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La marcatura CE delle macchine

La nostra società esegue la marcatura CE delle macchine e fornisce la consulenza per farvi diventare autonomi!

Brevi cenni sulla marcatura CE delle macchine

Marcatura CE macchina e Certificazione CE macchina

Le macchine, le quasi macchine, le attrezzature intercambiabili, i componenti di sicurezza, gli accessori di sollevamento, le catene, funi e cinghie, i dispositivi amovibili di trasmissione meccanica, rientrano tutti nella Direttiva macchine 2006/42/CE

Alcuni tipi di macchine con un livello di pericolosità molto elevato per l’utilizzatore, sono raccolte nell’allegato IV della Direttiva Macchinee possono essere marcate SOLO con l’intervento, aggiuntivo alla normale procedura, di un Organismo Notificato

I certificati di prova o altri documenti rilasciati da Organismo Notificato, NON sostituiscono la marcatura CE.

Un produttore extra europeo NON può fare la marcatura CE delle macchine, se lo fa la marcatura CE é illegale.

La nostra società verifica la conformità delle macchine.

SOLO in alcuni casi (macchine in allegato IV), come accennato sopra, i certificati sono indispensabili per fare la marcatura CE, che invece è SEMPRE obbligatoria.

La nostra società esegue la marcatura CE e fornisce la consulenza per capire cosa è necessario fare.

Il nostro telefono è 049 8875489.

Potete richiedere informazioni e preventivi gratuiti.  La nostra mail è carraro@marchioce.net

Per consultazioni veloci  chiamate il n° 335 7815 770, Ti risponderà direttamente l’ing. Carraro.

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77 comments to La marcatura CE delle macchine

  • Salve, la legge dice che Lei come progettista e/o costruttore “DEVE” e non “può”, quindi la legge Le impone di fare la marcatura CE e non prevede alcuna preparazione particolare, se sa costruire la macchina, è in grado di fare anche la marcatura CE.
    Per fare la marcatura CE semplicemente Lei la deve saper fare, non ci sono altre strade.
    Sui cialtroni che stanno in giro, sono d’accordo con Lei, ma riguardano tutti i settori, sia quello della consulenza che quelli dei produttori, degli importatori, dei commercianti e via dicendo, forse nella consulenza ce ne sono di più, perchè i produttori non leggono le norme e le direttive che devono applicare, ma operano in base all’esperienza ed al buon senso.
    Ad esempio se Lei legge la direttiva macchine, può verificare che non fa il minimo accenno a specifiche preparazioni tecniche del produttore, questo lo può scoprire Lei direttamente senza doversi fidare di ciò che Le dico io, dato che anch’io potrei far parte dei cialtroni di cui sopra.
    Consiglio sempre ai miei clienti di verificare di persona, anziché fidarsi e basta, la fiducia va sempre abbinata al controllo.
    Spero di aver chiarito il punto.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  • leonardo

    salve io sono un disegnatore meccanico specializzato nella costruzione di macchine agricole,e vorreo sapere se per legge posso esguire il fascicolo tecnico. vi chiedo questo perche vorrei evitare qualche fregatura a causa dei cialtroni che.ci stanno in giro

  • Salve, per fare la marcatura CE è necessario predisporre il fascicolo tecnico e naturalmente fare o aver fatto tutto ciò che a livello documentale sta scritto nel fascicolo tecnico.
    Nel caso avesse necessità di consulenza, noi siamo a disposizione.
    Mi scuso per il ritardo, ma l’avviso di commento era finito nello spam.
    La saluto cordialmente.
    ing. Carraro

  • Antonio Chiarelli

    Gentilissimo Ing. Carraro,
    ho costruito una turbina eolica da 6kW di potenza continua, 11 kW di picco.

    Diametro pala 6mt, (il generatore trifase a magneti permanenti è stato progettato e costruito dal sottoscritto, questo generatore è stato brevettato ed io sono il titolare del brevetto).
    Tutto il resto dell’ intera macchina è stata progettata dal sottoscritto, ed è stata realizzata da officina metalmeccanica specializzata ed accreditata.
    Sono ormai due anni che questa turbina eolica è in funzione quotidianamente, superando ogni genere di stress, a tutt’oggi funziona e rende come il primo giorno quando fu installata.
    Nel frattempo, un altra persona si è aggiunta alla collaborazione di un eventuale produzione in serie di questa turbina.
    Le chiedo pertanto;cosa c’è da fare per dotare questa macchina di certificazione CE.
    Cordiali saluti, Antonio

  • Salve, dal Suo commento non comprendo se queste attrezzature sono funzionali all’attività della macchina oppure no.
    Ad esempio se sono delle sagome che vengono montate sulla macchina per eseguire lavorazioni particolari, allora sono attrezzature intercambiabili, soggette a marcatura CE.
    Come componenti, se fossero vendute separatamente avrebbero comunque necessità di marcatura CE, vendute come pezzi di ricambio originali no, però ripeto una cosa che ho scritto già molte volte, ovvero non c’è alcuna differenza tra un prodotto su cui si deve applicare il marchio CE ed uno su cui non c’è quest’obbligo, perchè la pericolosità del prodotto non cambia se si applica o meno il marchio CE.
    Pertanto ciò che conta è garantire la sicurezza del prodotto, e questa con quali strumenti si ottiene? Applicando il marchio CE? Certamente no, ma seguendo la procedura di marcatura, anche se questa alla fine non comporta necessariamente il marchio CE sul prodotto. Esiste sempre la 2001/95/CE che non si esclude mai.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  • Roberto

    Buongiorno Ing.Carraro.
    Chiedo cortesemente un suo parere riguardo le “attrezzature intercambiabili”.
    Produciamo macchine da cucire automatiche destinate all’industria dell’abbigliamento. Insieme alle macchine (ma anche successivamente alla vendita delle macchine) forniamo anche le “dime” intercambiabili da noi realizzate su richiesta del cliente a seconda delle forme da cucire. Tali “dime” sono da considerare “apparecchiature intercambiabili” e quindi soggette alla direttiva macchine o semplicemente dei componenti?
    Grazie per l’attenzione e saluti.
    Roberto

  • Salve, Voi eseguite una operazione fondamentale nel ciclo produttivo delle macchine, ovvero l’assemblaggio, questo fa di Voi a tutti gli effetti il soggetto obbligato a predisporre il fascicolo tecnico delle macchine e non solo a redigere la dichiarazione di conformità.
    Come potete redigere tale dichiarazione se prima non avete eseguito tutto il percorso previsto dalla direttiva macchine?
    Il costruttore iniziale ne fa una buona parte, ma dimostra di conoscere bene la legge, rilasciando una dichiarazione di incorporazione e dichiarando il suo prodotto una “quasi macchina”.
    Il Vostro lavoro la fa diventare macchina, quindi Voi siete gli unici responsabili di fronte al cliente finale.
    L’etichetta da apporre sul prodotto è la Vostra.
    Evidentemente non avete valutato le implicazioni derivanti da una scelta razionale sul piano del trasporto, ma un po’ meno sul piano della responsabilità.
    Spero che la risposta sia chiara anche se forse non gradita, ma io mi limito a riportare ciò che dice la legge, senza alcuna interpretazione.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  • Roberto

    Buonasera Ing. Carraro.
    Le pongo una questione a cui non riesco a venire a capo.
    Commercializziamo macchine da cucire di un noto marchio. Il “noto marchio” ce le consegna in kit di montaggio (per risparmiare spazio). Noi effettuiamo semplicemente l’assemblaggio della macchina sul sostegno e tavolo e le eventuali connessioni elettriche.
    Il fornitore si rifiuta di marcare CE il prodotto finito, ma ci fornisce dichiarazione CE per il motore e dichiarazione di incorporazione per la macchina da cucire. La dichiarazione CE è a nostro carico? Siamo noi il costruttore anche se facciamo solo un semplice assemblaggio? Io non credo che su queste macchine debba comparire la targhetta CE col nostro nome. Gradirei un suo parere. Ringrazio anticipatamente per l’attenzione. Saluti. Roberto.

  • Salve, invece di fornire una “dotta” risposta, preferisco farLe una domanda, anzi due, così arriverà Lei alla conclusione corretta.
    Supponiamo che dopo che Lei mi ha consegnato la macchina in questione io esegua o faccia eseguire delle modifiche al Suo lavoro, ovviamente le farei bene, secondo le mie capacità e con accorgimenti all’avanguardia.
    Lei risponderebbe comunque della sicurezza della macchina che mi ha venduto? In caso di incidente sarebbe disposto a condividere con me le conseguenze derivanti da un infortunio o da un danno causato dalla macchina da me modificata?
    A Lei la risposta, mi limito a precisare che la marcatura CE riguarda la sicurezza dei prodotti in relazione al “cosa” ed al “come”, ovvero “cosa” è stato utilizzato e “come” è stato utilizzato il “cosa” per realizzare il risultato finale.
    Spero che, sia le domande poste, che la spiegazione siano chiare, in caso contrario siamo sempre qui a rispondere.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  • Buon giorno, siamo una piccola azienda artigiana, il nostro lavoro consiste nel effettuare delle modifiche su unità esterne dei climatizzatori, eliminiamo lo scambiatore alettato (batteria) per sostituirlo con uno scambiatore a piastre saldobrasate, inserendo anche componenti come valvole pressostatiche, ed anche sicurezze come pressostati, termostati, quest’ultimi intervenendo sulla parte elettrica della macchina.
    Noi rilasciamo un autocertificazione allegata alla documentazione originale dove indichiamo dove e come siamo intervenuti. La macchina originale ovviamente è marchiata CE, e ci viene inviata in conto/lavoro dai nostri clienti che sono installatori o venditori.
    Volevo avere un suo commento indicativo sulla nostra situazione..

    Cordiali saluti Davide

  • Salve, non essendo il prodotto soggetto a marcatura CE, la dichiarazione di conformità deve essere riferita alla Direttiva 2001/95/CE ed alle norme di prodotto, l’uso del CE come marchio è fuori luogo, ma la sicurezza deve essere garantita SEMPRE.
    Cordiali saluti
    Ing. Carraro

  • Giovanni

    Buongiorno, dovendo acquistare delle morse da banco , devono queste
    avere una dichiarazione di conformita’ CE ? resto in attesa Ringraziando.

  • Buongiorno, l’informazione è corretta, le attrezzature che non sono coperte dalla direttiva macchine o bassa tensione, non devono e non possono riportare il marchio CE.
    Finalmente qualcuno che fornisce informazioni corrette.
    Buona giornata
    ing. Carraro

  • Giovanni

    Buongiorno, mi puo’ confermare che le morsa da banco non devono
    avere la conformita’CE’?
    dovo acquistarne un paio, e mi dicono che per questo prodotto non e’ ? previsto.
    Resto in attesa , ringraziandoVi.

  • Salve, ci sono due punti a favore ed uno contro la decisione di marcare nuovamente la macchina.
    a favore:
    – sono passati più di 10 anni dalla costruzione, quindi come tutte le macchine anche il carroponte dovrebbe essere marcato nuovamente, ovvero nuova analisi dei rischi e nuovo manuale, tutto il resto sono semplici documenti da compilare.
    – sono intervenute delle modifiche nel modo di controllare la macchina e queste interferiscono con gli aspetti della sicurezza, non si tratta solo di carico, ma di essere certi che i comandi sono sicuri.
    contro: la legge 81/08 dice che non si deve fare o rifare la marcatura CE se si interviene a migliorare la sicurezza di una macchina, però non spiega come si faccia a dimostrare che la sicurezza è stata migliorata. Non ritengo sia sufficiente dire:- ho migliorato la sicurezza-. Occorre dimostrarlo e questo si fa con un’analisi dei rischi, quindi si torna al punto di partenza.
    Personalmente concordo con la richiesta del funzionario e non tanto per un formale rispetto della legge, quanto per una garanzia documentata di sicurezza.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  • Giuseppe

    Buongiorno Ing. carraro

    La interpello nuovamente

    Secondo lei se su un carroponte omologato Enpi ( quindi ben datato e non marcato Ce ) installo un inverter che opera sulla traslazione ponte avanti / indietro – carrello destra / sinistra -salita / discesa / freno paranco andando a modificare il funzionamento del carroponte ( secondo me a favore di sicurezza ) e quindi la valutazione dei rischi fatta dal costruttore / funzionario Enpi la macchina necessita di una nuova marcatura Ce?

    Il mio dubbio nasce dal fatto che sostituisco il funzionamento ”puramente meccanico ” installando un ”supporto elettronico ” che comunque non va a modificare la trave originale e non aumenta le portate del paranco e quindi non dovrebbe richiedere una nuova marcatura

    Saluti

  • Salve, come già detto il produttore non Le impone nulla, sta semplicemente rispettando la legge e sta comunicando che allo scadere del 10° anno, lui non risponderà più per quel carroponte, per il quale anche Lei in questi anni è stato responsabile, rispetto all’uso corretto ed all’obbligo di manutenzione e verifica annuale.
    Lei afferma di non avere le capacità per valutare la sicurezza del carroponte e la comprendo, per questa ragione il produttore Le dice:- Dall’anno prossimo non sarò più responsabile secondo la direttiva macchine, cosa intendi fare? La direttiva indica la necessità di una sorta di “rimarcatura CE”, la facciamo assieme?
    Ribadisco che Lei ha la fortuna di interagire con un costruttore serio, non sottovaluti questo fatto ed approfitti della sua serietà e, non dubito, della sua capacità e faccia verificare in modo completo il carroponte, forse sarà superfluo, ma sono già passati 10 anni dalla costruzione e non sono pochi, poi per altri 10 anni non se ne preoccuperà più, salvo i controlli annuali e la manutenzione, ovviamente.
    La saluto cordialmente e mi creda, qualche volta le leggi sono utili, soprattutto quelle europee, non come spesso sono quelle italiane, fatte solo per spillarci dei soldi.
    Ing. Carraro

  • Giuseppe

    Buongiorno

    Ing. Carraro

    E’ stato chiarissimo e il suo discorso è sicuramente corretto e ”a favore di sicurezza”.

    Il mio problema è un altro, io capisco la scelta del costruttore di non volersi assumerne nessuna responsabilità dopo 10 anni , ma non condivido il fatto che lo imponga, io da povero ignorante nonostante conosca l’utilizzo / i cicli della mia attrezzatura ( forse passerà l’imposizione delle scatole nere anche per i carroponti ) come posso conoscere dopo quanto è consigliabile un’indagine, il costruttore dovrebbe assumersi la responsabilità al raggiungimento minimo di tot cicli di consigliare il tutto , non imporlo dopo 10 anni e io la responsabilità di firmare il benestare all’utilizzo di un’ attrezzatura che strutturalmente non conosco non posso assumerla, so solo che carroponti del 1950 sono ancora utilizzabili ad oggi con indagini strutturali la cui unica risposta è, da eseguirsi nuovamente tra 10 anni !
    Capisco perfettamente le esigenze del costruttore ma sarebbe utile capire dopo quanto effettivamente è utile e quanto un totale spreco di soldi.

    Saluti

    Giuseppe

  • Giuseppe

    Ing.carraro penso sia stata tagliata la risposta

    Saluti

  • Salve, il costruttore non impone niente, ma interpreta in modo corretto (dal mio punto di vista) la direttiva macchine.
    Infatti questa, come tutte le direttive sulla marcatura CE, impone (questa si è imposizione) di conservare il fascicolo tecnico per 10 anni dalla data di produzione/consegna al cliente.
    Questo significa (sempre a mio parere) che trascorsi 10 anni il produttore può anche eliminare quel fascicolo tecnico, per una macchina di cui potrebbe non sapere più nulla (manutenzione o modifiche apportate).
    Nel caso il produttore elimini (lo consente la legge) il fascicolo tecnico, chi risponderà della marcatura CE ed in particolare del fascicolo tecnico di quel prodotto?
    Personalmente ritengo che il conduttore, dopo 10 anni debba farsi carico di questo aspetto, che attiene alla sicurezza dei prodotti e con o senza il coinvolgimento del produttore, rifare la parte più importante del fascicolo tecnico, ovvero l’analisi dei rischi e rivedere se necessario il manuale ed il programma di manutenzione.
    Proviamo a ragionare all’incontrario, ovvero poniamoci la domanda:- fino a quanto tempo il costruttore originario può essere ritenuto responsabile di una macchina, soprattutto della sua sicurezza, non conoscendone le modalità di sfruttamento, il programma di manutenzione, gli eventuali interventi a modifica eseguiti? Sine die? Come ritengono alcuni pubblici ministeri italiani, che pur di citare in giudizio qualcuno purché paghi, sarebbero disposti a chiamare anche Giuda per fargli versare i 30 denari?
    Lei come costruttore di un qualsiasi prodotto, per quanti anni si ritiene responsabile, dopo che lo ha venduto al Suo cliente?
    Ritengo che la durata di 10 anni sia sperequativa, perchè è uguale per una casa, per una macchina e per un elettrodomestico, e ciò non mi sembra logico, ma non mi sembra neppure logico chiamare a rispondere un produttore dopo 15 o 20 anni da quando ha consegnato una macchina, su cui, ripeto, non ha avuto alcun controllo.
    Il Suo fornitore, che non conosco, si dimostra particolarmente serio ed attento, ed al di là del fatto che certamente non può e non vuole imporLe nulla, La informa della necessità di eseguire una verifica di sicurezza del carroponte e forse è disponibile anche a fare lui questa verifica.
    Questo può essere letto come un modo per portare a casa lavoro, io preferisco leggerlo come un modo corretto per informarVi, che avete una responsabilità e lui magari è disposto a darVi una mano, certamente a pagamento, ma non vedo perchè dovrebbe lavorare gratuitamente.
    Ora Voi, grazie alla sua comunicazione, conoscete la situazione ed il Vostro ruolo, nonché ciò che dovreste fare, se volete potete farne a meno, ma spero non chiamerete lui in giudizio, in caso di incidente dopo i 10 anni dall’acquisto.
    Magari trovereste un pubblico ministero disposto ad accettare la Vostra richiesta, io preferisco pensare che Vi preoccuperete innanzitutto della sicurezza del carroponte e di chi ci lavora, eseguendo ciò che suggerisce il costruttore e ciò che si evince, da una lettura non “furba” della direttiva macchine.
    Preferirei sentir parlare di come essere certi che le macchine sono in assoluta sicurezza, piuttosto che di cosa dispone questa o quella legge.
    Lei solo, sa se ha lavorato a pieno carico o ad 1/3, non il produttore, quindi non è Lei che oggi ha informazioni più che sufficienti per dichiarare sicuro quel carroponte? Quindi è sufficiente che lo metta per iscritto e che lo firmi.
    La sintesi di ciò che indica il Suo fornitore e la direttiva macchine è questa, chi redige e firma oggi (2016) la dichiarazione di conformità di quella macchina?
    Lei vuole tenere buona quella di 10 anni prima, a prescindere da qualsiasi considerazione di sicurezza?
    Ritengo che da persona di buon senso, sappia esattamente cosa fare, e che non si fermi alle apparenze di una comunicazione e scenda alla sostanza, ovvero la sicurezza della macchina, se Lei ne è certo non avrà alcuna difficoltà ad assumersene la piena responsabilità, in fondo è esattamente questo che chiede il Suo fornitore.
    Solo per inciso, la legge 81/08 non c’entra nulla in questo discorso, è più che sufficiente conoscere ed applicare la direttiva macchine.
    Spero di aver risposto alle Sue domande, il messaggio lo avevo interrotto per necessità di trasferta.
    La ringrazio e La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  • Giuseppe

    Buongiorno Ing. Carraro

    ho un carroponte del 2006, nel registro di controllo dello stesso il costruttore indica che al compimento dei 10 anni di utilizzo , quindi 2016 , l’obbligatorietà di eseguire una verifica strutturale citando le norma ISO 12482-1 e la regola FEM 9.755 , la direttiva / decreto 81 non la impone , eccetto che per le gru mobili o trasferibili (vedi gru su camion / torre / piattaforme ecc ) dopo 20 anni di utilizzo!!!

    La mia domanda è , come può imporre un costruttore dopo 10 anni di utilizzo, una indagine strutturale non avendo ”sotto mano” i cicli dell’attrezzatura e quindi declinando ogni responsabilità al datore di lavoro ? un conto è usare un carroponte alla nominale regolarmente un conto è utilizzarlo ai 1 / 3 della nominale e comunque l’unico che può imporre un indagine strutturale è il funzionario Asl, sto parlando a livello legale, che effettua le verifiche periodiche , non capisco questa imposizione a prescindere dall’utilizzo ribadendo che la ‘legge’ non lo impone.
    Manutenzioni trimestrali / annuali è corretto che vengano regolarmente svolte ma che venga imposta la decennale a prescindere….

    La ringrazio in anticipo

    Saluti

    Giuseppe

  • Salve, ci siamo già sentiti al telefono, che ho provveduto a modificare per proteggere la Sua privacy.
    Questi prodotti ricadono in direttiva gas e per essere marcati CE hanno necessità di certificati da organismo notificato (come vedete quando sono obbligatori lo scriviamo chiaramente, così come scriviamo chiaramente quando NON lo sono, magari facessero così anche gli organismi notificati).
    Dato il costo di tali certificazioni, Le consiglio di rivolgersi alla casa costruttrice e chiedere una revisione del prodotto e successiva marcatura.
    Dopo che avrà i certificati potremo aiutarLa, se sarà opportuno in nostro intervento. Nel caso avesse tutti i componenti marcati CE, sarà sufficiente una dichiarazione di conformità di installazione da parte di un tecnico o installatore abilitato.
    Cordiali saluti
    Ing. Carraro

  • siamo una azienda che abbiamo quattro caldaie per produzione di vapore ovviamente con i loro relativi bruciatori a metano , sono per chiederLe se possiamo mettere a norma CE questi quattro impianti i vvff ci chiedono che sia le caldaie ed i bruciatori e le rampe gas devono essere marcate CE. possiamo sapere da lei gentilmente come dobbiamo fare ed in che modo la vs societa’ ci puo’ aiutare a risolvere questo problema?
    grazie a presto una sua gentile soluzione.
    mio cell 3339xxxxx

  • Salve, la marcatura CE significa “Conformità Europea” che è regolata da leggi europee, che valgono solo sul territorio europeo, questa è la ragione per la quale gli extra europei NON possono fare la marcatura CE, ma sembra che questa semplicissima cosa sia incomprensibile ai più (in genere i direttamente interessati a non fare nulla).
    Per l’esportazione fuori UE vale lo stesso ragionamento, non esiste obbligo perchè non vale la legge fuori dal territorio UE, però il marchio CE è molto considerato, quindi toglierlo mi sembra un fatto commercialmente svantaggioso.
    Togliere invece la conformità alla sicurezza su macchine che ce l’hanno già, mi sembra semplicemente stupido, so che non sto parlando di Lei, perchè conosco direttamente il caso e Le ho già espresso questo mio parere.
    Fare una macchina sicura e poi pensare di togliere alcune sicurezze, perchè va negli Stati Uniti, oltre che stupido e moralmente scorretto, e parzialmente suicida.
    Solo un italiano un pò suonato può pensare che negli USA le norme di sicurezza siano meno esigenti che da noi, inoltre pensare che ci siano operai di serie A, B o C come certi esportatori verso l’Africa, è indecoroso e non merita neppure un giudizio, solo la galera e certamente la potrà trovare negli USA chi ragiona in questo modo.
    Se Voi avete previsto delle barriere anti accesso, evidentemente le avete considerate il miglior sistema di protezione attualmente realizzabile.
    In base a quale stolta logica dovreste sostituirle con un tubo?
    Chiedete al venditore se è disposto a venderle con il suo marchio e vediamo cosa risponde, ho già lanciato per telefono la mia scommessa su questo punto.
    Quell’italiano sarà pure idiota e suonato, ma certamente non è interessato a conoscere direttamente il sistema giudiziario statunitense, che a differenza di qua, funziona molto bene.
    La marcatura CE si fa per ottenere prodotti sicuri, non per rispettare più o meno a questa o a quella legge, e Lei lo sa bene, dato che producete macchine sicure e conformi, quindi non scendete a compromessi con la sicurezza e soprattutto non metteteVi a discutere con uno stupido, Vi porterà sul suo terreno e Vi batterà con la sua infinita esperienza.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  • Costruiamo macchine utensili
    avrei due quesitida derimere dato che le risposte che ho avuto sono le più varie e discordanti:
    1) se produciamo e vendiamo macchine in paesi al di fuori della C.E. devono per forza, sempre, essere conformi al marchio CE
    2) per l’ esportazione negli USA devono le protezioni antiinfortunistiche essere a norma CE anche se il mio distributore dice che non serve e si arrangia lui? (non vendiamo direttamente agli utilizzatori ma ad un commerciante)
    Grazie per la cortese ed urgente risposta

  • Ni, nel senso che Lei può fare un contratto con il costruttore il quale fa tutto in nome Suo, rimane la sostanza, ovvero, come può fare Lei ad essere certo che il produttore abbia effettivamente un fascicolo tecnico fatto correttamente, certamente non glielo farà vedere e non lo consegnerà.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  • Roberto

    Ing. Carraro
    La ringrazio per la risposta veloce e precisa.
    Vorrei aggiungere un’osservazione:
    lo stesso discorso che lei ha fatto quindi vale anche se faccio apporre il mio marchio direttamente dal costruttore? Ovvero la marcatura CE rimane comunque a mio carico?
    Grazie ancora e saluti
    Roberto

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