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La marcatura CE degli apparecchi elettrici

Le apparecchiature elettriche sono regolamentate, per quanto riguarda la marcatura CE, dalla direttiva denominata “bassa tensione” e questa dicitura a volte trae in inganno in quanto la bassa tensione va da 50 a 1000 Volts, mentre al di sotto di 50 viene definita bassissima tensione.
La bassa tensione è quindi quella più comune e diffusa dal punto di vista dell’utilizzo e riguarda anche le apparecchiature che funzionano a batterire che si ricaricano con il trasformatore, come i piccoli elettrodomestici portatili, o anche i telefoni cordless.
La marcatura CE consiste dal punto di vista visivo, nell’applicazione al prodotto del marchio CE, in dimensioni e forma bene definite, mentre dal punto di vista sostanziale essa è costituita dalle seguenti parti:
La preparazione del fascicolo tecnico prevede una serie di attività:
  • Analisi dei rischi in fase di progettazione, produzione ed utilizzo
  • Predisposizione di disegni, progetti, documentazione tecnica di vario genere, dagli schemi elettrici ed elettronici, alla raccolta delle dichiarazioni di conformità dei fornitori
  • Relazioni e calcoli qualora ritenuti esplicativi e necessari.
  • L’inserimento di una copia del manuale
  • Informazioni e dati sui prodotti acquistati
marchio CE
marchio CE corretto
Va chiarito che mentre il marchio CE, l’identificazione,  la dichiarazione di conformità ed il manuale d’uso, devono essere presenti al momento della vendita e fanno parte integrante del prodotto, tutta la rimanente documentazione, peraltro necessaria per una corretta e coerente produzione, deve essere a disposizione di un’eventuale ispezione da parte di autorità competente, ma non della clientela.
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63 commenti riguardo La marcatura CE degli apparecchi elettrici

  • Simone

    Salve,
    nel caso di una presa di corrente multispine, volgarmente detta “ciabatta”, se il marchio CE è presente nella confezione, ma non direttamente nel prodotto, può essere ugualmente considerato valido come prodotto conforme alla normativa UE, e quindi il prodotto idoneo ad essere installato in un ufficio pubblico? In caso, in quale legge l’argomento trova esplicita trattazione? Grazie per l’aiuto

  • Salve, grazie per l’attenzione che ci riserva.
    Il marchio CE può non essere presente sul prodotto in generale, qualora l’applicazione sia problematica, in genere per il materiale elettrico il marchio è sempre presente, sia sulla confezione che sul prodotto.
    La Direttiva Bassa tensione esclude le prese e le spine, che fanno riferimento ad altra norma di prodotto, ma è sufficiente la L. 18 ottobre 1977, n. 791, per stabilire l’obbligo di sicurezza del prodotto in questione.
    Trattandosi di luogo pubblico, ma anche di luogo di lavoro, non sono certo che sia corretto l’uso di tale dispositivo, in quanto anche le normali spine presenti sugli apparecchi elettrici, le bipolari in classe II, sono bandite dai luoghi di lavoro.
    Per una informazione più approfondita sarebbe opportuno rivolgersi all’ISPELS

  • Gustavo

    Nel caso si importassero dei prodotti a bassisima tensione, funzionanti a 12v CC (Illuminazioni a Led). Anche in questo caso rientra nelle direttive CE?

  • Si, questi prodotti rientrano in ogni caso tra le categorie da marcare CE

  • Enrico

    Salve,
    un assemblatore di computer sostiene che per vendere un PC che è fatto di schede elettroniche tutte marcate CE, non è necessario marcare CE il PC finale in quanto non c’è scritto da nessuna parte di questa obbligatorietà.
    Lei conosce e mi può indicare una normativa di riferimento che smentisca questa tesi?
    E’ possibile che una apparecchiatura come un computer che sta attaccata alla rete elettrica possa non avere l’obbligo della marcatura CE?

  • Salve, le norme che regolano questo prodotto sono:
    Direttiva sulla Bassa Tensione
    Direttiva sulla Compatibilità Elettromagnetica
    La normativa Rohs
    e poi ci sono altre norme sui cablaggi e sui circuiti elettrici.
    Ovviamente questo risponde a tutte le Sue domande, non spiega ovviamente come certe affermazioni possano essere spacciate per verità.
    L’uomo ha un triste destino, ha l’intelligenza limitata fino ad un QI normale di 100, ma ha una stupidità illimitata e vedo che anche Lei tocca con mano questa realtà.
    La saluto cordialmente e grazie per l’attenzione.

  • matteo

    Buongiorno, so che è difficile stabilire un prezzo, ma spero Lei possa dare almeno una risposta approssimata alla mia domanda. Quanto costa la certificazione CE di un apparecchio a led IP 66?
    Grazie, e arrivederci

  • Salve, La ringrazio per l’attenzione però questo blog non ha finalità commerciali, quindi per avere queste informazioni ci deve contattare direttamente tramite mail.

  • Giuseppe

    Salve, desideravo se possibile sapere, se per ottenere il marchio CE per alimentatore AC/DC (input: AC 220 V, output DC 20 V), occorre fare isolamento galvanico con un trasformatore. Grazie per l’attenzione

  • Salve, la Sua non è una richiesta per la marcatura CE, ma una richiesta tecnica in campo elettrico, pur avendo conoscenze in questo senso non riteniamo di esseri esperti per poterLe dare una risposta sicura.
    Dovrebbe fare delle ricerche sulle norme specifiche che regolano questi prodotti.
    Cordiali saluti

  • buonasera vorrei per cortesia un informazione sto acquistando una doccia idromassaggio in cina cosa devo chiedere all’azienda per via delle certificazioni grazie mille per la risposta irene

  • Salve, prima di tutto va chiarito se la doccia è per uso privato o la deve vendere, in secondo luogo in quale contesto va installata, (casa privata o condominio) e solo dopo posso darLe una risposta, in quanto per questo prodotto esiste l’obbligo del marchio CE, che però i cinesi non possono apporre.
    Quindi se lo importa per commercializzarlo, la marcatura la deve fare Lei, se lo importa per uso privato può non avere il marchio, però se va ad interagire con un impianto comune, ad esempio in condominio, l’installatore non dovrebbe montarla senza il marchio.
    Quello che poi succede nella realtà di tutti i giorni, non fa testo.

  • buongiorno la doccia idromassaggio va venduta e installata in un complesso condominiale grazie

  • Marco

    Buongiorno, vorrei chiederle se strumenti di misurazione di temperatura quali termocoppie e termorsistenze rientrano tra i prodotti per i quali è necessario il marchio CE. Grazie

  • Salve, come singoli elementi questi prodotti non necessitano di marcatura CE, ma se impiegati in sistemi di misurazione del calore rientrano nella categoria dei “contatori di calore” e quindi devono essere marcati, soprattutto se possono essere commercializzati “sfusi” cioè non abbinati all’apparecchio di misurazione.
    La termocoppia o la termo resistenza da soli, non sono strumenti di misura, ma sensori, quindi è lo strumento nel complesso che deve essere marcato CE e non la singola parte.
    Cordiali saluti

  • Alessandro

    Buonasera, volevo sapere quali attrezzature manuali non elettriche richiedono la marcatura CE. Stiamo assemblando un’attrezzatura per miscelare delle cartucce di adesivo: funziona esclusivamente manualmente, girando la manopola un pistoncino entra nella cartuccia e permette la miscelazione dei due componenti. Naturalmente sono state considerate tutte le misure di sicurezza previste dal D.Lgs. 81/08 allegati V e VI. Ringrazio in anticipo per la risposta.
    Cordiali saluti

  • Salve dalla Sua descrizione direi che tali attrezzature non sono coperte da alcuna direttiva e quindi non soggette a marcatura CE.
    Sarebbe opportuna una conoscenza più approfondita del prodotto per una valutazione certa.
    Cordiali saluti

  • Marco

    Una torcia elettrica, che funziona a 2 batterie da 1.5V dc (e quindi 3V, inferiori ai 50V della direttiva bassa tensione), per quale motivo viene venduta marcata CE?

  • Salve, tutte le apparecchiature che funzionano con qualsiasi tipo di energia elettrica sono soggette alla direttiva di compatibilità elettromagnetica, quando la tensione supera i 50 V e fino a 1000 V per la corrente alternata ( da 75 a 1500 V per la corrente continua ) si deve rispettare anche la direttiva di bassa tensione.
    Cordiali saluti.

  • Per una lampada a led, pilotati da un semplice circuito di regolazione con resistenze di caduta, alimentata con alimentatori marchiati CE a bassa tensione (5, 12, 24 volt), potenza complessiva misurata 0,7w è richiesta la marcatura CE?
    oppure è sufficiente dire che è un prodotto ricavato assemblando elementi marchiati CE

  • Salve, siccome l’utilizzo finale prevede la tensione di 220 V, forniti dall’alimentatore, il prodotto deve rispettare la direttiva bassa tensione e quella di compatibilità elettromagnetica e quindi deve essere marcato CE, in realtà era sufficiente anche una sola delle due per essere obbligati alla marcatura.
    L’insieme di prodotti marcati CE, non è automaticamente CE.
    Cordiali saluti.

  • Emilio

    Buongiorno,
    mi trovo nella seguente situazione: sto progettando un motorino per l’apertura di un’anta di armadio, alimentato attraverso un trasformatore a 12V e comandando attraverso onde radio, tutti i componenti sono singolarmente marchiati CE, ma l’assieme non è automaticamente CE, quindi come si procede per una certificazione CE
    Grazie per la cortese attenzione
    Cordiali saluti

  • Buon giorno, la procedura per eseguire la marcatura CE è spiegata in vari posti nel blog e più specificamente in uno degli e-book che Lei può scaricarsi gratuitamente.
    Nel caso invece avesse necessità di informazioni specifiche e di un preventivo, ne faccia richiesta utilizzando il nostro indirizzo carraro@xvoi.net
    Cordiali saluti

  • egr,
    buongiorno
    il cosidetto oem oppure oemizzare un prodotto con proprio marchio o logo per poi venderlorichiedere rifare la un prodotto già marc

  • mi scuso è partito il commento
    dicevo
    egr,
    buongiorno
    il cosidetto oem oppure oemizzare un prodotto con proprio marchio o logo per poi venderlo richiede rifare il marchio ce o posso lasciarlo con quello esistente del costruttore ?

    ne approfitto per un altra domanda,
    sto creando lampade a led con led e alimentatori già ce ma utilizzo plexiglass di recupero, quest’ultimo il plexiglass come faccio se non ha il ce poichè di recupero ?

    cordiali saluti e complimenti per questo blog.

  • Salve, rispondo ai Suoi due commenti, che in realtà sono uno solo, anche se Le ho già risposto privatamente, ma Lei mi fornisce l’occasione per chiarire alcune cose di interesse comune e di esprimere una opinione e parto da quest’ultima.
    Ho sempre rifiutato nei limiti del possibile il ricorso alle sigle che molto spesso si utilizzano senza conoscerne il significato , infatti sono in genere acronimi di espressioni inglesi e quindi sarebbe necessario ricordare tutte le parole originali, il loro significato, la traduzione e poi cosa vogliono dire.
    Non dubito che Lei conosca il significato di OEM, ma certamente non lo conoscono molti di coloro che La leggono, se poi agli acronimi, facciamo seguire anche i verbi degli acronimi, allora parliamo un’altra lingua.
    Mi sembrerebbe più semplice usare il termine “rinominare” o rimarchiare”.
    Abbiamo una delle lingue più ricche di termini al mondo, e purtroppo la conosciamo poco, perchè dobbiamo italianizzare termini di parole inesistenti in una lingua che ha il pregio della sintesi e della divulgazione tecnica, ma non ha certo le basi culturali della nostra?
    Purtroppo oltre a non vedere i nostri difetti veri, stiamo perdendo anche la capacità di riconoscere ed apprezzare le cose che ci potrebbero distinguere.
    Fine della filippica, non ce l’ho certo con Lei, ma vorrei che parlassimo un linguaggio comprensibile agli italiani, tanto più che “oemizzare” non lo capiscono neppure gli inglesi, sarebbe lo stesso che loro invece di dire fermare dicessero “altizzare”.
    La rimarchiatura, cioè l’apposizione di un nuovo marchio rispetto a quello del produttore, non è una sua facoltà, ma un Suo obbligo, Lei immettendo il prodotto nel mercato ha l’obbligo di rendersi rintracciabile dal cliente, quindi non solo può, ma DEVE “oemizzare” il prodotto.
    Dopo aver fatto un pò di bonaria polemica, mi consenta ( che brutta espressione ) di farLe i complimenti per il sito, molto simpatico, però oltre alle pagine esterne, non sono riuscito ad andare, limiti miei o del sito ?
    La saluto cordialmente.
    Ing. Carraro

  • Egr Ing. Renato Carraro
    Le anticipo comunque che domani leggerò l’altra mail e
    sicuramente le telefonerò sfruttando i numeri sul suo sito.

    La ringrazio per la sua “filippica”, concordo pienamente,
    solo che il nostro quotidiano , il lavoro e le terminologie
    tecniche sempre in inglese ci portano a questa abitudine,
    come dire.. di default , eccola li un altra..ehehehe

    Riguardo alla mia domanda come sempre quando si è ignoranti come
    me, si ignora, e quindi si fatica a formulare la domanda,
    visto che può essere costruttivo per tutti provo ad essere piu chiaro.

    Per il prodotto da rinominare, rimarchiare, “oemizzare”
    questa è la situazione;

    il prodotto ha la Attestation of Conformity n……, vengono elencate
    le direttive ecc ecc ed il Marchio CE
    questa attestazione è intestata ad una società cinese e poi viene venduto
    in italia.
    Io acquisto il prodotto da un altra società italiana che non lo rinomina
    lo lascia cosi come è, e dice di avere l’assistenza con i ricambi.
    Credo in questo prodotto, sia economicamente che strategicamente
    altrimenti non cercherei di venderlo, ma….
    avendo io una attività di centro asssitenza e vendita ,sono CAT autorizzato,
    realizzo impianti domotici e siti web, tendenzialmente vorrei venderlo
    con il mio logo erreemme, e quindi le domande sono;
    il passaggio di chi me lo vende senza marchiarlo può
    portare a me a cascata dei problemi?
    anche per me è meglio lasciarlo cosi?
    se lo rimarchio devo ricertificare il prodotto con il marchio CE?
    a questo punto se metto il mio logo eseguo un contratto scritto con chi dice di avere
    i ricambi per dare come dice leI quel DEVE DARE SERVIZIO AL CLIENTE,
    sono ben felice di farlo, a patto che convenga.
    attendo suo consiglio…..

    Per la questione plexiglass;
    devo realizzare delle lampade che sono cosi composte;

    led importati marchiati CE
    alimentatori 220 Vca- 12/22 Vcc
    plexiglass di recupero
    in generale riguardo al plexiglass o riferemndomi a qualsiasi
    materiali di recupero, in futuro magari anche i led ….
    non ho la certifica del costruttore e quindi? come si fa?
    mi vien da pensare a quelli che realizzano e vendono prodotti
    ricavati dal riciclo , come si fa?
    certo marchiare la lampada penso sia simile al discorso del prodotto precedente

    La ringrazio per i complimenti del sito, a meno che non abbia gli applet di Flash,
    oppure vede bene tutti siti realizzati anche in Flash, non è un suo problema,
    ma mio, come si dice sempre, il calzolaio ha le scarpe buche , il mio sito
    viene dopo quello dei clienti e quindi…., ma al piu presto lo finirò, e avrà
    innovazioni interessanti, sorpresa…!

    La ringrazio ancora
    Cordiali Saluti, e vista la data buona domenica.

    Roberto

  • Naturalmente è inevitabile che un certo linguaggio tecnico straniero ci divenga familiare, d’altronde il saluto veneto “ciao” è diventato internazionale però il verbo è rimasto “salutare” e così nelle altre lingue, l’importante è che l’uso non limiti, volutamente o meno, la comprensione di ciò che si vuole comunicare.
    Il prodotto che Lei acquista dovrebbe essere marchiato dall’importatore, suppongo chi lo vende a Lei, il problema è loro e riguarda Lei solo se lo rivende senza marchiarlo.
    Il marchio presente, applicato dai cinesi è illegale, ma il problema si risolve con la marcatura.
    Le certificazioni sono utili per fare la marcatura, perchè sono relative al prodotto e non al produttore, quindi non è necessario che Lei rifaccia delle prove di laboratorio, che appunto sono già disponibili.
    Per quanto riguarda i Suoi prodotti, si dovrà fare l’analisi dei rischi in base alle valutazioni possibili ed alle informazioni a disposizione, è chiaro che se Lei prende il plexiglas dalle discariche di Seveso, può immaginare che sia inquinato (l’esempio è casuale, potrebbe essere qualsiasi altro posto) e quindi dovrebbe preoccuparsi di valutarne la pericolosità.
    La responsabilità della pericolosità dei prodotti è di chi li mette in commercio (questa è la ragione per cui si dovrebbe sempre chiedere la dichiarazione di conformità dei materiali acquistati) quindi se Lei ricicla si prende dei rischi e li trasferisce ai clienti, è necessaria quindi molta prudenza nel fare un’azione apparentemente utile all’ambiente, sono ambiente anche i clienti.
    Nel caso mi contatti, Le fornirò le informazioni che Le necessitano, per ora auguro anche a Lei una buona domenica.
    Saluti

  • Alessio Di VIrgilio

    Buon pomeriggio,
    in primo luogo mi preme farle i complimenti per le eloquenti spiegazioni che da ai quesiti che noi tutti le poniamo, e per non uscire dal tema le espondo anche il mio.
    Sto progettando un prodotto che sarà destinato all’esposizione di piccoli oggetti, questo prodotto è costituito da un motoriduttore importato dalla cina e da 4 batterie “torcioni” da 1.5 volt collegate in parallelo e comandate attraverso uno swith. Il tutto contenuto in uno stampo ad iniezione non apribile. (ad esaurimento delle batterie il prodotto viene smaltito dal cliente). Dalle risposte date ai quesiti degli altri blogger credo sia necessaria anche nel mio caso la marcatura CE, le mia domande sono le seguenti
    1) dal momento che il motoriduttore ne è sprovvisto (ha soltanto i certificati Rohs) posso comunque certifiacare il prodotto?
    2) il fornitore che assembla l’oggetto (cablaggio montaggio e confezionamento) deve rilasciarmi una certificazione?
    3) Quale è l’iter che devo segurie per poter apporre la marcatura?
    La ringrazio cordialmente per la sua disponibilità.

    Alessio Di Virgilio

  • Salve, ovviamente il prodotto deve essere marcato CE e nel farlo dovrà considerare anche quei componenti che non hanno il marchio CE e che quindi fino a quel punto nessuno garantisce in termini di sicurezza.
    Chi assembla deve rilasciare la dichiarazione di conformità rispetto al prodotto che ottiene, quindi risponde anche dell’impiego di prodotti non marcati anche se non li ha approvvigionati lui, però non è responsabile di eventuali errori di progettazione.
    L’iter per l marcatura lo trova in vari articoli presenti nel sito e nel e-book punture di vespe, che si trova a destra nella pagina del blog e che Lei si può scaricare.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  • Alessio Di Virgilio

    La ringrazio molto per la risposta chiara e celere.
    Le auguro un buon proseguimento di giornata.
    Alessio Di Virgilio

  • Mario

    Buon giorno, come consulente qualità seguo un azienda italiana produttrice nel campo delle apparecchiature per l’estetica con proprio marchio. Tale azienda mi ha chiesto di consigliarla in merito alla richiesta di un cliente che vuole far realizzare una apparecchiatura ad hoc e poi rimarchiare l’apparecchiatura con proprio logo.
    In questo caso la procedura corretta qual è ? la mia opinione (però vorrei la Sua conferma) è:

    - FABBRICANTE che realizza l’apparecchiatura redige il Manuale d’uso in bozza, il Service manual e la dichiarazione di conformità (a monte naturalmente ha fatto prove in conformità a BT. EMC e EN 63335 e l’analisi dei rischi) ed appone una etichetta CE anonima.

    - CLIENTE CHE IMMETTE SUL MERCATO IL PRODOTTO personalizza il Manuale d’uso e riemette la dichiarazione di conformità.

    A questo punto mi sorgono alcuni quesiti:
    - ETICHETTA cosa deve contenere ? è obbligo del CLIENTE completarla con i suoi dati ?
    - PROVE DI TIPO: il report di prova fatto fare dal FABBRICANTE deve essere intestato al CLIENTE ?
    - FASCICOLO TECNICO: chi deve tenere tutta la documentazione ? nel caso sia obbligo del CLIENTE il FABBRICANTE cosa deve dare al CLIENTE ? anche schemi elettrici, schede tecniche dei materiali e dei componenti ?

    La ringrazio anticipatamente

  • Salve, la logica da seguire è quella che ognuno deve rispondere per ciò che fa in relazione alla sicurezza de prodotto, quindi ad ogni passaggio ogni azienda deve documentare la sua parte.
    Mi sorge però una domanda:- fra tutte le cose che Lei cita, manca l’analisi dei rischi, come mai?-.
    Trovo un pò strano che si realizzi il manuale senza aver prima eseguito questa analisi.
    Dal momento che stiamo parlando di questioni specifiche per poter rispondere dovrei avere informazioni altrettanto specifiche, ad esempio per poter dire come deve essere l’etichetta devo conoscere il prodotto in dettaglio, dato che esistono esigenze generali ed altre particolari.
    Ritengo quindi più conveniente un contatto diretto anziché trattare in questo ambito queste problematiche.

  • buona sera, ho commisionato la produzione di rilevatori di presenza che inviano i dati tramite modem gsm, questi rilevatori non presentano nessuna marcatura CE anche se hanno fatto dei test EMC Report e test Radiospettro, inoltre mi sono stati consegnati privi di qualsiasi documentazione e/o manuale d’uso. quali rischi e/o sanzioni incorro nella commercializzazioni di tali prodotti?
    grazie per la risposta.

  • Se provengono da un Paese extra CEE è corretto che li abbiano forniti così, se li commercializza senza predisporre la marcatura rischia da 2.000 a 50.000 euro di ammenda, il sequestro di tutta la merce ed una denuncia penale.
    Cordiali saluti.

  • marco

    Buongiorno,
    se io costruisco una lampada a led (led che funzionano a 12volt) senza fornire l’alimentatore (Vedi faretti da incasso o simili) e questo venga comprato dall elettricista di fiducia del mio acquirente, serve la marcatura CE?? e se dovessi fornirlo io l’alimentatore, ma senza collegarlo?? Serve la marcatura CE??
    Saluti. Grazie.

  • Salve, la risposta è affermativa in entrambe i casi, se necessita di consulenza specifica utilizzi la sezione “Altri servizi alle Aziende” accessibile dalla colonna di destra.
    Cordiali saluti

  • Andrea

    Salve Dottor Carraro,
    stiamo importando alcune lampade a LED dalla Cina per rivendita (uso commerciale). I fornitori cinesi hanno dichiarazione di conformita’ CE e fascicoli tecnici per compatibilita’ elettromagnetica di un ente terzo cinese.

    La domanda e’ questa. Se il fornitore straniero, fornisce il fascicolo tecnico completo di “technical construction file” o “documentazione tecnica”, e “test reports”, e ci si fida di tutta queste carte provenienti da enti stranieri, si può emettere, sotto la nostra responsabilità, in qualità di importatore, la dichiarazione di conformità o si e’ tenuti a “testare” il prodotto presso un laboratorio notificato europeo?

    La ringrazio anticipatamente,

    Andra Agosti

  • Andrea

    Salve Dottor Carraro,
    stiamo importando alcune lampade a LED dalla Cina per rivendita (uso commerciale). I fornitori cinesi hanno dichiarazione di conformita’ CE e fascicoli tecnici per compatibilita’ elettromagnetica di un ente terzo cinese.

    La domanda e’ questa. Se il fornitore cinese, fornisce il fascicolo tecnico completo di “technical construction file” o “documentazione tecnica”, e “test reports”, e ci si fida di tutta queste carte provenienti da enti stranieri, si può emettere, sotto la nostra responsabilità, in qualità di importatore, la dichiarazione di conformità o si e’ tenuti a “testare” il prodotto presso un laboratorio notificato europeo?

    La ringrazio anticipatamente,

    Andra Agosti

  • Salve, a prescindere da ciò che fornisce il produttore ( più documentazione si ha a disposizione meglio è ) l’onere della marcatura è dell’importatore e la marcatura CE non è la dichiarazione di conformità, ma qualcosa di ben più complesso.
    Cordiali saluti

  • fabrizio

    Salve Ingegnere, in caso di indisponibilità del manuale d’uso di un apparecchio elettrico, può essere richiesta una perizia da parte di un tecnico abilitato che sopperisca a una siffata carenza ?
    Cosa differenzia una perizia tecnica dal fare una marcatura CE ?
    Grazie.

  • Salve, se l’apparecchio è stato costruito prima dell’entrata in vigore della Direttiva sulla marcatura CE, si fa la perizia, altrimenti si fa la marcatura CE.
    La perizia non sostituisce nulla, ha una funzionalità di tipo diverso dal manuale che comunque deve esserci in ogni caso.
    Cordiali saluti.

  • fabrizio

    Salve Ingegnere, grazie per la risposta data. Avendo necessità di approfondire l’argomento sulla mancanza del manuale, le faccio un’altra domanda. Mi scrive che il manuale deve esserci in ogni caso. Qualora il manuale fosse irrecuperabile (perché andato perso, la ditta non è più contattabile, ecc.), l’apparecchio può continuare ad essere usato ?
    E’ altresì, è irregolare richiedere una perizia per un apparecchio che è stato costruito dopo l’entrata in vigore della Direttiva sulla marcatura CE ?
    Grazie davvero per la disponibilità e competenza.

  • Se il manuale è irrecuperabile lo si deve rifare, per consentire un uso sicuro dell’apparecchiatura.
    Non è prevista la perizia in sostituzione della marcatura CE, se questa è obbligatoria.
    Cordiali saluti.

  • Federico

    Buongiorno, supponiamo di avere un oggetto costituito dai seguenti componenti:
    - un pacco batterie agli ioni di Litio
    - una scatola contenente scheda equalizzattrice, connettore di uscita e interruttore.
    La tensione di uscita nominale vale circa 15V
    All’oggetto andrà collegato un utensile da giardinaggio.
    Potrà poi essere connesso ad un carica batterie.
    Che tipo di DIRETTIVE deve rispettare questo oggetto? Deve essere marcato CE?
    Cordiali saluti

  • Salve, il prodotto deve essere marcato CE.
    Le direttive da rispettare sono: Direttiva macchine, Direttiva bassa tensione, Direttiva compatibilità elettromagnetica.
    Cordiali saluti.
    Ing. Carraro

  • giovanni

    Salve Ingegnere,
    se il marchio CE di un’apparecchiatura elettrica risultasse non più visibile, cosa conviene fare ?
    Grazie.

  • Buon giorno a Lei, ci sono varie soluzioni:
    - richiederlo alla ditta produttrice, se raggiungibile
    - sostituirlo con una etichetta che riporti gli stessi dati, prima che scompaiano del tutto
    - fare una foto digitale, stamparla e conservarla ( sia in digitale che in cartaceo ) magari ritoccando a mano il marchio prima della foto, così si vede meglio
    Forse ci sono anche altre opzioni, l’importante è che in origine esistesse il marchio, che lo si documenti e che poi lo si sostituisca con una copia che sia evidentemente una copia e non voglia essere un falso.
    Spero di aver espresso chiaramente il concetto che tutto deve essere fatto in modo evidente.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  • Marco

    Gentile Ing. Carraro…
    l’importatore che si fa produrre o acquista in Cina prodotti che in UE sono soggetti alla marcatura CE che tipo di dichiarazione deve allegare perché la dogana non possa eccepire nulla nei controlli? Basta una dichiarazione del tipo ..” Il sottoscritto XY nella qualità di titolare della ditta…,consapevole delle responsabilità civili e penali…dichiara che i prodotti oggetto dell’importazione sono conformi al Regolamento CE…ecc ecc..

    Insomma una sorta di assunzione di responsabilità..

  • Marco

    forse ho esemplificato troppo…

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