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	<title>Marcatura CE</title>
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	<description>Conoscerla per applicarla, rispettarla e pretenderla.</description>
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		<title>Dedicato a &#8230;&#8230;&#8230;..</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 19:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Carraro</dc:creator>
				<category><![CDATA[la qualità secondo le norme ISO 9001 2008]]></category>

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		<description><![CDATA[
associazioni di categoria
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noleggiatori
fornitori di servizi tramite strumenti
e a tutti quelli che : tanto va bene lo stesso

Esiste una Cenerentola delle Direttive che potrebbe ( speriamo accada ) trasformarsi, nella &#8220;madre di tutte le direttive&#8220;, è la Direttiva 2001/95/CEE.
A questa è collegato il DL 21 maggio 2004 n° 172 che rappresenta il recepimento in Italia ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><strong>associazioni di categoria</strong></li>
<li><strong>produttori</strong></li>
<li><strong>commercianti</strong></li>
<li><strong>importatori</strong></li>
<li><strong>locatori</strong></li>
<li><strong>noleggiatori</strong></li>
<li><strong>fornitori di servizi tramite strumenti</strong></li>
<li><strong>e a tutti quelli che : tanto va bene lo stesso</strong></li>
</ul>
<p>Esiste una <strong>Cenerentola</strong> delle Direttive che potrebbe ( speriamo accada ) trasformarsi, nella &#8220;<strong>madre di tutte le direttive</strong>&#8220;, è la <strong>Direttiva 2001/95/CEE</strong>.</p>
<p>A questa è collegato il<strong> DL 21 maggio 2004 n° 172</strong> che rappresenta il recepimento in Italia ed indica operativamente come si deve applicare la 2001/95/CEE e quali sono le<strong> sanzioni</strong> previste per i trasgressori.</p>
<p>Coloro che pensano che con <strong>azioni dilatorie</strong>, <strong>furbacchiate</strong> varie, proprio da &#8220;<strong>furbetti del quartiere</strong>&#8220;, si possano immettere sul mercato prodotti <strong>pericolosi </strong>o anche &#8220;<strong>non sicuri</strong>&#8220;, dovrebbero scaricarsi sia la <strong>Direttiva</strong> che il <strong>DL</strong> e leggerli molto attenztamente.</p>
<p>Riportiamo di seguito solo un piccolo stralcio particolarmente interessante, l&#8217;articolo 11</p>
<p>1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il produttore o il distributore che immette sul mercato prodotti pericolosi in violazione del divieto di cui all&#8217;articolo 6, comma 2, lettera <em>e)</em>, e&#8217; punito con l&#8217;arresto da sei mesi ad un anno e con l&#8217;ammenda da euro diecimila ad euro cinquantamila.</p>
<p>2. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il produttore che immette sul mercato prodotti pericolosi, e&#8217; punito con l&#8217;arresto fino ad un anno o con l&#8217;ammenda da euro diecimila ad euro cinquantamila.</p>
<p>3. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il produttore o il distributore che non ottempera ai provvedimenti emanati a norma dell&#8217;articolo 6, comma 2, lettere <em>b)</em>, numeri 1) e 2), <em>c)</em> e <em>d)</em>, numeri 1) e 2), e&#8217; punito con l&#8217;ammenda da euro diecimila ad euro venticinquemila.</p>
<p>4. Il produttore o il distributore che non assicura la dovuta collaborazione ai fini dello svolgimento delle attività di cui all&#8217;articolo 6, comma 2, lettera <em>a)</em>, e&#8217; soggetto alla sanzione amministrativa da euro duemilacinquecento ad euro quarantamila.</p>
<p>5. Salvo che il fatto costituisca reato, il produttore che violi le disposizioni di cui all&#8217;articolo 3, commi 2, 3, 5, 7, 8 e 9, ed il distributore che violi le disposizioni di cui al medesimo articolo 3, commi 6, 7, 8 e 9, sono soggetti ad una sanzione amministrativa compresa tra euro millecinquecento ed euro trentamila.</p>
<p>Non crediamo che servano ulteriori spiegazioni, nè per i <strong>trasgressori</strong> nè per <strong>controllori,</strong> ora ognuno si prenda le Sue responsabilità.</p>
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		<title>La &#8220;Qualità&#8221; nella vita quotidiana</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 10:42:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Carraro</dc:creator>
				<category><![CDATA[la qualità secondo le norme ISO 9001 2008]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho riflettuto molto, prima di decidermi a scrivere queste poche righe, ma ho considerato che non cambia nulla se nulla cambia, e quindi spero di fornire un piccolo contributo per il cambiamento verso una Qualità migliore della vita quotidiana.
La convivenza sociale, le regole del &#8220;contratto sociale&#8220;, la buona educazione, sono aspetti diversi di un modello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho riflettuto molto, prima di decidermi a scrivere queste poche righe, ma ho considerato che <strong>non cambia nulla se nulla cambia</strong>, e quindi spero di fornire un piccolo contributo per il cambiamento verso una Qualità migliore della vita quotidiana.</p>
<p>La <strong>convivenza sociale</strong>, le regole del &#8220;<strong>contratto sociale</strong>&#8220;, la <strong>buona educazione</strong>, sono aspetti diversi di un modello complessivo che ogni società si è data.</p>
<p>Possono essere diverse le regole da un Paese all&#8217;altro o da una cultura all&#8217;altra, ma il <strong>rispetto</strong> e la <strong>cortesia </strong>appartengono indistintamente a tutte le società, di tutte le civiltà, in tutti i tempi, almeno tra pari, e siccome mi risulta che nella nostra società occidentale, almeno in teoria, ci consideriamo tutti uguali, allora <strong>rispetto</strong> e <strong>cortesia</strong> sono caratteristiche proprie di un <strong>corretto rapporto sociale</strong>.</p>
<p>Non è accettabile quindi, anche se purtroppo largamente accettato, che nei rapporti quotidiani, soprattutto via internet, vengano meno le più elementari <strong>regole</strong> di rispetto e di <strong>buona educazione</strong>.</p>
<p>Credo che a tutti noi sia stato insegnato che un rapporto <strong>inizia</strong> e <strong>termina</strong> con un saluto e che quando si chiede qualcosa a qualcuno, lo si faccia in modo cortese, magari premettendo un &#8220;per favore&#8221; o &#8221; per cortesia&#8221;.</p>
<p>Forse non è chiaro che al di là di un indirizzo mail, prima o dopo si arriva ad una<strong> persona</strong>, fatta esattamente come noi e che come noi si aspetta da un qualsiasi interlocutore, di essere salutata e trattata con cortesia.</p>
<p>Non si comprende perchè si debbano accettare richieste di questo genere : <strong>&#8221; imbarcazione importata dall&#8217;america 33 piedi cosa fare ed a che costi per ottenere il marchio CEE&#8221; </strong>senza alcuna premessa o altra specifica, (questo è solo uno di innumerevoli esempi).</p>
<p>Noi abbiamo deciso di rispedirle al mittente, come le richieste anonime e come le telefonate con<strong> &#8220;mittente sconosciuto&#8221; </strong>forse queste persone non si rendono conto di entrare in casa d&#8217;altri, senza chiedere il permesso, senza salutare e senza un briciolo di cortesia.</p>
<p>Anche se le porte di internet sono sempre aperte e gli ospiti sono sempre graditi e  bene accolti, non significa che i maleducati e quelli che ci mancano di rispetto, non possano essere riaccompagnati alla porta, nella direzione di uscita, Anche questo migliora la <strong>Qualità</strong> della vita.</p>
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		<title>SIL, chi era costui?</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 10:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Carraro</dc:creator>
				<category><![CDATA[la qualità secondo le norme ISO 9001 2008]]></category>

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		<description><![CDATA[Prendiamo a prestito la citazione da Manzoni e Don Abbondio, per ricordarci che l&#8217;italiano è ancora la nostra lingua e che il ricorso alle sigle, pur semplificando la scrittura, molto spesso crea confusione o equivoci.
Infatti se citiamo la CEI, molti leggeranno Conferenza Episcopale Italiana, altri leggeranno Comitato Elettrotecnico Italiano, quindi le sigle possono essere spesso insidiose.
Quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendiamo a prestito la citazione da Manzoni e Don Abbondio, per ricordarci che l&#8217;italiano è ancora la nostra lingua e che il ricorso alle sigle, pur semplificando la scrittura, molto spesso crea confusione o equivoci.</p>
<p>Infatti se citiamo la <strong>CEI</strong>, molti leggeranno Conferenza Episcopale Italiana, altri leggeranno Comitato Elettrotecnico Italiano, quindi le sigle possono essere spesso insidiose.</p>
<p>Quando sono univoche sono un linguaggio per esperti, e dato che molti desiderano essere esperti, assistiamo in questi anni al proliferare di sigle, che provengono dalla lingua inglese e poi sono utilizzate in Italia, obbligando prima alla traduzione poi all&#8217;interpretazione.</p>
<p>Ritorniamo al <strong>SIL</strong> e trattiamolo subito  per la sua sostanza, cioè <strong>Livello di Integrità del Sistema</strong>, detto così non è più tanto oscuro.</p>
<p>Bazzicando tra norme e direttive si comprende che conoscere il livello di sicurezza di un sistema e il suo livello di integrità è <strong>assolutamente utile</strong> ed a volte <strong>indispensabile</strong>, per valutare la sicurezza di ciò che utilizziamo, quindi perchè non cercare di <strong>semplificare</strong> e rendere univoci i linguaggi?</p>
<p>La risposta è semplice, i tecnici, anche quelli bravi, si preoccupano di <strong>risovere i problemi</strong>, di rendere sicure le macchine ed i sistemi di sicurezza, si preoccupano un pò meno di <strong>essere compresi</strong> e soprattutto di parlare un <strong>linguaggio comune</strong>, in questo modo ognuno può diventare importante nel suo orticello, quasi come in politica.</p>
<p>Certo, perchè scoprire dopo tante ricerche e studi che ciò che in meccanica fa riferimento ai <strong>RESS</strong> ( Requisiti Essenziali di Sicurezza e Salute ) corrisponde anche se non direttamente ai <strong>SIL</strong>, significa scoprire che il problema della sicurezza è comune a tutti i settori produttivi e sociali, e quindi sarebbe più utile e conveniente per l&#8217;utente avere di fronte un solo linguaggio?.</p>
<p>Evidentemente per i tecnici non vale la stessa logica, per cui frazionare le conoscenze e farle evolvere a compartimenti stagni, oltre ad essere una fonte di prestigio ( nell&#8217;orticello ) è anche fonte di lucro, peccato che a <strong>pagare</strong> sia sempre il <strong>consumatore</strong>.</p>
<p>Paga in termini di danaro e paga in termini di <strong>sicurezza,</strong> perchè rendere complicato ciò che è semplice, significa che chi lo deve applicare, alla fine non lo applica e ci si ritrova nella situazione in cui i RESS sono sconosciuti ai meccanici ed i SIL sono sconosciuti agli elettronici.</p>
<p>A questo punto, un complimento ai tecnici e soprattutto a coloro che hanno il compito di creare e divulgare le norme di sicurezza, è assolutamente doveroso!</p>
<p>Citazione da un colonnello dell&#8217;esercito in forza nel 1976 : -la gestione nell&#8217;esercito è fatta in modo da <strong>rendere difficile il facile attraverso</strong> <strong>l&#8217;inutile-.</strong> Noi aggiungiamo: -non solo nell&#8217;esrcito-.</p>
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		<title>Marcatura CE, norme ISO 9001 quali relazioni?</title>
		<link>http://www.marcaturace.net/iso-9001-2008/marcatura-ce-norme-iso-9001-quali-relazioni</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 19:18:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Carraro</dc:creator>
				<category><![CDATA[la qualità secondo le norme ISO 9001 2008]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo già avuto modo, in varie sedi, sul sito Qualitiamo, su Encolo blog, di esprimere il nostro parere sul disastro che in Italia siamo riusciti a fare con le norme ISO 9001
Abbiamo trasformato una grande opportunità, che aveva origine nelle TOP 100 Statunitensi dell&#8217;immediato dopo guerra, passava attraverso l&#8217;elaborazione delle più avanzate industrie Giapponesi, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo già avuto modo, in varie sedi, sul sito <strong>Qualitiamo</strong>, su <strong>Encolo blog</strong>, di esprimere il nostro parere sul <strong>disastro</strong> che in Italia siamo riusciti a fare con le norme <strong>ISO 9001</strong></p>
<p>Abbiamo trasformato una <strong>grande opportunità</strong>, che aveva origine nelle <strong>TOP 100 Statunitensi</strong> dell&#8217;immediato dopo guerra, passava attraverso l&#8217;elaborazione delle più avanzate industrie <strong>Giapponesi</strong>, per arrivare a noi, in forma di Norma che aveva come obiettivo principale la soddisfazione del cliente, in un caotico insieme di inutili moduli e procedure preconfezionate e fotocopiate.</p>
<p>Chi conosce le problematiche aziendali, ha chiara la situazione, e sa che dopo un primo periodo di <strong>euforia</strong>, che ha portato molti a spendere cifre considerevoli, e le stesse regioni a finanziare <strong>progetti improbabili</strong>, si è passati alla constatazione che non sono moduli e carte che migliorano la gestione, e si è giunti oggi  ad un senso di rifiuto generalizzato e di scetticismo diffuso.</p>
<p>Chi scrive ha ormai da anni smesso di proporsi come consulente di ISO 9001, per richiamare invece l&#8217;attenzione sull&#8217;effettivo controllo e miglioramento della gestione aziendale, utilizzando poi nella pratica gli utilissimi criteri indicati dalle norme, quasi in silenzio e senza pubblicizzarlo all&#8217;interno delle aziende.</p>
<p>Naturalmente il gran parlare di ISO ( qualcuno ancora cita le 9002 ) ha influenzato moltissimi addetti ai lavori, tanto che quasi quotidianamente, quando per la <strong>marcatura ce</strong>, indichiamo la necessità di avere le <strong>procedure </strong>di <strong>controllo </strong>di <strong>produzione</strong>  (<strong>FPC</strong> per dirla come piace tanto a molti consulenti, nel chiaro intento di <strong>parlar tra simili</strong> ), molti ci chiedono:- ma allora serve l&#8217;ISO?-</p>
<p><strong>No, risposta chiara e categorica</strong>, le procedure sono il modo di lavorare che le aziende hanno, per il fatto di produrre tutti i giorni, e non le ha inventate l&#8217;ISO, perciò per fare la marcatura CE, non serve nè l&#8217;ISO, nè faragginose documentazioni.</p>
<p>Serve invece <strong>lavorare bene</strong>, con l&#8217;<strong>attenzione</strong> costante alla<strong> sicurezza</strong> ed alla<strong> salute</strong> di chi produce e di chi utilizza il prodotto, tutto il resto sono cose che si fanno con il buon senso, un pò di impegno per imparare cose nuove e soprattuto per capirle e capire cosa Vi chiede di fare il consulente di turno, che Vi troverete sempre tra i piedi.</p>
<p>Siamo <strong>autolesionisti</strong>? <strong>No</strong> realisti, sinceri ed onesti.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Marchio CE, Conformità Europea o China Export?</title>
		<link>http://www.marcaturace.net/gli-aspetti-tecnici-del-marchio-della-marcatura-ce/marchio-ce-conformita-europea-o-china-export</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 11:45:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Carraro</dc:creator>
				<category><![CDATA[gli aspetti tecnici del Marchio della Marcatura CE]]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso in modo quasi scherzoso si è sentito e si sente parlare di CE come China Export, tralasciando gli aspetti legali, vediamo l&#8217;origine di questo &#8220;scherzo&#8221;.
Tutte le direttive e tutte le normative Europee, dicono chiaramente che solo chi risiede all&#8217;interno della CEE o ha in questo ambito un legale rappresentante, può apporre il Marchio CE. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso in modo quasi scherzoso si è sentito e si sente parlare di CE come China Export, tralasciando gli aspetti legali, vediamo l&#8217;origine di questo &#8220;scherzo&#8221;.</p>
<p>Tutte le direttive e tutte le normative Europee, dicono chiaramente che solo chi <strong>risiede </strong>all&#8217;interno della <strong>CEE</strong> o ha in questo ambito un legale <strong>rappresentante</strong>, può apporre il <strong><a title="Marchio CE" href="http://www.marcaturace.net/gli-aspetti-tecnici-del-marchio-della-marcatura-ce/marchio-ce">Marchio CE</a></strong>. Ne consegue che chi sta al di <strong>fuori</strong> della <strong>CEE</strong> <strong>non può apporlo</strong>!</p>
<p>Cosa hanno escogitato i simpatici cinesi, ma nella realtà tutti coloro che stanno al di fuori della<strong> CEE</strong> ed anche quelli che operando all&#8217;interno di questa, vogliono fare i furbi, <strong>eliminando</strong> di fatto la loro <strong>rintracciabilità</strong>?</p>
<p>Hanno apposto un <a title="Marchio CE" href="http://www.marcaturace.net/gli-aspetti-tecnici-del-marchio-della-marcatura-ce/marchio-ce"><strong>Marchio CE</strong> </a>simile a quello regolare, ma con <strong>lievi modifiche</strong>, di solito hanno avvicinato la C e la E, in modo da sembrare il marchio richiesto dalla Comunità Europea, però di fatto <strong>differenziandosi</strong> da esso.</p>
<p>Quando ad un eventuale e raro controllo, qualche autorità eccepiva che quel marchio non poteva essere apposto dal &#8220;cinese&#8221; di turno, questo diceva: non si tratta del <strong><a title="Marchio CE" href="http://www.marcaturace.net/gli-aspetti-tecnici-del-marchio-della-marcatura-ce/marchio-ce">Marchio CE</a></strong>, ma dell&#8217;acronimo di <strong>China Export</strong>, pensando e qualche volta riuscendo, ad eludere o evitare le <strong>giuste sanzioni</strong>.</p>
<p>La Comunità Europea ha <strong>chiarito</strong> in modo <strong>inequivocabile</strong> la forma e le dimensioni del <strong><a title="Marchio CE" href="http://www.marcaturace.net/gli-aspetti-tecnici-del-marchio-della-marcatura-ce/marchio-ce">Marchio CE</a>,</strong> ed ha diffidato chiunque da appore marchi che imitassero o simulassero quello corretto.</p>
<p>Ricordiamo che la forma <strong>corretta</strong> del <a title="Marchio CE" href="http://www.marcaturace.net/gli-aspetti-tecnici-del-marchio-della-marcatura-ce/marchio-ce"><strong>Marchio CE</strong> </a>è quella presente nell&#8217;intestazione delle nostre pagine, dove la C e la E sono ricavate da due cerchi che si <strong>compenetrano</strong> e la dimensione minima in altezza deve essere di <strong>5 mm</strong>.</p>
<p>A complicare le cose ci si mette anche la sbadattaggine e l&#8217;ignoranza, per cui anche prodotti certamente rispettosi delle norme e delle direttive sono marcati in modo scorretto e <strong>ATTENZIONE</strong>: non parliamo di prodotti di piccole aziende che non sanno ciò che fanno, ad esempio le <strong>chiavette Vodafone,</strong> per la navigazione in Internet, hanno il <strong><a title="Marchio CE" href="http://www.marcaturace.net/gli-aspetti-tecnici-del-marchio-della-marcatura-ce/marchio-ce">Marchio CE </a>sbagliato</strong>, e Vi assicuriamo che non si tratta di un caso isolato.</p>
<p>Quindi tra coloro che vogliono fare i <strong>furbi</strong>, applicando il <strong><a title="Marchio CE" href="http://www.marcaturace.net/gli-aspetti-tecnici-del-marchio-della-marcatura-ce/marchio-ce">Marchio CE </a>contraffatto</strong> e coloro che proprio furbi non sono ed applicano il <strong><a title="Marchio CE" href="http://www.marcaturace.net/gli-aspetti-tecnici-del-marchio-della-marcatura-ce/marchio-ce">Marchio Ce </a>sbagliato</strong> su prodotti corretti, la confusione si presenta totale. Forse una soluzione draconiana, ma efficace sarebbe l&#8217;<strong>applicazione</strong> letterale della <strong>legge</strong>, cioè ammenda di <strong>2.500 euro</strong>, e <strong>sequestro</strong> dei prodotti.</p>
<p>Certo un atteggiamento drastico per un errore non troppo grave, però la domanda sorge spontanea: è così <strong>difficile</strong> eseguire un logo in modo <strong>corretto?</strong> Ed è possibile pensare che delle<strong> multinazionali</strong> non riescano a controllare una cosa così <strong>banale?</strong></p>
<p>In fondo il risultato di queste sviste è quello di lasciare il consumatore nel dubbio: errore di stampa o China Export?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Marchio CE, ancora dubbi?</title>
		<link>http://www.marcaturace.net/gli-aspetti-tecnici-del-marchio-della-marcatura-ce/marchio-ce</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 11:37:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Carraro</dc:creator>
				<category><![CDATA[gli aspetti tecnici del Marchio della Marcatura CE]]></category>
		<category><![CDATA[Informazioni Generali]]></category>
		<category><![CDATA[Marchio CE]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo in continuazione richieste di chiarimento su molti punti relativi all&#8217;applicazione del Marchio CE e da queste domande trapela spesso la convinzione che sia un atto burocratico e non sono chiari gli obiettivi di certe procedure.
Ribadiamo ancora una volta il punto fondamentale da cui partono tutte le direttive e tutte le normative che vengono emesse in merito al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo in continuazione <strong>richieste di chiarimento</strong> su molti punti relativi all&#8217;applicazione del <strong>Marchio CE</strong> e da queste domande trapela spesso la convinzione che sia un atto burocratico e non sono chiari gli obiettivi di certe procedure.</p>
<p>Ribadiamo ancora una volta il punto fondamentale da cui partono tutte le direttive e tutte le normative che vengono emesse in merito al <strong>Marchio CE</strong>, questo punto è <strong>LA SICUREZZA</strong>.</p>
<p>Il legislatore quando approva e pubblica direttive e norme, parte dalla necessità di <strong>garantire</strong> all&#8217;utente finale la <strong>massima sicurezza</strong> possibile, compatibilmente con i progressi della tecnica e le possibilità produttive, per questa ragione molte norme e <strong>direttive</strong> vengono <strong>aggiornate</strong> in continuazione.</p>
<p>Quindi facendo intervenire il buon senso, ognuno è in grado di comprendere che sono i <strong>requisiti di sicurezza</strong> a determinare la complessità delle procedure da attivare per applicare il <strong>Marchio CE</strong> su un prodotto e non il suo costo commerciale o la sua diffusione.</p>
<p>Tanto più un prodotto può creare danni all&#8217;utente, come nel caso delle macchine, tanto più <strong>accurata</strong> deve essere <a title="Analisi dei Rischi" href="http://www.marcaturace.net/alcune-informazioni-generali-sulla-marcatura-ce/lanalisi-dei-rischi"><strong>l&#8217;analisi dei rischi</strong> </a>e tanto più complessi gli interventi per eliminare o ridurre i pericoli.</p>
<p>Per tali ragioni e non per speculazioni commerciali, l&#8217;assistenza o l&#8217;attività eseguita internamente per applicare il <strong>Marchio CE</strong>, possono avere un<strong> costo</strong> estremamente <strong>variabile</strong> e passare da poche centinaia di euro a svariate migliaia.</p>
<p>Si dice in modo puramente teorico e retorico,  che<strong> la sicurezza non ha prezzo</strong>, ma i fatti quotidiani dimostrano che molto <strong>spesso non ha valore</strong> e proprio per garantire un minimo di sicurezza il <strong>Marchio CE</strong> può essere apposto solo dopo aver seguito un percorso ben definito, che non è la compilazione buracratica di moduli, ma la <strong>valutazione attenta</strong> di caratteristiche e circostanze.</p>
<p>Affrontate quindi l&#8217;applicazione del <strong>Marchio CE</strong> con l&#8217;obiettivo di ottenere dei prodotti sicuri prima ancora che funzionali, perchè è sempre meglio che vada fuori uso un prodotto piuttosto che chi lo usa.</p>
<p>Un prodotto<strong> sicuro</strong> è <strong>garanzia</strong> di tranquillità per chi lo utilizza, ma anche per chi lo produce e lo mette in commercio, altrimenti diventa una bomba ad orologeria, <strong>è solo questione di tempo</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dichiarazione di conformità, ma a cosa?</title>
		<link>http://www.marcaturace.net/alcune-informazioni-generali-sulla-marcatura-ce/dichiarazione-di-conformita-ma-a-cosa</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 10:58:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Carraro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Veloci informazioni generali sulla marcatura CE]]></category>
		<category><![CDATA[Dichiarazione di Conformità]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo già presentato in linea generale l&#8217;argomento &#8220;Dichiarazione di conformità&#8221; e ci torniamo per chiarire alcuni punti.
La Dichiarazione di conformità è il passo immediatamente precedente all&#8217;applicazione del marchio CE, nella procedura di marcatura.
Viene redatta alla fine dell&#8217;Analisi dei rischi e per poter essere veritiera, cioè essa stessa conforme al reale, è necessario che : 1 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo già presentato in linea generale l&#8217;argomento &#8220;<strong><a title="Dichiarazione di Conformità" href="http://www.marcaturace.net/alcune-informazioni-generali-sulla-marcatura-ce/la-dichiarazione-di-conformita">Dichiarazione di conformità</a></strong>&#8221; e ci torniamo per chiarire alcuni punti.</p>
<p>La <a title="La Dichiarazione di Conformità" href="http://www.marcaturace.net/alcune-informazioni-generali-sulla-marcatura-ce/la-dichiarazione-di-conformita">Dichiarazione di conformità</a> è il passo immediatamente <strong>precedente</strong> all&#8217;applicazione del <strong><a title="Marchio CE" href="http://www.marcaturace.net/alcune-informazioni-generali-sulla-marcatura-ce/la-marcatura-ce-conoscerla-per-pretenderla-applicarla-e-rispettarla" target="_self">marchio CE</a></strong>, nella procedura di marcatura.</p>
<p>Viene redatta alla fine dell&#8217;<a title="Analisi dei Rischi" href="http://www.marcaturace.net/alcune-informazioni-generali-sulla-marcatura-ce/lanalisi-dei-rischi" target="_self">Analisi dei rischi</a> e per poter essere veritiera, cioè essa stessa conforme al reale, è necessario che : 1 <strong>si conoscano le normative</strong> pertinenti al prodotto di cui si sta trattando, 2 il prodotto <strong>rispetti</strong> nel progetto e nella realizzazione, tutte le prescrizioni contenute nelle <strong>norme</strong>.</p>
<p>I non addetti ai lavori, cioè i clienti, forse sono convinti che chi per esempio, costruisce un lampadario, <strong>conosca</strong> perfettamente le normative relative a questo prodotto. Purtroppo questa è una condizione razionale ed ideale, ma che non trova <strong>corrispondenza</strong> nella realtà.</p>
<p>Sia a livello di <strong>progettazione</strong> che di <strong>costruzione</strong>, in questo ed in molti altri settori si procede per <strong>esperienza</strong>, per informazioni trasmesse oralmente, per abitudine e per <strong>sentito dire</strong>. I casi in cui le aziende possiedono ed utilizzano le norme che riguardano i loro prodotti, sono in realtà una minoranza e riguardano le aziende di <strong>eccellenza</strong>.</p>
<p>Questo dato di fatto comporta che la maggioranza dei prodotti <strong>marcati CE</strong> e con &#8220;regolare&#8221; <strong><a title="La Dichiarazione di Conformità" href="http://www.marcaturace.net/alcune-informazioni-generali-sulla-marcatura-ce/la-dichiarazione-di-conformita">Dichiarazione di conformità</a></strong>, siano conformi alle esigenze delle norme, ma questo fatto <strong>non è verificato</strong> da chi sottoscrive le dichiarazioni.</p>
<p>Quali sono i <strong>rischi</strong> che i clienti corrono? In realtà ben pochi rispetto a quelli potenziali, perchè i costruttori non sono imbecilli o incapaci, ma certamente superficiali e facilitoni nel sottoscrivere documenti, che non hanno nulla di conforme, se non il modulo su cui sono scritti.</p>
<p>In aggiunta questo c&#8217;è da dire che molte associazioni di categoria, non tutte per fortuna, si affannano a fornire moduli e <strong>fax simile</strong> di dichiarazioni, ma non si soffermano a spiegare l&#8217;importanza della <a title="Marcatura CE" href="http://www.marcaturace.net/alcune-informazioni-generali-sulla-marcatura-ce/la-marcatura-ce-conoscerla-per-pretenderla-applicarla-e-rispettarla">marcatura CE </a>sul piano della sicurezza, ed anzi sono impegnate in strenue lotte per <strong>allontanare</strong> il più possibile le date di <strong>entrata</strong> in vigore delle direttive e delle norme, piuttosto che aiutare i loro iscritti a mettersi in regola. Ha un senso tutto questo?</p>
<p>A volte poi si sfiora il ridicolo, in quanto alcune associazioni affermano che non serve il <a title="Marchio CE" href="http://www.marcaturace.net/gli-aspetti-tecnici-del-marchio-della-marcatura-ce/marchio-ce">marchio CE</a>, sottintendendo che non serve la marcatura in senso generale, mentre sanno bene che se non è sempre obbligatorio il marchio, la <strong><a title="Dichiarazione di Conformità" href="http://www.marcaturace.net/alcune-informazioni-generali-sulla-marcatura-ce/la-dichiarazione-di-conformita">dichiarazione di conformità</a> serve sempre</strong>, e quindi la differenza tra mettere il marchio e rilasciare la <a title="Dichiarazione di Conformità" href="http://www.marcaturace.net/alcune-informazioni-generali-sulla-marcatura-ce/la-dichiarazione-di-conformita">dichiarazione di conformità</a> sta solo nella presenza dell&#8217;<strong>etichetta</strong>.</p>
<p>Gli iscritti credono o fanno finta di credere alle associazioni ed immettono quindi sul mercato  prodotti che non hanno il <a title="Marchio CE" href="http://www.marcaturace.net/gli-aspetti-tecnici-del-marchio-della-marcatura-ce/marchio-ce">marchio CE</a>, ma per i quali non è stata messa in atto nessuna <strong><a title="Procedure di Controllo" href="http://www.marcaturace.net/alcune-informazioni-generali-sulla-marcatura-ce/le-procedure-di-controllo-di-produzione">procedura di sicurezza</a></strong>, il tutto con il placet delle loro associazioni. Ribadiamo allora:- <strong>Qui Prodet</strong>?-. Certamente non ai clienti, che paradossalmente possono essere gli stessi iscritti alle varie associazioni.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marcatura CE, ISO 9001 ed altre &#8220;amenità&#8221;</title>
		<link>http://www.marcaturace.net/iso-9001-2008/marcatura-ce-iso-9001-ed-altre-amenita</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 15:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Carraro</dc:creator>
				<category><![CDATA[la qualità secondo le norme ISO 9001 2008]]></category>

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		<description><![CDATA[Occupandoci in questo sito di Marcatura CE, ci siamo chiesti se è opportuno dedicare qualche riga all&#8217;ISO 9001 e grazie anche all&#8217;interesse dimostrato dagli amici del sito Qualitiamo, abbiamo deciso che si, possiamo parlare anche di qualità, poi un giorno apriremo un blog dedicato solo a questa, ma per ora sfruttiamo questo spazio.
Abbiamo parlato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Occupandoci in questo sito di <a title="Marcatura CE" href="http://www.marcaturace.net/alcune-informazioni-generali-sulla-marcatura-ce/la-marcatura-ce-conoscerla-per-pretenderla-applicarla-e-rispettarla">Marcatura CE</a>, ci siamo chiesti se è opportuno dedicare qualche riga all&#8217;ISO 9001 e grazie anche all&#8217;interesse dimostrato dagli amici del sito Qualitiamo, abbiamo deciso che si, possiamo parlare anche di qualità, poi un giorno apriremo un blog dedicato solo a questa, ma per ora sfruttiamo questo spazio.</p>
<p>Abbiamo parlato di rilevatori di carenze nel sistema di gestione per la qualità ed abbiamo citato la scorretta gestione della <a title="Marcatura CE" href="http://www.marcaturace.net/alcune-informazioni-generali-sulla-marcatura-ce/la-marcatura-ce-conoscerla-per-pretenderla-applicarla-e-rispettarla">marcatura CE</a>, come un segno inconfutabile di un problema profondo nell&#8217;applicazione dell&#8217;ISO 9001. Questo aspetto riguarda le aziende con obbligo di <a title="Marcatura CE" href="http://www.marcaturace.net/alcune-informazioni-generali-sulla-marcatura-ce/la-marcatura-ce-conoscerla-per-pretenderla-applicarla-e-rispettarla">marcatura CE </a>sui prodotti, vediamo ora un altro &#8220;rilevatore&#8221; che riguarda tutte le aziende indistintamente.</p>
<p>In molte aziende già certificate ed in via di certificazione, un argomento che crea perplessità e dubbi è quello della gestione dei documenti di origine esterna e fortunatamente la nuova edizione delle norme ha fatto un pò di chiarezza in proposito.</p>
<p>Rimane però il problema di individuare questi benedetti documenti e poi di come trattarli e sta di fatto che pochissime aziende applicano il protocollo dei documenti in entrata, ritenendo che questa sia una burocrazia più adatta ad un ente pubblico che ad un&#8217;azienda privata.</p>
<p>Ebbene se c&#8217;è qualcosa da copiare dalla gestione degli enti è:  il protocollo dei documenti e la gestione del bilancio, e mentre di quest&#8217;ultimo sarebbe troppo complicato parlare in questa sede ( ricade anch&#8217;esso nella logica della qualità ) sul protocollo è opportuno un apporfondimento.</p>
<p>Come può un&#8217;azienda stabilire quali sono i documenti su cui intende basare il suo lavoro, se non li fa propri e non li identifica? Quelli prodotti all&#8217;interno del sistema, grazie anche ai programmi gestionali ed alla corretta gestione dei documenti informatici, sono in gran parte trattati in modo corretto, ma quelli provenienti dall&#8217;esterno come possono essere utilizzati se non sono neppure identificati?</p>
<p>Quindi se un&#8217;azienda non esegue il protocollo dei documenti in entrata, possiamo concludere senza tema di smentita , che il suo sistema di gestione ha una grossa falla e se quest&#8217;azienda per caso è certificata, allora la falla esiste anche nell&#8217;ente di certificazione.</p>
<p>La nostra esperienza ci indica che  il 90% delle aziende certificate, da noi conosciute, non applica il protocollo dei documenti in entrata, quindi siamo di fronte a due ipotesi, o siamo sfortunati o effettivamente il metodo di certificazione applicato, è molto labile.</p>
<p>Quelli che tra Voi si occupano di qualità applicata, possono verificare di persona.</p>
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		<title>Marcatura CE, il tornasole dell&#8217;ISO 9001</title>
		<link>http://www.marcaturace.net/iso-9001-2008/marchio-ce-il-tornasole-delliso-9001</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 19:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Carraro</dc:creator>
				<category><![CDATA[gli aspetti tecnici del Marchio della Marcatura CE]]></category>
		<category><![CDATA[la qualità secondo le norme ISO 9001 2008]]></category>

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		<description><![CDATA[La cartina di tornasole è uno strumento semplice e talmente utile, che il suo significato ha travalicato i limiti della chimica ed oggi viene utilizzata anche nel linguaggio comune, per indicare un modo semplice per portare in evidenza qualche aspetto particolare.
Ovviamente non dice tutto e non è sofisticata, ma quando lancia un segnale cromatico, significa che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La cartina di tornasole</strong> è uno strumento semplice e talmente utile, che il suo significato ha travalicato i limiti della chimica ed oggi viene utilizzata anche nel linguaggio comune, per indicare un modo semplice per <strong>portare in evidenza</strong> qualche aspetto particolare.</p>
<p>Ovviamente non dice tutto e non è sofisticata, ma quando lancia un <strong>segnale cromatico,</strong> significa che ha individuato ciò che cercava.</p>
<p>Possiamo trovare qualcosa di simile nell&#8217;ambito della qualità? Ovvero esiste un metodo per dimostrare che un sistema di gestione per la qualità, non è gestito correttamente o peggio ancora, che una certificazione è stata &#8220;concessa&#8221;, anche in presenza di gravi non conformità?</p>
<p>La risposta è affermativa e si chiama <strong><a title="Marcatura CE" href="http://www.marcaturace.net/alcune-informazioni-generali-sulla-marcatura-ce/la-marcatura-ce-conoscerla-per-pretenderla-applicarla-e-rispettarla">Marcatura CE</a></strong>!</p>
<p>Quando un&#8217;organizzazione decide di adottare il sistema di gestione per la qualità nel rispetto delle norme ISO 9001 2008 ( ex 2000 ), deve prendere in considerazione le cosidette <strong>norme cogenti</strong>, che dovrebbe rispettare comunque, ma in questa situazione il condizionale non è più consentito.</p>
<p>Quindi per verificare in modo<strong> immediato</strong>,<strong> semplice</strong> ed <strong>efficace</strong> se esiste un &#8220;<strong>buco</strong>&#8221; nel sistema, una non conformità critica e di sistema, è sufficiente indagare sulla presenza o meno della <a title="Marcatura CE" href="http://www.marcaturace.net/alcune-informazioni-generali-sulla-marcatura-ce/la-marcatura-ce-conoscerla-per-pretenderla-applicarla-e-rispettarla">M<strong>arcatura CE</strong> </a>sui prodotti, nel caso questa <strong>sia prevista.</strong></p>
<p>Sembrerebbe ovvio, che in presenza di una <strong>norma cogente</strong> e soprattutto operante nell&#8217;ambito della <strong>sicurezza di prodotto</strong>, le organizzazioni siano in regola, a prescindere dal rispetto o meno dell&#8217;ISO 9001 2008, <strong>ma così non è</strong>.</p>
<p>Chi scrive ha incontrato decine di aziende, con sistema di gestione per la qualità, certificate da fior di Enti Notificati, che non solo <strong>non marchiavano correttamente</strong> i prodotti, in alcuni casi <strong>non li marchiavano proprio</strong>.</p>
<p>La domanda sorge spontanea, <strong>possibile </strong>che Organismi Notificati, che in alcune loro aree operative forniscono anche il servizio di certificazione CE di prodotto, non controllino l&#8217;applicazione ed il rispetto delle Direttive sulla <a title="Marcatura CE" href="http://www.marcaturace.net/alcune-informazioni-generali-sulla-marcatura-ce/la-marcatura-ce-conoscerla-per-pretenderla-applicarla-e-rispettarla">Marcatura CE</a>, nelle aziende che certificano? Risposta : Si! <strong>Strano, ma possibile</strong>.</p>
<p>Questo è un altro dei tanti <strong>aspetti deformati</strong> delle ISO 9001 in Italia, dove è più facile comprare un titolo che studiare; ma non è così dappertutto, in altri Paesi i controlli esistono, e si apllica il criterio che controllati e controllori non possono e non devono avere interessi ed obiettivi comuni e che <strong>costa</strong> molto di più <strong>eludere</strong> le leggi che <strong>rispettarle</strong>.</p>
<p>Forse un giorno anche da noi dire ISO 9001, significherà parlare di qualità e non di carte, di gusto per il fatto bene e non nausea per moduli inutili. Forse.</p>
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		<title>Qualità, parliamo chiaramente.</title>
		<link>http://www.marcaturace.net/iso-9001-2008/qualita-parliamo-chiaramente</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 06:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Carraro</dc:creator>
				<category><![CDATA[la qualità secondo le norme ISO 9001 2008]]></category>

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		<description><![CDATA[Partecipando a qualche forum ed a qualche convegno sull&#8217;argomento &#8220;Qualità&#8221; ho avuto l&#8217;impressione che oltre al politichese, nel nostro Paese sia nato anche il qualitatese, come molti altri &#8220;ese&#8221;, che ogni gruppo più o meno ristretto tende a crearsi.
Riesco a comprendere la necessità innata di fare gruppo, quando è per fatti negativi si chiama branco, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Partecipando a qualche forum ed a qualche convegno sull&#8217;argomento &#8220;Qualità&#8221; ho avuto l&#8217;impressione che oltre al politichese, nel nostro Paese sia nato anche il qualitatese, come molti altri &#8220;ese&#8221;, che ogni gruppo più o meno ristretto tende a crearsi.</p>
<p>Riesco a comprendere la necessità innata di fare gruppo, quando è per fatti negativi si chiama branco, riesco anche ad ammettere che non sempre si riesca a trovare termini semplici per tutti gli argomenti, ma la ricerca della semplicità nella comunicazione, dovrebbe essere un metodo e non un optional.</p>
<p>Già le normative sono scritte in normatese e la ragione è che sono il livello massimo del compromesso, parlo da ex componente di commissione UNI, e quindi chi le deve utilizzare ed &#8220;implementare&#8221; badate bene, non appllicare ma implementare, dovrebbe cercare di renderele comprensibili ad un pubblico che già fa molta fatica a leggerle.</p>
<p>Infatti se è vero che siamo un popolo che legge poco, anche di argomenti di propria scelta, pensate quale può essere l&#8217;approccio dell&#8217;artigiano tornitore ai vari punti della ISO 9001, che dovrebbero illustrargli la qualità nel processo di produzione.</p>
<p>Certo, non possiamo abbassare il livello di tutti solo perchè alcuni stanno in basso, ma vorrei ricordare il motto della flotta Greca, quando era la dominatrice incontrastata dei mari, prima di Roma imperiale :- Abbiamo la forza di navigare alla velocità della nave più lenta-.</p>
<p>Se nella nostra attività quotidiana a contatto da un lato con la qualità teorica scritta nelle norme e dall&#8217;altro con la qualità pratica, prodotta da milioni di persone che lavorano con impegno, trovassimo il modo di creare un filo che li colleghi e faccia comprendere che non giova a nessuno essere &#8220;l&#8217;un contro l&#8217;altro armati&#8221;, forse faremmo un lavoro costruttivo.</p>
<p>Certamente più costruttivo di scrivere procedure o istruzioni, che si ispirano più alla velleità di mettere le brache al mondo, che alla volontà di migliorare la qualità dei prodotti, del lavoro ed in fondo della vita.</p>
<p>La qualità obiettivo delle norme è ispirata al buon senso e non alla rigidità burocratica, è sostenuta dal gusto di fare bene e non dalla necessità di compilare moduli, è premiata dalla soddisfazione del cliente e non dal peso delle carte.</p>
<p>Seguendo il circolo virtuoso &#8221; plan do check act &#8220;, che tradotto in pratica significa: 1 pianifica, progetta, pensa prima di fare, 2 agisci, lavora, costruisci, come hai previsto, 3 controlla, verifica, collauda, 4 intervieni a correggere se c&#8217;è qualcosa di difforme da quello che avevi previsto e riprendi il giro, si ottiene la qualità.</p>
<p>Per poter dimostrare, senza barare, che abbiamo seguito questo percorso virtuoso è necessario formalizzare, cioè mettere per iscritto le cose più importanti, non è invece necessario, anzi è un costo inutile, scrivere dei trattati che spieghino le cause profonde che hanno generato una perdita del valore di 1 euro.</p>
<p>C&#8217;è però un&#8217;altra spiegazione che si adatta a tutti gli &#8220;ese&#8221;, la volontà di parlare un linguaggio cifrato, compreso da pochi adepti e che non diffonda cultura, ma divisione, con l&#8217;obiettivo da un lato di discriminare e dall&#8217;altro di fare cassa. Bene questa ipotesi la mettiamo su un piatto della bilancia e sull&#8217;altro mettiamo l&#8217;etica e poi vediamo che succede.</p>
<p>Cominciamo a parlare chiaro e ad agire chiaro, se i professionisti si richiamano ad un&#8217;etica, pretendiamo di vederla, di misurarla, di costificarla. L&#8217;etica troppo costosa (per gli altri) alla fine risulta indigesta e per il rigetto è solo questione di tempo.</p>
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