Lei non sa chi sono io!

Lei non sa chi sono io!

Lei non sa chi sono io, è un’espressione molto utilizzata in passato da un certo tipo di italiano, che è stata oggetto di satira televisiva e cinematografica, che con il tempo è passata di moda ….?????? o forse ha solo cambiato abito.

Oggigiorno non si utilizza più questa frase, perchè rappresenta la supponenza, la cafonaggine, la boria che di solito accompagna i neo ricchi o coloro che ritengono che la loro posizione sociale o il loro successo o presunto tale, sia un motivo sufficiente per acquisire dei diritti che non esistono e che si chiamano privilegi.

Inutile nascondersi dietro un dito, o dietro enunciazioni di principio, i privilegi esistono ancora e forse (purtroppo) esisteranno sempre, sono insiti nella nostra natura, perchè un uomo sarà sempre disposto a concedere maggiori attenzioni e favori ad una bella donna, piuttosto che ad un uomo, magari di aspetto spiacevole, oppure un politico noto o una persona di spettacolo, otterrà sempre migliori condizioni in molti ambienti.

Quando però attenzioni e favori diventano privilegi pretesi, da chi ne “dovrebbe” essere oggetto, allora scatta il “lei non sa chi sono io” sotto forme più moderne, ma sempre simbolo della stessa mentalità. Ora si dice: lei conosce le dimensioni della nostra holding? lei ha visitato io nostro sito? e via di web, quando si avanzano delle richieste assolutamente legittime nei loro confronti, ma evidentemente legittime solo per i comuni mortali, quelli senza un conto a sei zeri.

Qualche tempo fa un’azienda, stavo per dire “grande azienda“, ci ha fatto l’ordine per una consulenza, dopo aver ricevuto il nostro preventivo, nel quale son o indicati tutti i nostri dati sociali e bancari, per effettuare i pagamenti e le condizioni che noi poniamo per l’erogazione del servizio

La nostra società, non bussa alla porta di nessuno, non invia mail o materiale pubblicitario, siamo visibili solo in internet ed i clienti ci contattano per loro libera scelta, quindi riteniamo che una volta lette ed accettate le nostre condizioni non ci sia nulla da discutere nel merito.

La persona che ci ha inviato la comunicazione d’ordine, ha allegato una scheda da compilare, dove abbiamo dovuto inserire tutti i nostri dati, già in loro possesso, e ci ha comunicato che il loro metodo di pagamento è di 60 gg. dalla data della fattura. Noi abbiamo diligentemente compilato il modulo, nel quale non era richiesta la firma del responsabile aziendale (da notare che viene inviato in formato non scrivibile, quindi si può scrivere solo a mano, noi lo abbiamo sbloccato e compilato al computer, ma ciò non ha destato alcuna reazione, quindi non è un problema modificare i loro format ed inviare informazioni sensibili prive di sicurezza e di firma).

Successivamente ci è stata richiesta la fattura per il pagamento del bonifico di acconto, che sarebbe stato fatto rigorosamente il giorno 10 del mese, perdendo così oltre due settimane, anche se avevano fretta, noi abbiamo risposto che erano necessari il loro dati e che li richiedevamo su carta intestata con firma del legale rappresentante o via posta certificata (trattandosi di dati sensibili è ciò che indica la legge, non una nostra pretesa, anche se non lo fa nessuno).

Abbiamo ricevuto una risposta tra il piccato e lo scocciato, che conteneva i dati richiesti e che ci faceva notare che loro non avevano tempo per fare la pec, che loro sono una grande azienda, “verificare nel sito prego” e che avevano già fatto una concessione nell’accettare il nostro metodo di pagamento (saldo prima della consegna)

A questa evidente dimostrazione di arroganza e di stupidità, che in questa forma non vedevamo da molto tempo, abbiamo risposto che esiste pari dignità tra cliente e fornitore, che abbiamo collaborato con aziende come la Fiat, che non è poi la più piccola delle aziende italiane, ed anch’essa ha accettato le nostre condizioni, perchè ognuno a casa propria decide le proprie regole, che devono essere rispettate da chi sceglie di entrare (questo dovrebbe valere per tutti e per tutti i casi) e che rimanevamo in attesa della loro pec.

Davamo per persi, sia il cliente, che il lavoro, invece dopo un paio di ore di probabile riflessione e coordinamento con i piani alti, perchè l’invio di una pec è impegnativo, (se si tratta di prendere impegni le “grandi aziende” ci pensano non due, ma quattro volte) dato che presuppone l’assunzione di responsabilità, abbiamo ricevuto la pec con i dati aziendali, pensate il rischio che si sono presi.

Il cliente può fare cento domande, anche banali, noi risponderemo sempre, ma il cliente che pensa di poter imporre le sue regole a casa nostra, non rientra nel nostro target e preferiamo perderlo piuttosto di inchinarci, perchè il tempo dei servi è finito, almeno per noi.

Quindi la risposta alla domanda nel titolo è semplice: sappiamo con certezza chi è lei, uno stupido!

 

 

 

 

By | 2017-04-05T10:21:40+00:00 aprile 5th, 2017|Il nostro Becco Giallo|0 Comments

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Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

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