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A proposito di cancelli

cancelli metallici

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I cancelli si dividono in varie tipologie ed ai fini della marcatura CE è necessario distinguere:

  • cancelli motorizzati
  • cancelli manuali

Ognuna di queste categorie si divide in altre due sottocategorie:

  • cancelli scorrevoli
  • cancelli a battente

I cancelli motorizzati entrano a pieno titolo in Direttiva macchine 2006/42/CE e devono essere marcati CE rispettando questa direttiva.

I cancelli manuali rientrano nei prodotti da costruzione e sono soggetti ad una specifica norma armonizzata.

Nel tentativo di conoscere quali sono esattamente le procedure che deve applicare un costruttore di cancelli per apporre la marcatura CE, abbiamo interpellato vari organismi notificati e tutti ci hanno confermato che sono indispensabili le prove di tipo, che naturalmente svolgono loro.

Nessuno ci ha però spiegato che per costruzioni singole, cioè la stragrande maggioranza dei cancelli costruiti dai carpentieri artigiani, tale prova non è necessaria come previsto dalla direttiva sui materiali da costruzione, per i pezzi unici o comunque non di serie.

Molti piccoli artigiani si sono allarmati quando sono stati informati che avrebbero dovuto ricorrere all’intervento di laboratori, per fare le prove sui cancelli e poichè ritenevano tali prove incompatibili con le loro dimensioni e capacità economiche, hanno rinunciato a qualsiasi attività di marcatura.

Vogliamo chiarire a tutti gli artigiani che costruiscono prodotti non di serie, che è sufficiente provvedere alle procedure di autocertificazione, che queste procedure sono obbligatorie, ma sono fattibili presso le loro aziende e con un minimo di impegno.

Quindi nessuna procedura complicata o estremamente costosa, una volta compreso l’iter da attuare, ogni artigiano sarà in grado di apporre il marchio CE, con cognizione di causa e senza la necessità di sottoporsi a prove non necessarie.

marchio CE

marchio CE corretto

Ricordiamo peraltro che ricorrere a sistemi semplicistici, quali produrre dei documenti apparentemente corretti, ma privi di contenuto, cosa che succede spesso, è contrario alla legge, come non applicare il marchio CE.

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50 comments to A proposito di cancelli

  • Roberta

    Di seguito 2 brani di 2 diversi Vs.articoli relativi alla marcatura Ce dei cancelli. Secondo me uno dice il contrario dell’altro.
    Se sono un fabbro che produce cancelli, recinzioni, ecc. cosa devo fare x adempiere agli obblighi di marcature CE ? Cosa posso fare al mio interno e cosa no ? Saluti

    “Nessuno ci ha però spiegato che per costruzioni singole, cioè la stragrande maggioranza dei cancelli costruiti dai carpentieri artigiani, tale prova non è necessaria come previsto dalla direttiva sui materiali da costruzione, per i pezzi unici o comunque non di serie.

    Molti piccoli artigiani si sono allarmati quando sono stati informati che avrebbero dovuto ricorrere all’intervento di laboratori, per fare le prove sui cancelli e poichè ritenevano tali prove incompatibili con le loro dimensioni e capacità economiche, hanno rinunciato a qualsiasi attività di marcatura.

    Vogliamo chiarire a tutti gli artigiani che costruiscono prodotti non di serie, che è sufficiente provvedere alle procedure di autocertificazione, che queste procedure sono obbligatorie, ma sono fattibili presso le loro aziende e con un minimo di impegno. . .”

    Da Vs articolo del 9 ottobre 2009

    __________

    “Quello che molti, anche tra gli addetti ai lavori, non sanno è che la marcatura CE nel caso dei cancelli non è una semplice autocertificazione, cioè i costruttori non possono in maniera autonoma applicare il marchio CE sui loro prodotti.

    In questo caso, come per le macchine presenti nell’allegato IV oppure per le caldaie, è sempre necessario che il costruttore disponga di una certificazione di “tipo” che può essere rilasciata solo da un “organismo notificato”.”

    da Vs.articolo del 6 settembre 2009

  • Ringrazio Roberta che mi da modo di precisare la contraddizione che è più apparente che reale.
    Nel primo articolo si parla in generale della costruzione di cancelli, porte e serramenti in modalità industriale.
    Nel secondo articolo si parla in particolare dei prodotti unici, o in numero ridotto, non di serie, in genere di tipo artigianale.
    Questa logica oltre che essere di buon senso, è anche contenuta nella direttiva 89/106 relativa ai materiali da costruzione.
    Quindi il fabbro che costruisce il cancello singolo, è tenuto alla marcatura, ma secondo quanto indicato nel secondo articolo.

  • stefano

    totale se faccio il cancello per la sciura Maria devo fare un’autocertificazione o
    mi devo rivolgere ad un laboratorio che mi fa delle prove strutturali al mio cancello?????
    grazie.

  • Non vedo il commento completo, ma il senso è chiaro.
    Per i cancelli prodotti in singoli esemplari, non serve il passaggio all’organismo notificato ed è sufficiente l’autocertificazione, ovviamente eseguita dopo aver messo in pratica tutto ciò che prevede la marcatura CE.
    Nell’ E-Book in alto della pagina trova tutte le indicazioni necessarie.
    Grazie

  • io vorrei sapere come posso avere l’idoneita per poter certificare i cancelli, la nostra azienda li costruisce dal 1974. grazie

  • Salve, se la Vostra produzione non è di serie, non avete bisogno di nessuna idoneità e potete marcare i cancelli mediante autocertificazione.
    Questo significa applicare quanto dicono le direttive e le norme in merito ai cancelli, ma sarebbe troppo complesso spiegarlo in un commento.
    Nel caso Vi servisse, ka nostra società potrà fornirVi tutto il supporto necessario.

  • salve da un’anno lavoro con gli ospedali realizzando cancelli,grate apribili,scale,porte,ecc..ma tutto su misura artigianale,mi chiedevo dato che queste opere vengono istallate in zone publiche devo necessariamente certificare i miei lavori?se è si,perche’ non mi hanno mai richiesto niente?
    (sono in subappalto)

  • Salve, queste opere dovrebbero essere marcate CE, a prescindere da dove sono installate, il fatto che si trovino il luoghi pubblici, aggrava ancor di più la mancanza del marchio, dato che vengono coinvolti terzi nel loro utilizzo.
    Sul perchè nessuno Le ha mai chiesto la marcatura, la risposta è semplicissima e diffusissima, si tratta semplicemente di IGNORANZA, delle direttive, delle norme, delle leggi e degli obblighi derivanti dal lavoro che ognuno di noi svolge.
    Non si preoccupi però, perchè in questa situazione si trova il 90 % di coloro che sarebbero in obbligo di non essere ignoranti, dai produttori, ai progettisti, dagli organi di controllo, alla magistratura, quindi dato che il mal comune è sempre un mezzo gaudio, Lei è in tempo per correre ai ripari.

  • Antonio Del Giudice

    Sono un artigiano che produco cancelli a misura ho letto che non sono obbligato a rivolgermi a laboratori notificati, che basta autocertificare, chiedo indicazioni chiare per poter apporre la marcatura ce

  • Salve, quello che Lei afferma é corretto, ma non significa che Lei debba fare semplicemente una dichiazione. Deve fare tutta la procedura che trova indicata in questo sito nel primo inserto denominato “punture di vespe”.
    Nel caso desideri avere consulenza da parte nostra, la puó richiedere all’indirizzo e-mail che trova sul sito.
    Cordiali saluti.

  • angelo vidotto

    TUTTO GIUSTO RELATIVAMENTE ALLA PROCEDURA PREVISTA PER I CANCELLI A MISURA IN ESEMPLARE UNICO MA PER LARESISTENZA AL VENTO SI PUò REPWERIRE UNA TRACCIA PER IL CALCOLO DI RESISTENZA AL VENTO ‘

  • Salve, la resistenza al vento è una procedura di calcolo che mette insieme dati statistici e calcolo di resistenza meccanica.
    Si trova su qualche sito e sui testi, la modalità per valutare quanto può essere la spinta del vento in particolari zone ed a diverse altezze (pianura o montagna), però si arriva sempre a forze unitarie, cioè per unità di superficie.
    Riuscire ad utilizzare e valutare questa forza in relazione alle sezioni resistenti del cancello è un lavoro da progettisti meccanici (perito o ingegnere), quindi non credo che conoscere la spinta del vento sia sufficiente a dimensionare le parti resistenti del cancello.
    Tenga inoltre presente che i carichi accidentali, che è sempre opportuno considerare, possono essere molto più grandi della spinta del vento, quindi il dimensionamento passa o tramite un calcolo strutturale o attraverso le buone conoscenze pratiche che tutti i fabbri hanno come bagaglio di esperienza.
    Ritengo quindi che un buon fabbro sappia costruire un buon cancello a prescindere dai calcoli dimensionali, purtroppo altra cosa è disporre dei documenti a supporto di questo dimensionamento.
    Cordiali saluti.

  • angelo vidotto

    Poichè le barriere utilizzate solo per il transito di veicoli sono escluse dalla 13241/1 sono estranee anche alla direttiva macchine? In ogni caso a quali normative devono riferirsi i loro requisiti? Ringrazio sin d’ora chi gentilmente vorra rispondere al suddetto quesito.

  • Le barriere solo per transito veicoli sono escluse dalla norma 13241/1 proprio perchè sono comprese nella direttiva macchine, che è più vincolante dal punto di vista della sicurezza.
    Questo risponde anche alla seconda parte della Sua domanda.
    Cordiali saluti.

  • IGLIS VIDOTTO

    Egr. ing.Carraro,vista la Sua risposta rispetto alle barriere ad esclusivo uso veicolare, come rapporta la posizione dell’UNAC dove alla fine della GUIDA N.8 afferma testualmente che ” Le barriere usate esclusivamente per il transito dei veicoli sono scluse dal campo di applicazione delle norme europee”.?…

  • Salve, altre volte ho espresso la mia opinione nei confronti delle associazioni di categoria, quindi non mi ripeto.
    L’affermazione é formalmente corretta, ma puó generare confusione e dubbi, infatti a quella frase basterebbe aggiungere,” ma deve rispettare le direttive qualora pertinenti” e sarebbe tutto chiaro. Infatti se le barriere sono solo manuali c’é la direttiva 2001/95/CE, se le barriere sono motorizzate ricadono nella già citata direttiva macchine. Quindi non sono soggette alla norma sui cancelli, ma ció non significa che non sono soggette ad obblighi. Dire le cose a metà, anche se sono vere, significa nascondere l’altra metá, questo giochino lo fanno praticamente tutte le associazioni di categoria, forse pensando di fare l’interesse dei loro iscritti. E’ un vezzo tipicamente italiano e spiega, perché non siamo proprio i primi della classe. Cordiali saluti.

  • Irena

    Salve a tutti.
    Voglio solo dirvi che le associazioni di categoria fanno solamente i loro interessi,preoccupate non delle problematiche lavorative dei loro iscriti,ma solamente alle quote di iscrizione.
    Siamo in Italia bisogna arrangiarsi (chi fa da se fa per tre )..Comunque la normattiva riguardo alla certificazione dei cancelli esiste EN13241-1 ma come sempre siamo in Italia, gli enti statali non la richiedano
    gli impresari e i costrutori la ignorano per convegnenza e i controlli dagli enti proposti non vengano effettuati,nonostante i cancelli continuano a cadere e far del male.
    Per costruire e realizzare i cancelli secondo la normattiva EN13241-1 e semplicissimo basta leggerla.
    I cancelli devono essere realizzati pensando alla sicurezza durante l’utilizzo;
    I cancelli ad uso manuale marcati CE sono realizzati e concepiti per utilizzo sporadico e non intensivo, devono essere dotati di sistemi anticaduta, anti schiacciamento, privi di spigoli pungenti, parti taglienti e di facile ergonomica appertura.
    I cancelli automatici oltre quanto sopra citato devono essere dotati di
    coste di sicurezza sia nella parte superiore sia nella parte inferiore che collegate ad una centralina impediscono lo schiacciamento opponendo una forza massima non superiore ai 40 N ,devono essere dotati di segnale luminoso di multicolore che indentifica i movomenti :cancello in appertura,cancello pasaggio sicuro,cancello in chiusura e cancello in blocco.
    Gli unici cancelli che conosco corispondenti alla normattiva sono statti istallati nel mio condominio sono della ditta Pippo di Paperoli (Disneyland)
    Cordiali saluti

  • Salve, come vedete nel precedente commento il nome del produttore è di fantasia, lo abbiamo modificato, perchè in questo sito non si fa pubblicità e proprio perchè essendo in Italia o meglio essendo italiani, vorremmo evitare che l’italica furbizia approfitti del nostro sito per fare pubblicità gratuita.
    Per quasi tutto il resto concordiamo con il commento con un’unica precisazione: il fai da te va bene quando è più sicuro ed economico di altre soluzioni, estendendo il fai da te si potrebbero eliminare anche i medici e molti altri professionisti. Certamente questo in alcuni casi può essere utile, meglio morire per errore proprio che del medico, però anche generalizzare è un vezzo tipicamente italico.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  • Danilo

    Scrivo questo messaggio non per allarmare ma solo per allargare il dibattito.
    La discussione generale nel settore è incentrata sulla possibilità di definire un cancello su misura come esemplare “unico”.
    I laboratori accreditati (quali Laboratorio Giordano o CSI), ma, soprattutto, gli enti preposti alla vigilanza, hanno sempre combatutto l’equivalenza “su misura”=”unico”, sostenendo che anche il fabbro artigiano, pur differenziando le misure e l’estetica del cancello, alla fine produce sempre le stesse tipologie di cancello, differenziando tra ad uno o due battenti o scorrevoli.
    Ma soprattutto utilizzando sempre le stesse tipologie di componenti(ruote, piastre, binari etc etc), tant’è vero che suggeriscono di effettuare le prove di tipo con casi peggiorativi che coprano tutta la produzione dell’artigiano, ad esempio 5 mt per anta, h 3 metri o scorrevole da 10 mt…
    Non sarei così tranquillo a suggerire l’autocertificazione!!!

  • Salve, come in tutte le leggi ci sono le interpretazioni.
    Noi non abbiamo nulla contro gli Organismi Notificati, anzi spesso collaboriamo con loro e quelli citati da Lei sono tra i più seri, tant’è vero che uno di questi è stato l’unico che una volta ci ha detto che alcuni test non erano obbligatori, ma facoltativi.
    E’ però un dato di fatto che tutti coloro che ci hanno riferito di colloqui con laboratori, hanno sempre ricevuto la comunicazione dell’assoluta necessità delle prove, per qualsiasi cosa.
    Nella direttiva sui prodotti da costruzione c’è un testo chiaro ed ognuno si assume la responsabilità di interpretarlo secondo i suoi interessi.
    Ovviamente il piccolo artigiano, che per ammortizzare il costo di una prova di tipo, deve costruire almeno 10 cancelli, tende a cercare la soluzione dell’autocertificazione.
    Conoscendo anche le ragioni che hanno portato all’inserimento dei cancelli nella norma delle porte e dei portoni, si ha più chiara la ragione di una impostazione tutt’altro che semplificatoria per i piccoli artigiani.
    Ai nostri clienti noi presentiamo il quadro generale, poi loro scelgono.
    E’ un altro dato di fatto che se tutti i piccoli artigiani dovessero fare le prove iniziali di tipo, oppure dovessero diventare Centri Trasformazione Acciaio, per poter tagliare anche una sola putrella, molte realtà produttive andrebbero a sparire.
    Vorrei chiarire inoltre che una cosa sono le opinioni che noi esprimiamo nel blog, rispettabili come tutte quelle che ospitiamo, altra cosa è la consulenza che noi forniamo ai clienti che ci interpellano.
    In un dibattito un medico può esprimere le sue opinioni personali, ma quando ordina le medicine deve tenere conto del contesto e suggerire delle soluzioni.
    Quindi noi siamo tranquilli nel dire che secondo noi l’autocertificazione è sufficientemente supportata dalle direttive (non certo dagli enti), poi ai nostri clienti spieghiamo il quadro complessivo della situazione e lasciamo a loro la scelta finale, sono sufficientemente maturi per valutare sia i dati di fatto che i nostri suggerimenti.
    Soprattutto non cerchiamo mai di fargli credere che facendo come diciamo noi sono sollevati da qualsiasi responsabilità, anzi chiariamo sempre che i responsabili di ciò che fanno sono sempre e solo loro, invece di fargli magari credere che facendo le prove in laboratorio sono garantiti sempre e comunque.

  • deborah

    sono una mamma che parla per genitori preoccupati per i cancelli della nostra scuola e vorrei un consiglio e aiuto. il cancello e scorrevole a mano non ha blocco e viene aperto e chiuso con la chiave non ha cartellini con marchio CE ma non sappiamo a chi rivolgerci per un controllo .grazie e scusate se non e molto chiara la richiesta .forse la domanda giusta e come deve essere un cancello a norma per le scuole

  • Buon giorno,il cancello deve essere marcato CE (doveva esserlo al momento dell’installazione che se non è precedente al 1993 era a carico del fornitore, così come lo è ancora se sono passati meno di 10 anni)
    Ci sono delle dimensioni minime al di sotto delle quali la marcatura non è obbligatoria, ma visto il tipo di impiego e dato che comunque deve rispettare anche la 2001/95/CE, ritengo che dovreste quanto meno rendere noti alla Direzione scolastica i rischi di tipo civile e penale che si sta assumendo, dando ovviamente per noti i rischi per i bambini.
    Cordiali saluti.

  • Angelo Smaldino

    Beata ignoranza…….. L’Italia è il paese in cui nessuno potrà mai capire niente se non paga …… Con me questa è la terza generazione di fabbri in famiglia e di cancelli in ferro battuto ne ho visti…e fatti. Ora mi trovo bloccato in una trappola burocratica dove nessuno ti dice niente su come certificare una tua creazione se non dietro compenso in denaro tenendo conto che chi ne pagherebbe le conseguenze in caso di danni siamo sempre noi costruttori.Se per certificare un Cancello “Esemplare Unico” basta una autocertificazione,avere un FPC,un manuale d’uso,una targhetta col marchio CE,un calendario delle manutenzioni,perchè nessuno ci dice in modo inequivocabile cosa dobbiamo fare e come?No dobbiamo speculare e magari guadagnarci qualcosa aggrappandoci a categorie destinate a sparire. Sono aperto ad un confronto con chiunque voglia darmi informazioni

  • L’Italia é anche il Paese dove le persone praticano volentieri il gioco del lamento, contro tutto e contro tutti, dal governo al tempo, passando magari per la nazionale di calcio.
    Se lei vuole sapere come si fa la marcatura dei cancelli, si scarichi la direttiva sui prodotti da costruzione, se la studi e capirà come fare la marcatura del “pezzo unico”. Se per comodità o velocità Lei cerca qualcuno che Le spieghi come si fa, non si capisce per quale ragione questo qualcuno lo dovrebbe fare gratuitamente. Scusi, cosa ha pagato per le informazioni contenute in questo sito? Nessuno La obbliga a chiedere la consulenza, Lei puó benissimo fare da solo, cosí come io potrei costruirmi da solo un cancello. Se lo faccio fare ad un fabbro dipende dal fatto che certamente lo sà fare meglio di me e mi conviene farmelo fare. Valuti se Le conviene studiarsi la direttiva o pagare un consulente, non é obbligato a fare una scelta in particolare e soprattutto faccia a meno di lamentarsi, non é originale, dato che é in numerosa compagnia e non risolve nulla.

  • Angelo Smaldino

    Illustre ing. Carraro, grazie per la celere ed esaudiente risposta comunque vorrei precisare alcune cose poichè penso di essere stato frainteso…. affermo che questa faccenda in qualche altro paese sarebbe stata risolta in modi diversi,dando la possibillità a chi volesse di informarsi attraverso la divulgazione della norma agli interessati e la scelta di far da se o affidarsi ad un tecnico di conto le posso assicurare che dal DPR246 alla normativa 13241-1 una lettura l’ho data e qualcosa l’ho capito….. resta comunque un mistero l’interpretazione “prove del tipo iniziale da parte del fabbricante” Vi assicuro che altrove avrebbero detto “Fa in questo o in quell’altro modo” per certificare il tuo cancello . Comuque mi complimento per il servizio che ci offrite attraverso questo sito e le informazioni che divulgate…..

  • Salve. le persone intelligenti si distinguono da come sanno dialogare anche quando ci possono essere dei punti di frrizione.
    Riconosco che con Lei non ho assunto una atteggiamento conciliante, non perchè non fossi d’accordo con la Sua protesta e le Sue considerazioni, ma perchè prefersico parlare delle soluzzioni piuttosto o solo dei problemi.
    Concordo pienamente con questo Suo secondo commento e per questo la nostra società lavora PRO BONO per tutte le Autorità di controllo che ci interpellano ( anche stamane un Comando dei Carabinieri in Toscana )
    Ovviamente noi teniamo attivo questo sito grazie al fatto che con la consulenza ci manteniamo ed investiamo una parte dei nostri guadagni per mettere a disposizioone di tutti gli interessati, delle informazioni che non tendono a convincerli a chiederci la consulenza, bensì a far comprendere il problema. I nostri articoli sono tecnici e l’invito a contattarci è presente nella home page per ovvi motivi, altrimenti le persone non capiscono neppure che facciamo anche la consulenza.
    Non facciamo consulenza sul blog, perchè non crediamo sia serio esprimere delle opinioni e su queste gli altri facciano affidamento per il loro lavoro, la consulenza presuppone un’assunzione di responsabilità da parte di chi la fornisce e deve garantire il cliente.
    Per questa ragione noi non proponiamo programmi e programmini per fare la marcatura CE, perchè non ci piace prendere in giro le persone, facendo loro credere che compilando un format saranno a posto con la legge.
    Secondo Lei è possibile che con le Sue istruzioni, scritte su un modulo in word o excel, io sia in grado di costruire un cancello? La risposta la conosce già ed è la stessa per quest’altra domanda: è possibile per una persona perfettamente a digiuno del problema, fare la marcatura CE compilando dei moduli?
    Secondo Lei è possibile spiegare su un blog come si fa l’analisi dei rischi, tenendo conto che in una che ho visionato e realizzata da un primario istituto ittaliano di qualità, forse il più importante e noto, ho trovato scritto per un sollevatore a pantografo : pericolo di cesoiamento – non presente.?
    Certamente invece di riempirci la testa del giallo di Avetrana o della moldava in plancia con Schettino, i mezzi di comunicazione potrebbero essere utilizzati in modo più utile, perchè la questione non è il marchio CE sul cancello, ma la sicurezza di tutti i prodotti, quindi di tutti noi.
    Per venire al Suo problema, Lei non è tenuto alla prova di tipo e quindi può procedere alla marcatura in perfetta autonomia, poi se vorrà imparare come fare l’analisi dei rischi o come costituire il fascicolo tecnico sarà un pò più complesso, ma come sono riuscito ad imparare io, lo potrà fare anche Lei. La scelta tra consulenza si o consulenza no, è solo di carattere economico.
    Grazie per aver compreso lo spirito della mia prima risposta, anche se aveva un pò di aceto.
    Cordiali saluti.
    Ing. Carraro

  • MP

    Ho trovato per caso questa discussione MOLTO interessante, faccio parte di una soceta’ “CARPENTERIA METALLICA FABBRO” che nel 2005/2006 ha deciso di apporre la marcatura CE sui cancelli CARRAI, quindi ha fatto l’interim seguita da un CONSULENTE, noi siamo stati i PRIMI a fare i “CONTI” con la EN13241-1, abbiamo chiesto per PRIMI le tabelle di PORTATA CERNIERE/CARDINI ad una ditta MOLTO NOTA, che solo DOPO varie richieste ci ha dato NON VOLENTIERI queste tabelle…

    Siamo stati i PRIMI a verificare sul CAMPO che le cerniere non PORTAVANO il carico DICHIARATO, ovvio tutto DOCUMENTATO, la ditta COSTRUTTRICE delle CERNIERE/CARDINI si e’ fatta carico delle MODIFICHE sul PRODOTTO non CONFORME, cosa fatta SOLO per la nostra DITTA…

    Questa ditta dopo aver SCOPERTO che le tabelle di carico erano SBAGLIATE ha cambiato le PORTATE DIMINUENDOLE senza ritirare i prodotti gia’ in COMMERCIO o a MAGAZZINO, spiegando che non era tenuta a FARLO, quindi i cancelli di un certo TIPO e PESO in “TEORIA” non si possono più realizzare…

    Problema da noi RISOLTO COSTRUENDO NOI le cerniere per i cancelli più “GRANDI” e “PESANTI” …

    Siamo stati i primi a chiedere la CERTIFICAZIONE al produttore “Ferriera” del materiale per costruire i CANCELLI…

    Altra cosa importante, siamo stati i PRIMI ad utilizzare i sistemi di SICUREZZA sui CANCELLI CARRAI (montati poi anche sui cancelli pedonali dal 97 in avanti), questo gia’ dal 1990, ovvio tutto DOCUMENTATO, facevamo gia’ le foto da tenere come documentazione di ISTALLAZIONE a REGOLA d’ARTE…Cosa che ci ha SALVATO da una PERIZIA su di un nostro cancello che si era SCARDINATO causa impatto con un AUTOVETTURA…

    I sistemi di sicurezza avevano COMUNQUE fatto il loro LAVORO, il cancello non e’ caduto a terra rimanendo “APPESO” alla COLONNA PORTANTE…

    Quindi mi chiedo:

    come si può’ marcare CE un CANCELLO “rimango sul TEMA che conosco e PRODUCO” con delle cerniere COMMERCIALI che non sono MARCATE CE, le case che producono queste CERNIERE e tutti gli accessori per cancelli hanno fatto SOLO delle prove TECNICHE e di CARICO senza apporre MARCATURA CE, ovviamente SOLO nel loro catalogo PRODOTTI si trovano le TABELLE di portata e la CORRETTA istallazione…

    Altra cosa importante, il COSTRUTTORE del cancello MARCATO CE deve avere tutto l’interim di produzione INTERNA che rispetti i requisiti richiesti per apporre la suddetta MARCATURA CE???

    Quindi sulla base di quanto fatto da NOI e’ molto difficile ottenere tutti gli INCARTAMENTI e le PROVE sulle parti prese da TERZI che servano o no’ e’ una DOCUMENTAZIONE importante da tenere nel fascicolo di costruzione cancello.

    Altra cosa “queste SONO le ULTIME domande che faccio all’Ing. Carraro” per poter marcare CE un CANCELLO, tutti i materiali utilizzati per la costruzione del cancello devono essere a loro volta marcate CE dal PRODUTTORE (FERRIERA, PRODUTTORE CERNIERE ECC..)???

    Le saldature fatte sulle parti di GIUNZIONE devono essere fatte da PERSONALE specializzato avente REGOLARE patentino/patentini di saldatore ???

    Scusate se mi sono dilungato ma a mio AVVISO prima di pensare al “CESOIAMENTO” si dovrebbe SAPERE con CERTEZZA cosa e COME ci si deve COMPORTARE “ATTREZZARE” per costruire/produrre un CANCELLO CARRAIO VERAMENTE marcato CE.

    Saluti M.

    P.S
    Chi e’ responsabile al 100% in caso di danni a terzi da parte di un cancello carraio per CEDIMENTO di un CARDINE/CERNIERA o del TELAIO PORTANTE CANCELLO ???

  • Salve, mi congratulo con Lei, sia per la chiarezza con cui ha esposto la questione, sia per la sensibilità che ha dimostrato Lei e la Sua azienda nei confronti del problema.
    Quello che avete fatto Voi va benissimo, e credo sia un bel esempio per tutti, ma come Lei saprà ci sono varie strade per raggiungere lo stesso obiettivo.
    Per esempio per calcolare la portata delle cerniere non è necessario fare delle prove di carico, lo stesso vale per la spinta del vento o per l’impatto, noi per esempio ai nostri clienti forniamo un file con il quale inserendo i parametri fondamentali del cancello si ottengono i dati di resistenza degli elementi fondamentali del prodotto.
    Quello che dice a proposito dei produttori di componenti è sacrosanto, pensi che nel campo delle tende da sole, siccome nella stessa associazione ci sono dentro sia quelli che costruiscono i componenti (cerniere, motoriduttori, bracci, ecc.) sia quelli che fanno le tende, l’associazione ha comunicato a questi ultimi che la norma sulle tende impone le certificazioni sui prodotti, e quindi con il cascading potevano usare il certificati dei produttori, ma si è dimenticata di dire che la norma, come tutte le norme, è volontaria mentre quella che impone la marcatura CE è la direttiva, e nel caso delle tende o dei cancelli motorizzati è la direttiva macchine, che va applicata assieme a quella sui prodotti da costruzione.
    Per quanto riguarda la marcatura CE di tutti i componenti, questo è un vantaggio per il costruttore finale, ma se vuole può anche usare prodotti non marcati, assumendosi in questo modo la resposnabilità di tutti i componenti, daltronde anche le cerniere che Vi fate in casa non le acquistate marcate CE e le garantite Voi, cosa perfettamente legittima, così come non è necessario per i cancelli, che il saldatore abbia il patentino, cosa invece obbligatoria per gli elementi strutturali.
    Il responsabile civile e penale dei danni provocati dal cancello, è chi ci mette le mani per ultimo, quindi chi lo installa e lo mette a disposizione dell’utilizzatore, poi questo potrà rivalersi su chi è venuto prima di lui nella filiera produttiva ed è evidente, ma non sempre certo, che è preferibile acquistare componenti marcati CE, in quanto si presume che chi li ha prodotti si sia preso la responsabilità di rispettare le direttive in merito, anche se l’esempio citato da Lei dimostra che dai disonesti è difficile difendersi.
    Quindi nel Suo come negli altri settori è sempre bene diffidare di chi offre vantaggi incredibili, prezzi stracciati se non servizi gratuiti, proprio ieri sera ho ricevuto l’offerta da una società di consulenza, di acquistare un economicissimo software che permette di fare l’analisi dei rischi, cioè al posto di uno o più tecnici esperti che valutino tutti i pericoli di un prodotto, secondo questi consulenti, si può compilare un semplice questionario. CREDIBILE?
    Poi non mi si venga a dire che la colpa delle truffe è sempre, solo e comunque delle varie Vanna Marchi, esiste anche una chiara propensione a farsi imbrogliare che emerge a fronte di un risparmio immediato.
    In tutto il Suo intervento non ho visto alcuna citazione sui Centri Trasformazione Acciaio, ciò significa probabilmente che la Vostra azienda produce solo cancelli e nessun elemento strutturale, tipo scale, ringhiere o altre strutture, se non lo siete ancora, in questo caso non siete stati i PRIMI.
    La ringrazio per il Suo contributo.

  • MP

    Grazie ingeniere per i complimenti che LEI ci ha fatto che condividerò VOLENTIERI con chi ci ha SEGUITO nell’interim di certificazione CE e sicurezza ESTERNA ed INTERNA, il problema e’ un altro:

    il costruire cancelli carrai FATTI BENE “PARANDOSI il fondo-schiena” e che rispettano le NORMATIVA costa di piu’, la concorrenza e’ SLEALE, le istituzioni non INTERVENGONO, i cancelli CARRAI montati nella srtagrande maggioranza dei CASI non rispettano AFFATTO le niormative e leggi VIGENTI.

    Addirittura ci sono piu’ CANCELLI carrai “ANONIMI” da quando esiste la CERTIFICAZIONE CE, il o i FABBRI non mettono più’ neanche in CANTIERE la loro PUBBLICITA’…

    Questo aslmeno dalle mie PARTI, sapendo che NOI siamo in REGOLA OVVIO…

    Comunque causa quanto scritto SOPRA noi all’inizio dell’entrata in vigore dalla EN13241-1 abbiamo COSTRUITO molti cancelli, la paura dei COSTRUTTORI EDILI era TROPPA, quindi abbiamo avuto un BENEFICIO TANGIBILE sino al 2009, da li’ visto che non vi SONO controlli le richieste di cancelli CERTIFICATI e’ calata MOLTO, sebbene i PREZZI dei NOSTRI listini fossero FERMI al 2006…

    La risposta dei CLIENTI e’ stata PALESE:

    “Cosa me ne frega a me’ se tu hai i cancelli certificati, nessuno CONTROLLA se il cancello e’ MARCATO, quindi spendo MENO e lo faccio fare dal FABBRO non CERTIFICATO!!!”

    Quindi la situazione REALE e’ QUESTA, niente CONTROLLI, niente SANZIONI, FANTA CE.

    Mi spiace scrivere cosi’ ma NOI abbiamo e STIAMO soffrendo MOLTO per QUESTA mancanza di RISPETTO verso le DITTE SANE e a NORMA!!!

    Le spese FISSE che ha una ditta SANA e a NORMA saranno sempre MAGGIORI di chi se ne frega e fa’ prezzi piu’ BASSI, o INTERPRETA LE LEGGI a PIACIMENTO, sebbene non POSSA fare certe LAVORAZIONI.

    La soddisfazione, se si puo’ SCRIVERE/PARLARE di soddisfazione, e’ aver SMONTATO dei cancelli NON MARCATI/ANONIMI fatti dalla CONCORRENZA SLEALE, demoliti e sostituiti da cancelli di nostra PRODUZIONE.

    Ma questi cancelli NON erano di ENTI, COSTRUTTORI EDILI, CONDOMINI con AMMINISTRATORE, erano di ABITAZIONI PRIVATE!!!

    Questo mi fa’ pensare che in ITALIA ci siano VERAMENTE troppi FUBETTI che CONTANO sul FATTO che non VI sono CONTROLLI da parte degli ENTI preposti.

    Altra cosa che mi ha dato SODDISFAZIONE, ma anche REPULSIONE verso la CONCORRENZA, e’ il fatto di essere stato CHIAMATO/INTERPELLATO da vari/MOLTI FABBRI per dare una SOLUZIONE un po’ “AMBIGUA” a cancelli da loro COSTRUITI ed INSTALLATI senza APPORRE la MARCATURA o QUANT’ALTRO…

    Secondo lei Ing. Carraro cosa mi e’ stato CHIESTO da QUESTI FABBRI, visto che il CLIENTE non pagava a questi “FABBRI” le VARIE FATTURE se non gli AVESSERO DATO DOCUMENTAZIONE e GARANZIA che il/i CANCELLI CARRAI FOSSERO COSTRUITI RISPETTANDO TUTTE LE NORMATIVE/LEGGI VIGENTI…???

    Per quanto riguarda il CENTRO di TRASFORMAZIONE be’, guardi che NOI puntavamo a fare i CANCELLI, visto che NESSUN FABBRO avrebbe fatto ALTRETTANTO…
    Sa’ dalle nostre parti sono TUTTI BRAVI a LAVORARE e non hanno bisogno che QUALCUNO gli insegni a fare i CANCELLI…

    Qusto e’ qullo che poi e’ successo VERAMENTE…
    NESSUN FABBRO ha fatto cancelli VERAMENTE MARCATI, ammeno che’ non gli fosse CHIESTO dal CLIENTE!!!

    Ovvio questi FABBRI avevano DUE tariffari/listini, cancello “PSEUDO NORMA” costa MOLTO ALTO, cancello ANONIMO cost0 MOLTO BASSO…

    Quindi NOI “POCHI” FABBRI A NORMA, anzi NOI FABBRI “ANOMALI” siamo MOLTO PENALIZZATI e costretti a CHIUDERE.

    Tutto quanto scritto SOPRA non sono COSE inventate ma tutte COSE DOCUMENTATE/DOCUMENTABILI.

    Altra COSA per quanto riguarda il centro di TRASFORMAZIONE ed i PATENTINI SALDATORE…

    In merito al D.M. 14.01.2008 sulle costruzioni lo stesso si applica quando si eseguono elementi strutturali. Considerare una ringhiera o un parapetto di un balcone un qualcosa di strutturale mi sembra veramente “fuori luogo”.

    Allora TORNIAMO al discorso che per pararsi il “fondo-schiena” bisogna sempre fare di PIÙ di quello che la legge RICHIEDE e si torna alle considerazioni già fatte alla marcatura CE dei cancelli. Alcuni DICONO/SCRIVONO che sono d fare e alcuni NO. E per stare nel SICURO, anche in questo caso, è meglio FARE il POSSIBILE per la certificazione.

    Anche la vecchia legge 1086 del 1971 dice che sono considerate opere a struttura metallica quelle nelle quali la statica è assicurata in tutto o in parte da elementi strutturali in acciaio o in altri metalli. Di sicurezza statica il parapetto di un balcone o una ringhiera non ha nulla come pure mi sembra che tali elementi non siano citati come elementi strutturali in nessun tipo di legge. Posso capire che sono elementi strutturali: Fondazioni, Pilastri e Setti Verticali, Travi, Scale, Solai, Mensole e Sbalzi, Archi, Volte, Murature portanti (edifici in muratura), Strutture del tetto, Muri di sostegno, ecc., ma non di SICURO un parapetto di un balcone.

    Il patentino di saldatura mi sembra CORRETTO averlo perchè se vi è un disegno con delle INDICAZIONI di saldatura come posso dimostrare che tra le SPECIFICHE sono state eseguite a REGOLA D’ARTE? Chi prende il PATENTINO/PATENTINI gli viene anche insegnato a “LEGGERE” le saldature sui disegni, ovvero ad eseguirle a regola d’arte. Se non si ha un patentino “con CORSO SPECIFICO” come posso dimostrare di avere effettuato le saldature correttamente (a regola d’arte)?

    Morale della FAVOLA:
    applicare E’ molto DIVERSO dall’interpretare UNA normativa/legge…

    La STRADA DA seguire DOVREBBE essere uguale per tutti “come la LEGGE “CHE” dovrebbe essere UGUALE PER TUTTI”, NON dovrebbero esserci PIÙ “strade” PER rispettare LE stesse normative/leggi…

    In POCHE PAROLE FANTA CE…

    SIAMO in ITALIA.

    Saluti M.

  • Salve, ritengo che ognuno scelga la propria strada in base ad una serie di fattori che sono, i valori, gli obiettivi, le conoscenze, le capacità e le opportunità.
    Voi avete fatto precise scelte che rispetto, ed avete delle convinzioni radicate e a Vostro parere fondate, che non mi permetto di valutare, però mi pare di capire che delle scelte fatte non siate molto soddisfatti e questo è in contrasto con il mio modo di pensare la gestione aziendale e qualsiasi attività in genere.
    Escluse le tasse, che pago per obbligo ed alle quali non ritengo nè corretto nè opportuno sfugggire, tutte le altre scelte che faccio e che indico ai miei clienti, devono portare alla soddisfazione altrimenti c’è qualcosa che non va.
    Non entro nel merito di questioni squisitamente tecniche, perchè una cosa sono le opinioni personali, un’altra sono le norme e le leggi,
    Voi avete un tecnico che Vi segue e di cui Vi fidate, quindi non c’è ragione per cui io metta in discussione quanto affermate, ripeto che è mia abitudine rispettare i pareri altrui, ma parliamo sempre e comunque di pareri, le leggi sono altra cosa dai pareri.
    Quindi se per Voi un parapetto non è strutturale, non c’è problema, marcatelo come fate per i cancelli, tanto sapete bene che è comunque il costruttore il responsabile di ciò che vende, quindi una mia eventuale opinione contraria, non sposta la questione di una sola virgola.
    La ringrazio per il Suo ulteriore contributo e se per caso desidera fare altri commenti, non c’è problema noi li pubblicheremo integralmente, ma mi permetto di suggerire una lunghezza inferiore altrimenti le persone non leggono.
    Cordiali saluti.

  • MP

    Mi spiace Ing. Carraro che abbia RISPOSTO come SOPRA a quanto da me’ CORRETTAMENTE esposto con tanto di riferimenti CERTI, sono COMUNQUE contento di aver ricevuto una sua PARZIALE risposta…

    Anche se si PAGANO INGENERI,PROGETTISTI, STUDI ESTERNI DI CONSULENZA, DITTE CHE TI MANDANO CARTE da COMPILARE per MARCARE CE il CANCELLO CARRAIO, L’UNICO RESPONSABILE e’ SEMPRE il COSTRUTTORE DEL CANCELLO…

    Si e’ VERO, SCUSI, se il COSTRUTTORE rivende il CANCELLO ad un INSTALLATORE, e’ poi l’installatore ad essere il RESPONSABILE ULTIMO…Sa’ lo ha scritto anche LEI:

    “(Il responsabile civile e penale dei danni provocati dal cancello, è chi ci mette le mani per ultimo, quindi chi lo installa e lo mette a disposizione dell’utilizzatore, poi questo potrà rivalersi su chi è venuto prima di lui nella filiera produttiva ed è evidente, ma non sempre certo, che è preferibile acquistare componenti marcati CE, in quanto si presume che chi li ha prodotti si sia preso la responsabilità di rispettare le direttive in merito, anche se l’esempio citato da Lei dimostra che dai disonesti è difficile difendersi.)”

    Quindi NOI essendo COSTRUTTORI ed INSTALLATORI siamo RESPONSABILI al 100%.

    I parapetti noi non li MARCHIAMO, li facciamo in base alle NORMATIVE vigenti, sempre che non vi SIANO imposizioni diverse date dal COMUNE dove avviene l’istallazione, con OVVIAMENTE indicazioni CERTE date dall’ufficio TECNICO COMUNALE.

    Quindi io non ho affatto scritto MIEI PARERI PERSONALI, ho indicato FATTI REALI, infatti LEI vede ALTRE STRADE, NOI ne CONOSCIAMO SOLO UNA.
    NOI APPLICHIAMO queste NORME/LEGGI non le “INTERPRETIAMO”.

    La RINGRAZIO comunque di aver PUBBLICATO i MIEI commenti, speravo di ARRICCHIRE questa discussione, dare anche a chi fa’ il MIO STESSO MESTIERE con BUON SENSO indicazioni REALI senza fra l’altro fare “SPOT” per NESSUNO…

    Saluti M.

  • Salve la discussione si arricchisce in ogni caso, anche quando qualcuno dice cose inesatte, dato che per chi vuole conoscere la verità ci sono le leggi e sono scritte in modo uguale per tutti. Guarda caso ce n’è una che dice: – qualsiasi elemento inglobato stabilmente in una costruzione, é un prodotto da costruzione e va marcato CE – e spiace anche a me che una persona che cita norme e dati di fatto non sia a conoscenza di una legge in vigore da 1993, e comunque parli con la presunzione di conoscere esattamente la materia e poi dimentichi queste “banalità”.
    Io non sono entrato nel merito dei cancelli, perché pur avendone costruito sottolineo costruito e non disegnato, piú di qualcuno, non mi permetterei mai di mettermi a discutere con Lei di una cosa in cui Le riconosco un’esperienza infinitamente superiore alla mia, ma dopo i Suoi interventi mi domando perché oltre al fabbro non fa anche il consulente? Non serve la laurea, basta sapere le cose e dimostrarlo nei fatti, non ripetendo cose sentite dire. Se Lei avesse letto la direttiva che riguarda i prodotti che costruisce, forse eviterebbe di dire cose inesatte con le conseguenti figure.
    La ringrazio comunque dei Suoi interventi, perché io non cerco consensi e quando trovo pareri discordi dai miei mi fa sempre piacere, perché posso verificare se qualcuno mi puó insegnare qualcosa, questo invece a Lei non interessa, Le é sufficiente farci sapere quante cose sa, non importa se siano corrette o meno.
    Saluti.

  • MP

    Grazie ancora per la SUA celere RISPOSTA Ing. Carraro , ma non c’e’ assolutamente BISOGNO di rispondere nei termini da LEI usati SOPRA…

    Io faccio il CONSULENTE di me’ STESSO e come TUTTI SBAGLIO, ma alle VOLTE metto ESATTAMENTE il DITO nella PIAGA GIUSTA…

    E comunque si RICORDI che il COSTRUTTORE e’ il SOLO RESPONSABILE ECC… ECC…

    Eravamo partiti BENE alle prime, ma poi mi e’ sembrato che LEI abbia CAMBIATO MARCIA…

    Comunque se ne 1993 si dovevano marcare CE i PARAPETTI/RINGHIERE INGLOBATI STABILMENTE in una COSTRUZIONE, penso che a MOLTI questa “BANALITÀ” sia SFUGGITA…

    Comunque non sapevo che un BALCONE/PARAPETTO fosse INGLOBATO STABILMENTE nella COSTRUZIONE…

    Anche perché i BALCONI/PARAPETTI non si “MURANO” più DA TEMPO, almeno da QUESTE PARTI…

    Quindi visto che SONO tassellati/imbullonati A DOVERE si possono anche TOGLIERE per le EVENTUALI manutenzioni, definirli INGLOBATI…

    Strano perché in quel PERIODO (1993) noi come ditta lavoravamo per una NOTA DITTA che costruisce AUTO VELOCI…

    E mi pare STRANO che all’UFFICIO TECNICO sia sfuggita questa COSA…

    Che sia la SOLITA storia delle PORTATE-CERNIERE dei CANCELLI e delle varie STRADE per raggiungere lo stesso OBBIETTIVO???

    Se avesse CITATO anche il riferimento alla NORMATIVA/LEGGE (come da me’ fatto con il D.M. 14.01.2008) per TUTTI COLORO che LEGGONO sarebbe stato facile DOCUMENTARSI e RENDERSI conto del GRAVE ammanco TECNICO.

    Le “FIGURE” come le chiama LEI si fanno VOLENTIERI quando si scrive correttamente, e’ chi CERCA STRADE diverse nel RISPONDERE a DOMANDE CHIARE che a mio AVVISO non ha INTERESSE, o forse ne ha TROPPI di INTERESSI…

    Saluti M.

  • Il mio interesse, piú che evidente e certamente non nascosto, é quello di fare consulenza, cosí come Lei fa i cancelli, e non credo ci sia nulla di male se entrambi cerchiamo di vendere il nostro lavoro, cosí come non c’é nulla di male se a qualcuno non interessa, certamente non intendo vendere la mia consulenza a Lei e neppure fornirla gratuitamente.
    La consulenza che vendiamo ci permette anche di mantenere attivo ed aggiornato il sito che ospita Lei come tutti coloro che vi entrano.
    Io rispondo alle domande, se ci sono domande, invece esprimo le mie opinioni se qualcuno espone le sue opinioni.
    Quali sarebbero le Sue domande chiare? Lei ha dato solo risposte.
    Di quello che fanno gli altri, anche famosi tecnici non mi interessa nulla, dato che nel mio lavoro incontro stupidaggini scritte da notissimi Enti di certificazione e oramai ci sono abituato.
    Vada a leggersi le nostre referenze, cosí potrà vedere se i nostri clienti possono stare al pari con i Suoi.
    Perché dovrei citare leggi a supporto di ciò che dico? Lei come tutti, é libero di non credermi ed io non lo chiedo a nessuno, dico anzi di non fidarsi mai e cercare sempre la prova scritta, ma dato che Lei ha dimostrato in tutti i Suoi scritti di sapere di cosa parlava, non ritenevo di avere nulla da insegnarle.
    A proposito delle cose che si possono togliere o meno dalle costruzioni, secondo il Suo ragionamento, le tegole che sono notoriamente appoggiate, non sarebbero prodotto da costruzione.
    A differenza di Lei, io Le lascio la libertà di crederci.
    Saluti.

  • Ruggero

    Buonasera, ho trovato il sito solo oggi e reputandolo estremamente interessante, ho letto (quasi) tutte le notizie e le discussioni relative ai prodotti da costruzione; le volevo chiedere una delucidazione in merito ad un argomento che – ignoranza mia – non avevo mai sentito: i parapetti e le ringhiere devono avere certificazione ce in quanto prodotti da costruzione? E anche le recinzioni (cancellate)? La ringrazio e la saluto.

  • Salve, spero che Lei possa trovare anche altri argomenti interessanti a La ringrazio per il commento.
    La risposta alla Sua domanda ê: assolutamente si, ogni prodotto stabilmente inglobato in una costruzione ê prodotto da costruzione quindi soggetto prima alla direttiva 89/106/CE ed ora al Regolamento 305/11/CE.
    Spero che la risposta sia sufficiente, se dovesse avere necessità di ulteriori chiarimenti ci può contattare ai recapiti presenti nel blog.
    Cordiali saluti

  • Ruggero

    ringrazio per la celere risposta al mio quesito, approfitto della sua disponibilità per chiederle ancora una cosa in merito: per chi realizza questi articoli con produzione non di serie o addirittura sporadica, si può ricorrere alla procedura semplificata di autocertificazione come per i cancelli (ovviamente appoggiandosi a consulenze specifiche)o bisogna seguire altre strade più “dispendiose”?
    Grazie ancora, buona serata

  • Anche il Regolamento 305 prevede delle procedure semplificate e quindi le produzioni non di serie beneficiano di un iter semplificato, rimane però la necessità di conoscere bene sia il Regolamento sia eventuali norme di prodotto.
    Cordiali saluti.

  • Angelo Smaldino

    Buongiorno, ho letto le domande del sig Ruggero e le Vs risposte….. Ma come ci dovremmo comportare con disegni non conformi forniti da tecnici? Chi si assume le responsabilità? Noi artigiani in questo caso siamo solo esecutori. grazie

  • Salve, la Sua domanda é molto interessante, perché consente di chiarire un punto importante.
    Molti produttori, terzisti e non, pensano che la dichiarazione di conformità sia o una cosa inutile o un’assunzione di responsabilitá da evitare.
    Chiarito che si é responsabili per ciò che si fa, a prescindere se lo si é messo per iscritto oppure no, nel caso da Lei citato, scrivere nella dichiarazione di conformitá oltre alle altre cose anche: conforme ai disegni ricevuti dal committente, risolve la questione da Lei posta.
    Si dichiara di essere responsabili di ció che si fa, e questo é giusto, ma non di quello che hanno fatto gli altri ed anche questo é altrettanto giusto.
    Quindi fare la dichiarazione di conformitá é un obbligo, ma é anche un vantaggio.
    Cordiali saluti.

  • angelo vidotto

    Egr. Ing. Carraro non sono d’accordo circa la Sua affermazione che un produttore che ha costruito, se pur per commessa su disegno, un prodotto fuori norma si toglie da ogni responsabiltà semplicemente dichiarando “conforme ai disegni ricevuti” a mio modesto avviso se il costruttore riceve una commissione di realizzare prodotti fuori norma O RIESCE A RICONDURRE LA RICHIESTA IN REGOLARITA’ ESECUTIVA FACENDO CORREGGERE I DISEGNI O RINUNCIA AL LAVORO,DIVERSAMENTE ENTRAMBI COMMITTENTE E PRODUTTORE SONO PARIMENTI RESPONSABILI IN QUANTO LA RESPONSABILITA’ DI UNO NON DIMINUISCE QUELLA DELL’ALTRO . CORDIALI SALUTI

  • Salve, Lei parte dal presupposto che chi esegue il lavoro conosca la destinazione d’uso del prpdotto e quindi ne sappia valutare la conformitá, in questa situazione sono d’accordo con Lei.
    Nel caso in cui il costruttore riceva dei disegni e l’ordine di produrre a disegno, in base a cosa potrebbe sollevare delle obiezioni?
    Stiamo parlando di parti di strutture o di macchine, non certo di prodotti finiti, perché è ovvio che per prodotti finiti il costruttore ha un ruolo più importante, ma non è detto che sia sempre la parte più esperta nella valutazione del prodotto.
    Comunque il principo in base al quale il costruttore non può ritenersi in ogni caso esente da responsabilitá è assolutamente corretto.
    Cordiali saluti.

  • Ruggero

    Buonasera e mi scusi se disturbo ancora, ma pur leggendo molti articoli in merito su vari siti non sono riuscito a capire da autodidatta se per certificare i parapetti dei balconi, le ringhiere delle scale o le cancellate fisse siano necessarie le prove iniziali con enti certificati o se valga la procedura semplificata (parlando sempre di produzioni non di serie). Grazie, cordiali saluti

  • Salve, lasci perdere gli articoli, e tutto ciò che trova su internet a livello di opinioni, sono opinioni, tutte rispettabili ma opinioni.
    Si scarichi da internet (almeno per questo è utile) il Regolamento 305/2011/CE e se riesce si procuri delle norme specifiche su questi prodotti, che sono chiaramente diverse per i diversi prodotti.
    Nel regolamento ci sono anche le procedure semplificate.
    Dopo che avrà letto il Regolamento potremo discuterne nel blog, prima non ne vale la pena, alla fine Lei dovrebbe decidere se fidarsi o meno di ciò che dico io e questo non è il compito del blog e neppure il mio.
    Penso che se Lei è un operatore del settore abbia tutto l’interesse a conoscere le leggi così come sono scritte senza nessuna interpretazione, poi se ci sono delle cose da discutere sarò ben lieto di farlo con Lei.
    Cordiali saluti.
    Ing. Carraro

  • Elena

    Buongiorno, mi stanno costruendo un cancello carrabile automatico e mi hanno chiesto se volevo la certificazione CE. Mi hanno detto che essendo un cancello di una abitazione privata non è necessaria. È vero? Vi chiedo cosa comporterebbe non avere la certificazione.
    Vi ringrazio anticipatamente
    cordiali saluti

  • Salve, Le faccio un esempio parallelo, il Suo fruttivendolo Le chiede se vuole lo scontrino fiscale spiegandole che per Lei non è necessario dato che non se lo scarica, secondo Lei è regolare? Lei rischia qualcosa? Il fruttivendolo rischia qualcosa?
    Probabilmente ad una Sua risposta positiva il costruttore del cancello Le dirà che allora deve pagare qualcosa in più, altrimenti perché chiederlo?
    La marcatura CE è un obbligo per chi costruisce il cancello, chi lo acquista è responsabile del suo utilizzo e se non è marcato CE, ne risponde direttamente, Le ricordo che le responsabilità sono civili e penali.
    Ad esempio se il mio cancello si apre anche quando con l’auto sono tra se foto cellule, succede proprio al mio, rispondo io per tutti i danni che può provocare a persone e cose e non solo rispondo se non c’è il marchio CE, ma rispondo anche se dalla marcatura sono passati più di 10 anni, perché dopo tale periodo l’installatore non risponde più.
    Anche di questa cosa non sono in molti ad esserne a conoscenza e chi sa tace per varie ragioni, il risultato è che in Italia ci sono centinaia di migliaia di cancelli fuori legge e potenzialmente pericolosi, però oggi è più di moda indagare sulle sigarette elettroniche perché si va sul telegiornale, mentre i cancelli ci vanno solo quando fanno morire qualcuno e questo succede molto più spesso di quanto dovrebbe e di quanto crediamo.
    Si faccia fare la marcatura CE del cancello, non paghi assolutamente nulla in più (sarebbe come pagare lo scontrino fiscale o la fattura) e se trova delle difficoltà ci sono molte autorità a Sua disposizione.
    Cordiali saluti.

  • Darfo

    Su un cancello scorrevole di 10 mt e circa 800 kg, le ruote vanno bene se messe a 2 mt dalla testa e dalla coda del cancello? Ci sono delle regole per definire la posizione di queste? Grazie per la risposta

  • Salve, purtroppo non Le posso rispondere per due ragioni:
    – questo è un blog per discutere la marcatura CE, mentre Lei pone un ben preciso quesito di carattere tecnico e progettuale, che certamente rientra tra le cosa da risolvere per la marcatura, ma che fa parte della progettazione
    – la consulenza tecnica, ed in questo caso progettuale di dimensionamento, presuppone che un tecnico sia incaricato di eseguire un calcolo strutturale e se ne assuma la responsabilità e sulla base delle sue risposte il cliente agirà di conseguenza. Questo prevede una precisa identificazione sia del cliente che del progettista, cosa questa che non si realizza certamente in un blog. Io potrei essere chiunque, magari uno che non è neppure in grado di eseguire questi calcoli e Lei potrebbe essere chiunque e non solo una persona che in buona fede pone una domanda, quindi se Lei ritiene di avere bisogno di una consulenza ce la chieda, ma non la forniremo certo tramite un blog.
    Colgo l’occasione per chiarire un aspetto già più volte affrontato, ovvero in internet si possono trovare molte informazioni e notizie, le quali però non dovrebbero mai essere prese come verità assoluta e sulla base delle quali non si dovrebbero mai prendere decisioni operative.
    Mettiamo il caso che io Le rispondessi che quelle ruote vanno bene li, cosa peraltro tecnicamente impossibile, dal momento che non conosco il tipo e le dimensioni delle ruote, fra le altre cose, e supponiamo che quel cancello crei dei problemi di sicurezza e provochi dei danni a persone o cose, proprio a causa delle ruote montate in quella posizione, Lei cosa farebbe? Mi farebbe causa? Direbbe al giudice che la conferma di montare così le ruote la avuta dall’ing. Carraro in internet su un blog?
    Tutto ciò che scrivo in questo ed in altri blog sono mie personali opinioni, di cui non devo rendere conto a nessuno, ciò che invece scrivo e firmo nelle mie consulenze ricade sotto la mia responsabilità e ne rispondo civilmente e penalmente.
    Anche per questa ragione, cioè la differenza tra il lavoro di un tecnico e le parole degli opinionisti, invito sempre a considerare con molta attenzione la validità di moduli, prestampati, programmini preconfezionati, che permettono di risolvere i Vostri problemi, e che invece di solito sono proprio l’inizio dei problemi.
    Cordiali saluti.

  • Aldo

    Buongiorno,sono un installatore, sono stato contattato da un condominio per la manutenzione del cancello a due ante con motori interrati che ho fatto regolarmente facendo la pulizia e facendo le verifiche
    meccaniche/elettriche mi chiedevano di porre il certificato del cancello, preciso che la prima installazione non l’ho eseguita io,dal momento che è stato realizzato nel 2003 si devono adeguare? grazie,
    Saluti

  • Salve, innanzitutto é necessario stabilire cosa significa manutenzione, Lei sa bene che si puó ingrassare un ingranaggio o sostituire un motore e non é proprio lo stesso.
    Quando la manutenzione va a modificare in qualsiasi modo il sistema di funzionamento o di sicurezza di una macchina e di un’apparecchiatura, per esempio sconnettendo e riconnettendo i cablaggi, é necessario garantire che dopo l’intervento il sistema sia non solo come prima, ma a norme, ovvero se si sconnette un motore di un cancello che non rispetta le norme di sicurezza, quando lo si rimette in funzione quel motore le deve rispettare, altrimenti risponde chi ne ha ripristinato il funzionamento.
    Per tale ragione é sempre bene prima di iniziare lavori di questo tipo, documentare la situazione, informare il cliente se essa é non conforme, stabilire quali siano gli interventi necessari per metterlo a norme e concordare con il cliente il lavoro.
    Spiegazioni tipo: ho ripristinato come era prima! Non valgono di fronte alla legge, così come non é corretto comunicare a posteriori: ho dovuto cambiare il motore perché non era a norme! Il cliente é sempre quello che decide, l’installatore puó ovviamente rifiutarsi di fare un lavoro illegale.
    Se il Suo intervento ha modificato lo status ante, dovrà anche rifare la marcatura CE, ed a tale proposito giova ricordare che tutte le marcatura CE hanno una validità di 10 anni, dopo di chè é necessario un controllo approfondito di tutto il sistema o della macchina che porta ad una nuova marcatura.
    Quindi nel Suo caso il cancello andava ricontrollato in toto e rimarcato nel 2013.
    Cordiali saluti.
    Ing. Carraro

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