Giocattoli sicuri

Giocattoli sicuri

La nostra società esegue la marcatura CE dei giocattoli e fornisce la consulenza per farvi diventare autonomi.

Marchio Ce Giocattoli

I giocattoli sono sempre o quasi sempre belli, alcuni bellissimi, sono progettati e studiati per piacere soprattutto a prima vista, poi in qualche caso sono “intelligenti“, in altri casi sono utili, dovrebbero sempre servire al gioco, cioè ad un’attività autogratificante, che non ha bisogno di raggiungere dei risultati, il gioco è il risultato!

Purtroppo il gioco in quanto tale, finisce molto presto nella vita dell’uomo e viene sostituito da attività che puntano a raggiungere degli obiettivi precisi: punteggio, bersaglio, prestazioni.

Ciò che dovrebbe preoccupare tutti i genitori, prima ancora della bellezza, dell’essere o meno giochi, di essere interessanti e gratificanti per i bambini, deve essere la sicurezza dei giocattoli!

Cosa mette in bocca mio figlio quando “ciuccia” il pelusche? Cosa contiene l’imbottitura dell’orsetto che lo accompagna anche nel sonno? Con che cosa è colorato quel bel trenino di legno?

Se nel latte in polvere ci mettono la melamina, che serve per produrre materiali plastici, pensate che alcuni “banditi” che producono giocattoli, si preoccupino di utilizzare: vernici nocive, fibre tossiche o riempimenti radioattivi? La risposta datela Voi.

Noi Vi possiamo indicare un modo per cercare almeno di ridurre i rischi provenienti dai giocattoli che acquistate per i Vostri bambini. Cercate il marchio CE.

Ci deve sempre essere il marchio CE, deve essere conforme a quanto previsto dalle direttive Europee, nelle etichette e nei documenti che accompagnano il prodotto ci deve essere il nome di chi immette sul mercato il prodotto, e questa entità deve avere sede in Europa, per essere rintracciabile, deve inoltre essere indicato il Paese di provenienza.

Nel caso siano presenti norme armonizzate sullo specifico giocattolo il costruttore può rispettarle e procedere alla marcatura CE, in caso contrario è necessario il ricorso ad un Organismo Notificato.

In Italia le prove possono essere svolte presso vari Organismi notificati, mentre la marcatura CE è obbligatoria sempre e deve essere presente su tutti gli articoli per garantirne la sicurezza.

Diffidate dei prodotti troppo economici e soprattutto acquistate i giocattoli in negozi o da persone conosciuti e sulle quali potete riporre se non la massima fiducia, almeno la possibilità di rintracciarli successivamente all’acquisto.

La legge Vi mette a disposizione degli strumenti, li dovete conoscere ed utilizzare, tra questi il marchio CE è uno dei più semplici e diffusi; se ne volete sapere di più, spendete un pò di tempo per girare in questo sito e troverete molte informazioni interessanti e se poi volete altre informazioni potete contattarci, il nostro lavoro per Voi è definito nelle nostre vision.

La nostra società esegue la marcatura CE e fornisce la consulenza per capire cosa è necessario fare.

Il nostro telefono è 049 8875489.

Potete richiedere informazioni e preventivi gratuiti.  La nostra mail è carraro@marchioce.net

Per consultazioni veloci  chiamate il n° 335 7815 770, Ti risponderà direttamente l’ing. Carraro.

logo_piccolo

Siamo i migliori? Non spetta a noi dirlo, ma certamente siamo onesti!

CHIAMA SUBITO, NON PERDERE TEMPO

Possiamo farTi superare le difficoltà di un argomento complesso, con efficacia ed efficienza.

Prima di Te hanno lavorato con noi:

  • multinazionali che operano in vari settori produttivi, dal petrolifero all’oleodinamico
  • squadre di calcio di serie A per i loro gadget
  • Guardia di Finanza
  • Polizia Tributaria
  • Carabinieri
  • Polizia di Stato
  • Dogane e spedizionieri
  • e centinaia di aziende, proprio come la Tua

Pensi che siano TUTTI degli sprovveduti?

Contattaci, riceverai sempre e comunque una risposta immediata! Niente attese telefoniche, linea diretta con l’esperto al 335 7815 770

Per raggiungerci gratis e senza limiti di tempo usa Skype; Il contatto skype è alteregocarraro

(aggiungici manualmente o clicca sull’immagine qui sotto)

Skype Me™!

se hai una webcam ci potremo anche vedere, e non saremo solo una voce o una mail.

About the Author:

Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

48 Comments

  1. Renato Carraro 26 gennaio 2016 at 11:26

    Salve, il metodo di produzione non modifica l’obbligo della marcatura CE. Un giocattolo può essere pericoloso anche se prodotto in un unico esemplare.
    La marcatura CE si fa per garantire la sicurezza dei prodotti immessi sul mercato, a qualsiasi titolo, quindi anche Voi dovete implementare le procedure per la marcatura CE.
    La nostra società è a disposizione per fornire assistenza in merito.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  2. cuppi carol 26 gennaio 2016 at 00:17

    Buonasera,

    noi creiamo giochi in stoffa e in legno per bambini, sono giochi artigianali e stiamo per aprire partita iva, volevo capire se serve qualche certificazione anche se sono artigianali, grazie mille

  3. Renato Carraro 23 febbraio 2015 at 20:22

    Grazie a Lei

  4. Elisa 23 febbraio 2015 at 20:00

    Gentilissimo Ingegner Carraro,

    Seguirò il suo consiglio! Nel frattempo la ringrazio; mi permetterò eventualmente di aggiornarla se ci dovessero essere sviluppi.

    Cordialità
    Elisa

  5. Renato Carraro 23 febbraio 2015 at 18:28

    Salve, mi sembrano le risposte che Enel sta fornendo a proposito della marcatura CE sbagliata sui contatori.
    Ci sono due possibilità:
    1 Lei ha interagito con un imbecille
    2 la storia è diversa da come la raccontano
    In entrambe i casi ribadisco il mio suggerimento, si rivolga alle autorità di controllo, sono certo che l’Ente da Lei citato ha operato correttamente, ma poi qualcuno ha imbrogliato le carte, è molto semplice far fare un certificato perfettamente valido e poi utilizzarlo per tutti i propri comodi.
    Certamente l’Ente non verrà neppure coinvolto in questa cosa, rimane poi da vedere se le autorità Le daranno retta, molto spesso lavorano bene e sono attenti, ma altre volte sono “distratte”, capita!
    Insistere con la ditta distributrice, dal mio punto di vista, è un accanimento terapeutico, le zucche vuote sono molto utili per Halloween.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  6. Elisa 23 febbraio 2015 at 16:53

    Gentilissimo Ingegner Carraro,
    La disturbo per raccontare il seguito della vicenda. Prima di segnalare il tutto alla GdF, per non far torto laddove non fosse necessario, ho deciso di segnalare all’azienda il problema. Mi hanno risposto prontamente, allegando due documenti ( test report dell’Istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli Srl con sede a Como del 2011 e report ICQ-UL, quest’ultima di Hong Kong, del 2013, ma mi sembra che siano consociate perché appaiono sul medesimo sito). tuttavia ho due perplessità: in nessuna delle due certificazioni ho trovato traccia del giocattolo da me acquistato, ma solo alcuni simili. Nei documenti sono fotografati e citati invece per forma e per colore, e non corrispondono a quanto ho acquistato. Inoltre nella loro risposta, mi hanno detto che la marcatura (non conforme) presente sul giocattolo “è frutto dei controlli eseguiti prima dell’immissione sul mercato di tale prodotto”.
    Insomma speravo di avere qualche certezza, ho invece più dubbi di prima. Vorrei, se possibile, inviarle le immagini del giocattolo e i documenti avuti dall’azienda per un suo parere, se non fosse chiedere troppo. Non darò questo giocattolo a mio figlio, ma mi chiedo se insistere con l’azienda o procedere come mi ha suggerito, segnalando il tutto alla GdF.
    Grazie infinite

  7. Renato Carraro 21 febbraio 2015 at 09:12

    Salve, il giocattolo potrebbe essere conforme, potrebbe, non è certamente conforme la doppia marcatura tra l’altro contrastante.
    Se vuole fare una segnalazione serie, la faccia alla Tributaria o alla G di F.
    Cordiali saluti
    Ing. Carraro

  8. Elisa 20 febbraio 2015 at 20:17

    Buonasera,

    Spero possa risolvere un mio dubbio. In un supermercato ho acquistato per mio figlio di tredici mesi un giocattolo in gomma di un noto marchio con sede in Italia (di quelli che i bimbi piccoli masticano in continuazione nella fase di dentizione). Sull’imballaggio era apposto il marchio CE regolare, inoltre era specificato che il giocattolo è stato testato dall’istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli. Tuttavia aperta la confezione, sul giocattolo stesso era apposto il marchio CE contraffatto, con le lettere vicine, e la scritta “made in China”.
    È regolare? Quali dei due fa fede? Devo segnalarlo all’azienda distributrice?

    Grazie per quanto saprà dirmi

  9. Renato Carraro 18 novembre 2014 at 23:19

    Salve, i giocattoli es. peluche, devono essere marcati CE.
    Per farlo è necessario garantirne la sicurezza e ciò si può ottenere con test sui prodotti finali o utilizzando componenti certificati in precedenza.
    Atri prodotti da Lei indicati non si marcano CE, ma devono rispettare la direttiva 2001/95/CE.
    Nel caso necessiti di aiuto, questo è il nostro lavoro.
    Cordiali saluti.
    Ing. Carraro

  10. rebecca 18 novembre 2014 at 22:29

    buonasera, io realizzo articoli artigianali per bambini come bvaglini, accappatoi e bavette…vorrei anche realizzare altre cose come duoduo, portaciucci o peluches. volevo sapere se anche su produzioni di piccoli pezzi artigianali servono certificazioni e nel caso a chi mi devo rivolgere? grazie

  11. Renato Carraro 2 novembre 2014 at 16:22

    Salve, in fase di analisi dei rischi se eseguono tutte le valutazioni sui componenti da usare.
    Non è possibile dire a priori cosa si può o non si può utilizzare, perché va valutato l’intero giocattolo e non il singolo componente.
    Cordiali saluti.
    Ing. Carraro

  12. consuelo 2 novembre 2014 at 14:30

    Salve mi trovo proprio in questo periodo a informarmi sulla sicurezza dei giocattoli e mi chiedevo. Tra i materiali da non poter utilizzare ci sono anche i bottoni automatici? poussuar? o questi opportunamente cuciti , possono essere utilizzati specificando che il giocattolo deve essere utilizzato con la supervisione di un adulto? se si , quali dimensioni minime e massime possono avere ? Grazie infinite aspetto sua risposta
    Se non possono essere utilizzati cuciti esternamente , possono essere cuciti internamente ?

    Grazie mille

  13. Renato Carraro 8 luglio 2014 at 14:01

    Salve, deve rispettare la direttiva giocattoli, che prevede obbligo di marcatura, non necessariamente di certificati.
    Cordiali saluti.
    Ing. Carraro

  14. Enrica 8 luglio 2014 at 13:58

    Buongiorno,
    sapete indicarmi se ci sono riferimenti normativi da rispettare o certificazioni obbligatorie da ottenere per un falegname che voglia produrre giocattoli in legno?
    Dando per scontato di usare vernici atossiche e legno certificato…

    Grazie

  15. Renato Carraro 21 aprile 2014 at 18:32

    Salve, ricordare per l’ennesima volta che il passaggio in dogana NON è immissione nel mercato e quindi non dovrebbe comportare alcun obbligo, appare inutile di fronte al comportamento assolutamente illegale di molti singoli doganieri e non delle dogane come istituzione.
    Per passare la dogana senza problemi suggeriamo quindi di ritenere che le merci debbano rispettare le leggi europee ancor prima di entrare in Europa, cosa questa evidentemente non obbligatoria per legge, ma resa tale dal suddetto comportamento.
    Il rispetto (non generico, ma effettivo) della direttiva 2001/95/CE, comporta la messa in atto di varie procedure e la preparazione di vari documenti.
    La nostra società fornisce in tal senso tutto il supporto necessario.
    La saluto cordialmente.
    Ing. Carraro

  16. Fabrizio 21 aprile 2014 at 18:09

    Buongiorno,
    vorrei importare Surf e Sup, riferibili al codice taric 95062900.
    Essendo attrezzature sportive non riesco a capire quali documentazioni dovrei produrre in dogana. Non credo che siano equiparati a giocattoli e che quindi i prodotti debbano essere marchiati CE ma solo che debbano genericamente rispettare la direttiva 2001/95/CE.
    Ora, non riesco a stabilire quali documentazioni devo produrre per ottemperare ai requisiti della direttiva 2001/95/CE, per evitare sorprese in dogana come la disposizione di distruzione.

    mi può essere d’aiuto per piacere?
    grazie mille

  17. Renato Carraro 3 febbraio 2014 at 17:33

    Salve, le citazioni sono sempre pericolose, perchè a volte distorcono il senso del discorso, infatti da quello che Lei riporta sembrerebbe che se un giocattolo è fatto di plastica non va bene ed altrettanto se è elettrico o chimico.
    Quel commento va letto per intero, sia quello fatto da chi ha posto la questione, sia la risposta successiva.
    Né in quella risposta né in alcuna altra (lo preciso per l’ennesima volta) era ed è mai stata mia intenzione fornire “indicazioni” e quindi ciò che scrivo può essere utile per approfondire degli argomento o chiarire qualche dubbio, ma MAI per avere indicazioni operative.
    Trarre dai commenti in internet indicazioni sul proprio modo di lavorare è rischioso e privo di qualsiasi garanzia.
    Chi ha necessità di avere indicazioni professionale per le proprie scelte di lavoro ha due possibilità:
    – studia le direttive e le norme, poi le applica.
    – chiede la consulenza a qualcuno di cui si fida.
    Perciò se Lei vuole eseguire la marcatura CE dei Suoi prodotti ed essere tranquillo nei confronti della legge, può scegliere una delle due, ma non si faccia ingannare dalle soluzioni facili, non sono mai le migliori.
    Fare la marcatura dei giocattoli, ovvero garantire di produrre giocattoli sicuri, è una faccenda seria, che non si sbriga con due chiacchiere su internet.
    Lei immette in commercio questi prodotti e quindi Lei se ne assume la responsabilità ed è ancora lei che li deve marcare CE.
    La saluto cordialmente.
    Ing. Carraro

  18. Daniele 3 febbraio 2014 at 11:16

    Buongiorno, vorrei realizzare degli articoli… giocattoli, quali un tiroasegno o altre imitazioni delle attrazioni che troviamo nelle fiere di paese ovviamente in scala ridotta…allo scopo di rendere piu’ completo il pacchetto giochi che noleggio per le feste di compleanno, prodotti commerciali che rispettano tutte le normative.
    Questo ovviamente seguendo le indicazioni gia’ citate in un precedente commento del 24 agosto 2013 del Sig Maurizio:””Innanzi tutto un giocattolo deve essere di materia prima naturale: legno che sia levigato,piallato privo di schegge, non rametti, cortecce, vimini e via dicendo. Poi, lana e filati naturali eventualmente tinti con colori certificati. Ceramica,vetro,ferro,pietre,terra cotta e altro non possono essere considerati giocattoli sicuri e un artigiano se è tale non impiega derivati del petrolio per costruire i suoi lavori.Quindi il campo si restrige di molto. Inoltre, il legno del quale posso esprimermi deve essere legno locale, tagliato in maniera tradizionale, senza aditivi sbiancanti o antiparassitari…””
    Tenendo presente che il bambino assistito dall’adulto utilizzera’ palline o anelli o altro gia’ in commercio e di sicura marchiatura CE come devo comportarmi con il bersaglio realizzato invece da un falegname ???
    La ringrazio sin d’ora per l’attenzione e per la risposta che potra’ darmi.
    Daniele

  19. Renato Carraro 29 gennaio 2014 at 17:58

    Salve, Le rispondo con una domanda “polemica” dato che Le ho anche parlato al telefono qualche minuto fa.
    E’ ragionevolmente pensabile che la sicurezza di un giocattolo si attesti dichiarandolo inadatto ai bambini sotto i 3 anni?
    Lei e tutte le persone ragionevoli ed in BUONA FEDE, conosce già la risposta.
    Il marchio CE è un simbolo che sottintende che il prodotto è sicuro, ma come tutti i simboli viene dopo molte altre cose, che possiamo definire “contenuto”, un simbolo senza contenuto non significa nulla, ne abbiamo molti esempi sulle schede elettorali.
    Per poter vendere i Suoi prodotti Lei deve mettere in pratica tutte le procedure definite dalla direttiva specifica (in questo caso la direttiva giocattoli), dopo che avrà fatto tutto ciò che è richiesto e che in gran parte qualsiasi produttore fa già in modo corretto anche se non documentato, potrà vendere i prodotti corredati di etichetta con marchio CE e simbolo di limite di età, le istruzioni per un utilizzo sicuro, la dichiarazione di conformità.
    Ci sono poi altri documenti che Lei dovrà tenere in azienda, oltre a quelli già citati.
    Tutto ciò è la marcatura CE, non un marchietto, non un modulo compilato acriticamente, ma un processo che garantisca la sicurezza dei prodotti.
    La saluto cordialmente e provvedo come da Sua richiesta ad inviarLe il preventivo per la nostra consulenza sulla marcatura CE.
    Ing. Carraro

  20. tancredi 29 gennaio 2014 at 17:32

    Buongiorno Sig. Carraro,
    vorrei commercializzare dei puzzle 3d realizzati con il taglio laser di pannelli di plexiglass creando così delle tessere componibili di piccole dimensioni (0,5 x 6cm MAX)
    Farei realizzare il tutto ad una azienda che che mi fornirebbe il plexiglass già tagliato..io dovrei solo confezionarlo ( con tutte le etichette ed informazioni necessarie )e venderlo.
    Ho bisogno di marcatura CE oltre che alla raccomandazione di non farli usare ai bambini al di sotto di tre anni?

  21. Renato Carraro 24 agosto 2013 at 14:20

    Salve, impossibile essere in disaccordo con Lei, d’altronde un pò di sano idealismo è sempre piacevole e sostenibile.
    Quello che dice, dichiarando onestamente di essere parte interessata, è certamente corretto e da sostenere ed approvare.
    C’è come in tutte le cose un particolare che deve essere messo in evidenza, cioè chi garantisce tutto ciò che Lei giustamente sostiene ed auspica?
    I test dall’istituto da Lei citato,sono certamente utili e certamente cari, ma chi assicura che la produzione corrisponde al campione testato rimane sempre e solo il produttore, quindi siamo al punto di partenza in tutti i rapporti commerciali, conta solo l’onestà del produttore.
    Per questa ragione la legge gli chiede di predisporre un fascicolo tecnico, almeno in caso di controlli(sempre troppo pochi) a garanzia del consumatore, ci sarà qualcosa di concreto da valutare e non semplici dichiarazioni, magari in buona fede.
    Sul fatto poi che tutto ciò che deriva dal petrolio sia da rigettare a priori non concordo, perchè è un pregiudizio generale e generalizzato.
    La parola petrolio significa “olio di pietra” lo usavano i romani per riscaldarsi e che non sia naturale mi sembra una valutazinoe comune, ma errata, è naturale come il legno da cui deriva.
    Certamente non è naturale la plastica utilizzata dai cinesi e ricavata dalle immondizie che recuperano da tutto il mondo, ma il caprolattame derivato direttamente dalla sintesi del petrolio non si può certo definire sintetico, altrimenti lo è anche la viscosa e tutti i tessuti derivati.
    Certo un bel giocattolo di legno è piacevole e generalmente meno pericoloso di uno di lamiera, ha presente i trenini di una volta? Ad esempio quei trenini che hanno fatto la felicità di molti di noi, non erano costruiti da artigiani, ma erano comunque dei bei giocattoli e non mi risulta fossero così pericolosi.
    Quindi nessuna contestazione di ciò che Lei afferma, ma ribadisco che la direttiva sui giocattoli vale per tutti, e tutti i produttori dovrebbero applicarla ed i consumatori farla rispettare, avremo così giocattoli certamente più sicuri, artigianali o no.
    Cordiali saluti.

  22. Maurizio 24 agosto 2013 at 12:19

    Saluto tutti quelli che sono interessati al mondo dei giocattoli in modo particolare quelli costruiti in legno. che mi vedono direttamente coinvolto. Quello che Lei ha osservato è vero e non basta chiamarsi ‘artigiani’ per esserlo, quindi se siete attenti osservatori vi accorgerete di chi avete davanti. Operatori improvvisati che per far contenti turisti e scuole si arrabattano attorno ad un oggetto e lo chiamano gioco artigianale non li ritengo considerabili.
    Innanzi tutto un giocattolo deve essere di materia prima naturale: legno che sia levigato,piallato privo di schegge, non rametti, cortecce, vimini e via dicendo. Poi, lana e filati naturali eventualmente tinti con colori certificati. Ceramica,vetro,ferro,pietre,terra cotta e altro non possono essere considerati giocattoli sicuri e un artigiano se è tale non impiega derivati del petrolio per costruire i suoi lavori.Quindi il campo si restrige di molto. Inoltre, il legno del quale posso esprimermi deve essere legno locale, tagliato in maniera tradizionale, senza aditivi sbiancanti o antiparassitari o peggio ancora importato da paesi come l’est dove le radiazioni purtroppo hanno impestato le foreste. Attenti alla legna da ardere di provenienza balcanica. Vi siete scordati di Cernobyl e degli esperimenti segreti nucleari sovietici???
    Quindi con queste attenzioni e con una certificazione di un modello nel quale avete impiegato i colori ,le colle e altro rilasciata da parte di uno degli istituti abilitati a farlo, (l’istituto italiano sicurezza giocattoli è molto preciso,ma troppo caro e burocratico)! avete in bottega una dichiarazione sufficiente per produrre tranquillamente fin che volete.
    Costruitene giocattoli sani e naturali che la richiesta è in aumento. Ciao e buon lavoro!

  23. Renato Carraro 24 agosto 2013 at 03:16

    Salve, in linea generale concordo con la Sua esposizione, oggi si regalano molti giocattoli, ma non si controlla come e con cosa giocano i bambini.
    Ad esempio mia nipote passa delle belle mezz’ore e forse più a lanciare dei sasseti che troviamo nella ghiaia, penso che le piaccia farlo in compagnia e generalmente preferisce giocare con cose molto semplici, relegando i giocattoli ufficiali ad un uso temporaneo e limitato.
    Non è però vero in assoluto che il giocattolo artigianale sia più sicuro di quello industriale, perchè ad esempio la grande industria pretende ed ottiene i certificati sulle materie prime, mentre spesso l’artigiano non li chiede neppure.
    Mi è capitato in una fattoria didattica di sentire questo dialogo:
    – questa pasta colorata con cui i bambini costruiscono collane e bracciali è colorata con colori appositi? (domanda di una mamma che la voleva preparare anche a casa)
    – nessuna vernice speciale sono colori acrilici. (risposta molto convinta ed ingenua della signora che gestiva il gioco)
    – ma i colori acrilici non sono pericolosi?
    – si, ma questa pasta non la devono mica mangiare, ci devono fare solo le collane, poi si butta.
    Tutti sanno che i bambini non mettono mai in bocca nulla!!!!!!
    Ecco un semplice esempio di come il “fatto artigianalmente” può essere molto più pericoloso del prodotto industriale.
    Pensiamo inoltre ai colori ed alle vernici utilizzate sui giocattoli, chi ci garantisce che l’artigiano usa certamente colori atossici?
    Il marchio CE, che peraltro anche l’artigiano DEVE apporre dopo aver seguito tutte le corrette procedure, garantisce o dovrebbe garantire, la sicurezza dei prodotti, dei coponenti e delle lavorazioni.
    Cordiali saluti.

  24. maurizio 23 agosto 2013 at 17:36

    Il marchio CE è abbastanza affidabile,ma state attenti che per apporre il marchio CE si fa presto, basta fare una etichetta in serigrafia e metterlo sul prodotto! Cercate quei piccoli artigiani sparsi sul territorio Italiano che costruiscono giocattoli a mano! Ci sono, ve lo posso assicurare e trovarli è un premio per la vostra ricerca.Comperate giocattoli fatti a mano davanti a voi da persone che potete osservare mentre lavorano. Regalatevi pochi giocattoli che durano nel tempo e non riepitevi di porcherie industriali di importazione tanto per far contenti i bimbi. Ciao!

  25. Renato Carraro 30 marzo 2013 at 16:31

    Salve, se sono destinati a minori di 14 anni possono essere ritenuti giocattoli e quindi rientrano nella pertinente direttiva, per cui anche se non obbligatorie alcune prove di migrazione ed alcuni dati sui componenti sarebbero opportuni per la tranquillità Sua e per la sicurezza dei clienti.
    Per i componenti elettronici vale il criterio di tutti i prodotti, il certificato RoHS è sempre necessario, il marchio CE se sono in vendita al pubblico pure, altrimenti è sufficiente fermarsi alla dichiarazione, ma come sa stampare il marchio CE non fa differenza dal punto di vista delle molte cose da fare.
    Cordiali saluti.
    ing. Carraro

  26. Mauro 29 marzo 2013 at 16:31

    Buongiorno,
    ho alcune domande: vorrei importare da Cina quei bracciali multicolore pieghevoli fluorescenti che contengono all’interno di ogni bracciale 3 specifiche sostanze chimiche (le conosco ma non le cito) che appena entrano in contatto tra loro producono una sorta di fluorescenza che può durare da 6 a 24 ore a seconda del modello, poi si esauriscono. Credo li avrà visti: sono piuttosto comuni. Chiedo se a suo parere questo prodotto rientra nella categoria giocattoli e sempre secondo lei se è opportuno un test chimico (ripeto: conosco i componenti) per avere almeno un riscontro di terzi da allegare al Fascicolo Tecnico del prodotto. Sono già suo cliente (ho fatto insieme a lei la Direttiva Bassa Tensione) quindi conosco l’iter.
    Seconda domanda: componenti elettronici singoli nuovi d’importazione extra CEE (esempio transistors, circuiti integrati, condensatori, cavi etc.etc.) quindi non prodotti finiti ma componenti che andranno smerciati al minuto come ricambi o venduti a produttori locali che poi li lavoreranno per costruire alla fine un LORO prodotto finito, debbono possedere una dichiarazione di conformità (CE o anche ROHS) essendo import extraCEE?
    Mi scuso se la seconda domanda non è pertinente con i giocattoli ma non ho trovato sul sito una sezione dedicata alla pura componentistica. Grazie.

  27. Renato Carraro 21 marzo 2013 at 08:21

    Strano ma vero, nella fretta di rispondere mi sono fatto prendere la mano e siccome in questi giorni l’unica attività operativa in Italia sembra essere il commercio di sigarette elettroniche, sono andato dritto per quella strada.
    Buona giornata.

  28. Giovanni 20 marzo 2013 at 22:08

    Infatti mi era parso strano che non lo avesse notato, come sempre è stato chiarissimo e disponibile, saluti.

  29. Renato Carraro 20 marzo 2013 at 19:15

    Si mi scuso, dopo che ho inviato la risposta ho visto che Lei era entrato nell’articolo dei giocattoli, avrei potuto correggere, ma siccome mi riconosco i Vostri stessi diritti (Voi non potete correggere ciò che avete scritto) ho lasciato l’errore di interpretazione. Apparire infallibile non mi interessa e secondo me è anche un pò antipatico.
    Le ribadisco che il marchio CE può essere apposto legalmente dal cinese solo se glielo chiede un europeo, quindi o quelli che arrivano sono marcati su ordine dell’importatore o sono marcati illecitamente.
    Per una procedura di marcatura CE, senza prove di laboratorio che comunque non facciamo noi, ci vogliono 15 gg.

  30. Giovanni 20 marzo 2013 at 19:04

    Grazie per la sua risposta,
    volevo precisare che i prodotti in questione sono giocattoli, importati da aziende serie presenti sul mercato da diversi anni, arrivano già con il marchio CE pronti per essere distribuiti sul mercato. Quali sono i tempi di queste procedure ?
    Cordiali Saluti

  31. Renato Carraro 20 marzo 2013 at 14:06

    Salve, tutte le informazioni che Lei mi ha chiesto sono già spigate ampiamente in questo blog, comunque Le rispondo egualmente così risparmia tempo, però una conoscenza più approfondita sull’argomento Le sarebbe molto utile, dato che la Sua non è curiosità ma informazione professionale.
    Che i prodotti abbiano già il marchio CE NON è ovvio dal momento che il produttore cinese non lo può apporre e se lo fa è per due motivi, far credere che va bene e agevolare l’importatore che ha una cosa in meno da fare (applicare il marchio), peccato che spesso stampino il marchio in modo errato.
    Il marchio CE è un obbligo di tutti i soggetti europei quando vendono un prodotto che rientra in una specifica direttiva, quindi dato che la fabbrica è cinese NON può in alcun modo attrezzarsi per “ottenere” una cosa che NON si ottiene, ma si fa. Per raggiungere lo scopo di rispettare la legge, bisogna fare la marcatura CE, cioè una serie di procedure che sono più o meno complesse a seconda del prodotto. Il fatto che altri importatori prima di Lei abbiano già fatto la marcatura CE, cosa di cui dubito fortemente conoscendo il modo in cui i cittadini di questo Paese rispettano le leggi, non modifica di una virgola né il lavoro né il costo per Lei.
    Spero di aver risposto in modo esaustivo alle Sue domande, Le consiglio di scaricarsi la direttiva relativa ai prodotti che a Lei interessano (non ho ancora capito perché molti ne parlano come fosse un segreto di stato e quindi si guardano bene dal dire di che prodotto si tratta, magari sono sigarette elettroniche)
    Cordiali saluti.

  32. Giovanni 20 marzo 2013 at 13:40

    Buongiorno,
    Vi scrivo perchè ho interesse ad importare degli articoli già importati da altre imprese in regioni diverse dalla mia, quindi è ovvio che tali prodotti hanno già un marchio CE, la mia domanda è: il marchio CE è eclusivo degli importatori o è possibile che la fabbrica in Cina si sia attrezzata per ottenere la marchiatura CE ? nel caso sia compito di ogni importatore fare il marchio CE quali passi bisogna fare per raggingere lo scopo ? infine visto che questi articoli sono presenti già sul mercato con il marchio CE nel caso dovessi anch’io come impresa applicarlo, la procedura da eseguire è più economica e più snella a livello burocratico ?

  33. ilaria 31 luglio 2012 at 17:23

    Grazie mille per il prezioso indirizzamento. Saluti, ilaria.

  34. Renato Carraro 31 luglio 2012 at 16:00

    Forse io sono stato chiaro, ma Lei comunque ha capito tutto, unica aggiunta è il fatto che la famosa “autocertificazione” prevede la preparazione del fascicolo tecnico, di cui può trovare informazioni nel blog e che deve essere a disposizione delle autorità su richiesta in caso di controllo.
    Cordiali saluti.

  35. ilaria 31 luglio 2012 at 15:47

    Lei è stato ancora una volta chiarissimo,
    la soluzione potrebbe essere quella di far testare i materiali, (dalla gomma piuma, piuttosto che lo stesso materiale antisoffocamento di cui sono fatti i cuscini e i meterassini per l’infanzia, i fogli di stoffa, etc..) prima della lavorazione e ripetere il test solo a fronte di un cambio fornitura, potendo io entrare nel merito della ‘creazione’ del prodotto, e non invece come Lei ha sottolineato del materiale utilizzato.

    Di nuovo grazie,
    saluti cordiali

  36. Renato Carraro 31 luglio 2012 at 15:20

    Salve, il tutto grazie a Voi, altrimenti il blog sarebbe solo un esercizio autoreferenziale ed anche se il mio ego è smisurato, dopo un pò sarebbe un gioco sterile.
    Anche se può sembrare incredibile, la direttiva sui giocattoli non prevede test di sicurezza obbligatori, quindi non solo nel caso da Lei illustrato, ma in ogni caso si possono commercializzare giocattoli senza testarli.
    Personalmente ritengo che per i giocattoli, soprattutto di grande serie e di tipologie complesse, i test siano sempre molto utili, ed in Italia abbiamo uno degli istituti di eccellenza per le prove sui giocattoli, quindi salvo i casi più semplici, consiglio sempre ai nostri clienti di far eseguire test, perchè solo così si ha la certezza degli elementi presenti ed eventualmente rilasciati dai giocattoli.
    Anche nei casi semplici come il Suo il problema più importante sono i materiali, Lei sottolinea l’assenza di colle, ma cosa conosce degli altri materiali che utilizza.
    Dovrebbe avere la certezza della loro sicurezza e non tossicità, ad esempio la “gomma piuma” cos’è in realtà? Qual’è la sua provenienza, gli elementi costitutivi e le sostanza rilasciate sia gassose che solide?
    Lei può fare la marcatura in proprio, definita erroneamente e comunemente “autocertificazione”, ma quando preparerà l’analisi dei rischi, alla voce “materiali” cosa scriverà?
    Quindi la risposta al Suo quesito è affermativa, ma ricordi che la responsabilità della “non pericolosità” di ciò che commercializza è sempre ed esclusivamente Sua.
    Cordiali saluti

  37. ilaria 31 luglio 2012 at 14:24

    Buongiorno,

    grazie intanto per fare chiarezza su un argometo così complesso. Vorrei farle un domanda sulla commercializzazione di giocattoli artigianali.
    In particolare giocattoli realizzati in feltro e pannolenci con eventuali imbottiture in gomma piuma. Ciascuno realizzato singolarmente, interamente cucito a mano (senza quindi l’uso di colla di alcun tipo), senza l’aggiunta di bottoni o elementi che non siano di stoffa. Volendo commercializzarli, è necessario fare eseguire i test e, se si, su un campione? oppure si può procedere autocertificando la conformità?

    La ringrazio per quanto potrà dirmi.
    saluti

  38. Giuseppe 19 aprile 2012 at 13:07

    La ringrazio

    Cordiali saluti

  39. Renato Carraro 19 aprile 2012 at 11:23

    La dogana si comporta come crede, poi ci sono le leggi che ognuno di noi può chiedere di fare rispettare oppure subire gli abusi.
    I laboratori se Notificati fanno test validi in Europa e possono avere sede ovunque. I laboratori italiani se Notificati possono fare i test che gli importatori richiedono.
    Nel caso l’importatore disponga di un test da laboratorio Notificato è tranquillo.
    Rimane sempre una domanda a cui rispondere, ma la risposta la deve chiedere alla dogana e non a me, dato che l’ho già scritto enne volte, cioè dove sta scritto che i giocattoli devono avere test da Laboratorio Notificato?
    Saluti.

  40. Giuseppe 19 aprile 2012 at 11:10

    Ma infatti la dogana non richiede niente in teoria, ma in pratica blocca i container contenenti i giocattoli importati dalla Cina e in quel momento richiede un documento per il rilascio dei prodotti come garanzia di qualità, il test report appunto!
    Quindi in teoria i laboratori certificatori in Italia di Giocattoli con la nuova direttiva per noi importatori non sono più necessari perché tutti i documenti vengono ( o dovrebbero) essere forniti dai produttori cinesi ?!?

  41. Renato Carraro 19 aprile 2012 at 09:50

    Salve, se Lei mi invia un documento scritto e firmato (da qualcuno) che afferma che per passare la dogana il prodotto ha bisogno di un qualsiasi certificato, io Le risponderò.
    Per ora posso solo aspettare questo documento.
    La saluto cordialmente.

  42. Giuseppe 19 aprile 2012 at 09:37

    Buongiorno
    Magari ho le idee un po’ confuse e vorrei, se possibile, dei chiarimenti in merito a:

    Venendo alle Sue domande: devono accompagnare SEMPRE il prodotto:

    – la dichiarazione di conformità, anche in forma sintetica, perchè il cliente deve sapere quali direttive e norme sono state rispettate dal costruttore.
    – il marchio CE e l’etichetta con i dati di chi immette il prodotto in commercio (residente in Europa)
    – il manuale/istruzioni d’uso in italiano

    Per il secondo e terzo punto non ho domande in merito, ma per quanto riguarda la dichiarazione di conformità del prodotto, come mai, io che sono importatore ho bisogno di mandare i miei articoli ad un ente notificato e quindi spendere ulteriori soldi quando,visto che da quanto ho capito,magari erroneamente, per il rilascio del mio prodotto alla dogana ho bisogno del cosiddetto ”rapporto di prova” per dimostrare che il mio prodotto è conforme alle varie normative UNI sui giocattoli?!?

    Complimenti per il sito e buon lavoro

  43. Renato Carraro 6 marzo 2012 at 20:50

    Quello che Lei riporta é corretto, le direttive distinguono il ruolo di chi produce o importa da quello di chi distribuisce o vende al dettaglio.
    Va sottolineato che nessuno di questi due soggetti appone il proprio nome o marchio sul prodotto.
    Normalmente in caso di prodotti irregolari, le Autorità con le quali collaboriamo continuamente, risalgono al produttore o all’importatore e presso questo applicano le loro decisioni.
    In genere in caso di prodotti non regolari, non chiedono al negoziante o al distributore di produrre il fascicolo tecnico, ma vanno direttamente alla fonte del prodotto.
    Quello che Le hanno riferito e che Lei riporta é comunque corretto.
    La ringrazio per il contributo, che dimostra come le informazioni o le precisazioni possano andare in entrambe i sensi e non solo verso i lettori.
    Saluti.

  44. Raffaele Diotallevi 6 marzo 2012 at 20:33

    Volevo lasciare un feedback per completezza.
    Abbiamo chiesto un parere alla Camera di Commercio che è l’ente preposto alla vigilanza insieme alla guardia di finanza e la risposta è stata che i Negozianti/distributori di giocattoli non sono tenuti a tenere in loco le dichiarazioni di conformità CE, ma devono invece assicurarsi che tutti gli articoli che devono avere la marcatura siano conformi e che riportino le indicazioni necessarie e di sicurezza previste sulla confezione o direttamente sul giocattolo.
    In caso di ispezione la procedura, in caso di necessità di verifica delle dichiarazioni e delle certificazioni necessarie all’ottenimento del CE verranno richieste concedendo il tempo necessario al reperimento di circa una decina di gg., in alternativa verranno richiesti i documenti che attestano l’acquisto (FATTURE) in modo che gli ispettori possano percorrere direttamente il percorso della catena di fornitura fino all’ottenimento di tutta la documentazione.
    Ringrazio per la vostra risposta sicuro che anche il mio contributo sia di interesse.

    Buon lavoro

  45. Renato Carraro 16 febbraio 2012 at 12:32

    Salve, cerchiamo di sfatare una leggenda metropolitana, che come molte o non è mai esistita o è stata strumentalizzata ad arte.
    Il cinesi non sono così stupidi da cercare di imbrogliarci cercando di far passare il CE falso per China Export e ci sono più ragioni a sostegno di questa tesi:
    – i cinesi non sono tenuti e non possono applicare il marchio CE, se lo fanno nel rispetto della legge è solo in nome e per conto dell’importatore, ovvero se mettono il marchio CE deve esserci anche il nome di chi importa in Europa il prodotto.
    – i cinesi non dovendo e non potendo mettere il marchio CE, che interesse avrebbero ad inventare tutta la storia del China Export? Nessuno può chiedere a loro conto di nulla
    – l’obbligo dei cinesi e di qualsiasi altro costruttore fuori Europa è quello di costruire prodotti che rispettino le direttive, perchè è il prodotto che entra in Europa e non il produttore, che tra l’altro non sarà mai perseguibile dalle leggi europee, quindi per quanto li riguarda (loro non il prodotto) se ne possono fregare altamente.
    Vediamo ora chi ha interesse al famoso China Export.
    Se io sono un importatore e non voglio comparire in alcun modo, nè come responsabile del prodotto nè come contribuente fiscale, faccio mettere il marchio CE dal cinese a fianco del suo nome, inoltre lo faccio mettere sbagliato, così se qualcuno mi chiede conto ( che rompiballe questi controllori) dirò che quel CE non significa Conformità Europea ma China Export, per tale motivo è diverso da quello ufficiale, e magari qualcuno (non più tanti) se la beve.
    Dopo il periodo del China Export, in tutte le direttive sta scritto che nessun marchio che assomigli al CE può essere apposto.
    Quindi non sono i cinesi o altri extra europei ad avere interesse a mettere il marchio CE e tantomeno a metterlo sbagliato, attirando così l’attenzione, chi “traffica” con queste cose sono i nostri “onesti concittadini importatori e commercianti” molti per ignoranza e molti per dolo. Molti attaccano solo l’etichetta o solo il marchio, i più cercano di non comparire in alcun documento, cercano cioè di fare arrivare il prodotto dal cinese al consumatore. Altri pensano che facendo una dichiarazione su un modulo scaricato da internet hanno soddisfatto agli obbighi della marcatura, chissà perchè nessuno sbaglia mai facendo cose in più e invece sempre in meno ????
    Venendo alle Sue domande: devono accompagnare SEMPRE il prodotto:
    – la dichiarazione di conformità, anche in forma sintetica, perchè il cliente deve sapere quali direttive e norme sono state rispettate dal costruttore.
    – il marchio CE e l’etichetta con i dati di chi immette il prodotto in commercio (residente in Europa)
    – il manuale/istruzioni d’uso in italiano
    Senza anche uno solo di questi tre documenti il prodotto NON può essere venduto (neppure regalato, prestato, affittato) e l’autorità di controllo compentente (se è realmente competente) può sequestrare il prodotto presso il negozio in cui si trova e poi presso l’importatore.
    Le dichiarazioni di tipo generale e sui fornitori e non sul prodotto singolo, sono baggianate ammesso che esistano e servono solo ad imbrogliare le persone in buona fede o gli stupidi.
    Cordiali saluti.

  46. Raffaele Diotallevi 16 febbraio 2012 at 11:50

    Buongiorno,

    Vi scrivo per chiedere se a fronte dell’apposizione di un’etichetta contraffatta CE (detta comunemente China Export) su alcuni giocattoli presenti in un negozio di giocattoli, il Negoziante è tenuto a mostrare, al momento della richiesta del cliente il documento con la dichiarazione CE e quindi è obbligato a conservare copia in Negozio oppure è sufficiente che ne faccia richiesta al suo fornitore /importatore che la invierà in un secondo momento.
    In altre parole Il NEGOZIANTE a seguito dell’ultima normativa sul giocattolo del 2011 che mi sono letto è obbligato a tenere copia delle dichiarazioni dei prodotti che commercializza in sede ? o è sufficiente una dichiarazione del suo fornitore nel quale si dichiara che tutti i prodotti in generale trattati dal quel fornitore sono marcati CE e rispettano tutte le normative applicabili ?

    Grazie 1000

  47. Renato Carraro 6 settembre 2011 at 09:18

    Buon giorno, per risolvere il Vostro problema avete 2 strade
    1 visitate questo sito in modo approfondito, Vi procurate Direttive e Norme relative ai giocattoli, anche in relazione alle tipologie che Volte importare, le studiate e le mettete in pratica
    2 chiedete ad una società di consulenza di affiancarVi in questo lavoro.

    Come può leggere nella sezione “mission”, il nostro obiettivo con questo blog, è quello di fornire informazioni generali e gratuite a tutti, e consulenza specifica ed a pagamento agli operatori, che con le nostre informazioni possono risolvere i loro problemi.
    Credo che Voi rientriate nel secondo caso, quindi dovreste applicare quanto scritto al punto 1 o 2.
    Cordiali saluti.

  48. Francesco 6 settembre 2011 at 08:55

    Avremo intenzione di importare dalla cina una serie di prodotti a basto costo tutti rientranti nella categoria giocattoli per poi rivenderli all’ingrosso sotto un nuovo marchio aziendale. Come ci comportiamo con la marcatura CE. Quali sono gli obblighi da rispettare e i documenti da redigere. Quali sono le conseguenze ne l caso in cui a seguito di controllo la documentazione in possesso non dovesse andar bene? Grazie.

Leave A Comment