Questi sono marziani ?!?!

Le contraddizioni nei controlli da parte delle autorità sono all’ordine del giorno.

Dopo anni, durante i quali abbiamo letto documenti emessi dalla autorità di controllo del mercato e da autorità che abusivamente prendono il ruolo delle autorità di controllo del mercato, che sembravano scritte con i piedi e pensate con un’altra parte del corpo non proprio “nobile”, ieri abbiamo letto un verbale che ci ha fatto esclamare appunto: -ma questi sono marziani?

Si tratta di un verbale di sequestro emesso dalla Guardia di Finanza Compagnia di Andria, non scrivo i nome dei verbalizzanti, anche se lo meriterebbero.

Il documento è scritto correttamente, riporta tutti i riferimenti a leggi e direttive, illustra le non conformità dei prodotti e procede nel modo più corretto possibile. Insomma un documento da manuale.

In realtà i verbalizzanti avrebbero potuto essere ancora più incisivi, chiedendo ad esempio l’esibizione dei fascicoli tecnici, ma ci piace pensare che non sia stata una dimenticanza, ma la volontà di non eccedere in zelo punitivo, che peraltro non si percepiva in nessuna parte del documento.

Visita eseguita correttamente e verbalizzata altrettanto correttamente, sequestro più che legittimo di merce che già nella documentazioni non rispetta la legge, poi si potrà verificare nella sostanza, se ce ne fosse necessità la reale difformità.

Purtroppo in questo Paese, ciò che dovrebbe essere norma è di fatto eccezione, vale per l’onestà come per la capacità di svolgere il proprio dovere, nel pubblico e nel privato.

Dopo aver letto quel verbale abbiamo pensato che forse altri “controllori del mercato” dovrebbero fare un giro formativo in quel di Andria, per imparare come si fanno i controlli sui prodotti e come si verifica la conformità degli stessi e di chi li immette in libera pratica.

Sono venuti alla mente:

  • Roma, dove si afferma che un contenitore destinato a raccogliere urine, indubbiamente dispositivo medicorimane dispositivo medico anche quando lo si utilizza per metterci all’interno una pallottola o delle fibre tessili, raccolti sul luogo di un delitto.
  • Malpensa, dove si fa ripetutamente pagare il Nulla Osta Sanitario, per gli aghi per tatuaggio, che il Ministero della Sanità dichiara per iscritto, NON essere dispositivi medici.
  • Salerno, dove si bloccano per 5 mesi 30 container di sanitari, richiedendo certificati non richiesti e poi rilasciando il tutto senza una riga di spiegazione.
  • Treviso, dove si risponde ad un cliente:- i certificati RoHS sono necessari per i rossetti.
  • Torino, dove ad un imprenditore che vuole denunciare che gli è stata venduta una macchina marcata CE in modo illegale e certamente pericolosa, si risponde:- non siamo noi che ci dobbiamo occupare del controllo della marcatura CE.

L’elenco potrebbe essere molto lungo ed Andria dovrebbe diventare un centro di formazione nazionale molto frequentato.

Per ora noi ci limitiamo ad elogiare questi due finanzieri, che hanno fatto bene il loro e certamente ce ne sono altri, purtroppo molto pochi, d’altronde anche gli onesti sono la minoranza.

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