La marcatura CE degli apparecchi elettrici

La marcatura CE degli apparecchi elettrici

La nostra società esegue la marcatura CE delle apparecchiature elettriche e fornisce la consulenza per farvi diventare autonomi.

apparecchiature elettriche

Le apparecchiature elettriche sono regolamentate, per quanto riguarda la marcatura CE, dalla direttiva denominata “bassa tensione” e questa dicitura a volte trae in inganno in quanto la bassa tensione va da 50 a 1000 Volts, mentre al di sotto di 50 viene definita bassissima tensione.

La bassa tensione è quindi quella più comune e diffusa dal punto di vista dell’utilizzo e riguarda anche le apparecchiature che funzionano a batterie che si ricaricano con il trasformatore, come i piccoli elettrodomestici portatili, o anche i telefoni cordless.

La marcatura CE consiste dal punto di vista visivo, nell’applicazione sul prodotto del marchio CE, in dimensioni e forma bene definite, mentre dal punto di vista sostanziale essa è costituita dalle seguenti parti:

  • Dichiarazione di conformità del prodotto
  • Fascicolo tecnico del prodotto
  • Manuale di installazione, uso e manutenzione del prodotto
  • Procedure formalizzate di produzione che dimostrino nel caso di costruzione di serie la corrispondenza di ogni singolo oggetto ed il campione su cui si sono svolte le indagini per la marcatura

La preparazione del fascicolo tecnico prevede una serie di attività:

  • Analisi dei rischi in fase di progettazione, produzione ed utilizzo
  • Predisposizione di disegni, progetti, documentazione tecnica di vario genere, dagli schemi elettrici ed elettronici, alla raccolta delle dichiarazioni di conformità dei fornitori
  • Relazioni e calcoli qualora ritenuti esplicativi e necessari.
  • L’inserimento di una copia del manuale
  • Informazioni e dati sui prodotti acquistati

marchio CEmarchio CE corretto

Va chiarito che mentre il marchio CE, l’identificazione,  la dichiarazione di conformità ed il manuale d’uso, devono essere presenti al momento della vendita e fanno parte integrante del prodotto, tutta la rimanente documentazione, peraltro necessaria per una corretta e coerente produzione, deve essere messa a disposizione di un’eventuale ispezione da parte di autorità competente, ma non della clientela.

La nostra società esegue la marcatura CE e fornisce la consulenza per capire cosa è necessario fare.

Il nostro telefono è 049 8875489.

Potete richiedere informazioni e preventivi gratuiti.  La nostra mail è carraro@marchioce.net

Per consultazioni veloci chiamate il n° 335 7815 770, Ti risponderà direttamente l’ing. Carraro.

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About the Author:

Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

392 Comments

  1. Riccardo Maffei 13 ottobre 2015 at 05:59

    Buongiorno, dovremmo realizzare un dispositivo domotico controllato via web dotato di 2 prese elettriche (maschio e femmina) con un relè per accendere o spegnere lampade, elettrodomestici ecc.
    le due prese sono acquistate sul mercato e quindi sono a norma. Quale certificazione devo fare per mettere il prodotto sul mercato?

  2. Renato Carraro 27 agosto 2015 at 17:16

    Salve, grazie per le Sue valutazioni, parto dalla fine per rispondere alle Sue domande, il fatto che la chitarra sia collegata all’amplificatore, che è in bassa tensione, cambia tutto.
    Infatti nella valutazione delle direttive pertinenti, si considera la più gravosa e tutte quelle presenti nel sistema in cui un prodotto viene inserito per il Suo utilizzo.
    Faccio un esempio idiota, per rendere l’idea, se la chitarra fosse collegata ad una macchina, dovrebbe rispettare anche la direttiva macchine, anche se di macchina non ha proprio nulla.
    Tenga però presente che al lato pratico per chi costruisce la chitarra non cambia nulla nell’analisi dei rischi, se non tenere conto che andrà collegata ad un apparecchio che funziona in bassa tensione.
    I pericoli presenti nella chitarra sono oggettivi e non cambiano se si modifica la direttiva di riferimento e se ne considera una più ampia, com’è la bassa tensione rispetto alla compatibilità elettromagnetica. Considerarne una riduttiva espone al rischio di tralasciare qualche pericolo.
    Anche i cavi USB lavorano in bassissima tensione, ma sono destinati al collegamento ad apparecchi che prima o poi saranno connessi alla bassa tensione, quindi l’utilizzatore sarà esposto a questi rischi maggiori, che invece sono assenti nel cavo USB.
    Spero che la risposta sia chiara ed esaustiva.
    La ringrazio e La saluto cordialmente.
    Ing. Carraro

  3. Enrico 27 agosto 2015 at 17:01

    Salve,

    ottima e interessante discussione.

    Una domanda: ritenete che lo strumento musicale “chitarra elettrica” debba essere marcato CE?

    Il circuito è strettamente passivo, con tensioni <1v generate dal pickup e componenti "tradizionali" (condensatori, resistenze, potenziometri) – assimilabile ad un microfono passivo.

    Il circuito in se appare in bassissima tensione – il fatto che possa/debba essere connessa ad un amplificatore audio esterno (quello ovviamente sarà marcato CE…), appunto come un tradizionale microfono, cambia qualcosa?

    Grazie
    Enrico

  4. Renato Carraro 12 giugno 2015 at 19:57

    Salve, Le posso dire che l’alimentatore ha obbligo di marcatura CE, dovendo rispettare varie direttive.
    Il rispetto delle direttive è presunto se il prodotto rispetta una o più norme armonizzate alla direttiva di riferimento.
    Pertanto Lei deve verificare quali sono le condizioni imposte dalle norme armonizzate e decidere quali si adattano al Suo scopo.
    Una risposta dettagliata comporterebbe lo studio delle varie norme armonizzate e la decisione su quale sia più corretto applicare.
    Ritengo che questo lavoro sia di competenza del produttore, oppure può essere un nostro lavoro, se un cliente ci conferisce un incarico in tal senso.
    Colgo l’occasione per ribadire quanto ho più volte precisato, ritengo che un blog sia un ambito in cui si esprimono opinioni o concetti di carattere generale, mentre per la consulenza specifica ci sono altri canali.
    Quando un cliente mi chiede una consulenza tecnica dettagliata, raccolgo tutte le informazioni necessarie, analizzo la questione, verifico norme e direttive e preparo una relazione scritta e firmata, in base alla quale il mio cliente può fare delle scelte operative, sapendo che io ho svolto un lavoro approfondito.
    Elargire perle di conoscenza sui più svariati argomenti (come la salute o altre materie tecniche) è un esercizio che lascio ad altri, ma lo ritengo fuori luogo e pericoloso per chi riceve le risposte, il quale potrebbe agire sulla base di informazioni fornite da un anonimo autodefinitosi “esperto”.
    Le conseguenze di una mia eventuale risposta sbagliata le potrebbe pagare Lei, quindi metto in guardia Lei e tutti coloro che ci leggono, dal ricercare le risposte tecniche in internet.
    In internet al massimo si acquistano le norme, poi si studiano e se rimangono dubbi si chiede la consulenza a tecnici esperti.
    Nessuno Le fornisce alcuna garanzia sulle mie capacità tecniche, quindi perchè dovrebbe fidarsi di quello che Le dico?
    La ringrazio e La saluto cordialmente.
    Ing. Carraro

  5. Luca 12 giugno 2015 at 13:29

    Salve, le scrivo perché ho un dubbio. Un alimentatore AC/DC che alimenta una catena di luci natalizie a LED deve essere conforme alla norma tecnica EN61558 o può essere sufficiente la norma EN 61347?

    Grazie mille per il supporto.

  6. Renato Carraro 11 aprile 2015 at 22:44

    Salve, il prodotto che Lei intende realizzare deve essere marcato CE a prescindere dalla marcatura dei componenti, non è invece necessaria alcuna certificazione.
    Le invierò il preventivo per la consulenza per fare la marcatura CE.
    Cordiali saluti
    Ing. Carraro

  7. paolo 11 aprile 2015 at 22:16

    Egr Ing Carraro
    Le scrivo in quanto sto valutando la possibilità di produrre una lampada da tavolo che poi proverò a commercializzare. L’oggetto sarà in pratica costituito da uno scatolato metallico stilizzato al cui interno inserirò il corpo illuminante (vedi led) già marcato ce a monte.
    E’ necessario ottenere la certificazione ce per l’oggetto completo o basta la certificazione del corpo illuminante?
    E se fosse necessario richiedere certificazione quali sono i costi e tempi a cui andrei incontro?
    Grazie

  8. Renato Carraro 23 febbraio 2015 at 14:57

    Salve, la marcatura CE significa sicurezza di tutto il prodotto, ovvero tutte le componenti ed il metodo di lavorazione, quindi Lei deve fare la marcatura CE sul prodotto finito, qualsiasi sia il prodotto che vende ed indipendentemente dal grado di finitura che Lei raggiunge, ed anche se non producesse nulla ma si limitasse ad assemblare le varie parti, tutte marcate CE, che acquista da fornitori che le hanno regolarmente marcate.
    La marcatura riguarda la “torta” finita nel suo complesso e la torta non si ottiene mescolando a caso tutti gli ingredienti, altrimenti la saprei fare anch’io, è necessario seguire la ricetta che ha più aspetti: cosa mettere, quanto mettere, quando mettere e poi come lavorare in ogni singola fase.
    La sicurezza del prodotto non si ottiene mettendo soltanto assieme dei componenti sicuri, ma facendolo in modo corretto.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  9. chiara 23 febbraio 2015 at 12:06

    Gentile Ing. Carraro
    mettiamo che io produca una lampada, assemblando il materiale elettrico che mi viene fornito (tutto marchiato ce) con le componenti di design che io produco(molto volgarmente il cappello delle lampade), devo far marcare anche le parti che io produco? far marcare tt il prodotto o è sufficiente la marcatura delle parti elettriche?

  10. Renato Carraro 23 gennaio 2015 at 14:58

    Salve, la legge consente che il produttore apponga il marchio del cliente previo accordo contrattuale, però oltre al marchio sul prodotto, sono necessari il manuale e la dichiarazione di conformità, che devono essere emessi a nome di chi vende, cioè la Vostra ditta.
    Per quanto riguarda gli altri documenti che costituiscono il fascicolo tecnico e che deve essere a disposizione delle autorità, ammesso che il Vostro fornitore lo abbia realizzato in modo completo ???????? (dubbi da esperienza), correttamente non lo mette a Vostra disposizione, in quanto esso contiene documenti riservati e che riguardano l’attività svolta da loro.
    La Vostra azienda deve produrre il proprio fascicolo tecnico, relativo alle attività fatte da Voi.
    Il vantaggio che il produttore effettivo apponga il nome del cliente è solo l’aspetto pratico della stampa dell’etichetta, mentre in alcun modo chi vende il prodotto può essere sostituito da altri.
    Quindi Voi avete l’onere della marcatura CE relativa alla Vostra “parte nella commedia”, ovvero alle Vostre responsabilità nei confronti del cliente in relazione alla sicurezza dei prodotti e tale responsabilità non potete in alcun modo spostarla su altri, che giustamente non la desiderano.
    In una corretta suddivisione dei ruoli, onori ed oneri vanno sempre assieme, non è possibile avere gli uni senza gli altri.
    In quanto alla “certificazione” da Lei citata, se è un errore ed intende “marcatura” vale quanto sopra, se invece intendeva proprio “certificazione”, allora deve sapere che per questi prodotti la legge non richiede alcuna certificazione.
    Spero che le spiegazioni siano esaustive.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  11. Todaro Mauro 23 gennaio 2015 at 10:53

    Buongiorno,
    volevo porvi un quesito, come azienda acquistiamo una lampada ad illuminazione led che produce un’azienda di Milano. Da parte loro vi è stata la disponibilità di poter etichettare la lampada con il nostro logo/nome aziendale. Essendo loro i produttori si sono fatti carico di registro RAEE e tutto ciò che ne deriva. Ma ad oggi che abbiamo venduto svariate lampade, alla richiesta di avere i documenti relativi alla marcatura CE, ci viene risposto che dobbiamo essere noi a far certificare la lampada. Vorrei sapere a chi spetta questo compito
    Vi ringrazio anticipatamente per l’nteressamento.
    Buona Giornata

  12. Renato Carraro 23 gennaio 2015 at 10:21

    Salve, ora la situazione appare molto più chiara e se ho usato (consapevolmente) termini drastici nella risposta c’erano due ragioni:
    – la Sua esposizione richiamava molti casi analoghi e ne ho approfittato per sottolineare la necessità che un operatore commerciale abbia un minimo di preparazione sull’argomento.
    – verificare se il Suo era reale interesse di una persona seriamente interessata o semplice perdita di tempo, cosa molto frequente.
    Una persona fondamentalmente stupida si sarebbe risentita e non avrebbe risposto o si sarebbe offesa, Lei chiarisce il punto e spiega, certamente in modo più comprensibile la Sua necessità, che è anche di molti altri e quindi non ho difficoltà a fornirLe delle indicazioni ed a spiegarLe, come ho fatto, i motivi che stavano dietro il tono della risposta. Cerco di evitare la perdita di tempo con gli stupidi, nel lavoro e nella vita.
    Il problema delle dogane italiane lo può approfondire cercando i numerosi articoli presenti nel nostro blog e certamente non nei siti ufficiali (concordo con Lei sulle valutazioni del sito dell’Europa).
    Ciò che i siti ufficiali non dicono è che presso le dogane ogni giorno, migliaia di volte, viene infranta la legge e gli importatori devono subire le angherie di quelli che io definisco “solerti doganieri”, in realtà lestofanti più o meno in buona fede che:
    – sequestrano le merci
    – le rispediscono al fornitore
    – le tengono in deposito per mesi e per anni, con conseguenti problemi per gli importatori
    – mettono all’asta le merci sequestrate
    – richiedono certificati di ogni sorta (che loro NON possono richiedere)
    – fanno pagare oneri illeciti o multe inesistenti
    lasciamo perdere le altre azioni e richieste non alla luce del sole, che Lei può ben immaginare.
    Quindi per venire al quesito, se parliamo del rispetto della legge europea, l’importatore può importare qualsiasi cosa, portarsela presso la sua ditta (dopo 3 giorni massimo di passaggio in dogana) e poi eseguire la marcatura CE.
    Se invece parliamo del passaggio attraverso le dogane italiane, quindi aggirando i problemi sopra elencati, assolutamente illegali, all’importatore conviene eseguire la marcatura CE prima dell’importazione, far fare dal fornitore extra UE le cose pratiche (manuale, dichiarazione, etichette) a nome dell’importatore e far arrivare la merce in dogana con la documentazione formalmente corretta.
    Poco importa al “solerte doganiere” se la suddetta merce è o meno conforme e se l’importatore non l’ha neppure vista, lui è soddisfatto così e tanto basta.
    Ovviamente l’importatore corretto e pratico, sa che le procedure di marcatura CE le deve fare comunque lui, quindi prima o dopo non cambia nulla e la verifica della conformità dei prodotti la può fare al momento in cui ha la merce a disposizione, come farebbe in ogni caso.
    Ritengo quindi che sia chiara la strada da seguire per l’importatore italiano, che non è esattamente quella prevista dalla legge, ma quella obbligata dalla nostra specifica situazione doganale, anche se in realtà cambia poco o nulla, quando un ostacolo non si può eliminare lo si deve aggirare.
    Spero che la risposta sia esaustiva e risponda alle Sue esigenze, in ogni caso siamo sempre qui.
    La ringrazio per il confronto e La saluto cordialmente.
    ing. Carraro

  13. matteo 22 gennaio 2015 at 19:19

    Salve, grazie per la risposta, sono però un attimo confuso, nella mia domanda non vado a inserire nessun tipo di mia convinzione riguardante la marchiatura ce, lei però me la boccia integralmente :P!

    Premesso che ho letto a memoria tutta la documentazione presente sul sito EUROPEO di riferimento, peraltro fatta molto bene, con i vari step da seguire per comprendere cosa è necessario e come produrlo.

    La mia domanda era più rivolta a capire se fosse più utile richiedere (e nel caso avere qualche maggiore dettaglio in quanto tale opzione non è documentata a livello europeo in maniera approfondita) lo sdoganamento del macchinario NON in libera vendita, così da poter procedere poi NOI direttamente a realizzare una marchiatura CE seguendo tutto l’iter necessario a certificare il prodotto, oppure propinare all’ufficio doganale una dichiarazione CE fornita dal produttore, che sembra in regola, ma della quale non abbiamo certezza alcuna.
    La nostra paura è che all’ufficio della dogana il funzionario non sdogani la macchina priva di certificato CE , ne in libera vendita ne in nessun altro modo. Un prototipo per esempio dovrebbe essere possibile importarlo per la prima volta così da poterlo certificare in europa .. Sperando di essermi fatto capire meglio ringrazio.

  14. Renato Carraro 21 gennaio 2015 at 21:20

    Salve, purtroppo per Lei le informazioni che Lei ha a disposizione, non so in quale modo reperite, sono completamente sbagliate.
    Non posso darLe delle spiegazioni, ma solo un consiglio: cancelli tutto quello che sa o crede di sapere sulla marcatura CE, è tutto, ma proprio tutto sbagliato, quindi si fa prima a partire da zero che a correggere.
    Se vuole sapere: cos’è la marcatura CE, chi la deve fare, come si fa e molto altro, dedichi un po’ di tempo a visitare il nostro sito, vedrà che troverà cose ben diverse da quelle che ha in mente Lei e che le fanno porre le domande contenute nel Suo commento.
    Commenti come il Suo, che rappresentano un situazione purtroppo molto diffusa, ci portano a giustificare tutto ciò di illecito viene compiuto dai doganieri e che da anni denunciamo su questo sito e forse giustificano anche il comportamento truffaldino chi quelli che invece di spiegare cercano di approfittare della situazione, propinando a destra ed a manca certificati inutili e fasulli, come quello che certificava un lettino da massaggi come “prodotto da costruzione” e l’importatore neppure se ne è accorto.
    Come si può pensare che ci siano operatori commerciali disposti ad investire i loro denari in operazioni di cui non conoscono assolutamente nulla?
    Nel caso desiderasse avere una consulenza per risolvere la Sua situazione, siamo ovviamente a Sua disposizione, ma per sapere ciò che Lei desidera basta leggere le pagine principali del sito, oltretutto è gratis.
    Le invio sulla Sua mail, l’opuscolo del Ministero, già da li avrà dei chiarimenti.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro
    ing. Carraro

  15. Matteo 21 gennaio 2015 at 08:51

    Buo giorno a tutti, vorrei chiarire un quesito che mi sta logorando: Stiamo importando un campione di un piccolo macchinario elettrico utilizzato per incollare schermi di cellulari. Il macchinario é uno dei modelli piu venduti da tutti i siti e venditori del sol levante, in dogana ci rochiedono copia del certificato ce. Ora come dovremmo muoverci? non sappiamo se la macchina sia gia marchiata ce, cosi come non possiamo sapere se l eventuale certificato ce che ci mandera il produttore sia vero o falso. Avevamo quindi scelto di importare questa macchina per non destinarla alla vendita ma utilizzarla per realizzare un certificato ce valido e autentico. come posso richiedere lo sblocco della macchina senza certificato ce? mi conviene produrre una certificazione ce di mio pugno cercando di farla il pii possibile corretta e fornirla alla dogana? grazie

  16. Renato Carraro 21 novembre 2014 at 09:57

    Le assicuro che non mi offendo così facilmente, anzi potrei affermare che non mi offendo mai, se qualcuno fa qualcosa di offensivo nei miei confronti (cosa che non ha fatto Lei) è un problema di chi si comporta così e non mio. Il tempo è troppo prezioso per sprecarlo a risentirsi per opinioni diverse dalle proprie.
    La mia considerazione riguardava il fatto che è inutile, a mio avviso, discutere di cose che si conoscono già. Qual’è lo scopo? Sapere se ho la risposta corretta? Sapere se le mie conoscenza sono carenti? A cosa serve tutto questo?
    Se Lei conosce il significato del termine marcatura CE, ha compreso perfettamente la mia risposta, se non è d’accordo, non c’è problema, ma certamente non si aspetti che io apra un dibattito sulle certezze degli altri.
    Attendo peraltro che Lei mi indichi la legge che esclude i componenti elettrici ed elettronici dalla marcatura CE, quando la riceverò la pubblicherò e dichiarerò per iscritto la mia ignoranza nello specifico, fino ad allora confermo che i prodotti elettrici ed elettronici hanno l’obbligo di marcatura CE e dell’apposizione del marchio CE se è fisicamente possibile, altrimenti lo si appone sulla documentazione.
    La saluto cordialmente e mi creda senza alcun risentimento, è grazie a persone come Lei che intervengono nel blog, che esso ha una vita, quindi sarebbe proprio stupido da parte mia prendermela con Lei, solo perchè ha delle opinioni, le mie NON sono opinioni, riporto solo ciò che ho letto sulle leggi.
    Ing. Carraro

  17. Renato Carraro 21 novembre 2014 at 09:45

    Sono assolutamente d’accordo con la seguente precisazione, al di fuori della UE il marchio CE viene visto come una garanzia di sicurezza e qualità e quindi spesso i clienti lo chiedono ed i fornitori lo applicano, secondo me intelligentemente, sapendo però che fuori UE, non ha alcun valore legale.
    La ringrazio e La saluto cordialmente
    Ing. Carraro

  18. Maximilien62 21 novembre 2014 at 09:41

    Sono sempre disposto a stupirmi e rimpiazzare le mie certezze con nuove conoscenze.
    Comunque non ha risposto al mio rilievo riguardo ai componenti OEM ne alla mia altra domanda ma capisco che si senta offeso vista la sua piccata replica. Grazie comunque.

  19. Renato Carraro 21 novembre 2014 at 09:37

    Forse lo stupore dipende dal fatto che il termine marcatura ha un doppio significato:
    – apporre il marchio CE sul prodotto, e questo in alcuni casi come per i componenti è consentito
    – implementare tutte le procedure di marcatura CE e questo si deve fare sempre, in presenza di direttiva.
    In alternativa se la mancanza di marchio CE significasse: niente marcatura, si potrebbe concludere che si può vendere un prodotto senza garantirne la sicurezza e ciò non è vero MAI.
    Comunque lo scopo di questo blog è quello di fornire delle risposte alle domande, se chi fa le domande ha già delle risposte certe, non comprendo il motivo delle domande.
    La ringrazio e La saluto cordialmente.
    Ing. Carraro

  20. Maximilien62 21 novembre 2014 at 09:33

    Le pongo invece una domanda se io costruisco un apparecchiatura a bassa tensione destinata alla vendita in un paese extra UE ho un qualche obbligo di marcatura CE ?
    Io sarei incline a dire di no . Lei è d’accordo ?

  21. Maximilien62 21 novembre 2014 at 09:29

    Sono un pò stupito da questa affermazione Ing. Carraro, io sapevo che i componenti OEM NON sono soggetti a marcatura CE. In quanto un modulo è una parte , un componente e non costituisce da solo un apparecchiatura quindi nessuna marcatura CE. Nessun componente elettronico, integrato, resistenza, transistor è marcato CE.

  22. Renato Carraro 21 novembre 2014 at 09:00

    Salve, la risposta è affermativa con un’unica correzione, Lei DEVE e non può fare la marcatura CE, tenendo presente che non si tratta di incollare il marchietto, ma di implementare l’intera procedura.
    La ringrazio e La saluto cordialmente.
    ing. Carraro

  23. Francesco Antero 21 novembre 2014 at 07:35

    Sto aprendo un negozio di elettronica e mi chiedo se alcuni moduli elettronici a 12v utilizzabili in varie applicazioni , e quindi da completare con altri apparecchi e da inserire in un contestopiu ampio richiedano il marchio ce. Se si posso apporlo io indicandomi come importatore ? La ringrazio fin d’ora per la sua disponibilita’. Saluti. Francesco

  24. Renato Carraro 17 novembre 2014 at 17:21

    Salve, La ringrazio per la richiesta che ho già evaso alla Sua mail, naturalmente questi commenti non creano discussione, ma fanno certamente piacere.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  25. dd 17 novembre 2014 at 16:55

    Salve ingegnere,
    ho intenzione di portare a marcatura CE un fan coil per aria calda e fredda.
    Può fornirmi un suo preventivo con indicazione delle fasi della sua consulenza?

    Grazie in anticipo per la risposta

  26. Renato Carraro 13 novembre 2014 at 09:58

    Salve, ringrazio ovviamente anche Lei, ed avendo già dichiarato la mia ignoranza in materia di multirotori, droni ed aeromobili, ribadisco un semplice concetto: se si possono considerare mezzi da trasporto, sono aeromobili e non rientrano in direttiva macchine, della quale ho riportato un stralcio, se invece non si possono considerare mezzi da trasporto rientrano in direttiva macchine e devono essere marcati CE.
    Io posso dire solo questo e non mi permetto di entrare in questo interessante dibattito, in quanto sono ignorante in materia e quando non so non parlo.
    Sull’inutilità di molti “carrozzoni” italiani, concordo perfettamente con Lei, ritengo di essere in numerosa compagnia, al tempo stesso sono convinto che qualsiasi prodotto debba essere garantito come non pericoloso, prima di essere utilizzato, e non è solo una mia convinzione, ma una necessità legale.
    Perciò quello che mi preme sottolineare a margine di questa interessante discussione, è che non esiste un modo legale per immettere in libera pratica prodotti pericolosi.
    Quale che sia nello specifico l’iter da percorrere, lo si deve vedere prodotto per prodotto, ma nei fatti colui che lo immette in libera pratica è tenuto a preparare tutta la documentazione (fascicolo tecnico) e metterla a disposizione delle autorità, su richiesta.
    Di questa documentazione fa SEMPRE parte il manuale in italiano (per l’Italia), l’identificazione chiara di chi immette il prodotto in libera pratica e la chiara identificazione del prodotto e delle sue caratteristiche essenziali, a tutto ciò non esiste deroga o scadenza ed è questo che dimostra l’impegno per la sicurezza. Tutto questo, come minimo, è obbligatorio su tutto il territorio UE.
    Lascio a Voi lo spazio per ulteriori spiegazioni in merito ai droni, o multirotori.
    Grazie e buona giornata.
    ing. Carraro

  27. Maximilien62 13 novembre 2014 at 09:40

    Costruisco multirotori da ormai 7 anni e vorrei aggiungere alcune considerazioni rapide .
    1) L’Enac NON HA alcuna competenza per quanto riguarda la regolamentazione degli aereomodelli tutto quello che ha scritto nella normativa preliminare sugli APR è nulla
    2) L’Enac ha competenza sugli APR escusivamente perchè sono “considerati” aereomobile ma in realtà si sà che NON sono aereomobile, se non fossero aereomobili l’Enac non potrebbe emanare norme al loro riguardo
    3) L’Enac non RILASCIA ALCUNA certificazione per APR fino a 25 KG. Semplicemente riceve una dichiarazione da parte dell’utilizzatore professionale che DICHIARA sotto la sua completa responsabilità di essere aderente alla normativa.
    Quindi in buona sostanza è sempre e solo totale responsabilità dell’utilizzatore professionale.

    L’Enac è un ente che deve essere eliminato nel giro di due o tre anni perchè rimpiazzato a livello europeo per le attuali mansioni, si è inventato una nuova ragione di perdurare .

    Ho deciso di lasciar perdere la costruzione di multirotori / droni per il mercato italiano perchè la normativa è semplicente demenziale e con una TOTALE discrezionalità dell’Enac .
    Non esiste infatti alcun capitolato tecnico per definire i requisitoi dell’APR a parte il peso .

  28. Renato Carraro 13 novembre 2014 at 09:22

    Salve, La ringrazio per il contributo fornito ancora una volta. Lo scambio di complimenti potrebbe sembrare una piaggeria, ma siccome dei giudizi degli altri ho sempre tenuto conto poco o nulla, Le faccio i miei complimenti, perchè raramente mi è capitato di incontrare una persona in ambito privato ed ancor meno istituzionale, che dimostrasse la Sua preparazione, la Sua chiarezza di esposizione e la Sua disponibilità.
    Lei ha scritto questo commento di notte ed io di notte l’ho letto, poi ho risposto al mattino, perchè dall’ipad non potevo perchè non ricordavo le password.
    Nessuno ce lo fa fare, ma siamo fatti così, quindi La comprendo perfettamente.
    Non ho nulla da aggiungere alle Sue spiegazioni, che hanno acceso la mia curiosità su un mondo fin’ora solo intravisto in qualche parco di Miami Beach.
    Spero che dopo il mio ultimo intervento e dopo il Suo, il Sig. Giuseppe abbia finalmente chiarito le sue idee, mentre per le paranoie non dispongo di rimedi efficaci, se non quelli universalmente noti dalla notte dei tempi.
    Mi resta solo un punto da allineare con la Sua spiegazione cioè questo: mezzi di trasporto per via aerea, per via navigabile o su rete ferroviaria, escluse le macchine installate su tali veicoli;, in base a questa dicitura di esclusione di direttiva macchine, bisogna supporre che i droni da lavoro siano considerati aeromobili in quanto trasportano qualcosa, ad esempio le telecamere? Suppongo di si, in alternativa oltre a tutti i vincoli chiaramente illustrati da Lei, credo che la marcatura CE non sia eludibile.
    In realtà non è una questione così importante, perchè la marcatura CE è il gradino più basso nella scala della sicurezza e laddove intervengono leggi o disciplinari più restrittivi, vedi settore automotive, la marcatura CE non si fa, perchè di gran lunga superata dai vincoli di settore.
    La mia è una precisazione di carattere accademico, ovvero la necessità di comprendere come si integrano i vari vincoli presenti per questi prodotti e se vi sia sovrapposizione o una spiegazione, come quella da me ipotizzata.
    In effetti un drone da lavoro, per lavorare deve per forza trasportare qualcosa, quindi rientra nell’esclusione più sopra riportata, perchè il trasposto non dipende dall’entità del carico, ma dalla presenza del carico, ed una telecamera è a tutti gli effetti un carico.
    Se ha tempo potrebbe farci conoscere il Suo parere.
    La ringrazio nuovamente, anche a nome di tutti quelli che La leggeranno e si chiariranno certamente le idee in merito alle questioni trattate.
    La saluto cordialmente.
    ing. Carraro

  29. Marco 13 novembre 2014 at 01:15

    Le faccio i miei complimenti Ing. Carraro per il servizio di striscia.

    Do subito una risposta al Sig.Giuseppe sperando di schiarire le idee nel modo più semplice e breve possibile.

    Faccio premessa che un multirotore se non usato per lavoro rientra in categoria “aeromodello”, che non può utilizzare però nel giardino di casa Sua (come ha scritto) ma presso un club che abbia le assicurazioni che coprono cose e persone ed uno spazio dedicato.
    Non esiste assicurazione che la copre fuori da questi ambiti e se fa danno se ne assume le responsabilità. La FIAM con 40€ la copre per un anno, quindi mi sembra stupido non rispettare queste buone regole.
    Ci sono prodotti marchiati e certificati CE completi e altri da assemblare con stesse caratteristiche, con la differenza però di poter scegliere altri componenti a loro volta marchiati.
    Ci sono una miriade di combinazioni e soluzioni che ne variano prestazioni ecc, ognuno lo assembla (in modo hobbistico) come preferisce comprandone le componenti desiderate.
    Se lo vende ad un cliente e lui lo monta oppure è lei a farlo non c’è differenza tranne quella di poter chiedere un compenso per il lavoro svolto.
    Le posso dire però che in questo settore molte aziende tra cui quella che fa l’ AAAAA 1000 lo forniscono già assemblato, il lavoro sta più nel set-up del mezzo, della radio e derivati che richiede comunque esperienza nel settore, basti pensare che un parametro sbagliato può far arrivare addosso a qualcuno se non a lei stesso 4/6/8/12 eliche che girano ad alte velocità con pesi che variano da 500g a 25Kg che moltiplicati per la spinta… si fa un bel frappè! Quindi se Lei non ha questa esperienza si faccia aiutare da chi ne ha.
    Si scelga quindi i prodotti marchiati e certificati CE e ha risolto i suoi problemi.

    Il multirotore/aereo/elicottero (SAPR/APR) in campo lavorativo è un’altra storia, diventa molto più complicato, si entra in un settore professionale specializzato di tipo aeronautico, le norme da seguire non sono più le stesse.
    La marcatura CE non serve su un aeromobile perché, come le ho già scritto nella precedente risposta, il mezzo deve avere un certificato aeronautico ed è quella la sua garanzia e quella del cliente.
    Ovviamente se lei costruisce o assembla (che sono cose diverse) un mezzo che ha componenti non marchiati CE rischia di avere un prodotto finale pericoloso. Ma sono tante le cose da valutare e non solo il marchio, Lei diventa responsabile del prodotto e dovrà dimostrare all’Ente Nazionale per l’aviazione civile che il suo mezzo può essere certificato. Per questo dovrà fare tutti i documenti richiesti,tra cui il manuale del mezzo che lo deve fare sempre Lei e non il manuale tradotto del prodotto che ha ricevuto. Deve descrivere nel dettaglio tutto quello che riguarda il mezzo, comprese le ore di vita di ogni singolo componente, sistemi di sicurezza, manutenzione e tante altre belle cosette.
    Poi si passa alla fase sperimentale da fare presso spazi aerei riconosciuti da Enac, e dopo aver fatto i dovuti collaudi e consegnato i risultati ecc ecc forse avrà un certificato sul mezzo.
    A sua volta anche la sua persona deve avere delle certificazioni che attestino che è a conoscenza di concetti aeronautici, certificati medici di 2a classe ecc.
    Sono troppe le cose da dire in merito, se sono queste le sue intenzioni deve mettersi in contatto con l’ente. Le posso dire che non è una passeggiata ed è molto molto costoso.

    Le aziende che contatta non perdono tempo a dare spiegazioni inutili, vedono se Lei è interessato al loro prodotto e basta, c’è chi non ne sa niente perché fa parte di gruppi di lavoro dove ognuno fa il suo e altri ancora invece sono proprio ignoranti.
    Io le sto rispondendo (anche se di notte) perché ho fatto qui delle domande e ho avuto risposte e in un certo modo sto contribuendo per ricambiare, le ho spiegato come stanno e spero sia cosa gradita, ma il mio intervento finisce qui.
    Se cerca maggiori informazioni Le ricordo che esiste un regolamento che è pubblico, insieme ad altri documenti più specifici, se li legga, li c’è scritto cosa si richiede e si può fare un’idea.

    Mando i miei saluti a tutti in special modo all’ Ing. Carraro che è sempre molto disponibile e paziente.

  30. Renato Carraro 12 novembre 2014 at 18:15

    Salve, mi sembra di aver capito che Lei vuole fare la marcatura CE su uno più prodotti, che si possono assemblare acquistando tutti i componenti o sul mercato europeo (presso importatori) o sul mercato cinese.
    In tutti i casi essendo Lei colui che assembla il prodotto, è Lei che deve fare la marcatura CE e per farla è sufficiente seguire l’iter indicato nel preventivo che Le ho inviato il giorno 10 novembre (lo ha ricevuto?). Quindi perchè scrive: “Se assemblo, poi non so se sarò in grado di Marcare CE, se acquisto non è Marcato CE…”
    A questo punto mi sembra evidente che qualsiasi osservazione, valutazione, analisi, considerazione su ciò che fanno gli altri, non ha alcun senso.
    Se vuole mettere in discussione ciò che fanno o non fanno gli altri, potremmo parlare di qualsiasi cosa ed andare avanti in eterno.
    Quelli che non rispettano le leggi, quelli che se ne fregano delle regole, quelli che fanno i “furbi” in barba agli onesti, ci sono sempre stati e posso azzardare a dire che ci saranno sempre, almeno nel nostro Paese.
    Quindi se Lei vuole porre sotto osservazione le disonestà dei nostri concittadini, non ho alcuna obiezione, ma non è questo l’ambito in cui discuterne, se invece vuole sapere come Lei può essere in regola con le leggi, è sufficiente che segua quanto sta scritto nel nostro preventivo, lo può fare con la nostra consulenza o da solo.
    Continuare a dire che non è chiaro ciò che si deve fare, non corrisponde al vero, continuare a lamentare la disonestà degli altri è inutile e frustrante.
    Le ho fornito tutte le spiegazioni che ha richiesto ed ho chiarito tutti i punti essenziali della marcatura CE, compresi gli obblighi dei vari soggetti, non vedo però a cosa possa servire che io Le dica cosa risponderei io e cosa farei io se fossi il produttore o l’importatore.
    Generalmente rispetto le leggi, anche se qualche volta le infrango (150 all’ora anziché 130), ma il mio lavoro è fornire consulenza a chi me la richiede, ed informazioni sulla marcatura CE, tramite questo blog ( se si può definire lavoro una cosa per la quale non si è pagati).
    Non rientra nei miei compiti risolvere i singoli problemi, che non sono legati alla comprensione delle leggi, ma alla comprensione dell’operato altrui.
    Come sempre a disposizione per chiarire questioni sulla marcatura CE, La saluto cordialmente.
    Ing. Carraro

  31. Giuseppe 12 novembre 2014 at 17:11

    Salve, ing. Carraro,
    mentre aspettiamo la risposta del Sign. Marco, la disturbo ancora. Oggi ho ricevuto altra e-mail e Parlano di certificazioni da parte dell’Ente volo, ma di Ce, nessuna traccia.

    Le voglio anche chiedere questo.

    Se Lei fosse un importatore e un Cliente Le dice:

    ” Io vorrei acquistare il Kit del Drone di marca AAAAAAxx ( tipo quello del link in pvt), il problema è che una volta assemblato lo devo Marcare CE per uso professionale come il mio ing. mi consiglia,che aiuto può darmi?”.

    Lei, cosa risponderebbe oppure cosa sarebbe obbligato a rispondere per legge?

    Mi sono anche chiesto:

    Se un Drone, o qualsiasi macchiana, non esiste in commercio già montata dalla fabbrica e Marcata Ce come prodotto finale funzionante, in linea di principio non avrebbe senso vendere prodotti sfusi, come parti di ricambio.

    Quindi è dato per certo che, almeno il primo acquistato, per poter essere funzionante e dare senso all’acquisto stesso deve essere assemblato da qualcuno.

    Dopo tutto quello che ci ha spiegato Le chiedo:
    Se la legge pretende il CE perchè la legge non obbliga l’importatore a informare il cliente e che metta il cliente in condizioni tali da facilitare la Marcatura CE, anche solo per un singolo pezzo?
    Altrimenti perchè possono essere venduti?
    Forse perchè considerati oggetti per hobby e non per lavoro?

    Non so perchè o percome, so solamente che succede quello che ha letto nella e-mail che ho postato.
    Tutti Assemblano, vendono, acquistano e poi,…. a posto così, tanto c’è l’Ente preposto al volo che certifica.

    E io,resto qui che mi faccio paranoie.
    Se assemblo, poi non so se sarò in grado di Marcare CE, se acquisto non è Marcato CE…
    So solo che In entrambi i casi il bel giocattolo lo userò nel mio giardino come Spaventapasseri…
    Almeno lo posso accendere.

    Cordiali saluti.
    Giuseppe

  32. Renato Carraro 11 novembre 2014 at 11:28

    Salve, il prodotto deve essere marcato CE, ma deve seguire la direttiva che ne regola l’utilizzo, quindi può essere un semplice riscaldatore oppure un dispositivo medico, ammesso che svolga una funzione terapeutica.
    La temperatura da Lei indicata è già in regime di pericolosità, quindi spero che ne abbia tenuto conto.
    Come apparecchiatura elettrica non necessita di alcuna certificazione, mentre come dispositivo medico, dipende dalla classe in cui ricade.
    Senza la conoscenza della destinazione d’uso non sono in grado di inviarLe un preventivo in separata sede, se lo desidera mi faccia avere anche all’indirizzo carraro@marchioce.net le specifiche di utilizzo.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  33. Renato Carraro 11 novembre 2014 at 09:04

    Salve, lascio certamente le risposte specifiche al Sig. Marco, però vorrei chiarire, se ce ne fosse bisogno. che l’importatore/assemblatore è perfettamente in grado, dal punto di vista pratico e legale, di fare la marcatura CE.
    L’unica cosa che non gli conviene è far fare le prove sulle radiotrasmissioni e per questa ragione dovrebbe scegliere un produttore (cinese), che gli metta a disposizione i certificati rilasciati da un Organismo Notificato.
    Sono certo che di questi produttori ce ne siano, perchè se vogliono vendere in Europa senza problemi, li devono avere, anche quelli che costano molto denaro vengono dalla Cina, quindi è evidente che esistono anche prodotti perfettamente a norma.
    A norma non sono invece i produttori cinesi, perchè non lo possono essere in quanto cinesi e gli importatori che usano i documenti la firma di un cinese, oppure pensano che fare la marcatura CE sia scrivere una dichiarazione di conformità.
    Per quanto ne so, il Sig. Marco potrebbe avere eseguito la marcatura CE in modo corretto e legale, utilizzando i certificati validi fornitigli dai produttori cinesi e poi aver ottenuto l’autorizzazione dall’Ente che disciplina il volo, da come lui si è espresso mi sembra di aver capito questo, ed in ogni caso è una prassi possibile.
    Nella documentazione che Le ho inviato privatamente è descritto tutto l’iter di marcatura CE, che può fare Lei come chiunque altro.
    Ovviamente non vale la pena per un solo articolo, ma se ne deve vendere, come fa il Sig. Marco, l’operazione è sia possibile, che certamente conveniente dal punto di vista economico.
    Che poi sia più economico evitare il rispetto della legge e vendere come nell’indirizzo che mi ha inviato Lei, non lo metto in dubbio, ma anche rubare è normalmente meno faticoso che lavorare.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  34. Daniele 11 novembre 2014 at 05:03

    Salve Ing. Carraro,
    Con la presente ne approfitto per richiederle gentilmente qualche suggerimento. Ultimata la prototipia, vorrei immettere sul mercato, quanto prima, un prodotto di cui ho già depositato richiesta di brevetto, nello specifico si tratterebbe di un apparecchio che riscalda elettricamente dall’esterno ma non direttamente sulla pelle una parte del corpo umano. Acquisto batterie ricaricabili li-ion comprensive di caricabatterie in Cina (marcatura CE, certificato Rohs) e produco in Italia con uno stampo il dispositivo elettrico, simile ad una cuscino di materiale gommoso. Che tipo di certificazioni e/o marcature sono obbligatorie e dovrei senza meno sostenere prima di poter commercializzare il dispositivo in questione?
    La temperatura massima raggiunta è di oltre 70 gradi centigradi e il materiale gommoso riscaldandosi rilascia un lieve odore di gomma.
    Nel caso, saprebbe indicarmi, quali sarebbero i costi da sostenere indicativamente e di quali tempistiche necessiterebbero tali certificazioni?
    Grazie infinite, e in anticipo, per la cortese risposta.
    Daniele

  35. Giuseppe 11 novembre 2014 at 00:22

    Salve, ing. Carraro la ringrazio per la risposta che mi ha dato in privato. Il servizio di striscia l’avevo visto quando è andato in onda. Avevo pensato a Lei, senza sapere che fosse lei.Complimenti.
    Se mi permette vorrei rispondere al sign. Marco.

    Le risposte che ho ricevuto sono di costruttori abbastanza noti sul web e non sono semplici rivenditori di giocattoli. Se legge bene la e-mail si dichiarano professionisti del settore.

    Non metto minimamente in dubbio le loro capacità di assemblare. Possono anche essere i migliori come sostengono, il problema di fondo rimane ” Questi APR, così come sono venduti,( non come sono costruiti) si possono usare solo come soprammobili”

    Forse, non ha letto alcuni post precedenti e/o ha interpretato male la e-mail e Le sfugge un passaggio.
    Il problema non è che manca il CE sui singoli pezzi.

    Come ha spiegato l’ing. Carraro MANCA IL CE del prodotto assemblato.

    Le autorizzazioni dell’ente preposto al volo non centrano nulla con la Marcatura CE e sono da richiedere dopo. Se manca il CE com’è possibile richiedere l’autorizzazione al volo?

    Ad ogni modo chiedo:
    Qualche costruttore di DRONI o Lei ( se lo è) mi spiega come e cosa ha fatto una volta assemblato l’APR acquistato in kit semiassemblato o pezzi sfusi?

    Ha tradotto il manuale in italiano?
    Ha fatto la dichiarazione di conformità del prodotto finale?
    Ha fatto la marcatura CE del prodotto finale?
    Ha fatto il certificato per le radiotrasmissioni ( della radioricevente e dell’eventuale trasmettitore video) rilasciato da un Organismo Notificato.

    Tutta questa documentazione e altra che potrebbe servire l’ha fatto Lei o se l’è fatto rilasciare dall’importatore?

    Ha fatto tutto questo prima di richiedere l’autorizzazione al volo?

    Oppure l’ha assemblato e senza fare nessuna “Marcatura CE” è riuscito a farselo autorizzare?
    Se c’è riuscito, mi spiega come ha fatto?

    Secondo me è impossibile, a meno che non ho capito nulla di quanto mi ha spiegato l’ing. Carraro.

    Che poi esistono alcuni (2)APR Marcati CE e Autorizzati al volo questo lo so pure io. Peccato però che costano più di una Fiat 500. E non me lo posso permettere.

    Se qualcuno mi illumina, grazie.

    Cordiali saluti.

  36. Renato Carraro 10 novembre 2014 at 09:38

    Grazie, questi interventi sono utili ed ovviamente bene accetti.
    Lei sicuramente sulla questione specifica ne sa più di me, quindi aiuta me ed aiuta tutte le persone come Giuseppe.
    Nel link che privatamente il Sig. Giuseppe mi ha inviato, tra le altre cose c’è scritto “manuale on line in inglese”, questo è illegale, non sono in ambito marcatura CE, ma per la semplice vendita, il manuale DEVE essere nella lingua del Paese a cui è destinato.
    Come spesso succede gli imbroglioni sono anche ignoranti ed anche il viceversa (a volte in buona fede).
    La ringrazio e spero che altri seguano il Suo esempio, credo che persone che conoscono bene il loro lavoro e le leggi che lo regolano, ce ne siano ed è sempre positivo se si mettono a disposizione degli altri.
    Fare chiarezza e diffondere la conoscenza è a mio avviso il miglior modo per fare pubblicità.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

    p.s. guardi il video in questo link e se vuole lo faccia girare, “l’anonimo ingegnere, sono io” //www.video.mediaset.it/video/striscialanotizia/servizio/494201/risparmio-in-dogana.html

  37. Marco 10 novembre 2014 at 09:28

    Salutando l’ ing. Carraro…

    Rispondo a Giuseppe:

    Non so chi costruttore ti abbia dato queste informazioni, forse sono assemblatori o negozi di modellismo dinamico entrambi mal informati. Le posso dire che non è così, non solo c’è la marcatura CE ma per i prodotti di radiotrasmissione hanno anche i certificati (non tutti ovviamente).
    Altra cosa importante che Lei deve sapere è che questi prodotti devono poi essere certificati in modo aeronautico se usati per scopo professionale. E’ il costruttore ad occuparsene (in questo caso io). Quando un mezzo riceve una certificazione aeronautica vuol dire che ha tutti gli attributi di affidabilità e una licenza di aereo navigabilità.
    Detto questo se ha bisogno di maggiori info scriva la sua email che le fornisco i miei contatti.

    Distinti Saluti

  38. Renato Carraro 10 novembre 2014 at 09:21

    Salve Lei centra un problema generale, la certezza di sicurezza non esiste MAI, perciò quello che conta in assoluto è la serietà del produttore e non la presenza di etichette o marchi che renderebbero sicuro un prodotto.
    Per questa ragione mi sembra evidente che Le conviene acquistare in Cina, dato che gli importatori italiani, sempre con le dovute eccezioni, non sanno neppure far valere i loro diritti, a tale proposito veda il video sul seguente link (l’ing. sono io)
    //www.video.mediaset.it/video/striscialanotizia/servizio/494201/risparmio-in-dogana.html
    si figuri quindi se si preoccupano della marcatura CE.
    La marcatura CE è obbligatoria per questi prodotti sia come giocattoli, se sono utilizzabili anche da minori di 14 anni, sia come macchine, l’alternativa sarebbe che un oggetto del genere certamente pericoloso, può essere immesso in commercio sic et simpliciter.
    Provi a presentare il problema alla Guardia di Finanza della Sua città e vediamo cosa succede.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

    p.s. faccia girare il video, per favore

  39. Giuseppe 10 novembre 2014 at 00:31

    Salve, ho mandato altre e-mai ad altri costruttori ma le risposte sono sempre simili. A quanto pare nessuno ( tra quelli contattati) rilascia dichiarazione di conformità , Marchi CE e manuali in italiano.
    I costruttori non so se non lo sanno o fanno finta di non saperlo, ma penso che la stragrande maggioranza degli acquirenti non sia al corrente, io per primo non lo ero, che per macchine assemblate serve la Marcatura CE di chi assembla.Credo sia opinione diffusa che basti quella dei singoli prodotti.
    Essendo indeciso se acquistare kit da assemblare o già assemblati mi sono informato e ho scoperto che non c’è differenza.
    ( almeno con i costruttori che ho contattato)
    Avrei sbagliato in ogni caso.!
    Quello che mi stupisce è che questi ” giocattoli” costano dai 3 a oltre 10mila € e tutti, o quasi, li acquistano senza informarsi e rendersi conto che non potranno mai usarli in ambito lavorativo.

    Detto questo, leggendo il blog, Lei ha spiegato che in linea di principio nessun prodotto potrebbe essere Marchiato CE.
    Mi sono chiesto:
    problemi doganali e di garanzia a parte
    che differenza c’è, in termini di sicurezza, tra acquistare un oggeto prodotto in Cina (di marca anche nota e famosa) e Macarto Ce dall’importatore italiano e acquistarlo direttamente in Cina, se il prodotto e il produttore sono sempre gli stessi?
    Non credo abbiano più linee di produzione, una per l’Italia e una per altre nazioni o per vendita sul web.

    Le mando mia e-mail in privato per ricevere il Vostro omaggio.

    La ringrazio e le auguro un buon lunedì.
    Giuseppe

  40. Renato Carraro 6 novembre 2014 at 19:36

    Salve, ho nascosto il nome della ditta per ovvi motivi, chi Le ha scritto quella risposta non sa di cosa sta parlando.
    Basti notare che parla ripetutamente di certificati e certificazione e non parla mai di marcatura, se non quando dice che sono “marcati dalla fabbrica” cosa che avvalora quanto già scritto, non sanno di cosa parlano.
    Il paradosso è che Lei potrebbe fare la marcatura CE, seguendo il corretto iter, chi scrive se è basato in Europa potrebbe farla, ma certamente non la può fare la ditta con sede in Hong Kong, perchè non mi risulta sia un membro della UE e solo un residente in UE può legittimante fare la marcatura CE.
    Discorso diverso per i prodotti che a prescindere da dove vengono costruiti, DEVONO essere a norma, ma mentre il prodotto entra in UE e può essere controllato, bloccato e quant’altro, chi lo marca se non è in Europa come può essere perseguito in caso di necessità
    Forse chi Le ha scritto la risposta ha bisogno di un pò di consulenza, oppure di studiare o anche solo leggere almeno una volta una sola direttiva, cosa che certamente non ha fatto.
    Provi a chiedere al Suo interlocutore se ha mai letto una direttiva sulla marcatura CE.
    La saluto cordialmente e visto che sta diventando un assiduo del blog, se mi fa avere il Suo indirizzo Le invio una penna omaggio.
    Ing. Carraro

  41. Giuseppe 6 novembre 2014 at 17:49

    Salve, Lei ha giustamente precisato quando è corretto dire ” Marchiare” e ” Rimarchiare” ma la sostanza non cambia, quello che ci ha detto prima rimane sempre valido.
    Condivido in pieno quanto ha detto sulle associazioni ma anche i vari enti non sono da meno se non peggio.
    Detto questo, ho fatto una prova inviando una e-mail con la seguente richiesta:

    Mi risulta che la AAAA produca il Drone AAAA 1000 solo in Kit semi assemblati
    E non “ pronto al volo” con la relativa dichiarazione di conformità del prodotto assemblato e collaudato.

    Pertanto gradirei, se possibile, sapere:

    I materiali usati sono tutti marcati CE con manuali in italiano?

    Li assemblate Voi o qualcun altro per Vostro conto?

    Rilasciate la dichiarazione di conformità firmata da chi ha marcato CE il prodotto.

    Nel caso rilasciate la dichiarazione di conformità da chi è firmata:

    Da chi ha importato i prodotti AAAA e ha fatto la marcatura CE dei singoli prodotti.
    Oppure da chi ha assemblato e fatto marcare CE Il prodotto finale assemblato e collaudato, in questo caso il AAAA 1000.
    Oppure da chi?
    In altri termini di chi è la responsabilità della marcatura CE del prodotto assemblato e collaudato e della relativa dichiarazione di conformità?
    ——————-
    Ho ricevuto la seguente risposta:

    Salve,
    si è corretto. I modelli AAAA sono assemblati. I componenti sono marcati CE dalla fabbrica.

    Una volta assemblati e programmati i nostri prodotti vengono sottoposti diversi test per accertarne il corretto funzionamento, sia a banco che in volo.
    La nostra dittà è anche utilizzatore finale dei nostri articoli, la nostra esperienza in questo campo è la più avanzata del settore.

    Prima della consegna o spedizione viene effettuato l’ultimo volo filmato con la spiegazione del suo funzionamento e le precauzioni da seguire per un uso responsabile e sicuro.
    I nostri prodotti quindi vengono certificati dalla nostra società madre: XXXYYY ZZXXX srl e possiamo essere indicati come costruttori.
    —————
    Che ne pensa?
    Se faccio anch’io così sono in regola? Da quello che ha detto Lei, nelle varie risposte, non mi pare.
    Faccio notare che chi produce i Droni AAAA è di HongKong .

    Grazie.
    Cordiali saluti

  42. Renato Carraro 5 novembre 2014 at 09:52

    Salve, forse invece non sono stato molto chiaro, o meglio non ho chiarito un punto che probabilmente genera confusione.
    Il termine rimarcare significa: marcare un’altra volta e si può usare correttamente solo per le macchine con più di 10 anni per le quali la marcatura originale è scaduta. Su questo punto la direttiva non è chiara, dice che i documenti devono essere conservati per 10 anni, il che significa (secondo me) che poi si possono eliminare e se ciò è legale, chi risponde della marcatura CE dopo tale termine? La mia interpretazione è che chi gestisce il prodotto debba rifare la marcatura CE (rimarcare) per garantire che sia ancora sicuro, altre interpretazioni dicono che il costruttore ne risponde “sine die”, anche se non ne controlla lo stato di manutenzione ed il grado di sfruttamento. Lascio agli altri le loro opinioni, io mantengo la mia posizione, affermando che dopo 10 anni chi gestisce una macchina o altro, si deve porre il la domanda se è o meno sicura, a prescindere dal fatto che in tribunale possa essere in compagnia del costruttore (magari scomparso), che ha costruito la macchina 20 anni prima. Quello che per me è fondamentale è la sicurezza del prodotto e di chi lo utilizza, le discussioni accademico-legali le lascio agli altri.
    Rimarcatura non riguarda quindi chi marca CE il prodotto di un kit, o un prodotto nuovo sul quale appone il suo nome, questa è marcatura CE e basta, sarà più o meno complicata a seconda dell’intervento che si esegue sui componenti o sul prodotto, ma è sempre è solo la marcatura CE, eseguita prima dell’immissione in libera pratica del prodotto.
    Il cliente ha come unico riferimento il nome che appare sulla documentazione che accompagna il prodotto e di fatto non è in grado di conoscere nulla di ciò che è successo prima.
    Il cliente ha diritto a ricevere un prodotto sicuro, marcato CE (se esiste pertinente direttiva), con manuale d’uso in italiano e dichiarazione di conformità firmata da chi ha marcato il prodotto.
    Se manca uno di questi documenti o ha dei sospetti sulla regolarità della marcatura CE, si può rivolgere alle autorità di controllo, se non si fida a priori del venditore, è meglio che acquisti altrove, sono certo che come in tutti i settori, ci sono venditori di droni, seri e meno seri, a volte la serietà e proporzionale al prezzo, a volte no ed il prezzo è in questi casi un altro elemento di imbroglio.
    Per tale ragione i consumatori dovrebbero scambiarsi le notizie fra di loro, magari sfruttando meglio il web ed i socialnetwork, dato che le associazioni ufficiali, sono spesso delle polverose organizzazioni, che assomigliano più ad un vecchio sindacato belligerante, che non ad un moderno servizio per il cittadino.
    Io fornisco a tutti un modesto servizio di informazione su un tema specifico e lo faccio pagare (tramite i miei guadagni) ai clienti che mi affidano la consulenza, molte associazioni dei consumatori per fornire una risposta, chiedono prima la quota associativa, impostazione ovviamente legittima, ma un pò retrò, per non parlare poi del servizio fornito, da chi e con quali mezzi.
    Purtroppo molti non si sono ancora resi conto che siamo nel 21° secolo.
    Spero di aver chiarito i Suoi dubbi e mi scuso se ho approfittato per una divagazione sulla situazione dei consumatori, i quali dal canto loro fanno poco o nulla per difendere la loro salute ed i loro interessi.
    Forse a qualcuno è necessario spiegare che esiste uno strumento che si chiama INTERNET.
    Cordiali saluti.
    ing. Carraro

  43. Giuseppe 4 novembre 2014 at 20:55

    Salve,
    Come al solito lei spiega in modo chiaro e ci toglie moltissimi dubbi.

    Siamo spesso noi a fare domande poco chiare e poco precise.

    Come ci ha ripetuto molte volte chi assemmbla anche una o poche macchine per uso lavorativo diventa costruttore, al pari di chi costruisce diecimila pezzi e deve Rimarchiare CE anche se si lascia il nome del produttore.
    Su questo nessuno può dire il contrario.

    C’è solo da valutare se sia conveniente ( nel caso di pochi pezzi) Rimarchiare oppure sia meglio acquistare già Rimarchiato.

    Ammesso che non sia conveniente rimarchiare pochi pezzi (con buona pace di tutti gli assemblatori) o non si voglia Assemblare kit ma acquistarli gia pronti al volo.
    Chiedo:

    ( Premesso che la maggior parte dei Droni vengono venduti da importatori/distributori italiani in kit semiassemblati o sfusi e quasi mai pronti al volo. Quindi da assemblare.)

    Se sul mercato non esiste il modello XY900 ” Pronto al volo” ma solo in Kit semiassemblato o sfuso, come faccio a capire se è stato RIMARCHIATO CE da chi l’ha assemblato e vende?

    Se sul mercato il modello ZY800 esiste sia ” pronto al volo” che in kit semi assemblato o sfuso, Come faccio a distinguere l’uno dall’altro ?

    Cosa devo chiedere a chi la vende ?

    Spero ci sia il modo di capire se il CE è del prodotto assemblato oppure è il CE dei singoli prodotti, altrimenti che senso ha?
    Sia che l’assembassi io o l’acquistassi già assemblata rimane sempre una macchina che potrei usare solo per hobby e a casa mia.!!.

    Lei ha scritto:
    “Fate la marcatura CE nel rispetto della direttiva macchine. La dovete fare Voi è se non lo sapete fare dovete imparare, ma nessuno potrà mai ed in nessun modo sostituirsi a Voi, con buona pace dei venditori di carte e di fantasie.”

    Le confermo che sono già nate società apposite…..

    Grazie infinite per la disponibilità.
    cordiali saluti.
    Giuseppe

  44. Renato Carraro 3 novembre 2014 at 20:51

    Salve, le cose SONO semplici, l’importante è non complicarle o lasciare che qualcuno le complichi per proprio interesse.
    Lasciamo perdere le sottigliezze letterali, chi assembla un prodotto e lo immette in libera pratica è a tutti gli effetti ed in ogni caso, il produttore di quel prodotto.
    La legge afferma inoltre che chiunque immette un prodotto in libera pratica utilizzando il proprio nome (eliminando quello del produttore reale) è considerato a tutti gli effetti il produttore.
    Se non si vuole assumersi questa responsabilità si lascia il nome del produttore e ci si dichiara distributori.
    Un’altra cosa da chiarire è: come quando ed in che modo interviene un Ente.
    Lei parla di macchine e poi parla di Ente, ma non capisco a che titolo entri un Ente nella marcatura CE di una macchina, sta scritto nella direttiva macchine?
    L’ente a cui fa riferimento Lei si occupa di altre cose non della sicurezza del prodotto, ma della sua compatibilità con l’utilizzo nello spazio di volo pubblico.
    Separi i due ambiti, quello della marcatura CE e quello del rispetto delle disposizioni dell’ente preposto al controllo del volo.
    Le linee guida sono utili se si conosce bene la direttiva, ma in nessun caso le linee guida possono andare contro la direttiva e contro il buon senso.
    Purtroppo le linee guida sono spesso utilizzate dai “sofisti” per spiegare cose che la direttiva non dice o dice già in modo chiarissimo.
    Tutto diventa semplice se si tiene conto di qual’è l’obiettivo delle direttive, cioè non fare documenti per rispettare la legge, ma garantire la sicurezza dei prodotti.
    Siete assemblatori di macchine? Fate la marcatura CE nel rispetto della direttiva macchine. La dovete fare Voi è se non lo sapete fare dovete imparare, ma nessuno potrà mai ed in nessun modo sostituirsi a Voi, con buona pace dei venditori di carte e di fantasie.
    Fatta la marcatura CE, verificate quali sono le richieste dell’ente per l’autorizzazione al volo e vedete come potete soddisfarle.
    Le macchine e molti altri prodotti, devono essere marcate CE, a prescindere da ciò che pensano molti o pochi.
    Le macchine non sono sicure perché marcate CE, ma marcate CE perché sono sicure.
    Il limite di utilizzo dipendono dalla destinazione d’uso che comprende anche DOVE, vengono usate.
    La ringrazio e La saluto cordialmente.
    Ing. Carraro

  45. Giuseppe 3 novembre 2014 at 20:24

    Salve,
    leggendo le risposte che ha dato alle mie domande e anche a quelle di altri,ci ha reso chiaro come e quando bisognerebbe marchiare CE. Il problema è che in questo caso c’è di mezzo anche un ENTE che deve autorizzare l’uso di questi apparecchi a rendere più confusa la situazione.

    Nelle linee guida o nota esplicativa di questo ENTE si trova scritto ( o qualcuno ha dedotto):

    ” E’ assimilabile ad un costruttore anche l’assemblatore di kit purché ne assuma la responsabilità e ne conduca l‟attività sperimentale e sviluppi i documenti relativi, manuale di volo e di manutenzione. ”

    …….. Tutto ciò solo per macchine, destinate alle operazioni NON CRITICHE.

    La linea guida dice Assimilabile al costruttore…
    ( Assimilabile = simile / paragonabile)

    Lei ci ha ben spiegato che DIVENTA COSTRUTTORE
    ( diventare = passare da uno stato all’altro)
    Già qui i conti non tornano.

    La linea guida, letta così sembra che “l’assemblatore” è assimilabile al ” costruttore” non tanto per il fatto che cotruisce la macchina ( e la deve marchiare) ma per il fatto che può fare test di funzionamento al pari di un costruttore in serie. L’unico limite, sembra di capire, è l’uso che può farne.

    Siccome è pensiero di tutti, che chiunque possa assemblare macchine e usarle ( senza nessuna marchiatura) Le chiedo:

    1) Leggendo la normativa, può essere che la Rimarchiatura CE sia sottointesa essendo obbligatoria per legge, e per il resto sono interpretazioni sbagliate?

    2)Se è sottointeso che la macchina deve essere marchiata CE in modo che diventa “macchina” sicura al pari di quella prodotta in serie, perchè limitarne l’uso???

    Grazie anticipate per la soluzione di questo quiz.

    Giuseppe.

    P.s. Ma in Italia è proprio impossibile rendere le cose un pò più semplici ?
    Non si pretende a prova di deficiente come i manuali di certi prodotti che iniziano con: aprire la scatola inserire la spina accendere l’interruttore e non dimenticare le pile nel telecomando…… solo un più semplici.

  46. Renato Carraro 30 ottobre 2014 at 17:27

    Salve, non metto in dubbio che gli aeromobili siano soggetti alle normative aeronautiche, mi pareva che si intuisse dal mio riferimenti sui certificati che rilascia l’ente di controllo del volo, ma non ho alcun dubbio che gli aeromobili, se non sono adibiti al trasporto, rientrano in direttiva macchine.
    Una cosa non esclude l’altra, ad ogni modo La ringrazio per la precisazione e riporto l’estratto della direttiva macchine.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

    2. Sono esclusi dal campo di applicazione della presente direttiva:
    a) i componenti di sicurezza, destinati ad essere utilizzati come pezzi di ricambio in sostituzione di componenti identici e forniti dal fabbricante della macchina originaria;
    b) le attrezzature specifiche per parchi giochi e/o di divertimento;
    c) le macchine specificamente progettate o utilizzate per uso nucleare che, in caso di guasto, possono provocare una emissione di radioattività;
    d) le armi, incluse le armi da fuoco;
    e) i seguenti mezzi di trasporto:
    — trattori agricoli e forestali per i rischi oggetto della direttiva 2003/37/CE, escluse le macchine installate su tali veicoli,
    — veicoli a motore e loro rimorchi oggetto della direttiva 70/156/CEE del Consiglio, del 6 febbraio 1970, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all’omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi (1), escluse le macchine installate su tali veicoli,
    — veicoli oggetto della direttiva 2002/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 marzo 2002,
    relativa all’omologazione dei veicoli a motore a due o tre ruote (2), escluse le macchine installate su tali veicoli,
    — veicoli a motore esclusivamente da competizione, e
    — mezzi di trasporto per via aerea, per via navigabile o su rete ferroviaria, escluse le macchine installate su tali veicoli;

  47. Marco 30 ottobre 2014 at 17:12

    Grazie Ing. Renato Carraro, Lei è stato molto gentile nel rispondere alle mie domande, ora è più chiaro su come posso procedere.
    Ci tengo a precisare però che un aeromodello, elicottero o altri mezzi se non utilizzati a scopo ricreativo sono aeromobili e pertanto seguono normative aeronautiche.
    Le auguro una buona giornata.

    Cordiali Saluti

  48. Renato Carraro 30 ottobre 2014 at 12:32

    Ora la cosa è un pò più chiara, questo prodotto è destinato a “macchine che volano”, ma gli aeromobili come intesi in direttiva macchine e nelle altre direttive, sono gli aeroplani e non i droni o gli elicotteri modello.
    Dalla mia descrizione avrà compreso che stiamo parlando di macchine, anche se Lei opera solo nella parte elettrica, pertanto ricompresa in direttiva macchine.
    Anche le altre direttive citate sono corrette, ma ne manca una, ovvero quella relativa alle apparecchiature di ricetrasmissione, in quanto questi prodotti necessariamente hanno bisogno di un sistema di comando che utilizza una banda di frequenza che deve essere certificata.
    Questa è l’unica parte che ha necessità di certificazione e non so se il Suo componente riguarda questa o altre parte del dispositivo.
    Anche la RoHs richiede certificazione per stabilire la presenza di sostanze inquinanti, ma Lei come costruttore dovrebbe sapere se ci sono o meno.
    Per tutte le altre direttive non è richiesto dalle stesse alcun certificato.
    Probabilmente i certificati di cui Lei ha sentito parlare potrebbe anche essere quelli di autorizzazione al volo, ma in questo caso, al marcatura non c’entra nulla.
    Ripeto per chiarire ulteriormente e per evitare qualsiasi equivoco, che per direttiva macchine, bassa tensione e compatibilità elettromagnetica non è richiesto dalla legge alcun tipo di certificato, se vuole una conferma vada a leggere la nuova direttiva bassa tensione 2014/35/CE e legga il “considerando n° 9.
    A proposito di certificati, dato che ho l’impressione che questo sito sia letto da molte persone, tra le quali: autorità di controllo, tecnici di laboratorio, professionisti in vari settori, probabilmente anche qualche tecnico di Organismo o Laboratorio Notificato avrà letto le mie “impressioni” sui certificati, ma in tutti questi anni non ho ricevuto alcuna contestazione in merito. Che dipenda dal fatto che riporto esattamente ciò che sta scritto sulle leggi?
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  49. Marco 30 ottobre 2014 at 11:28

    Grazie per la Sua tempestiva risposta, nel frattempo ho fatto chiarezza a me stesso e la riporto qui… il prodotto è un semplice switch digitale, un interruttore remoto che viene abbinato (per poter funzionare) ad altri apparecchi a loro volta con marcatura/certificato CE, specifico che la vendita dei prodotti è separata, è l’utente finale a scegliere dove montarlo e come abbinarlo seguendo le istruzioni di installazione fornite.
    Questo apparecchio viene montato principalmente su un aeromobile senza pilota che nella sua completezza va poi certificato in modo aeronautico, spetta quindi al produttore/assemblatore dello stesso fare una certificazione.
    Mi rimane solo il dubbio di quanto specificato sulla direttiva bassa tensione, esclusa per aeromobili… ma posso dire con certezza che altri produttori di sistemi destinati allo stesso mercato hanno le marcature CE e non aeronautiche. Purtroppo non riesco a reperire i loro certificati per osservare le direttive di riferimento, ma farò in modo di ottenerle.
    Se volessi comunque procedere con la marchiatura… le parti “critiche” del sistema sono un alto amperaggio, e la temperatura di esercizio che può arrivare a 60°C, stando a quanto letto, le direttive applicabili potrebbero essere:
    bassa tensione, RoSh, UL.
    Rifaccio quindi le stesse domande poste nel precedente post.

  50. Renato Carraro 30 ottobre 2014 at 10:16

    Salve, rispondere alle Sue domande non sarebbe un compito difficile, se Lei non avesse inserito quella conclusione, quindi se non mi descrive la destinazione d’uso di questo componente, rischiamo solo di perdere tempo e fare confusione a coloro che avranno la pazienza di leggerci.
    Per poter definire gli obblighi a cui deve sottostare un prodotto sono necessarie due informazioni: natura del prodotto e della fonte di energia, destinazione d’uso del prodotto, se una delle due è assente, non è possibile alcuna risposta.
    Naturalmente se si rivolge ai “venditori di certificati” (non sto parlando degli Organismi Notificati seri, ma degli altri) vedrà che invece Le forniranno un sacco di risposte e soprattutto di necessità di certificati.
    La ringrazio per l’attenzione.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

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