La direttiva PED per i recipienti in pressione.

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La direttiva PED per i recipienti in pressione.

La nostra società esegue la marcatura CE delle apparecchiature in pressione (PED) e fornisce la consulenza per farvi diventare autonomi.

Quante volte abbiamo sentito questa frase: -è scoppiata una bombola-. e come tanti altri luoghi comuni o modi di dire, non l’abbiamo mai analizzata correttamente, presi dalla gravità dell’accaduto e dai danni alle persone ed alle cose.

bombola per il gas

bombola per il gas

Nella realtà le bombole non scoppiano, non sono bombe, sono recipienti a pressione e come tutti i recipienti si possono rompere e questo accade quando la pressione interna supera la resistenza del contenitore.

Quando questo accade si verifica una fuoriuscita del contenuto, che in genere è gas liquefatto, che al contatto dell’aria ed in qualche caso in presenza di scintille, esplode. Questo sì che scoppia! Quindi è il contenuto che scoppia o deflagra, mentre la bombola si può rompere ed al massimo spostarsi, per effetto della reazione alla fuoriuscita violenta del gas contenuto in essa.

Il problema dei danni e del pericolo collegato alla rottura rimane, perciò è necessario che i costruttori di recipienti in pressione, seguano scrupolosamente le normative che riguardano questi contenitori e che ne regolano in modo preciso le caratteristiche ed i limiti operativi.

In particolare la Direttiva PED disciplina tutta l’attività per giungere alla marcatura CE di tutte le apparecchiature che operano con pressioni presenti superiori al 0,5 bar relativi (1,5 assoluti).

La Direttiva PED prevede varie categorie di recipienti in pressione che vanno dal pericolo più basso a quello più alto e da un certo livello in su la marcatura prevede obbligatoriamente l’intervento di un Organismo Notificato.

Le bombole per il gas domestico o da campeggio, che sono quelle più diffuse, vengono collaudate tutte ad una pressione molto più alta di quella di esercizio ed una, presa con una certa frequenza dalla produzione, viene portata a rottura, arrivando a sopportare pressioni impressionanti, quindi è altissimamente improbabile che una bombola per il gas di uso domestico si rompa o “scoppi”, può però succedere che per errore si lasci aperto l’erogatore, con le conseguenze che conosciamo.

bombole per il gas

bombole per il gas

Sono molti altri i recipienti a pressione installati su impianti e macchinari, tutti questi devono essere marcati CE ed, a seconda degli impieghi, debbono anche sottostare a controlli da parte di istituti notificati, cioè ufficialmente riconosciuti, questi attestano la conformità del prodotto tipo, ma spetta al costruttore espletare tutte le pratiche per la marcatura CE, che è l’unica strada per la immissione in commercio.

Quindi state tranquilli a proposito dell’esplosività delle bombole, ma ….. occhio al marchio CE!

La nostra società esegue la marcatura CE e fornisce la consulenza per capire cosa è necessario fare.

Il nostro telefono è 049 8875489.

Potete richiedere informazioni e preventivi gratuiti.  La nostra mail è carraro@marchioce.net

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About the Author:

Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

63 Comments

  1. MAURIZIO 22 luglio 2014 at 08:28

    Non per essere ripetitivo, ma la domanda e’ sempre la stessa:
    chi controlla lo stato di salute della bombola se andiamo a riempirla al distributore di gas per autotrazione?
    E’ vero infatti che una bombola per rompersi deve raggiungere una pressione interna molto elevata, ma parliamo di una bombola in buone condizioni ovvero
    che abbia passato i controlli di corrosione e quant’altro.

  2. Renato Carraro 22 luglio 2014 at 07:42

    Buongiorno, non desidero passare per esperto in gas gpl e contenitori sotto pressione, però per tranquillizzarLa Le voglio fornire alcuni suggerimenti ed informazioni:
    – legga su wikipedia le caratteristiche del gas gpl.
    ricordi che:
    – il gpl è facilmente comprimibile e diventa liquido con solo alcune atmosfere di pressione (3/4).
    – li bombole sono collaudate a 30 atmosfere e si rompono in genere sopra i 100 bar
    – il gpl all’interno della bombola è liquido ed i liquidi non esplodono (nitroglicerina ed esplosivi appositamente realizzati esclusi, ma quelli non ci sono ai distributori di benzina)
    – il gpl allo stato gassoso, cioè quando esce dalla bombola, si deposita a terra quindi non viene neppure respirato ed a quanto apprendo non è neppure tossico, quindi aprendo il gas in casa si rischia l’esplosione dell’appartamento non l’asfissia.
    – il gpl non è come il monossido di carbonio (scarico dello scappamento o da cattiva combustione) quindi in teoria può essere inalato senza problemi, anche se è meglio evitare.
    – il gpl è inodore e la puzza che sentiamo viene aggiunta dal produttore per evitare che non ci accorgiamo delle fuoriuscite con le conseguenze già dette
    – costruire un contenitore aggiuntivo è utile per diminuire le possibilità di urti ed il riscaldamento solare, anche se anche quello è più una fantasia che un pericolo, però questi contenitori aggiuntivi non devono essere ermetici, perchè in caso di perdite creerebbero un ambiente saturo di gas allo stato gassoso, come già detto, questo si pericoloso se innescato o riscaldato.
    Rimane sempre la considerazione già fatta in passato che per pochi euro è meglio utilizzare i servizi “ufficiali” anche se permane il dubbio che in questo caso i divieti siano più ispirati a motivi fiscali che non di sicurezza.
    Infine per gli scossoni ritengo che già la bombola sia sicura da questo punto di vista e certo il pericolo più grande è che si stacchi per qualche ragione e finisca in mezzo alla carreggiata, questa si che è una situazione gravissima, vedi ad esempio i copertoni che si sfaldano dalle ruote dei camion, in questo caso però siccome non ci sono tasse sugli pneumatici rivestiti, nessuno interviene in un settore in cui il risparmio di uno mette a rischio la vita di molti.
    Ecco un classico caso di preconcetto, il gas è pericoloso a prescindere mentre invece i copertoni in mezzo alla strada non ci creano alcun problema, fino a che non li prendiamo noi, oppure il giocattolo con cui il bambino gioca 5 minuti, che giustamente pretendiamo sicuro, mentre il tappeto su cui sta seduto o sdraiato per ore, non ci preoccupa minimamente.
    Non sempre la ragione sta nel posto giusto del nostro corpo.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  3. giancarlo 22 luglio 2014 at 00:26

    buon giorno
    approfitto pure io per avere dei chiarimenti.
    ho sempre viaggiato con bombole da 12 litri (5kg)caricate al distributore e non è mai successo nulla .
    oggi ad una settimana dalla partenza , anche se quest’anno ho costruito due contenitori fissati al carrello del gommone quindi esterni , ho incominciato ad avere dubbi sulla sicurezza al punto che cercando notizie mi sono imbattuto in questo bel dibattito.
    vorrei avere un parere se la mia modifica rispetto agli altri anni è migliorativa oppure peggiorativa considerando che viaggio sempre di notte ( ho forti dubbi sui maggiori scossoni che potrebbero prendere )
    ringrazio tutti anticipatamente e cordiali saluti Carlo

  4. Renato Carraro 1 luglio 2014 at 18:31

    Salve, abbiamo avuto recentemente un interessante dibattito nel merito.
    Certamente la collocazione al sole non è l’ideale, d’altronde non è l’ideale neppure per gli operai che d’estate si occupano delle asfaltature stradali, ma nessuno ha inviato un commento per chiedere se quel lavoro al sole è pericoloso.
    La bombola è all’esterno, quindi una eventuale fuoriuscita di gas non provocherebbe nulla, poi il calore del sole non può fare esplodere la bombola, perchè la pressione all’interno non salirà MAI ai limiti di collaudo, inoltre tenga presente che il gas all’interno della bombola è liquido e non gas, quindi non presenta alcun pericolo.
    Per una eventuale protezione si può usare un foglio di materiale riflettente, tipo il domopac metallico, eviterebbe il mobiletto e non occuperebbe spazio.
    In ogni caso stia tranquillo, il sole non è come una fiamma libera a contatto della bombola.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  5. ivano 30 giugno 2014 at 09:27

    Salve, approfitto della vostra esperienza per una domanda. Ho la bombola (collegata al piano cottura) sul balcone (flessibile sempre cambiato ogni anno, sono molto scrupoloso). La mia domanda è questa: la mattina il sole batte sul balcone, e quindi fino alle 12 circa anche la bombola è al sole. Ci sono pericoli? Non è semplice, per la posizione in cui si trova la bombola, pensare a una protezione o a uno di quei mobiletti che ho visto in alcuni negozi. Grazie per eventuali delucidazioni

  6. Renato Carraro 24 giugno 2014 at 13:38

    Il tempo di 10 anni è lo stesso che tutte le direttive impongono come minimo per la conservazione del fascicolo tecnico. questo dovrebbe far riflettere coloro che ritengono che qualsiasi cosa una volta marcata CE, rimanga tale per un numero indefinito di anni.
    Personalmente ritengo che dopo 10 anni qualsiasi cosa dovrebbe essere sottoposta ad una revisione profonda a carico di chi ce l’ha in gestione, ed in questa interpretazione sono sostenuto anche da quanto da Lei riportato.
    10 anni sono molti per presupporre il mantenimento della sicurezza di un prodotto, infatti in alcuni campi come le auto o come le caldaie, il tempo è stato notevolmente ridotto obbligatoriamente con apposite leggi.
    Ritengo che tutto ciò sia segno di un avanzamento della nostra società e non di inutili imposizioni.
    La ringrazio e La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  7. MAURIZIO 24 giugno 2014 at 13:25

    A titolo informativo:

    LA BOMBOLA DEVE ESSERE COLLAUDATA E SOTTOPOSTA A REVISIONE ( ogni 10 anni )

    L’UTILIZZATORE NON E’ TENUTO AD AVERE NESSUN DOCUMENTO, MA L’USO DI
    BOMBOLE ‘SCADUTE’ LO RENDE RESPONSABILE DELLE CONSEGUENZE CHE
    POTREBBERO DERIVARE DALL’USO DELLE STESSE.

    

  8. Renato Carraro 24 giugno 2014 at 11:32

    Qui entriamo nell’ambito di quelle leggi che non sempre sono fatte per proteggere il cittadino, ma per proteggere il produttore o lo stato.
    Il sistema di alimentazione del fornello del camper dovrebbe essere separato dal bombolone di alimentazione dei motore, quindi se questa separazione non esiste, il distributore deve rifiutare il rifornimento nel rispetto delle legge.
    Dichiarando che i due impianti sono separati, si “supera” il problema, che effettivamente in questo caso è più di tasse che di sicurezza.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  9. Renato Carraro 24 giugno 2014 at 11:28

    Concordo con le osservazioni.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  10. Maurizio "ganazza" 24 giugno 2014 at 11:24

    certo che si, che vi seguirò. Ottimo blog.
    ancora una domanda, certi distributori si rifiutano di effetture rifornimento di gas “gpl” al camper, nonostante sia fornito di regolare certificato omologazione del bombolone, con la scusa che se il gas viene usato per alimentare i fornelli, la legge lo vieta. Questo perchè, è dovuto sempre a un costo minore..

  11. Renato Carraro 24 giugno 2014 at 11:12

    Le leggi e le istruzioni hanno un senso, che ognuno di noi può decidere di non rispettare.
    Le risposte e le spiegazioni vengono fornite in base alle domande ed alle nostre conoscenze, che ovviamente sono limitate.
    Il blog come si vede è aperto anche ai contributi di altri, perchè dalla discussione c’è sempre da imparare.
    Continueremo a fornire e ad ospitare tutti coloro che partecipano, nel rispetto degli altri, come è successo fino ad oggi.
    Spero che ci seguirà anche in futuro, non mi rimane che augurarLe buone vacanze in camper, a prescindere da come effettuerà la ricarica.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  12. MAURIZIO 24 giugno 2014 at 11:09

    L’importante e’ sapere che una bombola ha delle caratteristiche che con il passare del tempo subiscono variazioni piu’ o meno sensibili e i collaudi o revisioni servono appunto per verificarne il buon stato di conservazione.
    Una rivendita seria sa come comportarsi affinche’ non accadano incidenti e mette in circolazione bombole sempre controllate e ” ferma ” e invia al collaudo le bombole scadute o che che presentano segni di cattiva conservazione.
    Questo al distributore non avviene.
    Purtroppo la percentuale di incidenti dovuti a questo comportamento e’ sin troppo significativa.
    Non rispettare le regole significa aumentare il rischio di incidente.

  13. Maurizio "ganazza" 24 giugno 2014 at 10:59

    altrimenti qual’è il senso delle istruzioni e delle leggi?

    lasciamo stare questo argomento, altrimenti andiamo oltre.

    ringrazio per le info, sulla ricarica bombola
    grazie
    Maurizio

  14. Renato Carraro 24 giugno 2014 at 10:47

    La mia posizione mi sembra chiara, non concordo con la monetizzazione della sicurezza, perciò se la scelta si fa per motivi di irreperibilità, ad esempio non si trova un fornitore di bombole, ci può stare anche la ricarica al distributore, se la scelta si basa su una pura e semplice valutazione economica, vale quanto già detto.
    Una cosa sono le discussioni sulle caratteristiche e sulle possibilità di utilizzo, un’altra è discutere sulle scelte di sicurezza, altrimenti qual’è il senso delle istruzioni e delle leggi? Si seguono quando conviene? Ognuno sceglie in base alla propria “sensibilità”.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  15. Renato Carraro 24 giugno 2014 at 10:42

    Salve, ancora una volta concordo con quello che afferma Lei e soprattutto con il fatto che una cosa è una disquisizione teorica ed un’altra il comportamento corretto.
    Se il motivo del riempimento al distributore non è la difficoltà di approvvigionamento, ma il risparmio economico, non trovo alcuna giustificazione in questo comportamento.
    Acquistare un camper e gestirlo, e poi risparmiare sulla ricarica del gas è come richiedere alla Porsche di fare dei motori diesel o a metano.
    Ritengo che la sicurezza venga prima del risparmio e se proprio non trovo una rivendita di bombole, posso riempirla a distributore, ma come soluzione estrema.
    Nel merito delle pressioni di collaudo, quella di rottura normalmente supera le 120 bar, ma può andare oltre, se confrontiamo sia i 30 che i 120 bar con la pressione di riempimento utilizzata dai produttori e dal distributore, vediamo che siamo in ambiti ben diversi e che tali pressioni si possono generare all’interno della bombola solo creando situazioni estreme, come quelle già indicate.
    La ringrazio per il contributo fornito.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  16. Maurizio "ganazza" 24 giugno 2014 at 10:23

    ma mi scusi non capisco,
    prima che non sapeva per quale motivo ricaricavo la bombola, nessun rischio.
    adesso mi viene a dire il riscio 0 si ha solo utilizzando i prodotti nel rispetto delle leggi ecc.ecc.
    Distinti saluti
    Maurizio

  17. MAURIZIO 24 giugno 2014 at 10:19

    Pressione di collaudo normalmente 30 bar.
    Pressione di rottura viene effettuata a campione su ogni lotto e stampigliata sulle bombole con prova idraulica ma non ho dati precisi.

    @” Ganazza”” ho piu’ gas dentro la bombola “…
    Sig Maurizio, si fidi, per pochi euro lei rischia molto.
    Per chi avesse voglia di leggere qui si trovano dati molto interessanti soprattutto riguardo ai volumi di gas e alle variazioni con il variare la temperatura:

    http://www.vigilfuoco.it/allegati/convegni/1/suriano.pdf

    Resta poi una domanda : Chi controlla la bombola
    quando la si porta a riempire al distributore auto ?….
    Buona giornata
    Maurizio Crescentini

  18. Renato Carraro 24 giugno 2014 at 10:08

    Il rischio 0 si ha solo utilizzando i prodotti nel rispetto delle leggi e delle istruzioni d’uso, se poi ci sono altre considerazioni che fanno fare altre scelte, ognuno deve sapere quali responsabilità si assume.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  19. Maurizio "ganazza" 24 giugno 2014 at 09:58

    concordo al 101% sulle sue opinioni.
    a me interessa che non si rischi nulla “o quasi” nel riempire uno bombola al 100%
    grazie

  20. Renato Carraro 24 giugno 2014 at 09:46

    Per la stessa ragione per la quale corre a 200/250 km/h in autostrada, oppure getta i rifiuti nei fossi anziché portarli al centro di raccolta.
    Ho una opinione personale su questo tipo di comportamento, ma non credo sia interessante esporla per gli scopi di questo blog, che si occupa di marcatura CE e di sicurezza dei prodotti, giudicare ciò che fanno gli altri non rientra tra questi.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  21. Maurizio "ganazza" 24 giugno 2014 at 09:29

    ok,
    ma all’ora secondo Lei per quale motivo uno riempe la bombola dal benzinaio ?

  22. Renato Carraro 24 giugno 2014 at 09:22

    Non condivido entrambe le motivazioni, che a questo punto mi portano a sostenere in pieno la posizione del Sig. Crescentini.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  23. Maurizio "ganazza" 24 giugno 2014 at 09:19

    essendo genovese 🙂
    riempo la bombola dal distributore per due motivi:
    1) risparmio olre il 50%
    2) ho piu gas dentro la bombola

  24. Renato Carraro 24 giugno 2014 at 09:13

    Tutti i prodotti sono progettati e costruiti, almeno in Europa dove ci sono i controlli, tenendo conto anche di un possibile uso improprio, quindi hanno dei margini di sicurezza molto elevati.
    Ad esempio un gancio per sollevamento di 100 kg, è stato progettato per portarne senza alcun problema 600 e si romperà non prima di 4.000.
    Questo non significa che possiamo usarlo oltre il 100 kg e noi dobbiamo seguire le istruzioni corrette, perchè solo seguendo queste siamo in un regime di utilizzo previsto dal produttore e potremo eventualmente contestare il prodotto.
    Lo stesso ragionamento vale per la Sua bombola, i cui dispositivi sono tarati sulla pressione di esercizio con cui viene “imbottigliato” il gas liquido.
    Mi consenta una domanda: la bombola che Lei utilizza nel camper è di quelle normali da campeggio? Se si, per quale ragione non consegna il vuoto e ritira il pieno? In questo modo eviterebbe qualsiasi preoccupazione.
    Cordiali saluti.
    ing. Carraro

  25. Renato Carraro 24 giugno 2014 at 08:57

    Naturalmente, è pericoloso anche accendere il gas di cucina ed anche centinaia di altre cose che facciamo tutti i giorni.
    Percentualmente è molto più rischioso lasciare aperto il gas di cucina e per tale ragione oggi i moderni fornelli hanno un sensore che chiude il gas quando la fiamma si spegne, fino a vent’anni fa non c’era, anche questo è merito dell’Europa, tanto denigrata per altre ragioni.
    Lo stesso vale per il tubo in gomma del gas, a proposito quando lo avete sostituito l’ultima volta? Sul tubo è stampata la scadenza, ma purtroppo siccome i tubi durano molto di più, quasi mai ci preoccupiamo di sostituirli quando scadono.
    L’accendino può diventare pericoloso, come la bombola, se lasciato vicino ad una fiamma, però ritengo che sia molto difficile morire per l’eventuale scoppio dell’accendino,
    Credo sia il caso di introdurre la definizione di rischio per dare una spiegazione a questa nostra interessante discussione.
    Il rischio è il prodotto di due fattori R= G x P dove G è la Gravità del danno in caso di incidente e P è la Probabilità totale che l’incidente accada.
    P a sua volta deriva da tre fattori distinti, cioè la Probabilità che l’evento si verifichi, Evitabilità che l’evento si verifichi, Frequenza di esposizione.
    Valutando queste quattro grandezze per ogni pericolo possibile, si comprende quanto sia pericoloso un prodotto o una situazione e si prendono le precauzioni necessarie.
    Facciamo due esempi: accendino esposto al sole ed accendino posto vicino ad una fiamma.
    Nel primo caso la superficie esterna potrà arrivare a 50/60 gradi a seconda del colore dell’accendino ed a quella temperatura non accade nulla, perchè questa temperatura non crea una situazione di pericolo.
    Nel secondo caso la fiamma può portare l’accendino a centinaia di gradi e possono succedere varie cose, o si cola il contenitore oppure sale la pressione che fa esplodere il gas all’interno. In questo secondo caso comunque la gravità del danno non sarà mai la massima, perchè questa esplosione non può essere letale, come invece potrebbe esserlo quella di una bombola da 10 o da 25 kg, perchè nel caso della bombola a parità di altri fattori, cambia G cioè la gravità del danno.
    Spero che la spiegazione si chiara ed utile, il mio obiettivo è quello di fare in modo che le persone comprendano le cose ed agiscano di conseguenza e NON quello di far fare ciò che dico io, perchè io so cosa è giusto e cosa è sbagliato.
    Quando una persona conosce bene la situazione può decidere come comportarsi ed assumersi rischi e responsabilità.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  26. Maurizio "ganazza" 24 giugno 2014 at 08:40

    ancora una curiosità, caricando sempre la bombola da 10 kg dal distibutore “piena”
    una volta che la collego al regolatore del gas, questo può subire dei danni causa la pressione che gli arriva più alta, di una normale bombola ?

  27. Renato Carraro 24 giugno 2014 at 08:13

    Pubblichiamo con piacere il link inviato dal Sig. Crescentini su un “decalogo” (però solo di 4 punti, meglio dire avvertenze di sicurezza) per l’uso delle bombole.
    Contiene le indicazioni già citate da lui e da noi, e concordiamo sul contenuto, anche se non è spiegato per quale ragione una bombola riempita al 100% può scoppiare.
    Sono invece corrette tutte le altre avvertenze, ma non troviamo alcun riferimento all’esposizione al sole, e ad altri pericoli relativi al trasporto indicati dal Sig. Crescentini.
    Ribadiamo che un conto è fornire informazioni utili sulla sicurezza dei prodotti e della loro gestione ed un conto è dare informazioni non chiare per aumentare l’allerta.
    I richiami a pericoli inesistenti o remoti, può portare a risultati opposti.
    Come si vede nel commento successivo il Sig. Ganazza ora si pone il problema della pericolosità del riempimento dell’accendino.
    Quando avremo i dati sulle pressioni di collaudo di tutte le bombole e sulla pressione a cui si arriva per rompere una bombola campione, scopriremo quanto “facile” o “difficile” sia far scoppiare una bombola.
    Ribadisco che la pericolosità del gas sta nella sua capacità di saturare in forma gassosa, un ambiente e successivamente deflagrare a fronte di una scintilla.
    Ci sono anche gas che possono deflagrare anche senza innesco, alla pressione atmosferica, ma giustamente questi non vengono messi a disposizione del pubblico e li possono usare solo operatori esperti e con impianti sottoposti a severi controlli periodici.
    Un tempo le bombole di acetilene erano in libera vendita e non esistevano sistemi sicuri di espansione, ed in quei tempi gli incidenti erano frequenti.
    Nei tempi moderni non ricordo una sola cronaca che riporti incidenti domestici o paradomestici, per scoppio di acetilene, neppure i ragazzi la usano più per i loro “giochi” pericolosissimi, ma i ragazzi di una volta erano un pò diversi da quelli di oggi.
    Usare le cose che abbiamo a disposizione quotidianamente richiede sempre attenzione, precauzione e rispetto delle indicazioni, che devono però anch’esse essere corrette.
    Dire che un coltello può tagliare sempre, potrebbe portare alla conclusione che non lo si deve mai usare, ma questo non impedirà l’uso del coltello, ma faciliterà un suo uso scorretto, perchè nessuno da retta alle indicazioni poco praticabili.
    Quanti di Voi hanno letto il libretto di istruzioni della loro auto? Esso è fatto molto bene e protegge il produttore di auto da future responsabilità, ma di fatto impedirebbe l’uso dell’auto, perchè ogni volta che ci si sale si dovrebbe fare un controllo completo.
    A mio avviso i manuali per auto, pur essendo obbligatori e fatti benissimo, fatti così sono inutili, perchè non vengono letti, sarebbe molto più utile oltre a quel manuale, fornire un piccolo fascicolo con le cose fondamentali da controllare, per una guida sicura ed indicare che sul manuale principale si possono trovare tutte le istruzioni per la corretta gestione dell’auto.
    Ritengo che le intenzioni del Sig. Crescentini siano corrette e puntino a fornire indicazioni, per prevenire incidenti da uso scorretto delle bombole, non condivido la logica di indicare pericoli irrisori per avvalorare queste indicazioni, quindi in questo blog e nella mia attività di consulenza, fornirò indicazioni che possano essere messe in pratica senza aggiungere inutili allarmismi.
    Saluti a tutti.
    ing. Carraro

  28. Maurizio -io ricarico- 24 giugno 2014 at 07:09

    Quindi è anche pericoloso riempire gli accendini ?

  29. Maurizio 24 giugno 2014 at 07:08

    Quindi è anche pericoloso riempire gli accendini ?

  30. MAURIZIO 23 giugno 2014 at 20:38

    http://www.sodigas.com/pdf/scheda_tecnica_decalogo_bomoble_gpl.pdf

    In questo link semplici informazioni sulla sicurezza e sul corretto riempimento delle bombole.
    Domani vedro’ di pubblicare dati precisi sulla pressione di esercizio e sulla pressione di rottura

  31. Renato Carraro 23 giugno 2014 at 17:40

    Non entro nel merito delle questioni specifiche, concordo assolutamente sul fai da Te, non si fa MAI!!!! a meno che non si tratti di hobby che non comportino rischi e comunque si disponga di tanto tempo da perdere.
    Il fai da Te va bene, se uno rischia solo lui e preferibilmente se non rischia nulla. Maneggiare gas, elettricità, fonti di calore, recipienti in pressione, sono tutte cose da lasciare fare agli esperti, concordo pienamente con il Sig. Maurizio.
    Sulla pericolosità della bombola riempita all’80 o al 100 %, rimaniamo in disaccordo, però anche questo fa parte del confronto tra persone civili, potremmo addentrarci più in dettaglio sulla questione, ma forse annoieremmo chi ci legge, vorrei solo sapere qual’è la pressione standard di collaudo di queste bombole e la pressione alla quale un campione random viene portato a rottura, certamente il Sig. Maurizio ci saprà fornire queste utili informazioni. Grazie.
    Cordiali saluti.
    ing. Carraro

  32. MAURIZIO 23 giugno 2014 at 17:31

    Non concordo con il sig Carraro e cerco di fare chiarezza:

    In una bombola comunemente definita da kg 10 non e’ che ci stiano al massimo 10Kg di gas liquido, ma significa che non va caricata oltre i 10 kg.(80% della capacita’ reale della bombola).
    Una bombola caricata correttamente puo’ stare in tutta tranquillita’ ai raggi solari.
    Un bombola caricata al di sopra delle sua caratteristica diventa assolutamente estremamente pericolosa se esposta ai raggi solari.
    Da coscienzoso installatore ( patentino gpl ) consiglio vivamente di affidarsi a fonti di approvvigionamento qualificate e serie.
    Niente travasi fai da te e niente riempimenti al distributore e dormite tranquilli !

  33. Renato Carraro 23 giugno 2014 at 17:05

    Pubblico ancora una volta i commenti del sig. Crescentini, con cui concordo relativamente all’esposizione dei contenitori di gas alle fonti di calore ed alla fiamma, cosa che avevo indicato nella prima risposta.
    Ritengo che affermare che l’esposizione al sole di una bombola causi grossi guai, sia priva di fondamento, in quanto pur essendo una prassi da evitare per buona norma (vedi precedente risposta), paragonare la temperatura raggiungibile da un contenitore esposto al sole, con la temperatura raggiungibile vicino ad una fiamma, significa semplicemente non conoscere le temperature in gioco e quindi fare degli inutili allarmismi.
    Se fosse vero che esponendo una bombola al sole si creano problemi di esplosione, semplicemente le bombole non sarebbero poste in vendita, perchè non si può certo fare affidamento sulla gestione del singolo, per non mettere a repentaglio la vita degli altri.
    Uno degli ultimi episodi di bombola scoppiata si è verificato ad una fiera, dove la bombola di un chiosco era stata posta in prossimità della fiamma libera di un fornello che aveva reso incandescente il metallo della bombola.
    Bombole al sole non sono mai scoppiate e nei depositi non sono sempre all’ombra, così come non lo sono sui camion dei trasportatori.
    Usare le precauzioni è corretto, fornire informazioni allarmanti e prive di significato, non è utile a nessuno.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  34. Renato Carraro 23 giugno 2014 at 16:50

    Pubblico, la risposta del sig. Maurizio all’altro sig. Maurizio (non credo siano la stessa persona), perchè mi fa piacere che le risposte arrivino anche da altri, noi non abbiamo il monopolio delle risposte e neppure siamo depositari della verità.
    Mi limito a fare una semplice aggiunta, quando il gas viene inserito nella bombola, non è allo stato gassoso, ma allo stato liquido, quindi non ulteriormente comprimibile, quindi 10 kg di gpl occupano sempre lo stesso spazio e dove ce ne stanno 10 non ce ne possono stare 12 o 15, quindi sarebbe come dire che è necessario pesare una bottiglia da un litro d’acqua per verificare che non sia riempita con più di un litro d’acqua.
    In una bombola da 10 kg di gas liquido ci stanno esattamente 10 kg di gas liquido, ed una volta raggiunto lo stato liquido il gas rimane così anche se lo si comprime di più.
    Inoltre la bombola è sempre potenzialmente più pericolosa quando c’è poco gas, piuttosto che quando è riempita, perchè quando è piena non c’è possibilità che una parte di gas espanda e ritorni allo stato gassoso.
    Spero che la spiegazione risulti chiara.
    Saluti a tutti.
    ing. Carraro

  35. MAURIZIO 23 giugno 2014 at 16:47

    Da quanto si evince, se elminiamo il cuscinetto gassoso riempendo al 100% la bombola un aumento di temperatura ( esposizione ai raggi solari o un baule di una macchina al sole ecc) causera’ inevitabilmente grossi guai.

  36. MAURIZIO 23 giugno 2014 at 16:43

    Da leggere:

    1.3 BLEVE
    Un tipo di esplosione molto pericoloso è il
    cosiddetto BLEVE (Boiling Liquid Expanding
    Vapour Explosion). Questo pericolo
    deve essere preso in dovuta considerazione
    dal punto di vista della sicurezza
    nello stoccaggio di gas liquefatti infiammabili
    in recipienti a pressione che si trovano
    nei centri abitati e nelle zone industriali.
    Il prossimo esperimento illustrerà quanto
    detto.
    ✪ Esperimento: scoppio ed esplosione
    di un recipiente
    In un recipiente contenente gas liquefatto
    (GPL, propano, butano) una parte del gas
    si presenta in forma liquefatta e un’altra in
    forma gassosa (cfr. le due fasi dei GPL, figura
    2). Se il recipiente è esposto ad una
    fonte di calore, ad es. un fuoco nelle immediate
    vicinanze, la pressione al suo interno
    sale con l’aumentare della temperatura.
    Cresce anche la densità di vapore, mentre
    diminuisce la densità in fase liquida, poiché
    il liquido si espande con l’aumentare della
    temperatura. Se la temperatura continua a
    salire, il gas raggiunge il punto in cui entrambe
    le densità hanno lo stesso valore
    (= temperatura critica). Questo fenomeno
    fa sì che il volume si dilati notevolmente
    e che venga superata di molto la pressione
    di rottura del recipiente.
    Lo scoppio di una cisterna può proiettare
    frammenti anche a centinaia di metri. Il
    gas rilasciato istantaneamente si incendia
    formando un enorme fireball (o sfera di
    fuoco), il cui irraggiamento termico può
    causare ustioni molto gravi anche a persone
    distanti dall’incendio

  37. MAURIZIO 23 giugno 2014 at 16:36

    *Buongiorno,
    quindi se mi faccio riempire “piena” una bombola gpl dal distridutore, ora che è estate, e poi la metto dentro il portabombole del mio camper posso stare traquillo ?.
    grazie*

    Se la fa riempire ” piena ” non puo’ stare tranquillo.
    Se vuole stare tranquillo controlli con la bilancia che i kg di prodotto non siano superiori
    alle caratteristiche della bombola ( bombola da 10 kg deve contenere al max 10 kg di gpl.

  38. Renato Carraro 23 giugno 2014 at 16:13

    Salve, stia pure tranquillo, a meno che non metta la bombola a riscaldare sopra il fuoco e ce la lasci fino a che l’acciaio diventa rosso, ritengo che pericolo di esplosione non ce ne siano.
    Il gas esplode allo stato gassoso, non allo stato liquido, quindi ciò che è veramente pericolosa è la fuga di gas con saturazione dell’ambiente in cui si espande, non la bombola.
    Usi tranquillamente la bombola in campeggio, magari eviti di esporla al sole, ma sopratutto la tenga lontana dalle fiamme.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  39. maurizio 23 giugno 2014 at 15:23

    Buongiorno,
    quindi se mi faccio riempire “piena” una bombola gpl dal distridutore, ora che è estate, e poi la metto dentro il portabombole del mio camper posso stare traquillo ?.
    grazie

  40. Maurizio 24 gennaio 2014 at 16:13

    Morale della favola evitare travasi fai da te e riempimenti al distributore !!

  41. Renato Carraro 24 gennaio 2014 at 16:04

    Sicuramente sono tutte situazioni molto pericolose e per tale ragione i produttori dovrebbero sempre fornire istruzione adeguate, che poi dovrebbero essere rispettate dagli utilizzatori. Purtroppo spesso non si verifica nè l’una nè l’altra condizione.
    Grazie ancora e cordiali saluti.
    Ing. Carraro

  42. Maurizio 24 gennaio 2014 at 15:40

    Vero verissimo !
    Mi soffermo un attimo su un altra situazione di estrem pericolosita’, ovvero le bombole da campeggio con valvolina di sicurezza incorporata nella valvola.
    Un riempimento fai da te, ovvero un eccesso di gpl nella bombola, sempre con un aumento di temperatura puo’ provocare l’apertura della valvolina di sovrapressione con fuoriuscita del gas….
    Supponiamo chee la bombolina venga trasportata in auto, furgone,camper ecc e subisca uno sbalzo termico sino all’apertura della valvolina e immaginiamo cosa possa succedere…

  43. Renato Carraro 24 gennaio 2014 at 14:50

    Salve, quello che dice è corretto e per completezza occorre aggiungere che il limite di riempimento dell’80% è fissato in relazione alla possibilità che la temperatura interna del serbatoio possa arrivare a 120 gradi centigradi.
    Tutto il nostro ragionamento si basa su una precisa legge della fisica (Boyle) che dice che temperatura e pressione in un gas richiuso in un contenitore sono direttamente proporzionali, ovvero se raddoppia la temperatura, raddoppia la pressione.
    Quindi se il limite di sicurezza previsto è 120 gradi, a 60 gradi la pressione sarà metà di quella limite prevista (sempre in sicurezza) ed a 30 gradi sarà un quarto.
    Nelle auto si prevede di arrivare al limite di 120 gradi in casi eccezionali, ma un’esposizione ai raggi solari, in quali condizione può portare una bombola a 120 gradi? Comunque anche a 120 siamo ancora in sicurezza con un recipiente non pieno ed il grado di sicurezza previsto in progettazione di serbatoi in pressione va ben oltre il 4, il che significa che il serbatoio potrà sopportare senza problemi 4 volte le sollecitazioni massime previste (ritengo però molto di più), quindi più che i raggi solari (non ci sono notizie di bombole esplose nei camping o all’aperto) sono pericolose le fonti di calore artificiali create dall’uomo, queste si che provocano le esplosioni, perché una fiamma libera raggiunge senza problemi le centinaia di gradi.
    Le mie precisazione, non vogliono essere, né in contrasto, né in polemica con quanto Lei afferma, anzi sono in perfetta sintonia,però per evitare le critiche dei soliti faciloni, spesso cretini, è necessario fornire informazioni di sicurezza che facciano comprendere alle persone le cause del pericolo e la loro vera natura e dimensione, mentre se ci limitiamo a dire “non fate questo perché è pericoloso” rischiamo di ottenere l’effetto opposto.
    La ringrazio nuovamente, perché insieme abbiamo chiarito un aspetto quotidiano e molto importante della nostra sicurezza domestica e spero di rileggerLa ancora tra noi.
    Cordiali saluti.
    Ing. Carraro

  44. Maurizio 23 gennaio 2014 at 21:34

    Pienamente daccordo con quanto lei scrive e se ci fa caso
    io parlo dei rischi dovuti a un riempimento superiore all’80%
    della capacita’ di una bombola in relazione alla sollecitazione esterna della temperatura( es bombola troppo piena lasciata sotto i raggi del sole.
    Chiaro che non e’ il gpl che icendiandosi fa esplodere la bombola,( non sarebbe proprio possibile il suo incendiarsi in mancanza di comburente e di innesco )ma l’aumento di pressione del gas liquido con l’elevarsi della tenmperatura sara’ certamente responsabile della rottura del metallo con conseguente fuoriuscita di liquido altamente infiammabile.

  45. Renato Carraro 23 gennaio 2014 at 17:20

    Salve, pubblico con piacere il Suo commento, perchè ne condivido in pieno lo spirito ed il messaggio, queste operazioni dovrebbero essere fatte con metodi sicuri e da personale esperto. Mi ritornano a mente situazioni di qualche decennio fa, quando anch’io facevo un’operazione simile rifornendo l’auto con il gas delle bombole, allora era incoscienza giovanile, forse ora i motivi di queste operazioni sono altri e più drammatici.
    Nel merito tecnico di quello che Lei afferma esprimo però qualche riserva, Lei conosce la pressione di collaudo di ogni singola bombola? Conosce il metodo con cui vengono eseguiti i test a campione? Le bombole per uso domestico non scoppiano, semplicemente perchè ciò non è possibile, ciò che invece scoppia o meglio deflagra è il gas che per qualche ragione fuoriesce e satura un ambiente chiuso. Una perdita di gas all’aperto non è drammatica e può non avere conseguenze se non limitate.
    Con la pressione presente nell’erogatore del distributore è impossibile fare esplodere una bombola per gas domestico ed in ogni caso la ipotetica rottura del contenitore non provoca nessuna esplosione, ma la semplice fuoriuscita di gas, con conseguenze meccaniche non esplosive, ovvero un movimento di reazione del contenitore nel senso inverso a quello dell’uscita del gas.
    Il Suo ragionamento sarebbe corretto se il gas fosse acetilene che deflagra a pressione ambiente, mentre il gpl o il metano non lo fanno, sono stabili a pressione ambiente, altrimenti scoppierebbero tutti i nostri fornelli.
    Recenti episodi successi nei mercati, sono dipesi dal fatto che la bombola è stata surriscaldata dall’esterno (ecco un buon metodo per farla esplodere aumenta la temperatura e quindi la pressione fino a superare quella sopportabile), ma di suo non potrà succedere a temperatura ambiente, vale lo stesso discorso che per la benzina, in un fusto di benzina si può spegnere una sigaretta (meglio non fare esperimenti di questo genere) mentre per incendiare i vapori di benzina basta poco, pochissimo, una semplice scintilla.
    Quindi chiariamo che è il gas ad essere pericoloso, così come i vapori di benzina, e non la bombola, ma la pericolosità non è minore se la bombola non scoppia, anzi, dalla bombola continuerà ad uscire gas che alimenterà le fiamme ed ulteriori esplosioni.
    Apprezzo perciò il Suo invito ad evitare il fai da Te, quando da questo ne può venire un pericolo mortale per sè e per gli altri, se è necessario risparmiare, meglio farlo su altre cose, molte delle quali sono superflue, forse il cellulare costa più del gas per cucinare.
    La ringrazio per il contributo e La saluto cordialmente.
    Ing. Carraro

  46. MAURIZIO 23 gennaio 2014 at 16:52

    Quando si fa il pieno di gol al distributore entra in funzione un dispositivo della bombola dell’auto che non permette il ripempimento al di sopra dell’80 % della sua capacita’.
    Se riempiamo una bombola per uso domestico al distributore ( non e’ consentito ma lo fanno )il dispositivo non esiste e il riempimento avviene ad ” occhio “.
    Ne va che se si riempie la bombola al 100% il rischio di rottura del contenitore a temperature elevate e’ enorme.

  47. Renato Carraro 23 marzo 2013 at 11:01

    Concordo con il senso del Suo discorso in tutto, mi dissocio su due punti:
    1 se ci sono delle regole, anche se non ci piacciono, si devono rispettare, poi in altra sede si protesta, se quando facevo illegalmente il pieno sulla mia auto, mi fossi fatto male, la colpa non sarebbe stata dello stato, perchè mi aveva indotto ad eludere una tassa. Io ero colpevole sia di infrangere la legge, sia di farmi del male e magari farne ad altri.
    2 lo so che lo stato ed il governo sono due cose diverse, e penso lo sappiano anche i lettori del blog, ma è il governo ( i vari succedutisi ed eletti dalla maggioranza degli italiani, anche se in modo indiretto ) a fare le leggi dello stato. La legge sul fumo l’ha fatta il governo, cosí come quella sull’IMU e tutte le altre, poi lo stato le fa rispettare. Quindi direi che distinguere le due cose, seppur corretto, è un esercizio grammaticale piú che di sostanza, infatti se c’é una cosa costante nel nostro Paese é la qualità degli eletti, la qualità delle leggi che approvano, la qualità dello stato che ne risulta, infine la qualità della maggioranza di questo popolo, sempre desideroso di un sire da servire, che sia un Paperon della TV, un fanatico visionario, un demente secessionista, un nostalgico idealista non importa, l’importante è che sia SIRE perché e nel nostro DNA nascere e vivere da servi.
    Ci basta che ognuno di noi abbia la sua piccola fetta di libertà, non di vivere libero, ma di farsi i c…. suoi, scusi l’espressione, ma non ne trovavo una diversa.
    Combattiamo contro le leggi che tassano le cose in modo diversificato, ma finché queste sono le leggi, rispettiamole e contemporaneamente gridiamo la nostra protesta.
    Protestare infrangendo le leggi che non ci convengono, ad esempio non pagando le tasse e poi starsene nascosti e zitti é prassi comune, ma é prassi che non pratico e non rispetto.
    Grazie per il Suo contributo e cordiali saluti.

  48. Luca Comolli 23 marzo 2013 at 07:20

    Egregio, se ho tirato in ballo lo stato non è certo perchè un suo “suddito” a riempito la bombola oltre alla sua capacità , questo fa parte della infinita stupidita umana, ma piuttosto perchè lo stato vieta di fatto utilizzare il GPL per autotrazione per altri usi quali ad esempio il riscaldamento non perchè ci sia un motivo tecnico che sconsiglia la pratica ma perchè essendoci accise diverse vi è un qualche danno erariale per le casse statali.
    Quindi se sul negozio furgonato che è esploso con i relativi tre morti, si fosse potuto non solo montare un serbatoio da GPL come quelli delle auto (dotato di due valvole di sicurezza, di cui una termica che in caso di calore eccessivo o incendio e quindi di sovrapressione fa fuoriuscire parzialmente il gas in eccesso) ma si fosse potuto anche rifornire legalmente di GPL presso i distributori stradali si sarebbe risparmiato un sacco di noie come ad esempio movimentare a mano su e giù dal furgone le tre bombole e di certo non ci sarebbero tre persone al camposanto.

    Lo stato ed il governo NON sono a mia immagine, l’amministrazione dello stato in Italia è irresponsabile ed inefficiente, maschera molto spesso la sua generale inettitudine con norme farraginose e poco chiare il che gli consente di applicare un potere discrezionale che cosi si arroga.
    Potrei farle diversi esempi concreti e verificabili che hanno dell’incredibile come ad esempio le circolari interne (cioè non diffuse al pubblico) di alcuni uffici che “interpretano” le norme oppore potremmo parlare di una pratica sotto gli occhi di tutti quella di mettere limiti di velocità sulle strade molto bassi non perchè tecnicamente necessari ma perchè in questo modo l’utente è sempre in difetto e gli eventuali errori di progetto del tracciato stradale o la sua manutenzione approssimativa da parte degli organi competenti sono esclusi.
    Faccia un esperimento: provi a rispettare se ne ha il coraggio il limite in vigore su qualsiasi rampa di uscita italiana di una autostrada, tangenziale o superstada che è salvo rarissimi casi di 40 km/H e capirà cosa intendo ma la avverto , un Tir rumeno infuriato a pochi centimetri dal paraurti è da sudori freddi !

  49. Renato Carraro 22 marzo 2013 at 18:28

    Salve, mi pare anche leggendo ciò che scrive Lei, che sia fuori luogo tirare in ballo lo stato ” se uno riempie la bombola oltre cioè l’80% della sua capacità ” primo, perché non mi risulta che farsi il pieno di gas da soli sia lecito e secondo, perché se uno sbaglia non credo sia colpa dello Stato. Lo Stato è certamente responsabile di molti morti, ma di questi 3 non mi pare proprio, perché è così i vedere la verità?
    Non sono un sostenitore di questo Stato, e credo che potremmo andare avanti ore trovando cose che lo Stato fa contro gli interessi dei cittadini, ma se lo si tira in ballo anche quando le cose sono chiare e gli errori hanno una precisa paternità, allora anche le critiche fondate perdono credibilità.
    Continuando a predicare ” piove, governo ladro ” siamo arrivati fino a qui e non mi pare che i risultati siano brillanti.
    Il giorno in cui ci convinceremo che lo Stato ed il governo sono esattamente la nostra immagine, forse qualcuno (la maggioranza) proporrà di rompere lo specchio, io preferisco cambiare chi ci sta davanti (allo specchio).
    Cordiali saluti e grazie.

  50. Luca Comolli 22 marzo 2013 at 16:18

    Salve,
    tutto vero peccato però che se uno riempie la bombola oltre cioè l’80% della sua capacità e magari la “fà” bella piena cosi “dura di più” succede come accaduto di recente con l’esplosione del negozio furgonato al mercato , tre morti.
    Da notare che invece i serbatoi del Gpl per autotrazione sono estremamente sicuri e nulla bieta di installarli anche su mezzi quali camper o negozi furgonati , senza neppure dover fare il collaudo . Peccato che poi tali serbatoi non si potrebbero riempire con GPL per autotrazione utilizzato per riscaldare o cuocere cibi.
    In Italia il GPL o butano ha infatti tre prezzi ben diversi e con accise molto diverse se impiegato per autotrazione, riscaldamento, oppure cucina cioè tramite le bombole coem quelle che sono esplose a causa di sovrapressionee calore eccessivo. Il risultato ?
    Altri tre morti per colpa di uno stato farraginoso e poco pragmatico

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