Fossi certo che:
-nessuno mi intercetta
-nessuno mi controlla
-nessuno mi può seguire
-nessuno mi può localizzare
-nessuno specula sulla mia necessità di comunicare
allora sarei in un altro mondo, forse non perfetto, ma certamente migliore.
Invece sono in questo e sono in compagnia numerosa. Qualche decina di milioni solo gli Italiani, se poi ci mettiamo anche gli altri, diventiamo miliardi, tutti con il telefono in mano, in borsa, in tasca.
Com’è possibile che possiamo comunicare tutti, tutti assieme e contemporaneamente? Grazie ad una quantità impressionante di onde elettromagnetiche, che insieme a molte altre viaggiano sia attraverso cavi, sia nell’etere.
Però se non ci fosse alcuna regola, queste onde si sovrapporrebbero, si cancellerebbero le une con le altre, o si sommerebbero a crearne altre di ancora diverse.
Per consentire che tutti gli apparecchi che utilizzano le onde per trasmettere informazioni e segnali possano funzionare e soprattutto non creino problemi alla salute dell’uomo, sono stati stabiliti precisi limiti, entro cui le apparecchiature debbono funzionare.
Noi utenti come facciamo a sapere che il telefonino che utilizziamo, rispetta le regole previste per il suo funzionamento? Mediante un semplice simbolo, il marchio CE. Questo sta a dimostrare che chi ha progettato e costruito quel cellulare, ha studiato le regole ed ha fatto in modo che l’apparecchio le rispetti.
Il mancato rispetto delle norme non consente la marcatura CE, a meno di non entrare nel campo della frode, ma questa è un’altra storia.
A proposito non dimenticate un’altra cosa, tutti i prodotti, compresi i telefoni cellulari, che arrivano da fuori Europa, non dovrebbero avere il marchio CE, ma lo dovrebbe applicare l’importatore. Però questo alla dogana non lo sanno, quindi fanno passare i prodotti che hanno il marchio (illegale) e fermano quelli senza marchio, di cui appunto si dovrebbe occupare l’importatore, questa si chiama “stranezza”.









Il Decreto 9 Maggio 2001 che chiarisce l’Attuazione delle Direttiva 1995/5/CE, all’Art. 13, chiarisce che la Marcatura CE è apposta sotto la responsabilità del Fabbricante, del suo Rappresentante nella CE o dell’Importatore.
Da questo intendo che un telefono cellulare può arrivare già provvisto del marchio CE, il che sarebbe in contrasto con Lei afferma: “A proposito non dimenticate un’altra cosa, tutti i prodotti, compresi i telefoni cellulari, che arrivano da fuori Europa, non dovrebbero avere il marchio CE, ma lo dovrebbe applicare l’importatore.”
Per cortesia, mi aiuti a comprendere dove mi sbaglio o mi indichi la Legge/Articolo ove posso confermare le sue parole.
Grazie
Giorgio Giacinti
La legge parla di Fabbricante, intendendo un soggetto residente all’interno della Comunità Europea, se il Fabbricante è fuori di questo ambito dovrebbe avere un suo Rappresentante all’interno della CEE, e se anche questo non succede, interviene in ultima battuta l’Importatore.
In questo senso i prodotti provenienti da Paesi extra CEE non dovrebbero avere il marchio CE.
Lo scopo della marcatura CE è quello di garantire la sicurezza del prodotto e la rintracciabilità del responsabile della sua immisione nel mercato CEE, è quindi ovvio che ci deve essere un soggetto residente nella CEE per poter avere un marchio regolare.
Applicando questa legge, si impedirebbe anche l’ingresso fraudolento di milioni di articoli nel nostro mercato, senza sproloquiare di dazi o altre forme protettive del tutto anacronistiche e che non garantirebbero i consumatori, ma solo i produttori, che come è noto interessano di più a politicanti nostrani.
Ciò che io affermo è contenuto in tutte le Direttive e Normative che parlano di marcatura CE.