Cronache di ordinaria disonestà

Cronache di ordinaria disonestà

La storia che Vi racconto ora è reale è si svolge in Italia, non ci sarà alcuna valutazione finale, quella la lascio a Voi, qui riporto solo la cronaca.

L’Europa, quella che alcuni vorrebbero lasciare, ma che in realtà ci guadagnerebbe a darci un calcio nel sedere, mette a disposizione dei vari stati membri, molti denari per la formazione.

Nei vari Paesi ci sono importanti strutture, molto ben organizzate, che intercettano gran parte di questi fondi per organizzare presso i loro clienti, dei corsi di formazione.

Intercettano talmente tanti fondi che hanno difficoltà a spenderli, perchè le aziende con personale dipendente ritengono che sia più opportuno fare lavorare le persone, piuttosto che farli partecipare a dei corsi di formazione.

Questa valutazione si basa su due dati di fatto: la miopia degli imprenditori di fronte alla formazione ed all’innovazione, la quasi totale inutilità di corsi che sono tenuti spesso da “professionisti” che non hanno nulla di meglio da fare e che sono sul mercato a prezzi di favore.

Di queste società spesso si sono occupate le autorità di controllo e le cronache, dato che erano dei semplici raccoglitori di denaro, e non facevano neppure finta di organizzare dei corsi.

Veniamo ai fatti.

Un professionista ha un credito nei confronti di un suo cliente, diciamo di 10.000 € , che difficilmente potrà incassare e che non intende pretendere per vie legali, date le sue precedenti esperienze in tribunale (tempo e denaro persi, stravolgimento della realtà).

Un giorno il cliente dice al professionista:- Ti posso pagare, ma dovresti venire nella mia azienda per un certo numero di ore, non devi fare nulla, quindi ti può trasferire da me a fare il tuo lavoro, è sufficiente che stai li per un certo numero di ore, facciamo 200 distribuite in 3 mesi.

Dato che per il professionista, il trasferimento di un portatile non è un gran problema, accetta la proposta, che gli consente di rientrare di un credito reale, derivante da un lavoro già svolto. Naturalmente la cosa funzionerebbe anche senza un credito reale ed il ricavato potrebbe essere equamente spartito tra l’imprenditore ed il professionista.

Una importante società che organizza corsi di formazione, predispone il tutto ed il corso viene avviato, le “lezioni” si svolgono presso la sede dell’azienda, dove in una sala all’uopo predisposta, il professionista si reca per fare però il suo lavoro di tutti i giorni.

Nessuno partecipa al corso e i partecipanti si limitano ad apporre la firma su un registro appositamente compilato, dove viene registrata, sia la loro “presenza“, che l’argomento di ogni singola lezione.

Per ogni ora di corso il professionista sarà pagato 50 €, molto meno di ciò che normalmente fattura ai suoi clienti, d’altronde a lui sta bene anche così, si tratta di rimanere in quell’aula più ore di quelle che lui farebbe per la cifra complessiva, se svolgesse realmente un corso.

Ma perchè non viene pagato con la cifra che effettivamente è stata stanziata per il docente di quel corso? Semplice, la società che ha organizzato il tutto non si limita a trattenere il suo giusto compenso per l’organizzazione, ma si prende anche metà del compenso per il professionista, giustificandolo con varie voci di spesa.

Alla fine del corso, i dipendenti avranno lavorato normalmente e non avranno ricevuto una sola ora di formazione, il professionista sarà pagato dalla società organizzatrice, così recupererà il suo credito, l’imprenditore avrà saldato un debito senza scucire un solo euro, l’organizzazione avrà intascato molto più del compenso ad essa dovuto. E vissero tutti felici e contenti! La prossima volta si incontreranno per rifare questo giochetto, ma in assenza di un debito da pagare, i soldi li spartiranno in modo diverso, ma sempre a loro andranno.

Fine della storia.

Quando sentite dai media le cronache della corruzione, che coinvolge ministri, alti funzionari dello Stato, dipendenti pubblici, credeteci! al 99,99% è tutto vero e lo 0,01% è solo sfuggito al controllo, inoltre considerate che le stesse cose le fanno centinaia di migliaia di altri italiani, non solo i nostri rappresentanti.

Queste situazioni sono possibili, perchè nessuno di quelli che sono coinvolti, anche quelli che non ci guadagnano nulla (come chi firma la propria presenza sui verbali) si indigna quando viene a conoscenza di questi fatti. L’indignazione e la coscienza sono termini obsoleti, ora vanno di moda altre parole come furbizia, twitt o selfy, (un mix di disonestà e deficienza), in fondo ci fanno sentire moderni anche se disonesti.

About the Author:

Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

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