Sono certamente tempi strani.

Sono certamente tempi strani.

Abbiamo scritto più volte in questo blog a proposito delle dogane, o meglio dei doganieri italiani, non di tutti ovviamente, ma di una grande parte, a proposito del loro modo di interpretare ed applicare la legge ed il loro stesso regolamento interno.

In particolare abbiamo citato i tre articoli 27, 28 e 29 del Regolamento 765/2008/CE che dicono tra l’altro:

– che i doganieri NON sono autorità di controllo del mercato, il che è intuitivo essendo la dogana fuori dal mercato e non dentro

– che i prodotti dovrebbero sostare in dogana al massimo per 3 giorni 3 (lavorativi) e poi essere rilasciati IN OGNI CASO

– che i prodotti ritenuti non conformi dalle autorità di controllo del mercato, interpellate dai doganieri in proposito (le autorità sono: Guardia di finanza, Tributaria, Carabinieri, Polizia, Camere di Commercio, MISE)  DEVONO essere rilasciati (sempre entro 3 giorni 3) con la seguente scritta sui documenti : prodotto non conforme- immissione in libera pratica non autorizzata- Regolamento (CE) 765/2008. Si potrebbe pensare che presso tutte le dogane esista un timbro con questa frase già predisposta e che venga utilizzato molto spesso (io direi SEMPRE), invece  NESSUNO ha mai visto quella frase scritta e tanto meno il timbro

In altra parte lo stesso regolamento dice che “l’immissione in libera pratica” è la prima messa a disposizione di un prodotto ad un terzo, da parte di chi lo immette sul mercato. Essa NON è perciò il passaggio in dogana o il versamento dell’IVA al momento dell’importazione, perchè quell’IVA è pagata in anticipo dall’importatore, per ostacolare l’evasione, dato che è evidente (o forse no?) che non sta vendendo a sé stesso.

Ebbene cosa è successo in questi giorni? Tre avvenimenti per me molto interessanti.

1 Ho incontrato un funzionario doganale che ha accettato di parlare con me per oltre un’ora sulle questioni doganali e tra l’altro mi ha richiesto una consulenza sui diversi prodotti da costruzione. Comprendete che questa cosa mi ha molto gratificato, non per la richiesta di consulenza, ma per il fatto che un funzionario doganale abbia accettato di parlare con un  comune mortale come me, credo sia una razza da proteggere.

2 Dopo pochi giorni ho avuto uno scambio telefonico con un funzionario del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) il quale oltre ad essere rimasto al telefono con me per quasi un’ora, mi ha confermato che le mie idee sul sistema di controllo del mercato e sul modo in cui in Europa vengono fatte rispettare le direttive comunitarie sulla sicurezza, sono corrette. Ovvero si lascia entrare nell’UE praticamente tutto e di questo tutto, nessuno fornisce alcuna prova di sicurezza, perchè nessun importatore (escluse le aziende con sedi in Europa e nel Paese di provenienza della merce) può e potrà mai garantire un effettivo Controllo di Produzione in Fabbrica o F.C.P. come dicono “quelli che sanno”. Comprenderete bene che trovare un funzionario disponibile al dialogo e soprattutto con le idee chiarissime sulle norme e sulla loro diffusissima “non applicazione”, è un fatto importante, dimostra che in questo blog non facciamo inutili chiacchiere e che esiste anche questa tipologia di funzionari, nonostante le nostre idee “disfattiste” e di implacabili brontoloni.

3 A compensare le due esperienze positive sopra descritte, mi arriva oggi la notizia che alcuni funzionari doganali, durante un controllo presso un importatore, hanno chiesto gli fosse fornita copia delle norme UNI per utilizzarle durante i loro controlli, sembrerebbe tutto normale se non fosse per il fatto che le norme UNI hanno il copyright e che chi le acquista le può utilizzare solo per usi interni e senza poter produrre alcuna copia, neppure parziale. Qui non si tratta più di non conoscere le leggi che regolano il proprio lavoro, ma di chiedere ad un soggetto sottoposto a controllo, di commettere un illecito, dipendente del fatto che chi esegue il controllo in base a determinate norme, quelle norme non le ha a disposizione e quindi non le ha mai, nè viste, nè lette. Aggiungiamo una chicca, uno di questi  funzionari ha affermato: – le etichette CE hanno delle misure ben definite e bisogna rispettarle-. Peccato che questo non sia scritto da nessuna parte o forse sarà scritto nelle “leggi non scritte” di cui ci ha parlato molto convintamente una doganalista, con cui abbiamo scambiato solo qualche battuta, insistere nella discussione sarebbe stato accanimento terapeutico.

Sono tempi strani o sono tempi normali nel Bel Paese?

 

 

By | 2017-03-29T14:13:56+00:00 febbraio 21st, 2014|La Fattoria degli Animali (Rassegna stampa)|0 Comments

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Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

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