SIL, chi era costui?

Prendiamo a prestito la citazione da Manzoni e Don Abbondio, per ricordarci che l’italiano è ancora la nostra lingua e che il ricorso alle sigle, pur semplificando la scrittura, molto spesso crea confusione o equivoci.

Infatti se citiamo la CEI, molti leggeranno Conferenza Episcopale Italiana, altri leggeranno Comitato Elettrotecnico Italiano, quindi le sigle possono essere spesso insidiose.

Quando sono univoche sono un linguaggio per esperti, e dato che molti desiderano essere esperti, assistiamo in questi anni al proliferare di sigle, che provengono dalla lingua inglese e poi sono utilizzate in Italia, obbligando prima alla traduzione poi all’interpretazione.

Ritorniamo al SIL e trattiamolo subito  per la sua sostanza, cioè Livello di Integrità del Sistema, detto così non è più tanto oscuro.

Bazzicando tra norme e direttive si comprende che conoscere il livello di sicurezza di un sistema e il suo livello di integrità è assolutamente utile ed a volte indispensabile, per valutare la sicurezza di ciò che utilizziamo, quindi perchè non cercare di semplificare e rendere univoci i linguaggi?

La risposta è semplice, i tecnici, anche quelli bravi, si preoccupano di risovere i problemi, di rendere sicure le macchine ed i sistemi di sicurezza, si preoccupano un pò meno di essere compresi e soprattutto di parlare un linguaggio comune, in questo modo ognuno può diventare importante nel suo orticello, quasi come in politica.

Certo, perchè scoprire dopo tante ricerche e studi che ciò che in meccanica fa riferimento ai RESS ( Requisiti Essenziali di Sicurezza e Salute ) corrisponde anche se non direttamente ai SIL, significa scoprire che il problema della sicurezza è comune a tutti i settori produttivi e sociali, e quindi sarebbe più utile e conveniente per l’utente avere di fronte un solo linguaggio?.

Evidentemente per i tecnici non vale la stessa logica, per cui frazionare le conoscenze e farle evolvere a compartimenti stagni, oltre ad essere una fonte di prestigio ( nell’orticello ) è anche fonte di lucro, peccato che a pagare sia sempre il consumatore.

Paga in termini di danaro e paga in termini di sicurezza, perchè rendere complicato ciò che è semplice, significa che chi lo deve applicare, alla fine non lo applica e ci si ritrova nella situazione in cui i RESS sono sconosciuti ai meccanici ed i SIL sono sconosciuti agli elettronici.

A questo punto, un complimento ai tecnici e soprattutto a coloro che hanno il compito di creare e divulgare le norme di sicurezza, è assolutamente doveroso!

Citazione da un colonnello dell’esercito in forza nel 1976 : -la gestione nell’esercito è fatta in modo da rendere difficile il facile attraverso l’inutile-. Noi aggiungiamo: -non solo nell’esrcito-.

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