Nulla osta sanitario per le apparecchiature per estetica

///Nulla osta sanitario per le apparecchiature per estetica

Nulla osta sanitario per le apparecchiature per estetica

Chiunque può cercare nel sito del Ministero della salute, in quali occasioni e per quali prodotti è richiesto il Nulla Osta Sanitario.

La definizione presente nel sito del Ministero la riportiamo di seguito

“Al momento dell’ingresso nel territorio nazionale (nei porti, aeroporti e dogane interne), tutte le partite di merci di interesse sanitario, compresi gli alimenti di origine non animale destinati al consumo umano, provenienti da Paesi extra-europei, devono essere sottoposte a controllo igienico-sanitario a cura dell’Ufficio di sanità marittima e aerea (USMAF) competente territorialmente.”

In altra parte dello stesso sito è riportata anche la successiva spiegazione, peraltro in palese contrasto con il Regolamento 765/2008/CE

“Ai fini di tutela della salute pubblica, le partite di merci di interesse sanitario in importazione da Paesi terzi in arrivo nei punti di ingresso internazionali del territorio italiano vengono sottoposte a vigilanza dagli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera (USMAF-SASN e relative Unità territoriali) del Ministero della Salute.

L’attività di vigilanza viene eseguita attraverso tre livelli di verifica (documentale, di identità, materiale, ivi compreso il campionamento a fini di analisi) per accertare la rispondenza delle merci di interesse sanitario ai requisiti ed alle prescrizioni previsti dalle normative nazionali e comunitarie.
L’attività di vigilanza si conclude con il rilascio finale di un provvedimento di ammissione all’importazione (Documento Comune di Entrata – DCE nel caso di alimenti, Nulla Osta Sanitario – NOS nel caso delle altre merci) ovvero con un provvedimento di non ammissione all’importazione, in caso di mancato superamento dei controlli.”

Non intendiamo contestare nessuna delle affermazioni sopra riportate, ma a dimostrare che spesso (sempre è generalizzare) il NOS è una semplice occasione per l’applicazione di una tassa mimetizzata, ci sono molti episodi.

La richiesta di pagare il NOS per gli aghi da tatuaggio, anche dopo che il Ministero ha formalmente dichiarato che tali aghi non sono dispositivi medici, oppure ultima in ordine di tempo, la richiesta di pagamento di NOS  per un’apparecchiatura per estetica, riconosciuta come tale, quindi senza alcun rapporto con le cure del corpo e la salute pubblica, sono esempi ricorrenti e palesi.

Il cliente oggetto di queste ennesima angheria si è rivolto al Ministero, che una volta tanto ha condannato “a parole” l’operato del doganiere di turno.

La realtà è fatta di migliaia di episodi come questo, in cui le richieste di pagamento sono in palese contrasto con la legge e con il buon senso, qualcuno dei tartassati si rivolge alle autorità, pensando giustamente che i doganieri NON sono autorità di controllo del mercato, dato che la dogana non è nel mercato UE, ma ai suoi confini, molti altri pagano, pur di portare a casa i prodotti e risolvere un problema.

Per controbilanciare gli inutili ed illegali controlli operati dai doganieri, c’è da dire che gli importatori, in buona o cattiva fede, una volta superata la dogana, ritengono di essere in regola con le leggi comunitarie, sull’immissione in libera pratica dei prodotti e non fanno niente altro, se non vendere i prodotti, magari “marcati CE” dai produttori cinesi.

La domanda è: possibile che non ci siano doganieri ai quali questi comportamenti dei loro colleghi dia un po’ di volta stomaco?

Possibile che essere accomunati a degli incapaci, imbroglioni e malfattori, non dia proprio alcun fastidio ai doganieri onesti e capaci, di cui sono certo dell’esistenza?

Qualcuno potrebbe battere un colpo?

 

 

 

 

 

By | 2017-03-29T14:13:30+00:00 novembre 24th, 2016|Il nostro Becco Giallo|0 Comments

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Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

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