Vi racconto un’altra (la solita) storia

//Vi racconto un’altra (la solita) storia

Vi racconto un’altra (la solita) storia

Forse questa volta davvero la dogana non c’entra nulla e sono certo che non c’entrano neppure i nostri amici della Guardia di Finanza, però l’importatore ha preso un bello spavento, oltre ad avere avuto un container di prodotti bloccato per 15 giorni.

Andiamo con ordine, 10 giorni fa ci ha contattato un operatore commerciale del settore dell’estetica e delle parrucchiere, che vende prodotti che servono a queste due categorie contigue ed a volte interconnesse.

Per fare degli esempi i prodotti trattati sono, asciugacapelli, asciuga smalto, frese per manicure e molti altri prodotti elettrici e non, che servono per il trattamento dei capelli, delle mani e dei piedi.

Tra questi prodotti non ci sono dispositivi medici, prodotti pericolosi e neppure dispositivi di protezione, nulla quindi che possa far pensare alla presenza necessaria di certificati per poter apporre la marcatura CE.

In realtà, lo abbiamo ripetuto più volte, anche quando i certificati da Organismo Notificato sono richiesti dalle direttive, non sono MAI necessari per attraversare al dogana, ma su questo molti doganieri si sono fatti una convinzione diversa e la applicano in barba a tutte le leggi.

Il nostro operatore commerciale, forse futuro cliente ci comunica che i prodotti sono fermi in dogana, perché lo spedizioniere gli dice che ci sono dei controlli della Guardia di Finanza e della Dogana su questi prodotti, senza mai esibire documenti in tal senso.

Dopo aver presentato i certificati ricevuti dai produttori di Hong Kong, il nostro operatore riceve questa risposta: – non vanno bene perchè non sono di Organismo Notificati– e dopo aver fatto notare che invece questi Organismi sono proprio notificati, riceve quest’altra risposta:- non vanno bene perché non hanno sede in Europa ma in Cina-.

A questo punto a noi è chiaro che c’è una manovra per tenere ferma la merce, aumentare artificiosamente il costo di sosta doganale e nulla di più.

Il nostro “forse” cliente è perplesso è non sa se dare retta a noi o chiedere allo spedizioniere ( di fiducia e con cui opera da anni ) se esiste un modo per uscire dall’impasse, ma alla fine si decide di chiederci di fargli avere un fac simile di dichiarazione di conformità e le compila per tutti i prodotti importati e che ovviamente non ha ancora visto né tanto meno verificato.

Al ricevimento delle dichiarazioni di conformità, parte l’operazione “terrorismo psicologico” e dato che sulle dichiarazioni c’era il nostro logo e la nostra firma oltre a quella dell’importatore, sono partite le seguenti richieste: dichiarazione scritta che l’importatore si assume la responsabilità di ciò che ha scritto (come se non fosse scontato) e poi la dichiarazione di conoscere i rischi penali che si corrono per dichiarazioni mendaci (siamo quasi all’intimidazione).

Il nostro “forse” cliente  bontà sua, decide ancora di dare retta a noi, rilascia tutte le dichiarazioni richieste ed imposte in modo assolutamente illegale e quindi non lascia più spazio ai “furbetti delle spedizioni” che a questo punto o fanno saltare fuori i verbali della G.d.F. (mai esistiti) o le contestazioni dei doganieri (pure queste mai esistite).

L’ultimo atto della farsa è stata questa dichiarazione dello spedizioniere: – dobbiamo controllare i certificati forniti-. Ma come? Non erano i certificati che non andavano bene, perché rilasciati da enti cinesi?

Dato che il povero operatore commerciale non ha comunque dato segni né di stanchezza né di rassegnazione, il giorno dopo “magicamente” il container è stato liberato dalla dogana e quindi consegnato al legittimo proprietario.

I giorni di fermo dogana anziché i 3 che prevede la legge, sono diventati 14, quindi in teoria i costi si sono quintuplicati, diciamo in teoria, perché noi abbiamo consigliato al nostro “forse” cliente (chissà a questo punto, dato che ha ricevuto la merce se lo diventerà mai ?) di non pagare più dei 3 giorni di legge e lo stesso consiglio diamo a tutti coloro che hanno vissuto, vivono e vivranno vicende di questo tipo. NON PAGATE PIÙ DI 3 GIORNI DI FERMO DOGANA AGLI SPEDIZIONIERI.

Angherie di piccolo cabotaggio, messe in atto da omuncoli di basso livello, che anziché cercare soluzioni serie ad una crisi che certo colpisce anche gli spedizionieri, preferiscono sopperire al calo dei transiti con l’aumento del tempo di sosta.

Qualcuno sta cercando di ridurre costi e sprechi, anche questi potrebbero essere eliminati a costo zero, basterebbe fare applicare la legge e fare chiarezza pubblicamente, evitando così che molti paghino inutilmente la malversazione di pochi.

Quei pochi che portano discredito ad una delle tante categorie di operatori seri, che dovrebbero essere i primi a denunciare questi fatti ormai assolutamente frequenti, noti e risaputi.

By | 2017-03-29T14:14:14+00:00 maggio 17th, 2012|La Fattoria degli Animali (Rassegna stampa)|12 Comments

About the Author:

Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

12 Comments

  1. Renato Carraro 14 gennaio 2014 at 20:31

    Salve, in tutta la mia vita ho cercato di rispettare sempre le opinioni e le azioni degli altri, fossero essi il mio vicino o una multinazionale, però ho sempre agito in base alle conoscenze personali delle leggi e non basandomi su ciò che facevano gli altri.
    Potrei citare fior di multinazionali che quotidianamente infrangono le leggi, e nei miei argomenti non cito mai terze persone, ma leggi o documenti ufficiali.
    L’obiettivo del blog è quello di fornire chiarimenti e quando forniamo consulenza, lo facciamo per aiutare chi ce lo chiede, perciò non ritengo costruttivo discutere le opinioni tra l’altro così chiare e definite.
    Preciso che ho parlato di marcatura e non di certificazione e che ho richiamato direttive e leggi e non norme.
    Detto ciò non credo di dover aggiungere nulla se non i miei ringraziamenti e i miei cordiali saluti.
    Ing. Carraro.

  2. Claudio 14 gennaio 2014 at 18:23

    Gentilissimo sig. Carraro, dopo numerose indagini in merito e spulciandoci le leggi, pare che non sia proprio così. A riprova ne è il fatto che per un telefono abbiamo una CE da un ente notificato residente in america, che è sì autorizzato dalla comunità ad agire come notified body, ma che non risiede affatto all’ interno dell’ europa. A questo si aggiungono due normalissime dichiarazioni di conformità per altri generi di prodotti che abbiamo al momento in mano, per cui non è necessario l’ ente notificato, di due marchi che sono tra i principali creatori di notebook in Italia, uno redatto dalla casa stessa in america, l’ altra addirittura a Taiwan. Quindi o tutti i più grossi produttori internazionali di hardware sono fuori legge o forse, per la normale dichiarazione di conformità, non serve che venga fatta in Europa. Sul sito della comunità europea è infatti specificato chiaramente che in caso di importazione senza apporre il proprio marchio, quest’ ultimo deve semplicemente verificare l’ esistenza della dichiarazione che è responsabilità del FABBRICANTE O (attenzione O e non E) del suo mandatario in europa ed eventualmente rendersi disponibile a farsi dare i fascicoli tecnici all’ occorrenza se richiesti, tutto questo sempre dal fabbricante del paese terzo.
    http://ec.europa.eu/enterprise/policies/single-market-goods/cemarking/professionals/importers/index_it.htm
    In nessuna norma che abbiamo spulciato è scritto che tale dichiarazione debba essere compilata su territorio europeo, ma proprio da nessuna parte.
    Inoltre esiste per moltissimi prodotti la presunzione di conformità e l’ obbligo, se presente il marchio CE, di far circolare la merce, con l’ inversione della prova per quanto riguarda eventuali difformita dalle norme armonizzate.
    Per carità, potremmo sbagliarci, ma ad oggi non abbiamo trovato nulla nelle leggi attuali che ci dica il contrario 🙂

  3. Renato Carraro 14 gennaio 2014 at 15:52

    Salve, non credo sia necessario aggiungere nulla alla Sua cronaca, mi sembra chiarissima e senza alcuna invenzione, ciò che Lei racconta succede tutti i giorni, migliaia di volte, e nessuno interviene.
    Per parte mia oltre alle informazioni su questo blog, ho inviato comunicazioni alla direzione delle dogane, ai NAS ed al Ministro Zanonato, e tutti sono ovviamente impegnati in cose più importanti che non risolvono, mentre queste “sciocchezze” che costano alle aziende italiane milioni di danni e si risolverebbero a costo zero, vengono ignorate volutamente.
    Da quello che mi dice Lei però deduco un’altra cosa, anche questa comune come le illegalità doganali, ovvero non mi sembra che Lei parli della marcatura CE fatta da Voi sui prodotti importati.
    Questa è l’altra faccia della medaglia, se da un lato i doganieri non rispettano la legge, abusando dei loro poteri ed inventando “leggi” personali, dall’altro gli operatori economici non rispettano la legge che impone a loro di fare la marcatura CE, perchè i marchi apposti da produttori fuori UE non valgono nulla, anzi per paradosso sono a volte ritenuti validi dai “soliti doganieri”.
    Quindi la soluzione per Voi è quella di fare la marcatura CE corretta, come prevede la legge e di fare apporre i marchi all’origine.
    Cordiali saluti.
    ing. Carraro

  4. Claudio 14 gennaio 2014 at 12:55

    che dire… una situazione simile alla nostra. Avevamo già avuto modo di parlare con il sig. Carraro in passato ed è sempre stato molto gentile ed esaustivo.
    Noi siamo oggetto di una reale persecuzione da parte dei doganieri che ogni due per tre fermano la merce con le scusa più assurde amdamdo ben olre i termini per cui sarebbero autorizzati. Per fare un esempio, hanno fermato dei vetri di ricambio di tablet perchè presentavano un marchio (ma ovviamente essendo ricambi originali non potevano essere altrimenti) per verificarne l’ autenticità. Fin qui ovviamente tutto lecito e doveroso, peccato che:
    1) L’ addetto SVAD sosteneva che in caso fossero stati autentici ma non autorizzati dal marchio li avrebbero comunque trattati come “contraffatti” anche se a tutti gli effetti non lo erano, procedendo al sequestro.. ovviamente il quel caso si sarebbe trattato di “mercato grigio” su cui la dogana non ha alcuna giurisdizione, ma come indica il signor Carraro i doganieri hanno spesso delle convinzioni che vanno al di la della legge e applicano dei veri e propri abusi di potere. La procedura prevedeva il fermo per massimo 3 giorni lavorativi come da loro stessa ammissione, ovviamente ci sono arrivati dopo un mese, con un danno economico non indifferente.
    2) Ora ci fermano degli alimentatori per portatile sostenendo che il certificato CE non è valido in quanto vogliono quello di un organismo notificato, e gli alimentatori non necessitano, come da legge, un ente notificato… quindi insistono per una documentazione non necessaria, pena il reso al mittente della merce. Anche qui si inventano le leggi e lasciano a noi tutti i danni della loro incompetenza.
    Ovviamente noi abbiamo in mano, come esempio, un certificato CE di un noto marchio di portatili, riguardante i loro alimentatori, e guarda caso è un certificato redatto negli stati uniti dal marchio stesso…. e non mi risulta che gli stati uniti facciano parte della comunità europea!!
    Un consiglio dall’ alto della Sua esperienza… cosa possiamo comunicare ai doganieri riguardo al fatto che, come lei steso asserisce, non possono bloccarci o far tornare la merce per queste motivazioni? In caso agiscano in contravvenzione alle leggi attuali, a chi posso sporgere denuncia visto che siamo davvero arcistufi di questo atteggiamento da parte loro? Grazie

  5. Renato Carraro 1 giugno 2012 at 17:26

    Salve, mi rimangono poche parole, perchè questi commenti parlano da soli e forse è meglio pensare ad un antidoto.
    A parte questo modesto spazio che sarà sempre a disposizione di chi vuole fare luce su questa situazione medioevale, io consiglio a tutti coloro che sono in questa situazione di operare nel seguente modo:
    – utilizzare lo spazio messo a disposizione dal Governo Monti, per inviare tutte le segnalazioni di questi abusi e soprusi
    – mandarle in copia alla G.di F., Polizia Tributaria, Carabinieri, N.A.S. e a tutte le autorità che Vi vengono in mente
    Più saremo a far sentire la nostra voce, più ci sarà la possibilità di portare alla luce queste situazioni.
    Anche Striscia la notizia va bene, ma ho già verificato che se non c’è il “mostro” da sbattere in prima pagina, non si muovono.
    Grazie e complimenti per la Vostra forza d’animo.

  6. Luca 1 giugno 2012 at 16:37

    Buongiorno,
    dopo avere letto lo sfogo di Valerio non posso fare altro che confermare tutto quanto…
    io come detto faccio l’ impiegato, ma le scene da lui descritte me le raccontano bene gli ausiliari della mia ditta, che vivono questa situazione giorno dopo giorno…
    ormai è quasi come dire.. un FEUDO… dove noi siamo mendicanti, sudditti o vassalli…
    a “sguainare la spada” contro questi soggetti ottieni solo che il tuo container sia messo in fondo al mucchio da controllare, e poi quando arriva il tuo momento il funzionario spacca ogni capello in quattro con le richeista più assurde… e quindi l’ unico atteggiamento possibile è quello “servile”: educato, paziente sempre con il sorriso…
    ma la propria dignità personale e lavorativa dove va a finire? muore sotto i tacchi di questa gente…
    Distinti saluti

  7. Renato Carraro 31 maggio 2012 at 07:56

    Che dire? Il Suo commento non è assolutamente fuori luogo, perchè se è vero che il blog è stato creato e vive per la marcatura CE, abbiamo già altre volte parlato delle disfunzioni e delle illegalità legate a questo argomento e che si riscontrano in vari settori coinvolti e non solo presso le dogane.
    Certamente la Sua testinonianza, che ho letto varie volte, oltre che sincera ed appassionata, rappresenta uno spaccato di un mondo chiuso e protetto per preservare evidenti interessi e palesi ingiustizie, ma qui potremmo iniziare un elenco molto lungo, a partire dagli aiutanti di studio dei professionisti, i quali (i professionisti) oltre a non volere la liberalizzazione delle professioni, non vogliono neppure la concorrenza e neppure pagare chi lavora per loro, ma restiamo nel Suo tema.
    Noi abbiamo rilevato e denunciato, a tutti il livelli, fino alla direzione centrale delle dogane (il minuscolo non è casuale) ed a vari ministeri la situazione, ottenendo il risultato più scontato, cioè il silenzio.
    Non avevamo certezze, perchè fortunatamente per noi, non siamo mai entrati o venuti a contatto con questo mondo, ora la Sua testimonianza conferma, se ce ne fosse stato bisogno, tutte le cose che abbiamo raccontato in molti articoli e commenti.
    Lei ha tutta la mia solidarietà e penso quella degli altri partecipanti al blog, ed avrà sempre lo spazio per raccontare e farci conoscere episodi di vita vissuta nel Suo ambiente di lavoro.
    Mi permetto di aggiungere un’altra informazione che completa il Suo quadro.
    Ho sempre sostenuto, anche se l’affermazione può sembrare cruda, che non esistono oppressi senza opressori e viceversa, e se si va a leggere un articolo di qualche giorno fa, troverà la storia di un commerciante al quale era stato bloccato il carico per 15 giorni e poi quando ha chiesto il verbale, gliene è arrivato uno in cui risultava una sosta di 3 giorni (quelli previsti dalla legge) ed un nulla di fatto sui problemi che hanno tenuto fermo il carico, a detta dello spedizioniere, perchè come Lei sa, la dogana non parla e soprattutto non scrive e non firma NULLA.
    In quella storia avevamo pronosticato che il nostro “forse cliente” dopo aver ottenuto lo sdoganamento della merce, che non era effettivamente in regola con la marcatura CE, “forse” non si sarebbe più fatto sentire, ed avrebbe immesso in commercio i suoi prodotti senza fare nulla di ciò che noi gli avevamo indicato e proposto.
    Siamo stati facili profeti ed infatti nulla ci è più giunto da quel “forse cliente”, neppure un grazie, dopo avergli dedicato un intero sabato mattina, comprensivo di spuntino a mezzogiorno ed averlo seguito per una decina di giorni, fino al ricevimento del container.
    Ora la considerazione è questa: forse ci sono molti operatori disonesti dalla parte dei controllori, perchè ce ne sono altrettanti e forse di più dalla parte dei controllati, che una volta schivato il pericolo possono contare sulla assoluta insufficenza ed inadegautezza delle Autorità di controllo del mercato (che non sono le dogane).
    Tutto ciò ci riporta alla stessa situazione di tutti gli italiani e del loro rapporto con gli obblighi fiscali e con l’indegnità dei loro rappresentanti eletti, è sempre la solita storia: i corrotti non sono solo i governanti, ma anche i governati, che potrebbero scegliere in modo diverso e se non lo fanno un motivo (forse più di uno) ci deve pur essere, qualcuno le ha chiamate “affinità elettive” io le chiamo “affinità effettive“.
    Grazie per il Suo contributo e speriamo che il nostro numero aumenti.
    Cordiali saluti.

  8. Valerio Verrocchi 30 maggio 2012 at 20:24

    Salve a tutti,
    sono qui per caso, forse anche un po’ fuori luogo visto che il tema principale del blog, da quanto ho potuto sommariamente vedere, è il marchio CE. Sono un’ausiliario doganale neo promosso agli ultimi esami di stato da spedizioniere (anche se di comunicazioni ufficiali manco l’ombra). Vi scrivo brevemente per manifestare tutta la mia rabbia e umiliazione sebbene la mia giovane età ed esperienza lavorativa (prima) in questo bellissimo mondo. Si, bellissimo..perchè questo è un lavoro davvero appassionante e interessante, e gente come funzionari doganali, dirigenti e affini, nella dogana presso la quale io e la mia agenzia familiare operiamo, ce lo rendono un lavoro insopportabile: abuso di potere, protagonismo, fannullonismo, ignoranza, incompetenza, inefficienza strutturale, scarsità del personale, e chi più ne ha più ne metta. Siamo stanchi!Io parlo ancora da ausiliario perchè sono ancora qui a combattere in prima linea quotidianamente in dogana, e da quando ho iniziato questa attività (2007) ne ho viste e ne continuo a vedere di cotte e di crude. E questa situazione persiste da ancora prima, da quando cioè la vecchia guardia di spedizionieri doganali, quella che era pappa e ciccia con l’allora vecchia guardia di funzionari doganali corrotti, si è ritirata a riposo nei propri uffici, incuranti delle mille peripezie, umiliazioni, ritardi, soprusi, ecc..cui erano costretti i loro ausiliari..già, perchè tanto noi ausiliari, a fine giornata o al massimo in quella successiva, il problema riuscivamo a risolverlo. Ma adesso la situazione è diventata cronica, insostenibile.
    Il problema principale sono i controlli (visite merci,controlli documentali): alterniamo periodi di 1-2 giorni di tempo per espletarli, a periodi di 3-4 giorni (dire ad un autista di dover dormire nel camion anche solo per un giorno è davvero straziante). In quest’ultimissimo periodo, tocchiamo picchi anche di una settimana per visite merci di container provenienti dalla Cina, che sono una “novità” alla quale la nostra dogana non è affatto abituata e soprattutto ben predisposta e organizzata.
    Le bollette a canale verde, che tecnicamente non dovrebbero subire alcun tipo di controllo, ce le rendono dopo svariate ore a causa di carenza di personale addetto all’accettazione, e dopo aver effettuato inutili e non previsti controlli soprattutto da parte dei capi servizio.
    E svariati altri problemi che non sto ad elencarvi.
    Il ritardo è diventato la normalità, come lo è diventato il poco rispetto nel trattarci e nel tenerci dietro le porte dei loro uffici ore ed ore come fossimo mendicanti, vederli fare tutt’altro quello che dovrebbero fare, prendersi pause caffè/sigaretta interminabili, o fare faccende personali..vederli perdere tempo insomma..e la poca umanità con la quale lasciano “per terra” camion e container giorno dopo giorno, in attesa di essere controllati.
    Noi, oltre a vivere male, stiamo perdendo anche il lavoro..negli ultimi 10-15 anni il traffico si è spaventosamente trasferito in altri porti presso i quali le operazioni doganali vengono espletate in tempi brevissimi. Forse in tutta Italia ci saranno casi eccezionali, ma noi siamo in continuo e perenne disagio. E la nostra sfortuna è che non siamo mai riusciti come categoria ad essere uniti per reagire o denunciare seriamente la questione a chi di competenza, perchè ogni spedizioniere si coltiva il suo orticello e fin quando ci sarà il suo ausiliario a lottare sul campo di battaglia e a vincerla in uno o due giorni, non cambierà mai nulla.
    Le battaglie non riusciamo più a vincerle, e la guerra come il lavoro lo stiamo perdendo..per quanto altro tempo dobbiamo tacere e sopportare??
    Scusate lo sfogo disordinato di un semplicissimo ausiliario doganale, che pensa preoccupato al futuro del suo lavoro.
    E credetemi..le parole non rendono l’idea della complessità e della gravità della situazione.
    Cordiali saluti.

  9. Renato Carraro 23 maggio 2012 at 15:31

    Salve, accolgo con piacere il Suo nuovo commento e siccome sto già lavorando con altri operatori del settore su una serie di prodotti editoriali destinati agli operatori del Suo settore, se Le farà piacere potrà collaborare con noi ed oltre al blog, potrà contattarmi direttamente sulla mail indicata nel sito, così potremo mettere a profitto le reciproche conoscenze per fare un pò di luce su questo buio, che va bene solo ai ratti schifosi detti anche “pantegane” che infestano questo Paese a tutti i livelli, perchè “IL GOVERNO E’ LADRO DOVE IL POPOLO E’ LADRO” e non a caso il detto “piove, governo ladro” è solo italiano.

  10. Luca 23 maggio 2012 at 15:22

    Buongiorno,
    che dire.. dopo questa sua risposta la mia stima e considerazione nei suoi confronti aumentano ulteriormente 🙂
    mi vengono in mente due commenti veloci… a “caso”..
    il cliente che ha importato un container di scarpe sinistre e poi di scarpe destre ha fatto BENISSIMO… più la merce è appettibile più è soggetta a misteriose sparizioni in tutte le fasi del viaggio (ZONA DOGANALE ITALIANA COMPRESA).. sapesse quante ne ho viste… bicchieri, piatti, indumenti…. fan gola… triste ma vero questo mondo di LADRI è pieno…
    seconda cosa.. come lei insegna con la sua meravigliosa REGOLA D’ORO del “me lo scrivi e me lo firmi?” le prove documentali sarebbero la cosa migliore e corretta.. io le fornisco
    nel mio piccolo SCRIVO ai ricevitori ciò che è successo e ciò che la dogana richiede; ma in dogana questa procedura latita… i verbali li vedi solo per i diritti evasi.. altrimenti è meglio non lasciare prove scritte dell’ ignoranza o la malafede.. siamo in Italia…
    cordiali saluti

  11. Renato Carraro 23 maggio 2012 at 14:47

    Salve, La ringrazio infinitamente ed ora Le elenco le ragioni:
    – il fatto che solo Lei tra migliaia di persone che leggono i miei articoli, a volte MOLTO provocatori, intervenga, mi conferma che le persone oneste e di integrità morale ci sono, anche se purtroppo sono pochissime (vero è che ci sono e magari non intervengono e quindi possiamo un pò aumentarne il numero stimato)
    – quello che conferma, dal di dentro, è una ulteriore prova a favore di ciò che io leggo da di fuori e solo dai sintomi, dato che non sono mai a contatto con “il malato”
    – dimostra ancora una volta che in questo Paese chi si muove è la base della piramide su cui già grava il maggior peso e chi dirige, si preoccupa più dei benefit che della soluzione dei problemi.
    Ci sono molte altre ragioni per le quali il Suo intervento mi ha fatto piacere e mi ha aperto il cuore, non ultima il fatto che molto correttamente contesta ciò che io ho scritto.
    Ha ragione! Quella scritta era un provocazione per vedere se riuscivo a smuovere le acque e sono contento di esserci riuscito, il mio è stato un tentativo di far reagire qualcuno, che quando si tratta di brontolare è sempre pronto, ma quando si tratta di agire anche nel proprio interesse … “zitti e mosca“.
    Per inciso il cliente “forse” a cui ho risolto il problema dello sdoganamento non si è più fatto sentire, ma lasciamogli ancora qualche giorno di tempo per decidere che fare, magari per inviare via mail un “grazie”, basterebbe quello.
    Non so se tutti gli spedizionieri agiscano come Voi e paghino il fermo dogana nel modo che dice Lei, certo che quelli che si sono stupiti del perchè una ditta ha deciso di importare un container di sole scarpe sinistre e quindi poco appetibile a meno di non avere solo quel piede, non stavano agendo nel rispetto delle legge. (in precedenza le paia intere sparivano a decine per ogni spedizione)
    Sarebbe necessario un maggiore coordinamento ed informazione tra i vari operatori del settore (quelli onesti) e se questa esigenza non è ancora emersa prepotentemente, tragga Lei le conclusioni.
    Cosa può fare Lei e gli operatori onesti come Lei? Intanto utilizzare maggiormente strumenti come questo blog, che non si occupa e si preoccupa solo di vendere moduli o software perfettamente inutili, ma cerca di diffondere conoscenza, con lo scopo dichiarato e più che lecito di intercettare dei potenziali clienti, d’altronde viviamo di questo e nessuno ci sovvenziona e neppure lo vorremmo, perchè la libertà si può perdere anche in modi piacevoli.
    Scriva ancora anche e soprattutto se dissente da ciò che scrivo, dal dibattito nascono le verità, se chi discute è in buona fede, qui non siamo alla televisione.
    Lo stesso invito vale per tutti coloro che possono portare le loro esperienze quotidiane, così anche gli altri le potranno conoscere ed insieme diffonderemo conoscenza e verità.
    In Suo onore cambio la mia provocazione “PAGATE IL FERMO DOGANA, DOPO AVER CHIESTO PROVA DOCUMENTATA DI CIO’ CHE E’ SUCCESSO E CHIEDETE SI SAPERE CHI L’HA FATTO SUCCEDERE (NOME E COGNOME)”
    Cordiali saluti ed ancora GRAZIE.

  12. Luca 23 maggio 2012 at 14:17

    Sig. Carraro buongiorno,
    apprezzo il suo blog e la stimo pur non conoscendola, perchè in tutto ciò che scrive traspare onestà e integrità morale, doti che sono certo le appartengono.
    Su questo articolo però mi permetta di esprimere una opionione contraria alla sua;
    premetto che sono uno spedizioniere che lavora come semplice impiegato nel reparto import mare; e putroppo so bene che di spedizionieri disonesti ce ne sono (come in tutti gli ambiti lavorativi e sociali..è da tempo che non credo più alle favole..) ma nel mio piccolo cerco di lavorare al meglio con i “mezzi” a mia disposizione per la soddisfazione del cliente (dietro adeguato compenso come anche lei giustamente fa notare nel suo blog).
    La cosa che le contesto è l’affermazione “non pagate più di 3 giorni di fermo dogana agli spedizionieri”…
    mi capita a volte di essere a mia volta vessato da funzionari di dogana ignoranti o in malafede che fanno diventare matto me e dei miei clienti con la richiesta delle più
    svariate dichiarazioni, ma le assicuro che in tutto ciò a me e alla mia azienda non ne viene in tasca nulla.. le spese di sosta dei container al porto o della merce sfusa ai magazzini doganali non vengono certo in tasca a me… e io DEVO pagarle (le giro anche al costo ai ricevitori.. con tanto di giustificativi) ai magazzini o al terminal portuale per potere ritirare la merce, quindi mi sorge una domanda spontanea: perchè devo rilasciare la merce prima di avere ricevuto l’ intero pagamento delle spese di sosta? per tenermele sul “gobbo” in quanto il cliente non le vuole pagare e non me le pagherà più una volta avuta la merce?
    Questo lo dico per fare capire anche la posizione in cui si trovano alle volte gli spedizionieri onesti.. incastrati fra l’ ignoranza o la malafede dei funzionari doganali e le sacrosante ire dei ricevitori…
    lei mi dirà: denunci il sistema e lotti per i diritti dei suoi clienti! lasciando perdere il fatto che sono solo un “povero” impiegato che non sempre viene ascoltato dalla direzione (e queste denunce vanno fatte ai “massimi livelli” non posso certo farle io) la sua vera contraddizione nasce dal fatto che sconsolatamente (e a ragione) in un recente post lei stesso dice a un importatore:
    “denunci, ma siamo in uno stato di diritto?”
    Mi permetto di aggiungere che anche con tutta la buona volontà e la disponibilità non posso certo imbarcarmi in una crociata per conto terzi; in quanto la merce rimane proprietà dell’ importatore…
    si può dire che passo una fetta del mio tempo a mediare/rabbonire/pregare funzionari doganali… ma più di questo cosa posso fare?

    Io le soste ai ricevitori non posso pagarle con il mio stipendio… (la mia direzione è MOLTO attenta in questo invece.. nel senso che lavate di capo per pratiche che risultano in perdita per questi motivi ne ho avuote già parecchie.. rilasciato merce sulla fiducia e non ho più visto un soldo dall’ importatore)
    Mi dica secondo lei come dovrei comportarmi per soste maturate oltre i 3 giorni..
    La saluto cordialmente
    Luca

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