Importazioni dai Paesi extra CEE

L’importazione di prodotti dai Paesi esterni alla Comunità Europea, comporta degli obblighi di vario tipo.

importazione
importazione

Oltre al rispettare specifiche leggi che riguardano alcune categorie di prodotti, ad esempio: alimenti in generale, alimenti per bambini, capi di abbigliamento, ecc. molte categorie di prodotti devono essere marcate CE.

Contrariamente a quanto si pensa, nei prodotti importati non è il costruttore che deve applicare il marchio CE, ma l’importatore, infatti le varie direttive chiariscono in modo netto che solo un residente nella Comunità Europea può svolgere questa attività, quindi o il costruttore estero ha un suo refente nella Comunità, oppure è l’importatore che deve eseguire le procedure per la marcatura CE.

Un paradosso che succede spesso al momento dello sdoganamento e del controllo da parte delle autorità competenti è quello che prodotti con il marchio CE da un produttore es cinese, senza alcun recapito in Europa, siano autorizzati al commercio, mentre altri non marcati CE e di cui si dovrebbe correttamente prendere carico l’importatore, vengano bloccati.

controlli doganali

alt dogana

I prodotti in entrata verso la Comunità Europea possono essere marcati CE, solo se il produttore ha una sede nella comunità o solo dall’importatore, le direttive in merito sono chiare e quindi non si comprende perchè al momento dei controlli insorgano confusioni.

Tutti i prodotti che non fanno riferimento ad un referente europeo o all’importatore, dovrebbero essere bloccati all’ingresso nella Comunità Europea, e questo risolverebbe molti problemi, soprattutto di protezione dei marchi registrati e di altre illegalità di cui sentiamo parlare tutti i giorni.

Per garantire i consumatori, i produttori e gli importatori onesti sarebbe sufficiente applicare le Direttive sul marchio CE e per applicarle basta conoscerle, dal momento che sono tutte molto chiare, lo sanno bene le grandi aziende che da molto tempo hanno i loro referenti all’interno della Comunità Europea, ma non lo sanno evidentemente coloro che dovrebbe fare i controlli.

Riteniamo che la marcatura CE sia un fatto di grande rilevanza per la garanzia di sicurezza e di trasparenza e qindi invitiamo tutti a prenderne conoscenza per fare ognuno la propria parte, dal consumatore, all’importatore, dal costruttore all’addetto ai controlli.

sicurezza per i consumatori

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139 Commenti a “Importazioni dai Paesi extra CEE”

  1. gennaro scrive:

    salve sono un privato e vorrei importare dalla cina un pc-pos per uso personale. volevo chiederle se devo preoccuparmi del rispetto del marchio ce o di altri certificati. grazie mille

  2. Renato Carraro scrive:

    Salve, in teoria non dovrebbe preoccuparsi, basta dichiarare l’uso personale, in pratica, visto il comportamento di molte dogane, la preoccupazione è fondata, potrebbero pretendere la marcatura CE.
    Però se sul prodotto c’è già, cosa possibile, quanto illecita, è facile che lo facciano passare.
    La fantasia al potere.
    Cordiali saluti

  3. daniele scrive:

    buongiorno, vi scrivo perchè sto per intraprendere una nuova attività di importazione di un prodotto dalla cina. Il mio dubbio è il seguente, tutti i prodotti necessitano del marchio CE o solo alcune categorie e ancora per poter commercializzare in Italia o europa tale prodotto devo avere particolari licenze o basta essere inquadrati fiscalmente con una partita iva e avere codice di attività per vendita online visto che si tratta proprio di quello?
    vi ringrazio

  4. Renato Carraro scrive:

    Salve, i prodotti con obbligo di marcatura CE sono quelli appartenenti alle categorie che Lei può trovare sulla colonna a destra del blog.
    I prodotti che non vi rientrano sono comunque soggetti alla Direttiva 2001/95/CE che riguarda la sicurezza di TUTTI i prodotti.
    Relativamente alle altre questioni, possiamo solo parlare per conoscenza indiretta, quindi Le consigliamo di verificare: alcuni prodotti sono soggetti oltre che alla marcatura CE anche ad altre norme, in genere relative all’inquinamento, per i vincoli di commercializzazione oltre alla partita IVA per il commercio in internet ci sono in alcuni casi dei vincoli ulteriori che deve verificare in funzione del tipo di prodotto.
    Noi ci occupiamo di consulenza gestionale, marcatura CE e web marketing, dal punto di vista dello sviluppo, per le questioni burocratiche preferiamo non fornire pareri che possano trarre in inganno o creare confusione, alcuni in internet e non solo, sono esperti di tutto, noi chiediamo a chi ci legge di verificare sempre tutto.
    Questo è un blog, cioè uno spazio di discussione, non è uno sportello di consulenza, quindi ci trovate solo pareri ed opinioni.
    Cordiali saluti.

  5. Antonio scrive:

    Salve, volevo sapere se le sigarette elettroniche devono avere il marchio CE. Tutti i produttori cinesi hanno il certificato di conformita’ CE. Cordiali saluti.

  6. Renato Carraro scrive:

    Salve, la risposta è affermativa, ne abbiamo già marcati parecchi, per importatori italiani.
    I certificati prodotti dai cinesi sono appunto di conformità alle norme e dicono che il prodotto va bene, ma non sostituiscono la procedura di marcatura che può e deve essere eseguita dall’importatore.
    Cordiali saluti

  7. Enzo Moro scrive:

    Buongiorno. Innanzitutto complimenti per le dotte spiegazioni che seguo sempre con molto interesse. Ora volevo io farle un quesito a proposito di un nuovo prodotto che dovremmo importare. Si tratta di un utensile in plastica con anima in acciaio, snodabile e con un’estremità gommata, che serve al meccanico per montare/smontare le candele di accensione all’interno di un motore dell’auto. Spesso queste si trovano in posizioni assolutamente scomode e questo accessorio è utile per dare il primo “invito” alla candela, che sarà poi stretta con l’apposita chiave. Lo stesso dicasi per la fase di smontaggio durante la quale l’accessorio serve per estrarre la candela. Mi chiedevo se fosse necessario la marcatura CE sul prodotto o meno. Grazie della collaborazione.

  8. Renato Carraro scrive:

    La ringrazio per le considerazioni e per la costanza e Le annuncio in anteprima assoluta, che tra un paio di settimane ci sarà una novità molto importante collegata ai nostri blog.
    Per venire alla richiesta, sono strumenti di lavoro che rientrano nel decreto 81/08, ma non hanno specifica direttiva, se non la 2001/95/CE che com’è noto non prevede la presenza del marchio CE.
    Il problema è però che, sia in dogana, sia da una parte del mercato, spesso viene richiesta questa marcatura, totalmente avulsa dalla legge.
    Che fare? Eccedere e mettere il marchio CE, anche se non è necessario e bypassare questi problemi? Essere ligi alla legge, non marcare e poi sostenere questa tesi con dogana e clienti? Il dubbio è amletico e come tale lo lascio.
    Ogni operatore deciderà cosa fare, noi diciamo solo come stanno le cose, poi ai nostri clienti forniamo il nostro suggerimento.

  9. francesco scrive:

    Avendo vissuto per alcuni anni in Cina ed accingendomi al rientro, ho notato che gli apparecchi radiotelevisivi in mio possesso di marca giapponese (Pioneer, Yamaha) ma acquistati in Cina non riportano marchio CE (mentre sono marchiati CCC).

    Sara’ effettivamente impossibile importarli per uso personale oppure e’ in qualche modo possibile appellarsi alla certificazione ottenuta in Europa per il modello equivalente (tipicamente cambia l’ultima lettera del codice)?

    Grazie mille

  10. Renato Carraro scrive:

    Salve, l’unico modo per farli rientrare é quello da Lei ipotizzato dell’uso personale, anche se in effetti Lei diventa responsabile per l’uso che ne fanno i Suoi familiare. Facendo un ragionamento per pura scuola, se Sua moglie subisse dei danni dall’uso di questi dispositivi, potrebbe denunciarla e pretendere i danni. Comprende che é una situazione estrema, piú interessante per un ragionamento legale, ma l’ambito della sicurezza ha anche questi aspetti e tutte le direttive non parlano di messa in commercio , ma immissione in libera pratica, ovvero mettere a disposizione di un terzo il prodotto in questione. Si tratta di capire se un familiare é considerato “terzo” nei Suoi confronti. Spero che dichiarandoli di Suo uso possa passare la dogana, glielo auguro cosí come Le auguro un buon rientro in Italia.
    Cordiali saluti.

  11. fiorenzo scrive:

    Salve, vorrei importare dall’America e vendere in Italia, un particolare tipo di bomboletta spray di vernice,che però non ha nessuna marcatura CE.
    Posso farlo o rischio che rimanga ferma in dogana, o meglio ancora che non venga accettata poi dai negozianti che potrebbero obiettare alla libera vendita?
    E a chi spetterebbe apporre il marchio a me distributore o già al produttore?
    Vi ringrazio di qualunque chiarimento.

  12. Renato Carraro scrive:

    Salve. il produttore ha l’obbligo, in qualsiasi Paese si trovi di produrre prodotti che rispettino le norme, ma essendo fuori CEE, non ha obblighi come soggetto che immette il prodotto sul mercato, perchè questo soggetto è Lei. Infatti occorre distinguere tra i vincoli che riguardano i prodotti, e quelli che riguardano chi li immette in commercio in Europa, sono cose diverse, il prodotto deve rispettare le norme per non essere pericoloso, chi lo immette in commercio (nel caso di importazioni, l’importatore è considerato produttore a tutti gli effetti) ha l’obbligo di garantire che la sicurezza del prodotto è assicurata.
    Ovviamente l’importatore si deve fidare della serietà del produttore e sperare che questi gli fornisca prodotti che rispettano le norme, dato che sul prodotto non può fare nulla. Ciò che invece deve fare sono una serie di documenti che servono a dimostrare che lui si è interessato, per quanto possibile della sicurezza, la garantisce e se ne assume la responsabilità. Il marchio CE altro non è che la garanzia di sicurezza fornita dal produttore/importatore al mercato.
    La deve quindi fare Lei (importatore) in quanto unico soggetto raggiungibile dalla legge europea in caso di contestazioni.
    Il rischio alla dogana esiste e noi veniamo interpellati giornalmente per problemi di sequestro, peraltro del tutto abusivo, di prodotti senza il marchio, da parte dei doganieri italiani.
    Cordiali saluti

  13. Alessio scrive:

    Buongiorno,

    laddove dovessi importare materiale da paesi extra CEE, la certificazione CE, trattandosi di materiale elettrico di Voltaggio inferiore ai 50V AC e 75V DC è obbligatoria? Grazie per la vostra gradita risposta.

  14. Renato Carraro scrive:

    Salve, non di certificazione ma di marcatura CE si deve parlare e per questi prodotti é obbligatoria.
    Cordiali saluti

  15. Alessio scrive:

    Non rientrando nella nirmativa bassa tensione, sotto che normativa rienta questo materiale? Laddove qualcuno venda prodotti non marcati CE, cosa rischia?

  16. Renato Carraro scrive:

    Devono rispettare la direttiva di compatibiltà elettromagnetica, le sanzioni sono sempre le stesse, da 10 a 50 mila € di multa, e pene detentive, se poi vuole sapere se qualcuno é mai andato in galera per non aver rispettato le direttive sul CE credo che la risposta sia, nessuno.
    Cordiali saluti.

  17. Cristian scrive:

    Gent.mo buonasera, seguo con passione il suo forum e spero mi possa aiutare a fare un pò di luce sulla seguente questione: i manometri delle pompe per bicicletta di uso comune (siano esse a pedale o a braccia) devono essere marcati CE per l’introduzione nel mercato comunitario (sulla base di un certificato di conformità CE rilasciato al produttore/importatore)? O attualmente non esiste ancora l’obbligo di CE? E se fosse invece un manometro applicato ad un mini-compressore a 12V, oltre al CE per la rispondenza ai requisiti di bassa tensione del dispositivo, é necessario anche il CE sul manometro o non esiste specifico obbligo CE a riguardo? Non saprei che direttive si applichino ai manometri per gli utilizzi qui sopra descritti, e se questi concorrono ad una conformità CE del prodotto. So che era indiscussione la EN 16501-2 per i requisiti di sicurezza, marcatura, durata e prestazioni ecc.. di “dispositivi di gonfiaggio e accessori per prodotti di consumo gonfiabili” ma non ho più avuto news sull’iter. Grazie anticipatamente per ogni possibile parere mi possa dare. Cordiali Saluti

  18. Renato Carraro scrive:

    Salve, tutte le apparecchiature ed i componenti che lavorano con una pressione superiore a 0,5 bar relativi, devono rispettare la direttiva PED, ritengo quindi che anche questi manometri la debbano rispettare, mentre i compressori anche se funzionano a bassissima tensione, rientrano sia in direttiva macchine che in direttiva PED.
    La ringrazio per la Sua assiduità, Le ricordo che esiste anche il blog dichiarazionediconformita.eu un pó piú specifico.
    Cordiali saluti.

  19. marco scrive:

    buonasera

    vorrei acquistare dal brasile un amplidicatore per auto quindi a 12v che ha il suo valore (circa 1500 euro esentasse)

    il produttore comunque mi ha gia comunicato che e se senza marchio ce
    io ne dovrei prendere 2 per uso personale ovviamente dichiarandolo legallmente pagando iva e dazi

    me li potrebbero bloccare?

    e se me lo boccano c e qualche modo per riaverlo o viene confiscato?

    grazie

  20. Renato Carraro scrive:

    Salve, secondo la legge in dogana non dovrebbe fermare mai nulla, a meno che non lo ritengano pericoloso ed al massimo il fermo dovrebbe essere di 2 giorni.
    Purtroppo la realtà è ben diversa e non è possibile prevedere come si comporta il singolo doganiere, pensi che uno spedizioniere voleva convincerci che la legge delega ogni decisione in merito al singolo doganiere, ma si può essere così idioti non solo da credere ad una cosa del genere, ma anche da dirla.
    La marcatura CE inoltre non è dovuta se l’uso è esclusivamente personale e certamente non sono affari miei, però dichiarare che si ha la necessità di 2 impianti stero per uso personale, mi sembra un pò tirata, ma ribadisco che nono sono affari miei.
    Non sono in grado di dirLe se i prodotti verranno sequestrati e/o confiscati, ma il rischio esiste come esiste la possibilità che facciano gola a qualcuno.
    Pensi che una dita che importava scarpe da lavoro, vista la continua scomparsa di numerose paia di scarpe ha deciso di importare prima un container di destre e poi un container di sinistre, sollevando in un primo tempo i dubbi delle dogana interessata, che poi compresa l’antifona ha glissato sulla questione.
    Io posso solo farLe gli auguri.
    Cordiali saluti.

  21. ANTONIO B. scrive:

    BUONASERA,
    STIAMO IMPORTANDO DEI GENERATORI ELETTRICI PER PALE EOLICHE DALLA CINA SENZA MARCHIATURA CE IN QUANTO L’AZIENDA CINESE NON HA REFERENTI COMUNITARI E PERTANTO SPETTA A NOI.
    PURTROPPO LA MERCE TRA QUALCHE GIORNO ARRIVA IN ITALIA.
    VOLEVE SAPERE, GENTILMENTE, SE E’ POSSIBILE SDOGANARE LA MERCE SENZA CERTIFICAZIONE CE, CHIEDENDO ALLA DOGANA DI POTER IMPORTARE LA MERCE E IMMETTERLA IN UN DEPOSITO DOGANALE IN ATTESA DI RICEVERE LA CERTIFICAZIONE.
    GRAZIE MILLE

  22. ANTONIO B. scrive:

    BUONASERA,
    STIAMO IMPORTANDO DEI GENERATORI ELETTRICI PER PALE EOLICHE DALLA CINA SENZA MARCHIATURA CE IN QUANTO L’AZIENDA CINESE NON HA REFERENTI COMUNITARI E PERTANTO SPETTA A NOI.
    PURTROPPO LA MERCE TRA QUALCHE GIORNO ARRIVA IN ITALIA.
    VOLEVE SAPERE, GENTILMENTE, SE E’ POSSIBILE SDOGANARE LA MERCE SENZA CERTIFICAZIONE CE, CHIEDENDO ALLA DOGANA DI POTER IMPORTARE LA MERCE E IMMETTERLA IN UN DEPOSITO DOGANALE IN ATTESA DI RICEVERE LA CERTIFICAZIONE.

  23. marco scrive:

    non sono due impianti ma uno solo i due ampli andrebbero nello stesso impianto

    ce un importatore europeo ma ovviamente vuole quasi il 40% in piu di quello che pagherei direttamente dal produttore

  24. Renato Carraro scrive:

    Non avevo capito bene, allora speriamo che Lei non incontri nessun doganiere zelante che applica una legge inesistente.
    Di nuovo buona fortuna.

  25. Renato Carraro scrive:

    Salve, rispondo una sola volta anche se ha inviato dei commenti.
    Le pale devono essere marcate CE, prima di essere immesse nel mercato o installate, per fare la marcatura puó essere utile avere anche la certificazione, ma né la marcatura né la certificazione sono necessari per passare la dogana, c’é peró un piccolissimo e banale problema, che quanto ho scritto é ignorato dai doganieri che bloccano e sequestrano vari prodotti senza alcun criterio e senza alcun supporto legale.
    Per tale ragione noi suggeriamo sempre di eseguire la marcatura prima dell’importazione, cosa questa possibile e perfettamente legittima.
    Non Le so dire cosa succederà in dogana, perché per farlo dovrei avere poteri divinatori, se trova un doganiere preparato e corretto, Lei non avrà problemi, altrimenti come per il commento precedente, posso solo farLe gli auguri.
    Cordiali saluti.

  26. marco scrive:

    ma scusate non e possibili che in dogana ogniuno fa cio che vuole!
    un doganiere non si puo svegliare alla mattina e decidere come gli gira non e ammessibili!
    e possibile che non ci sia il modo di tutelarsi?
    nel caso in cui dovessero fermare il pacco mi devono dare la motivazione basandosi su una legge immagino!
    e questase non e congrua con la legge non vedo perche dovrebbero fermarmelo! solo perche gli fa gola?
    non esiste proprio! siamo proprio in italia!!!!!!!!!!

  27. marco scrive:

    ce un numero diretto per chiamare la dogana? loro mi devono dire se gli spiego da dove arriva il pacco che e senza marchio ce ma ad uso escludsivamente personale se me lo fermano oppure no!

  28. Renato Carraro scrive:

    Salve, rispondo una sola volta ai due commenti.
    Ogni dogana fa per sé ed ha i suoi recapiti telefonici a cui rivolgersi, provi a farsi dare una risposta scritta, in questo blog abbiamo pubblicato le risposte scritte di due uffici doganali, provate a cercarli e vi divertirete.
    Non é certo colpa nostra se le dogane si comportano cosí, quindi il Suo stupore ed il Suo sdegno lo rivolga a questi funzionari. Provi a fare un esposto agli uffici centrali o a qualche alto funzionario (quelli da 5.000 € al mese di pensione) e veda se riesce a farsi rispondere.
    Purtroppo questa é l’Italia e non é una minoranza, e gli altri stanno zitti.

  29. Luca Boscaro scrive:

    Sig. Carraro buongiorno,
    sono uno spedizioniere che segue con interesse il suo blog,
    molto ben fatto e utile, volevo solo commentare il suo post
    del 24.11.2011 ore 19.20
    lo spedizioniere che voleva “convincerla” dimostra che
    putroppo anche nel mondo degli spedizionieri l’ ignoranza è tanta…
    sono 13 anni che faccio questo mestiere.. e sono 13 anni che “vivo” le più disparate problematiche doganali.. l’ unico punto fermo è che tutto dipende da come il funzionario di turno ha dormito la notte prcedente e da come si è svegliato la mattina….
    triste ma vero…
    un cordiale saluto

  30. Renato Carraro scrive:

    Salve, se tutto il mio lavoro avesse prodotto anche solo il Suo commento, sarei comunque soddisfatto, perchè?
    - scoprire che nel Suo mondo ci sono persone normali, oneste e preparate, è una soddisfazione
    - verificare che ci sono persone che vogliono fare bene il proprio lavoro e per questo si impegnano e dedicano del tempo, è un fatto positivo
    - non sentirmi solo nella lotta contro questi moderni “mulini a vento”, è incoraggiante
    Per essere di maggiore aiuto e fornire alle persone come Lei uno strumento di “battaglia” contro questi virus che infestano la nostra società e che sembra disturbino solo una minima parte di essa, Le suggerisco di scaricare da internet il Regolamento Europeo 765/2008 e di leggere in particolare gli articoli 27,28,29, focalizzando l’attenzione sulla differenza tra “autorità incaricate dei controlli alle frontiere” e “autorità di vigilanza del
    mercato”, e poi su quelli che sono i compiti dei primi.
    Nel caso avesse difficoltà posso inviare direttamente sia il 765 sia il 768 che sono i due regolamenti che sia gli spedizionieri che i doganieri dovrebbero conoscere come l’abc, ma forse qualcuno non conosce neppure questo.
    Grazie per il Suo commento e cordiali saluti.

  31. Luca Boscaro scrive:

    sig. Carraro Buongiorno,
    grazie per il suo preziosissimo consiglio,
    vedrò di farne buon uso nella lotta quotidiana contro quei soggetti
    che per ignoranza (o peggio malafede) ostacolano il lavoro di tutti i giorni.
    Cordiali saluti

  32. Luca Boscaro scrive:

    Sig. Carraro,
    la ringrazio per la sua risposta e per il suo preziosissimo consiglio,
    vedrò di utlilizzarlo nella lotta quotidiana contro chi per ignoranza
    (o peggio per malafede) ostacola il lavoro
    Cordiali saluti

  33. Renato Carraro scrive:

    Grazie e Lei e per essere ancora più efficaci, lo trasmetta ai Suoi colleghi, anche agli spedizionieri concorrenti, ai doganieri che conosce, noi dobbiamo agire come un virus ( ci sono anche quelli buoni ) ed estirpare questa feccia, Lei ha dimenticato un motivo oltre all’ignoranza ed alla malafede c’è e credo molto diffusa, la DISONESTA’, mai sentito parlare di tangenti? Allora un pò di sforzo e chieda ai destinatari del Suo messaggio di fare altrettanto, una volta tanto una catena di S’Antonio che non sia la solita stupidaggine che gira sul web.
    Saluti

  34. C. M. scrive:

    Egregio Sig. Carraro,
    sono titolare di una società che opera nel settore dell’estetica e vorrei importare dalla Cina, per commercializzarle, delle apparecchiature. Il produttore locale mi assicura che sono fornite di certificato CE, ma leggo sul suo prezioso blogche questa certificazione spetterà comunque a me produrla.
    Vorrei sapere quali tipi di test sono necessari e obbligatori e quali i tempi ed i costi, dato che nel nostro settore esiste una desolante approssimazione e chiunque vende senza i necessari documenti qualsiasi cosa.
    Grazie

  35. Renato Carraro scrive:

    Salve, grazie per l’attenzione, ma evidentemente il mio blog non è così valido se non sono ancora riuscito a chiarire la differenza tra certificazione e marcatura.
    La certificazione è strettamente legata alle caratteristiche del prodotto, è il risultato di test di laboratorio, afferma che un campione verificato è risultato conforme alla caratteristiche previste dalla legge.
    La marcatura parte dal presupposto che il prodotto rispetti le norme, ed assicura attraverso la produzione di una serie di documenti e l’applicazione di varie procedure che TUTTI i prodotti venduti rispettano le norme.
    Quindi nel Suo caso il produttore afferma che il prodotto è certificato, quindi ha superato dei test di laboratorio, ma la marcatura CE, la deve fare Lei e per farla può basarsi sui certificati che Le fornisce il produttore o farne di nuovi ( in ogni caso nono sono obbligatori ) e per evitare noti problemi, Le conviene fare la marcatura prima che i prodotti arrivino alle dogane italiane, dove centinaia di doganieri facendo tutto il contrario del loro dovere, di fatto ci procurano un sacco di lavoro,per tale motivo oltre a criticarne l’operato illegale, non possiamo far altro che ringraziarli.
    Cordiali saluti

  36. C. M. scrive:

    Lei è stato chiarissimo, e la ringrazio anche per la rapida risposta. Il dubbio che io avevo era legato a quanto letto su un altro forum in cui il moderatore, rispondendo ad una persona, affermava: “la dichiarazione di conformità deve far riferimento ad un soggetto europeo. Tutti gli altri documenti, validi o meno che siano, servono solo per ingannare le persone in buona fede ed evitare al vero responsabile (l’importatore o il venditore) di apporre la sua firma su un documento che dichiara la sua responsabilità.”
    Quindi pensavo di dover obbligatoriamente rifare i test qui in Italia.
    Il problema di noi ‘gente comune’ è che non sappiamo dove prendere le informazioni corrette: negli stessi uffici pubblici preposti ogni impiegato dice la sua. alla GDF idem, anzi, ci sono stata di persona e non hanno saputo nemmeno dirmi quali sono le norme da rispettare. Il vuoto assoluto!
    Quindi io posso fare riferimento solo al certificato di conformità
    del produttore e fare apporre da lui l’etichetta con il CE affinché in fase di controllo doganale non ci siano problemi?

  37. Renato Carraro scrive:

    No, non ci siamo.
    Il moderatore dell’altro blog ha affermato una cosa corretta, ovvero che la dichiarazione di conformità DEVE essere firmata da un soggetto residente in Europa, come tutta la documentazione per la marcatura CE
    Sono meno d’accordo che gli altri documenti servano solo ad imbrogliare le persone, perchè ad esempio un certificato rilasciato da SGS o TUV, non è certo inutile e certifica appunto che il prodotto controllato in laboratorio rispetta le norme.( lasciamo da parte eventuali documenti falsi, ci sono anche i soldi falsi, ma non per questo smettiamo di usarli )
    Se Lei vuole essere in regola deve predisporre tutta la documentazione prevista per la marcatura CE e poi farla predisporre A NOME SUO dal cinese, che in questo modo fa le Sue veci, quindi il fatto che la marcatura venga fatta in Cina dal cinese è solo una comodità per Lei, ma a tutti gli effetti è Lei che la fa e ne ha la piena responsabilità, anche se la stampa ed i documenti vengono prodotti in Cina.
    Per essere più chiaro, quando Lei avrà predisposto, l’etichetta CE, il manuale in italiano e la dichiarazione di conformità con la Sua firma, che questi documenti siano stampati in Italia o in Cina non cambia nulla.
    Il fatto importante è che li prepari Lei seguendo le procedure previste dalla legge per poter apporre la marcatura CE, se poi il lavoro pratico di stampa o incollaggio dell’etichetta lo fa il cinese non cambia nulla.
    La necessità di farlo fare prima che il prodotto arrivi alla dogana, dipende solo dalle nostre “disfunzioni doganali”, perchè secondo la legge il prodotto potrebbe arrivare nel Suo magazzino anche privo di qualsiasi documento CE, che invece è indispensabile nel momento in cui Lei lo mette in vendita.
    Spero che ora sia tutto chiaro, non si fidi mai mai di ciò che trova in internet, cerchi sempre le conferme tramite le direttive ufficiali, ciò che io Le dico potrebbe essere tutto sbagliato, in base a cosa Lei decide di fidarsi?
    Il nostro lavoro di consulenti si basa sulla convenienza che gli operatori hanno nel rivolgersi ad “esperti” piuttosto che investire tempo ad imparare e studiare. Tutto ciò è perfettamente legittimo, ma prevede di scegliere dei consulenti preparati e professionali.
    DirLe che noi siamo i migliori mi sembra ovvio, ma come può immaginare è un’affermazione un tantino di parte.
    La saluto cordialmente.

  38. Maurizio scrive:

    Salve ho un negozio a Marbella e normalmente importo prodotti di abbigliamento e costumi dall’Italia. Dato che tutti i capi sono sprovvisti del marchio CE volevo sapere se sono in regola. Ho letto un articolo in cui le fiamme gialle sequestravano merce ad un negoziante sprovvisto del marchio CE affliggendo una multa da 25.000 euro. Mi chiedo ma i costumi da bagno che regolarmente importo in Spagna sono esenti ? Grazie

  39. Renato Carraro scrive:

    Salve, chiariamo subito che non è il negoziante che deve essere provvisto del marchio CE, ma la merce, ogni singolo articolo.
    I Suoi prodotti non sono soggetti a direttive sul marchio CE e quindi non lo devono avere, ma hanno altri obblighi previsti dalla legge sulla sicurezza e sulle informazioni al cliente.
    Cordiali saluti

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