Importazioni dai Paesi extra CEE

Importazioni dai Paesi extra CEE

L’importazione di prodotti dai Paesi esterni alla Comunità Europea, comporta degli obblighi di vario tipo.

importazione

importazione

Oltre a rispettare specifiche leggi, che riguardano alcune categorie di prodotti, ad esempio: alimenti in generale, alimenti per bambini, capi di abbigliamento, ecc. molte categorie di prodotti devono essere marcate CE.

Contrariamente a quanto si pensa, nei prodotti importati non è il costruttore che deve applicare il marchio CE, ma l’importatore, infatti le varie direttive chiariscono in modo netto che solo un residente nella Comunità Europea può svolgere questa attività, quindi o il costruttore estero ha un suo referente nella Comunità, oppure è l’importatore che deve eseguire le procedure per la marcatura CE.

Un paradosso che succede spesso al momento dello sdoganamento e del controllo da parte delle autorità competenti è quello che prodotti con il marchio CE da un produttore es cinese, senza alcun recapito in Europa, siano autorizzati al commercio, mentre altri non marcati CE e di cui si dovrebbe correttamente prendere carico l’importatore, vengano bloccati.

controlli doganali

alt dogana

I prodotti in entrata verso la Comunità Europea possono essere marcati CE, solo se il produttore ha una sede nella comunità o solo dall’importatore, le direttive in merito sono chiare e quindi non si comprende, perchè al momento dei controlli insorgano confusioni.

Tutti i prodotti che non fanno riferimento ad un referente europeo o all’importatore, dovrebbero essere bloccati all’ingresso nella Comunità Europea, e questo risolverebbe molti problemi, soprattutto di protezione dei marchi registrati e di altre illegalità di cui sentiamo parlare tutti i giorni.

Per garantire i consumatori, i produttori e gli importatori onesti, sarebbe sufficiente applicare le Direttive sul marchio CE e per applicarle basta conoscerle, dal momento che sono tutte molto chiare, lo sanno bene le grandi aziende extra europee, che da molto tempo hanno i loro referenti all’interno della Comunità Europea, ma non lo sanno evidentemente coloro che dovrebbe fare i controlli.

Confondere “sospensione” dell’immissione in libera pratica, azione indicata dalla legge, con: blocco, sequestro, respingimento, distruzione delle merci, crea costosi quanto inutili danni agli importatori.

Riteniamo che la marcatura CE sia un fatto di grande rilevanza, per la garanzia di sicurezza e di trasparenza e quindi invitiamo tutti a prenderne conoscenza per fare ognuno la propria parte, dal consumatore, all’importatore, dal costruttore, all’addetto ai controlli.

sicurezza per i consumatori

sicurezza per i consumatori

About the Author:

Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

284 Comments

  1. Renato Carraro 24 marzo 2016 at 20:23

    Salve, innanzitutto è necessario stabilire la reale classe di appartenenza del dispositivo, chi Le ha detto o dove ha trovato scritto che è classe IIb?
    La procedura per fare la marcatura CE è chiaramente scritta nella direttiva 93/42/CE, nella quale è spiegato in modo chiaro qual’è il ruolo degli organismi notificati e qual’è il ruolo del fabbricante, cioè Lei.
    Confondere le cose non giova certo a Lei, ma a qualcun altro interessato a farLe spendere dei soldi, più o meno inutilmente.
    Prima di procedere si informi molto bene, chi deve fare cosa e soprattutto non creda ai “si dice”, qui si tratta di sicurezza di un dispositivo medico e ritengo che la chiarezza sia fondamentale.
    Noi forniamo assistenza a chi ritiene gli possa servire, ma prima di tutto chiediamo a chi ci interpella di documentarsi e pretendere spiegazioni chiare.
    La cosa migliore è leggere attentamente la direttiva 93/42/CE, magari anche due o tre volte, ma comprendere esattamente ciò che chiede. I Suoi soldi fanno gola a molti, che quindi Le possono raccontare varie favole, eviti di sprecarli.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  2. MENDO MASSIMO 24 marzo 2016 at 19:37

    Salve, per poter importare dalla Cina un autoclave che poi vorrei rivendere come dispositivo medico di classe 2B mi è stato detto che praticamente I documenti/rapport rilasciati dai cinesi (ammesso che le norme applicate siano quelle giuste) mi hanno riferito che sono carta straccia.
    Quindi l’iter è quello di rivolgersi ad un ente notificato in Europa ?
    Grazie in anticipo

  3. Renato Carraro 18 febbraio 2016 at 11:34

    Salve, il Ministero della Salute ha chiarito con lettera formale, che gli aghi per tatuaggio NON sono dispositivi medici, quindi non sono soggetti a Nulla Osta Sanitario.
    In dogana lo sanno perfettamente, ma vogliono semplicemente avere i Suoi soldi.
    Le macchinette per tatuaggi devono rispettare alcune direttive e gli aghi, essendo parte delle macchinette, rientrano nelle stesse direttiva, se invece si considerano semplici utensili, devono rispettare la 2001/95/CE.
    A proposito del NOS sui dispositivi medici, forse vale la pena ricordare che è un espediente per raccogliere soldi dagli importatori, questi soldi non so dove vadano a finire, dato che non c’è una legge che istituisce il NOS e se ci fosse sarebbe anticostituzionale, perchè in contrasto con la legge nazionale e con quella europea, ma tutto questo ai controllori dogana non serve, l’importante è che Lei paghi.
    Le invio per mail la lettera del Ministero.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  4. Emanuele 18 febbraio 2016 at 11:16

    Salve,

    sto facendo delle importazioni di prodotti per tatuaggi tra cui ci sono anche Aghi.

    Mi chiedono il nulla osta per l’importazione di dispositivi medici. É correcto che materiali per tatuaggi siano associati a quelli medici?

    In tal caso qual’é la normativa di riferimento e che norme devo adempiere per l’immissione in commercio dei prodotti importati?

    Grazie in anticipo.

  5. Renato Carraro 26 dicembre 2015 at 18:23

    Salve, la Sua è una richiesta di preventivo che possiamo evadere tramite la nostra mail, carraro@marchioce.net In questo blog non forniamo informazioni commerciali che non sono di interesse collettivo.
    Riceverà quanto prima una nostra mail.
    Cordiali saluti
    Ing. Carraro

  6. Federico 26 dicembre 2015 at 18:11

    Salve, vorrei importare un macchinario per uso odontoiatrico (medicale) in Italia dagli USA. E’ un motore / compressore fatto a carrello che esce dalla fabbrica americana senza marchio CE. Vorrei sapere come fare per poterlo utilizzare nella mia pratica quotidiana. Grazie

  7. Renato Carraro 7 dicembre 2015 at 16:15

    Salve, i prodotti alimentari sono soggetti a diverse direttive, ma nessuna di queste riguarda la marcatura CE.
    Dovrà perciò fare una ricerca specifica sui prodotti che intende commercializzare e poi vedere quali sono gli obblighi.
    La saluto cordialmente.
    ing. Carraro

  8. alberto 7 dicembre 2015 at 09:39

    Buongiorno ingegnere. La ringerazio per le sue delucidazioni, le volevo porle una domanda ho aperto una ditta import export che dovrebbe importare pesce e congelati dal senegal africa il numero ce ci vuole anhe per gli alimenti importati dal africa gradirei essere delucidato in merito al importazione dei pesci dai paesi extraue la ringrazio anticipatamente buonagiornata

  9. Renato Carraro 3 dicembre 2015 at 19:59

    Tutte le leggi sulla marcatura CE valgono esclusivamente sul territorio UE, al di fuori non hanno alcuna validità o se vuole “non esistono” pertanto non si applicano.
    Non esiste una legge che dice quando o dove non si fa una cosa, la legge dice cosa si deve fare, ma se la legge non esiste, significa che tutto ciò che prescrive non ha senso fuori del territorio di competenza.
    Spero di essere stato chiaro.
    Cordiali saluti
    Ing. Carraro

  10. Matteo 3 dicembre 2015 at 19:51

    Gentile Ing. Carraro, la ringrazio per la sua celere risposta. Se posso, volevo chiederle a quale legge/norma si riferisce nella sua risposta quando dice “Questo dice la legge”.
    La ringrazio sentitamente e le auguro una buona serata.

  11. Renato Carraro 3 dicembre 2015 at 19:38

    Salve, il materiale non ha necessità di essere marcato CE, in quanto è in transito temporaneo e non è destinato al mercato UE.
    Questo dice la legge, non posso dire come la pensino i doganieri, incroci le dita e in bocca al lupo.
    Cordiali saluti
    Ing. Carraro

  12. Matteo 3 dicembre 2015 at 19:33

    Buonasera avrei un quesito in merito all’importazione dalla Cina di materiale elettrico da installare su macchine che saranno vendute per un mercato extracomunitario. Tale materiale deve comunque essere marcato CE per poterlo importare in Italia? anche se non verrà venduto all’interno della comunità europea? La ringrazio per la cortese risposta.

  13. Renato Carraro 16 settembre 2015 at 12:58

    Salve, La ringrazio, ma credo che la Sua valutazione sia eccessiva, io mi limito a mettere a disposizione le mie conoscenze, che non hanno nulla di particolare, sono semplicemente la trascrizione di ciò che sta scritto sulle leggi, magari esposto in modo più semplice, ma senza alcuna interpretazione.
    L’interpretazione delle leggi è una pratica che lascio a “quelli che sanno”!
    Per quanto riguarda i prodotti di abbigliamento, essi non sono soggetti ad alcuna direttiva che ne imponga la marcatura CE, a meno che non rientrino nei DPI, che non mi sembra il Suo caso, sono certamente soggetti alla direttiva 2001/95/CE, ad eventuali direttive di prodotto (esempio indumenti per bambini) e ad eventuali norme armonizzate alla 2001/95/CE.
    Lei dovrebbe dichiarare la conformità alla 2001/95/CE, cosa che non fa praticamente nessuno, dato l’esiguo numero di persone che ne conoscono l’esistenza.
    Nessun certificato e nessun marchio CE è richiesto dalla legge, però esistono dei “soggetti” , che preferisco non definire più precisamente, che richiedono questo ed altro, ma è noto che la stupidità è più perniciosa di un’epidemia.
    La ringrazio e La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  14. Caterina 16 settembre 2015 at 12:42

    Buongiorno,

    le Sue risposte sono una manna. Ho chiaro il fatto che l’abbigliamento normale non ha necessità nè possibilità di essere marcato CE. E già per questo chiarimento,La ringrazio.
    Ma avrei bisogno di una delucidazione: per eficere eventualmente in documentazione, dovrei allegare una qualche documentazione che attesti che i tessuti rispettano la direttiva 2001/95/CE?
    Io personalmente conosco la qualità,sottolineo.
    Se non necessario, riepilogando: acquisto-pago dazi e tasse – rivendo. E’ corretto?

    Ringrazio,

    Caterina

  15. Renato Carraro 20 giugno 2015 at 19:51

    Salve, senza conoscere cos’è questo prodotto è impossibile fornire una risposta coerente, potrebbe non essere richiesto alcun certificato, oppure essere necessaria una certificazione del prodotto o anche della Sua azienda, impossibile dirlo senza l’informazione principale, che prodotto è ed a che scopo è destinato.
    Se desidera un risposta esatta, ci faccia conoscere queste informazioni.
    Grazie per l’attenzione.
    Ing. Carraro

  16. Flavia 19 giugno 2015 at 23:47

    Salve, vorrei importare un prodotto dagli USA per distribuirlo in Italia, il produttore mi ha confermato che il prodotto ha la certificazione CE. In caso mi inviasse copia e io potessi contattare il laboratorio che l’ha emessa, dovrei comunque far rifare la certificazione qui in Italia, oppure basterebbe per la vendita del prodotto la documentazione fornitami dal produttore (sempre se il laboratorio è riconosciuto)?
    Grazie anticipatamente per la risposta

  17. Renato Carraro 4 maggio 2015 at 09:15

    Buongiorno, se a Voi la macchina va bene ed esegue il lavoro come desiderate, potete importarla senza problemi.
    L’unica avvertenza che Le posso dare è di fare la marcatura CE (la dovete fare Voi) prima dell’importazione, perchè in dogana potreste imbatterVi in un doganiere della specie “solerte doganiere”, che inventandosi delle leggi che non esistono, Vi blocca la macchina senza spiegarVi come fare per sbloccarla.
    Il certificato fornito dal cinese, potrebbe essere vero come falso, tanto non ha alcuna utilità pratica, quindi non vale neppure la pena di discuterne, forse neppure di leggerlo.
    Ricordi che la legge chiede la marcatura CE e non il certificato.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  18. marco lembi 4 maggio 2015 at 08:54

    Buongiorno Ingegnere,
    avrei urgenza di avere un chiarimento; stiamo importando un macchinario per la produzione di cartone ondulato e il fornitore cinese mi ha inviato un certificato C E fatto dalla società UDEM con sede in Turchia, ho cercato su internet la società esiste risulta autorizzata a rilasciare certificati C E. quello che ci è stato inviato riporta le diciture (2006/42ec- 2006/ 95 ec) EN ISO 12100;2010;EN 60204-1;2006/AC:2010.
    vorrei cortesemente un suo parere. grazie

  19. Renato Carraro 1 maggio 2015 at 09:33

    Salve, non è corretto rispondere ad una domanda con un’altra domanda, ma sono costretto a farlo.
    Secondo Lei esiste la possibilità di spiegare ad un rappresentante di un’autorità pubblica (dogana) che:
    1 si sbaglia
    2 non ha l’autorità per fare una cosa, che invece fa in dispregio della legge
    3 che non è autorizzato dalla legge a fare quella cosa
    4 che quella cosa fatta da chiunque in quel momento è illegale
    Se Lei pensa che ciò sia possibile io tenterò di indicarLe una possibile strada, se invece (come me) ritiene che sia una missione impossibile, non Le rimane che rinunciare ai prodotti e prepararsi a pagare una multa.
    Ho spiegato decine di volte cosa fanno di illegale molti doganieri italiani tutti i giorni (la dogana non c’entra), ho anche presentato una denuncia ai NAS, ma la situazione è quella che vive Lei.
    Cerchi sul sito la parola “dogan” e vedrà cosa abbiamo scritto finora.
    C’è anche un video di Striscia.
    Cordiali saluti
    Ing. Carraro

  20. vincenzo 1 maggio 2015 at 00:46

    Sto cercando di importare del tè dalla Cina ma la dogana mi ha negato il nullaosta poiché le etichette non sono a norma. Io ho fornito tutti i risultati dei test organici effettuati sulla merce ed il catalogo con gli ingredienti contenuti nei prodotti ma il responsabile dei controlli sostiene che ogni singola confezione dovrebbe essere etichettata. Mi chiedo che senso abbia bloccare della merce in regola solo per la mancanza delle etichette.. Volendo avrei potuto far scrivere qualsiasi cosa su quelle etichette.. Che facessero analizzare la merce piuttosto.
    C’è un modo per risolvere questa sotuazio alquanto bizzarra?
    Una buona serata,
    Vincenzo.

  21. Renato Carraro 15 aprile 2015 at 09:07

    Salve, Lei ha compreso bene, perchè la legge europea può riguardare solo soggetti europei.
    Questa semplice constatazione porta a concludere anche, che tutto ciò che produce un extra europeo (non solo cinese) sul piano documentale, vale meno della carta (anche informatica) su cui sta scritto.
    Eppure ci sono “eminenti esperti” che per varie ragioni “insondabili” continuano a sostenere che i cinesi possono marcare CE le loro macchine.
    Per le leggi europee, l’importatore fa le veci del produttore, quando questo è fuori del territorio UE e ne consegue quanto detto sopra.
    Chissà come mai, questo ragionamento che Lei ha compreso perfettamente, a molti “addetti ai lavori” sembra essere incomprensibile, con tutto il rispetto per Lei, non penso che io e Lei siamo dei geni, penso solo che ragioniamo liberamente e non abbiamo interessi “specifici” per negare una realtà evidente.
    La ringrazio per avermi dato l’opportunità di chiarire ancora una volta un aspetto importante della marcatura CE e del “grande imbroglio” a cui partecipano molti “esperti protagonisti”.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  22. giuseppe 15 aprile 2015 at 07:17

    Buon giorno, avrei un quesito da porre volevo sapere chi ne risponde penalmente dei DPI ( dispositivi di protezione individuale) importati dalla cina non in regola con le leggi comunitarie. Da quello che ho letto nei post ne dovrebbe rispondere l’importatore giusto?

  23. Renato Carraro 8 aprile 2015 at 13:33

    Salve, l’abbigliamento normale NON ha necessità nè possibilità di essere marcato CE, il contrario avviene per l’abbigliamento da lavoro. L’abbigliamento come tutto il resto deve rispettare la direttiva 2001/95/CE.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  24. Sara 8 aprile 2015 at 08:09

    Salve volevo sapere se L abbigliamento importato dalla Cina deve avere marchio CE e se si, cosa rischio a livello di legge/sanzioni? É penale? Grazie mille

  25. Renato Carraro 17 marzo 2015 at 19:41

    Salve, innanzitutto senza conoscere la tipologia del prodotto non posso essere dettagliato nella risposta, può darsi che il prodotto non necessiti di alcuna certificazione, quindi sono superflui anche i certificati forniti dai cinesi, oppure i certificati sono obbligatori e quindi è difficile stabilire il comportamento corretto.
    Il fatto che passino in dogana senza problemi è normale in qualsiasi Paese UE tranne che in Italia, quindi non fornisce alcuna indicazione sulla correttezza della marcatura CE.
    Ciò che posso affermare con certezza è che in tutti i casi Voi avete l’obbligo di fare la marcatura CE e vendere nella situazione attuale Vi può costare fino a 50 mila euro di multa, il sequestro della merce su tutto il territorio su cui è stata venduta e fino ad un anno di condanna penale.
    Ritengo che siano motivi sufficienti per fare un po’ di chiarezza sulla situazione.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  26. ale 17 marzo 2015 at 18:02

    Buongiorno Sig. Carraro,
    noi importiamo materiale dalla cina che è sotto direttiva e norma di riferimento.
    Il produttore cinese ha testato tramite un ente terzo europeo i prodotti.
    Il materiale quindi ci arriva senza marchio ce ma noi abbiamo a disposizione la certificazione dell’ente terzo(non abbiamo problemi doganali).
    Questo basta se vogliamo rivendere i prodotti con nostro nome e marcatura ce, o dobbiamo rifare tutti i documenti ce con relativi test a nome nostro?
    Grazie e cordiali saluti

  27. Renato Carraro 28 ottobre 2014 at 19:28

    Salve, questi prodotti non devono essere marcati CE, ma devono rispettare le direttive sui prodotti di abbigliamento.
    Inoltre c’è un problema secondo me più grave, cioè Lei parla di marchi noti che sono apposti su questi capi, in questo caso può intervenire la sezione antifrode, in quanto Lei non è né pull&bear né DACTH, quindi questa merce anche se originale può essere commercializzata solo dalle ditte sopra citate.
    Non rientra nel nostro campo di lavoro, ma credo che dovrebbe fare molta attenzione a trattare questi prodotti, perchè sta correndo grossi rischi.
    La merce senza marchi, può essere commercializzata se rispetta la legge, la merce con i marchi degli altri NON può essere messa in commercio legalmente.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  28. mario 28 ottobre 2014 at 13:41

    Salve Innanzitutto volevo ringraziarla per tutte le informazioni riguardo l’uso della marcatura CE su vostro sito.da poco ho cominciato la azienda in Italia di IMPORT-EXPORT e vendita all’ingrosso di abbigliamento vorrei importare dall Pakistan un STOCK di abbigliamento (felpe,magliette) quasi 10000pz questa merce priva di diversi marchi es 700pz di nome marca pull&bear altri 3000 pezzi di nome marca DATCH. sono 10 diversi marchi.il venditore mi ha confermato che questo capi sono le rimanenze e stock non venduti per qualche motivo non sono riusciti a vendere questa merce. la mia domanda e’ se io importo questa merce che e priva di diversi marchi come mi devo comportarmi alla dogana se chiedono la authorizzaione o fermano per qualche motivo di marcatura. devo avere le autorizzazioni di tutte queste marche per rivendere in Italia all’ ingrosso

  29. Renato Carraro 16 luglio 2014 at 18:09

    Salve, ritengo ci sia un pò di confusione in tutto il discorso che Lei fa, generato dai soliti “si dice”, chissà quando ci abitueremo ad applicare la “regola d’oro” ovvero “me lo scrivi e me lo firmi?.
    Provi ad applicarla con il Suo amico medico o con chi vuole, e vedrà che risultati, STRABILIANTI E SILENZIOSI!
    Se un prodotto NON è dispositivo medico, perchè il Ministero della Sanità dovrebbe rilasciare il nulla osta?
    Precisiamo che il Nulla osta sanitario è una pura invenzione di qualche nullafacente di qualche Ministero, che ha ricopiato pari pari gli obblighi indicati dalla Direttiva sui dispositivi medici, ed ha chiamato questa “invenzione” Nulla osta sanitario”.
    Veda in giro se trova un nulla osta sanitario e me lo invii, così lo pubblico, il nulla osta sanitario è come il “vitello di mare” un pesce che non esiste, o un nome diverso per vendere lo squalo.
    Al Ministero della Salute si registrano i dispositivi medici alla fine della procedura di marcatura CE, se uno sa di cosa si tratta, evita di “dire” stupidaggini, ovviamente non sto parlando di Lei.
    Gli aghi per tatuaggi ad esempio, NON sono dispositivi medici ed il Ministero non li registra, così come le placche da inserire sotto pelle, ovvero tutte pratiche più o meno estetiche, ma che nulla hanno a che fare con le terapie.
    Se una persona vuole mettersi negli occhi degli “oggetti” non meglio definibili, per cambiare il colore dell’iride e lo fa solo per questioni estetiche, siamo nel campo dei prodotti generici, che per legge devono essere NON PERICOLOSI, quindi chi li vende ha gli stessi obblighi di chi produce le lenti a contatto ottiche, con la differenza che non deve garantire il miglioramento del visus, ma certamente l’assoluta innocuità.
    Il Ministero registra dei prodotti, appunto dispositivi medici, che hanno lo scopo di curare e non prende in considerazione gli aspetti estetici, se non quelli legati a ricadute psicologiche sul paziente, ad esempio le parrucche per coloro che si sono sottoposti a chemioterapia, quindi se qualcuno vuole modificare il colore dei propri occhi, lo può fare liberamente, ma non ritengo che questa sia una terapia.
    Per quanto riguarda la questione del mandatario o rappresentante europeo, esso svolge il ruolo del produttore quando questo risiede fuori della comunità europea, ma tutto il processo di marcatura CE rimane immutato.
    Per quanto riguarda le importazioni avvenute senza passaggio per il Ministero, se il prodotto non è un D.M. ovviamente non deve passarci, però su ciò che fanno o non fanno gli importatori, preferisco sorvolare altrimenti apriamo un capitolo di mille pagine.
    La saluto cordialmente.
    Ing. Carraro

  30. Mauro 16 luglio 2014 at 14:53

    Salve,
    desidererei avere informazioni circa l’importazione di Lenti a contatto cosmetiche (quindi non dispositivi medici) da paesi asiatici. Avendo parlato con un dottore in materia, mi è stato riferito che è necessario comunque passare attraverso il Ministero della sanità, e farsi rilasciare relativo Nullaosta sanitario. Chiedo, perché sono a conoscenza di importazioni effettuate senza mai passare attraverso il Ministero (importazioni di quantità minime, circa 20-30 paia), e vorrei conoscere la legalità o meno delle stesse. Inoltre, spesso queste importazioni sono effettuate da gente sprovvista di Partita IVA (e indicate come “parti in plastica” nel momento dell’ispezione doganale)

    Un’ultima domanda, sperando di non disturbarVi. Se è presente un Rappresentante Europeo (necessario per le lenti a contatto, o almeno così mi è stato riferito dal ministero stesso), le importazioni dovrebbero essere notificate allo stesso?

    Cordiali Saluti

  31. Renato Carraro 15 maggio 2014 at 08:22

    Salve, il colorante per capelli è soggetto sia alla Direttiva 2001/95/CE che alla Direttiva sui prodotti cosmetici, rispetti queste due direttive ed è a posto con la legge.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  32. Giovanni Incognito 15 maggio 2014 at 02:13

    Salve.
    Vorrei importare un colorante per capelli e mi chiedevo se basta solo il test SGS o EN71, o richiede anche la marcatura CE?
    Cordiali saluti.

  33. Renato Carraro 13 febbraio 2014 at 20:05

    Salve, La ringrazio per i complimenti spero meritati.
    Se le lenti le acquista Lei, l’importatore è Lei e quindi su di Lei ricade l’onere della marcatura CE.
    Le lenti oftalmiche sono un dispositivo medico di classe prima, quindi in realtà può fare tutto Lei se è in grado di farlo.
    Abbiamo recentemente seguito la marcatura CE per lo stesso tipo di prodotto senza alcun problema.
    A parte la veridicità dei certificati, tutto ciò che scrivono, dicono, affermano i cinesi per quanto possa essere vero, per la legge europea vale zero.
    Spero che la risposta sia chiara ed esaustiva.
    Cordiali saluti.
    ing. Carraro

  34. carmine 13 febbraio 2014 at 19:29

    Salve, i complimeti per le indicazione che riesce a dare sul tema, sono doverosi .
    Ma veniamo al mio quesito : vorrei importare dalla Cina lenti oftalmiche.
    Il problema è che a parte la marcatura CE, che è obbligatoria e pare che sia chiaro che dovrebbe apporla un importatore europeo, essendo un dispositivo medicale, mi pare che ci siano altri adempimenti di carattere sanitario .
    E poi se l’importatore europeo non esiste ( o non ne conosco il nome) e vorrei bypassare un ulteriore “passaggio” , e il produttore cinese è in possesso della certificazione CE, esiste una possibilità di importare direttamente il prodotto ? E per le norme sanitarie mi sa dire qualcosa ?

    Grazie

  35. Renato Carraro 27 gennaio 2014 at 23:52

    Salve, ritengo che se Lei dedica un pò di tempo a navigare nel nostro blog, può trovare molte informazioni utili.
    La cosa più importante di cui deve preoccuparsi è quella di trovare prodotti per i quali il produttore sia in possesso di certificato che comprova il rispetto della direttiva sulle radiotelecomunicazioni.
    Senza questo certificato Lei non potrà fare la marcatura CE, come Le impone la legge.
    Nel caso avesse necessità di consulenza ce la può richiedere.
    Cordiali saluti.
    Ing. Carraro

  36. Giovanni 27 gennaio 2014 at 22:44

    Salve,

    sarei interessato all’importazione e alla vendita di Smartphone cinesi, siccome non ho trovato nessuna informazione chiara in merito, mi chiedevo quale era l’iter da seguire nel dettaglio per la certificazione CE, e quali spese dovrò sostenere per ottenerla.

    Grazie mille, Giovanni.

  37. Renato Carraro 24 dicembre 2013 at 14:41

    Salve, se vuole comprendere la marcatura CE è sul sito giusto, con un pò di pazienza, potrà trovare tutto ciò che desidera sapere.
    A prescindere dall’apposizione del marchio CE,tutti i prodotti importati e non, devono essere sicuri per poter essere venduti.
    Questa sicurezza la deve garantire colui che immette il prodotto sul mercato, cioè il produttore se è europeo o l’importatore se il produttore è fuori UE.
    Per ciò che riguarda le cose da fare, cambia veramente poco, perché per garantire la sicurezza, i controlli e le cose da fare sono sempre gli stessi, sia che si applichi o meno il marchio CE.
    Perciò ricercare i prodotti che non hanno obbligo di marchio CE non ha molto significato se l’obiettivo è semplificarsi la vita, se invece la curiosità è di tipo culturale è sufficiente leggere le categorie presenti nella lista presente a sinistra della nostra homepage.
    Tutto ciò che rientra in quelle categorie deve essere marcato CE, tutto ciò che è fuori, non deve essere marcato CE.
    Come vede l’operazione è realmente semplice.
    Buone Feste anche a Lei.
    Ing. Carraro.

  38. Giada 24 dicembre 2013 at 11:59

    Buongiorno,
    da giorni cerco di capire un pò riguardo al marchio CE e quali prodotti si possono importare dalla Cina per rivendita in Italia e che non richiedono l’obbligo del marchio CE.
    Leggendo il sito, mi sembra di capire che con le direttive esistenti, tutto deve essere marchiato CE. Ci sono prodotti, anche se non specificati nelle Direttive deve essere fatto analizzare per capire il materiale di cui è composto per evitare danni alla salute, per esempio portachiavi, bracciali,giocattoli, pelletteria,bigiotteria, scarpe, abbigliamento, cover telefoni, ecc.
    A questo punto è lecito chiedere con tutta la normativa esistente per il marchio CE, esistono prodotti esclusi dall’obbligo del marchio CE ? In caso affermativo, quali sono?

    Grazie e Buone Feste

  39. Renato Carraro 4 novembre 2013 at 09:51

    Buongiorno, l’ho già scritto e lo ripeto, noi siamo abituati ad accettare la regola “la legge non ammette ignoranza”, ma non ci incazziamo mai a sufficienza con la “legge” che non fa nulla per eliminare l’ignoranza, quindi ci adeguiamo passivamente.
    Sono perciò d’accordo con Lei sul fatto che non sia degno di un Paese civile, applicare le sanzioni senza aver prima fornito le informazioni, ma dubito anche che un programma televisivo che parli delle leggi e degli obblighi, possa essere seguito non dico al pari di “Porta a porta”, ma neppure del più culturale tra quelli presenti oggi, ammesso che ce ne siano.
    Lei dice che c’è il caos sull’argomento, però nel nostro sito ci sono tutte le informazioni che Le servono per capire, altra cosa è poi sapere cosa fare, ed il fatto che pochi cerchino di fare chiarezza, dipende dal fatto che più c’è ignoranza e più qualcuno ci può guadagnare.
    Noi lavoriamo perchè c’è l’ignoranza e perchè qualcuno, non tutti, preferiscono pagare noi piuttosto che mettersi a cercare ed studiare le leggi, cosa che potrebbe fare chiunque, come sta scritto nella nostra home page, poi naturalmente ci sono le valutazioni di convenienza, ovvero è più vantaggioso fare da sé o chiedere aiuto ad un consulente? Ognuno può decidere liberamente, come quando si deve imparare una lingua straniera.
    Venendo ai Suoi dubbi, Le rispondo in merito:
    – la marcatura la può fare solo un soggetto europeo, per la semplicissima ragione che una legge europea (lo sono tutte quelle sulla marcatura) non vale fuori dell’Europa, se il cinese fa una dichiarazione o un documento falso, come si fa a perseguirlo? Non è una cosa difficile da comprendere.
    – il prodotto deve rispettare le leggi europee, quindi deve essere conforme, e questo vale per i prodotti di tutto il mondo quando entrano nel mercato europeo, ma il produttore non viene in Europa a vendere, ci pensa l’importatore ed è lui che la legge può perseguire in caso di illecito.
    Lei parla di prodotti di abbigliamento che non hanno necessità di marcatura CE, ma devono rispettare la direttiva 2001/95/CE sulla sicurezza di tutti i prodotti, però parla anche di occhiali da sole che appartengono ad una categoria che ha l’obbligo di marcatura CE, quindi il primo passo è stabilire quali sono i prodotti che hanno necessità di marcatura e quali no.
    Giustamente Lei dice che rivolgersi ad un consulente è un costo, ma può fare da sola se vuole, studiandosi le direttive e le leggi in merito.
    Conoscere le leggi che disciplinano un settore, dovrebbe essere uno dei primi investimenti di chiunque si appresta a fare un’attività, perchè le leggi indicano anche i criteri di sicurezza con cui si deve operare e qui non si parla più di burocrazia, ma di salute degli altri, cioè di quei clienti che dovessero acquistare i prodotti da Lei, che li andrebbe vendere senza alcuna conoscenza dei criteri di sicurezza da applicare.
    A questo punto credo che non ci sia più tanto caso o confusione, individui le categorie dei Suoi prodotti, studi le direttive relative a queste categorie e poi le applichi, mentre tutto ciò che potrà fare nei confronti dei fornitori è:
    – scegliere persone che le sembrano affidabili
    – valutare i prodotti e cercare di comprenderne la validità e la sicurezza
    – sperare che le inviino i prodotti di cui ha visionato i campioni
    Se vuole essere presa in giro, chieda i certificati, ma sappia appunto che si espone ad una presa in giro, perchè non sempre sono veri ed anche quando lo sono riguardano un campione e non l’intera produzione e dal momento che Lei non acquista il campione, a cosa Le serve una fotocopia di un certificato di prova eseguito su un prodotto diverso da quello che acquista Lei? Solo ad illudersi che anche ciò che acquista sia in regola, ma è solo illusione, la certezza non esiste, neppure con 10 certificati rilasciati dal miglior Ente del mondo, perchè la produzione di serie la fa il cinese e non l’Ente.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  40. Silvia B. 4 novembre 2013 at 00:46

    Salve, sono appena incappata in questo sito, e definirlo una manna dal cielo è dire poco, visto l’enorme caos di informazioni che si trova in giro a riguardo.
    Ho intenzione di aprire un negozio online di abbigliamento e accessori, e pensavo di importare questi articoli da Cina e Corea del Sud (in quest’ultima mi recherò personalmente per l’acquisto di prodotti).
    Ho passato gli ultimi tempi a cercare di capire qualcosa tra la marea di informazioni e dati riguardanti norme, certificati, marcature CE e quant’altro per poter vendere articoli conformi in tutta sicurezza, ma a detta anche dei miei commercialisti (Confcommercio) e spedizionieri con cui ho parlato per capirne di più, c’è solo da mettersi le mani nei capelli!
    Essendo io veramente una “novellina” in materia, vorrei capirne di più sul suo commento riguardante la marcatura CE, e cioè che è l’importatore europeo a dover apporre la marcatura CE sul prodotto, poiché quella fatta dal cinese è per forza contraffatta.
    Cosa significa, questo?
    Pensavo bastasse chiederla al fornitore (dopo avergli richiesto ovviamente i risultati di test che attestino la conformità del prodotto), anche perché pensavo che alla dogana la merce dovesse passare già con i certificati. Mi sbaglio?
    Mi scusi se rimarco il discorso, ma non mi è davvero chiaro.
    Supponiamo che io ordini occhiali da sole (di media qualità) a fornitori coreani: dovrei chiedergli comunque dei certificati prima dell’acquisto, giusto?
    E a chi dovrei rivolgermi per apporre la marcatura CE? Ci sono ditte/aziende specializzate?
    Io capisco che rivolgersi a consulenti specializzati come lei sia la soluzione migliore, ma ciò che non riesco ad accettare è che a livello pubblico/statale non ci siano informazioni chiare e precise a riguardo, e che si sia costretti a rivolgersi altrove. Una persona che cerca di aprire una piccola ditta individuale, che vuole fare tutto in regola, che si sbatte a destra e sinistra anche solo per capire COME e COSA fare… non trova una sola risposta ufficiale chiara.
    Chiedo scusa per la lunghezza del post,
    Grazie mille
    Silvia

  41. Renato Carraro 25 ottobre 2013 at 08:22

    Salve, l’attività di importazione di prodotti da fuori Europa, sembra oggi più che in passato una cosa semplice ed alla portata di tutti.
    Certamente tutti lo possono fare, basta trovare un fornitore, magari in internet, pagare anticipatamente ed il gioco è fatto.
    Tutto ciò è possibile grazie a vari fattori:
    – le leggi sulla sicurezza dei prodotti non sono correttamente applicate in tutta Europa ed in Italia c’è qualche distorsione in più alle dogane
    – gli importatori non conoscono e quindi non rispettano, neppure quella parte di leggi che si cerca di far rispettare, anche se è solo sul piano cartaceo
    – gli importatori non si rendono conto dei rischi che fanno correre ai loro clienti e di quelli che corrono loro stessi
    Per queste ragioni ci sono problemi sul mercato, problemi alle dogane, problemi economici più generali e per queste ragioni su questo blog sono numerosi per non dire tutti i commenti che segnalano situazioni come la Sua.
    Quando Lei e tutti noi ci rivolgiamo ad un medico, supponiamo che lui sappia fare il suo lavoro, ci sono anche documenti che dovrebbero dimostrarlo, (laurea, tirocinio, ecc.) lo stesso vale per l’idraulico e per l’elettricista. Perché lo stesso principio non dovrebbe valere per tutti gli altri lavori, compreso quello dell’importatore e del commerciante?
    Le domande che Lei pone come molti altri, cercano di far chiarezza su una questione molto complicata e che necessiterebbe qualche pagina di risposte e qualche ora di dialogo, in sintesi necessiterebbe di una approfondita consulenza su tutta la problematica della marcatura CE e della immissione in commercio dei Suoi prodotti.
    Questo non si può fare su un blog e soprattutto non è affidabile chi fornisce “consulenza gratuita” e senza assumersene la responsabilità.
    Un blog è un luogo di discussione, di incontro, di scambio di opinioni e non un servizio di consulenza gratuita, e non c’entrano i soldi, c’entra il fatto che chi da consigli su materie tecniche se ne deve assumere la responsabilità con tanto di firma in calce a qualcosa di scritto.
    Così come è facile importare e vendere, è facile prendere in giro le persone, raccontando loro delle favole sui certificati che sembrano dei documenti miracolosi, che risolvono tutto o vendere per pochi euro dei software, che consentono in un baleno di diventare geni della marcatura o di altre materie.
    La realtà quella vera e non quella delle fiction, è che per ogni cosa serve impegno ed investimento di risorse, sotto varie forme, quindi Lei può chiedere consulenza a dei professionisti, oppure acquisire le leggi e le norme che riguardano il Suo lavoro ed i Suoi prodotti, studiarle e metterle in pratica.
    Fornire le risposte alle Sue domande equivarrebbe a crearLe solo ulteriore confusione e in realtà non aiutarLa in alcun modo.
    Fare i “maestri” in un blog è semplice, nessuno mette in dubbio ciò che dici e nessuno Ti potrà contestare per le risposte sbagliate, che lo hanno indotto a fare cose sbagliate.
    Fornire consulenza scritta e sottoscritta, significa assumersi la responsabilità di ciò che farà il “cliente” non il blogger, in base alle risposte fornite e questo è un lavoro.
    La ringrazio di avermi dato l’opportunità di chiarire per tutti coloro che chiedono consulenza sul blog, che questo non è il nostro scopo, la consulenza la forniamo attraverso i normali sistemi (richiesta di preventivo, accettazione, fornitura della consulenza) con un rapporto diretto con i nostri clienti, qui ci limitiamo ad illustrare i vari aspetti della marcatura CE e della sicurezza dei prodotti.
    Cordiali saluti.

  42. vale 24 ottobre 2013 at 22:47

    Salve, dovrei importare cellulari e pc da Dubai per la rivendita al pubblico.Devono avere certificazione e marcatura.
    Chi mi certifica i prodotti? Dove posso rivolgermi?La marcatura deve essere prodotta da me, ma come? Ho necessità di un esempio pratico.
    L’ ideale sarebbe farli arrivare già certificati e marcati ma non è possibile.
    Grazie.

  43. Renato Carraro 19 giugno 2013 at 11:21

    Buongiorno e grazie a Lei sia per i complimenti che per la visita ed il commento.
    Il fatto che ci sia poca chiarezza nelle informazioni disponibili dipende da molti fattori e non tutti casuali, e che i privati forniscano informazioni errate, parziali e fuorvianti può anche essere giustificato da interessi di parte, ciò che invece non trovo giustificato è la totale assenza di un sito (unico per tutta l’Italia) che fornisca le stesse informazioni che forniamo noi, ma che abbia una veste ufficiale.
    Unioncamere ha avviato l’iniziativa “l’esperto risponde” ma è l’unico esempio e deve ancora prendere piede, per il resto ogni autorità aspetta che si muova l’altra e nessuna pensa di avere il dovere dell’informazione al pubblico interessato.
    La Sua domanda mette in evidenza un problema molto grave e che è di fatto l’origine reale della crisi economica dei paesi occidentali ed ora spiego perchè.
    In base a tutte le direttive sulla sicurezza (marcatura CE) chi immette il prodotto sul mercato oltre a tutto il resto deve dimostrare che esistono delle procedure realmente applicate in produzione per garantire la costanza delle caratteristiche dei prodotti.
    Questa possibilità esiste per le multinazionali (Samsung, Toshiba ed altre) che hanno sedi sia in Europa che fuori Europa, ma per in normali importatori è di fatto impossibile, ciò porta a concludere che le merci che entrano ogni giorno in Europa non ci potrebbero entrare, perché prive di un requisito essenziale di sicurezza.
    Se ciò accadesse realmente, moltissimi importatori perderebbero il lavoro, ma in compenso si creerebbero milioni di posti di lavoro per produrre questi beni, ascoltando però i dibattiti politici possiamo stare certi che gli importatori continueranno ad importare merce senza alcuna garanzia di sicurezza, noi continueremo ad utilizzare questi prodotti e per coloro che sono senza lavoro ….pazienza.
    Quindi per venire alle sue domande: l’importatore applica il marchio CE dopo aver prodotto una documentazione in parte utile in parte solo formale, che accontenta le autorità di controllo.
    L’importatore e qualsiasi altro operatore non “ha il marchio CE” perché il marchio CE si fa e non si acquista né si vende, è un insieme di procedure che il produttore/importatore impara a fare e poi applica a tutti i prodotti.
    Naturalmente esiste anche la “via italiana al CE” che si suddivide in:
    – applicare l’etichetta senza fare nulla
    – rivolgersi e non meglio specificati enti che rilasciano certificati colorati e plastificati per ogni singolo prodotto (piccolo costo per tanti articoli) illudendo l’importatore (il quale spesso fa finta di crederci) che con questo documento si è liberato di tutte le responsabilità che saranno andate in capo a chi?????
    Per fare una cosa seria Lei dovrebbe innanzitutto controllare l’effettiva conformità di questi nastri, poi eseguire un collaudo funzionale su ogni pezzo e poi predisporre un fascicolo tecnico (comprende tutti i documenti di marcatura CE) e tenerlo a disposizione in caso di controllo.
    Una volta che Lei ha imparato a fare un fascicolo, Le risulterà molto semplice fare tutti gli altri.
    Per imparare ha due strade, può fare l’autodidatta o rivolgersi ad una società di consulenza, dipende esclusivamente da valutazioni Sue.
    Cordiali saluti.

  44. Elisabetta 19 giugno 2013 at 10:53

    Buongiorno,
    Complimenti per il sito, finalmente informazioni chiare e precise.
    Potrebbe spiegarmi come fa l’importatore ad applicare il marchio CE su dei prodotti eletttrici per esempio nastri trasportatori industriali che arrivano in Europa già costruiti ?
    Un importatore che ha il marchio CE può estendere al prodotto importato ?
    Potrebbe gentlmente spiegare come funziona ed indicarmi le norme di riferimento ?
    Ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti,

  45. Renato Carraro 25 marzo 2013 at 11:50

    Buongiorno, naturalmente sono io che devo ringraziare le oltre 200.000 persone che ci hanno visitato da quando abbiamo pubblicato questo blog, che ci consente di fornire un servizio gratuito a tutti coloro che lo desiderano e ci da la possibilità di fornire la nostra consulenza ai nostri clienti sparsi in tutta Italia e nel Mondo, restando comodamente seduti nel nostro ufficio.
    Il Suo caso si può dividere in due possibilità: 1- Lei vende con il nome ed il marchio CE apposto dal Suo fornitore e non deve fare nulla, 2- Lei vende con il Suo logo e quindi deve rifare la marcatura (non il marchietto sul prodotto) ovviamente partendo da dove si è fermato il Suo fornitore.
    Il processo non è complicato, ma come può capire il Suo cliente non può sapere se e come Lei ha modificato il prodotto acquistato? Quindi questo lo deve documentare Lei.
    Le faccio un esempio: un mio cliente acquista blister da 10 lenti a contatto da Azienda certificata ed i prodotti sono perfettamente in regola, però lui taglia il blister e ne ricava 10 confezioni separate, per fare questa operazione si deve certificare presso un Organismo Notificato, perché la legge lo impone, se si modifica in qualsiasi modo il prodotto anche se cambia solo l’etichetta.
    Quindi se Lei vuole vendere con il Suo marchio DEVE applicare le procedure di marcatura CE previste per i Suoi prodotti.
    Cordiali saluti.

  46. Giuseppe 25 marzo 2013 at 11:01

    Salve , Ing, nel ringraziarla dell’ottimo sito passo a chiederleun chiarimento in merito al CE.
    Se comprassi prodotti da una azienda italiana con le relative certificazioni, potrò rivenderla apponendo sul prodotto il mio marchio/nome. Ho sarò costeretto a rifare le certificazioni.
    Grazie

  47. Renato Carraro 18 marzo 2013 at 15:35

    UDITE,UDITE: mentre a Orio al Serio, a Bergamo e forse anche a Venezia è in corso “blocca la merce senza il certificato” in altre dogane più a sud, consegnano la merce dicendo che poi devono far dei certificati.
    Possibili spiegazioni:
    – i polentoni sono più malleabili (da sempre)
    – la “macroregione del Nord” viene considerato territorio straniero
    – il noto Istituto per fare le prove è meno “vicino” a Roma di quanto non lo sia a Orio
    Io la spiegazione giusta non la conosco, so però che la Vostra merce è ferma.
    MEDITATE GENTI, MEDITATE.

  48. Renato Carraro 18 marzo 2013 at 15:17

    Salve la marcatura CE si fa come prevede la legge, il passaggio in dogana non si fa, perchè vi bloccano la merce, sono due questioni completamente diverse.
    Se Lei mi chiede come ripararsi dalla pioggia io Le suggerisco: l’ombrello, ad esempio.
    Se Lei mi chiede come ripararsi dalle secchiate d’acqua a tradimento io Le suggerisco: provi a cambiare strada, o Paese, nel mondo non c’è solo l’Italia.
    Ecco come lo Stato italiano aiuta gli operatori economici che vogliono difendersi dalla crisi rispettando la legge, inventa una legge che non esiste.
    Capite perché non saremo mai allo stesso livello degli altri Paesi Europei, ma primi (forse) di quelli del Nord Africa?
    Saluti.

  49. Fabio 18 marzo 2013 at 15:09

    Grazie ho capito ,ma come faccio a fare il marchio CE ed avere il certificato prima che mi mandano il materiale,visto che se arriva sprovvisto non lo sdoganano?

  50. Renato Carraro 5 marzo 2013 at 11:38

    Salve, il cinese non è europeo, quini non può marcare CE i prodotti (qualsiasi prodotto), la marcatura apposta da un cinese è SEMPRE contraffatta, anche se fatta correttamente ed anche se il prodotto è conforme alle leggi, semplicemente perchè il cinese NON è soggetto alle leggi europee.
    Chi deve fare la marcatura CE è l’importatore, cioè Lei.
    Cordiali saluti.

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