Siamo tutti in pericolo!

Siamo tutti in pericolo!

Tutti noi siamo consumatori, anzi secondo la visione di chi governa il mondo, esistiamo in quanto consumatori, il nostro valore sociale è proporzionale alla nostra capacità e propensione a spendere, nel momento in cui non abbiamo più capacità di spesa, cessiamo di esistere per il Sistema consumistico.

Nulla di nuovo o di rivoluzionario, basta solo guardarsi attorno per verificare quali siano i valori ed i criteri di valutazione sociale che regolano la nostra vita.

La coerenza se non la legge, imporrebbe che in quanto consumatori, fossimo almeno tutelati, per poter continuare ad essere consumatori, perché un consumatore morto non consuma più e non è più utile al sistema.

Quindi chi ci vuole e ci vede solo come consumatori, dovrebbe avere la capacità di tutelare la nostra salute e la nostra sicurezza, garantendo l’efficacia dei metodi di controllo, delle merci messe in commercio e avendo a disposizione autorità di controllo preparatissime e che ci garantiscano contro ogni illecito e frode sui prodotti immessi sul mercato.

Ecco, raccontata da uno dei protagonisti, una vicenda emblematica, che dimostra quale sia il livello di preparazione, di quelli che una volta venivano definiti e si autodefinivano “servitori dello Stato”, preposti al controllo di ciò che poi noi acquistiamo.

“Gentilissimo Ingegnere,

nel corso di un accesso eseguito presso un deposito gestito da imprenditori cinesi sono stati rinvenuti e sequestrati ai fini amministrativi e penali diversi oggetti alcuni dei quali recanti il marchio CE contraffatto ed altri privi del marchio CE ovvero con marchio aventi dimensioni inferiori a quelle previste dalla legge.

Il GIP del Tribunale di Xxxxxx accogliendo le ipotesi formulate dal P.M. disponeva il sequestro dei prodotti contraffatti e dei prodotti privi del marchio CE in relazione al delitto di cui all’art. 515 c.p.

In data 02.09.2017 lo stesso GIP con proprio decreto disponeva l’archiviazione del procedimento penale in oggetto ed il mantenimento del sequestro fino all’emanazione del sequestro amministrativo da parte delle competenti Autorità.

Per tale motivo in data 17.11.2017 unitamente ad ispettori della CCIAA di Xxxxxx si procedeva ad una ricognizione dei beni sequestrati.

Da tale ricognizione l’ispettore evidenziava che:

  1. le lampade (a filamento, a led, ovvero H2), utilizzate su auto da competizione e/o comunque da utilizzare su circuiti interni e quindi non adatti alla circolazione stradale NON SONO SOGGETTE ALLA MARCATURA CE;
  2. le torce a led dotate di diversi dispositivi di accensione e di funzionamento, NON SONO SOGGETTE A MARCATURA CE;.
  3. lampade da testa a led anch’esse dotate di diversi dispositivi di accensione e di funzionamento NON SONO SOGGETTE A MARCATURA CE.
  4. adattatori auto con connessione USB, NON SONO SOGGETTE A MARCATURA CE.

 

Il GIP del Tribunale di Xxxxxx, dopo aver rilevato le perplessità dei militari in merito alla genuinità delle affermazioni dell’ispettore della CCIAA disponeva, ai fini della distruzione del materiale sequestrato,  una perizia sull’obbligatorietà della marcatura CE dei prodotti sottoposti a sequestro e l’eventuale pericolosità per il consumatore finale connessa alla carenza della marcatura stessa.”(testo riportato con il copia incolla e con la sola cancellazione logistica, perché in Italia denunciare un illecito, comporta il rischio di condanna per calunnia)

 

In sintesi, la Guardia di Finanza ( la più bassa in grado nella scala gerarchica delle autorità di controllo e gestione della legge) rilevava correttamente, un illecito amministrativo e penale, nella non conformità dei prodotti.

Ma il GIP declassava l’illecito a semplice amministrativo, considerando che immettere in commercio un prodotto, di cui non si può dimostrare la “non pericolosità” non è un reato penale, rendendo palese la sua ignoranza, anche del solo codice del consumo art. 112.

Ma la “festa” non finisce qui, il funzionario della camera di Commercio, dimostrando l’assoluta ignoranza delle direttive che disciplinano i prodotti elettrici, dichiarava che nessuno di questi prodotti ha l’obbligo di marcatura CE, evidentemente le direttive: RoHS, Compatibilità elettromagnetica, Progettazione ecocompatibile, non esistono per questo soggetto, pagato come il GIP del resto, con soldi pubblici, per far rispettare le leggi a garanzia della salute pubblica, leggi di cui evidentemente, non solo non hanno letto una riga, ma di cui non hanno mai sentito parlare.

Quanto è successo per questi prodotti, può accadere ogni giorno, per qualsiasi altro prodotto, perché questo è il livello di preparazione delle autorità di controllo ed amministrazione della legge e la G.d.F., l’unica ad aver dimostrato idee chiare, molto spesso ricorre alla nostra consulenza per sapere cosa fare, non avendo evidentemente ricevuto strumenti e formazione adeguati e ponendosi il problema di come svolgere al meglio il proprio dovere.

Per gli altri, per quelli più in alto, per quelli che prendono le decisioni, nessun dubbio e nessuna richiesta di consulenza, dritti al bersaglio, peccato che il bersaglio diventiamo noi e non chi immette sul mercato prodotti pericolosi.

 

 

By | 2018-01-16T15:24:35+00:00 dicembre 19th, 2017|Il nostro Becco Giallo|0 Comments

About the Author:

Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

Leave A Comment