Salve, per poter rispondere alla richiesta del Suo cliente occorre valutare preventivamente alcune cose:
    1- l’anno di costruzione di ogni singola macchina
    2- se ogni singola macchina ha subito interventi di modifica o miglioramento nel corso degli anni
    3- se è disponibile e che tipo di documentazione per ogni macchina
    4- se Lei è iscritto all’albo degli ingegneri
    Solo dopo aver chiarito questi punti relativamente alla valutazione di ogni singola macchina, sarà possibile decidere che procedura adottare specificamente.
    Da quanto sopra ne consegue che non posso fornire un iter operativo, che può essere diverso di volta in volta, in ogni caso non è certo un blog, cioè uno spazio di discussione e di scambio di opinioni, il luogo adatto ad una consulenza specifica come Lei richiede.
    Nel caso le interessi ci può contattare direttamente.
    Cordiali saluti
    Ing. Carraro

  29. BARAVELLI IVANO scrive:

    Gent. Ing. Carraro, mi permetta di complimentarmi con Lei per la competenza, disponibilità, ma sopra ogni cosa, la grande passione che trapela dalle sue parole. Io sono un perito industriale di Bologna e non capisco ancora una cosa sulla marcatura
    CE: viene applicata soltanto sulle macchine commercializzate nell’ambito della comunità europea ( perchè così pare dalla Direttiva Macchine) o deve essere applicata comunque? . La sicurezza non è indispensabile soltanto in Europa. La ringrazio anticipatamente sicuro di una Sua celere ed esaustiva risposta. Buona giornata . Ivano Baravelli

  30. Renato Carraro scrive:

    Salve, la ringrazio per i complimenti, forse se pagassimo per riceverli non sarebbero così ben fatti e soprattutto così apprezzati.
    Il marchio CE ha validità giuridica solamente all’interno della CEE e quindi così come solo i soggetti residenti nella CEE possono e devono marcare i prodotti che lo richiedono, allo stesso modo fuori della CEE, il marchio è riconosciuto come garanzia di sicurezza, ma non può essere né preteso, né imposto.
    Rimane l’aspetto commerciale, ovvero il marchio CE è molto considerato all’estero come sinonimo di corretta costruzione e sicurezza.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  31. Daniele Cresta scrive:

    Gentilissimo ing.Renato, grazie per tutte le sue risposte; non è facile trovare qualcuno che sia così informato.Volevo un suo prezioso aiuto, su na questione che mi turba da un pò di tempo… noi assembliamo biciclette normali e biciclette a pedalata assistita(elettrica) con batteria (batteria già a marchio CE) non riesco a capire se le biciclette assemblate e vendute necessitano di marchio CE o certificazione CE. grazie mille

    un carissimo saluto

    Daniele

  32. Renato Carraro scrive:

    Salve, Le ho inviato anche un messaggio privato, ma non so se Le sia arrivato.
    Il prodotto deve essere marcato CE non in quanto bicicletta, m perchè h dell batterie ed un motore elettrico, quindi è un macchina.
    Il fatto di avere dei componenti marcati CE, facilita il lavoro di marcatura, ma non lo sostituisce.
    Le batterie sono marcate CE, il motore elettrico no, come previsto dalle direttive, ma assieme queste due cose danno origine al prodotto finito che è appunto una macchina, secondo l definizione dell’omonima direttiva e quindi deve essere marcato CE.
    Cordiali saluti

  33. marcello scrive:

    Buon giorno Ing. Renato,
    le scrivo perché ho acquistato un trattore Valtra T202 Versu e mi sono accorto che non presenta la marcatura CEE sia la macchina sia il libretto di uso e manutenzione.(a differenza del john deere di mio fratello e del new holland e del lamborghini di amici).Come e dove posso verificare se la macchina ha tale marchio?La ringrazio sin d’ora.
    Cordiali saluti

  34. Renato Carraro scrive:

    Salve, la Sua richiesta non comporta alcuna risposta in quanto se il prodotto non ha il marchio CE, questo è un dato di fatto e non c’è nulla da controllare.
    Non significa che non sia a norme e che non sia un buon prodotto, però non potrebbe essere presente sul mercato e non potrebbe essere venduto senza tale marchio.
    Lei non può farci nulla, se non agire legalmente nei confronti di chi glielo ha venduto.
    Tenga presente che ora può non avere problemi, ma se dovesse venderlo ne avrà e molti, perchè senza marchio CE il prodotto è appunto invendibile, se invece pensa di tenerlo a vita, allora non ci sono problemi.
    Cordiali saluti.

  35. marcello scrive:

    Pirma di tutto la ringrazio per la sua disponibilità.Le spiego brevemente il nostro problema.Nel febbraio 2010 abbiamo acquistato il trattore Valtra t 202 Versu,subito la macchina presentava dei problemi ,infatti il motore scaldava,non passava gasolio,si accendevano numerose spie di allarme.Dopo 15 giorni dalla consegna i distributori idraulici si bloccavano,si bloccava il sollevatore posteriore,il freno di stazionamento non reggeva,si rompevano i supporti dei braccetti del sollevatore posteriore,si avvertivano dei rumori (colpi) all’altezza del cambio,pioveva dalla cabina,presentava difetti sull’impianto eletrico che danneggiava continuamente i lampeggianti. A

  36. Renato Carraro scrive:

    Il commento non è completo, ma mi sembra sufficiente ad illustrare la situazione.
    Posso dire che il marchio CE è giustamente non presente, dato che il prodotto ha delle caratteristiche che non lo rendono propriamente sicuro e commercializzabile.
    Naturalmente il mio giudizio si basa esclusivamente su ciò che afferma Lei, dato che non conosco questo prodotto, né la marca, che a differenza delle altre citate, mi è assolutamente sconosciuta.
    Normalmente un produttore serio, che rispetta le leggi, produce anche un prodotto efficace, con prestazioni differenti dall’uno all’altro tipo, ma sempre rientranti nel minimo atteso dal cliente.
    Nel Suo caso, sembra proprio che ciò non si verifichi, quindi il marchio CE c’entra poco, certamente se fosse stato presente, non avrebbe risolto alcuno dei problemi da Lei enunciati.
    Cordiali saluti

  37. marcello scrive:

    A giugno del medesimo anno si verificava la rottura del ponte anteriore e la macchina veniva portata nell’officina autorizzata per le operazioni necessarie.Dovevano restituircelo in 15 gg. ed invece siamo rientrati in possesso del mezzo solo alla metà di settembre.Nonostante la lunga permanenza in officina,il trattore é rientrato presentando ancora il problema del blocco dei distributori idraulici del caricatore frontale.Il cambio power shift,difettava,infatti le marce si sovrapponevano una con l’altra. Continuava a rompere i supporti dei braccetti del sollevatore posteriore.In totale questi ultimi sono stati sotituiti ben 4 volte in tre mesi,per un totale di n° 8 pezzi.Il giorno 11 novembre 2011 ,mentre procedeva su strada asfaltata in discesa, si verificava la rottura ,in tre pezzi, dell’albero delle trasmissioni.Il trattore si é quindi trovato su una discesa con prendenza del 10% (come accurato poi dalla perizia) senza freni né cambio.Il mezzo,fuori controllo,é andato ad urtare un muro iniziando una serie di testa coda,con rimorchio attaccato,fino a che non si é rotto il perno del rimorchio ed il trattore é stato fermato strusciando sul muro.L’atteggiamento della casa costruttrice é stato , da subito,non quello di verificare le cause dell’incidente,ma quello di volere ravvisare ad ogni costo la mia piena responsabilità.A quel punto ho fatto ricoverare il mezzo presso un deposito ed ho richiesto una perizia del tribunale,che,come le ho già accennato,stabiliva quale causa del sinistro la rottura dell’albero delle trasmissionin e del carter del cambio.La perizia veniva effettuata nel mese di marzo 2011 ( in tutto questo periodo la mia azienda si é trovata senza alcun mezzo per lavorare ,con tutti i danni che facilmente può immaginare ne sono conseguiti)ed il perito del tribunale,intimaa la riparazione del mezzo il più presto possibile.Verbalmente ci veniva comunicato dalla casa costruttrice che il mezzo sarebbe stato riconsegnato i primi di maggio,così non é stato,tant’é vero che in data 20/05/2011 lo stesso perito del tribunale inviatava le parti per risolvere il problema.Veniva firmato un accordo, tra tutte le parti in causa,che prevedeva la totale riparazione del mezzo a carico loro e la sua restituzione entro il 15/07/2011.Inoltre impegnava la casa costruttrice ad adempiere al pagamento di n° 2 rate del finanziamento a titolo di risarcimento.Veniva stabilito che nel periodo fino alla data dlla consegna,la casa fornisse un mezzo della stessa marca e dello stesso modello,in modo da permettere lo svolgimento dei lavori (questi potevano essere svolti solo parzialmente, in quanto il mezzo sostitutivo non aveva il caricatore frontale).In data 12/07/2011 mentre mi trovavo al lavoro in collina,come sempre,si verificava la rottura dei supporti dei braccetti del sollevatore posteriore,sbilanciando bruscamente il peso dell’attrezzo a valle con conseguente ribaltamento del mezzo.Inutile dirle che anche in quest’occasione l’unico pensiero della casa costruttrice é quello di dimostrare la mia piena responsabilità,negando persino l’evidenza che circa 15 gg. dopo la consegna del mezzo sostitutivo,avevano dovuto provvedere anche su quest’ultimo alla sostituzione dei supporti,di cui sopra,poiché si erano spezzati.Inoltre,il mio trattore,che doveva essere consegnato entro il 15/07/2011,é stato riportato solo il 23/08/2011 dopo che mi sono recato a Parma,sede della casa costruttrice per l’Italia,e ho chiesto di vedere il trattore.(Le dico solo che ho dovuto chiamare i carabinieri e chiedere il loro intervento pèer poter visionare il mio mezzo).Il giorno 23 agosto.alla presenza dei responabili della casa costtruttrice, ho riscontrato una serie di difetti ancora presenti sulla macchina ( mancata regolazione del cambio,supporti dei braccetti del sollevatore posteriore ancora piegati dal sinistro del 12/11,come anche il caricatore frontale).Ho controllato tutto tranne i livelli dell’olio,e dopo 10 minuti che tutti erano andati via,ho preso il trattore ,ho percorso 4/5 km e mi si sno accese le spie di emergenza perché era completamente a secco dell’olio per il cambio e per l’impianto idraulico.Ho quindi una bolla d’intervento del giorno successivo alla riconsegna del mezzo per questo.In data odierna,scadeva la cambiale agraria che questi signori si erano impegnati a pagare nell’accordo del 20/05/2011 e sa che hanno fatto? Me l’hanno mandata all’incasso.Mi pare ovvio che da qui in avanti sarò costretto ad agire per vie legali e per questo,volevo essere certo del fatto che l’assenza del marchio sulla targhetta dove é indicato il telaio e la totale assenza sul libretto di uso e manutenzione,non potesse in qualche modo essere ovviata.Cioé, esiste un elenco pubblico che mi permetta di verificare che questa macchina abia i marchi cee?Le ripeto visivamente non li ha.
    La ringrazio sin d’ora e le porgo i miei più cordiali saluti

  38. Renato Carraro scrive:

    Questa è la seconda parte della Sua odissea, che mi pare parli da sola.
    Il trattore non rientra in direttiva macchine, in quanto è disciplinato dalla DIRETTIVA 2003/37/CE che Le consiglio di scaricarsi o di far scaricare al Suo avvocato.
    Questa direttiva è molto più severa della direttiva macchine e non impone il marchio CE bensì l’omologazione CE, che è una procedura molto più vincolante.
    Il trattore deve riportare il n° di omologazione e tutta una serie di altre informazioni descritte nella direttiva.
    Il fatto che sia senza libretto di istruzioni è di per sé gravissimo e rende il prodotto “non vendibile” anche in base alla direttiva 2001/95/CE.
    Le faccio i miei auguri e La saluto cordialmente.

  39. marcello scrive:

    la ringrazio molto,mi e’ stato di grande aiuto.
    distinti saluti

  40. [...] mercato  prodotti che non hanno il marchio CE, ma per i quali non è stata messa in atto nessuna procedura di sicurezza, il tutto con il placet delle loro associazioni. Ribadiamo allora:- Qui Prodet?-. Certamente non ai [...]

  41. Francesco scrive:

    Buonasera Ing. Carraro,
    abbiamo acquistato un inverter (ovviamente marcato CE) in cui sul manuale è dichiarata la conformità alla Cat. 3 della norma EN 954-1 e SIL 2 secondo IEC 62508. Siccome avevamo qualche dubbio, visto che la norma in vigore è la 13849-1 e che la EN 954-1 è stata ritirata (anche se è ne è stata prorogata la validità fino al 31/12/2011), abbiamo richiesto il certificato di conformità, che ci è stato fornito, ma che è del 2006 e che riporta la conformità alla EN954-1/ISO 13849-1 senza specificare chiaramente il Pl e la Cat. rispetto a quest’ultima. Ora, siccome la 13849-1 è entrata in vigore nel 2007, e nel 2008 ha subito una evoluzione, mi chiedo se tale certificato è ancora valido. L’azienda fornitrice si è giustificata dicendo che il certificato, rilascaito da un ente autorevole, non ha data di scadenza, però mi sembrava di aver letto da qualche parte che le certificazioni devono seguire l’evoluzione normativa.
    Lei che cosa ne dice? La ringrazio per l’attenzione e per la chiarezza delle sue risposte in questo blog, e la saluto cordialmente.

  42. Renato Carraro scrive:

    Salve, il fatto che la vecchia norma sia ancora in vigore di fatto rende il prodotto e la documentazione ancora validi, anche se non mi pare che la ditta fornitrice sia stata particolarmente attenta a questi aspetti.
    Ci sono due cose che mi destano dubbi, ma potrebbe derivare dal termine da Lei riportato e da una mia eccessiva diffidenza.
    Una cosa è il termine Ente autorevole”, gli enti sono Notificati oppure no, la definizione di autorevole è di tipo commerciale a lascia il tempo che trova, che cosa è autorevole e chi lo dimostra in modo inconfutabile assumendosene la responsabilità?
    L’altra cosa è il SIL 2 di cui penso Lei conosca il significato e spero lo conosca anche chi ha apposto questo marchio, mi piacerebbe proprio sapere cosa sarebbe disposto a scommettere il produttore sul fatto che l’inverter non si romperà entro i prossimi 10.000 anni.
    Personalmente non ho elementi per valutare negativamente il prodotto ed i documenti che lo accompagnano, ma al Suo posto sarei curioso.
    Cordiali saluti.

  43. Renato Carraro scrive:

    Scusi gli anni non sono 10.000, sono solo 1.000.

  44. Filippo scrive:

    Buongiorno Ing. Carraro,

    mio cognato ha una cabina di verniciatura che ha acquistato nel 2007.
    Chi gli ha venduto questa cabina di verniciatura ha rilasciato una dichiarazione di conformità datata Marzo 2007 la quale recita testualmente che il fornitore “dichiara che l’impianto di verniciatura è stato prodotto nel 1986 nello stabilimento XXXX ed è conforme alle normative vigenti all’epoca in cui lo stesso è stato prodotto”. Mi chiedevo a questo punto se la cabina risulta conforme alle normative attualmente vigenti o se necessita di interventi per adeguarla in quanto il produttore/fornitore dell’impianto dichiara la conformità a normative risalenti al 1986. Come si deve procedere in tale situazione?
    La ringrazio per l’attenzione e per la chiarezza delle sue risposte e la saluto cordialmente.

  45. Renato Carraro scrive:

    Salve, al momento della vendita il prodotto, se non era usato, doveva avere la marcatura CE, se era usato, doveva avere una perizia.
    Il metodo usato non era corretto.
    Come procedere ora:
    - per il prodotto occorre fare la marcatura
    - per il venditore é una questione legale e deve chiedere ad un avvocato
    Cordiali saluti

  46. andrea scrive:

    Salve io sono in procinto di importare consumabili compatibili (toner e cartucce) dalla cina ma non tutti i fornitori rilasciano la marchiatura CE
    adesso volevo sapere se questi prodotti hanno l’obbligo del marchio CE e semmai qual’è la procedura per ottenre la certificazione per i prodotti importati
    saluti

  47. Renato Carraro scrive:

    Salve, i prodotti devono essere marcati CE per poter essere venduti in Europa. I produttori extra europei non possono marcarli ed al massimo possono rilasciare dei certificati di prova. Della marcatura se deve occupare Lei in qualità di importatore ed il consiglio che
    Le do è di farlo prima dell’importazione, per evitare problemi in dogana.
    Cordiali saluto

  48. andrea scrive:

    ok grazie per la info dove mi posso rivolgere per la marcatura CE?
    e soprattutto posso marcare solo i prodotti importati finchè sono e saranno gli stessi?
    grazie per le info

  49. Renato Carraro scrive:

    Noi forniamo la consulenza per fare la marcatura CE, come trova scritto balla sezione chi siamo, se desidera un preventivo basta chiederlo, non comprendo la seconda parte della domanda e quindi non posso rispondere.
    Saluti

  50. andrea scrive:

    ok per avere una vostra consulenza come devo fare?
    la seconda parte che ho scritto prima la spiego con un esempio
    se io importo un modello specifico di toner diciamo il toner X posso far marcare solo quel prodotto?
    e se durante gli anni continuerò ad importare quel prodotto cioè sempre lo stesso rimarrà valida la stessa marcatura ce giusto?

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