Stanze del sale, sigarette elettroniche e dopo …….?

//Stanze del sale, sigarette elettroniche e dopo …….?

Stanze del sale, sigarette elettroniche e dopo …….?

Chi ci segue conosce la nostra posizione nei confronti delle Autorità di controllo, forniamo loro tutte le informazioni che ci richiedono, collaboriamo in modo attivo per chiarire eventuali punti oscuri delle direttive, eseguiamo perizie “pro bono” quando ci viene dato l’incarico.

La nostra collaborazione non può però impedirci di sollevare qualche obiezione quando veniamo a conoscenza di operazioni condotte in grande stile nei confronti di specifiche attività, e senza che vi sia una evidente motivazione, perchè mentre comprendiamo che si possa fare una visita ispettiva ad un operatore commerciale, un intervento a tappeto non può essere frutto del caso, ma di una decisione programmata.

Plaudiamo agli interventi mirati a far emergere le evasioni fiscali ed i soliti “furbetti” che per esempio eseguono la marcatura appiccicando una banale etichetta, ma non comprendiamo come operazioni a tappetto nei confronti di determinate categorie di prodotti, possano portare un qualche beneficio sociale.

Qualche mese fa è stata la volta delle camere del sale, durante quell’operazione sono state chiuse 2.600 attività dove si utilizzava il sale per aiutare chi aveva problemi alle vie respiratorie.

Partendo dalla non conformità di alcuni prodotti la cui marcatura era effettivamente irregolare, si è allargato l’intervento (su disposizione ministeriale) a tutte le macchine simili ed a tutti gli operatori che le usavano, provocando il fermo per svariati mesi, la crisi totale del settore e poi il tutto è sfociato in una tempesta in un bicchiere, con la condanna del Ministero e l’annullamento dei sequestri, anche di quelli pertinenti ed il tutto per un vizio formale. Una situazione tipicamente italiana.

Qualche maligno ha ipotizzato che siccome molte persone ottenevano degli effettivi benefici, era calato il consumo di medicinali che curano le via respiratorie quindi le società farmaceutiche, ben rappresentate a livello nazionale si sono mosse per difendere i propri utili e su queste esigenze il ministero si prontamente allertato, dato che la priorità evidentemente non è la salute dei cittadini, ma il consumo di medicinali.

Ora tocca alle sigarette elettroniche che sostituiscono quelle normali.

La nicotina sia fumata dalla normali sigarette, sia inalata da questi nuovi aggeggi, fa certamente male e viene segnalata ai fumatori, ma la diversa pericolosità delle sigarette elettroniche scaturisce esclusivamente dalla presenza del caricabatterie che si collega alla corrente 220V e quindi può creare danni.

Badate bene sono gli stessi caricabatterie dei telefoni e di molti altri piccoli elettrodomestici, che a milioni invadono la nostra vita quotidiana, quindi sorge spontanea una domanda: perchè solo i caricabatterie delle sigarette elettroniche sono improvvisamente diventati pericolosi e tali da giustificare un’operazione su larga scala delle Autorità?

La giusta preoccupazione per la salute pubblica (non la salute messa in pericolo dalla nicotina, ma quella a rischio di scossa elettrica) richiede che siano eseguiti tutti i controlli possibili su tutti i prodotti potenzialmente pericolosi e le Autorità devono intervenire anche nei casi in cui molti “furbetti” pensano di assolvere ai loro obblighi compilando moduli scaricati da internet o incollando etichette acquistate in cartoleria.

Tutto ciò a nostro avviso non spiega un’azione su larga scala per verificare tutti i negozi di sigarette elettroniche e questo lo diciamo non tanto a difesa di coloro che commerciano irregolarmente questi prodotti privi di marcatura CE regolare, ma perchè crediamo che nello stesso modo si dovrebbe intervenire sui negozi di telefonini che utilizzano anch’essi i caricabatterie e su molti altri punti vendita di articoli elettrici.

Se poi si volesse fare un’azione veramente in favore della salute, ci sarebbero tutte le macchine utensili in uso nelle fabbriche, che in molti casi non sono marcate CE ed in molti più casi mettono realmente a rischio la salute degli operatori, altro che il carica batterie.

Anche in questo caso il solito maligno ipotizza che il proliferare delle sigarette elettroniche fa diminuire il consumo di quelle tradizionali e quindi forse non sono gli interessi dei consumatori ad essere difesi, ma di chi sulla vendita delle  “bionde” ricava un grosso gettito. E chi sarà mai?

By | 2017-03-29T14:14:11+00:00 dicembre 5th, 2012|La Fattoria degli Animali (Rassegna stampa)|20 Comments

About the Author:

Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

20 Comments

  1. Renato Carraro 16 febbraio 2013 at 09:38

    Salve, bella questione, come sempre nel nostro Paese siamo assolutamente coperti sul piano legislativo, poi l’applicazione è un altro discorso.
    I liquidi delle sigarette elettroniche (nicotina) rientrano nelle sostanze pericolose e sono disciplinati da una direttiva di circa 1200 pagine, che sto approfondendo per alcuni clienti. Ci sono tutte le indicazioni ed i limiti per renderle utilizzabili e commerciabili, se poi la direttiva viene rispettata lo sanno solo i produttori, come per tutto del resto.
    I liquidi non sono marcati CE perchè la direttiva non lo prevede, infatti essi sono utilizzati in molti settori, e non hanno un utilizzo diretto, ma solo indiretto, quindi sono messi in commercio da addetti ai lavori per impieghi specifici e controllati.
    Cordiali saluti.

  2. Fabrizio 16 febbraio 2013 at 09:06

    Egregio Sig.Renato,
    Vorrei sollevare una questione correlata alle sigarette elettroniche: ma i liquidi per questi dispositivi? Come sono regolamentati? Su quelli in commercio non c’è il marchio CE ma dovrebbe esserci?
    Grazie.

  3. Renato Carraro 14 gennaio 2013 at 19:10

    Mi fa piacere il Suo giudizio anche se non so cosa possa valere essere leader in un ambito in cui la cifra comune è l’ignoranza totale.
    Mi piace dire e pensare che forse sono un pò meno ignorante degli altri ed in questo senso accetto la Sua valutazione.
    Cordiali saluti.

  4. Marco Menegatti 14 gennaio 2013 at 19:07

    Non sa quanto la capisco, gli info furbetti esistono in molte categorie e nella mia (mi occupo,principalmente di interior design) ultimamente sembra vada di moda. Non manchero’ di contattarla per informarmi su questo aspetto, che mi sembra di fondamentale importanza, prima di iniziare questo nuovo business, anche perche’ sono a due passi dalla vostra sede e lei mi sembra un leader del settore.
    Distinti saluti

  5. Renato Carraro 14 gennaio 2013 at 18:31

    Grazie a Lei, purtroppo in questo ambito non entro mai nei dettagli, perchè a differenza di Lei che dimostra di essere una persona seria, a prescindere se mi contatterà o meno, ci sono i “furbetti del web” che con varie domande apparentemente disinteressate e generiche, desiderano avere consulenza gratuita.
    A tutti questi diciamo per l’ennesima volta che in un blog si discute di cose di interesse generale, mentre questioni specifiche e tecniche, che sono consulenza, vanno regolate in altro modo, che loro peraltro conoscono benissimo.
    Mi riferisco ad esempio a quei tecnici che ricevono un incarico di consulenza e la vorrebbero da me gratis, ma che professionalità è questa??????
    Cordiali saluti.

  6. Marco Menegatti 14 gennaio 2013 at 18:24

    Grazie per la risposta, vedrò di contattarla, in adeguata sede, per approfondire i costi e le operazioni necessarie per la marcatura CE
    Distinti saluti.

  7. Renato Carraro 14 gennaio 2013 at 18:06

    Salve, anche se non è mia abitudine rispondo con una domanda: con quale energia funziona il computer? Posso ipotizzare la tensione di rete, quindi o da una parte o dall’altra la tensione 220 arriva sempre.
    Lei deve fare la marcatura CE e non la certificazione, per poter commercializzare il prodotto in Europa.
    Cordiali saluti.

  8. Marco Menegatti 14 gennaio 2013 at 17:47

    salve, alcune sigarette elettroniche ( vendute in comodi blister ) sono sprovvisti di caricabetterie 220V ma ne hanno solo uno USB da collegare al compiuter. Questo tipo di prodotto e’ esentato dall’ obbligo della marchiatura CE? In caso positivo, quali certificazioni dovrei redarre per l’ importazione ( la produzione e’ cinese) e la commercializzazione di tali prodotti?
    Distinti saluti

  9. Renato Carraro 9 gennaio 2013 at 16:56

    Salve, La ringrazio e spero di esserLe utile anche in futuro.
    Oltre a questo blog, noi ne gestiamo altri e prossimamente gestiremo un servizio affidatoci da Unioncamere (l’unione di tutte le camere di Commercio italiane) che si chiamerà “l’esperto risponde” e nel quale tratteremo questi argomenti, quindi a ritrovarci
    Cordiali saluti

  10. Renato Carraro 9 gennaio 2013 at 16:49

    Esatto, purchè venda con il nome del Suo fornitore se vende il prodotto con il nome Suo, dovrà fare l’intera procedura di marcatura CE.
    Cordiali saluti.

  11. Daniele 9 gennaio 2013 at 16:03

    Egregio sig. Renato
    davvero un piacere i suoi relati
    la ringrazio e prendo nota di tutte le infornazioni da lei concesse, e per ultimo visto che è mia intenzione operare nel mercato spagnolo dove suppongo che le normative in vigore siano le stesse di quelle italiane, quindi se io compro da un importatore italiano che mi forniche i prodotti con la marcatura CE, io dovrò solo fare la traduzione allo spagnolo dei relativi manuali di uso delle sigarette elettroniche…
    cordiali saluti

  12. Minervino 9 gennaio 2013 at 03:40

    Salve , sono molto contenta che qualcuno si stiaoccupando seriamente di questo argomento (sigarette elettroniche e sue regolamentazioni). Sperodi essere aggiornata quanto prima e …. ” piacere di avervi conosciuti”

  13. Renato Carraro 5 gennaio 2013 at 15:46

    Salve, siamo sempre a disposizione per fornire informazioni, ma trattandosi di questioni tecniche non è corretto fornire informazioni più dettagliate in base alle quali le persone e le aziende prendano poi delle decisioni.
    La questione non è nel fatto che la consulenza sia gratuita, ma nel fatto che la consulenza presuppone un incarico ed un’assunzione di responsabilità per lo svolgimento di quell’incarico.
    Noi ad esempio forniamo la consulenza gratuita a tutte le autorità che ce la richiedono, ma sempre a seguito di uno specifico e formale incarico.
    Non ha alcun senso dare indicazioni tecniche ed operative tramite un blog nel quale esiste solo un nome o una sigla e per tale ragione noi consigliamo di usare il web con molta prudenza, è uno strumento validissimo, perchè fornisce molte informazioni, ma guai a prenderlo come vangelo, nel web ci sono coloro che forniscono informazioni sbagliate per errore ed informazioni false per volontà, oltre a quelli che forniscono quelle corrette, ma l’unico modo per stare almeno tranquilli è quello di verificare tutto e la verifica deve essere su base documentale.
    A proposito del servizio pubblico, Lei anticipa di poco ciò che succederà tra qualche settimana, cioè ci sarà un servizio organizzato e messo a disposizione da Unioncamere (l’unione di tutte le Camere di Commercio italiane) che fornirà informazioni su molti argomenti, compresa la marcatura CE a tutti coloro che ne faranno richiesta.
    Sarà un servizio fornito da un Ente pubblico, quindi non sarà una iniziativa di un qualsiasi pinco pallo che un giorno si sveglia ed apre un blog, sarà un cosa ufficiale e pubblica, anche in quel caso però non sarà fornita consulenza se non a seguito di un incarico formale per le ragioni indicate prima.
    Come faccio a sapere queste cose? Quel servizio è stato affidato a noi! Naturalmente siamo onorati della fiducia accordataci e speriamo di meritarcela.
    Cordiali saluti.

  14. Daniele 5 gennaio 2013 at 14:41

    Gentilissimo Renato Carraro
    grazie per la sua risposta, ora la cosa mi risulta abbastanza chiara, ovvero dovrò appoggiarmi ad un consulente per essere sicuro si fare le cose fatte bene, anche se credo che l’amministrazione dovrebbe mettere a disposizione un servizio di assistenza ed informazione per questo tipo di operazioni

    di nuovo grazie e saluti
    Daniele Pini

  15. Renato Carraro 3 gennaio 2013 at 02:24

    Salve, ricambio gli auguri, La ringrazio a nome di tutti i “bloggisti” e vengo al dunque.
    Le cose sono un pò diverse da come le ha sintetizzate Lei.
    L’unico obbligo per l’importatore è la marcatura CE è questo è corretto, ma per tutto il resto le procedure sono un pò diverse.
    Innanzitutto partiamo dal presupposto che i prodotti siano a norme, perchè se così non fosse si potrebbero solo gettare nei rifiuti.
    Secondo, è necessario realizzare per ogni prodotto un fascicolo tecnico, che è un insieme di documenti, alcuni dei quali “statici” ovvero si fanno una volta per tutte, altri sono delle procedure da mettere in atto nella gestione dei prodotti ed altri sono documenti da accompagnare ai kit di sigarette.
    Il produttore (quello cinese) di solito mette a disposizione dei certificati relativi a vari tipi di prove: LVD, EMC, ROHS, questi saranno inclusi assieme a quelli citati prima nel fascicolo tecnico, che appunto viene preparato per ogni prodotto.
    Quindi nessuno rilascia “permessi”, “licenze” o “attestati”, meglio sempre diffidare di questi documenti, quasi sempre onerosi e che promettono la soluzione “magica” dei problemi.
    La soluzione sta nel conoscere bene i propri obblighi e sapere come far fronte alle necessità imposte dalla legge e nessuna legge parla di permessi o licenze di alcun tipo.
    Cordiali saluti.

  16. Daniele 2 gennaio 2013 at 22:49

    Innanzitutto buon anno ed un grazie a tutti coloro che consentono e danno vita a questo blog
    premesso questo vorrei fare una puntualizzazione per chiarire meglio la questione “sigarette elettroniche”.
    Se ho ben capito l’ unico obbligo richiesto per legalizzare l’importazione e la commercializzazione di sigarette elettroniche, batterie, ricaricatori, componenti di ricambio, accessori, ecc… è la marcatura CE, che deve essere richiesta dall’importatore e, una volta che i prodotti avranno passato l’esame a pieni voti, riceverà il permesso per la marcatura CE. A questo punto potrà richiedere al fabricante di apporre la marcatura sui prodotti.

    Quindi per inoltrare la domanda di marcatura CE che requisiti e/o documentidi devo richiedere al fabbricante dei prodotti?
    E ancora in che forma dovrà evidenziarsi sul prodotto il marcato CE? E’ sufficiente un’etichetta?

    Grazie per la risposta e spero che con questo possano chiarirsi alcuni dubbi

    saluti a tutti Daniele

  17. Renato Carraro 18 dicembre 2012 at 01:31

    Salve e grazie per la partecipazione.
    La Sua interpretazione rappresenta un errore in cui sono incorsi in molti, anche grosse aziende che in questi giorni si vedono i loro prodotti sequestrati peraltro per motivi corretti.
    La legge richiede la marcatura CE, termine che non è presente nel Suo commento, mentre non richiede alcuna certificazione, termine questo che ha utilizzato Lei, gli importatori di cui sopra ed i produttori cinesi.
    Questi ultimi non parlano di marcatura CE , perchè non la possono fare ed invece forniscono i certificati, per guadagnarsi la fiducia degli importatori e perchè sono gli unici documenti che loro possono legalmente produrre.
    Qualsiasi marchio CE che non sia apposto da o in nome e per conto di un soggetto europeo, non è legale.
    Quindi se Lei vuole fare le cose in modo regolare e non avere problemi, DEVE fare la marcatura CE.
    Per farla pyó studiarsi le leggi o si rivolge ad una società come la nostra, che le spiegherà come fare.
    Cordiali saluti.

  18. Filippo 18 dicembre 2012 at 00:50

    Salve
    Intanto complimenti per il blog.
    Sarei intenzionata ad importare sigarette elettroniche e naturalmente certificare il tutto.
    Il produttore mi fornisce senza problemi il technical construction file,test report e certificazione ce fatta in cina dei vari prodotti.
    Avendo questa documentazione è possibile far valere la certificazione ce in italia?
    Grazie per la risposta.

    Filippo

  19. Renato Carraro 12 dicembre 2012 at 14:43

    Salve, non aggiungo nulla al Suo commento, io da non fumatore mi sono limitato ad esprimere il mio parere, che ho esposto anche ai finanzieri che sono venuti da me per avere consulenza su altri argomenti. Nel nostro negozio elettronico vendiamo solo prodotti marcati CE, ma non le sigarette elettroniche, per noi è una questione etica, senza alcun giudizio sulle scelte degli altri.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  20. Luca 12 dicembre 2012 at 14:29

    Buongiorno…
    e poi il bello è che in TV vedi le pubbicità progresso fatte con il patrocinio del ministero della salute che ti dicono che fumare fa male…
    da fumatore mi sento veramente preso per il c……..
    saluti

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