Come fare per …. capire il trucco

//Come fare per …. capire il trucco

Come fare per …. capire il trucco

Ci chiedono spesso, privati ed addetti ai lavori: – come facciamo a scoprire se il marchio CE è falso?

Ecco le risposte!

  1. il marchio CE deve corrispondere a quello deciso dalla Direttive Europee, cioè deve essere uguale a quello presente nella nostra intestazione (senza il reticolo) e può arrivare ad un’altezza minima di 5 mm.
  2. verificare se oltre al marchio c’è un’etichetta, su questa ci devono essere: il marchio, il nome di un soggetto residente nella CEE (produttore o importatore), dati identificativi del prodotto, alcune caratteristiche del prodotto es: tensione Volt di esercizio
  3. tra i documenti deve esserci la dichiarazione di conformità, può essere in foglio singolo o contenuta nel manuale, ma deve essere firmata e contenere un numero identificativo dell’articolo che state indagando o del lotto a cui appartiene, la dichiarazione di conformità non può essere uno stampato generico
  4. manuale di istruzione per l’installazione. L’uso e la  manutenzione, all’interno del quale può essere stampata la dichiarazione di conformità, che deve essere compilata e firmata, dal legale rappresentante della ditta venditrice/produttrice/importatrice

Se fate parte di un’autorità di controllo ( Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia di Stato, Doganieri ), potete chiedere l’esibizione del fascicolo tecnico, questo deve contenere un fac simile di tutti i documenti citati dal punto 1 al punto 4, ed in più disegni, progetti, schemi, prove di laboratorio e quant’altro serva a dimostrare che il prodotto rispetta le norme. Nota bene: nel fascicolo tecnico deve sempre esserci una o più procedure, che illustrano come il costruttore esegue i controlli sul prodotto.

Dopo aver verificato in modo positivo tutto quanto sopra, si può passare per ulteriori approfondimenti alle prove di laboratorio, per verificare specifiche caratteristiche.

Posso assicurare che, moltissimi prodotti interni alla Comunità Europea e quasi tutti quelli provenienti dall’esterno, non superano questi controlli, se poi andiamo in laboratorio, la situazione si fa ancora più pesante.

Normalmente fanno notizia solo i casi di non conformità eclatante es: la melanina nel latte, ma i casi di illegalità sono diffusissimi.

Ultima nota: un prodotto che arriva alla dogana già marcato, ma senza il nome dell’importatore, può essere sequestrato immediatamente, senza alcun ulteriore controllo, anche se tutto è a posto, il marchio CE è stato apposto da soggetto che non ne ha facoltà.

E poi qualcuno si chiede: come facciamo a proteggerci dall’invasione di prodotti esteri?   Domanda con due possibili origini: ignoranza o malafede.  La prima la si risolve leggendo bene questo articoletto, per la seconda chiediamo aiuto alla legge.

By |2018-02-02T12:33:25+00:00novembre 21st, 2009|La Fattoria degli Animali (Rassegna stampa)|52 Comments

About the Author:

Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

52 Comments

  1. Renato Carraro 26 dicembre 2013 at 20:34

    Salve, le lampadine e le lampade a led hanno la necessità di marcatura CE che esiste in ogni caso, quindi questi prodotti devono essere marcati CE.
    Penso che Lei sia un operatore professionista e non un consumatore, ma non comprendo cosa dovrebbe verificare un “organo di competenza”, Lei non lo spiega. Forse la conformità del prodotto?
    Un’altra cosa che non comprendo è come si possa pensare che esistano dei professionisti, per giunta competenti, che lavorino gratuitamente? Penso che Lei non lo faccia e ritengo che per il Suo lavoro pensi di chiedere un “compenso appropriato”, che però sarà valutato alto da chi lo deve pagare, questo è il mercato.
    Quindi un “organo di competenza”, dopo che Lei avrà chiesto ciò che desidera, Le farà un preventivo, che Lei sarà libero di accettare oppure no
    Se è un consumatore, chieda spiegazioni al Suo fornitore, se è un operatore professionista, studi bene tutta la marcatura CE.
    Cordiali saluti.
    Ing. Carraro

  2. jm Igor 26 dicembre 2013 at 18:54

    Salve io vorrei sapere se le lampadine led , strisce led e tutto quello che è led a bassa tensione con alimentazione 12 V o 60- 70 V con apposito alimentatore rientra nella marcatura CE.
    Eventualmente mi potrebbe dire dove posso trovare un organo di competenza che possa verificare senza compenso economico il prodotto? O con compenso appropriato?
    Grazie

  3. Renato Carraro 12 dicembre 2013 at 15:58

    Salve, il marchio CE errato può dipendere da vari fattori:
    – è un falso, creato apposta per essere successivamente dichiarato non CE, il famoso China Export, che però è più una leggenda metropolitana italiana, che una realtà
    – è un errore di chi lo ha preparato
    – è un errore della tipografia
    in ogni caso così come quello corretto, non può essere garanzia di nulla, perchè è la serietà di chi produce e vende che da questa garanzia.
    Fa specie però che siano in così tanti a sbagliare una cosa così semplice, significa comunque scarsa conoscenza della legge.
    Se la legge dice che un cartello stradale deve essere circolare, perchè qualcuno dovrebbe produrlo ovale?
    La stessa risposta che Lei riferisce, dimostra che chi gliel’ha data non ha mai letto una sola direttiva e che le sue conoscenza si limitano a qualcosa di riferito e riferito sbagliato.
    A prescindere da chi e dove il prodotto viene eseguito, almeno il marchio CE dovrebbe essere corretto, perchè è talmente banale che non si comprende perchè qualcuno riesca a sbagliarlo, forse lo fanno apposta per rischiare una multa di 2.500 € e per dare a noi la possibilità di discutere su questo blog.
    A parte gli scherzi, il marchio CE sbagliato indica sicuramente che nella filiera di produzione c’è almeno un ignorante, che sta facendo qualcosa che non conosce, nel Suo caso sono almeno due, come questo sia traducibile in “prodotto pericoloso” non è dato sapere.
    In ogni caso risponderei a questa ditta che le leggi sono chiare e non soggettive, che non rispettarle comporta delle sanzioni e che il cliente ha il diritto di ricevere prodotti che rispettano la legge al 100%, cioè anche nella conformità dei documenti.
    Conosco quei giochi e personalmente, sapendo da dove arrivano, non li fare MAI usare alla mia nipotina, tenga presente che in Cina mettevano la melamina nel latte dei neonati, quindi non credo si facciano molti scrupoli ad usare ad esempio la plastica riciclata, ricavata dai nostri rifiuti, che loro gentilmente si portano a casa, dietro pagamento e poi ci rivendono sotto forma di prodotti nuovi, questa è la meravigliosa globalizzazione così come la subiscono gli europei.
    La mia opinione è che sia in atto una inversione storica, ovvero i Paesi che per secoli sono stati sfruttati e colonizzati dagli europei, si stanno prendendo la rivincita e ci stanno colonizzando in un modo più subdolo, meno evidente e certamente più moderno.
    Ci invadono con i loro ed i nostri rifiuti riciclati, restandosene comodamente a casa loro e senza suscitare l’indignazione di alcuno.
    Semplicemente geniale ed il paradosso è che gli strumenti di questa moderna colonizzazione glieli abbiamo forniti noi, che saremo ricordati come i “furbi” dell’era moderna.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  4. Valentina 12 dicembre 2013 at 15:25

    Buongiorno,
    le chiedo cortesemente un chiarimento sul marchio CE, riferendomi più che altro ai giocattoli.
    Ho acquistato da una ditta Svizzero Tedesca (la quale vende più che altro articoli per bambini) giocattoli in legno, tipo alimentari imitativi e questi ovviamente sono articoli che il bimbo mentre gioca fa finta di mangiare. Le confezioni sono di cartone bianche, in prevalenza senza un immagine del prodotto, hanno unicamente un’etichetta con il bollino vietato dai 0 ai 3 anni, la loro firma e il marchio CE, quest’ultimo però è sì in grassetto ma più vicino del normale. Ho contattato il servizio clienti chiedendo spiegazioni su chi crea e fornisce la merce e facendo notare la differenza del marchio da quello autentico. Mi hanno risposto che i loro prodotti ed i singoli pezzi provengono da paesi differenti in tutto il mondo e tutti i loro articoli sono testati CE/GS e corrispondono a tutte le norme EU.
    Sinceramente non so se credergli o meno.
    Le vorrei chiedere se in ogni caso, per qualsiasi articolo si tratti, devo sempre e soltanto controllare che il marchio abbia la distanza corretta e se così non fosse, si tratterà sicuramente di un articolo falso o dannoso alla salute?
    Forse mi preoccupo anche troppo, ma vedendo diverse trasmissioni che ne hanno parlato, i dubbi e le preoccupazioni ad un certo punto vengono.
    La ringrazio sin d’ora per una sua risposta e per il tempo dedicatomi.
    Cordiali saluti.

  5. Renato Carraro 25 ottobre 2013 at 14:40

    Salve, non entro nel merito di ciò che scrive, perchè dovrei ripetere ancora una volta ciò che penso della maggioranza di coloro che immettono i prodotti sul mercato, quindi passo al lato pratico.
    Il prodotto soddisfa le Sue esigenze? E’ quello che ha ordinato Lei? Se le risposte sono affermative lasci perdere tutto il resto, se sono negative restituisca la merce.
    Acquistare in internet è conveniente è pratico, ma in Italia siamo ancora a livelli pionieristici e quindi la situazione è a far west.
    Selezioni meglio i siti ed i fornitori e non guardi solo il prezzo. Utilizzi Paypal, che costa, ma Le permette di contestare e bloccare il pagamento e non prende posizione a favore di alcuno, venditore o cliente che sia, parlo per esperienza diretta.
    Anche in internet non solo il prezzo è ciò che conta.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  6. Robert Schreiner 25 ottobre 2013 at 13:57

    Buongiorno. Ieri mi è arrivato un pacco (tramite corriere) contenente uno specchietto retrovisore esterno per autovettura, da me ordinato circa una settimana prima da un rivenditore online con sede in Italia. Il quale afferma che tutti i prodotti da esso venduti sono conformi con la legislazione italiana e le norme applicate in Italia e in Europa. Per esempio:Prodotti originali o equivalenti,secondo la “Legge Monti”; Prodotti certificati da enti certificatori come il TUV (testuale), etc.
    Ma dentro lo scatolo non ho trovato né la garanzia, né il certificato di conformità. Inoltre non riesco a identificare il nome del produttore e neanche il marchio CE. Ma tutto ciò è legale?
    P.S. Devo anche pagare le spese della spedizione, se lo rendessi? O in casi del genere paga i costi sono a carico del venditore?
    Cordiali saluti

  7. Renato Carraro 21 ottobre 2013 at 08:15

    Buongiorno, la risposta al Suo commento consentirebbe di scrivere sul marchio CE forse per un’ora, quindi sintetizzerò al massimo.
    Oltre al marchio CE ci deve essere un numero di 4 cifre di cui Lei non mi parla, se manca quello certamente la marcatura CE è illegale, ma lo può essere anche se il numero è presente, quel numero indica l’Organismo Notificato che ha certificato il prodotto, e come i marchi ed i numeri può essere falso.
    Il fatto che il CE sia stampato in modo errato indica un lavoro fatto male, ma non necessariamente che il telefono è fatto male, quel numero sbagliato comporta una multa di 2.500 €, personalmente la trovo una cifra sproporzionata per una cosa che potrebbe essere un puro errore di stampa, mentre invece se fosse una marcatura fasulla meriterebbe una multa molto più alta.
    Il rivenditore italiano non può sapere assolutamente nulla ed infatti se parla di certificati anziché di marcatura, è evidente che non sa nulla e parla a sproposito, utilizzare i certificati a giustificazione di una marcatura CE è una presa in giro.
    Il certificato è il classico specchietto per le allodole e queste ultime sono: gli importatori, i clienti finali e le autorità di controllo, tutti pronti a farsi ammaliare da un pezzo di carta che è una copia di un documento preparato per un campione e non per i prodotti di serie.
    Se ci sono tre gemelli che devono verificare la loro salute è sufficiente che gli esami li faccia uno solo e poi utilizzino i certificati per tutti e tre? La risposta la sa già Lei quindi non Le serve la mia.
    La legge parla di marcatura e di dichiarazione di conformità del fornitore/importatore e non di certificati.
    Il fatto poi che l’importatore pensi che il passaggio in dogana sia una sorta di legittimazione, dimostra che oltre a non conoscere la marcatura CE non conosce neppure le leggi sull’importazione ed i rischi che sta correndo, purtroppo in merito a queste ultime leggi condivide la sua ignoranza con molti operatori doganali, pensi che per il passaggio in dogana la marcatura CE non ha (secondo la legge) alcun significato, ma se in Italia molti doganieri la pensano diversamente allora la legge viene trasformata in qualcos’altro.
    Cosa può fare Lei? Molte cose, tutte inutili, dal momento che ci troviamo nel Bel Paese, terra di navigatori, artisti, eroi e ladri, ovviamente in proporzioni diverse, l’unico suggerimento che mi sento di darLe è questo: non acquisti prodotti cinesi e non li acquisti da “sconosciuti”, nel settore della telefonia più che in altri c’è un abisso di prestazioni tra i telefoni “di marca” e gli altri e non vale assolutamente la pena di buttare dei soldi per cineserie che magari costano metà, ma valgono un decimo.
    Per essere più tranquilli, quando è possibile (a volte non esiste il sostituto del “cinese”) bisogna acquistare Italiano o Europeo.
    Lei ha acquistato da un italiano, che sa di essere praticamente impunito, come chi sta in Parlamento, quindi lo potrebbe denunciare se pensa di ricavarci almeno una soddisfazione, ma anche su questo non credo molto.
    Cordiali saluti

  8. laura 20 ottobre 2013 at 22:50

    salve, qualche mese fa ho acquistato uno smartphone non di marca da un rivenditore italiano. Oggi un’amica mi ha fatto notare che il marchio CE riportato sull’etichetta all’interno, sotto il vano batteria, è simile ma non rispetta le proporzioni del marchio CE classico. In effetti ad un’occhio più attento, il marchio sul telefono è vistosamente diverso da quello CE (più allungato, con le lettere più distanti tra loro). Ho subito scritto al venditore, inviandogli l’immagine del marchio presente sul telefono e una gif di quello CE per fargli notare la differenza, ma lui insiste nel dire che il marchio è quello, che ha anche i certificati con i quali sdogana normalmente questi telefoni. Cosa posso fare?
    grazie
    cordiali saluti

  9. Renato Carraro 25 settembre 2013 at 17:47

    Salve, Lei ha il diritto di recesso e lo può esercitare, ammesso che la ditta che Le ha venduto i prodotti esista, molto spesso (“sempre” sarebbe una generalizzazione) dietro a queste vendite ci sono organizzazioni malavitose.
    Il venditore sostituisce le etichette con il marchio poco prima di presentarsi alla porta, quindi Lei verifichi se il marchio è inciso sulle pentole o è semplicemente incollato.
    Valuti se il prezzo che ha pagato corrisponde al valore dei prodotti e poi decida cosa fare, se non trova la ditta si rivolga ai Carabinieri.
    Per quanto riguarda la sicurezza dei prodotti, se non sono costruiti in Europa da produttori europei o i produttori extra europei non hanno sedi in Europa, è di fatto impossibile sapere qualcosa sulla loro sicurezza, anche di quelli venduti in negozio, e nessuno è in grado di fornire informazioni in merito.
    Purtroppo i governanti europei consentono che la sicurezza dei consumatori e di molti lavoratori, venga scambiata con un prezzo più vantaggioso (solo per gli importatori) ed in questo modo noi cittadini perdiamo la sicurezza dei prodotti, rischiamo la salute ed i posti di lavoro spariscono, dato che se i tutti prodotti li fanno gli altri, fuori Europa, perchè costano meno, non si capisce cosa possiamo produrre noi.??????
    Cordiali saluti.

  10. patrizia 25 settembre 2013 at 17:26

    Ho comprato una batteria di pentole Eisenthal a poco prezzo,un signore si è presentato sulla porta di casa e con grande insistenza mi ha convinto a fare l’affare perché al negozio sarebbero costate molto di più. Ora mi sorge il dubbio sulla provenienza del materiale e anche la tossicità del prodotto, visto che sul libretto non ho trovato ne il produttore ne la spiegazione di come sono fatte le pentole.Chi può aiutarmi? Grazie.

  11. Renato Carraro 14 febbraio 2013 at 00:08

    Bene allora Le conviene sollevare la questione presso l’amministratore del condominio o alla prossima assemblea. Il condominio è una persona giurdica e se presenta un esposto potrebbe avere più peso dell’azione di un singolo.
    Probabilmente se tutto andasse secondo la legge chi ha installato i contatori ne dovrebbe rispondere, visto come vanno le cose da noi, Le posso solo fare gli auguri.
    Cordiali saluti.

  12. Marcello 13 febbraio 2013 at 19:34

    Grazie per la risposta! so esattamente come è fatto quello corretto, la questione che nella sala contatori del condominio dove ho l’attività la maggior parte dei contatori sono con marchi CE palesemente contraffati.
    http://imageshack.us/a/img109/4354/20130213151124.jpg
    http://imageshack.us/a/img706/7582/20130213151151.jpg

  13. Renato Carraro 13 febbraio 2013 at 18:01

    Salve, non sono in grado di darLe una risposta perchè non conosco le premesse, ovvero non so di quale sala contatori sta parlando ed a che titolo lo fa.
    Do una mano con piacere a risolvere i problemi legati alla marcatura CE, non posso certo entrare in una disputa di qualsivoglia natura, senza conoscere le parti e soprattutto senza averne titolo.
    Se Lei mi chiede qual’è il marchio corretto, Le dico che è quello presente nell’intestazione del nostro blog, quindi se è diverso non è corretto, oltre a questo però non posso andare.
    Una cosa è dibattere di questioni generale e di largo interesse, un’altra è entrare in un caso specifico e prendere posizione.
    Cordiali saluti.

  14. Marcello 13 febbraio 2013 at 16:21

    Buongiorno,
    ho fatto un giro nella sala contatori elettrici e ho fotografato i primi tre contatori che ho visto e almeno 2, hanno la marchiatura CE palesemente non “giusta” e anche sulla terza ho seri dubbi. Cosa posso fare? nel caso fosse interessato le giro le foto e controllo gli altri circa 20 contatori presenti.
    grazie e cordiali saluti

  15. Renato Carraro 27 gennaio 2013 at 12:07

    Salve, tutti i documenti da lei indicati sono utili, alcuni necessari per eseguire la marcatura CE, ma sono solo una parte, Lei deve fare tutto ciò che compete all’importatore, che per la legge è il produttore in Europa.
    Per sapere cosa deve fare può:
    – girare un pò nel blog, Le assicuro che può trovare tutte le informazioni in proposito
    – scaricarsi e studiare le direttive pertinenti ai prodotti da trattare
    – chiederci un preventivo all’indirizzo mail che trova nella home page
    Scelga Lei ciò che Le fa più comodo.
    Cordiali saluti.
    Ing. Carraro

  16. Marco 27 gennaio 2013 at 11:45

    Salve,
    vorrei realizzare una società di importazione di sigarette elettroniche (non contengono liquidi), ho trovato un buon fornitore cinese con prodotti testati personalmente e di qualità mi ha mandato certificati CE sgs rohs e un certificato di 30 pagine per le batterie. Il marchio CE sul prodotto e il rae lo mette direttamente il produttore, ora a parte le istruzioni in italiano con indicato l’importatore quali altre cose sarei tenuto a fare per essere al 100% in regola con le leggi vigenti? Grazie

  17. Renato Carraro 25 gennaio 2013 at 08:53

    Salve, chi segue questo blog sa che non sopporto i “dicono”, “mi hanno detto”, “ho sentito”, le voci non contano nulla quando si parla di lavoro, ma in questo caso (una volta su 100, capita) la voce è corretta, le pellicole di cui Lei parla non sono un accessorio funzionale del cellulare e non sono soggette a marcatura CE.
    Attenzione come tutti i prodotti sono soggette alla direttiva 2001/95/CE non prevede di applicare il marchio, ma molte altre cose si, le prevede.
    Cordiali saluti.

  18. emanuele 25 gennaio 2013 at 00:36

    Salve, sapete dirmi se e obbligatorio il marchio ce sulle pellicole per protezione cell.
    Dicono c’è le pellicole non anno bisognio di marchio ce, e vero?
    Cordiali Saluti

  19. Renato Carraro 23 gennaio 2013 at 08:53

    Salve, innanzitutto occorre chiarire un punto dal momento che Lei esordisce con il termine Medico Estetico, cioè se il Suo lavoro è di tipo estetico o di tipo medico, perchè su questa distinzione si basa tutto il rimanente ragionamento.
    Se parliamo di dispositivo medico la marcatura CE, fatta sempre dal produttore, in questo caso l’importatore, deve comprendere anche certificati e test eseguiti da Organismo Notificato (non importa dove ha sede, l’importante è che sia Notificato, da cui il n° di notifica dopo il marchio CE).
    Se parliamo di apparecchiatura per estetica, si tratta di macchina elettrica i cui parametri di funzionamento devono rispettare il limiti del Decreto Ministeriale approvato ad hoc nel 2011.
    Quindi è sempre il produttore/importatore (se il produttore è fuori UE) che fa la marcatura CE, ma c’è una bella differenza tra dispositivo medico e macchina per estetica, anche nel prezzo.
    Il guaio è che spesso si vendono macchine per estetica (neppure molto controllate nei parametri) per utilizzo medico, il che rappresenta una doppia fregatura.
    Detto questo, non conoscendo la situazione specifica non posso dare consigli sull’acquisto, che comunque rappresentano un consulenza e non una opinione da blog.
    Cordiali saluti.

  20. Alessia 22 gennaio 2013 at 23:48

    Sono un Medico Estetico in procinto di acquistare un’apparato LUCE PULSATA IPL di produzione cinese, distribuita sul territorio nazionale da un importatore italiano. All’atto dell’acquisto ho richiesto il certificato CE e sono iniziati i problemi. Sull’apparato è apposta etichetta adesiva recante un numero di serie scritto con pennarello a mano, c’è poi scritto Marcatura: CE Estetico senza riportare il marchio con le misure e le distanze come da normativa, inoltre c’è il Numero di certificazione: RBJ0********1&2 (www.Baclcorp.com) così come l’ho scritto (tranne per i ***). Visto il sito Baclcorp.com, risulta attestato a società Californiana (USA). La compatibilità elettromagnetica è secondo normativa 89/336/EEC che dovrebbe essere abrogata. Inoltre mi hanno fornito una DICHIARAZIONE CERTIFICAZIONE DI CONFORMITA’ su carta bianca firmata dal distributore, importatore con il numero del certificato CE rilasciato in data **/**/** ma non c’è scritto da chi. Il distributore può rilasciare il certificato CE? Non dovrebbe essere espresso l’ente CERTIFICATORE? Questa LUCE PULSATA secondo voi è legale? Oppure è meglio che mi fermi con l’acquisto? Grazie.

  21. Renato Carraro 13 gennaio 2013 at 11:28

    Salve, in quanto accessori funzionali di un prodotto con obbligo di marchio CE, devono a loro volta essere marcati CE.
    Cordiali saluti.

  22. enrico 13 gennaio 2013 at 01:03

    Salve,

    Potrebbe aiutarmi a capire se la marcatura CE e` obbligatoria per gli auricolari che si connettono a cellulari o a dispositivi per ascoltare musica?

    Saluti, enrico

  23. Renato Carraro 29 dicembre 2012 at 15:53

    Salve, mi fa piacere che le nostre risposte siano state utili, ovviamente noi siamo convinti di ciò che affermiamo, ma suggeriamo sempre ai nostri interlocutori di verificare con documenti ufficiali prima di prendere decisioni, il web è un bella cosa di cui però bisogna diffidare a prescindere.
    Diversa cosa è la consulenza fornita ad personam, su specifica richiesta ed incarico e firmata da un professionista, in questo caso le responsabilità sulle risposte sono precise e chiare.
    Noi oltre a questo servizio fornito gratuitamente su vari blog, diamo anche consulenza su vari argomenti dalla marcatura CE all’ISO 9001, ed alla gestione aziendale, in alcuni casi facciamo anche valutazioni tecniche sui prodotti, ma ci limitiamo alle macchine elettriche e non, ed a altri settori su cui diamo la disponibilità di volta in volta.
    Nel caso fosse Vostro interesse potremo fornire la nostra esperienza dopo che ci avrete richiesto un intervento e specificato di che tipo e su quali prodotti dovrebbe svolgersi.
    Cordiali saluti.

  24. Giovanni 29 dicembre 2012 at 13:13

    Grazie mille Sig.re Carraro.
    Adesso il mio amico ha le idee molto più chiare e probabilmente ha evitato di fare acquisti sbagliati.
    Un ultima curiosità; Dovendo lui acquistare diverse apparecchiature mi chiedeva se esiste una figura professionale che potesse fargli da consulente per essere sicuro di fare l’acquisto giusto. Quale figura professionale è più adatta o conosce meglio tutte le normative che lei gentilmente mi ha descritto??

    Grazie e auguri di buon anno

  25. Renato Carraro 27 dicembre 2012 at 16:26

    Le Sue conclusioni sono corrette, l’obbligo di marcatura CE, spetta a chi per primo immette il prodotto sul mercato.
    Attenzione però ci sono in Italia (forse anche nel resto d’Europa) molti “furbetti del quartierino” che applicano delle vere e proprie patacche ai prodotti e non sanno neppure cosa sia la marcatura CE, pensano forse all’etichetta o alla dichiarazione di conformità.
    Quindi se acquista da rivenditore o importatore, verifichi che il prodotto abbia:
    – il marchio CE corretto e l’etichetta con il nome dell’importatore o comunque di un soggetto Europeo
    – la dichiarazione di conformità che deve essere firmata da questo soggetto
    – il manuale di istruzione in italiano con le prescrizioni di sicurezza e prevenzione
    – il riferimento alla registrazione al Ministero della Sanità.
    Queste sono le condizioni minime da controllare e nella dichiarazione di conformità devono essere citate le norme sulla compatibilità elettromagnetica che sono obbligatorie in questo caso.
    Dovrebbe inoltre esserci vicino al marchio CE un numero che indica l’Organismo Notificato che è stato coinvolto nella marcatura.
    Cordiali saluti.

  26. Giovanni 27 dicembre 2012 at 11:16

    Grazie mille per la celere risposta. Ho controllato il certificato CE ed è in lingua inglese però è rilasciato dalla stessaditta che produce il prodotto e non è menzionato un importatore (quindi quello dovrei essere io???). Se trovo un agente della ditta in zona e quindi lo acquisto in Italia sono tranquillo??(perchè sara il venditore italiano a essere importatore e a quel punto io sul certificato ce dovrei trovare scritto nell’intesatazione il nome della azientda che ha importato l’oggetto, giusto?

    Grazie

  27. Renato Carraro 26 dicembre 2012 at 15:55

    Salve, cominciamo ad eliminare le cose inutili:
    – il CE applicato dal Cinese
    – TUV puó essere sia certificato utile, sia certificato necessario, sia un inutile certificato di qualità
    – come sopra anche per i certificati SGS
    Vediamo ora quali sono le cose necessarie:
    – la marcatura CE fatta da Lei in qualità di importatore
    – la registrazione al Ministero, sempre fatta da Lei, dopo la marcatura
    Per fare la marcatura CE sono NECESSARI i certificati di compatibilità elettromagnetica e di sicurezza elettrica, e comunque l’intervento di un Organismo Notificato che puó essere sia TUV che SGS ma che devono riguardare sia il prodotto sia il Suo intervento.
    Nei dispositivi medici le procedure di marcatura CE vanno valutate molto attentamente in base al tipo di prodotto ed all’uso a cui è destinato.
    Tutto fattibile certamente, ma non certo limitato a ció che forniscono i produttori cinesi.
    Cordiali saluti.

  28. Giovanni 26 dicembre 2012 at 11:46

    Salve,
    Vorrei avere notizie riguardo le apparecchiature elettromedicali. Sono un medico e un mio collega, essendo io molto appassionato di tecnologia, mi ha chiesto di fare una ricerca sulle apparecchiature di luce pulsata presenti sul mercato. Mi sono imbattuto su alcune apparecchiature prodotte in cina. Ne ho visionata una in particolare che mi dice di avere le seguenti certificazioni (Ce, tuv, emc, lvd, certificati sgs). Di cosa ha bisogno una apparecchiatura del genere per essere utilizzata in uno studio medico??? Ho visto un fac-simile del CE ma è in lingua cinese…è normale??

    Grazie

  29. Renato Carraro 8 settembre 2012 at 08:51

    Salve, non tutti i prodotti hanno l’obbligo di marcatura, pentole e coperchi sono tra questi, quindi dopo essersi accertata della presenza del nome del produttore o venditore sulle etichette e che sia presente il simbolo “adatto per alimenti” non deve fare altro.
    Cordiali saluti.

  30. PAOLA 7 settembre 2012 at 14:44

    Ho acquistato dei coperchi in silicone che si estendono come una pellicola sui vari contenitori x alimenti il prodotto si chiama coverflex della silikomart non sono riuscita a trovare un marchio CE
    Sul sito si parla di un prodotto Made in Italy ma non si menziona nessun numero di lotto etc.
    Cosa devo pensare?
    La ringrazio x l’eventuale risposta.

  31. Renato Carraro 3 gennaio 2012 at 16:31

    Salve, sarebbe troppo semplice concludere con la solita frase “siamo in Italia” però purtroppo questa non è una frase fatta, ma corrisponde tragicamente al vero.
    Proprio stamane ho ricevuto la richiesta di aiuto da parte della Tenenza di Finanza di Molfetta e dei Carabinieri Roma San Lorenzo in Lucina, il che dimostra che sono proprio : Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia e Tributaria, le Autorità competenti in questo ambito.
    Purtroppo in tutti i settori ed anche all’interno di queste stimate Autorità, con le quali collaboriamo in tutta italia “pro bono” , esistono le eccezioni che per ignoranza e/o per indolenza (anche detta voglia di far niente) forniscono le risposte che ha ricevuto Lei.
    In un Paese avanzato questo è semplicemente inconcepibile, ma certo noi siamo cittadini di un Paese avanzato ( il termine, come sa ha 2 significati ed il secondo non è certo uguale al primo ).
    Anche il finanziere che Le ha fornito quelle risposte meriterebbe la denuncia e non solo chi vende il prodotto, prodotto che conosco molto bene.
    Infatti una ditta, di cui ovviamente non farò il nome, me lo ha inviato per procedere alla marcatura. Dopo che avevo inviato il preventivo e che era stato accettato, il lavoro è stato sospeso perchè il titolare aveva incontrato un amico/collega che tratta lo stesso prodotto e che gli ha detto di fare le etichette come le sue e tanto bastava. Ho fatto notare che la marcatura non è solo attaccare il marchio, ma prevede ben altre procedure, ma la risposta è stata che se andava bene per l’uno andava bene anche per l’altro.
    Quindi il problema non sono e non sono mai stati i cinesi, che si limitano a produrre degli articoli, molti a norme e molti assolutamente illegali, ma il problema vero sta:
    – negli importatori che non sanno o fanno finta di non sapere che il prodotto lo devono marcare loro
    – in molti consulenti che dicono sia ai cinesi che agli importatori, che con il certificato cinese si può vendere il prodotto, cosa non vera neppure per i prodotti europei e testati da organismi europei
    – nelle autorità di controllo ( come Lei ha verificato di persona ) che per ignoranza o indolenza, fanno finta di non vedere.
    Qualsiasi persona di buon senso si rende conto che non è lo scontrino fiscale che garantisce la sicurezza del prodotto, ma in questo Paese dove si pretende che il controllo degli evasori lo facciano i singoli cittadini, Lei comprende che il Suo caso è roba da poco.
    Quello che può fare Lei è rivolgersi per iscritto alla direzione delle Tributaria della Sua città, informando sia dei problemi del prodotto, sia della risposta ricevuta e poi inviare copia della denuncia ai giornali e magari a Striscia la notizia.
    Purtroppo la Guardia di Finanza si occupa dei casi eclatanti che vengono fatti passare anche dei telegiornali, ma della realtà di tutti i giorni, spesso dichiara di non essere competente in materia, misteri del Bel Paese.
    Saluti.

  32. Pierluigi 3 gennaio 2012 at 15:56

    Ho acquistato alcuni giorni fa degli auricolari per cellulare a forma di cornetta telefonica in stile retrò che solo ora ho scoperto avere un marchio CE quantomeno sospetto. Inoltre non risultano riportati sulla confezione né il produttore, né l’importatore italiano.
    Prima di leggere il suo articolo, ho provato a rivolgermi alla GDF, ma non ho notato una grande “sensibilità” sull’argomento e sono stato rimandato a casa confortato dalla frase “Se t’hanno fatto lo scontrino, il marchio è sicuramente veritiero”.
    Ora che sono quasi certo che non ci siano le condizioni per commercializzare il prodotto che ho comprato e ora che ho verificato che su internet ci sono diversi siti cinesi specializzati nella commercializzazione di questo accessorio, vorrei denunciare il commerciante. Vorrei prima capire, però, se vi sia un modo per certificare queste anomalie e se vi sia un ente statale che è in grado di darmi risposte certe in merito. La GDF mi ha già detto che non si occupa di tali verifiche.

    Continui così!

    Buon Anno!

  33. Renato Carraro 2 gennaio 2012 at 19:57

    Salve, non conoscendo la situazione, il mittente e tutti gli elementi di valutazione, abbiamo oscurato il nome del venditore.
    Il fatto che sul prodotto ci sia stampato il marchio CE non garantisce purtroppo da rischi di questo genere, perchè come tutto, anche il marchio CE si può contraffare.
    Concordo sul fatto che il made in Italy sia in qualche modo migliore, ma solo perchè almeno è rintracciabile il produttore.
    Nel Suo caso direi che nessuno si è veramente posto il problema della marcatura corretta, che è stata eseguita con la semplice applicazione dell’etichetta, ma in questo blog è illustrata in vari articoli in cosa consiste e come si fa la marcatura CE.
    Purtroppo una seria analisi dei rischi non c’è MAI (almeno noi non ne abbiamo trovata una, né su prodotti cinesi, né su prodotti italiani o europei).
    Anche a fronte di prodotti fatti bene e sicuri, l’analisi dei rischi è rimasta nella mente del progettista, e dobbiamo solo sperare che fosse bravo.
    Oltre a pubblicizzare la cosa sul nostro blog e per questo La ringrazio, si rivolga alla GdF o alla Tributaria, loro dovrebbero intervenire così come previsto dalla legge.
    Per quanto riguarda la predilezione del made in Italy, concordo con Lei, ma non credo che possiamo invertire il corso della storia, ma fare in modo che i prodotti siano sicuri anche se fatti in Cina, questo si che lo possiamo fare.
    Pretendiamo che oltre al marchio CE, i prodotti abbiano il manuale scritto in italiano, che sia evidente il nome del venditore e che ci sia la dichiarazione di conformità, senza queste condizioni, NON ACQUISTIAMO!
    Cordiali saluti.

  34. alex 2 gennaio 2012 at 19:20

    Mi e` appena esploso lo scaldino CON marchio CE distribuito da XXXX YYYY, l`aqua bolliva, per fortuna era appoggiato e non in braccio!!!
    Ha fatto danni e sarebbe successa una doppia tragedia!!
    NON comprate piu` roba MADE IN CINA di basso costo e soprattutto spargete la voce di non acquistare piu` nulla nei negozi cinesi, soprattutto perche` la maggior parte della roba e` composta da materiali TOSSICI!

    W IL MADE IN ITALY

  35. Renato Carraro 4 dicembre 2011 at 11:02

    Salve, visto che è un regalo e che non l’ha acquistato Lei, Le consiglio di gettarlo via e dimenticarlo. Dalle informazioni che Lei fornisce sorge il dubbio (non certezza) che la marcatura CE sia stata fatta quanto meno in modo superficiale e senza alcun controllo di materiali, sistemi di lavoro, pericolosità dei componenti, quindi nel dubbio lo eliminerei.
    Può anche fare un esposto alla Guardia di Finanza per segnalare la cosa, non è detto però che Le diano retta, perchè anche tra le autorità di controllo la sensibilità non è diffusa.
    Mi sono fatto questa opinione: gli abitanti di questo Paese, da cui prendono il nome ( e non viceversa, come sarebbe logico ) si dividono i due parti, il 95% che è quello che conosciamo benissimo e che a tutti livelli si preoccupa solo di sé stesso ed è brillantemente rappresentato in parlamento, il restante 5% combatte ogni giorno con il modo di vivere, la mentalità e le conseguenze di queste nella vita sociale, dell’altro 95%, questa divisione, magari con qualche punto percentuale di differenza, c’è anche tra le autorità di controllo. Quindi se Lei fa parte del 5% e troverà un finanziere o un carabiniere che fa parte dello stesso 5%, la cosa andrà avanti, cercando di capire se c’è stato un illecito e chi lo ha commesso, in caso contrario o getterà via il giocattolo o getterà via gli scrupoli.
    Cordiali saluti.

  36. Emanuela 4 dicembre 2011 at 00:51

    Alla mia bimba di un mese è stato regalato un gioco con marchio CE credo falso..la distanza tra la C e la E è inferiore rispetto a quello da voi riportato, e vicino al marchio c’è scritto “China”. C’è il nome di una ditta italiana, ma non è specificato se sia produttore o importatore, e non c’è neanche riportato “made in …”

  37. Renato Carraro 10 novembre 2011 at 19:03

    Salve, mi pare che possiamo convenire che facciano parte del materiale elettrico, quindi rientrano nella direttiva Bassa Tensione
    Saluti

  38. adele 10 novembre 2011 at 18:56

    Salve,
    Le chiedo cortesemente un chiariento: le lampadine, che siano a basso consumo a Led o alogene ,rientrano fra i prodotti che devono portare il marchio CE? Nella lista non le ho trovate, io a casa possiedo delle lampadine a basso consumo siglate CE e a questo punto non sodiche prodotti si tratti.
    Grazie per il chiarimento

  39. Renato Carraro 12 aprile 2011 at 21:20

    Non ho avuto la possibilità di controllare il marchio sui contatori e siccome parlo solo di cose che conosco, ho citato le pennette della Vodafone, di cui posseggo un esemplare.
    Ovviamente non metto in dubbio quello che Lei dice, ma non sono d’accordo sul fatto che Enel o Vodafone, possano fare ciò che vogliono, è sufficiente che un cittadino faccia una denuncia, alla Guardia di Finanza o alla Tributaria, per mettere in moto i controlli sui prodotti.
    Non posso certo garantirLe che succederà qualcosa, ma so che questa è la strada giusta.
    Non credo sia qui il caso di mettere in contrapposizione Enel o altri colossi economici con i cittadini onesti, primo perchè a mio avviso la ragione di queste scorrettezze è assolutamente dovuta all’ignoranza e non ad una posizione di potere.
    I comportamenti che dimostrano quello che dice Lei sono altri e ben più gravi e quindi non sprecherei questi esempi per cose così semplici, sia da correggere che da sistemare.
    Altro discorso meriterebbe la gestione dell’energia e dello sviluppo energetico nel nostro Paese e qui La seguirei molto volentieri nel ragionamento.
    Nel nostro blog invece di mettere in evidenza scorrettezze di Enel, Vodafone o altri, preferiamo fornire a chi ci segue, delle indicazioni utili per districarsi nei problemi di tutti i giorni, ad esempio nel disastro delle dogane.
    Ciò non significa che quello che si fa in altri siti sia sbagliato, semplicemente noi facciamo altro.
    La ringrazio per il Suo contributo e La saluto cordialmente.

  40. Raffaele Colaianni 12 aprile 2011 at 20:56

    Il marchio da me citato è stato ovviamente confrontato con quello regolare… ho postato un’immagine. Il mio messaggio aveva un tono sarcastico… ma colpa mia, non s’è capito.
    E’ platealmente non conforme, ma un’azienda come l’Enel può permettersi di infischiarsene, in barba a tutti i cittadini onesti.
    Basta farsi un giro su google e se ne trovano tantissimi di forum in cui si parla di questi contatori con il marchio contraffatto.

  41. Renato Carraro 12 aprile 2011 at 20:11

    Non ho motivo di dubitare che il marchio a cui Lei si riferisce sia corretto, ma per saperlo è sufficiente confrontarlo con quello presente nella nostra intestazione, che è la riproduzione esatta di quello indicato da tutte le direttive.
    Potrebbe essere che come per Vodafone sulle pennette, ci sia un errore nelle proporzioni del logo impresso.
    Questo è un fatto grave, ma è formale, credo che la sostanza in entrambe i casi sia garantita.
    Va precisato che un marchio non corrispondente alla direttiva comporta un’ammenda di 2.500 € ed il sequestro della merce sul mercato. Chissà se in Vodafone se ne sono accorti?

  42. Raffaele Colaianni 12 aprile 2011 at 19:17

    Mi piacerebbe capire se il marchio CE presente nei contatori ENEL è da considerarsi originale. A me sembra proprio di no.
    http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/bc/Interruttore_enel_monofase.jpg/452px-Interruttore_enel_monofase.jpg

  43. Renato Carraro 5 marzo 2011 at 19:55

    Chi ha scritto questa dichiarazione o é sprovveduto o é in malafede, io non lo conosco e quindi non posso giudicare, in ogni caso non va bene. Equivale a dire – va bene perché va bene- non mi pare una dichiarazione di conformità, a cosa?
    Cordiali saluti

  44. Nicola 5 marzo 2011 at 19:23

    Salve, la minipala cingolata che ho acquistato è usata, è la stessa cosa?
    L’ importatore mi ha rilasciato la dichiarazione di conformità scritta da lui timbrata e firmata, da lui, con dicitura: dichiaro per conto del produttore che la merce qui sotto elencata è conforme ai requisiti essenziali d’ igiene e sicurezza ad essa applicabile, con sotto: categoria, marca tipo, matricola, livello di potenza acustica. Cordiali saluti.

  45. Renato Carraro 5 marzo 2011 at 12:39

    Assolutamente no. La macchina deve essere marcata CE a cura dell’importatore che Le deve fornire: manuale in italiano, dichiarazione di conformità firmata da lui e l’etichetta CE con n° di matricola fissata in modo stabile sulla macchina ( non etichette adesive )
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  46. Nicola 4 marzo 2011 at 21:38

    Salve ho acquistato una minipala cingolata mustang di importazione, ed ho avuto il certificato di conformità rilasciato dal rivenditore ed importatore con dicitura; per conto del costruttore…. sono in regola?

  47. Renato Carraro 24 febbraio 2011 at 20:23

    Salve, Le fornisco con piacere le risposte che sono in grado di formulare, precisando però che non sono “qualcuno”.
    Il prodotto da Lei citato non deve essere marcato CE, quindi il marchio è certamente falso, a prescindere dal fatto che sia stampato o meno in modo corretto, su quei prodotti il marchio CE non ci va e questo è un classico caso in cui si usa il marchio per indurre in errore il cliente e carpirne la fiducia.
    Sono certo che il venditore avrà ripetuto più volte che le pentole erano marcate CE.
    Non conosco l’azienda citata e non posso esprimere alcun giudizio, ma l’ipotesi più probabile è che la provenienza sia cinese, per un semplice fatto economico.
    I sequestri effettuati dalla GdF riguardavano rubinetti che sono prodotti rientranti nella direttiva sui prodotti da costruzione e che devono essere marcati CE.
    Sulla regolarità dei prodotti, ci si può esporre solo dopo aver eseguito prove di laboratorio e nel caso che La riguarda, credo che la cosa sia quanto meno difficile.
    Sua madre non ha alcuna responsabilità nell’acquisto, forse è stato solo incauta, d’altronde appartiene ad una delle categorie più colpite da truffatori e disonesti.
    Cordiali saluti.
    Ing. Carraro

  48. Caterina 24 febbraio 2011 at 18:13

    Mia madre, anziana, ha acquistato da un venditore porta a porta sconosciuto una batteria di pentole da 18 pezzi della Blev Metal Bavaria. Qualcuno sa dirmi se il marchio CE presente sulla confezione è contraffatto? Se si, sa dirmi anche dove sono state prodotte le pentole, quanto il loro utilizzo sia “sicuro” o “pericoloso” per la salute? Sono allarmata perchè ultimamente si è parlato di rubinetti provenienti dalla Cina, fortunatamente sequestrati prima che fossero immessi sul mercato italiano, nocivi alla salute se fossero stati utilizzati. Per saperne di più, posso eventualmente rivolgermi alla Guardia di Finanza? Che responsabilità avrebbe avuto mia madre nell’acquisto?
    Grazie.

  49. Renato Carraro 11 febbraio 2011 at 16:09

    Salve, l’etichetta identificativa di produttore e prodotto e la dichiarazione di conformità dovrebbe sempre essere presente e non solo sui prodotti che devono riportare il marchio CE.
    Lei fa l’esempio dei piccoli giocattoli e per rimanere in tema Le rammento gli ovetti Kinder all’interno dei quali ci sono mini giocattoli che hanno un mini manuale.
    Cordiali saluti

  50. Errino 11 febbraio 2011 at 15:57

    Salve, articolo molto chiaro e sintetico. Mi sorgono tuttavia alcuni dubbi: l’obbligatorietà dell’etichetta e della dichiarazione di conformità vale per tutti i prodotti o solo per quelli confezionati e/o elettrici? Ad esempio piccoli giocattoli o prodotti comunque non confezionati ma marcati CE (marchio vero o falso).

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