Batterie, l’energia in tasca

Batterie, l’energia in tasca

La nostra società esegue la marcatura CE delle batterie e fornisce la consulenza per farvi diventare autonomi.

batteria

Le batterie, cioè un insieme di pile costruite impacchettando alternativamente materiali in grado di produrre una differenza di potenziale, sono uno dei tanti componenti che usiamo tutti i giorni e dei quali ignoriamo quasi tutto e sottovalutiamo l’importanza e la pericolosità.

Un’infinità di apparecchiature, utilissime ed assolutamente inutili, riempiono la nostra vita funzionando con le batterie, non vogliamo fare noi l’elenco, ma girare a Voi quest’onere, Vi suggeriamo di cominciare dal mattino presto, quando suona la sveglia, che ormai non ha più il tic tac della meccanica, ma il silenzio assoluto della batteria.

Poi proseguite pure, ma non dimenticate il telecomando dell’auto, l’auto stessa , “accidenti stamattina la batteria è scarica e devo chiamare l’elettrauto” e via andare.

Le batterie sono ovunque e purtroppo, noi le gettiamo ovunque, se non siamo così bravi da raccoglierle separatamente e riporle negli appositi contenitori, sempre troppo pochi e sempre nascosti, li troviamo sempre quando non servono. Una buona norma è quella di portarle nel negozio dove acquistiamo quelle nuove.

Le batterie devono  essere marcate CE, ma devono riportare anche le informazioni indicate dalla specifica direttiva su questo prodotto.

La nostra società esegue la marcatura CE e fornisce la consulenza per capire cosa è necessario fare.

Il nostro telefono è 049 8875489.

Potete richiedere informazioni e preventivi gratuiti.  La nostra mail è carraro@marchioce.net

Per consultazioni veloci  chiamate il n° 335 7815 770, Ti risponderà direttamente l’ing. Carraro.

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Siamo i migliori? Non spetta a noi dirlo, ma certamente siamo onesti!

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By | 2017-03-29T14:13:50+00:00 agosto 4th, 2014|batterie, La Fattoria degli Animali (Rassegna stampa)|19 Comments

About the Author:

Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

19 Comments

  1. Renato Carraro 29 marzo 2013 at 13:21

    Salve, non Le fornisco la risposta perchè preferisco che la trovi da solo, digiti in internet direttiva batterie e troverà quello che desidera ed in piú lo leggerà direttamente Lei.
    Se avrà difficoltà saró comunque a disposizione.
    Cordiali saluti
    Ing. Carraro

  2. Valerio 29 marzo 2013 at 13:04

    Salve, nella conclusione del Suo articolo leggo “Le batterie NON devono necessariamente essere marcate CE, ma devono riportare le informazioni indicate dalla specifica direttiva su questo prodotto.”
    Può indicarmi con precisione qual’è la direttiva e quale l’articolo che stabilisce la non obbligatorietà del marchio CE in tale categoria.
    Cordiali Saluti.

  3. Renato Carraro 28 marzo 2013 at 08:00

    Salve, la risposta è negativa, la scatola non è un elemento funzionale è solo un contenitore, sul quale posso mettere indicazioni relative al contenuto, ma che non si riferiscono alla scatola.
    La scatola non ha una direttiva che ne preveda la marcatura CE, ma ricade nella generale direttiva 2011/95/CE.
    Cordiali saluti

  4. sergio 28 marzo 2013 at 00:12

    Salve , sapete dirmi se ad esempio anche un semplice astuccio di contenimento per sigarette elettroniche ( ad esempio in materiale plastico tipo abs o nylon pa) rientra negli obblighi di riportare la marchiatura CE ?
    Grazie per una RISPOSTA .

  5. Renato Carraro 7 febbraio 2013 at 19:20

    Non desidero entrare in questioni tecniche specifiche che poco interessano a chi frequenta il blog, mi indichi numero e data di questa direttiva e poi ne parliamo. Ho scritto direttiva e non norma.
    Di solito chi non è esperto in una materia, fa delle domande e non delle affermazioni, questa io la ritengo una regola generale, ma non pretendo che tutti la condividano, ciò che io dico come consulente lo posso sempre scrivere e firmare, e invito chiunque a chiedere agli altri sedicenti esperti di fare altrettanto.
    Prima di impossessarsi di ciò che si trova in internet, compreso ciò che sta scritto su questo blog, è necessario e l’ho scritto tante volte, verificare su documenti ufficiali.
    Se Lei trova sulle direttive, una qualsiasi cosa che sia contraddittoria rispetto a ciò che io scrivo su questo blog, La invito a indicarmela e La ringrazierò per questo.
    Allo stesso modo La invito a documentare, se intende sostenerle, le Sue affermazioni, altrimenti rimangono solo opinioni, in quanto tali rispettabili, ma pure sempre opinioni, cioè opinabili.
    Cordiali saluti.

  6. Corrado Riccardi 7 febbraio 2013 at 18:34

    Ho trovato in internet richiami (pochi) alla cosidetta Direttiva Bassisima Tensione (che si presume preposta a regolare gli AEE funzionanti con voltaggi uguali od inferiori ai 50V in alternata ed ai 75V in continua)e, nello specifico, ad una categoria di dispositivi che questa regolamenterebbe detti SELV (Safety Extra Low Voltage o in italiano bassissima tensione di sicurezza). Riferimento normativo CEI 64-8 parte 4.
    Non nego che, non essendo un esperto in materia, potrei aver preso “pomi per sarde”…
    Cordiali saluti.

  7. Renato Carraro 7 febbraio 2013 at 17:41

    Salve, non conosco le fonti dalle quali Lei trae le informazioni che riporta nel commento, ma ciò che Lei afferma (ritengo in buona fede) è privo di fondamento e non corrisponde a ciò che dice la legge.
    In merito all’esempio richiesto, Le risponderò non appena mi avrà fatto pervenire i dati (numero e data) di quella che lei definisce (Direttiva Bassissima Tensione).
    Cordiali saluti.

  8. Corrado Riccardi 7 febbraio 2013 at 16:13

    La differenza dovrebbe stare nel fatto che nessuna parte di questo tipo di sigaretta elettronica verrà mai messo a contatto, diretto o per il tramite di un caricabatterie, con un alimentatore collegato alla 220V: l’onore e l’onere dell’importazione di alimentatori 220v, caricabatterie e batterie ricaricabili e della loro marcatura CE rimane a carico di altre aziende in questo già specializzate ed organizzate. Potrebbe gentilmente farmi qualche esempio di AEE di comune utilizzo che rientrano nella Direttiva Bassissima Tensione? Grazie per la cortesia e cordiali saluti.

  9. Renato Carraro 6 febbraio 2013 at 22:36

    Salve, Lei parla di un carica batterie dedicato, ció significa che anche queste sigarette utilizzano la corrente 220 per ricaricare le batterie, esattamente come le altre, quindi dove sta la differenza? Nella forma della batteria, nella sua commercializzazione? In nulla in realtà, sono esattamente nella stessa situazione delle altre e si marcano come le altre.
    Cordiali saluti.

  10. Corrado Riccardi 6 febbraio 2013 at 21:33

    Buonasera,
    sempre a proposito di sigarette elettroniche: esistono attualmente in produzione anche delle versioni con batteria ricaricabile estraibile (nei comuni formati stilo AA, mini stilo AAA ed altri)che possono essere importate/distribuite senza le batterie perchè facilmente ed economicamente reperibili (incluso il carica batteria dedicato) in tutta Europa presso la GDO e tutti gli store di elettricità ed elettronica. Queste sigarette elettroniche prive di batteria integrata rientrerebbero in questo modo nella Direttiva Bassissima Tensione? In caso affermativo, ci sarebbero sensibili vantaggi economici e/o nella tempistica delle procedure per la marcatura CE e, soprattutto, si otterrebbe una tangibile semplificazione con relativa diminuzione dell’arbitrarietà nella gestione delle pratiche doganali da parte di taluni Doganieri e/o Spedizionieri?
    Grazie e cordiali saluti.

  11. Renato Carraro 27 gennaio 2013 at 18:30

    Salve, ho l’abitudine di rispondere a tutti ed a tutte le domande che mi vengono poste, vorrei però prima fare alcune osservazioni:
    – se Lei mi pone queste domande significa che è entrato nel sito “marcaturace.net”, nella home page in posizione assolutamente visibile, c’è il n° di telefono, quindi perchè me lo chiede?
    – nel sito, se Lei digita la parola “dogana” o “dogane” nella finestra -cerca- può trovare tutti gli articoli dedicati alle operazioni non sempre lecite che vengono svolte in dogana, ed in questi articoli è spiegato cosa fanno e cosa potrebbero fare i doganieri se rispettassero la legge, quindi può leggere ogni tipo di informazione che Le interessa
    – se perde qualche minuto a guardare le descrizioni della marcatura CE delle varie categorie, quella Sua è dei prodotti elettrici, potrà comprendere cosa deve fare un importatore quando intende commercializzare i prodotti importati.
    Non comprendo quindi per quale ragione mi ponga domande alle quali ho risposto in anteprima nelle varie parti del blog, che proprio per fornire queste spiegazioni è stato realizzato.
    Ora Le esprimo il mio parere di fronte alle proteste Sue e di altri in merito al lavoro della G.d.F., se desidera saperne di più legga l’articolo in questo link http://www.marcaturace.net/alcune-informazioni-generali-sulla-marcatura-ce/stanze-del-sale-sigarette-elettroniche-e-dopo.
    Penso che quando un’autorità qualsiasi è impegnata in una campagna che non difende la salute dei cittadini, ma gli interessi di una corporazione (comunque si chiami), non stia svolgendo il suo ruolo istituzionale, penso anche che quando un “imprenditore”, noti le virgolette, avvia un’impresa senza preoccuparsi delle leggi che regolano il suo settore, non si preoccupa minimamente di informarsi, anche dopo alcuni mesi in cui è in atto una campagna di verifica della marcatura CE e rischia, come nel caso delle 60.000 sigarette sequestrate, un valore commerciale minimo di 3.000.000 di euro, per non spenderne 1.500 e mettersi in regola, allora dovremmo analizzare bene cosa significa il termine tra parentesi.
    Poi come sempre succede nel nostro Paese, quando questi “imprenditori” si decidono a mettersi in regola, cercano tra mari e monti la soluzione miracolosa che li sollevi da ogni responsabilità,(SIC!) e vengono impallinati dei “furbetti della marcatura”, che a suon di 3-5-10 mila euro gli fanno fare cose totalmente inutili (parlo di fatti reali).
    Ultimo in ordine di tempo: un signore si è fatto tradurre da un notaio il testo dei certificati consegnatigli dal produttore cinese, perché? Glielo aveva “detto” il commercialista” ed il notaio si è prontamente prestato alla bisogna, senza naturalmente far notare che tradurre un certificato rilasciato da un laboratorio ad un produttore, non può in alcun modo essere utile, né tanto meno il documento può essere modificato da un terzo che nulla c’entra con i primi due, e quel documento è totalmente falso, in quanto non rientra nella volontà dell’emittente, né la sua traduzione, né il suo utilizzo al di fuori del destinatario, ma si sa che il nostro è il Paese dei furbetti e di quelli che gli danno retta.
    Quindi se Lei vuole mettersi in regola DEVE fare le procedure previste per la marcatura CE, se non sa quali sono, legga in questo blog, poi se vuole può fare da solo o farsi aiutate, ma non se la prenda (sport nazionale) con le autorità, pensi prima se ha fatto tutto il necessario per essere in regola e se lo ha fatto nei tempi giusti.
    Cordiali saluti.

  12. RICCARDO ONORATI 27 gennaio 2013 at 12:28

    SALVE HO UN NEGOZIO FISICO INDIPENDENTE A ROMA E MI STO ACCINCENDO AD APRIRNE ALTRI 2 ,MA NEGLI ULTIMI TEMPI CI BLOCCANO OGNI SPEDIZIONE ALLA DOGANA PROVENIENTE DALLA CINA (SHENZEN) E ANCHE DALL’AMERICA ,IL PROBLEMA NON SONO LE SIGARETTE O HARDWARE ,MA I CARICA BATTERIE ,CI DICONO CHE I CERTIFICATI CINESI NON SONO VALIDI,COMUNQUE LE SIGARETTE POI DOPO TEMPI BIBLICI LE SDOGANANO E I CARICA BATTERIE IN PARTICOLARE QUELLI DA MURO CON PRESA USB NO PERCHE’ NON RISPETTANO GLI STANDARD IQM.ORA LE CHIEDO VOLENDO CONTINUARE A IMPORTARE DALLA CINA IN GRANDI QUANTITA COME POSSIAMO CERTIFICARE IN TODO I KIT PER NON INCAPPARE NELLE BEGHE DOGANALI,ORMAI FERMANO QUALSIASI CARICO DI SIGARETTE ELETTRONICHE,C’E’ UNA GUERRA IN ATTO DA PARTE DELLO STATO E UNIONE TABACCAI ,DINFORMAZIONE FORGIATA DALLE AZIENDE FARMACEUTICHE E CONFUSIONE DA PARTE DEGLI ORGANI DI CONTROLLO .LE CHIEDO UN CONTATTO PER CAPIRE ESATTAMENTE LE PROCEDURE DA RISPETTARE .LA RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE .
    RICCARDO ONORATI

  13. Renato Carraro 22 ottobre 2012 at 11:11

    Salve, il prodotto ricade in due direttive, Bassa Tensione e Compatibilità Elettromagnetica che impongono entrambe la marcatura CE dei prodotti.
    Tutta la procedure DEVE essere fatta dall’importatore o in suo nome e per conto.
    Per conoscere i costi della consulenza ci può inviare una richiesta a carraro@xvoi.net
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  14. Andrea Di Muro 22 ottobre 2012 at 00:27

    Buonasera,
    Rappresento una società che si occupa di importare e rivendere sigarette elettroniche, vorrei avere maggiori delucidazioni riguardo alla legislazione nel campo della marchiatura CE ed eventualmente se è possibile fare una certificazione sul territorio italiano ed i relativi costi.

    Grazie per l’attenzione.

    Cordiali saluti

  15. Davide 31 agosto 2012 at 12:54

    Ok la ringrazio per i chiarimenti,nel caso decidessi di importare le darò preventivamente un colpo di telefono ok?

  16. Renato Carraro 31 agosto 2012 at 10:27

    Salve, nessuna inquisizione, non era nelle intenzioni e nella sostanza, desideravo solo chiarire l’argomento.
    Parti di ricambio di prodotti che sono marcati CE devono a loro volta essere marcate CE, per garantire la compatibilità con il prodotto in cui andranno inserite.
    Personalmente troverei più opportuno importare tutto il prodotto e non solo una minima parte, però questo rientra nelle Sue decisioni.
    Cordiali saluti

  17. Davide 31 agosto 2012 at 10:09

    Che tono inquisitorio 🙂
    Si sull’alimentatore sono sicuro che serva,ma il mio discorso era proprio sulle batterie e sui vaporizzatori(soprattutto questi ultimi) acquistati separatamente,perché sui kit e caricatori penso di acquistare direttamente da importatori che l’hanno già fatta

  18. Renato Carraro 30 agosto 2012 at 22:40

    Salve, conosco il prodotto avendo già eseguito la marcatura per una decina di importatori.
    Lei ha dimenticato che c’é anche un alimentatore che funziona a 220 volt e quindi il prodotto ricade anche nella direttiva a bassa tensione.
    Si puó fare a meno di fare la marcatura CE cosí come si puó fare a meno di pagare le tasse, é solo questione di scelta, veda Lei cosa preferisce fare, rispettare la legge opporre no.
    Cordiali saluti.

  19. Davide 30 agosto 2012 at 22:29

    Salve io volevo sapere un informazione.Ho intenzione di vendere prodotti riguardanti le sigarette elettroniche.Nel caso non conoscesse la tipologia in questione sono dei dispositivi atti ad inalare vapore al posto del fumo di sigaretta.So che non sono considerati dispositivi medici,ma sono composti da delle batterie al litio ricaricabili (normalmente sono tra i 650 e 1100 mah,con un voltaggio di 3,7v) che vengono collegate ad un apposito “chiamiamolo filtro” con all’interno una resistenza che va da 1 a 4ohm per vaporizzare.Per ora sto parlando con importatori ma i pareri sono discordanti,nel caso volessi importare io direttamente ho bisogno della marcatura CE per questi prodotti?Sia per le batterie che per i “vaporizzatori”(che contengono una resistenza come descritto sopra,ma che tutti mi dicono non aver bisogno di marcatura CE,ma solo il rohs).Grazie

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