La marcatura CE delle macchine

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La marcatura CE delle macchine2019-01-25T13:11:47+00:00

Introduzione sulla marcatura CE Macchine

La direttiva 2006/42/CE obbligatoria ad eseguire la marcatura CE macchine.

Macchine, quasi macchine, attrezzature intercambiabili,  componenti di sicurezza, accessori di sollevamento, catene, funi e cinghie, dispositivi amovibili di trasmissione meccanica rientrano tutte nella Direttiva 2006/42/CE.

Marcatura CE Macchine

La marcatura CE è una procedura obbligatoria per tutti i prodotti disciplinati dall’omonima direttiva comunitaria, deve essere eseguita dal fabbricante o da un suo sostituto, purché Europeo, il quale dichiara per mezzo della dichiarazione di conformità, che il suo prodotto è conforme ai requisiti di sicurezza e salute, previsti dalle direttive pertinenti.

 La nostra società fornisce l’assistenzala consulenza necessarie per la marcatura CE delle macchine e in ogni caso tutte le categorie di prodotti presenti sul sito!

Se i Tuoi prodotti sono fra quelli citati dalla direttiva 2006/42/CE ed hai l’obbligo di fare la marcatura CE, contattaci!

Approfondimento sulla marcatura CE Macchine

La direttiva macchine 2006/42/CE definisce “macchina” un insieme di parti di cui almeno una mobile per mezzo di energia diversa da quella umana od animale.

Nella direttiva macchine rientrano anche le “quasi macchine”, “le attrezzature”, “i sistemi di sollevamento, anche manuali”, “funi e catene”, ”i sistemi antiribaltamento”, “dispositivi di trasmissione”, “componenti di sicurezza”.

Alcuni tipi di macchine con un livello di pericolosità molto elevato per l’utilizzatore, sono raccolte nell’allegato IV della Direttiva Macchine e possono essere marcate dal produttore in autonomia, solo se esiste una norma armonizzata di prodotto e se essa è rispettata integralmente. In caso diverso il costruttore deve rivolgersi ad un organismo notificato, per supplire alla mancanza di indicazioni precise. Per esempio, una macchina indicata nell’allegato IV sono le seghe a catena portatili da legno

I certificati di prova o altri documenti rilasciati da Organismo Notificato, NON sostituiscono comunque la marcatura CE, ma la integrano.

Un produttore extra europeo NON può fare la marcatura CE delle macchine, se lo fa la marcatura CE è illegale.

Fascicolo tecnico di marcatura CE macchine

Ogni macchina deve essere completamente definita dal punto di vista della sicurezza, da un fascicolo tecnico che è composto da:

  • analisi dei rischi
  • manuale di installazione uso e manutenzione
  • dichiarazione di conformità
  • etichetta CE
  • progetti, disegni, relazioni di calcolo, schemi, foto e quant’altro possa illustrare in modo completo la macchina ed i suoi componenti
  • distinta base
  • elenco dei fornitori
  • procedure di controllo della produzione
  • procedura di collaudo

Puoi infine consultare la direttiva cliccando sul link seguente: Direttiva macchine 2006/42/CE (oppure al link ufficiale)

Contatti

 CHIAMA SUBITO, NON PERDERE TEMPO!

Informazioni sulla marcatura CE ed i preventivi per eseguirla sono gratuiti! Contattaci, riceverai sempre e comunque una risposta immediata!

Se hai una webcam ci potremo anche vedere con Skype così alla fine non saremo solo una voce od un messaggio di posta elettronica.

Siamo i migliori? Non spetta a noi dirlo, ma certamente siamo onesti!

Referenze

Possiamo farTi superare le difficoltà di un argomento complesso, con efficacia ed efficienza.

Prima di Te hanno lavorato con noi:

  • centinaia di aziende, proprio come la Tua
  • multinazionali che operano in vari settori produttivi, per esempio petrolifere ed oleodinamiche
  • Guardia di Finanza
  • Polizia Tributaria
  • Carabinieri
  • Polizia di Stato
  • Dogane e spedizionieri

Consulta le nostre referenze per vedere con chi abbiamo lavorato.

118 Comments

  1. Renato Carraro 20 febbraio 2015 at 17:14

    Salve, bella domanda!
    Lei non figura nè come rivenditore nè come distributore, ma come produttore, quindi deve rispettare gli obblighi del produttore.
    Supponiamo che la macchina abbia qualche pericolo che il produttore originario ha trascurato, Lei come si giustificherà di fronte ad un eventuale incidente? Potrà rispondere al giudice:- E’ stato lui.-?
    Credo che non sarebbe sufficiente.Lei giustamente vuole avere i vantaggi di comparire in prima persona, ed in prima persona deve rispondere.
    Naturalmente se la marcatura CE è fatta di 10 scalini, Lei partirà dal nono, ma non potrà certamente dare per scontato di essere in cima alla scala, la Sua marcatura sarà più semplice, ma non una mera modifica di etichette e moduli, oltretutto così facendo Lei dimostra un fiducia assoluta nel Suo fornitore, cosa che io sconsiglio sempre.
    La ringrazio per la partecipazione e La saluto cordialmente.
    ing. Carraro

  2. Roberto 20 febbraio 2015 at 16:50

    Buonasera Ing. Carraro.
    Se acquisto una macchina nell’UE (quindi in possesso di marchio e dichiarazione di conformità CE) e la rivendo nell’UE con il mio marchio (sostituisco la targhetta originale con la mia) devo rifare anche tutta la procedura relativa alla marcatura CE (costruzione fascicolo tecnico etc…)? Oppure per poterla marcare CE per me è sufficiente possedere la dichiarazione CE originale visto che la macchina non viene assolutamente modificata?
    Grazie per la cortese attenzione
    Roberto

  3. Renato Carraro 17 febbraio 2015 at 17:29

    Salve, nel caso in cui si modifichi qualsiasi cosa, è chiaro che comunque bisogna dimostrare l’entità ed il tipo di modifica apportata, quindi necessita in ogni caso di formalizzazione.
    Una qualsiasi modifica determina la necessità di procedere in modo formale, che questo corrisponda all’intero processo di marcatura CE o a solo una parte lo si deve valutare di volta in volta, ma mettere le mani senza documentare nulla non è corretto, nè legale.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  4. massimo 17 febbraio 2015 at 12:15

    Salve Ingegnere,
    l’articolo R6 della decisione n. 768/200/CE del parlamento europeo e del consiglio del 9 luglio 20089 stabilisce che l’importatore o distributore è soggetto agli obblighi del fabbricante quando modifica un prodotto già immesso sul mercato in modo tale che la conformità con le prescrizioni applicabili potrebbe esserne condizionata.
    Nel caso in cui un’apparecchiatura elettrica, dichiarata conforme ad una determinata norma CEI EN, venisse adeguata da un distributore ad una determinata disposizione prevista da un aggiornamento di questa stessa norma, che risulta migliorativa in termini di sicurezza per l’utilizzatore, si può configurare un condizionamento alla conformità previgente e pertanto da rendersi necessaria l’apposizione di una nuova marcatura CE?

  5. Renato Carraro 17 febbraio 2015 at 11:56

    Salve, il fatto che Lei debba occuparsi per la prima volta di questo argomento mi fa pensare che Lei sia giovane, quindi mi permetto un consiglio: dimentichi i termini “certificato”, “certificazione” e tutti i nomi con lo stesso suffisso, altrimenti potrà incontrare tanti problemi inutili e tante storie fantastiche, raccontate dai “venditori di certificati”, che sono tutto fuorché seri e professionisti.
    Il Vostro prodotto è una macchina e deve rispettare l’omonima direttiva, le prove (fatte da Voi spero) sono eseguite sul prototipo e poi con una frequenza che deciderete Voi. Il produttore è il “deus ex machina” nella marcatura CE, quindi tutte le decisioni spettano a lui.
    Se la turbina viene accoppiata ad altre macchine, diventa “quasi macchina” e come tale deve essere gestita dal punto di vista marcatura CE, se invece la sua operatività è autonoma e si limita a produrre energia da sola è “macchina” a tutti gli effetti.
    La direttiva macchine NON richiede certificati di alcun genere nel Vostro caso, quindi proceda solo con la direttiva macchine.
    Buon lavoro e cordiali saluti
    ing. Carraro

  6. Stefania Pacitto 17 febbraio 2015 at 10:46

    Salve Ing. Carraro,
    la ringrazio per la sua disponibilità a
    sono un ingegnere elettrico che deve occuparsi per la prima volta della certificazione CE del nostro prototipo di turbina eolica da 200kW. Ho letto le varie direttive (macchine, BT, EMC), ma ho qualche dubbio che spero Lei possa chiarire:
    – il generatore elettrico è un nostro prototipo di macchina a flusso, deve essere certificato CE? Le prove devono essere fatte su ogni generatore o solo sul primo di una serie?
    – la certificazione CE deve essere fatta su tutta la turbina prima di essere installata?

    Nel ringraziarla, le porgo i saluti più cordiali.
    S.P.

  7. Renato Carraro 20 gennaio 2015 at 22:58

    Salve, mi congratulo per la Sua decisione e spero che si riveli proficua.
    Come può immaginare la scelta su come impostare la propria professionalità e la propria offerta di servizi sul mercato è strettamente personale, quindi non sono in grado non conoscendo, nè Lei, nè la Sua preparazione, di indicarLe una strada da seguire.
    Nella professione di consulente ognuno mette la Sua personalità ed abbina alle necessità presenti in ogni attività imprenditoriale, le personali esperienze ed esigenze.
    Lei farà la Sua consulenza nel modo migliore se seguirà le Sue aspirazioni ed il Suo modo di essere, non certo copiando da altri, ammesso poi che il mio sia un metodo da copiare.
    Ho sempre ritenuto che se una persona è onesta con sè stessa sa anche essere il proprio miglior giudice, basta non barare, quindi cerchi di capire cosa vuole il Suo cliente e cosa Lei è in grado ed è disposto a dare. Vedrà che le soluzioni le appariranno chiare.
    Ammesso e non concesso che per fare questo serva la partecipazione a gruppi più o meno seri e più o meno lobbistici, impari a fregarsene e consideri se è in grado di fare ciò che deve e non se glielo devono dire altri, tramite timbri e firme.
    Siamo da questo punto di vista un Paese arretrato, cerchi almeno Lei che è giovane di uscire dagli schemi.
    Se l’ordine oggi può essere utile per la pensione o altro, non lo consideri in grado di fornirLe la patente per nulla, non lo è mai stato e non lo sarà fino a che, speriamo presto, scomparirà, almeno nell’attuale ruolo.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  8. Lorenzo Meluzzi 20 gennaio 2015 at 15:00

    Salve Ing. Carraro,
    sono un giovane ingegnere meccanico che da pochissimo ha aperto un piccolo studio che si occupa di progettazione di macchinari speciali.
    Per ampliare l’offerta dei servizi vorrei offrire la possibilità di diventare certificatore CE e/o offrire ai costruttori, consulenza nel redigere il fascicolo tecnico della costruzione.
    Le chiedo qualche consiglio su come muovermi per affrontare questa strada e sopratutto se occorre essere iscritti a qualche albo o altro.
    La ringrazio per la disponibilià.
    L.M.

  9. Renato Carraro 14 gennaio 2015 at 03:43

    Salve, non ho problemi a rispondere alla Sua domanda, ma essa non è coerente con quanto affermato in premessa.
    Lei scrive “marchiamo in Italia”, la mia prima interpretazione è: facciamo tutta la procedura di marcatura CE, ma se così fosse non trova giustificazione la domanda finale.
    Allora ipotizzo di avere interpretato male l’affermazione “marchiamo in Italia” ed essa significa : stampiamo il marchio CE, in questo secondo caso, ed in base alla domanda sulla “certificazione”, mi sento di poter affermare che é ininfluente ciò che stampate sulla confezione, dato che sui Vostri prodotti la marcatura CE non è stata eseguita e quindi ogni aspetto formale rimane solo e semplice formalità, manca cioè la sostanza a cui la forma si riferisce.
    Mi permetto di suggerire un attento approfondimento di ciò che è realmente la marcatura CE, in questo modo gli aspetti formali e le risposte ai Suoi quesiti saranno automatici.
    Cordiali saluti.
    Ing. Carraro

  10. Sandro 13 gennaio 2015 at 11:11

    La nostra azienda importa prodotti dalla Cina (e non solo) che marchiamo in Italia e rivendiamo in Europa. Il nostro produttore ha la certificazione CE e RohS e su alcuni prodotti anche quella FDA.

    Vorremmo sapere se sullo nostro packaging possiamo mettere questi marchi di certificazione oppure abbiamo bisogno di ottenere le certificazioni a nome della nostra azienda.

    In attesa di una vostra risposta, colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

    Dr. Sandro Airaldi

  11. Renato Carraro 27 novembre 2014 at 15:55

    Salve, dopo la nostra telefonata Le ho inviato anche un preventivo per la nostra consulenza.
    La ringrazio e La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  12. andrera di giovanni 27 novembre 2014 at 11:19

    Salve, sono l’Ind. Di Giovanni della Dac Recycle – DR, produciamo un tipo di composter anaerobico, in acciaio inox, un cilindro verticale, al suo interno vengono immessi rifiuti umidi e senza aggiunta di qualsiasi prodotto coadiuvante, viene prodotto compost, cioè rifiuto decomposto e stabilizzato.
    Il cilindro è posizionato su di un supporto girevole e la chiusura è realizzata con un coperchio a cerniera apribile a libro.
    Lo stesso coperchio nella normale posizione di chiusura, assorbe energia termica solare e la trasferisce al rifiuto umido in fase di demolizione, accerelerando il processo di compostaggio.
    Esternamente al cilindro è applicata una stuoia di polietilene espanso flessibile a cellule chiuse per trattenere all’interno della compostiera il calore.
    Esiste la possibiulità di autocertificare e effettuare la marcatura CEE, oltre alla certificazione di risparmio energetico ?
    Siamo interessati in caso positivo ad affidarVi la pratica relativa, attendiamo risposta anche proivata.
    Cordiali saluti
    Dac Recycle DR
    Ing. Di Giovanni

  13. Renato Carraro 15 novembre 2014 at 21:00

    Salve, grazie per le valutazioni, il merito è anche di chi partecipa.
    L’insieme finale, cioè la turbina, è una macchina, quindi ogni sua parte ricade nella direttiva macchine.
    Inoltre esistono delle norme di prodotto che forniscono le caratteristiche costruttive delle turbine eoliche.
    Spero che le spiegazioni siano sufficienti.
    La saluto cordialmente.
    Ing. Carraro

  14. Giorgio 15 novembre 2014 at 20:52

    Salve Ing.Carraro
    In primo luogo mi congratulo per il blog che ha messo sù. Le scrivo perchè ho una notovele confusione per la marchiatura CE di un generatore eolico. In particolare sono intenzionato a mettere sul mercato un generatore eolico ad asse verticale. Come probabilmete saprà esso è composto da un motore elettrico e da un profilo alare. Io devo realizzare il profilo alare che sarà installato attraverso avvitamento su un motore elettrico con marchio CE.

    Quello che mi chiedo è il seguente:
    In questo caso è necessario il marchio CE anche sul profilo alare?
    Se la risposta è NO. Esiste una normativa a cui devo far riferimento per la costruzione del profilo alare?

    Nel ringraziarla le porgo i saluti più cordiali.

  15. Renato Carraro 20 ottobre 2014 at 11:27

    Salve, La ringrazio e mi fa piacere la Sua osservazione dato che proprio oggi un “cliente” dopo avermi chiesto una visita presso la Sua sede, che comportava una giornata fuori sede con 420 km di trasferta, l’ha annullata, perchè non la facevo gratuitamente. Come vede ci sono vari modi di interpretare la disponibilità.
    Il Suo prodotto rientra in direttiva macchine, per due ragioni:
    – è accessorio di una macchina
    – è un sostegno di un peso ed è mobile, però non mobile con forza umana
    Quindi come vede c’è più di una ragione per farlo rientrare in direttiva macchine, con tutto ciò che ne consegue.
    La ringrazio per l’attenzione e mi scuso con Lei e con tutti i partecipanti al blog, se non faccio per Lei e per tutti loro la marcatura gratuitamente (sto scherzando, ovviamente)
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  16. Dario 20 ottobre 2014 at 11:15

    Buongiorno Ing. Carraro,
    prima di tutto volevo farle i complimenti per la sua disponibilità, volevo sottoporle un quesito, sono un progettista e mi è stato chiesto da una ditta di progettare un sostegno per un vaglio vibrante, tale sostegno deve essere munito di ruote per poterlo rimorchiare in maniere agevole all’interno del capannone di lavorazione, volevo chiederle quale direttiva devo seguire poter apporre il marchi CE
    La ringrazio per la disponibilità
    Cordiali saluti
    Dario

  17. Renato Carraro 6 ottobre 2014 at 09:19

    Salve, ovviamente commenti come il Suo fanno piacere, perché il parere di una persona con molta esperienza ha sempre un grande valore.
    Cerco di rendermi utile per quanto mi è possibile, perché penso che una parte del mio tempo debba essere dedicata alla diffusione di ciò che ho imparato nella mia vita, lavorativa e non.
    Naturalmente nel blog non viene fornita la consulenza specifica, perché ritengo non corretto fornire pareri sui quali gli altri possono prendere decisioni, senza assumersi la responsabilità di ciò che si afferma.
    Fornendo informazioni di carattere generale spero di chiarire alcuni dubbi ed indicare i modi per risolvere i problemi di chi interviene, poi sta a Voi giudicare, in base al Suo giudizio sembra che il mio impegno sia utile e spero lo sia davvero per molti.
    Grazie e arrivederci sul blog.
    ing. Carraro

  18. Claudio Dondi 5 ottobre 2014 at 17:10

    sono un perito elettromeccanico da circa 40 anni costruisco impianti elettrici per macchine automatiche, non avevo mai avuto occasione di seguire il suo blog, volevo farle i complimenti per la sua chiarezza e estrema semplicità nel dare delle risposte pratiche ma non sempre semplici
    nella mia carriera ormai sul finire ho incontrato parecchi suoi colleghi e le posso garantire che non li ho mai trovati altrettanto chiari e altrettanto comprensibili

    Dondi Claudio

  19. Renato Carraro 27 settembre 2014 at 17:16

    Salve, le forma è importante ma lo è sempre di più la sostanza quindi può essere più valido uno schema vero fatto a mano che uno falso disegnato bene.
    Se lo schema è comprensibile va benissimo e se Lei sostituisce un componente con uno uguale o analogo non c’è alcun problema, Lei documenti con foto la situazione prima e dopo l’intervento e poi archivi tutto datando l’intervento, sarà più che sufficiente.
    Non sempre la legge è stupida da fermarsi alle apparenze e si Lei documenta in modo sufficiente anche su “carta da formaggio” ciò che ha fatto, è certamente nel giusto.
    La saluto cordialmente.
    ing. Carraro

  20. Alessandro 27 settembre 2014 at 12:27

    Salve Ing. Carraro,
    ho un domanda da porle, ho acquistato nel 2012 delle macchine nuove per un frantoio Oleario,
    sono tutte marchiare con manuali, vi è venuta la necessità di sostituire un inverter sul quadro elettrico, sono andato a reperire lo schema del quadro ed ho trovato un schema fatto a penna su carta non intestata del costruttore.
    volevo sapere se la marcatura CE prevede che ci sia a corredo lo schema del quadro elettrico generale dell’impianto, fatto con disegno tecnico.
    Nel caso dovessi sostituire\aggiungere nel quadro qualcosa corro rischi?
    La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità
    Alessandro

  21. Renato Carraro 29 luglio 2014 at 15:37

    Salve, come sempre le bugie hanno le gambe corte e questo spiega la poca collaborazione del soggetto.
    Nel caso in cui l’utilizzatore (Lei ed i Suoi dipendenti) apporti delle modifiche migliorative e non debba vendere la macchina, ma utilizzarla in proprio, tali modifiche sono consentite (vedi D.Lgs 81/08 sicurezza sui luoghi di lavoro)senza necessità di rimarcatura CE.
    Nel caso la macchina dovesse essere rivenduta il discorso è diverso ed in quel caso dovrebbe essere rimarcata.
    In entrambe i casi il produttore originale risponde per ciò che ha fatto fino a 10 anni dalla vendita, niente di più e niente di meno.
    Per ovvie ragioni è opportuno che Lei documenti con foto e/o relazioni lo stato della macchina prima delle modifiche, poi documenti le modifiche eseguite, dimostri che sono migliorative ed archivi tutto in un fascicolo intitolato “Modifiche migliorative alla scaffalatura XY”.
    Ultimo consiglio: lasci perdere il costruttore, ritengo che certi personaggi debbano essere isolati, ricorda la pubblicità “se lo conosci lo eviti”? Dovrebbe essere un motto applicato molto frequentemente e certamente in questo caso.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  22. Mario Graziani 29 luglio 2014 at 14:04

    Modificare una macchina per migliorare la sicurezza.
    Presento un caso concreto per parlare di una situazione comune.
    Ho una scaffalatura compattabile (su rotaie) prodotta in Italia e ovviamente marcata CE.
    Per un errore di montaggio o per problemi geologici successivi oggi le rotaie non sono in perfetto piano, conseguenze:
    1 talvolta gli scaffali si muovono da soli, 2 talvolta gli scaffali non riescono a superare alcuni punti.
    Ho proposto al fabbricante (poco collaborativo) di sostituire dei motori con motori autofrenanti e aggiungere alcuni motori sulle rotaie che non le hanno. Le prestazioni della macchina non cambiano. Voglio fare il lavoro con mio personale qualificato.
    Il fabbricante risponde che per mantenere la marcatura CE le modifiche le devono fare loro con il loro personale.
    Ha ragione?
    un saluto

  23. Renato Carraro 14 luglio 2014 at 19:29

    Salve, ovviamente è un piacere ricevere commenti di questo tipo, anche se sono sempre un pò incerto se pubblicarli o meno, però siccome pubblico anche le critiche, allora passo anche questo.
    Tra l’altro mi devo scusare con il Sig. Leonardo, perchè la mia prima reazione alla Sua telefonata non è stata diplomatica, ma voglio chiarire che non ce l’avevo con lui, ma con quelli di cui mi riportava le “voci”.
    Mi fa sempre incazzare, sentire che ci sono dei sedicenti tecnici, con tanto di laurea, che vanno in giro a carpire la buona fede delle persone per approfittarne.
    Affermare che le macchine del Sig. Leonardo per essere marcate CE, devono ottenere i certificati da Organismo Notificato ed altre amenità del genere E’ FALSO, ed una falsità detta da un tecnico è doppiamente grave,
    Per tale ragione ho detto al Sig. Leonardo che se mi chiamava per farmi delle domande ero a disposizione, ma non lo ero per sentire le opinioni, peraltro strampalate di ingegneri certamente non preparati, nella migliore delle ipotesi.
    Poi siamo ripartiti da zero e sembra che il Sig. Leonardo sia stato soddisfatto delle mie risposte, questo ovviamente mi fa molto piacere.
    Avere un altro seguace del blog + sempre un bel risultato.
    La saluto cordialmente.
    ing. Carraro

  24. leonardo 14 luglio 2014 at 17:40

    IN “PRIMIS” Ingegnere Carraro è strepitosa come persona e poi professionalmente ha la capacità di semplificare un argomento complesso come la MARCATURA CE in parole semplice e concrete.Inoltre l’ingegnere carraro ha l’onesta di metterti nelle condizione di tutelarti alle dicerie di numerosi cialtroni.Grazie ancora da oggi ha un fedelissimo

  25. Renato Carraro 8 luglio 2014 at 13:59

    Salve, il decespugliatore è una macchina, il filo fa parte integrante della macchina, però bisogna vedere se è assieme al rocchetto rotante o da solo.
    Nel primo caso la marcatura è necessaria, nel secondo potrebbe essere considerato un semplice utensile, quindi non soggetto a marcatura.
    Attenzione però, la 2001/95/CE va sempre rispettata.
    Cordiali saluti.
    Ing. Carraro

  26. alessandro 8 luglio 2014 at 13:49

    Buongiorno ing. Carraro
    noi siano un’azienda commerciale che vende e confeziona, principalmente del filo di nailon per decespugliatori. Filo che è prodotto da azienda italiana. Un nostro cliente ci chiede ora se tale filo rientra nella categoria di prodotti a marcatura CE. Sarebbe così gentile da darmi una sua opinione, o dove posso trovare una normativa riguardante questo prodotto ???
    La rigrazio anticipatamente e porgo distinti saluti
    Alessandro

  27. Renato Carraro 27 giugno 2014 at 17:48

    Salve, mi sembra la classica legge del contrappasso, noi non imponiamo alle loro macchine di essere marcate CE, nonostante una legge precisa lo imponga (non a loro, ma all’importatore) e loro per importare una nostra macchina pretendono che sia marcata CE, pur non essendo la legge in alcun modo valida nel loro territorio, perchè ritengono che la marcatura CE sia una seria dimostrazione di sicurezza. Potremmo fare varie similitudini, ma ci possiamo limitare al dato di fatto.
    Mi sembra oltremodo chiaro che per la vendita in Cina debbano valere le leggi cinesi, che loro peraltro fanno rispettare a differenza di quanto succede in Europa. Esistono però anche le leggi commerciali ed una di queste in dialetto veneto recita così “articolo quinto, che che ga i schei, ga vinto” ovvero a fronte di una richiesta del cliente, si devono fare solo valutazioni economiche e zero discussioni.
    Perciò se vale la pena economicamente si fa la marcatura CE, così come fanno gli importatori per macchine di cui non sanno assolutamente nulla, altrimenti no.
    Tutto ciò è legale? Si
    Tutto ciò è razionale? No
    Ma cosa c’è di razionale nel pensare che l’oro abbia un valore? Che facebook e twitter abbiano un valore da quotazione in borsa? Che i derivati abbiano un valore?
    Come vede il commercio è suggestione, psicologia, convinzione, empatia, ma razionalità poca, quindi valutate i pro ed i contro e poi decidete se assecondare le bizzarre richieste del cliente, oppure spiegargli che parla senza conoscere ciò di cui parla, ovvero è stupido.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  28. Giorgio 27 giugno 2014 at 17:34

    Gent.mo Ing. Carraro,
    Sto leggendo con interesse il Suo sito: abbiamo il caso in cui abbiamo venduto una nostra macchina utensile usata a una ditta Cinese, ma appartenente a un gruppo industriale Italiano: ci chiedono ora la marcatura CE.
    Secondo Lei è giustificata la loro richiesta tenendo conto che la macchina stessa verrà ormai usata solo in Cina ?
    Se si, come è possibile eseguire la marcatura CE a posteriori, ovvero, come in questo caso, dopo averla già esportata in Cina?
    La ringrazio anticipatamente per le Sue eventuali risposte.
    Un cordiale saluto
    Giorgio

  29. Renato Carraro 30 settembre 2013 at 15:11

    Salve, certamente il Suo commento è molto interessante e comporta una serie di risposte ed alcune precisazioni.
    La prima: i prodotti da Voi utilizzati sono marcati CE, ma questo non ha nulla a che vedere con la certificazione (abbiamo perso la certificazione?)
    La seconda: il marchio CE chi lo ha applicato? Il produttore europeo? L’importatore? il produttore extra UE? Senza queste informazioni potrei fornire opinioni errate. Se per caso il marchio CE è stato apposto da un produttore cinese, vale meno dell’inchiostro con cui è stampato.
    In merito alla sostituzione da Voi eseguita è opportuno fare una ipotesi: supponiamo che la Sua ditta abbia costruito una plafoniera progettandola e realizzandola secondo un determinato criterio che NON prevedeva l’impiego di un determinato componente e supponiamo ancora che un Vostro cliente sostituisca un Vostro componente con un altro di più moderna concezione, ma NON previsto da Voi. In caso di incidente dopo tale sostituzione, la Vostra ditta risponderà civilmente e penalmente per quell’incidente?
    Il produttore nei documenti che accompagnano il prodotto dichiara con quali corpi luminosi può funzionare es. “lampada max 60 watt”, significa che si può montare fino a 60 watt, non necessariamente solo 60 watt, ma se sta scritto T8 si possono montare solo T8, oppure si può chiedere al produttore una dichiarazione in cui autorizza la sostituzione con adattatore + T5. Chi si assume la responsabilità formale (scritta e firmata) che -adattatore + T5- equivale a T8? Il produttore condividerà questa dichiarazione? E se il produttore è cinese chi risponderà del prodotto?
    Dopo che Lei mi avrà fornito le risposte alle domande poste, potrò esprimere il mio parere anche su altri aspetti della questione
    La ringrazio e La saluto cordialmente.

  30. E.M. 30 settembre 2013 at 14:37

    Buongiorno,
    Sono l’energy amnager di una azienda, per ridurre i consumi energetici abbiamo il mese scorso acquistato ed installato degli adattatori che permettono di sostuire le lampade fluorescenti T8 con le più efficienti T5. Tali adattatori sono marchiati CE. Tuttavia qualche ollega ha sollevato il dubbio che l’installazione di questa apparecchiatura possa far perdere la marcatura CE del corpo illuminante, anche se il sistema è semplicissimo e non c’è manomissione della struttura della lampada ma solo la sostituzione di una lampada con una T5 + adattatore. E’ così? abbiamo perso la certificazione? Vuol dire che il costruttore non è più tenuto a rispondere delle plafoniere? come può essere che gli adattori siano marchiati, cioè rispondano a specifiche normative, anche se il loro uso (ed unico possibile uso) è considerato così poco sicuro da far perdere la certificazione di un altro prodotto?
    Grazie in anticipo per il suo cortese riscontro

  31. Renato Carraro 10 settembre 2013 at 08:47

    Salve, le sigarette elettroniche si possono vendere ma solo dopo averle marcate CE.
    La marcatura CE la deve fare Lei, tutto ciò che scrive o fa il cinese non conta.
    La conformità del prodotto dovrebbe verificarla Lei, ma prima dell’importazione, perchè se non sono conformi le può solo buttare.
    Cordiali saluti.

  32. luca 9 settembre 2013 at 21:39

    salve vorrei acquistare dalla cina sigarette elettroniche con fattura iva ecc. ho anche un certificato r.o.s ma poi posso venderle tramite il mio negozio? sono conformi? che cosa mi serve x venderle? grazie anticipatamente luca

  33. Renato Carraro 30 agosto 2013 at 14:34

    Salve, Lei deve sistemare delle macchine quindi se dovessi indicare una specializzazione direi meccanica, però qui si parla di marcatura CE, ovvero di un insieme di conoscenze che non sono limitate alla meccanica, ma comprendono anche la sicurezza, come giustamente indica Lei.
    Fare la marcatura è il nostro lavoro, quindi se lo desidera può contattarci, saremo a disposizione per fornire il supporto di cui ha bisogno.
    Cordiali saluti.

  34. Antonio 30 agosto 2013 at 09:03

    egr. ing. Carraro,
    Le scrivo perchè dovrei rifre la marcatura CE alle macchine presenti nell’impianto di produzione cosmetici e mi serve un consulente. Devo cercare un ingegnere chimico?

  35. Renato Carraro 20 agosto 2013 at 03:44

    Salve, come già comunicato con mail diretta, le macchine devono essere marcate CE anche in rispetto della legge 81/08 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
    Vi invieremo il preventivo per la consulenza sulla marcatura CE come da Voi richiesto.
    Cordiali saluti.

  36. Gerardo 19 agosto 2013 at 13:46

    Salve, abbiamo in azienda alcune macchine prive di marcatura CE. Al fine di regolarizzare la situazione vorrei sapere come agire …. Grazie

  37. Renato Carraro 23 luglio 2013 at 08:15

    Personalmente opterei per la direttiva prodotti da costruzione ed a quel punto le farei rientrare entrambe, in modo da fare un solo lavoro.
    Cordiali saluti.

  38. Geom. Di Luigi 22 luglio 2013 at 08:26

    Grazie per la prima risposta….provo ad approfondire:
    sicuramente fisse per i guardiavia in spartitraffico tra le due carreggiate e idem per le laterali, lato destro in autostrada. Sicuramente mobili per i tratti previsti dove avviene il cambio di carreggiata (By-Pass).

  39. Renato Carraro 19 luglio 2013 at 19:12

    Salve, sarebbe opportuno sapere se sono fisse o mobili, poi ricercare eventuali norme armonizzate, ma per le mobili ho qualche dubbio sulla direttiva di riferimento.
    Si potrebbe valutare se può rientrare nei DPI, cosa peraltro dubbia e non ritengo neppure si possa considerare prodotto da costruzione, direi che l’argomento merita un approfondimento.
    Rientra senza dubbio nella direttiva 2001/95/CE, ma per altre più specifiche devo fare un’analisi più approfondita.
    Cordiali saluti

  40. Geom. Di Luigi 19 luglio 2013 at 10:44

    Salve ing. sono un geometra che lavora in ambito stradale, vorrei avere notizie e/o sapere dove poterle reperire, sulla marcatura CE per le barriere di sicurezza stradali

  41. Renato Carraro 12 aprile 2013 at 20:09

    Salve, non é chiara la destinazione finale e neppure il prodotto finale, quindi una risposta puó introdurre confusione invece di chiarimento.
    Per vendere qualsiasi prodotto é necessario garantirne la NON PERICOLOSITÀ, quindi verifichi in quale modo Lei garantisce questa caratteristica obbligatoria per i Suoi prodotti ed avrà trovato le risposta.
    Non é la presenza di un marchietto che modifica la sicurezza di un prodotto, lo puó mettere o non mettere, ma la sicurezza come la dimostra?
    Cordiali saluti.

  42. Antonio Pitone 12 aprile 2013 at 19:38

    Salve Sig. Carraro, ho cercato info sulla normativa ma non mi è ben presente una cosa ovvero vendo kit elettronici (tipo Nuova El.) costituiti da una piastra e i vari componenti che provvede il cliente ad assemblare e ad effettuare i collegamenti elettrici secondo le specifiche d’uso , per quelli progettati in casa non è stata mai fatta la certificazione in quanto sulle informazioni reperite in rete si deduce che non è necessaria. E’ effetivamente così?

    GRazie anticipatamente per la sua risposta.

  43. Renato Carraro 15 marzo 2013 at 22:19

    Salve, La ringrazio e come vede ho modificato il Suo commento togliendo ogni riferimento personale.
    Invito chiunque a non scrivere dati sensibili personali, per evitarmi di intervenire a toglierli, non è opportuno pubblicare numeri di telefono o altri dati personali.
    Mi contatti pure quando vuole, sia per mail che per telefono.
    Cordiali saluti.

  44. Massimo Caldonazzo 15 marzo 2013 at 22:02

    Salve Ing.Carraro,
    Mi chiamo Massimo Caldonazzo (ditta individuale)di Roma,
    avrei bisogno di alcune delucidazioni sul marchio CE in merito ad un mio progetto,dovrei fare uno strumento musicale elettronico.Gentilmente avrei bisogno di parlare con Lei…Lunedì 18/03/13.
    Grazie molte per la sua preziosa collaborazione.
    Cordiali saluti

  45. Renato Carraro 25 luglio 2012 at 11:09

    Salve, non so se questa chiarezza Le deriva dalla frequentazione del blog o per Suo merito, in ogni caso è assolutamente corretto.
    Cordiali saluti.
    Ing. Carraro

  46. Virgilio 25 luglio 2012 at 11:04

    Gent.mo ing.Carraro, per i fabbricanti che intendono mettere sul mercato macchine marcate CE non in allegato IV,mi conferma che l’iter “documentale” da assolvere è il seguente:
    – accertarsi dei RES
    – fascicolo tecnico (comprensivo di valutazione dei rischi e istruzioni per l’uso)
    – compilazione dich. CE e applicazione marcatura

    Grazie per la disponibilità
    cordialmente
    VS

  47. Renato Carraro 4 luglio 2012 at 10:22

    Salve, non deve preoccuparsi per il mio impegno, il blog ha esattamente l’obiettivo di diffondere la conoscenza dell’argomento, ovviamente nei miei limiti, quindi ogni intervento o domanda è ben accetto, comprese le voci dissenzienti.
    Le direttive seguono e non precedono l’evoluzione tecnica, quindi anche se non esplicitamente previsto, ritengo accettabile la messa a disposizione nel web dei manuali nelle varie lingue, che gli interessati si possono scaricare.
    Naturalmente va data al cliente la possibilità di richiedere la copia cartacea, ma non vedo impedimenti alla fornitura dei documenti di marcatura tramite la rete.
    Il produttore dovrà valutare l’efficacia del sistema e mettere in condizione il cliente di non avere problemi.
    L’obiettivo di tutte le direttive è la sicurezza e questa si ottiene anche mettendo l’utente in condizione di avere nella lingua del suo Paese, le istruzioni che gli evitino i pericoli connessi all’utilizzo del prodotto, questo obiettivo si può raggiungere in vari modi, parimenti efficaci, l’importante è raggiungerlo.
    Cordiali saluti.

  48. RICCARDO 4 luglio 2012 at 10:08

    Gent.ssimo Ing. Carraro,
    tentando di approfittare il meno possibile della sua disponibilità, le pongo gentilmente una domanda che di questi tempi potrebbe interessare molti:
    Per le macchine marcate CE è previsto la fornitura del manuale di istruzioni in formato non cartaceo? Per esempio utilizzando un codice (tipo QR code) che consenta al cliente di trovare il manuale della sua lingua direttamente in rete, con ovvi risparmi relativi a stampe?
    Bisogna prevedere comunque un cartaceo nella lingua come definito dalla Direttiva?
    Grazie mille, saluti

    Riccardo

  49. Renato Carraro 21 giugno 2012 at 08:31

    Salve, come tutti i partecipanti a questo blog, Lei mi può contattare ai recapiti segnalati nella prima pagina ed anche in altre parti.
    Ho modificato alcune parti del Suo commento, inserendo delle x, per garantire la Sua privacy e chiedo a tutti coloro che mi vogliono contattare di farlo pure direttamente, evitando di inserire dati sensibili nei commenti, perchè per errore potrebbero essere pubblicati.
    Cordiali saluti.

  50. GALLONI FRANCESCO 20 giugno 2012 at 19:43

    Gentilissimo Ing. Carraro , avrei piacere di scambiare quattro parole con Lei , per essere istruito verso la conformita’ ce.
    Quando ha un attimo mi puo’ trovare al 349-281xxxx.
    Ringraziandola in anticipo Le auguro una buona serata.

    Galloni Francesco
    Gxx SRL

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