Il fascicolo tecnico per il marchio CE

La direttiva macchine 2006/42/CE e le altre direttive comunitarie, definiscono tutta la documentazione che il fabbricante, il suo mandatario se il fabbricante si trova fuori della CEE o l’importatore di materiali, prodotti,  macchine o impianti deve produrre per poter apporre il marchio CE.

La parte più importante della documentazione e della stessa marcatura CE, indicata in tutte le direttive relative ai prodotti soggetti a marcatura, è rappresentata dal fascicolo tecnico e purrtroppo come spesso succede, questa è la parte meno conosciuta e più trascurata, forse perché è la più complessa e sta alla base della realizzazione del prodotto. Alcuni addirittura lo confondono con il manuale.

Il fascicolo tecnico è una raccolta di tutti i documenti realizzati durante la progettazione, la costruzione, il collaudo della macchina. In esso sono inclusi i calcoli strutturali, le caratteristiche dei materiali utilizzati, i disegni costruttivi, gli schemi, la documentazione del materiale da commercio, le misurazioni di rumore aereo e di compatibilità elettromagnetica e tutte le altre caratteristiche principali del prodotto.

fascicolo tecnico

fascicolo tecnico

Innanzitutto  il fascicolo tecnico deve includere l’analisi dei rischi,  che rappresenta di fatto il punto di partenza di tutto il lavoro necessario per la marcatura CE.

Il fascicolo tecnico non deve essere fornito al cliente, ma deve essere archiviato presso il costruttore, non è necessario che sia presente fisicamente per poter apporre il marchio CE sul prodotto.

Le norme prescrivono che, a fronte di una richiesta da parte delle autorità competenti, il costruttore sia in grado di metterlo a disposizione nei tempi richiesti.

Tale aspetto porta spesso le aziende a sottovalutare il problema, demandando a un’eventuale ispezione, la necessità di produrre tale documento.

Il fascicolo tecnico deve essere attentamente analizzato con un tecnico esperto, preferibilmente esterno che conosca, oltre agli aspetti tecnici, quelli giuridici.

Per tale ragione, la realizzazione di tale documento e il reperimento di tutte le informazioni necessarie per la sua realizzazione, rappresentano  il lavoro più lungo, oneroso e difficile della marcatura CE.

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72 Commenti a “Il fascicolo tecnico per il marchio CE”

  1. Renato Carraro scrive:

    La direttiva giocattoli si scarica da internet, tra l’altro proprio in questi giorni è stata recepita dal governo italiano con D. Lgs. quindi può cercare anche quest’ultimo, ma hanno il medesimo testo.
    Non so se ci siano norme specifiche su questi due prodotti, bisognerebbe fare una ricerca, ma ritengo sufficiente la direttiva.
    Saluti

  2. GIUSEPPE scrive:

    gentile Ing. Carraro, approfitto della sua disponibilità per chiederLe ancora: lei pensa che per degli astucci che sono chiaramente identificabili come scolastici, debba essere apposto il marchio o la dicitura: NON ADATTO A BAMBINI DA 0-3 ANNI?

    Altra questione: Lei pensa che per delle forbici all’interno dell’astuccio prodotte in Cina, di cui l’importatore non può controllarne e comprovarne il processo produttivo, possa essere sufficiente la dichiarazione di un organismo di COLLAUDO e di RILASCIO del certificato di CONFORMITA’?

    Grazie ancora
    Giuseppe

  3. Alessandro scrive:

    Egregio Ing. Carraro, mi complimento con Lei per l’utilissimo sito, ricco di informazioni preziose. La disturbo per il seguente motivo: recentemente ho realizzato una lampada per casa mia, più per “gioco” che per altro. Tale prodotto ha però ottenuto numerosi apprezzamenti da parte di miei ospiti, tanto da portarmi a ipotizzare di realizzarne altre e provare a venderle. Per questo motivo, giusto per verificarne la fattibilità, Le chiedo la gentilezza di indicarmi i riferimenti normativi e l’eventuale iter da seguire per arrivare alla commercializzazione del prodotto (naturalmente solo dal punto di vista tecnico).
    La ringrazio anticipatamente, cordiali saluti.
    Alessandro

  4. Renato Carraro scrive:

    Salve, le apparecchiature di illuminazione sono soggette alle direttive bassa tensione e compatibilità elettromagnetica. Ci sono poi le norme di prodotto che definiscono le caratteristiche tecniche da rispettare a seconda del tipo e dell’uso. Se vuole fare un lavoro serio e privo di rischi, Le consiglio di documentarsi bene (non fai da te, non consigli degli amici, ma documenti ufficiali), anche se dovesse regalarle, l’obbligo della marcatura CE esiste comunque. Cordiali saluti.

  5. Alessandro scrive:

    La ringrazio per la tempestiva risposta; naturalmente se mai deciderò di fare IL passo mi rivolgerò per tutti gli adempimenti ad uno specialista.
    Ancora una domanda, se possibile: quando parla di “Ci sono poi le norme di prodotto che definiscono le caratteristiche tecniche da rispettare a seconda del tipo e dell’uso” a cosa si riferisce? Può farmi un esempio?
    Per quanto riguarda le direttive le ho già recuperate e mi immergerò nella lettura a breve.
    La ringrazio nuovamente, cordiali saluti.

  6. Renato Carraro scrive:

    Gli apparecchi di illuminazione si dividono in varie tipologie, da interno e da esterno, in classe Ia ed in classe IIa, ci sono le sospensioni, le applique, le piantane, le lampade da tavolo, le plafoniere, per parlare solo di quelle da interni.
    La costruzione di questi prodotti è regolamentata da norme edite dall’UNI e dal CEI e per essere “a norme” occorre appunto rispettarle, oltre a rispettare i generali criteri di sicurezza delle direttive sulla Bassa tensione e sulla Compatibilità elettromagnetica.
    Per esempio il cavo blu e quello marrone hanno funzioni diverse anche se Le posso assicurare che molti costruttori non lo sanno, il diametro dei cavi di cablaggio è definito dalle norme, anche se magari si usano sempre sezioni più grandi, per non rischiare, il peso che può sopportare il cavo di alimentazione è limitato appunto dalla norma ed è bene non superarlo, anche se molti utilizzano cablaggi con cavo d’acciaio incorporato anche per pesi di poche centinaia di grammi.
    Come vede le cose da conoscere contenute nelle norme sono parecchie e dovrebbe essere il punto di partenza di qualsiasi produttore, quello di conoscere le norme relative a suo prodotto, purtroppo Le assicuro che questo non succede, quasi mai e non solo per gli hobbysti.
    Cordiali saluti.

  7. Alessandro scrive:

    Ho acquistato un paio di settimane fa un fascicolo dal sito CEI ma purtroppo ho sbagliato acquisto…ora ho trovato quello che potrebbe fare al caso mio, ma visto il costo vorrei evitare di fare un altro acquisto errato…Secondo Lei il volume CEI “34-21 Apparecchi di illuminazione
    Parte 1: Prescrizioni generali e prove VERSIONE ITALIANO-INGLESE CONSOLIDATA” potrebbe fare al caso mio?
    RingraziandoLa, cordiali saluti.

  8. Renato Carraro scrive:

    Mi pare che sia quella giusta, dovrebbe costare qualche centinaio di € peró io ave luna versione precedente. Le converrebbe vedere se trova in internet dei riassunti o delle sintesi che peraltro ci sono anche negli storse UNI e CEI, oppure interpelli direttamente il CEI.
    Cordiali saluti e buon studio

  9. Patrizia scrive:

    Buongiorno, vorrei gentilmente sapere da alcune info riguardo alle batterie. Dal vostro sito leggo che il marchio CE è obbligatorio per le batterie, insieme alla relativa dichiarazione di conformità.

    La nostra azienda acquisterà delle batterie (3,7V 800mAh – simili a quelle per cellulari) prodotte in Cina per noi e importate da una azienda italiana dalla quale noi acquisteremo queste batterie:
    - La dichiarazione di conformità deve essere preparata dalla società italiana che importa le batterie o da noi che le vendiamo al consumatore finale in tutto il mondo?
    - Quale è la direttiva di riferimento da citare nella dichiarazione di conformità CE? A noi risulta essere la 2006/66/CE/BAT ed i test effettuati secondo la norma EN 62133, è corretto?
    - Esiste l’obbligo di effettuare dei test presso un istituto di qualità?
    - Ci sono altre normative obbligatorie cui sottostare?
    - Sapreste inoltre indicarci quali indicazioni e simboli vanno apposti sulle batterie?
    Graizie.

  10. Renato Carraro scrive:

    Buon giorno, precisiamo innanzitutto che se le batterie sono pezzi di ricambio per prodotti marcati CE, sono soggette a marcatura, mentre la batteria fine a se stessa è soggetta a discipline diverse, vedi ad esempio il settore automotive.
    Per tutte le altre questioni Le ricordo che il blog è un luogo di discussione e non di consulenza, quindi essendo evidente in questo caso un utilizzo professionale delle informazioni dal Lei richieste, La invitiamo se interessata, a richiedere direttamente la consulenza alla nostra società.
    Cordiali saluti.

  11. amir scrive:

    salve !! sono nuovo del sito ma ho un dubbio che mi assilla !!! sono un giovane ragazzo che tempo fa si è appassionato della chitarra e dopo a seguito questo mio hobby mi ha lanciato verso l’elettronica !! bene !! ora calcolando che io sono capace di costruire amplificatori a valvole (ho sviluppato nuove metodologie e procedure e via dicendo , insomma ho innovato gli amplificatori a valvole in qualche modo ) ora pensando di mettermi in proprio volevo capire una serie di cose !!!
    premetto che non ho i fondi per fare una sede per l’azienda !! posso usare lo stesso un garage e produrre li i miei prodotti da solo ??!! ci sono delle richieste sul fattore sicurezza !!!??? il mio problema è anche il marchio ce , nel senso che ho intenzione di sviluppare piu prodotti e non uno solo , la certificazione che devo ottenere è unica ?? oppure me ne serve una per ogni prodotto ?? nel fascicolo tecnico cosa dovrei mettere !?!?! insomma mi dia piu delucidazioni possibili a riguardo l’idea c’è e le capacità ci sono mi manca solo il locale ( cioè dove produrrò ) e il marchio ce!!!

  12. Renato Carraro scrive:

    Salve, grazie per la partecipazione, fa piacere trovare un giovane, che in questi tempi abbia voglia e coraggio di mettersi in gioco.
    Il problema principale non è il luogo di produzione, ma il fatto di poter fatturare il prodotto, quindi questo é il primo passo, cioé la ditta che venderà il prodotto, che potrà essere anche individuale.
    Poi c’é il problema de prodotto a norme e solo dopo si deve preoccupare della marcatura CE.
    Non credo sia possibile rispondere compiutamente alle Sue necessità in un dibattito sul blog, Le consiglio quindi di navigare su questo sito e su quasi 100 articoli troverà tutte le informazioni che Le servono.
    Con uno studio approfondito delle direttive e se le trova delle norme, farà il resto.
    Buon lavoro.

  13. amir scrive:

    grazie mille per la tempestiva risposta !! comunque come dicevo sono un 21 che cerca di mettersi in gioco ,ma volevo chiedere non è che esistano magari libri che ne parlano chiaramente !?? sonodalle parti di bologna a chi mi posso rivolgere in caso di dubbio !?!?! alcuni mi hanno detto che dovrei sentire la camera di commercio , ma non so ….

    non ci sono criteri di sicurezza obbligatori da seguire riguardo al luogo di produzione !?!? grazie !! pensavo di partire con un locale proprio low cost e di fare una campagna su internet ecc diciamo che il business è garantito ( ho gia fatto l’analisi del mercato e valutando tutto dai margini a tutto il resto ) il problema ora è di tipo burocratico !! prima devo aprire la partita iva immgino per poi fare il resto !!

  14. Renato Carraro scrive:

    Salve, ho sempre letto molti libri tecnici, molti di più prima di internet ed ho potuto verificare che se ne ricava circa il 10% di cose utili, le altre sono superate o contorno, d’altronde se è vero che “sapere è potere” anche economico, perchè qualcuno dovrebbe svenderlo se ne può trarre maggior profitto.
    Il libri tecnici servono, ma servono sopratutto ad arricchire chi li scrive ed a fornire concetti generali certamente utili, ma non nella fase in cui si trova Lei.
    In Camera di commercio può trovare delle indicazioni ed anche il contrario, e succede su questioni pratiche, figuriamoci su procedure come quelle della marcatura.
    Si figuri che noi veniamo interpellati dalle autorità di controllo per avere informazioni su cosa fare, e la nostra è solo autoformazione.
    Per quanto riguarda la partita IVA e l’apertura di una nuova azienda, la Camera di commercio è certamente utile, ma ora si trova tutto su internet nel loro sito.
    Per ciò che riguarda il prodotto, Lei è partito dalla parte giusta, cioè quella commerciale, per la marcatura ripeto che su questo blog può trovare tutto ciò che Le serve, purché ci dedichi del tempo.
    Se non vuole impiegare il Suo tempo nella ricerca e nello studio delle direttive e delle norme, che sono le uniche fonti veritiere, perchè anche nei blog ci sono tante chiacchiere ed a volte falsità, allora deve pagare qualcuno che le spieghi le cose, ma credo che Lei preferisca investire tempo piuttosto che soldi, e La capisco.
    Quindi, forza si metta al lavoro su questo sito e cerchi le direttive e poi se servono acquisti le norme, che non trova gratis sul web, quando avrà finito di studiare potremo riparlarne.
    Buon lavoro.

  15. amir scrive:

    grazie mille non so come ringraziarla dei consigli preziosi !!!alla fine credo che finirà che lascio la facoltà di ingegneria ( causa mancanza di una solidità economica in famiglia)per avviare le mie attività !! una piccola domanda .. dove posso acquistare le norme !!!?? sa non vorrei farmi sfuggire qualche dettaglio nella progettazione !!! grazie mille renato !!!

  16. Renato Carraro scrive:

    Mi permetta un consiglio, se l’università Le piace, non pensi di lasciarla. Non credo al titolo come soluzione, ma come strumento che contiene suo interno molte nozioni inutili, ma l’acquisizione di un metodo di studio che Le sarà sempre utile. Di tutte le cose studiate li, la capacità di indagine dei compiere un percorso autonomo di studio é stata la piú importante. Puó lavorare quel tanto he Le serve per poter studiare, ma non baratti un’auto nuova con lo studio. Ricordi che la laurea segna la fine dello studio su materie e testi proposti da altri e l’inizio dello studio di ció che servirà a Lei, peró questo puó farlo anche ora. Se deciderà di iniziare l’avventura lavorativa, Le poté dare una mano, purtroppo non economicamente, credo negli “angeli custodi” americani,quelli che hanno permesso ai vari Bill Gates e Steve Joibs di diventare ció che sappiamo, purtroppo da noi la situazione é diversa. Al massimo posso essere un angelo povero che fornisce consigli se ne ravvisa l’opportunità. Nel caso ritenga interessante la proposta mi contatti via mail, fuori dal blog, perché qui non orliamo di cose private, c’é anche Skype .
    Buona giornata

  17. Riccardo scrive:

    Gentile Ing. Carraro, le chiedo cortesemente un’informazione. Per una macchina per il trattamento dei rifiuti, ove sono presenti coclee, celle di carico, motorizzazioni, esiste una norma armonizzata o rientra in generale nel campo di applicazione della Direttiva Macchine?
    In altre parole, per la conformità CE è sufficiente la DM o vi è qualche norma più specifica?
    Grazie della disponibilità

    Riccardo

  18. Renato Carraro scrive:

    Salve, rispondo volentieri a questa domanda che mi dà la possibilità di chiarire ancora una volta un punto importante.
    Lei come molti pensa che le norme di prodotto siano più importanti e vincolanti delle direttive, è esattamente il contrario.
    Le Direttive sono LEGGE dello stato, le Norme sono sempre di carattere volontario, ovvero nel Suo caso il rispetto della Direttiva Macchine è obbligatorio per legge, la norma no.
    Nel caso esista una norma armonizzata, il produttore può scegliere di rispettare quest’ultima ed ottiene la presunzione di rispetto della Direttiva, ripeto “la presunzione del rispetto” non la certezza del rispetto, che si ottiene solo seguendo scrupolosamente quanto dice la Direttiva.
    In sostanza le norme vengono preparate, dopo che è stata approvata una direttiva, per consentire ai produttori di un particolare articolo, di avere una “scorciatoia” per arrivare alla marcatura, senza dover sottostare a tutta la direttiva.
    Per questa ragione nella dichiarazione di conformità deve essere sempre presente il riferimento alla direttiva cogente e se si vuole se si è utilizzata, anche alla norma specifica.
    Esistono casi particolari, come il barbecue, dove esiste una norma di prodotto, ma manca la direttiva, in questo caso il prodotto non deve essere neppure marcato CE.
    Cordiali saluti

  19. Riccardo scrive:

    Effettivamente occorre prestare più attenzione utilizzando termini quali “conformità”, “norma”, “dichiarazione”, ecc… Noi che non mastichiamo questi termini tutti i giorni tendiamo ad essere approssimativi.
    Quindi si ha la miglior garanzia sulla bontà di un prodotto se si segue la direttiva applicabile. Le norme possono essere una scorciatoia ma non possono essere migliorative della direttiva. E’ corretto?
    In ogni caso mi ha chiarito ulteriormente le idee su questi aspetti, grazie per la risposta. Saluti

    Riccardo

  20. Renato Carraro scrive:

    Salve, mi fa piacere di esserLe stato utile, da quello che scrive vedo che ha compreso perfettamente, finché le richieste che ci vengono rivolte sono di interesse generale e non sconfinano nella consulenza, saremo sempre disponibili a rispondere in questa sede.
    Cordiali saluti

  21. PIETRO CONVERSANO scrive:

    Egr. Ing. Carraro,
    mi unisco ai complimenti dei partecipanti per l’utlità di questo blog. Desidero sapere a chi mi posso rivolgere per:
    A) sapere le Direttive da applicare nella realizzazione del fascicolo tecnico di caldaie a biomassa (nocciolino di sansa, legna, pellet) destinate al mercato “consumer” e
    B) se esiste e/o mi può consigliare qualche studio di ingegneria in grado di poterlo preparare.
    Grazie per la collaborazione
    Pietro Conversano

  22. Renato Carraro scrive:

    Salve, La ringrazio e spero che Lei come altri promuoviate il nostro blog, perchè più siamo e sempre meglio crescerà la qualità e l’efficacia del servizio, La informo che sono inoltre in preparazione delle interessanti novità e cioè un sito di vendita di prodotti sicuri ed un blog dedicato alle recensioni di prodotti presenti sul mercato.
    Per venire alle Sue richieste, il prodotto da Lei indicato deve sottostare a varie direttive e poi esistono delle norme specifiche sia per il prodotto che per le prestazioni, penso che Lei confonda fascicolo tecnico con manuale di istruzione che sono due cose completamente diverse.
    La Sua seconda domanda mette in crisi le nostre capacità di comunicazione, perchè evidentemente non siamo riusciti a far comprendere che noi siamo una società di consulenza ed anche uno studio di ingegneria e che ciò di cui Le ha bisogno è esattamente ciò che noi facciamo ogni giorno per lavoro e che ci permette di poter dedicare delle risorse a questo blog.
    Siamo quindi a Sua disposizione per fornirLe tutto ciò che Le serve.
    Cordiali saluti.

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