Liberi di dire stupidaggini? Dipende!

//Liberi di dire stupidaggini? Dipende!

Liberi di dire stupidaggini? Dipende!

Tra le tante libertà di cui godiamo esiste anche quella di dire stupidaggini.

Si possono dire per ignoranza, per convenienza, per leggerezza, per  pura e semplice stupidità, ogni caso è un caso a sè e va valutato nel contesto.

In questo blog abbiamo già discusso sul fatto che una macchina (anche qualsiasi altro prodotto) per essere venduto in Europa DEVE rispettare le leggi europee a prescindere dal Paese in cui è prodotta, ed anche sul fatto che se il produttore NON è residente in Europa o non nomina un mandatario NON può fare la marcatura CE.

Che il cinese di turno possa marcare CE in nome proprio una macchina, lo sostenga un professionista che ha un ufficio di consulenza in Cina lo posso comprendere, è sempre una stupidaggine, ma esiste una  giustificazione, infatti se lui si fa pagare dal cinese per fornirgli la sua dotta consulenza, è scontato che sostenga la validità della consulenza e quindi che il cinese possa marcare la macchina.

Quando a sostenere che un produttore cinese può marcare CE una macchina per conto proprio è un docente incaricato da Confindustria a tenere un corso sulla direttiva macchine, allora la cosa è ben diversa.

Il docente che tiene un corso su incarico di Confindustria, dice o dovrebbe dire ciò che sostiene Confindustria, sarebbe strano il contrario e quindi questa affermazione è di una gravità estrema.

Non solo non si riesce ad arginare il dilagare dei prodotti cinesi in tutti i settori, ma gli forniamo pure una copertura di legittimità che in realtà non hanno.

Chissà cosa penseranno gli iscritti a Confindustria e gli iscritti a UCIMU?

Come può succedere una cosa del genere, tenuto anche conto che questa è solo una delle chicche raccontate in questo corso? Infatti è stato anche  affermato che la marcatura CE scade dopo 5 anni ed altre amenità di questo genere.

Succede perché da SEMPRE, TUTTE le associazioni di categoria, sottolineo TUTTE, anziché utilizzare la loro forza contrattuale per acquisire sul mercato il meglio sul piano della preparazione professionale al miglior prezzo ed offrirlo agli iscritti, cercano trovandolo sempre, ciò che costa meno facendolo pagare come il meglio. Però in questo caso era gratuito, quindi la stupidaggine era elargita a costo zero per gli udenti.

Le associazioni di categoria sono gestite correttamente come delle aziende, solo che il loro primo obiettivo non è evidentemente la soddisfazione del “cliente” associato, ma il bilancio economico e quindi faranno pure un bell’esercizio gestionale, ma un cattivo servizio, come ad esempio quello di allungare i tempi di entrata in vigore delle leggi europee nel nostro Paese, invece di spronare gli imprenditori ad essere i primi in Europa ad adottarle.

Poi ci domandiamo perché siamo il fanalino di coda? Tra poco neppure quello, perché un fanalino di coda spento è pure pericoloso.

By | 2017-03-29T14:14:06+00:00 aprile 5th, 2013|La Fattoria degli Animali (Rassegna stampa)|2 Comments

About the Author:

Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

2 Comments

  1. Renato Carraro 9 aprile 2013 at 11:40

    Salve, concordo perfettamente con Lei, infatti non c’è alcun contrasto tra il 765 e la direttiva macchine, però per “fabbricante” si intende europeo residente in Europa, e non in qualsiasi parte del mondo e questo per una semplice ragione, cioè che la legge europea vale in Europa e per i soggetti europei.
    Nel caso fosse possibile per un cinese fare la marcatura CE, per quale ragione dovrebbe essere prevista la figura del “mandatario” anche questo obbligatoriamente residente in Europa?
    Forse nella direttiva macchine non è esplicitato chiaramente, ma in molte altre direttive si, ed è una questione non di direttive ma di legislazione, la legge vale nel territorio in cui è emanata (Europa UE) e per i soggetti che risiedono in quel territorio.
    Nel caso una macchina marcata CE da un cinese provocasse un incidente, chi sarebbe perseguito? il cinese?
    Le risposte a queste domande si possono dare con il buon senso e non con interpretazioni personali delle leggi, che guarda caso danno coloro che hanno qualche interesse diretto, come ad esempio fornire consulenza di marcatura CE ai cinesi in Cina.
    Un’altra spiegazione per cui si sostiene questa tesi è l’assoluta ignoranza delle leggi in materia e questo se è accettabile per un comune cittadino, lo è un pò meno per un operatore del settore ed ancora meno per un professionista che tiene un corso sulla marcatura CE delle macchine.
    La ringrazio per la precisazione, che avvalora se ce ne fosse bisogno, la mia tesi e La saluto cordialmente.

  2. Fabiola 9 aprile 2013 at 10:34

    non so cosa dica la direttiva macchine ma certamente non può essere in contrasto con quanto scritto sul Regolamento 765/2008 Art. 30 comma 1 che cita – La marcatura CE può essere apposta solo dal fabbricante o dal suo mandatario.

    e leggendo il resto del regolamento si capisce anche perchè

    una vostra lettrice

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