Qualcosa sta cambiando?

Qualcosa sta cambiando?

Ho ricevuto con molto piacere ed interesse alcune chat da un funzionario doganale, della cui correttezza non ho dubbi, perchè ritengo che chi vuole confrontarsi con gli altri, pura sapendo di pensarla in modo diverso, sia una persona interessata alla verità ed al chiarimento.

Sono circa 10 anni che scrivo articoli su ciò che succede nelle dogane italiane e solo nelle dogane italiane, e fino ad ora, a parte un paio di contatti telefonici, nessun addetto delle dogane, a nessun livello mi aveva contattato e addirittura fornito la Sua mail, per discutere sulle leggi che disciplinano l’attività dei doganieri ed il transito doganale delle merci, accettando anche di scambiarci le opinioni tramite mail, lo ritengo quai incredibile.

Proprio per il rispetto di questo corretto funzionario doganale, pubblico il documento che gli ho inviato per chiarire il mio punto di vista. Magari dopo il primo ne troveremo altri disposti a discutere con me e con Voi del loro operato.

Ecco il testo inviato 

Salve, come preannunciato Le espongo, senza la fretta delle risposte in chat, come interpreto io le leggi ed il procedimento di sdoganamento, alla luce dei regolamenti europei e del manuale interno delle dogane, che riporta integralmente alcuni articoli del Regolamento 765.

1 la merce arriva in dogana, certamente priva di alcun controllo da parte dell’importatore, che qualsiasi cosa dichiarerà o qualsiasi documento presenterà, saranno solo ipotesi, dato che quella merce non l’ha mai potuta verificare. Tutti i certificati così ampiamente richiesti, da autorità e clienti finali recitano: il presente documento riguarda esclusivamente il campione che è stato testato e non dice nulla sulla produzione di serie. Questa frase dovrebbe essere sufficiente a chiarire che l’uso di quel documento, al di fuori della sede del produttore, non ha alcun valore ed è una presa in giro verso chi lo richiede, se non un vero e proprio raggiro o truffa, a seconda di ciò che si intende millantare con esso.

2 il doganiere controlla la merce e richiede il pagamento di tutti gli oneri previsti per quella categoria doganale, della quale deve anche verificare la correttezza. In questo ambito il doganiere agisce con tutte le prerogative del suo status.

3 contemporaneamente, inevitabilmente e personalmente aggiungo SEMPRE, il doganiere verifica per quanto possibile, il rispetto delle direttive sulla marcatura CE e sulla sicurezza dei prodotti. Detto per inciso che un rispetto letterale della legge, impedirebbe di fatto qualsiasi importazione, come ben sapeva l’ing. Correggia del MISE, il doganiere in caso abbia dei dubbi sulla conformità dei prodotti alle direttive (sempre) si rivolge ad una autorità di controllo del mercato (MISE, GDF, Tributaria, Polizia, Carabinieri, NAS, Camera di Commercio) al fine di ottenere da questa un’indicazione in merito. Nessuna legge indica al doganiere di richiedere alcunché all’importatore, ma può chiedere all’autorità di valutare in base a ciò che è rilevabile dai documenti e dalla confezione dei prodotti.

4 la risposta dall’autorità può essere:

– hai ragione il prodotto non è in regola, in questo caso si rilascia il prodotto con la scritta sui documenti:  «Prodotto non conforme — Immissione in libera pratica non autorizzata — Regolamento (CE) n. 765/2008». In questo modo il prodotto non potrà essere venduto, se non dopo essere stato messo in regola con le leggi sulla marcatura CE. Personalmente riterrei opportuna l’istituzione di un registro di tutti i prodotti rilasciati con sospensione, in modo che le autorità di controllo possano intervenire.

– L’autorità non risponde entro 3 giorni o risponde che va bene, il prodotto viene rilasciato sic et simpliciter.

Ribadisco che personalmente ritengo che tutti i prodotti dovrebbero essere rilasciati in stato di sospensione e solo gli importatori che abbiano superato un controllo positivo presso la loro sede, dovrebbero essere segnalati con un + e nelle importazioni successive non avere problemi di sospensione, ma questa è solo una mia idea.

Questa procedura:

  • eviterebbe a Voi inutili ed inefficaci attività, che non sono di Vostra competenza
  • metterebbe sotto controllo praticamente tutti gli importatori, dato per assodato che la stragrande maggioranza importa, senza avere alcuna cognizione delle leggi sulla marcatura CE
  • eviterebbe di indurre a credere che ciò che passa in dogana è regolare e può essere immesso in libera pratica

Preciso per evitare equivoci il significato di legge di “immissione in libera pratica” : messa a disposizione di un bene in qualsiasi modo (vendita, cessione gratuita, noleggio, affitto, comodato d’uso) da parte di un soggetto, nei confronti di un altro soggetto. Non ha senso di parlare di immissione in libera pratica per l’uscita dalla dogana, in quanto l’importatore porta la merce nella propria sede.

L’immissione in libera pratica è una prerogativa assoluta dei produttori UE, degli importatori UE e dei mandatari UE. E di nessun altro.

La sospensione dell’immissione in libera pratica è una prerogativa assoluta ed esclusiva dei doganieri, neppure le autorità lo possono fare, perché la merce non è ancora sul mercato.

Dopo l’immissione, le autorità possono agire nell’ambito di tutte le leggi sulla sicurezza e comminare pene pecuniarie e detentive, ma la legge non prevede mai le sanzioni preventive, se non c’è il reato non ci può essere pena.

Esiste anche la presunzione di immissione in libera pratica, applicabile ai prodotti non conformi, nella disponibilità del soggetto, quindi presso la sua sede, che intende immetterli e che li esponga in negozio o siano sugli scaffali del magazzino, non identificati come merce non vendibile.

Tutto quanto sopra non deriva esclusivamente da mie idee o interpretazioni fantasiose, dato che non sono così presuntuoso, ma dal confronto con molti legali sul testo dei regolamenti europei, senza alcun interesse personale nel merito.

Devo dire che molti lavori mi vengono commissionati a seguito delle azioni dei doganieri italiani, gli unici a comportarsi in questo modo in tutta Europa, quindi dovrei essere grato a tutti i doganieri e gli spedizionieri che con essi collaborano, pur conoscendo perfettamente la legge, ma accettando lo status quo. Però esiste anche una cosa che si chiama “etica”, oppure onestà intellettuale, che mi obbliga, anche contro i miei personali interessi, a sostenere e divulgare quella che io ritengo la verità, ovvero il corretto comportamento richiesto dalle leggi. Non intendo basare i miei guadagni sulla menzogna e questo Le posso assicurare, mi costa molti lavori persi, ma io preferisco lavorare con chi vuole rispettare la legge e se non lo fa è solo per ignoranza.

Per tutto quanto sopra, apprezzo moltissimo i Suoi interventi, che come ho dimostrato, in gran parte non condivido, ma il solo fatto che su migliaia di doganieri che certamente mi conoscono, hanno letto ciò che scrivo e sostengo da anni, Lei sia l’unico a farsi avanti, ritengo avvalori le mie tesi. Solo gli onesti ed i corretti hanno lo stimolo di ricercare la verità e discutere con chi la pensa in modo diverso, gli altri preferiscono rimanersene rintanati e continuare nelle loro malversazioni.

 

La ringrazio per la disponibilità e per l’attenzione che mi ha riservato, nel caso sia interessato a molte altre illegalità rese possibili da vari funzionari ministeriali e non, sarò sempre a Sua disposizione per fornirle episodi documentati e testi di legge assolutamente stravolti, da persone che non avevano e non hanno titolo per farlo, ma che grazie ad una totale impunità agiscono senza remore e vincoli, perché il comune cittadino italiano, non contesta l’autorità costituita, ma paga quanto gli viene richiesto.

 

                                                                                                                                                             In fede

                                                                                                                                                             Ing. Carraro

 

 

 

By |2018-06-11T15:28:42+00:00maggio 18th, 2018|Il nostro Becco Giallo|0 Comments

About the Author:

Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

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