Un racconto dei giorni nostri

Un racconto dei giorni nostri

Il marchio CE e tutte le irregolarità ad esso collegate ci possono far comprendere molte cose che apparentemente nulla hanno a che fare con la sicurezza dei prodotti, ma a ben guardare siamo sempre noi italiani i protagonisti.

Due anni or sono ho eseguito una perizia per la Guardia di Finanza, su dei prodotti sequestrati ad un commerciante marocchino (regolarmente residente in Italia e con licenza di commercio ambulante in regola), in pratica quei prodotti erano gli stessi che si possono trovare in qualsiasi negozio che vende prodotti economici di tipo elettronico e non avevano il marchio CE corretto.

Il perché fosse stato sequestrato quel materiale e non quello identico presente in molti punti vendita, gestiti da onesti commercianti italiani, non è dato sapere e non è compito nostro indagare, è semplicemente un dato di fatto di cui prendiamo atto e diamo notizia.

Il fatto che moltissimi dei prodotti venduti dagli ambulanti (abusivi e non) sulle piazze e strade italiane, siano identici a quelli venduti in molti negozi, ci fa comprendere la dimensione del problema sicurezza, e se consideriamo che anche molti di quelli seri e di marca, prodotti anche in Europa dispongono di marcatura CE errata, incompleta o non in linea con le direttive, vediamo che  si amplifica ancora di più la questione, ma ora desidero parlare di altro.

In tutto questo tempo la giustizia ha fatto il suo corso e sono stato chiamato qualche giorno fa a testimoniare al processo, assieme a 4 finanzieri che avevano eseguito il sequestro e le operazioni successive.

Alle 11 del mattino mi sono presentato in tribunale dove si svolgeva il processo e dove erano presenti gli altri 4 testimoni e dopo un ritardo di mezz’ora siamo siamo stati chiamati nell’aula, dove ci hanno comunicato che l’imputato aveva scelto il rito abbreviato e quindi noi potevamo andare a casa.

Occorre precisare che tutto il lavoro dei finanzieri e la mia perizia erano stati messi per iscritto e sottoscritti, quindi esisteva una documentazione ufficiale su cui fondare le accuse oppure contestarle, la nostra testimonianza si sarebbe ridotta a confermare ciò che già avevamo messo per iscritto.

I finanzieri mi hanno informato che questa è una prassi, cioè non è stato un caso isolato e loro perdono molto spesso intere mattinate ad attendere di essere chiamati a testimoniare in processi che si concludono in questo modo.

Tenendo conto del danno provocato dal venditore, irrisorio e perfettamente uguale, ma in forma ridottissima, a quello provocato da migliaia di negozianti, e confrontandolo con il costo della macchina della giustizia che si è mossa in questi anni (avvocati, giudici, impiegati, testimoni, che a parte il sottoscritto sono pagati dallo Stato) e tenendo conto che l’ambulante non pagherà nè in solido nè con altro tipo di pena, sorgono spontanee alcune domande:

– è questo il modo di amministrare la giustizia?

– tutte quelle persone non potrebbero essere impiegate in modo più utile?

– togliendo questi casi dai tribunali non si diminuirebbe il carico di lavoro ora in sospeso, accelerando l’iter di casi più importanti?

– possiamo credere che un Paese in cui succedono queste cose ( e tante altre per la verità ) sia in grado di competere con il resto del mondo?

Non esprimo alcun parere, ma dico semplicemente che in  quell’aula mi sono sentito preso in giro, deluso per l’ennesima volta dalla nostra italianità ( perché anche questo è Made in Italy), ed anche un pò arrabbiato, nel costatare che mentre da un lato si predica il rigore nel pagare le tasse, dall’altro si sprecano in modo indegno i soldi dei contribuenti ed anche di chi, come noi, lavora PRO BONO per lo Stato.

By | 2017-03-29T14:14:14+00:00 maggio 10th, 2012|La Fattoria degli Animali (Rassegna stampa)|2 Comments

About the Author:

Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

2 Comments

  1. Renato Carraro 20 settembre 2012 at 21:50

    Salve, chi vende hal’obbligo della marcatura CE, chi acquista senza é parte lesa.
    Cordiali saluti

  2. Matteo 20 settembre 2012 at 19:41

    Se ha acquisto un prodotto senza marchio…sono colpevole io..o il venditore o negoziante

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