La Dichiarazione di Conformità

E’ il documento sottoscritto dal Produttore o dall’Importatore, nel quale si attesta che il prodotto rispetta alcune specifiche Direttive e Norme.

Contrariamente a quanto molti pensano e divulgano, anche quando si ricorre ad un organismo notificato, ad esempio IMQ, la marcatura CE e la Dichiarazione di Conformità che ne fa parte, sono una responsabilità del Produttore o dell’Importatore.

Un laboratorio o un organismo notificato può confermare che un prodotto rispetta le norme che lo riguardano, ma non può rilasciare la marcatura CE, perchè questa comprende anche il controllo di produzione, che può fare solo il costruttore.

Confondere tra le prove sul prodotto e la conformità di tutta la produzione è un errore comune e spesso sfruttato da chi ne trae vantaggio, la responsabilità non si può delegare.

Come si fa la Dichiarazione di conformità? Tutte le Direttive lo spiegano ed è  molto semplice, essa deve contenere:

- dati del costruttore e del legale rappresentante

- dati e descrizione generale del prodotto

- norme e direttive a cui il prodotto è conforme

- informazioni relative alla produzione es: n° matricola, lotto, partita, ultime due cifre dell’anno di produzione

- data e firma autografa di chi la sottocrive

ma…….      attenzione,  deve esserci sempre,        è indispensabile, ma non sufficiente,      quindi non va confusa con la Marcatura CE,  di cui è solo una parte, le altre sono descritte in questo sito.

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67 Commenti a “La Dichiarazione di Conformità”

  1. Gerardo scrive:

    Buongiono. sono un disabile in carrozzina,mi anno installato una piattaforma elevatrice per disabili,ho avuto un incidente nell’uscire all’indietro con la carrozzina mi sono ribaltatoall’indietro subento un trauma cranico,la piattaforma si è fermata circa 5 cm. più alta del livello, non si ferma mai a livello del piano.
    Ho chiesto la visura camerale alla camera di commercio, ho scoperto che non ha la certificazione ex46/90 ne lettera A e F, l’installatore è anche titolare della ditta che ha firmato come tecnico la dichiarazione di confirmità,e non ha mai depositato copia alla camera di commercio e memmeno a me.
    chiedo la dichiarazione di conformità a chi va consegnata? poteva firmare senza avere la certificazione 46/90 poteva installare la piattaforma elevatrice per disabili. Cardiali saluti Gerardo

  2. Renato Carraro scrive:

    L’attrezzatura installata deve essere marcata ce e deve avere la dichiarazione di conformità.
    Per quanto riguarda l’aspetto specifico, Gerardo potrà avere tutta l’assistenza che gli necessita, da parte nostra, come abbiamo precisato nella mail riservata, già inviatagli.
    Ribadiamo che la nostra società fornisce consulenza a pagamento per le aziende, ma fornisce tutte le informazioni e le spiegazioni necessarie ai privati, in modo gratuito.

  3. mario scrive:

    salve.vorei sapere come posso acquistare dichiarazione di conformita,x che voglio mettermi in proprio.sono capace a fare impianti civili.interventi,etc.grazie

  4. Renato Carraro scrive:

    Salve. la dichiarazione di conformità non si acquista e di solito neppure si paga, in quanto essa è un obbligo del costruttore o dell’importatore nei confronti del cliente.
    Dalla Sua richiesta e vista la Sua intenzione di avviare un’attività professionale o artigianale, mi permetto di suggerirLe di rivolgersi o ad un consulente del lavoro, o ad un altro consulente in ambito industriale, che Le potranno chairire le cose necessarie per avviare una nuova attività, tra queste non c’è la dichiarazione di conformità.

  5. ANTONIO scrive:

    Salve, ho intenzione di importare strumenti di misura, in particolare doppi metri in legno ed in plastica, molti mi chiedono la dichiarazione di conformità CE, come posso procedere?? Grazie mille

  6. Renato Carraro scrive:

    Salve, non è sufficiente la dichiarazione di conformità, che pure ci deve essere, ma serve anche il marchio nella forma identica a quella dell’intestazione di questa pagina, solo la dimensione può scendere fino ad un minimo di 5 mm.
    Nel caso Le servissero spiegazioni più dettagliate ci contatti ai nostri recapiti, che trova in questo sito.
    Grazie per la Sua attenzione

  7. Mauro scrive:

    Salve, con l’entrata in vigore della Direttiva 2006/42/CE cosa bisogna riportare nella Dichiarazione di Conformità? Lo Stato Italiano ha recepito questa normativa?
    Grazie per l’attenzione

  8. Renato Carraro scrive:

    Salve, la modifica più importante sulla dichiarazione di conformità, introdotta dalla Nuova direttiva macchine, già in vigore in Italia dal 29-12-2009, riguarda il fatto che le dichiarazioni sono diverse tra le macchine e le quasi macchine. Per le prime non è sostanzialmente cambiato nulla, per le seconde si pone in risalto la necessità di una “rimarcatura” quando si applica una quasi macchina.
    Nel caso Le servano maggiori chiarimenti non esiti a contattarci.

  9. Nicola scrive:

    Buona sera, ho acquistato una termostufa a legna e pellet, l’idraulico, per poterla collegare all’impianto idraulico, mi ha chiesto la dichiarazione di conformità della stessa. La ditta costruttrice mi ha rilasciato un attestato ai sensi dell’art.1 legge 27/12/97 nr.449 (agevolazioni fiscali su interventi rec. patrim. ediliz.). E’ giusto quello che mi hanno dato? Se io richiedo la Dichiarazione di Conformità sono obbligati a rilasciarla? La normativa europea non è la 89/106/CEE?
    Grazie per l’attenzione

  10. Renato Carraro scrive:

    La dichiarazione di conformità per la Sua stufa è obbligatoria, deve essere presente con il manuale di installazione, uso e manutenzione, al momento della vendita. Bene ha fatto il Suo idraulico a chiederla ed a rifiutarsi di rilasciare a sua volta la dichiarazione di conformità di installazione, in assenza di quella della stufa.
    A difesa dei Suoi diritti di consumatore, può far intervenire:
    . Guardia di Finanza
    - Carabinieri, Nas
    - Polizia di Stato
    Come vede non è solo.

  11. renato carraro scrive:

    Nonostante tutte le spiegazioni ed i chiarimenti in merito alla dichiarazione di conformità, non è ancora chiaro cosa sia ed a cosa serva.
    E’ il documento con il quale il costruttore o l’importatore, si assume la responsabilità, sia civile che penale, del prodotto.
    Rappresenta quindi il documento più importante che accompagna il prodotto, il documento da controllare per primo o da redigere con maggiore scrupolo.
    La dichiarazione mendace, oltre a supportare un prodotto che potrebbe essere non conforme e pericoloso, rappresenta un falso, ed in quanto tale perseguibile.
    Non è un caso che quasi sempre ci sia il marchio CE (anche se dubbio ) e quasi mai la dichiarazione di conformità.
    Meditate su quest’ultima frase.

  12. antonio scrive:

    scusate e buonasera a chi mi leggerà!!!!! x un impianto idrico e elettrico di un appartamento in condominio…occorre il certificato di conformità???
    l’elettricista è un mio parente e mi rifa’ l’impianto nuovo!
    idraulico idem!
    cosa mi occorre ???? x fare le cose in regola con le normative vigenti??

  13. Renato Carraro scrive:

    Salve, la legge impone che sia l’impianto elettrico che quello idraulico, siano eseguiti da persone professionalmente qualificate allo scopo. Questo significa che se il suo parente non è abilitato ad eseguire questi impianti e quindi a rilasciare la dichiarazione di conformità, non può fare il lavoro e di questo risponde penalmente e civilmente sia chi fa il lavoro sia chi lo fa fare.
    Entrambe gli impianti necessitano di dichiarazione di conformità a fine lavoro e non la può fare altri che un tecnico abilitato.
    Comprende bene che chiamare un perito o un ingegnere a lavoro concluso per fare la verifica e rilasciare la dichiarazione di conformità, forse costa di più che non rivolgersi ad un idraulico e ad un elettricista abilitati sia a fare il lavoro che a rilasciare la dichiarazione (obbligatoria).

  14. franico scrive:

    tra un po diventerò responsabile tecnico di un’azienda termoidraulica.
    qualcuno mi sa dire il giusto compenso in percentuale al valore netto dell’utile dell’impresa?
    grazie

  15. Renato Carraro scrive:

    Non vedo l’attinenza della domanda con la dichiarazione di conformità, l’argomento può essere interessante, ma piuttosto oggetto di consulenza specifica.

  16. Alessandra Testa scrive:

    Buongiorno,
    sto preparando il fascicolo tecnico di un’isola robotizzata di saldatura. L’isola che è stata costruita circa 8 anni fa è stata spostata in un nuovo stabilimento; poichè parte della vecchia documentazione è andata persa il cliente ha deciso di richedere la certificazione aggiornata. Nel caso in cui la documentazione vecchia fosse stata completa, si sarebbe resa necessaria la certificazione oppure no? Non sono cambiate le condizioni di lavoro dell’impianto, ma è stata smontata e rimontata altrove.

  17. Renato Carraro scrive:

    Buongiorno, la marcatura ce è obbligatoria solo per il fatto che l’isola è stata smontata e rimontata, inoltre sono entrate in vigore nuove normative, quindi questa è un’altra ragione per fare la nuova marcatura.
    Lei sta facendo il fasciolo tecnico o il manuale?, a volte si fa confusione tra le due cose, ricordi che il manuale è il risultato di una buona progettazione , ma soprattutto di una corretta analisi dei rischi, che Lei non nomina. Non sono le condizioni di utilizzo ( immutate ) a condizionare la presenza della marcatura, ma la sicurezza della macchina che dipende anche dallo smontaggio e rimontaggio. Le consiglio di scaricarsi l’e-book in prima pagina.

  18. Fabio scrive:

    Buongiorno
    la marcatura CE è obbligatoria per tutti i prodotti che sono di importazione, anche se non rientrano nelle categorie per le quali è obbligatoria?

  19. Renato Carraro scrive:

    Salve, Lei ha già dato la risposta, se un prodotto non è compreso in nessuna delle categorie con obbligo di marcatura CE, non DEVE avere il marchio CE.
    Attenzione però, la Direttiva 2001/95/CCE regola tutti i prodotti e tutti i servizi messi in commercio, forse è bene che se la guardi.
    Grazie per l’attenzione al nostro sito

  20. Fabio scrive:

    La ringrazio per la risposta, sarà che ho un pò di mal di testa e mi scuso se le rifaccio la domanda ma solo per esser precisi:

    “Se un prodotto d’importazione non è compreso in ALCUNA delle categorie con obbligo di marcatura CE, non DEVE avere il marchio CE.”

    Mi corregga se ho capito male.
    La ringrazio anticipatamente del suo cortese aiuto, ora vado a leggere la direttiva da lei suggeritami.
    Le auguro una buona serata.
    Distinti saluti

  21. renato carraro scrive:

    Corretto, altrimenti si incorre nel problema contrario, cioè la marcatura non prevista, che è equivalente alla marcatura mancante

  22. Emi scrive:

    La dichiarazione di conformità CE si applica anche a prodotti alimentari o soltanto ai contenitori con cui sono a contatto? Come si redige?

  23. FLavia scrive:

    Salve,

    Io avrei un quesito e spero possiate aiutarmi.
    Sto importando dei prodotti in plastica e gomma dagli Stati Uniti. La dogna mi ha richiesto la dichiarazione con la quale assicuro che questi prodotti abbiamo il marchio CE. Io sono in possesso solo dei loro certificati di conformità GCC (General Conformity Certificates).
    Posso inviare questi certificati, oppure non sono abbastanza?
    Grazie

  24. Renato Carraro scrive:

    Salve, innanzitutto occorre conoscere il tipo di prodotto, “di plastica e gomma” non è un identificativo sufficiente.
    Inoltre per sdoganare serve la “dichiarazione di conformità” che si può fare in modo corretto, solo dopo aver eseguito il percorso della marcatura, per il quale i certificati da Lei menzionati sono utili, necessari, ma non sufficienti.
    Spero di aver chiarito la questione e La saluto cordialmente

  25. FLavia scrive:

    Grazie mille per la celere risposta.
    Sono giochi, portachiavi, gonfiabili ecc.
    Quindi mi dice che solo il GCC non è abbastanza per inviarlo alla dogana?
    Cos’altro manca?
    Saluti!

  26. Antonio scrive:

    Buongiorno,
    ho acquistato una macchina per caffe’ espresso di prodotta da una nota azienda Italiana ed ho potuto constatare che la sua realizzazione non la rende conforme alle normative sulla sicurezza delle apparecchiature elettriche. Vorrei sapere come ci si deve comportare per segnalare tale non conformita’ agli enti e/o Autorita’.

    Cordialita’
    Antonio

  27. Renato Carraro scrive:

    Salve, partendo dal presupposto, che quanto Lei afferma sia corretto, ci sono varie modalità di comportamento, che vanno da quello privato a quello sociale.
    Lei può chiedere di restituire il prodotto ed essere rimborsato, questa pratica, assolutamente comune negli Stati Uniti è poco diffusa in Italia, dove vige ancora la logica “visto e piaciuto” poi sono affari tuoi.
    Può segnalare il problema al venditore ed alla ditta costruttrice, chiedendo sia il rimborso o il cambio del prodotto, sia che si intervenga per risolvere il problema sulla macchina.
    Presentare un esposto alla Guardia di Finanza, corpo di Polizia Tributaria, spiegando, perchè la macchina non è a norme e chiedendo un loro intervento, si informi prima se è meglio rivolgersi per competenza territoriale aò comamdo dove ha sede il negozio di vendita o la ditta produttrice.
    Se la GdF interviene correttamente e verifica la pericolosità del prodotto, lo può far ritirare dal mercato, questo sistema non Le garamtisce il rimborso, che dovrà chiedere per altre vie.
    Ci tenga informati sugli sviluppi, così altri potranno capire come comportarsi, grazie.

  28. mauro scrive:

    siamo una ditta di installazione impianti elettrici civili ed industriali, per un nostro cliente ci capita spesso di dover rifare completamente il cablaggio a bordo macchina ed il quadro elettrico di gestione del processo di lavorazione, quali sono le modalità di certificazione di tutto il lavoro, e quali sono i requisiti necessari per svolgere questo tipo di
    interventi. (la macchina non viene modificata in nessuna delle sue parti, anzi vengono utilizzati sistemi di sicurezza più avanzati)

  29. Renato Carraro scrive:

    Salve, invece di rispondere direttamente, farò alcune domande retoriche, così apparirà più chiaro il commento.
    L’impianto elettrico è una parte della macchina?
    La macchina è composta solo di parti metalliche, oppure in essa ci sono anche vari tipi di impianti?
    Modifica significa cambiamento o solo cambiamento peggiorativo?
    Rispondendo alle domande in modo ovvio si giunge alle seguenti conclusioni:
    1 Voi modificate la macchina
    2 la modificate in una delle parti più importanti dal punto di vista della sicurezza
    3 modificare migliorando è sempre modificare e quindi è necessario dimostrare:
    A che le modifiche sono corrette
    B che sono rispettose delle norme
    C che sono migliorative, se questo è lo scopo
    Voi dovete emettere una dichiarazione di conformità per l’impianto elettrico nuovo ( cioè modificato e migliorato )
    Il proprietario della macchina deve aggiornare la marcatura CE della macchina.
    Sarà Vostro interesse far notare al cliente il Suo obbligo all’aggiornamento della marcatura, affinchè i problemi non ricadano in futuro su di Voi.

  30. Tadolini Natan scrive:

    Salve,ho comprato una cucuna nuova per la mia nuova abitazione. L’abitazione dispone già di tutti gli impianti elettrici,sanitari,idrici etc. da qualche anno. Comprando la cucuna ho dovuto chiamare l’idraulico per fare il consueto allacciamento gas-fornelli, scarico-lavandino, scarico-lavastoviglie. Detto questo, vorrei sapere se il certificato di conformità è obbligatorio, e vorrei sapere come devo comportarmi se lo è. Grazie.

  31. Renato Carraro scrive:

    Salve e grazie per l’ttenzione.
    La risposta è affermativa, chi esegue un”installazione che preveda di intervenire anche solo per creare un allacciamento, sugli impianti di distribuzione di energia elettrica, acqua e gas, deve a fine lavoro rilasciare una dichiarazione di conformità.
    Va da sè che trovando per esempio, un impianto elettrico non a norme ( senza messa a terra ), il tecnico dovrebbe evitare di eseguire l’intervento.
    Cordiali saluti

  32. guido scrive:

    Ho acquistato negli USA un laser per chirurgia estetica come apparecchio usato. In Italia circolano apparecchiature gemelle con il CE perchè regolarmente importate nuove.
    Domanda: E’ necessario che il mio apparecchio usato abbia il proprio marchio CE applicato sul retro, oppure è sufficiente che sia stato autorizzato quel modello di apparecchiatura usato o nuovo che sia? Nell’ipotesi che sia necessaria l’apposizione del marchio CE sull’usato, desidero sapere se per avviare la pratica è sufficiente la dichiarazione di conformità alle norme CEE.
    Cordiali saluti

  33. renato carraro scrive:

    Salve, nel Suo ragiomaento vi sono alcune imperfezioni.
    Il prodotto usato se in origine era marcato CE, non ha necessità di essere rimarcato, ma mi sembra di capire che invece non è marcato.
    Quelli che circolano in Italia, saranno stati marcati dagli importatori, ma questa marcatura fa capo a loro e non è estendibile al Suo prodotto.
    Quindi il Suo prodotto deve essere marcato, dato che probabilmente non lo è mai stato.
    La dichiarazione di conformità è l’atto finale di tutta la procedura di marcatura, perciò non è sostitutiva della stessa, ma ne è la dimostrazione.
    La pratica di marcatura si conclude con la dichiarazione di conformità e con l’applicazione del marchio e non si inizia.
    Se Lei legge il primo dei nostri e-book troverà tutti i passaggi per la marcatura.

  34. Alessandro scrive:

    Salve,
    vorrei un chiarimento su un situazione simile a quella enunciata da Flavia in un precedente post.
    Dovrei importare dalla Cina dei giochi gonfiabili, precisamente “un calcio balilla umano” in PVC, a riguardo il produttore mi dice che i loro prodotti sono conformi alle norme UE uni 1460/2006 e i materiali di cui sono fatti hanno le certificazioni EN 71, DIN 4102 ecc su resistenza a incedio e a raggi uv; a riguardo mi ha inviato via mail i test certificati rilasciati da sgs e intertek.
    - Ma ora cosa dovrei fare per avere certificato di conformità necessario a importare il prodotto?
    - La tipologia dei prodotti che intendo importare non rientrano nella categoria giocattoli, giusto? quindi non necessitano della marchio CE o mi sbaglio?
    La ringrazio anticipatamente la sua risposta sarà di grande utilità.
    Saluti

  35. Renato Carraro scrive:

    Salve, la marcatura CE non è necessaria solo se un prodotto rientra nella categoria giocattoli
    Quando un prodotto è disciplinato da norme europee deve essere marcato CE.
    Per essere precisi sul Suo prodotto, sarebbe necessario vederlo, ma in linea di massima ritengo necessaria la marcatura.
    A prescindere da questo la direttiva 2001 95 CE impone la stessa procedura di controllo di tutte le direttive sulla marcatura, quindi di fatto non cambia nulla sul piano degli obblighi. (vedere articolo Dedicato a ed anche ultimo e-book)
    L’importatore è considerato dalle leggi come il costruttore, purtroppo così non la pensano doganieri ed aurtorità di controllo, che di volta in volta un comportanmento diverso, anche se le leggi sono chiarissime al riguardo.

  36. Alessandro scrive:

    Salve,
    dov’è possibile verificare l’autenticità di un certificato di confomità alle norme di sicurezza europee rilasciato da un ente straniero di un paese terzo? O allo stesso modo verificare la validità di un ente certificatore di un paese terzo, cioè se sia notificato dall’UE. Esiste un archivio sul web?
    Grazie mille

  37. renato carraro scrive:

    Salve, partiamo dalla fine, esiste un elenco di organismi notificati, “notify body” riconosciuti ufficialmente dalla Comunità Europea e ci si può arrivare anche via internet.
    Un certificato di conformità può essere autentico, nel senso che non è contraffatto e che attesta la verità sulle prove, anche se rilasciato da un ente straniero, ma se questo non è notificato presso la Comunità Europea, i suoi test hanno valore solo per chi li richiede , ma non ufficialmente, per poter dichiarare la conformità del prodotto.

  38. Nicola scrive:

    Salve. Ho acquistato nel dicembre del 2007 una casa di nuova costruzione; all’atto del rogito mi sono stati consegnati solo due dichiarazioni di conformità: impianto elettrico e gas. Nel fabbricato erano presenti le motorizzazioni radiocomandate sia del cancello carraio che della basculante del garage delle quali non ho avuto nessuna dichiarazione di conformità. Poichè nel mese scorso si è fuso l’attuatore del cancello carraio, ho chiesto un incontro con l’impresa che mi ha venduto la casa; le sarei molto grato se potesse dirmi quale certificazioni di legge avrebbero dovuto darmi relative alle suddette porte motorizzate e che possibilità ho oggi, a distanza di due anni e mezzo di costringerli ad ottemperare. Le chiedo ancora, se anche per l’impianto idrico e dei termosifoni avrebbero dovuto rilasciarmi dichiarazioni di conformità.
    Grazie tantissimo

  39. Renato Carraro scrive:

    Salve; Lei avrebbe dovuto ricevere la dichiarazione di conformità per ogni impianto, inoltre il cancello deve essere marcato CE e ci deve essere la dichiarazione di conformità dell’installatore.
    Faccia presente a chi Le ha venduto l’immobile che la marcatura CE vale 10 anni, come la garanzia sull’immobile e soprattutto la mancata apposizione della marcatura ha implicazioni penali oltre che civili, di cui si può occupare la Guardia di Finanza Nucleo di Polizia Tributaria.

  40. Nicola scrive:

    Quindi avrebbero dovuto darmi anche la dichiarazione di conformità per cancello motorizzato, basculante motorizzata, impianto idrico e di termosifoni, oltre a quelle ricevute, ma se l’impresa non è disponibile, cosa posso fare per costringerla, non volendo io avventurarmi in una causa civile? Per le motorizzazioni può riepilogarmi quale altra documentazione avrebbero dovuto darmi? In merito al motore del cancello che si è fuso, ho il dubbio che sia stato sottodimensionato, in quanto sul sito del produttore, l’attuatore utilizzato ha come limite massimo di larghezza anta 3 metri, mentre l’anta del mio cancello in ferro e di 3,50 metri, poichè mi hanno detto che la garanzia vale due anni e quindi sarebbe già scaduta da qualche mese, come posso fare per visionare il fascicolo tecnico dove dovrebbe essere riscontrabile un errore di progettazione?
    Grazie ancora, le sono grato per l’aiuto che può darmi, in questo campo dove pare regni ancora il disordine.

  41. renato carraro scrive:

    La garanzia vale 2 anni a patto che non ci siano dei vizi progettuali, come potrebbe essere in questo caso.
    A prescindere da questo, nel caso delle costruzioni il costruttore risponde per 10 anni e queste sono installazioni che fanno parte dell’immobile e sulle quali il costruttore deve rilascaire le dichiarazioni di confomità di installazione ed il marchio CE per tutto ciò che è elettrico o impiantistico.
    Lei non può visionare il fascicolo tecnico, che può essere richiesto solo dalle autorità e quelle che ho indicato nel precedente commento sono quelle che intervengono più frequentemente.
    Lasci perdere le azioni legali e si rivolga alle autorità di controllo o almento minacci di farlo, di solito è sufficiente per smuovere i “pigri”.

  42. Nicola scrive:

    Le sono davvero molto grato
    Saluti cordialissimi

  43. Lorenzo scrive:

    Buonasera a tutti,

    siamo una società di ingegneria.
    Abbiamo trovato un prodotto in asia (una macchina da banco per delle operazioni sugli imballaggi) che vorremmo importare ai fini di studio.
    La macchina è destinata come già detto a fini di studio quindi verrà da noi testata all’interno dei nostri laboratori e poi disassemblata per vederne la componentistica. Non è dunque destinata la rivendita.

    La macchina non ha marcatura CE e dubito fortemente anche sul Certificato di Conformità. Se procediamo con l’importazione, sarà possibile lo sdoganamento quando arriverà al porto di destinazione o ci saranno dei problemi. In caso di problemi che procedura possiamo adottare per risolverli ?

    Ringrazio anticipatamente per l’apprezzatissimo aiuto che vorrete darci.
    Cordialmente, Lorenzo.

  44. Renato Carraro scrive:

    Salve, se una macchina è destinata ad un utilizzo privato o comunque non al mercato, e non a terzi, es: dipendenti che la debbano utilizzare, non è necessario che sia marcata CE.
    Al momento dello sdoganamento dovrete dichiarare lo scopo dell’importazione, quindi ai fini di studio e di valutazione di conformità.
    Nel caso doveste importarla in futuro per la commercializzazione, sarà necessario prvvedere a tutta la procedura di marcatura.
    Grazie per la Vostra attenzione.

  45. Claudio scrive:

    Salve, abbiamo acquistato una macchina confezionatrice debitamente corredata da manuale d’uso e dalla dichiarazione CE. Su quest’ultima veniva menzionata la direttiva di riferimento, ma non venivano menzionate le varie norme a cui la macchina era conforme (es. x impianto elettrico etc), risulta solo una dicitura che dice che queste vengono riportate sul manuale. E’ corretta la dichiarazione CE redatta in questo modo?

  46. Renato Carraro scrive:

    No, la dichiarazione deve riportare oltre alla direttiva macchine, anche le norme di riferimento, che nel Vostro caso sono parecchie.

  47. Andrea Morichetti scrive:

    Salve e complimenti per il sito!
    Vorrei chiedere se è richiesta la marcatura CE anche per i dispositivi radio per telecomunicazioni per applicazioni militari. Nella direttiva R&TTE si legge che sono esclusi gli apparecchi usati per la pubblica sicurezza, òla difesa, ecc.
    Qualora si dovessero importare apparati sprovvisti di marchio CE da uno stato fuori dell’Unione Europea, essi non potrebbero essere commercializzati né messi in funzione, ma potrebbero solo essere impiegati in fiere a scopo dimostrativo/pubblicitario.
    Cosa è previsto dunque in caso che si debbano importare dispositivi privi di marchio ma da commercializzare a istituzioni militari?
    grazie

  48. Francesco scrive:

    salve Ing. volevo chiedere se sui vetri da applicare agli infissi e’ obbligatoria la marcatura Ce e se la risposta e’ Si le chiedo di spiegarmi cosa devo fare per mettere in regola la mia azienda . Ringrazio anticipatamente

  49. Renato Carraro scrive:

    Per quanto riguarda i dispositivi radio destinati alle forze armate, questi sono esenti da marcatura CE, in quanto devono sottostare a disciplinari ben più vincolanti.
    Ritengo che prodotti importati dalla Cina difficilmente possano soddisfare ai requisiti richiesti per questo scopo.

  50. Renato Carraro scrive:

    I vetri vanno a far parte delle costruzioni e quindi sono soggetti alla Direttiva che disciplina questa materia.
    Essendo utilizzati per le finestre e per le superfici finestrate possono essere soggetti a vincoli di tipo diverso a seconda della destinazione d’uso.
    Non è possibile in questa sede fornire una informazione esaustiva ed adeguata, posso solo dire che certamente vanno sottoposti a procedura di marcatura che però non è univoca, così come non lo è la destinazione del vetro.
    Per mettere in regola la Sua produzione deve applicare le norme che regolano il Suo prodotto e per farlo può utilizzare le Sue risorse tecniche o rivolgersi ad una società di consulenza.

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