Ingenuità, imbecillità o demenza? Semplicemente disonestà!

///Ingenuità, imbecillità o demenza? Semplicemente disonestà!

Ingenuità, imbecillità o demenza? Semplicemente disonestà!

Coloro che si sono recati almeno una volta negli Stati Uniti, hanno dovuto riempire un questionario che certamente al momento della lettura ha provocato qualche sorriso.

Domande come: introducete dei semi o delle piante?  possono essere comprensibili, dato che si intende proteggere, popolazione, fauna e flora da inserimenti non controllati.

Domande come quelle riportate di seguito, sono difficili da comprendere:

Ha mai violato una legge relativa al possesso, all’uso o alla distribuzione di droghe illecite?

Intende svolgere, o ha mai svolto, attività terroristiche, di spionaggio, di sabotaggio o genocidio?

Ha mai commesso frodi o rilasciato dichiarazioni false su se stesso o su altri per ottenere, o per aiutare altri ad ottenere, un visto o un permesso di ingresso negli Stati Uniti?

Esse si inquadrano in una logica tutta americana, ovvero non si dice ciò che si può o non si può fare, ma si chiede conto all’interessato, dopodiché se ha mentito, le pene saranno molto più severe. Ricordo che negli Stati Uniti, per aver mentito sono andati sotto inchiesta dei Presidenti. Liberi di fare ciò che si vuole, ma disposti a pagare per le proprie scelte e li si paga, in tutti i sensi.

Dato che invece da noi, pagano solo i più deboli e quasi mai i colpevoli, assume una connotazione demenziale la seguente richiesta:

¨ DICHIARAZIONE PER MERCE CHE POTREBBE ESSERE UTILIZZATA PER LA PENA DI MORTE,  LA TORTURA O PER ALTRI TRATTAMENTI O PENE CRUDELI, INUMANE O DEGRADANTI (certificati Y904 – Y905)

La merce riferita alla documentazione in oggetto non rientra nell’elenco dei beni come da Reg. CE 1236/2005 relativo al commercio di determinate merci che potrebbero essere utilizzate per la pena di morte, la tortura o per altri trattamenti o pene crudeli, inumane o degradanti.

Innanzitutto sarebbe curioso sapere, se esiste un solo soggetto che abbia mai risposto affermativamente a questa domanda?

Essa assume un significato particolare in relazione al fatto che l’Italia è uno dei pochi Paesi europei che non ha ancora disciplinato la questione della tortura, quindi con quale diritto lo Stato pone una domanda, alla quale non ha dato risposta per primo?

Infine, ma non ultimo, che relazione ci può essere tra tale domanda e lo sdoganamento di un’apparecchiatura per trattamenti estetici?

Certamente le donne a volte per questioni estetiche si sottopongono a trattamenti, inflitti o auto inflitti, che non sono proprio piacevoli, ma pensare che siano delle torture, mi sembra sinceramente esagerato.

Che poi un’estetista possa dichiarare di eseguire trattamenti di tortura, appare al di fuori di qualsiasi ragionamento di buon senso.

Cosa dimostra tutto ciò? Che quando si tratta di creare problemi inutili ed illegali al momento del passaggio in dogana, alcuni doganieri, con la complicità di alcuni loro amici spedizionieri, le pensano proprio tutte.

Dopo aver fatto pagare all’attrezzatura per estetica il nulla osta sanitario, come se fosse un dispositivo medico, che a sua volta non essendo un presidio medico chirurgico, non dovrebbe pagare nulla, non si sono accontentati ed hanno avanzato anche questa richiesta.

Come non essere solidali con l’importatore che deve sopportare tutto ciò.

Per noi queste azioni illegali, significano lavori di consulenza che non avremo eseguito, ma l’origine di questo lavoro, ci obbliga a turarci il naso.

Epilogo: dopo aver pagato il nulla osta sanitario (non dovuto), dopo aver presentato tutti i documenti richiesti (non dovuti), dopo aver dichiarato che l’apparecchiatura non serve per praticare la tortura (no comment), lo spedizioniere ha comunicato, che il funzionario è incerto se consegnare la macchina o rispedirla in Cina, perchè non sa se il fascicolo tecnico (non dovuto in dogana), va bene e comunque (commento dello spedizioniere) tutto dipende dal singolo doganiere che può decidere ciò che vuole.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

By | 2017-07-17T17:22:26+00:00 luglio 17th, 2017|Il nostro Becco Giallo|0 Comments

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Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

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