Prodotti da costruzione, ancora chiarimenti.

//Prodotti da costruzione, ancora chiarimenti.

Prodotti da costruzione, ancora chiarimenti.

Torniamo a parlare dei prodotti da costruzione, perchè la loro importanza richiede la massima conoscenza delle leggi che li disciplinano e la massima chiarezza su di esse.

I prodotti da costruzione si dividono in 2 categorie principali, i prodotti aventi caratteristiche di impiego STRUTTURALI  e quelli NON STRUTTURALI.

L’elenco dei prodotti strutturali è contenuto nell’allegato IV del Regolamento 305/2011/CE, che però elenca le categorie di prodotti per i quali esistono le norme armonizzate, quindi anche qualche prodotto NON strutturale, come i prodotti in gesso.

La distinzione tra strutturali e non, è importante innanzitutto per l’attenzione che il costruttore deve porre nella loro costruzione, ma anche perchè per i prodotti non strutturali è consentito di utilizzare il sistema 4 di valutazione delle prestazioni, ovvero NON c’è l’obbligo di intervento da parte di Organismo Notificato, mentre per i prodotti strutturali il sistema 4 non è previsto.

I sistemi di valutazione di prestazione consentiti al produttore sono indicati nelle norme armonizzate del prodotto, che sono le uniche che consentono la marcatura CE oltre agli ETA (parete tecnico europeo) di cui parleremo in altro articolo.

Il fatto che non sia obbligatorio l’intervento di un Organismo Notificato, non significa che il produttore sia libero di fare ciò che vuole, ma è tenuto a rispettare la o le norme armonizzate che riguardano il Suo prodotto.

Per esempio per prodotti come i sanitari per bagno (bidet, wc, lavabi, ecc.) esistono norme armonizzate che prevedono determinate prestazioni e lo svolgimento di prove a dimostrazione che il prodotto raggiunge quelle prestazioni, queste prove le può svolgere senza grandi difficoltà il produttore e quindi redigere la dichiarazione di prestazione.

A supporto della precedente affermazione si possono visionare nel web, le copie delle dichiarazioni di prestazioni dalle maggiori case internazionali, le quali citano il sistema 4 e nessun nome di Organismo Notificato.

Quindi per i prodotti da costruzione i passaggi per la marcatura CE sono i seguenti:

– prendere accurata visione e conoscenza del Regolamento 305/2011/CE

– individuare la norma armonizzata relativa al proprio prodotto, se non c’è la norma si può percorrere la strada di richiesta di un ETA, (avete presente le istruzioni per andare in Paradiso? Ecco, qualcosa di simile)

– applicare la norma armonizzata

– nel caso la norma NON preveda il sistema 4 per la valutazione di prestazione del prodotto, è necessario scegliere un Organismo Notificato, che sia abilitato alla categoria di prodotti in questione (non tutti possono fare tutto) e scegliere il sistema più adeguato alla propria situazione.

– procedere con le procedure di marcatura e la preparazione del fascicolo tecnico, all’interno del quale si inseriranno anche gli eventuali certificati rilasciati dall’O.N.

Tutto ciò detto e sperando di essere stato chiaro, ecco cosa è successo lo stesso giorno in due diverse dogane italiane.

prodotti: sanitari (bidet, lavabi, ecc.) tutti non strutturali, per tutti esiste una norma armonizzata, per tutti il sistema 4 consente al produttore/importatore di essere l’unico soggetto responsabile della marcatura CE.

Prima  e seconda dogana: blocco della merce e richiesta di presentazione di documenti di marcatura (procedura non prevista dagli artt. 97,98 99 del regolamento 765/2008/CE, chissà se qualcuno degli interessati li leggerà mai?)

Prima dogana: accetta le dichiarazioni di prestazione e chiede spiegazioni, dal colloquio intercorso con una persona più unica che rara, che accetta il confronto, apprendiamo che desidera ricevere documenti di chiarimento su questi e su altri prodotti e sinceramente credeva che fossero necessari i certificati. L’esistenza di vari sistemi per la valutazione delle prestazioni era semplicemente sconosciuta. Abbiamo inviato tutto ciò che è stato richiesto e si presume che la merce verrà consegnata all’importatore, FORSE.

Seconda dogana: in questo caso parliamo con lo spedizioniere nella persona di una signorina corretta e molto sicura di sè, la quale afferma tra l’altro: la nostra dogana (non cito perchè ho già delle querele per diffamazione, avendo detto che un prodotto non marcato CE avendone l’obbligo, è un prodotto illegale) è la più fiscale di tutte, pretende certificati da Organismi Notificati e solo dalle loro sedi europee, se ci mandano un certificato da SGS con sede in Cina , lo respingono (chissà come sarà contenta SGS) e li pretende per tutti i prodotti, compresi i suddetti lavabi. Avendo fatto presente che ci sono delle precise leggi che regolano il passaggio in dogana, che è cosa diversa dall’immissione in libera pratica, la signorina risponde (testuale): ci sono anche delle “leggi non scritte” che la dogana pretende che siano rispettate, ed io sono d’accordo con questa impostazione, perciò ho detto all’importatore che se non gli va bene può cambiare operatore doganale e dogana di importazione.

Apprendiamo quindi, cari produttori e cari importatori, che Voi non dovete rispettare solo le leggi scritte, che moltissimi non conoscono ed altrettanti volontariamente non applicano, da oggi ci sono anche le “LEGGI NON SCRITTE” definite (non posso dire scritte), da ogni singolo doganiere o da ogni singola dogana, ed a queste dovrete sottostare. Tutto ciò non succedeva neppure nel Medioevo, eppure credetemi oggi succede, tutti i giorni e di questo posso portare prove, queste si scritte.

By | 2017-03-29T14:13:56+00:00 aprile 4th, 2014|La Fattoria degli Animali (Rassegna stampa)|4 Comments

About the Author:

Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

4 Comments

  1. Renato Carraro 12 febbraio 2014 at 18:16

    La ringrazio, tralascio le considerazione sociali, non sono argomento del blog e servono solo ad aumentare lo scoramento.
    La nuova iniziativa, che mi fa piacere Le interessi, non prevede nulla di particolare e quando Lei avrà un pò di tempo e voglia potrà partecipare, come fa già molto assiduamente in questo blog, portando le Sue esperienze che sono sicuramente più “vive” e numerose delle mie.
    Riceverà presto nostre notizie, non è una minaccia è una promessa!!!!!!
    La saluto cordialmente
    Ing. Carraro

  2. Luca 12 febbraio 2014 at 18:00

    Buonasera,
    Nulla da aggingere a quanto da lei detto, tranne forse il fatto che al giorno d’oggi in questo paese (non so altrove perchè non sono mai vissuto all’ estero) se hai un opinione o quantomeno “pensi” con la tua testa sei quasi etichettato come un anticonformista…
    ciò penso che sia un po’ colpa nostra e un po’ colpa della società/governanti che abbiamo avuto e tuttora abbiamo… le pecore si conducono meglio al pascolo… son più facili da gestire…
    Non so quanto me ne possa intendere di sicurezza, ma nel mio piccolo all’ apertura del nuovo progetto non mancherò di visionarlo e, se ne sarò in grado, parteciperò attivamente.
    Distinti saluti

  3. Renato Carraro 12 febbraio 2014 at 16:57

    Purtroppo le persone come Lei e come quel dottore della dogana di Salerno, sono rare e forse rappresentano una specie da proteggere.
    Mi viene la pelle d’oca pensando che questa giovane ragazza, convinta senza ombra di dubbio che sia corretto e lecito applicare delle “leggi non scritte” con le quali concorda, lavorerà per tutta la vita in questo modo.
    Per tutta la sua vita lavorativa e senza eventuali scopi di lucro che altri possono avere, lei impedirà il libero accesso delle merci, in accordo con i doganieri e con le loro leggi non scritte e creerà da un lato i presupposti per pratiche illegali e dall’altro milioni di euro di danni.
    Basterebbe questo esempio, tutt’altro che unico e raro, per comprendere molti altri aspetti della nostra società, e se il nostro Paese è ridotto come sappiamo, le ragioni ci sono tutte e diversamente non potrebbe essere.
    Però alla maggioranza dei nostri concittadini piace pensare, che le ragioni stanno altrove, stanno nei governanti, stanno sempre e comunque negli altri, ma questa ragazza non è “gli altri”, è il noi maggioranza.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

    p.s. Le annuncio in anteprima, seguiranno poi comunicazioni ufficiali, che abbiamo avviato un nuovo progetto che ha lo scopo di sensibilizzare le persone, mentre i nostri blog hanno la presunzione di fare informazione. Questo nuovo strumento, una specie di club “amici della sicurezza”, ha già un dominio (acquistato ieri sera, quindi sarà attivo tra qualche tempo) http://www.amicidellasicurezza.net e raccoglierà testimonianze, documenti idee e quant’altro, vorranno inserire i soci fondatori ed i partecipanti. L’adesione è libera, non si paga nulla, e non c’è nulla da sottoscrivere, se non la registrazione per rimanere informati delle novità e degli sviluppi.
    Naturalmente se vuole potrà far parte dei soci fondatori.

  4. Luca 12 febbraio 2014 at 16:23

    Buongiorno ing. Carraro,
    da spedizioniere le posso dire che di cose da fare venire i brividi ne ho sentite parecchie… ma quanto detto dalla signorina non stà nè in cielo nè in terra… io stesso mi sono trovato a volte nella posizione di dovere mediare fra richieste assurde fatte dalla dogana (a causa di ignoranza o peggio ancora presunzione di sapere senza sapersi mettere in discussione) e ragioni del cliente; ma in vita mia mai e poi mai mi sognerei di proferire simili parole…
    alla gentile signorina che è d’ accordo a questa visione delle cose augurerei di fare una fila di 3 ore in comune per un certificato qualsiasi, e davanti allo sportello sentirsi dire: “no, il certificato non lo posso fare perchè c’è una legge non scritta del comune che dice che per questo certificato serve il modulo “x” che lei non mi ha portato…” a quel punto vorrei proprio vedere la reazione e se rimane d’accordo con questa visione delle cose…
    Distinti saluti

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