La Dichiarazione di Conformità (DICO)

(Qualcuno la chiama DICO per fare confusione)

E’ il documento sottoscritto dal Produttore o da un suo Mandatario, se il produttore non è residente nella CEE o dall’Importatore, nel quale si attesta che il prodotto rispetta alcune specifiche Direttive e Norme.

dichiarazione di conformità

dichiarazione di conformità

Contrariamente a quanto molti pensano e divulgano, anche quando si ricorre ad un Organismo Notificato, ad esempio IMQ, la marcatura CE e la Dichiarazione di Conformità che ne fa parte, sono una responsabilità esclusiva del Produttore o dell’Importatore.

Un laboratorio o un organismo notificato, può certificare che un prodotto rispetta le norme che lo riguardano, ma non può rilasciare la marcatura CE, perchè questa comprende anche il controllo di produzione, che può fare solo il costruttore/importatore.

Confondere tra le prove sul prodotto e la conformità di tutta la produzione è un errore comune e spesso sfruttato da chi ne trae vantaggio, la responsabilità non si può delegare.

Come si fa la Dichiarazione di conformità? Tutte le Direttive lo spiegano ed è  molto semplice, essa deve contenere:

- dati del costruttore e del legale rappresentante

- dati e descrizione generale del prodotto

- norme e direttive a cui il prodotto è conforme

- informazioni relative alla produzione es: n° matricola, lotto, partita, ultime due cifre dell’anno di produzione

- data e firma autografa di chi la sottocrive

ma……. attenzione,  la Dichiarazione di Conformità deve esserci sempre, è indispensabile, ma non sufficiente, quindi non va confusa con la Marcatura CE,  di cui è solo una parte, le altre sono descritte in questo sito.

Oltre alla Dichiarazione di Conformità, per le “quasi macchine” è prevista la Dichiarazione di Incorporazione e bisogna fare molta attenzione a questa distinzione, che cambia in modo importante la responsabilità del costruttore.

Esiste anche un altro tipo di Dichiarazione di Conformità, quella di installazione, che devono rilasciare tutte le imprese che eseguono impianti, installazioni o montaggi di sistemi, come ad esempio l’impianto di riscaldamento o l’impianto idraulico.

In questo caso si utilizzano prodotti marcati CE e predisposti per creare impianti che possono essere realizzati solo in loco e non in azienda.

Le aziende che eseguono i montaggi oltre ad essere abilitate a farlo, devono rilasciare la dichiarazione di conformità, relativa alla realizzazione dell’impianto ed al rispetto di questo delle leggi e delle norme.

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201 Commenti a “La Dichiarazione di Conformità (DICO)”

  1. Andrea Morichetti scrive:

    Grazie per la risposta. Penso di riferisca agli standard MIL, anche se in alcuni casi gli standard civili e militari sono equivalenti (es. in alcune prove di compatibilità elettromagnetica). Concordo con lei sul fatto che apparati di produzione di massa Cinese (laddove CE = China Export!!!) soddisfino “difficilmente” tali standard :)
    A questo punto mi chiedevo: se un apparato radio destinato ad uso militare è “esentato” dalla marcatura CE, lo si potrebbe importare anche se provvisto della sola marcatura FCC, allegando qualche dichiarazione?
    Non penso che si vieti ai militari di usare apparati destinati ad uso civile (laddove opportunamente richiesti). Però, ovviamente, senza alcuna indicazione, gli apparati senza marcatura CE non possono essere commercializzati nei paesi dell’unione. Nel caso dunque che si vogliano importare apparati a norme MIL o apparati a norme FCC (o cmq senza marchio CE ma destinati alle forze armate) come ci si dovrebbe comportare? Basta una semplice dichiarazione per la dogana?
    Grazie anticipatamente.

  2. Andrea Morichetti scrive:

    Devo essere più preciso: nella frase:
    se un apparato radio destinato ad uso militare è “esentato” dalla marcatura CE, lo si potrebbe importare anche se provvisto della sola marcatura FCC, allegando qualche dichiarazione?

    Intendevo allegare una dichiarazione sulla destinazione d’uso (per le forze armate appunto)

  3. Renato Carraro scrive:

    La questione che Lei pone è interessante e meriterebbe una ricerca specifica, ma forse vedendo la cosa da un’altra ottica la si può chiarire meglio.
    Le apparecchiature di tipo militare sono esentate dal marchio CE in quanto si ritiene che le forze armate si possano far costruire i prodotti a loro necessari, secondo specifiche da loro definite.
    Cioè i militari che hanno necessità di particolari attrezzature, definiscono le caratteristiche che queste devono avere senza che le autorità esterne possano intervenire.
    Quindi la questione va risolta tra chi vuole vendere le apparecchiature alle Forze armate e queste ultime, se loro ritengono che un prodotto cinese e magari taroccato, possa soddisfare le loro esigenze, nessuno può impedire loro di utilizzarlo.
    Diciamo che la norma prevede che i militari in quanto utenti particolari non debbano essere “protetti” da norme pensate per i civili, quindi è l’utente e non il prodotto, che genera la particolarità.

  4. Alessandro scrive:

    Salve,
    dovrei importare dei campioni di cellulari smartphone dall’estero, a riguardo volevo sapere se anche per i campioni è necessario il marchio CE? O è sufficiente la dichiarazione di conformità?
    Grazie

  5. Renato Carraro scrive:

    No per le campionature la marcatura Ce non è obbligatoria e i campioni servono caso mai per poter espletare tutte le procedure di marcatura.
    Per fare la dichiarazione, sarebbe necessario conoscere ed analizzare il prodotto, quindi non la può fare prima.

  6. GIACOMO scrive:

    MI SCUSO VORREI SAPERE SE HO RILASCIATO UN CERTIIFCATO DI CONFORMITA SU DEI QUADRI ELETTRICI E SUCCESSIVAMENTE HO RISCONTRATO CHE ALCUNI COMPOMENTI CHE NORMALMENTE MONTIAMO DI SERIE SONO DIFFETTOSI POSSO ANNULLARE IL CERTIFICATO E ANDARE IN CANTIERE A VERIFICARE IL QUANTO
    IL CERTIFICATO PRECEDENTE NON HA PIU VALORE SE IO DICHIARO IL QUANTO E SONO DISPONIBILE A RIEMETTERLO DOPO VERIFICA?

    GRAZIE

  7. Renato Carraro scrive:

    Più che potere Lei deve fare quanto ha indicato, infatti la dichiarazione di conformità implica la garanzia della sicurezza del prodotto, quindi se Lei si rende conto che questa sicurezza è venuta meno, è tenuto ad intervenire quanto prima, nel modo che ritiene opportuno, fino al limite di impedire l’uso di ciò che Lei ha dichiarato conforme.

  8. francesca scrive:

    Salve, sono un artigiana e devo fabbrivare un lampadario in ferro bqattuto. vorrei sapere se nel mio caso per esonerarmi da responsabilità in caso di danni a cose o persone cagionati dal lampadario, sia sufficiente la dichiaraziione di conformità dell’ ‘impianto elettrico della lampada oppure se per ogni pezzo (tutti fra loro diversi ) devo chiedere una certificazione CE. grazie!

  9. Renato Carraro scrive:

    Lei non può essere esonerata dalle responsabilità, in quanto produttrice del lampadario ne risponde in toto.
    L’unica cosa corretta da fare è progettare e costruire il prodotto secondo le norme ed eseguire le prove di sicurezza alla fine del montaggio.
    Per fare un qualsiasi prodotto, la prima cosa di cui occorre tener conto sono le norme che lo regolano, e nel Suo caso sono parecchie.
    Non esiste un modo per evitare le responsabilità, ma esiste un modo per fare i prodotti sicuri, e questo è quello che deve fare Lei.

  10. [...] la marcatura CE è un’attività propira del produttore o  importatore  che garantisce la conformità del prodotto venduto alle leggi che ne regoalno la commercializzazione all’interno della [...]

  11. [...] tra i documenti deve esserci la dichiarazione di conformità, può essere in foglio singolo o contenuta nel manuale, ma deve essere firmata e contenere un [...]

  12. nicola scrive:

    salve,mi chiedevo se poteva essermi di aiuto,in quanto dovrei in un futuro prossimo come ditta ,comperare dei pigmenti(coloranti per vernici)
    in america.visto che ho gia reperito tali materieali con relative schede tecniche,con gia verifiche e certificati da enti americani,mi chiedevo se comunque si dovesse operare ugualmente a qualche sorta di etichettatura per comformita..e come ottenerla..la ringrazio si da ora..

  13. Renato Carraro scrive:

    Salve, nel caso il prodotto sia destinato all’utilizzo in costruzioni o comunque strutture di tipo edilizio, civile e/o industriale, deve essere marcato CE.
    Le prove a cui deve essere sottoposto dipendono dal titpo di prodotto, dall’utilizzo specifico e da specifiche norme che protrebbero riguardarlo.
    La certificazione ( prove di laboratorio ) è una cosa, la marcatura CE è un’altra, l’una non sostituisce l’altra, la marcatura è sempre obbligatoria la certificazione no.

  14. nicola scrive:

    grazie per la delucidazione..nel caso specifico riuscirebbe a fare un preventivo per un composto chimico inerte che non é tossico ,
    ne pericoloso per l uomo e l ambiente? per una eventuale marcatura ce..grazie

  15. Renato Carraro scrive:

    Grazie per la fiducia e per la richiesta, ma la deve girare direttamente sulla nostra mail, in quanto questo blog è stato pensato e realizzato per scopi divulgativi e promozionali e non direttamente commerciali.
    Saremo lieti di fornirLe il preventivo tramite la nostra mail carraro@xvoi.net

  16. Filippo scrive:

    Buongiorno

    ho acquistato un parquet prefinito multistrato ad incastro.
    Cosa devo richiedere al venditore per verificare che il materiale sia sicuro?
    Ad oggi, su mia richiesta, mi ha inviato, via mail, una sua dichiarazione di conformità CE (EN 14342/2005+A1 2008) con attestazione rilasciata da Belgian Institute for Wood Technology; non è indicato il produttore (che è extra UE) ne l’importatore, ne è firmata da nessuno.

    Inoltre sono indicati dei parametri di classificazione che mi è difficile interpretare. In particolare mi interessano L’emissione di formaldeide (riporta Classe E1) e l’emissione di Pentaclorofenolo (riporta 5 ppm) sono valori sicuri?

    Potrebbe darmi qualche indicazione?

    La ringrazio in anticipo.
    F.

  17. Renato Carraro scrive:

    Salve, il materiale deve essere accompagnato da etichetta CE e/o dichiarazione di conformità.
    In entrambe questi documenti deve essere presente il nome del venditore o dell’importatore all’interno della CEE.
    I documenti di laboratorio servono per fare la marcatura non per sostituirla, non è il laboratorio che risponde del Suo parquet, ma chi glielo ha venduto.
    Quindi Lei deve pretendere un documento con la firma del venditore o dell’importatore, tutto il resto non conta, anche se credo che il materiale sia a norme per quanto riguarda le caratteristiche che Lei mi dice essere indicate nel documento in Suo possesso.
    Cordiali saluti.

  18. ilaria scrive:

    Salve,
    vorrei sapere se i lampadari, i letti, e tutto qiando da me creato in ferro battuto, necessita della certificazione CE. In tal caso credo cambierò lavoro considerando i costi..La ringrazio

  19. Renato Carraro scrive:

    Salve, non so quali altri prodotti Lei abbia creato, ma di quelli citati, solo i lampadari devono essere marcati CE.
    Sinceramente non credo che il costo della marcatura possa influire sul Suo bilancio in modo così drastico, può darsi che Lei sia stata informata male, comunque sono scelte sulle quali non posso entrare.

  20. federica scrive:

    Salve volevo chiederle delle delucidazioni in merito alla marcatura CE e alla dichiarazione di conformità dato che leggendo i post e le spiegazioni sulle pagine del Suo sito qualcosa mi sfugge.
    Ho letto sopra, proprio nell’ultimo capoverso del tema che tratta in questa pagina che “…attenzione, deve esserci sempre, è indispensabile, ma non sufficiente, quindi non va confusa con la Marcatura CE, di cui è solo una parte…”. E questo è chiaro.
    Poi però leggo poco sopra in risposta a “Filippo, del 6 settembre 2010″ che lei risponde: “…il materiale deve essere accompagnato da etichetta CE e/o dichiarazione di conformità”.
    Mi/Le chiedo allora la marcatura CE e la dichiarazione di conformità devono SEMPRE essere presenti entrambe (contemporaneamente perchè una è complementare all’altra) o può anche esservi una e non l’altra (come per esempio nei prodotti per cui non è prevista la marcatura CE come obbligatoria)?
    Perchè a “Filippo” dice “e/o dich. di conformità?
    Grazie in anticipo.

  21. Renato Carraro scrive:

    Salve, comprendo le Sue perplessità. ma derivano da un fatto pratico e non da complessità di direttiva.
    Il prodotto in questione è un parquet sul quale il venditore può attaccare l’etichetta CE, che guarda caso, proprio per il legno contiene molti dati ed è quasi una pagina, praticamente è come la dichiarazione di conformità.
    Ovviamente non ha senso appiccicare l’etichetta su un listone o sotto tutti i listoni, verrebbe comunque coperta, quindi si attacca di solito alla confezione e quindi per sicurezza il produttore potrebbe fare anche un foglio aggiuntivo in cui inserisce sia l’etichetta che la dichiarazione.
    Le direttive e le norme sono abbastanza aperte sulle modalità di applicazione del marchio e se non ha senso attaccarlo al prodotto, pensiamo ad una lampada da interni che è anche un pezzo di arredamento, la si può inserire nel manuale o in altra documentazione, l’importante è che accompagni il prodotto fino al consumatore finale, così come la dichiarazione di conformità.
    Nella frase l’e/o sta a significare che potrebbero essere una sola cosa, forse l’espressione non è stata felice e La ringrazio per la precisazione, vedo con piacere che i commenti ed il contenuto del sito sono letti con attenzione.
    Nel caso dei prodotti per cui non è prevista l’apposizione del marchio. la dichiarazione di conformità dovrebbe far riferimento almeno alla Direttiva 2001/95/CE.
    Nel caso di altri dubbi siamo sempre a disposizione.

  22. Buona sera
    vorrei porrLe un quesito a riguardo la marcatura CE di prodotti di serie. L’azienda per cui lavoro produce delle macchine (potrebbero anche essere definite delle quasi macchine) che vengono personalizzate a seconda delle richieste del cliente, è necessario produrre una dichiarazione di conformità per ogni macchina o possiamo certificare la serie? Da considerare che agli effetti della sicurezza non cambia assolutamente nulla tra i vari prodotti personalizzati. Nel secondo caso nella mia dichiarazione di conformità CE non posso indicare matricola e anno di costruzione, è valida comunque?
    Grazie.

  23. Renato Carraro scrive:

    Salve, Lei ha già risposto da solo e correttamente, la dichiarazione di conformità deve essere fatta per ogni macchina , se è una quasi macchina deve fare la dichiarazione di incorporazione, che dal punto di vista della responsabilità è ben diversa.
    Per ogni macchina o quasi macchina che sia diversa dalle altre, deve costituire l’intero fascicolo tecnico e non solo la dichiarazione, perché a richiesta deve essere in grado di esibire tutti i documenti relativi ad ogni singolo prodotto.
    Solo se i prodotti sono proprio uguali può rimanere invariato il fascicolo, ma il n° di matricola cambia e di conseguenza la dichiarazione che deve fatta essere per ogni esemplare.
    Cordiali saluti.

  24. alessandr0 scrive:

    salve
    vorrei realizare delle lampade in serie composte da un materiale di supporto (resina) ed un corpo illuminante a led che trovo sul mercato e quindi già certificate. Mi chiedo se devo comunque produrre una mia certifciazione e/o dichiarazione oppure se posso trasferire la dichiarazione della parte elettrica e considerarmi in regola.
    grazie

  25. Renato Carraro scrive:

    Salve, la marcatura CE si deve fare anche quando si usano tutti componenti marcati, perché la proprietà transitiva non vale.
    Le faccio un semplice esempio, con farina, uova, acqua, sale, zucchero, quanti tipi di dolci si possono fare? Un numero notevole, cambia solo la ricetta, quindi è il modus operandi ad essere diverso, ed è proprio il modus operandi oltre che la distinta base, che il CE deve garantire.
    Cordiali saluti.

  26. Marco Quaranta scrive:

    Salve, un amico mi ha regalato una saldatrice che non usava più ma non aveva nè il manuale, nè la dichiarazione di conformità.
    Contattata la ditta costruttrice mi hanno gentilmente inviato una copia del manuale ed una copia della dichiarazione di conformità CE.
    La domanda che Le volevo fare è: Tale dichiarazione deve riportare il logo CE (così come riportato in testa a questa pagina)? Perchè quella che mi hanno fornito non lo riporta, pur indicando le direttive CEE alle quali risulta conforme.
    Grazie e complimenti per il tema e la serietà con la quale lo ha affrontato.

  27. Renato Carraro scrive:

    Salve, il marchio CE dovrebbe essere sulla macchina e se manca su questa, potrebbe essere sulla dichiarazione.
    In ogni caso mi sembra di capire che è una saldatrice per uso personale, non è uno strumento aziendale e non viene utilizzato da Suoi dipendenti, quindi anche l’assenza di marchio CE non sarebbe un problema.
    Tenga presente che è Lei responsabile della macchina e se vuole scaricare da eventuali responsabilità il Suo amico, faccia una dichiarazione liberatoria nella quale dichiara di aver ricevuto la macchina non funzionante, cioè come ferro vecchio.
    Buona giornata.

  28. Buongiorno, gradire avere un Vs. parere:
    1) l’Art. 12 del Regolamento Comunitario di ce esattamente ” 1. La marcatura CE è apposta sul prodotto o sulla sua targhetta segnaletica in modo visibile, leggibile e indelebile. Qualora la natura del prodotto non lo consenta o non lo garantisca, la marcatura CE è apposta sul suo imballaggio e sui documenti di accompagnamento, se previsti a norma di legge.
    2. La marcatura CE è apposta sul prodotto prima della sua immissione sul mercato. Può essere seguita da un pittogramma o da qualsiasi altra marchio che indichi un rischio o un impiego particolare.”

    Adesso leggendo bene e, non avendo avuto altri pareri, se non quello della GDF, ho scoperto che non basta apporre una etichetta di conformità, ma bisogna proprio mettere una marcatura, cosa suffragata dall’aggettivo “indelebile”; altrilementi il Legislatore avrebbe messo “etichettaura” al posto di marcatura; voi cosa ne pensate?
    Grazie
    Ettore

  29. Renato Carraro scrive:

    Salve, ovviamente sugli articoli delle leggi e dei regolamenti noi non ci permettiamo nè valutazioni nè pareri, vanno applicati punto e basta.
    Sul fatto che marcatura non sia uguale ad etichettatura mi pare che possiamo essere d’accordo, ma non sempre esiste la possibilitò di applicare la marcatura su un prodotto ( quale sarebbe poi la modalità corretta di marcatura, non è dato sapere ).
    Ci vengono come sempre in aiuto il buon senso e la pratica, e ci dicono che se la marcatura a fuoco distrugge il prodotto, se la marcatura con vernici non è possibile e se altri tipi di marcatura sono improponibili, si può arrivare all’etichetta con alcune precauzioni, ovvero l’etichetta deve essere stampata con un trasferimento termico, su un supporto resistente, tipo lamina metallica e la scritta deve sopportare senza scolorire un numero minimo di passaggi con un batufolo imbevuto di alcool ( questo vale anche per la stampa ad inchiostro su carta ).
    Come vede anche in queto caso, non è mai tutto nero o tutto bianco, come qualcuno vuol farci credere, ma esistono sempre delle soluzioni che rispettano la legge e contemporaneamente sono realizzabili.
    Ovviamente se invece attacchiamo una etichetta di carta che si toglie molto facilmente e che passandoci sopra un dito va via tutta la scritta, allora è chiaro che l’etichettatura non va bene.
    Per pura informazione, Le dico che esistono milioni, forse miliardi di prodotti che riportano il marchio CE sull’etichetta, assieme a molte altre informazioni e non mi risulta che nessuno abbia mai ritirato un prodotto, perchè il marchio era sull’etichetta.
    Le aggiungo infine un altro esempio: il numero di telaio delle auto o delle moto non è proprio su una etichetta di alluminio rivettata al telaio ?
    Lo scopo della marcatura è garantire la sicurezza del prodotto, non certo quello di far nascere delle querelle sulle modalità applicative.
    Cordiali saluti.

  30. Si, sono d’accordo, ma ho voluto fare questa domanda perchè nel mio paese a Cormons ho presentato un Esposto contro RFI per falsa dichiarazione di Conformità, in quanto l’attestato, stampato su etichetta autoadesiva e poi appiccicato al palo in PVC, era scaduto il 03/06/2008.
    Inoltre ho chiesto alla Comunità Europea e 10 minuti fa mi hanno risposto quanto segue:
    La marcatura CE consiste nell’apposizione del marchio CE e non in una semplice etichettatura CE del prodotto, tanto è vero che si è provveduto ad inserire l’aggettivo “indelebile”, cosa che un’etichetta ovviamente non è.
    Inoltre ogni Stato membro è obbligato a questi controlli.

    Quello che mi hanno detto alla GDF corrisponde a verità.
    Adesso vediamo cosa viene fuori, anche perchè in Friuli ci sono molti pali di illuminazione senza marcatura CE.
    Ettore

  31. Renato Carraro scrive:

    Salve, ovviamente per fornire una risposta corretta occorre sempre avere il quadro generale.
    Sapendo che la marcatura a cui si riferiva Lei era su un palo di illuminazione, non avrei mai pensato ad una etichetta di carta.
    Vorrei però precisare ancora una volta che indelebile ed etichetta non sono due termini incompatibili, perchè sulle macchine utensili sono sempre attaccate delle etichette di metallo con le scritte indelebilli.
    Quindi non è il caso di confondere i due termini, ci possono essere marcature sul prodotto che si cancellano ed etichette con marchio indelebile, ad esempio punzonato.
    Quindi concordo con Lei e credo che nel Suo caso sia corretta la sua interpretazione, ma non è l’unica possibile, se sul palo ci fosse rivettata una etichetta di alluminio con il marchio ed i dati incisi, andrebbe bene comunque.
    Ovviamente se poi i dati sono errati o addirittura falsi, la nostra discussione perde di significato, in quanto subentra un problema ben più grave.
    Cordiali saluti.

  32. Posso essere d’accordo, che dovrebbe essere rivettata, ma non una semplice etichetta autoadesiva, non trova?

  33. Renato Carraro scrive:

    Assolutamente d’accordo, solo un mentecatto attaccherebbe un’etichetta di carta autoadesiva su un palo della pubblica illuminazione, però anche quelli che glielo lasciano fare sono dei tipi mica male.
    Che dire infine di quelli che non ne attaccano di nessun tipo?
    Cordiali saluti

  34. Concordo, adesso Le invio per email, la giustiicazione della Società “produttrice dei pali”.
    Ettore

  35. Renato Carraro scrive:

    La ringrazio e Le chiedo cortesemente di passare alla mail diretta, evitando di portare nel blog una situazione particolare.
    Proseguirò volentieri in privato questa discussione.
    Cordiali saluti.

  36. Renato Carraro scrive:

    Il commento a cui il presente fa riferimento è stato rimosso su richiesta di chi lo aveva inviato.

    Salve, La ringrazio per aver posto questa domanda, ma la risposta specifica gliela fornirò sulla Sua mail per motivi di riservatezza che poi comprenderà:
    In senso generale la nuova direttiva macchine ha modificato, agevolandolo il trattamento delle macchine incluse nell’allegato IV.
    Per maggiori dettagli consiglio un’analisi approfondita della nuova direttiva.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  37. Gent. Mi trovo ad affrontare una problematica mai riscontrata in 30 anni di attività.La mia azienda si occupa di apparecchiature medicali che per lo più vengono acquisite tramite leasing e finanziarie vari. Ultimamente abbiamo fatto la consegna di un sistema di endoscopia formato da varie componenti quali processore di immagine, fonte luminosa e endoscopi ,questi forniti da una azienda. A questa apparecchiature possono essere collegate stampanti videoregistratori e quant’altro per la registrazione delle immagini o filmati fornite da altre aziende secondo i gusti del cliente.
    Ebbene alla società finanziaria abbiamo presentato come da loro richiesta le dichiarazioni di conformità delle varie aziende.Pare non basti perchè occorre la dichiarazione di conformità dell’intera apparecchiatura così come composta. Mi chiedo chi può produrre tale dichiarazione se le componenti provengono da aziende diverse?
    Grazie

  38. Renato Carraro scrive:

    Salve, comprendo il Suo stupore, ma dipende dalla generale scarsa conoscenza della marcatura CE, di cosa essa significhi e quali obblighi imponga.
    Pensi che solo nella giornata di oggi mi ha interpellato sia la GdF che la Polizia, per avere informazioni in merito.
    Se la richiesta non Le è mai stata fatta prima, significa che chi ha trattato il problema non conosceva e non faceva rispettare le leggi, non a caso il leasing che è sempre attento agli aspetti legali Le chiede questo documento che comunque potrebbe essere superfluo, necessario o insufficiente.
    La questione è semplice, chiunque ponga sul mercato un’apparecchiatura, magari composta di varie apparecchiature marcate CE, deve marcare CE l’insieme composto, a meno che ognuna delle apparecchiature non consenta chiaramente e formalmente l’accoppiamento con le altre e questo accoppiamento si possa eseguire con cavi preconfezionati.
    Cerco di spiegarmi meglio: se acquisto un monitor, un computer, una tastiera ed una stampante e li collego con dei cavi già predisposti, non sono soggetto a marcatura o dichiarazione alcuna, ma se le stesse apparecchiature le collego con un cablaggio di rete allora devo rilasciare una dichiarazione di conformità,
    Nel caso la combinazione che eseguo sia frutto di una mia progettazione e non sia stata prevista da chi mi ha fornito i vari componenti, oltre alla dichiarazione devo fare la marcatura CE.
    Il motivo di questi obblighi è semplice: deve essere garantita la sicurezza e lo si può fare in due modi: 1 non modificando nulla, 2 garantendo la sicurezza delle modifiche.
    Ora è evidente che se Lei ha fornito solo macchinari e cablaggi preconfezionati, non deve rilasciare nulla, se ha eseguito o fatto eseguire dei cablaggi, deve redigere una dichiarazione di conformità, se ha composto un sistema di Sua progettazione, deve fare anche la marcatura CE.
    Lei certamente è in grado di stabilire in quale ipotesi si trova e quindi decidere, comunque la questione è forse più difficile da spiegare che da fare.
    Cordiali saluti.

  39. Ettore scrive:

    Ing. Carraro, dopo la mia denuncia presso la Procura della Repubblica di Gorizia, Corte dei Conti del FVG, Comunità Europea, qui in Friuli sono cominciati i casini, tutti a chiedermi cosa stavo facendo e perchè!
    Ma come ha detto lei, anche nella ns. comunicazione, se c’è una Legge deve essere osservata, qui, ma penso in tutta Italia non si fanno i controlli sulla marcatura CE ai sensi del 768/2008 CE, è questo la dice lunga sulle reali estensioni del problema e se sia addivenisse ad una ben più estesa indagine, ne vedremo delle belle, parecchie teste salteranno.
    Cordialmente
    Ettore

  40. Andrea Costanzo scrive:

    Buonasera e complimenti per il forum.

    Il nostro studio di progettazione ha curato il fascicolo tecnico e quindi dichiarazione e marcatura CE per la costruzione di una macchina di un cliente nel 2009 conforme quindi al 98/37/CE.

    Nel 2010 il nostro cliente ha costruito altre macchine identiche e deve venderle.

    Vorrei sapere:
    1) E’ necessario un nuovo fascicolo tecnico in conformità alla 2006/42/CE, o basta allegare una copia della dichiarazione CE, in quanto non ci sono state modifiche sostanziali?
    2) In caso quale dichiarazione CE (al 98/37/CE oppure al 2006/42/CE) e quale data bisogna segnare come anno di costruzione e di redazione della certificazione (2009 o 2010)?
    Ringrazio anticipatamente

  41. Renato Carraro scrive:

    Salve La ringrazio per l’apprezzamento, siccome parliamo di cose specifiche e di questioni tecniche, preferirei che ci contattaste al nostro indirizzo.
    La struttura della dichiarazione di conformità, piuttosto che la data da indicare nei documenti, non sono proprio argomenti di dibattito.
    Vi fornirò volentieri queste informazioni nel caso ci contattiate direttamente, siamo sempre a disposizione di colleghi tecnici.
    Comunque la macchina immessa in commercio ora, deve rispettare la nuova direttiva.
    Cordiali saluti.

  42. Renato Carraro scrive:

    Chiedo scusa al dott. Ettore se non ho replicato al Suo commento, ma concordo con le Sue valutazioni e non avevo altro da aggiungere se non il fatto che il regolamento 768/2008/CE non solo non è conosciuto ed applicato, ma è anche contraddetto in documenti ufficiali degli organi di controllo.
    Naturalmente abbiamo fatto presente la cosa e la risposta è stata: ……………………………………………………………………………………………
    Non credo serva aggiungere altro.

  43. Ettore scrive:

    Ing. Carraro, non ci sono problemi, ma mi si permetta di affermare, finalmente i nodi vengono al pettine, proprio oggi, ho avuto un colloquio con alcuni Carabinieri che mi hanno fatto i complimenti, credevano che scherzassi quando affermavo nelle Denuncie, queste continue violazioni Penali, si proprio Penali è di questo che si parla.
    Alla fine loro si sono documentati (gli ho portato circa 900-1000 pagine tra relazioni e denuncie) ed hanno visto che avevo ragione da vendere.
    Saluti.
    Ettore

  44. Ettore scrive:

    Dimenticavo di farVi fare una risata.
    In Comune a Gorizia, ho chiesto se alcuni pali di illuminazione avevano la marcatura CE, ai sensi del ben noto Regolamento Europeo, la risposta è stata si, certamente, e dove sono?
    All’interno del palo!
    Cosa devo pensare di questi Architetti, pagati profumatamente?
    Siamo proprio alla frutta!

  45. fabio marrara scrive:

    buonasera,
    ho ancora molto dubbi sulla marcatura CE e vorrei porle un quesito:
    la marcatura CE su prodotti cinesi deve essere fatta dall’importatore.
    Che valenza hanno allora le così dette “CE certification of conformity”rilasciate da organismi quali ad esempio
    http://www.microtest.cc
    certificazione numero (MTI100203001CE)

    http://www.bst-lab.com
    qui di seguito indico il link al sito in lingua iglese
    http://202.105.139.174:808/en/default.asp
    In presenza di tali certificazioni, l’importatore è comunque responsabile?
    grazie in anticipo

  46. Renato Carraro scrive:

    Salve, il Suo commento mi consente di ribadire un concetto fondamentale per comprende bene il CE.
    La certificazione garantisce un campione di prodotto testato in laboratorio.
    La marcatura garantisce tutti i prodotti immessi in commercio.
    I cinesi possono fare prodotti sicurissimi e rispettosi delle direttive e delle norme, per dimostrare ciò fanno anche test di laboratorio spesso validi a volte inutili, ma in nessun caso possono apporre la marcatura, che deve essere sempre in capo ad un soggetto ( fisico o giuridico ) residente all’interno della CEE.
    Pertanto non serve valutare i certificati per stabilire che la marcatura la deve sempre fare l’importatore, anche servendosi di quei certificati, che non sostituiscono la marcatura, ma al massimo ne fanno parte.
    Cordiali saluti e grazie a Lei.

  47. Andrea Morichetti scrive:

    Salve Ingegnere,
    mi scusi se mi intrometto in questa ultima discussione.
    Da quello che dice, un produttore extra-UE (o il suo laboratorio di fiducia) non può apporre il marchio CE su un prodotto destinato al mercato europeo, benché esso abbia prodotto tutta documentazione necessaria ed effettuato i test di conformità previsti. Ma il marchio non sarebbe che la diretta conseguenza delle prove superate?

    Dunque Lei intenderebbe dire che qualsiasi prodotto proveniente da paesi extra-UE debbano essere inviati ad un laboratorio accreditato con sede nella comunità europea per la sola marcatura? (magari usufruendo dei test report già effettuati dal produttore e che si suppone conformi).

    Se il laboratorio presso cui sono stati fatti i test di conformità e redatta la relativa documentazione è accreditato, per quale motivo non si può considerare attendibile anche se fuori dalla comunità?

    Cordiali Saluti
    Andrea Morichetti

  48. Renato Carraro scrive:

    Salve innanzitutto “l’intromissione” come la definisce Lei, oltre che bene accetta è esattamente lo scopo del blog, io non vorrei essere quello che sa tutto e da sempre le risposte, quindi ben vengano le osservazioni, le correzioni, le critiche e le “intromissioni”, sono la vita del blog.
    Forse mi sono spiegato male, i certificati messi a disposizione dai produttori vanno bene e se sono stati fatti da Organismi Notificati, hanno assoluta validità in Europa, quindi io non intendevo dire che questi vanno rifatti, anzi vanno utilizzati da chi deve fare la marcatura in Europa, cioè l’importatore.
    Lei come molti altri tende a confondere la conformità tecnica alla norma, che è dimostrata dai tests di laboratorio, con la marcatura.
    SONO DUE COSE DIVERSE.
    I tests servono per fare la marcatura, sono dentro la marcatura, ma NON SONO LA MARCATURA.
    Es. io costruisco un prodotto nel rispetto delle direttive e delle norme e preparo tutti i documenti per apporre la marcatura, poi per essere tranquillo ( a meno che la norma non lo renda obbligatorio e quindi non è una mia scelta ) faccio fare dei test in laboratorio, per essere certo che il mio prodotto rispetti effettivamente le indicazioni della norma, quindi metto i tests di prova assieme a tutti gli altri documenti che ho preparato per fare la marcatura.
    Spero a questo punto di aver chiarito meglio la questione, in caso contrario sono a disposizione per ulteriori approfondimenti o esempi.
    Cordiali saluti a tutti, soprattutto a coloro che si vorranno “intromettere”.

    p.s. un extra CEE non può mai apporre la marcatura CE sul prodotto.

  49. Andrea Morichetti scrive:

    Grazie :)
    Siamo d’accordo: la MARCATURA (= porre sull’apparato il marchio CE e altre informazioni quali l’ID del lab. accreditato) è una cosa, i certificati che attestano il superamento delle prove di conformità (test report) sono un’altra.
    Tramite i test report si può marcare l’apparato (marchio CE) ,in quesot senso la marcatura è cioè una CONSEGUENZA del superamento delle prove.

    Quindi in sostanza è corretto dire che: se io importassi in Europa un prodotto extra-UE a cui è stato apposto il marchio CE dal produttore extra-UE (o suo laboratorio accreditato di fiducia) non posso commercializzarlo direttamente senza fare nulla, perché sono IO che devo fare (ri-fare) la marcatura? Dovrò cioè portarlo in un laboratorio accreditato in territorio UE, che cancellerà il vecchio marchio e apporrà il suo?
    Sto forse prendendo un abbaglio?

  50. Renato Carraro scrive:

    Salve, ripeto per cercare di fare ulteriore chiarezza.
    Se importo un prodotto da fuori CEE, sono obbligato a fare la marcatura.
    Per fare la marcatura devo fare:
    - l’analisi dei rischi
    - il manuale
    - la dichiarazione di conformità
    - l’etichetta con le informazioni su di me importatore, sul prodotto e mettere il marchio sull’etichetta o direttamente sul prodotto
    - fare il fascicolo tecnico nel quale metterò i certificati di test, fatti da un Organismo Notificato (se richiesto) o da altro laboratorio (se facoltativo)
    Nel caso i test me li fornisca il produttore e siano coerenti con quanto chiede la norma, non è necessario che io rifaccia i test.
    Ripeto ancora una volta il test fornisce la conformità del campione e non è la marcatura.
    La marcatura deve garantire attraverso vari sistemi, la sicurezza di ogni singolo articolo, e per fare questo può anche utilizzare i risultati dei test, ma non solo questi.
    Ad esempio come faccio a garantire che il prodotto n° enne è stato costruito come il campione che ha superato il test? Come faccio ad essere certo che quel prodotto è sicuro e non pericoloso? A queste domande il test non fornisce risposta, la marcatura lo DEVE fare.
    Saluti

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