Furbi, ma onesti!

Il titolo è tratto da una dichiarazione del Sig. Oscar Farinetti, industriale italiano di discreto successo e uomo della sinistra italiana, si dice molto vicino a Renzi.

Il nostro blog non ha mai avuto, non ha e non vuole avere connotazioni di parte, perchè riteniamo che la sicurezza si accompagni al rispetto degli altri ed al buon senso, tutte cose collegate con l’intelligenza, ma non con le idee politiche.

Nella mia vita ho conosciuto persone che avevano ideologie diverse, di tutte le connotazioni, anche quando destra e sinistra avevano un senso ed ho incontrato persone intelligenti, oneste, stupidi e ladri, da tutte le parti.

Ho incontrato e conosciuto imprenditori con 200 dipendenti e con la tessera del PCI, ho conosciuto operai che votavano a destra, anche prima del Berlusconismo, quindi non ritengo che parlare di sicurezza abbia a che fare in alcun modo con le idee di parte, reali o presunte.

Per onestà devo dire che nessuno degli imprenditori “comunisti” che ho incontrato, ha mai pretesto né dichiarato di essere coerente e per quanto né so, neppure la tessera numero 1 del PD, un tale De Benedetti, si è mai messo e permesso di pontificare sull’etica dell’imprenditoria.

Il capitalismo (quello che sostiene l’economia avanzata in tutto il mondo, anche nella rossissima Cina) ha una sola ed immutabile legge “mors tua, vita mea” e non si accompagna nè con la dottrina cristiana, nè con l’ideologia marxiana, quindi chi accetta di giocare il gioco del capitalismo dovrebbe accettare la propria incoerenza, fare i propri interessi, nella misura consentita dalla legge e starsene zitto a godersi i frutti del suo impegno.

In questi giorni sta montando una polemica che ha per obiettivo il Sig. Oscar Farinetti, un uomo che si è fatto da sè, onore al merito e che ha creato una linea di negozi che abbinano libri e cibo, valorizzando anche nel titolo l’italianità, già però qui incontriamo la  prima incongruenza, cioè questi negozi si chiamano Eataly, non il massimo per sostenere il fatto in Italia.

Non desidero entrare nel merito delle polemiche, prima di tutto perchè non conosco la realtà dei fatti, quindi se non so non parlo, nè mi interessa sapere se il Sig. Farinetti ha sfruttato la legge sul lavoro precario, magari proclamandosi difensore dei diritti dei lavoratori e della dignità del lavoro.

Certamente ha fatto le cose che la legge gli consentiva di fare, e certamente a livello legale ha fatto tutto in regola, che poi pensi di espatriare perchè viene criticato, sono problemi suoi, che lascio volentieri a lui.

Ciò che mi interessa sottolineare e non è la prima volta che lo faccio, è che fare i propri interessi è lecito, ma prendere in giro la gente è eticamente discutibile, quindi quando pubblicamente afferma (testuale) : per fare successo bisogna essere furbi ma onesti! O sta prendendo in giro chi lo ascolta o non conosce il senso delle parole italiane.

Basta andare a leggere in qualsiasi vocabolario prendiamo il Treccani per semplicità, l’etimologia del termine “furbo” per comprendere che se oggi non è in totale antitesi con il termine “onesto“, lo era certamente all’origine. “In origine, furfante, imbroglione, ladro, vagabondo (anche come sost.), o che è proprio di ladri, vagabondi, malviventi”(vocabolario Treccani)

Quindi che si vogliono giustificare le proprie azioni “furbe“, (ricordate i “furbetti del quartierino”?) vestendole con altre parole, può anche essere comprensibile, ma che questa diventi una specie di scuola di vita, diffusa da un neo gurù dell’imprenditoria italiana, non è proprio accettabile, se si ha non dico tanta intelligenza, ma un minimo di conoscenza della lingua italiana.

La vera domanda che sorge spontanea è però questa: finiremo un giorno di ascoltare passivamente tutte le panzane che ci raccontano per televisione e non solo, ed alzeremo un dito? Uno a caso, quello che preferite Voi.

About the Author:

Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

7 Comments

  1. Renato Carraro 10 novembre 2014 at 09:26

    Salve, finalmente è arrivata Striscia, guardi il video su questo link e poi se lo trova interessante, lo faccia girare in rete, grazie.
    //www.video.mediaset.it/video/striscialanotizia/servizio/494201/risparmio-in-dogana.html
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  2. Renato Carraro 7 novembre 2014 at 15:10

    Grazie del consiglio, in politica ci sono già stato per circa 15 anni ed ho lasciato ancora nell’88, credo sia inutile spiegare tutti i motivi.
    Mi sono reso conto che, fatte le opportune eccezioni, forse per i comuni molto piccoli (forse), non esistono amministrazioni pubbliche esenti dai problemi che vediamo tutti i giorni nelle cronache, se non emergono tutti è solo perchè il numero di indagini e di indaganti è insufficiente.
    Torniamo ad un assioma generale, se in un Paese la maggioranza delle persone è composta da ladri e disonesti, ne può derivare solo che i rappresentanti saranno in maggioranza ladri e disonesti, non c’è scampo.
    Quindi in un Paese in cui la furbizia è un valore, lasciamo che siano i furbi a fare politica, Farinetti insegna.
    La ringrazio per i Suoi contributi e La saluto cordialmente.
    Ing. Carraro

  3. Luca 7 novembre 2014 at 12:17

    Buongiorno,
    bhè in questo caso la ringrazio ancora e ne approfitto, con mail a parte le invierò il mio indirizzo per permetterele di spedire il gentile omaggio.
    In merito al resto che dire… ho perso la mia causa da avvocato del diavolo, le sue argomentazioni sono ineccepibili e non fanno una piega, le consiglierei di buttarsi in politica, ma sarebbe un consiglio inutile, la “farebbero fuori”
    in 30 secondi, libertà rispetto e onestà non sono caratteristiche della politica (specialmente quella di oggi, di qualsiasi colore).
    Distinti saluti

  4. Renato Carraro 6 novembre 2014 at 19:22

    Salve, le penne le abbiamo fatte per inviarLe alle persone simpatiche, non vorrei distribuirle a caso e non si preoccupi il costo di spedizione è già a budget, altrimenti le devo tenere tutte io e la Socia non sarebbe d’accordo.
    Onestà è anche intellettuale ed etica, la correttezza è il rispetto delle leggi sociali e delle regole (scritte e non scritte), l’onestà è qualcosa di diverso e molto più alto o profondo a seconda di come ci si vuole esprimere.
    Se trovo mille euro in strada sono onesto se cerco il proprietario, (vox populi mi definirebbe idiota), ma se me li tengo non infrango la legge, ma non mi sento di dire che sono onesto.
    Se rispetto la legge che mi consente di fare il condono fiscale, sono corretto secondo quella legge, ma prima ho evaso le tasse, alla fine la gente (italiana) dirà che sono stato furbo ed ancora più furbo è colui che non fa il condono e la fa franca.
    Pavese diceva che non c’è merito ad essere onesti, perchè una persona onesta non può fare a meno di esserlo, io intendo questa onestà.
    Pagare le tasse è un dovere, ed è pure spiacevole, non è un atto di onestà, è il semplice rispetto dei propri concittadini e poi delle leggi.
    I valori su cui baso la mia vita ed il mio lavoro sono nell’ordine: libertà, rispetto, onestà, ed è per rispetto degli altri che non pontifico di “furbi onesti”, perchè ritengo che il rispetto mi porti a non prendere in giro le persone.
    Posso dire “siate furbi, ma corretti”, “fate i vostri interessi, ma non ledete quelli degli altri”, ma “furbi e onesti” mi suona sempre stonato.
    La ringrazio per la Sua sempre gradita presenza.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  5. Luca 6 novembre 2014 at 17:49

    Buonasera,
    seguendo il suo ragionamento posso concordare con lei che la parola onestà poco ha a che vedere con il mondo dell’ imprenditoria, ma vorrei fare l’avvocato del diavolo: e se questo imprenditore con il termine onestà intendesse semplicemente il pagare le tasse e rispettare i regolamenti?
    Distinti saluti

    P.S.
    la ringrazio per il suo gentilissimo pensiero, ma risparmi i soldi delle spese di spedizione (per pochi che siano mi scoccia comunque farglieli spendere).
    SE MAI in un futuro mi lancerò nel mondo dell’ imprenditoria e avrò bisogno di una consulenza sulla marcatura CE vorrà dire mi farà uno sconto di favore 😉

  6. Renato Carraro 5 novembre 2014 at 12:30

    Salve, conosco ovviamente il significato attuale del termine, ed anche quello è riportato nel vocabolario, ma certamente accostarlo al vocabolo onestà è una vera e propria furbata.
    Chi lo ha fatto voleva far intendere che con la scaltrezza e l’onestà si possono raggiungere anche grandi risultati.
    Nel mio intervento, senza formulare alcun giudizio legale sui comportamenti “furbi”, volevo far notare che per esempio sfruttare il prossimo, come peraltro faccio io con i miei collaboratori, può essere legittimo, socialmente accettato a livello universale, ma che questo rientri nella parola “onestà” non mi pare coerente.
    Io mi dichiaro incoerente, pago ad un collaboratore junior 2.200 € mensili netti, ma il suo lavoro probabilmente mi rende il doppio.
    Mi sento eticamente soddisfatto perchè in futuro la mia attività la cederò a lui, forse sarò furbo, qualcuno potrà giudicarmi un imprenditore corretto, altri (molti) potranno pensare che spendo 1.000 € i più al mese, perchè quel collaboratore lavorerebbe per me anche a 1.200 € mensili, però rimane il fatto che dal suo lavoro e non solo dal mio, traggo un profitto.
    Posso definire eticamente onesto il mio comportamento? Certamente no, ma mi fa comodo e continuo così, però ho il pudore di non pontificare, e non dare consigli che non stanno in piedi.
    In questa società se si vuole avere successo nel fare impresa è necessario:
    – accettare la regola del capitalismo
    – avere “pelo sullo stomaco”
    – essere abili in un’attività
    – avere capacità imprenditoriale
    – amare il denaro
    Noti che non ho inserito rispettare la legge, perchè quella è sempre una scelta personale, di cui ci si assume la piena responsabilità.
    Le altre ricette che abbinano a tutto ciò il termine “onestà”, mi sembrano una forzatura, ed i fatti che in questi giorni leggiamo sulle cronache, mi pare dimostrino che forse tutta questa coerenza non c’è nei discorsi di quel signore, faccia tutti i soldi che questa società legalmente gli concede di fare e se ne stia zitto.
    La ringrazio per la Sua costante presenza e la saluto cordialmente.
    ing. Carraro

    p.s. se mi invia il Suo indirizzo, Le spedirò la nostra penna in omaggio.

  7. Luca 5 novembre 2014 at 11:44

    Buongiorno,
    non conosco i fatti, quindi il mio commento è solo in merito all’ utilizzo del temine in questione in lingua italiana.
    Putroppo credo che il termine FURBO abbia subito un mutamento di significato nella lingua comune (ovviamente sul vocabolario è rimasto quello che è).
    Furbo ormai è sinonimo di intelligente e di persona che con destrezza sfrutta le occasioni a proprio vantaggio; a dimostrazione di ciò basterebbe fare una prova, quante persone di offenderebbero sentendosi dare dei furbi?
    non credo moltissime…
    Distinti saluti

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