La marcatura CE dei materiali e dei prodotti da costruzione

/La marcatura CE dei materiali e dei prodotti da costruzione
La marcatura CE dei materiali e dei prodotti da costruzione 2017-03-29T14:13:23+00:00

Il Regolamento 305/2011/UE disciplina tutti i prodotti da costruzione

La nostra società fornisce assistenza e consulenza per la marcatura CE dei materiali e prodotti da costruzione. 

Se i Tuoi prodotti hanno l’obbligo di marcatura CE, contattaci!

Chiama ora il 347 3233851 od il 335 7815770 o invia una mail a: carraro@marchioce.net

i contatti sono attivi 7/7 – dalle 8 alle 24.


Ecco alcune informazioni sulla marcatura CE dei materiali da costruzione

Tutti i materiali ed i prodotti da costruzione rientrano nel Regolamento prodotti da costruzione 305/2011/CE che stabilisce che ogni prodotto stabilmente inglobato in una costruzione è un prodotto da costruzione.

Il regolamento 305 rimanda alla presenza di una norma armonizzata di prodotto, la possibilità di marcatura CE di un prodotto da costruzione, in assenza di tale tipo di norma, si può richiedere un ETA (parere tecnico europeo), altrimenti NON si può marcare CE il prodotto. Quindi per i prodotti da costruzione la marcatura CE è un obbligo condizionato.

Alcune categorie di prodotti da costruzione si possono marcare CE con procedure eseguite dal costruttore, senza necessità di certificati, in genere sono i prodotti non strutturali.

Molti prodotti da costruzione, dovendo rispettare delle leggi specifiche o particolari indicazioni delle NTC (Norme Tecniche sulle costruzioni, valide solo in Italia), possono essere marcati CE solo se dispongono di certificazioni rilasciate da Organismo Notificato, oppure mediante procedure particolari.

Le strutture metalliche possono essere prodotte e marcate solo da Centri Trasformazione Acciaio, molti prodotti hanno necessità di prove iniziali di tipo (ITT), altri hanno bisogno di certificazione di prodotto e/o di processo.

I certificati rilasciati da Organismo Notificato NON sostituiscono la marcatura CE, ma ne fanno parte integrante.

Un produttore extra europeo NON può eseguire la marcatura CE anche se i suoi prodotti sono conformi alle leggi, se lo fa la marcatura è illegale.

I materiali ed i prodotti da costruzione devono essere marcati CE applicando le procedure che sono indicate in questo blog e sulle quali la nostra società fornisce la consulenza.

La nostra società esegue la marcatura CE e fornisce la consulenza per capire cosa è necessario fare.

Il nostro telefono è 049 8875489.

Potete richiedere informazioni e preventivi gratuiti.  La nostra mail è carraro@marchioce.net

Per consultazioni veloci  chiamate il n° 335 7815 770, Ti risponderà direttamente l’ing. Carraro.

logo sito

Siamo migliori? Non spetta a noi dirlo, ma certamente siamo onesti!

CHIAMA SUBITO, NON PERDERE TEMPO

Possiamo farTi superare le difficoltà di un argomento complesso, con efficacia ed efficienza.

Prima di Te hanno lavorato con noi:

  • centinaia di aziende, proprio come la Tua
  • multinazionali che operano in vari settori delle costruzioni
  • squadre di calcio di serie A per i loro gadget
  • Guardia di Finanza
  • Polizia Tributaria
  • Carabinieri
  • Polizia di Stato
  • Dogane e spedizionieri

Consulta le nostre referenze.

Contattaci, riceverai sempre e comunque una risposta immediata! Niente attese telefoniche, linea diretta con l’esperto al 347 3233851 od al 335 7815770

Per raggiungerci gratis e senza limiti di tempo usa Skype; Il contatto skype è alteregocarraro

(aggiungici manualmente o clicca sull’immagine qui sotto)

Skype Me™!

se hai una webcam ci potremo anche vedere, e non saremo solo una voce o una mail.

8 Comments

  1. Renato Carraro 26 aprile 2015 at 16:46

    Salve, a prescindere dal tipo di intervento, che non è secondario, ma in questo ragionamento trascuriamo questo aspetto, in quale categoria di prodotti possiamo inquadrare il forno da cokeria?
    Personalmente lo intenderei come macchina, dato che ha sicuramente della parti che rientrano in direttiva macchine, però vorrei confrontarmi anche con altre opinioni.
    Lo scopo della marcatura CE è quello di garantire la sicurezza dei prodotti, delle componenti e di come queste vengono messe assieme.
    Che si utilizzi una direttiva o un’altra, o che si scelga quella più vicina al nostro caso, l’obiettivo non cambia, ovvero dobbiamo raggiungere la massima sicurezza partendo dall’analisi dei rischi, che dobbiamo svolgere secondo i criteri più adeguati.
    Fare l’analisi dei rischi con la direttiva macchine, con il regolamento prodotti da costruzione, con la direttiva bassa tensione o con la direttiva 2001/95/CE, è diverso nella modalità, ma il risultato deve necessariamente essere il medesimo, ovvero ottenere un prodotto sicuro al massimo delle possibilità.
    In realtà sul piano concreto importa poco se ci applicherò o meno un marchietto, l’importane è che ciò che realizzo sia sicuro.
    Rifare il forno comporta sia utilizzare i mattoni adatti, sia metterli assieme in modo corretto, per fare ciò si devono analizzare i rischi connessi al prodotto (rifacimento del forno e non i mattoni) e verificare che essi (rischi) siano nulli o più bassi possibile.
    I mattoni adatti allo scopo devono essere scelti in funzione del lavoro che dovranno svolgere, quindi dovranno essere disponibile le prestazioni di refrattarietà, durabilità ed altre che Lei conosce meglio di me.
    Spero che la risposta sia chiara ed esaustiva, in caso contrario possiamo cercare di approfondire.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  2. Francesco Convertini 26 aprile 2015 at 16:07

    Caro Ingegnere,

    Per il rifacimento di un forno di cokeria viene richiesta la marcatura ce dei materiali refrattari. Quale normativa seguire ? Atteso che in questo caso non si tratta di una “costruzione” normalmente intesa e non sembra ci siano norme specifiche al riguardo ?
    La ringrazio sind’ora e la saluto cordialmente.

    F. Convertini

  3. Renato Carraro 18 marzo 2015 at 16:51

    Salve, il blog è dedicato all’informazione generica e non alla consulenza specifica.
    Per poter rispondere alla Sua domanda dovrei verificare la presenza di norme armonizzate (quando lavoro non mi fido di ciò che mi riportano gli altri), poi accedere alle suddetta norme e verificarne sia il campo di applicazione, che tutto il resto.
    Tutto questo rappresenta un’attività di consulenza, che noi svolgiamo normalmente, ma a fronte di un incarico e non certo divulgando il tutto sul blog.
    Lei può fare lo stesso percorso che ho descritto io, oppure chiedere la consulenza al nostro indirizzo carraro@marchioce.net, sarò lieto di risponderLe.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  4. Christian 18 marzo 2015 at 12:04

    Buongiorno
    volevo porle un quesito e spero possa finalmente chiarirmi questo dubbio. La norma EN 1916 per tubi in calcestruzzo armato, prende in considerazioni tubazioni con dimensione nominale non eccedente DN 1750 mm per unità con foro circolare. Tale norma obbliga quindi la marcatura CE nelle tubazioni ma solamente fino al diametro massimo di 1750 mm. Successivamente la UNI ha emesso la norma UNI 11364 la quale va applicata congiuntamente alla EN 1916, però tratta tubazioni con diametri fino a DN 3000 mm. Ora le mie domande sono:
    -la marcatura CE va quindi estesa anche alle tubazioni aventi diametri da DN1750 fino a DN3000 anche se si tratta di una normativa italiana?
    -Se si, ha valore solo a livello italiano o anche europeo?

    Stessa cosa accade con la norma EN 1917 per i pozzetti alla quale è stata affiancata la UNI 11385.

    Certo di una sua celere risposta, anticipatamente la ringrazio e le porgo distinti saluti.

  5. Renato Carraro 23 maggio 2013 at 11:54

    Buongiorno, preferisco non entrare nel merito di ciò che dicono e scrivono gli altri, essendoci libertà di parola e di espressione è evidente che chiunque può dire ciò che vuole, anche il sottoscritto, per tale ragione mi limito a ribadire alcune cose già scritte:
    – non fidatevi mai di ciò che trovate in internet, neppure di ciò che trovate su questo sito
    – quando dalle informazioni che ricevete dipendono le Vostre decisioni operative, cercate sempre di trovare un riscontro legislativo
    – diffidate a priori di tutti coloro che parlano e scrivono utilizzando degli acronimi, spesso non conoscono neppure il loro significato e quando lo conoscono lo utilizzano per fare discorsi tra “esperti”, di cosa poi non si sa bene.
    Per entrare nel merito, Le suggerisco di andare a vedere esattamente il significato dei termini ETICS ed ETAG 004, poi siccome apprenderà che in relazione alle Sue domande quei termini non l’aiuteranno in alcun modo, Le fornisco alcune informazioni che La prego però di verificare:
    – tutti i prodotti da costruzione devono essere marcati CE dal 1989 in Europa e dal 1993 in Italia (senza alcuna deroga, come invece fanno credere le associazioni di categoria)
    – la marcatura CE è obbligatoria per i prodotti immessi in commercio a prescindere se poi saranno impiegati singolarmente o assemblati
    – la direttiva che impone la marcatura CE è la 89/106/CE che “muore” il 30 giugno 2013 e verrà sostituita (cosa già di fatto) dal Regolamento Europeo 305/2011/CE, che è attivo dal 2011 ma sarà il solo valido dal 1 luglio 2013, è cioè quasi terminato il periodo di convivenza delle due leggi.
    – il Regolamento in quanto tale non ha necessità di recepimento da parte dei singoli stati, che non potranno più far passare 3/4 anni grazie all’impegno delle varie lobbies (leggi associazioni di categoria) che hanno sempre messo in atto azioni dilatorie nei confronti dei vari governi locali (soprattutto in Italia) invece di spronare gli associati a mettesi velocemente al passo dell’Europa (le considerazioni le lascio ai lettori)
    Quindi se vuole effettivamente conoscere direttamente ciò che deve fare, si scarichi e si studi il regolamento 305/2011/CE, approfondisca cos’è un ETA e cos’è un ETAG, sperando di non doverne mai aver bisogno (sembrano le istruzioni per andare in paradiso) e speri invece di reperire sempre le norme armonizzate per i prodotti di Suo interesse.
    Non entro in maggiori dettagli, perché il blog è un’area di discussione pubblica e generale e non di consulenza,che non si può certo erogare tramite questo strumento.
    Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti su quanto sopra o per la fornitura di consulenza qualora ritenuta utile.
    Cordiali saluti.

  6. Mirko Berizzi 23 maggio 2013 at 09:48

    Buongiorno Ingegnere
    Le sottopongo un quesito riguardante il Sistema Cappotto termico e i suoi singoli elementi costitutivi commercializzati sul mercato:
    Una rete di armatura da cappotto (ovvero un elemento del sistema ETICS) che rispetta le ETAG 004 – in Italia – deve essere singolarmente e obbligatoriamente marcata CE o meno ? Inoltre l’intero sistema cappotto completo deve essere obbligatoriamento marchiato CE in Italia ? L’una può escludere/includere l’altra necessità ?

    Le chiedo questo dopo aver approfondito il tema nel Manuale Cortexa (consorzio dei maggiori produttori dei Sistemi cappotto)senza avere un riscontro chiaro; infatti alle pagg. 14-15 trovo scritto:
    1. in un primo paragrafo si dice testualmente: “viste le direttive europee …….tutti i fornitori hanno l’obbligo di fornire esclusivamente sistemi ETICS omologati e dotati di apposito marchio CE secondo ETAG 004…”
    2. nel paragrafo successivo si dice sempre testualmente: “…..obbligatorietà della marchiatura CE in Italia: La marcatura CE dei sistemi ETICS, che ad oggi è A CARATTERE VOLONTARIO, rappresenta un elemento distintivo ulteriore ai fini della valutazione qualitativa di un sistema”….

    In sostanza i due paragrafi consecutivi si contrappongono concettualmente o quantomeno creano confusione !

    In attesa di un suo gentile riscontro

    La ringrazio

    cordiali Saluti

    Ing Mirko Berizzi

  7. Renato Carraro 11 luglio 2012 at 19:00

    Salve, senza entrare nel merito di tutte le cose scorrette da Lei citate (preciso non che sia scorretto Lei, ma i fatti di cui riferisce e di cui Lei fornisce ennesima testimonianza) Le comunico che alcuni dei prodotti citati hanno obbligo assoluto di marcatura CE e non certo fatta dai Cinesi, i quali o perchè raggirati da abili “consulenti” o per compiacere gli importatori o per altre ragioni, non lesinano sull’applicazione di marchi a gogó.
    La marcatura CE deve farla l’importatore prima di immettere i prodotti in commercio, il fatto che molti o tutti non lo facciano, non fa testo, in quanto anche se tutti non pagano le tasse, l’evasione fiscale non diventa legale.
    La saluto cordialmente.

  8. Marco Valier 11 luglio 2012 at 18:45

    Buongiorno Ingegnere
    ho trovato il suo blog molto interessante e mi farebbe piacere avere una sua opinione su quanto sotto
    una azienda commerciale si sta organizzando per effettuare l’importazione diretta dalla Cina dei seguenti prodotti oggi già acquistati in Italia da grossisti-importatori
    Prato artificiale codice doganale dichiarato dal venditore 5705000900 nel TARIC al codice 5705 appare la descrizione: Altri tappeti e rivestimenti del suolo di materie tessili, anche confezionati
    Piastrelle per esterni di WPC ( composito legno 60% – materiale plastico 30% ) codice doganale dichiarato dal venditore 39189000 questo codice nel TARIC corrisponde a Rivestimenti per pavimenti di materie plastiche, anche autoadesivi, in rotoli o in forma di piastrelle o di lastre; rivestimenti per pareti o per soffitti di materie plastiche, definiti nella nota 9 di questo capitolo – di altre materie plastiche
    Ad oggi questi prodotti acquistati da ditte Italiane come pure gli analoghi venduti nei centri di giardinaggio non riportano nessuna marchiatura CE né sul prodotto nè sugli imballi e le ditte italiane non forniscono certificati di conformità
    D’altro canto i produttori Cinesi consultati come potenziali fornitori hanno fornito copie di certificazioni assortite ( anche a direttive difficilmente applicabili come RhOS ) comprese quelle di conformità con logo CE emesse da società terze in alcuni casi Cinesi in altre Inglesi
    mi può confermare che la certificazione CE non è dovuta ?
    grazie mille

Leave A Comment