Le Procedure di Controllo di Produzione

//Le Procedure di Controllo di Produzione

Le Procedure di Controllo di Produzione

Spesso parlando di Marcatura e di Procedure per il controllo della produzione, abbiamo verificato che molti identificano le procedure con l’ISO 9001.

La certificazione di qualità aziendale, prevede che ci siano le procedure formalizzate, ma qualsiasi azienda ha le sue procedure a prescindere dall’ISO 9001, sono infatti le procedure che consentono di gestire qualsiasi azienda.

Magari non sono chiare e definite, magari non sono scritte, ma una cosa è certa: le procedure ci sono anche se qualcuno non se ne rende conto e le utilizza in modo inconsapevole.

Dato che la Marcatura CE riprende le logiche del sistema di gestione della qualità, concentrandosi sul prodotto, essa prevede che il costruttore fornisca delle precise garanzie sui metodi di gestione, che gli consentono di mantenere la qualità del prodotto nel tempo.

Non è sufficiente produrre bene dei buoni prodotti, occorre spiegare come vengono controllati, sia in fase di produzione, che alla fine di questa.

Per garantire la qualità di un prodotto è necessario poterlo identificare, poter risalire tutta la sua linea produttiva, fino alla progettazione, conoscendo chi ha fornito i componenti e come sono gestiti i rapporti con questi fornitori.

E’ necessario inoltre conoscere come è gestito l’intero ciclo produttivo dall’ordine del cliente fino alla spedizione e se c’è il servizio dopo vendita.

Tutte queste informazioni naturalmente rimangono in azienda e non devono essere diffuse, ma in caso di necessità devono essere reperibili, per poter capire se un certo problema si è manifestato per incuria, per incidente o per carenze già in fase di produzione.

Quindi nessun timore, fare le procedure per la marcatura CE non implica dover affrontare le ISO 9001, che purtroppo in Italia hanno avuto uno sviluppo contrario allo spirito con cui sono state create; fare le procedure significa solo scrivere ciò che si fa, ovviamente partendo dal presupposto che lo si faccia correttamente.

By | 2017-03-29T14:14:24+00:00 dicembre 10th, 2009|La Fattoria degli Animali (Rassegna stampa)|65 Comments

About the Author:

Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

65 Comments

  1. Renato Carraro 8 febbraio 2012 at 12:18

    Se l’acquisto lo fate direttamente all’estero dovete provvedere alla marcatura e non dia ascolto a quelli che per interesse dicono che cinesi o americani possono applicare la marcatura CE. NON E’ VERO! La legge dice una cosa diversa, cioè quello che dico io (solo perchè l’ho letta).
    Sulla conveninza economica non entro, però mi risulta che il ricarico che applicano i nostri bravi importatori ( che non si preoccupano della marcatura CE ) è da 6 a 10 volte e di solito questo compensa il costo della marcatura CE, anche di una sola macchina.
    Saluti

  2. Filippo 8 febbraio 2012 at 10:47

    Penso che la ditta che ha acquistato il macchinario si sia basata soltanto su una convenienza economica piuttosto che su basi tecniche. Ma mi sorge allora un dubbio: nell’acquisto di una macchina devo valutare, se questa è prodotta fuori dalla Comunità Europea, oltre al costo di acquisto anche il costo per fare successivamente l’adeguamento tecnico e la Marcatura CE? A questo punto mi conviene acquistare in Europa dove sono sicuro che mi forniscono la Macchina già marcata CE. Il risparmio che si ha acquistando dalla CINA o dagli STATI UNITI allora è soltanto apparente? Vorrei sapere la sua opinione in merito.
    Distinti Saluti.

  3. Renato Carraro 8 febbraio 2012 at 10:30

    Salve, non posso esprimermi nel merito della conformità della macchina, non avendola vista e mi fido di ciò che dice Lei.
    Posso però dire ciò che certamente non rispetta la legge:
    – il marchio CE NON può essere applicato da soggetto non residente in Europa, quindi lo deve fare l’importatore, ma non il costruttore negli Stati Uniti. Chissà perchè se le cose provengono dalla Cina sembranoi sempre illegali, mentre se arrivano dagli USA va tutto bene, anche in dogana.
    – il manuale deve essere scritto in italiano, la mancanza di questa caratteristica, rende nullo il contratto di acquisto oltre che illegale la merce.
    Mi sembra che l’importatore in questo caso non sia stato molto attento a ciò che faceva, situazione questa tutt’altro che rara.
    In caso di controllo da parte di Autorità ( che sappia fare il suo lavoro ) c’è il sequestro del bene.
    Saluti

  4. Filippo 8 febbraio 2012 at 10:21

    Buon giorno Ing. Carraro. Ringraziandola anticipatamente per la sua disponibilità le pongo un quesito sulla Marcatura CE. Mi è capitato di visionare macchinari acquistati dagli Stati Uniti abbastanza recenti (2008) che presentano adesivi CE, ma che in realtà hanno grosse lacune in termini di sicurezza (mancanza di pulsanti di emergenza, finecorsa etc.) per i quali tra l’altro è stata fornito solo manuale d’uso e manutenzione (in inglese) senza dichiarazione di conformità. Su tali macchinari i venditore statunitense ha soltanto eseguito l’adattamento elettrico dalla tensione di 110V a quella di 220V che si ha in Italia. Mi chiedo se tali macchine sono a norma o necessitano della Marcatura CE da parte della ditta che li ha acquistati. Si potrebbero avere problemi nel caso di un controllo da parte delle autorità (ASL, Ispettorato del Lavoro, Ispsel, etc..)? Grazie.

  5. Renato Carraro 30 gennaio 2012 at 14:01

    Non posso certo entrare nel merito delle Sue questioni e delle Sue decisioni, io credo che purtroppo se non trivamo giustizia per via legale, non ci rimane che subire le ingiustizie di una società ingiusta, oppure andarsene, non credo che in nessun caso si possa cercare la giustizia privata, anche se posso comprendere il Suo stato d’animo.
    Certamente il Suo legale saprà come meglio consigliarLa, quello che posso fare io gliel’ho già scritto e di più non posso fare.
    Cordiali saluti.

  6. ivetta 30 gennaio 2012 at 13:41

    FORTUNA .IO volevo sperare nella giustizia per non arrivare a farmi giustizia da sola .Avendo perso la causa in primo grado mi hanno pignorato le attrezzature (valutate dall’ufficiale giudiziario 36000 euro anche se invendibili loro sono riusciti a venderle tanto poi i controlli non ci sono per un tot di 6000 euro)Dovevo premettere che le macchine da me comprate costavano 67000 euro e visto che avevo riscontrato subito vizi e difetti me ne ero trattenuta 20000 fino a quando la ditta non mi avesse messo in grado di lavorare .Nel 2008 la griglia si è incendiata per motivi ancora da scoprire (ma facente parte di quel parco macchine senza certificazione di conformità)e dopo aver allertato i vigili del del fuco che mi hanno detto che stavo lavorando a mio rischio e pericolo ho chiuso definitivamente la gastronomia.Ora visto che la ditta avanzava 20000 euro e che dalla vendita delle attrezzature ne sono stati raccolti 6000 adesso mi pignorano la casa.Quindi io dico arriverò se necessario fino al terzo grado di giudizio e mi rivolgerò anche a Strasburgo al tribunale per i diritti dell’uomo IO so di avere ragione e se questo alla fine non basterà mi dispiace ammetterlo ma dovrò farmi suppongo giustizia da sola

  7. Renato Carraro 30 gennaio 2012 at 11:02

    Salve. purtroppo il Suo è un esemppio concentrato delle varie insufficienze ed incapacità presenti nel nostro sistema. A volte si sente dire che non si deve generalizzare, che in fondo siamo bravi, però come sport nazionale abbiamo quello di parlare male del nostro Paese. Non è il Paese a dover essere criticato e criminalizzato, ma chi ci abita e se è vero che generalizzare non è corretto, cosa si deve fare quando è la maggioranza ad essere: incapace, disonesta, truffaldina e non rispettosa delle regole, prima fra tutte quella di pagare le tasse? Sono convinto che non è giusto prendersela con il parlamento, è come sputare sullo specchio, perchè non ci piace ciò che vediamo.
    Lei è stata truffata sia dal venditore che dal produttore, presa in giro dalle autorità, imbrogliata da un sistema giudiziario incapce di applicare delle norme semplicissime. Scusi, a cosa serve un perito (peraltro incapace) se è dimostrato che i prodotti erano senza marcatura CE e senza manuali? Il giudice non era capace di prendere una decisione? Ma è sempre così glielo assicuro, ora sono perito di parte in una causa analoga, dove è stato nominato un perito, dato che il giudice ha bisogno di un avvallo tecnico per sancire che un prodotto che non aveva nè marchio, nè manuali (oltre a non funzionare) era “non vendibile”. Sic!
    Ci sono soluzioni a questi problemi? Ritengo di no, perchè se è la maggioranza che deve rieducare una minoranza, ci possono essere speranze, ma che una esigua minoranza possa rieducare una maggiorana che in quanto tale detiene tutti i poteri, la vedo improbabile.
    Basti pensare che per gli italiani è necessario un governo di persone non elette, per poter fare cose indispensabili, che ci facciano recuperare gli anni di ritardo che abbiamo rispetto agli altri Paesi avanzati. Pensa che un governo di destra o di sinistra queste cose non le sapesse fare? Certo, ma avrebbe decretato la propria morte, perchè gli italiani non sono disposti a votare un governo che faccia gli interessi di tutti, ma solo uno che faccia gli interessi della parte che ha ottenuto la maggioranza, cioè quella dei disonesti, evasori, incapaci, che sono presenti tanto a destra, quanto a sinistra, che al centro e per fortuna che si dividono su queste false ideologie, altrimenti saremmo del tutto spacciati.
    Le auguro maggior fortuna di quella incontrata fin’ora.

  8. ivetta 30 gennaio 2012 at 10:25

    buon giorno volevo comunicarle che le attrzzature da me comperate sono macchine da ristorazione e dovrebbero (dico dovrebbero perchè mi accorgo ogni giorno che passa che non è così) avere l’obbligo della certificazione di conformità della marcatura ce e del manuale uso e manutenzione perchè parte integrante della macchina (cosa che nel mio caso è avvenuta in parte perchè solo di alune macchine io li possiedo).Le voglio far presente che il rivenditore da me portato in causa (perchè obbligato a fornirmi tutta la documentazione a riguardo) quando il giudice ha chiesto i certificati di conformità ne ha prodotti di falsi perchè le mie macchine hanno date di costruzione 2004-2005 e quelli che lui ha presentato sono datati 1-01-2008(non si sa chi lavori il primo dell’anno ma).Visto che io di alcune macchine avevo il certificato adesso me ne ritrovo addirittura 3 con date diverse (perchè poi avendogli fatto presente che era impossibile che fossero datate 2008 lui ne ha presentate altre con date diverse) IO mi chiedo ma è possibile fare una cosa del genere OVVIAMENTE SI siamo in Italia. Guardi io avevo anche telefonato alla casa costruttrice di una di queste macchine e il responsabile mi ha risposto che con 5 euro lui poteva fornire i certificati di conformità in bianco dove il rivenditore poteva metter la data che voleva torniamo poi alla marcatura ce quando il giudice ha chiesto la motivazione della mancanza il rivenditore ha chiesto a me il numero di matricola a me ?ma lui che me le ha vendute non dovrebbe avere la bolla o la fattura con i numeri di matricola CERTAMENTE NO.sulle mie bolle e sulle mie fatture non c’è una descrizione corretta delle attrezzature faccio un esempio friggitrice 15 litri senza marca senza modello senza numero di matricola la stessa cosa per la cucina descritta cucina 6 fuochi ma anche questo per la finanza non ha nessuna rilevanza .Io non ho tardato ad andare in tribunale per far valere i miei diritti ho aperto la gastronomia (che ora è chiusa già dal 2008) nel dicembre del 2005 e nel 2006 ero già in causa . La perizia di parte è già stata depositata a suo tempo ma sembra che chi ha ragione con il sistema giudiziario italiano abbia sempre torto

  9. Renato Carraro 28 gennaio 2012 at 15:01

    Lei potrebbe presentare una perizia di parte, se la procedura legale lo consente, per questo deve sentire il Suo legale.
    Nel caso avesse necessità, sono ovviamente a disposizione.
    Cordiali saluti.

  10. ivetta 28 gennaio 2012 at 14:51

    Vorrei inoltre metterla a conoscenza che sono ancora in causa con la ditta che mi ha fornito le attrezzature perchè il giudice è dal 17 giugno dell’anno scorso che si è preso la riseva per la desione o meno di nominare un nuovo ingeniere .Non capisco la motivazione .Comunque siamo in Italia……

  11. Renato Carraro 28 gennaio 2012 at 14:50

    Salve, premesso che una cosa sono le contestazioni sul funzionamento, che dopo 6 anni dall’acquisto non credo rientrino nella garanzia, oppure Lei ha contestato entro i termini di legge, ed altra cosa sono le mancanze sul piano della marcatura CE, che possono essere contestate entro 10 anni, occorre precisare se si tratta di elettrodomestici o altro, dato che gli elettrodomestici non sono considerate macchine e non rientrano nell’omonima direttiva.
    Tutto ció non esclude peró il fatto che il tribunale, ed il perito incaricato, non dovevano richiedere la dichiarazione di conformità, bensí il fascicolo tecnico, lo stesso fascicolo che dovrebbero richiedere a seguito del Suo esposto, la Guardia di finanza o i Carabinieri.
    Purtroppo sia il comportamento del perito e del tribunale, sia quello delle autorità a cui si é rivolta, dimostrano una sola cosa, cioé l’abissale e generale ignoranza dell’argomento sicurezza dei prodotti e relativa marcatura CE, nel nostro Paese.
    Puó inviare un esposto scritto ai Carabinieri, o alla Tributaria e magari in copia a Striscia la notizia ed a qualche giornale, chissà che il rischio di finire in una gogna mediatica non faccia scollare dalla comoda sedia, qualche funzionario svogliato.
    Cordiali saluti.

  12. ivetta 28 gennaio 2012 at 14:19

    io ho comperato attrezzature da cucina da un rivenditore (tutte nuove) il rivenditore me le ha consegnate senza imballaggio e a distanza di circa un mese dopo averlo prima contattato telefonicamente poi appunto dopo un mese con raccomandata r.r perchè avevano vizi e difetti mi sono rivolta al tribunale che ha mandato un ingeniere per valutare i vizi .L’ingeniere si è accorto che mancavano i certificati di conformità e le marcature ce di alcune macchine .Il rivenditore ha prodotto in tribunale dei certificati di conformità falsi perchè datati 2008 quando io li ho comperati nel 2005.Mi sono rivolta ai carabinieri , alla guardia di finanza ma tutti mi hanno detto di non essere l’organo competente a questo punto mi dia lei una risposta

  13. Renato Carraro 10 novembre 2011 at 22:13

    Salve la sola cosa che posso dire é che la marcatura é fatta male, infatti dovrebbe essere indelebile e gli occhiali che ho acquistato io con scatola e documentazione hanno la scritta che non si cancella. E’ vero che basta il pensiero peró forse chi Le ha fatto questo regalo volleva fare bella figura spendendo poco e si é rivolto ad una bancarella, nei negozi non vendono senza scatola e senza garanzia.
    La mia opinione, come avrà capito é che Le abbiano regalato una patacca, certamente Gucci non mette in commercio cose come questa glielo posso assicurare.
    Cordiali saluti

  14. francesco 10 novembre 2011 at 20:58

    ho un paio di occhiali GUCCI che mi hanno regalato senza custodia ma la scritta CE è scomparsa e se strofino la scritta MADE IN ITALI o comunque tutta la scritta in bianco all’interno della stecca dell’occhiale, scompare, cosa significa? è un falso?

  15. Renato Carraro 7 novembre 2011 at 00:36

    Per avere la consulenza la chieda all’indirizzo che trova sul sito.
    La marcatura non é un timbro che si acquista o un bollo con una validità, é un modo di operare che Lei deve imparare ed adottare, dopo di ché lo utilizzerà per tutti i prodotti della stessa famiglia.
    Come imparare a guidare la macchina e prendere la patente, dopo puó guidare tutte le auto che vuole, se invece passa ai camion deve fare delle integrazioni alla Sua preparazione, ma il criterio é il medesimo, il nostro lavoro é fare scuola guida.
    Saluti

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