Strumenti di misura

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Strumenti di misura

La nostra società esegue la marcatura CE degli strumenti di misura e fornisce la consulenza per farvi diventare autonomi.

equilibrio tra le parti

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La misurazione è una cosa seria e non si può certo operare come Brenno, quando gridò il suo –vae victis– contro i romani che protestavano, per la pesatura irregolare dell’oro da pagare come indennizzo di guerra.

La pesatura o qualsiasi altra misurazione, presuppone l’eguaglianza di diritti tra chi vende e chi acquista, perciò se si deve misurare qualcosa che viene commercializzato, ci vuole un giudice imparziale, cioè uno strumento che non penda per scelta o per errore da una parte o dall’altra.

Non a caso la bilancia è il simbolo della giustizia e dell’uguaglianza di fronte alla legge, ma di questo argomento è meglio non parlare, oggi nel nostro Paese, a prescindere dal punto di vista.

La bilancia o lo strumento di misura, deve essere preciso e per garantire ciò, oltre a gli aspetti tecnici e costruttivi ci sono anche gli aspetti normativi, e quando gli strumenti sono per uso commerciale, devono essere verificati da un ente terzo, che intervenga a garanzia delle parti (un giudice preventivo).

Oltre al peso si misurano lunghezze e volumi, quindi i metri e tutti gli altri strumenti di misura dimensionale sono soggetti alla direttiva degli strumenti di misura, e questo vale soprattutto quando queste misure condizionano il rapporto commerciale tra le parti.

Naturalmente anche tutti i tipi di contatori per energia elettrica, gas e acqua, rientrano tra gli strumenti di misura e dovrebbero essere quelli che ci interessano di più, dato che attraverso essi ci viene chiesto di pagare i servizi erogati.

Forse molti non sanno che anche le misure di mescita, caraffe e bicchieri sono strumenti di misura e come tali devono essere considerati, un giretto in Inghilterra è sufficiente per vedere come nei pubs i bicchieri di birra riportino ben in evidenza il marchio CE, forse ci arriveremo anche il Italia, nel 3023.

Forse nello stesso anno riceveremo, dalle società erogatrici dei nostri servizi domestici (acqua, luce e gas) le dichiarazioni di conformità di quegli strumenti, alcuni privi totalmente di marcatura CE, altri con marcatura CE errata.

La nostra società esegue la marcatura CE e fornisce la consulenza per capire cosa è necessario fare.

Il nostro telefono è 049 8875489.

Potete richiedere informazioni e preventivi gratuiti.  La nostra mail è carraro@marchioce.net

Per consultazioni veloci  chiamate il n° 335 7815 770, Ti risponderà direttamente l’ing. Carraro.

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By | 2017-08-30T14:44:38+00:00 agosto 4th, 2014|strumenti di misura|10 Comments

About the Author:

Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

10 Comments

  1. Luca 4 ottobre 2013 at 15:51

    Buonasera,
    io sono ancora “discretamente” giovane (meno di 40 anni), e quindi quella politica “stradaiola” di cui parla non l’ho mai vista direttamente o vissuta, ne ho solo sentito parlare; ma lei ha senz’ altro centrato il punto, viene votato principalmente chi riesce a fare un lavaggio del cervello mediatico agli elettori (perchè noi italiani siamo anche ben disposti a subirlo);
    I politici di oggi principalmente mi sembra di capire che amino presentarsi di persona ai loro congressi, dove loro parlano e gli intervenuti li seppelliscono di applausi ad ogni respiro fatto; come “confronto” non mi sembra granchè.
    Sia io che lei penso ci siamo dimenticati anche di un altra categoria fra le più amate ultimamente: chi fa politica in maniera sguaiata (o per meglio dire, ancora più sguaiata), che urla di cambiamenti e di pseudo rivoluzioni (c’era un partito così 25 anni fa circa che nel corso degli anni si è “imborghesito” e ce ne sono di nuovi oggi).
    Che dire? il quadro è decisamente desolante.
    Buonasera e bun weekend

  2. Renato Carraro 3 ottobre 2013 at 16:57

    Salve, il Suo commento era arrivato correttamente, ma con dispiacere ho dovuto sospendere il dialogo, perchè un cliente mi ha impegnato dalle 11 fino ad ora e adesso devo smaltire tutto l’arretrato, quindi sarò breve.
    Tra i motivi che Lei non ha citato per i quali la gente sceglie chi votare, c’è la quantità e la qualità di pubblicità che un candidato può mandare in onda.
    Ciò che ha profondamente cambiato la vita politica negli ultimi 30 anni è la “pubblicità politica” di cui guarda caso non parla nessuno, perchè la propaganda è una cosa (quella che si faceva con i volantini, con i megafoni sulle auto, con i comizi, con le riunioni) ed aveva sempre delle persone coinvolte, ed un’altra è la pubblicità che utilizza il mezzo mediatico, puntando sul fatto che se la ripeti 100 volte una balla atomica diventa verità assodata e che utilizza le immagini come mezzo di persuasione e non di convinzione.
    Quindi ora i politici di successo sono quelli che “bucano lo schermo” non quelli che discutono di idee.
    Lei ce la vede la Santachè a discutere pacatamente nelle riunioni con gli elettori in uno scambio paritario di opinioni? Il nome è casuale potrei citarne 100 a destra, 100 a sinistra e 100 non collocati, il risultato sarebbe il medesimo, presi a calci nel sedere da operai, impiegati, contadini e massaie, ne ho visti di questi personaggi quando partecipavo agli incontri politici ormai in un’altra vita.
    Mi fa estremamente piacere che Lei pensi che sarei tacciato di fascismo o comunismo a seconda dell’interlocutore, significa che il mio ragionamento era corretto ed era contro lo status quo, ciò la causa di ciò che stiamo vivendo.
    Cordiali saluti.

  3. Luca 3 ottobre 2013 at 15:41

    Buonasera,
    avevo lasciato un commento, ma si vede che a causa di un mio errore sia arrivato,
    quindi le riscrivo.

    Ho letto con interesse la sua disquisizione e la sua idea, e devo dire che mi trovo in sintonia con il suo pensiero; come dice lei spesso, la situazione è tragica ma non seria; mi permetta di scherzarci su.

    Se un politico qualsiasi leggesse il suo commento urlerebbe immediatamente:

    “FASCISTA!! (oppure COMUNISTA!!! a seconda dell’ orientamento politico) ANDARE A VOTARE E’ UN DIRITTO/DOVERE CHE STA ALLA BASE DELLA DEMOCRAZIA!!!”

    Peccato che una grandissima parte di elettori voti per Tizio o per Caio in base a di quei parametri che fanno rabbrividire: perchè è giovane e quindi è il nuovo che avanza, è simpatico, perchè ha avuto successo nella vita, perchè in campagna elettorale le spara più grosse di altri o peggio lo si vota per interessi strettamente personali… e qui mi fermo.. perchè la “validità” delle argomentazioni per cui la gente vota non conosce limiti in negativo….

    Che piacere avere uno scambio di opinioni, siamo partiti da un bicchiere e siamo finiti all’ OLIGARCHIA (così potrebbe dire qualche politico..)

    Buona serata
    saluti

  4. Luca 3 ottobre 2013 at 10:17

    Buongiorno,
    ho letto con interesse e mi trovo in sintonia con il suo pensiero; come dice lei spesso, la situazione è tragica ma non seria; mi permetta di scherzarci su… se uno qualsiasi dei politici italiani attuali leggesse il suo commento risponderebbe:

    FASCISTA!! (O COMUNISTA.. a seconda della posizione politica); LA DEMOCRAZIA E’ BASATA SULLE SCELTE DELLA MAGGIORANZA!!!!

    poi non importa se la maggioranza vota uno invece che un altro solo perchè è più affascinate, più simpatico, con migliore dialettica o spara le promesse elettorali più grosse….

    Trovo che il bello del discutere e confrontarsi è questo, siamo partiti da un bicchiere e siamo arrivati all’ OLIGARCHIA (cosi direbbero “loro”..)

    grazie per il piacevole scambio di opinioni

    Distinti saluti

  5. Renato Carraro 3 ottobre 2013 at 09:25

    Salve, purtroppo ci hanno abituato a pensare delle cose molto sbagliate e su quelle abbiamo elaborato un “modus ragionandi” che alla fine ci rende quasi impotenti.
    1- la maggioranza ha ragione! FALSO. La maggioranza vince ed impone le sue scelte in democrazia, lo possiamo accettare, ma quasi sempre ed è un fatto statistico semplice da dimostrare, la maggioranza sbaglia e per fortuna governano le minoranze in quasi tutti i Paesi civili, purtroppo in Italia ha fino ad ora governato la maggioranza.
    2- la legge di Gauss dimostra che la maggioranza sbaglia, gli esempi storici sono infiniti, citiamo solo i più noti: Hitler, Mussolini, Stalin, lasciamo perdere gli esempi più recenti per evitare interpretazioni politiche, che non mi interessano in questo momento ed in questo ambito. La legge di Gauss dimostra che il rapporto 20-80 è quasi sempre (mi tengo un margine di incertezza, ma per me è sempre) valida, ovvero il 20% degli automobilisti provoca l’80% degli incidenti ed in questo caso abbiamo l’effetto inverso, ovvero la maggioranza è positiva. Ma per esempio, se parliamo di qualità (di qualsiasi genere) il 20% sceglie la qualità all’80%, mentre l’80% sceglia la qualità al 20% e se lo traduciamo in scelta dei nostri rappresentanti politici il risultato è evidente.
    3- ascoltando le statistiche degli ascolti televisivi ci hanno abituato a pensare che per esempio il Festival di Sanremo avendo il 70% di share, piace al 70% degli italiani, invece significa che il 70% di quelli che erano davanti al televisore guardavano Sanremo, ma c’erano circa 40 milioni di italiani che facevano altro. Traslando il discorso sul piano politico è la maggioranza di chi va a votare che governa e non la maggioranza dei cittadini ed il problema italiano è evidente se confrontato con gli altri Paesi a regime democratico, ovvero il numero dei partecipanti al voto è eccessivo e non rappresenta chi realmente vuole scegliere, ma solo chi va a votare. Ricordo che fino a pochi anni fa in Italia il voto era obbligatorio e chi non andava a votare era segnalato, onde per cui la partecipazione “bulgara” alle elezioni era scontata ed ha sempre dato il medesimo risultato, vinceva la maggioranza effettiva dei cittadini con le conseguenze già illustrate sopra.
    Nei Paesi più avanzati c’è una grande percentuale che si lascia trascinare e che lascia le scelte agli altri, i non votanti non sono come da noi in gran parte i delusi, ma quelli che si affidano alle scelte dei loro concittadini, il che porta alla fine che alle urne si scontrano comunque i candidati di due o tre minoranze e quella che vince è sempre e comunque una minoranza, che fa solitamente sempre meglio delle nostre effettive maggioranze.
    Se la democrazia italiana non fosse stata per molti anni drogata dall’obbligo del voto che non era di fatto una scelta, forse anche nel nostro Paese ora si recherebbero alle urne solo coloro che sono effettivamente interessati ad una corretta conduzione del Paese (una vera e reale minoranza, sia a destra che a sinistra) ed alla fine si otterrebbe un governo che rappresenta una delle due parte della minoranza e che può fare delle scelte di qualità. Questo sistema consentirebbe anche un rapido cambio di rappresentanti, perchè poche migliaia di voti sposterebbero l’ago della bilancia e quindi porterebbe al succedersi di governi di colore diverso laddove quello in carica avesse fatto male.
    Invece da noi ha sempre governato e governa (con un progressivo calo per fortuna) la maggioranza ed i suoi rappresentanti che ne sono lo specchio fedelissimo e questi sono i risultati.
    Basterebbe che i disinteressati, i qualunquisti, quelli che si sentono costretti e quelli che votano tirando la monetina, stessero a casa invece di andare a votare e già qualcosa cambierebbe.
    Chissà come mai tutti i partiti si affanno a dire che è doveroso andare a votare? Alla luce del mio ragionamento appare evidente che solo se vota la maggioranza e vince, ci sarà spazio per ladri, corrotti ed incapaci, tutti esempi di cattiva qualità.
    Quando anche il Italia come in America voterà il 35 % degli aventi diritto, quando per votare ci si dovrà schierare prima, quando la massa di ci sta a guardare sarà imponente e sempre pronta a spostare precarie vittorie e l’alternanza sarà un dato di fatto (esempio sempre solo e comunque 2 legislature, dato ce i bravi ci sono in tutte le generazioni) forse le cose cambieranno ed i politici di lungo corso saranno un ricordo. In USA, nel Regno Unito ed in Francia gli ex presidenti fanno altro e non rimango tra i piedi (potrei usare altra parte del corpo) per tutta la vita.
    Cordiali saluti.

  6. Luca 3 ottobre 2013 at 08:14

    Buongiorno,la cito apertamente:
    “Ci sono moltissime cose per cui noi italiani possiamo (meglio potremmo) essere dei veri e propri punti di riferimento per tutto il mondo ed afferiscono tutte alla sfera culturale.”

    ” Per fortuna abbiamo ancora qualcosa da difendere, basta non mettere Bondi a difendere i beni culturali.”

    queste due frasi riassumono anche il mio pensiero in merito al mio quesito… alla fine noto che non sono l’ unico che pensa che non sempre, ma spesso, noi italiani adottiamo l’ atteggiamento del DOVREMMO fare (ma non facciamo mai o quasi mai..);
    indi per cui i risultati sono risorse sprecate e beni culturali lasciati a marcire.

    Distinti saluti

  7. Renato Carraro 2 ottobre 2013 at 15:36

    Non ho mai pensato che Lei fosse anti americano, come ho già scritto non sono nè pro ne contro, li rispetto per le cose in cui meritano rispetto, mentre per altre mi trovo in totale disaccordo.
    Per esempio pretendere di continuare a vivere con il maggior debito pubblico del mondo, contando sul fatto di avere il più potente esercito del mondo, non mi sembra una corretta equazione ed in questi giorni mi sembra che stiano iniziando a fare i conti anche con questo problema.
    Lei non può immaginare quante volte quel ghiaccio nel bicchiere mi abbia fatto incazzare, perchè non sempre mi ricordo di dire “no ice” magari al ristorante e quante volte con mia moglie abbiamo discusso di questa ed altre cose.
    Ci sono moltissime cose per cui noi italiani possiamo (meglio potremmo) essere dei veri e propri punti di riferimento per tutto il mondo ed afferiscono tutte alla sfera culturale.
    Chiaramente è un’eredità del passato di cui quasi mai ci rendiamo conto e per questo la stiamo immiserendo sempre di più, ma Le assicuro che nascere e vivere in un Paese che ha il 90 % dei beni culturali di tutto il mondo, ci pone in una situazione di privilegio, di cui peraltro solo raramente ed in pochi ci rendiamo conto.
    Il nostro modo individuale di affrontare le cose, parlo di coloro che vogliono lavorare bene, risolvere i problemi, creare cose nuove, è unico al mondo ed è quel famoso “made in Italy” di cui stiamo perdendo via via coscienza e conoscenza, ma nonostante tutti i nostri sforzi ci rimane dentro, basta solo un pò di impegno per farlo emergere.
    Non è un caso che coloro che vanno all’estero per fare qualsiasi lavoro, quasi mai rimangono nello scalino più basso.
    Un italiano è diventato sindaco di New York, nessun americano è diventato sindaco di una città italiana, quindi proprio polli non siamo presi singolarmente.
    Chiaramente però secoli di governi feudatari ci hanno condotto alla mentalità di servi a cui è sufficiente la libertà concessa dal sire (vedi “La libertà dei servi” del prof. Viroli), e non credo sia necessario che io citi i fatti di questi giorni per confermare questo dato di fatto.
    In quale Paese si possono far dimettere 5 Ministri senza neppure interpellarli? Anche nell’Unione Sovietica di Krusciov, prima li facevano ammalare, e qui non si tratta di idee politiche, che non c’entrano assolutamente nulla, si tratta di dignità e rispetto, che appunto i “padroni” non hanno mai riservato ai “servi” e come vede non stiamo parlando del medio evo ma di attualità.
    Negli Stati Uniti se gli raccontiamo queste cose credono che stiamo raccontando barzellette, ma quando parliamo con loro di creatività e cultura, allora il rapporto si inverte.
    Per fortuna abbiamo ancora qualcosa da difendere, basta non mettere Bondi a difendere i beni culturali.
    Cordiali saluti

  8. Luca 2 ottobre 2013 at 15:14

    Buonasera,
    ho letto con piacere il suo commento, e mi preme chiarire una cosa, non sono assolutamente anti americano o prevenuto, il mio era solo un commento legato al “bicchiere” un semplice collegamento mentale;
    le pongo una domanda (magari provocatoria); secondo lei c’è qualcosa in cui noi italiani possiamo permetterci di insegnare?
    Distinti saluti

  9. Renato Carraro 2 ottobre 2013 at 15:06

    Salve, concordo con Lei ma devo fare una precisazione, negli USA occorre essere previdenti e quando si ordina precisare “no ice” anche se dovrebbero essere loro a chiedere “ice?”. Altro particolare, quando servono soda in moltissimi locali si paga solo il bicchiere, ovvero si può prenderne quanta se ne vuole, questo vale per esempio in tutte le aree di sosta ed anche in molti bar o locali dove vendono panini o hamburger.
    Mi è capitato nel mio recente viaggio, di entrare in un ristorante messicano di fronte all’hotel, per una bibita dopo cena e per passare un pò di tempo (escluse le grandi città il resto dell’america cena con le galline e va a letto al tramonto) e dopo avere bevuto un bicchiere di “soda” (soda=qualsiasi bevanda gassata scura o chiara, tanto per non fare pubblicità) alla richiesta del conto la risposta è stata “niente, grazie”.
    Lo stesso trattamento di tutti i casinò di Las Vegas, ma lì possono avere un altro obiettivo, mentre in questo ristorante è stata solo ospitalità e non è stato un caso isolato.
    Quindi tutto ciò che ha detto Lei è vero, ma ritengo doverosa la mia integrazione.
    Detto questo non è che gli USA sono il paradiso in terra, per carità, ma su alcuni aspetti abbiamo solo da imparare, per altri meglio rimanere italiani.
    Cordiali saluti

  10. Luca 2 ottobre 2013 at 14:37

    Buonasera,
    no ho il minimo dubbio sulla necessità di marcare CE un bicchiere, alla fine quello che c’è dentro quel bicchiere lo si paga, ed è giusto esigere la corretta quantità (poi si sa, che gli inglesi sono molto sensibili alla quantità di birra nei bicchieri)…
    senza dubbio sono più avanti di noi, ma in questo caso anche più avanti degli americani..
    trovo estremamente irritante ricevere del ghiaccio (+ la bibita che il bicchiere può contenere dopo avere messo il ghiaccio) al posto della bibita che ho ordinato… e questo è un malcostume nato oltreoceano credo… si sa il ghiaccio costa meno della bibita..
    Distinti saluti

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