Parliamo di giustizia sociale?

Parliamo di giustizia sociale?

Cosa c’entra la giustizia sociale con la marcatura CE? Apparentemente nulla, ma vediamo un po’ nel dettaglio cosa può succedere occupandosi per lavoro di marcatura CE.

Mi è stata richiesta con urgenza la disponibilità a redigere una perizia per un Tribunale delle Marche, il luogo è importante, perchè a circa 300 km da Padova, sugli Appennini.

Sono sempre stato contattato, sia dal Sostituto Procuratore che dal Cancelliere, mediante numeri anonimi, come quelli della pubblicità invadente, lo Stato non si vuole palesare evidentemente, ma forse alla fine capiremo perchè.

Ho accettato e ricevuto l’incarico ufficiale e mi sono recato presso il Tribunale e dato che l’appuntamento era fissato per le 9 di mattina, ho preferito recarmi in quella città il giorno precedente e pernottare li, dato che guidare alle 5 del mattino per me risulta pesante e pericoloso, per costituzione sono attivo anche fino alla 2 di notte, ma mai prima delle 8 del mattino, non è pigrizia è la pressione.

Dopo l’incidente probatorio, che per me poteva essere conclusivo, mi è stato chiesto di recarmi la settimana successiva presso la sede della ditta indagata, per visionare il materiale sequestrato, già visionato dal MISE e soprattutto senza alcuna necessità di essere visionato, dato che i documenti in mio possesso erano già sufficienti per la perizia.

Dovevo rispondere al quesito: questi prodotti si possono commercializzare? Già osservando i documenti era chiara la risposta negativa, quindi a quale scopo perdere tempo? Ma il Giudice ed il Sostituto Procuratore la pensavano in modo diverso dal mio.

Il sopralluogo è stato possibile solo grazie all’avvocato della parte imputata, dato che non avevo alcun riferimento per i miei contatti e soprattutto la mia richiesta di aiuto al Tribunale, è stata intercettata dal “prototipo di impiegato pubblico“, come lo intende la maggior parte dei cittadini: indisponente, sgarbato e voglia di fare nulla, il quale tra l’altro mi ha detto che se non avevo con me i documenti, nei quali peraltro c’erano indicazioni errate sulla sede del sopralluogo, potevo tornare nel mio ufficio a prenderli.

Dopo la visita di sopralluogo, su cui sorvolo per non riportare dell’inadeguatezza e dell’indisponibilità delle autorità ad essa preposte per affiancarmi, sono dovuto tornare una terza volta, per spiegare a voce ciò che era chiarissimo nella perizia, tanto che l’unico che non ha posto alcuna domanda, è stato l’avvocato di fiducia della parte imputata.

Il tutto si può condensare in 6 giornate di lavoro perse per trasferte ed 1 impiegata a redigere la perizia.

Quando ho chiesto informazioni sulle modalità di pagamento del mio lavoro, ho scoperto che per poter ricevere il rimborso dei viaggi con mezzo proprio, avrei dovuto chiedere in fase di incidente probatorio o prima, di essere autorizzato ad usare tale mezzo di trasporto, in alternativa avrei dovuto usare e mi sarebbe stato rimborsato, il costo del trasporto pubblico. Provate ad immaginare come ed in quanto tempo, si arriva con i mezzi pubblici in una città di provincia in mezzo agli Appennini.

Inoltre ho appreso che il mio tempo sarebbe stato pagato a vacazione, riporto il testo della comunicazione ricevuta da parte del Cancelliere, in merito al pagamento delle vacazioni:

–  il compenso deve essere calcolato in “vacazioni”, una vacazione corrisponde a due ore di lavoro, possono essere liquidate  quattro vacazioni al giorno, la prima vacazione  vale € 14,68 le successive € 8,15

Il che significa che oltre al rimborso del biglietto ferroviario, avrei ottenuto circa 39 € di compenso per la mia perizia, 39 € per 8 ore di lavoro.

Se una cosa del genere fosse proposta ad un tavolo di trattativa sindacale, scatterebbe subito una mobilitazione generale e molto probabilmente un extracomunitario ospite di un centro di accoglienza, riceve un rimborso più alto e sono contento per lui.

Ritengo che non sia necessario alcun commento a quanto scritto sopra, ognuno faccia le sue riflessioni, in merito alla qualità che lo Stato potrà ricevere in cambio di questi compensi, oppure se non esistano altre modalità in base alle quali vengono pagati i tecnici incaricati dai tribunali, rimane il fatto che ben difficilmente accetterò altri incarichi del genere, lasciando lo spazio ed il “guadagno” a chi ha tempo da perdere e nulla di meglio da fare, per questo ho “deciso” che il lavoro svolto era “pro bono” ovvero “a gratis” 

Forse alla fine si spiega perchè i contatti sono avvenuti attraverso numeri anonimi.

 

 

 

 

 

By | 2017-07-28T14:13:34+00:00 luglio 28th, 2017|Il nostro Becco Giallo|0 Comments

About the Author:

Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

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