Cosa fai se ti telefona il “nemico”?

Cosa fai se ti telefona il “nemico”?

Innanzitutto è necessario precisare che il termine “nemico” è utilizzato nel titolo e nel testo con significato allegorico, infatti dal mio punto di vista nel campo lavorativo non esistono (per me) “nemici“, ma solo persone che per varie ragioni la pensano e si comportano in modo diverso dal sottoscritto o da come io ritengo sia corretto comportarsi.

Penso che i funzionari pubblici dovrebbero conoscere il loro mestiere, che coloro che devono applicare la legge la debbano conoscere molto bene ed avere a volte qualche dubbio da chiarire e mai certezze assolute, penso che il buon senso dovrebbe essere presente nel lavoro di ognuno, penso che le leggi debbano essere rispettate, prima di tutto da coloro che le devono far rispettare e via eticando.

Però non penso che coloro che si comportano in modo contrario a quanto scritto sopra sia dei nemici, neppure “compagni che sbagliano“, recuperando uno slogan degli anni sessanta, sono semplicemente persone con un’etica diversa dalla mia, persone contro le quali mi batterò sempre, con tutte le mie forze, ma che rispetterò come persone se non come funzionari o professionisti.

Detto questo per dovere di chiarezza, riporto alcuni episodi capitatimi recentemente e che avvalorano la legge del contrappasso.

Chi segue questo blog, sa che spesso ho scritto a proposito delle dogane, dei doganieri, dei certificatori, degli organismi notificati ecc. chiarendo che tutti costoro spesso non rispettano la legge, mentre sarebbe interesse dei cittadini e dei clienti che ciò succedesse.

Blocchi di merci per mesi in dogana, consulenze fornite da organismi notificati, certificati completamente inutili e fasulli, informazioni fuorvianti a persone che si fidano di sedicenti “professionisti“, come coloro che affermano che i “cinesi” possono marcare CE le loro macchine, sono tutti argomenti trattati e che hanno visto e vedono come attori protagonisti appunto i “nemici“.

Appare quindi naturale che essere incaricati da un ufficio doganale di svolgere una perizia su merci bloccate o ricevere una proposta di collaborazione da un organismo da me denunciato per conflitto di interessi (denuncia mai presa in considerazione da chi di competenza), mi ha fatto prima di tutto stupire ed in secondo luogo sorgere spontanea una domanda: accettare o rifiutare?

Per quanto riguarda la dogana, dato che fornisco la mia collaborazione “pro bono” non ho ritenuto esserci alcun motivo per rinunciare all’incarico, non ci guadagno nulla e mi viene fornita l’occasione di chiarire il mio punto di vista sul loro operato.

Per quanto riguarda l’organismo, il discorso è diverso, ci avrei guadagnato ed avrei concorso nella concretizzazione proprio di quel conflitto di interesse da me denunciato, pertanto ho declinato l’invito con tanti ringraziamenti.

L’intelligenza con il “nemico” può avvenire se può migliorare il nemico senza compromettere la mia etica, mentre se mi torna comodo e produce benefici per me, non è accettabile.

Volontariamente o meno il “nemico” è attivo e oltre ad operare in modo scorretto, può anche tentare di portarti dalla sua parte, ma con un po’ di attenzione e seguendo i propri valori, si trova sempre la strada giusta.

About the Author:

Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

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