Kafka? Un dilettante!

Kafka? Un dilettante!

Ecco un altro capito della storia “monitor in dogana“.

Per chi non avesse letto le precedenti puntate, faccio un rapido riassunto.

1 un importatore acquista in Cina 3 monitor per pubblicità, in tutto simili ai monitor per computer o ai televisori.

2 la dogana (il solerte doganiere) blocca i monitor e chiede la documentazione che dimostri la conformità dei prodotti alle direttive sul marchio CE.

3 il cliente consegna i certificati (da Organismo Notificato) che gli ha inviato il fornitore.

4 tutta la documentazione viene inviata al MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) che richiede integrazione di documentazione.

5 nel frattempo l’importatore ha ricevuto un’avviso di multa di 14.000 euro dalla Camera di Commercio per “l’immissione in commercio” di prodotti non marcati CE. (i prodotti che non ha mai ricevuto)

6 l’importatore ha predisposto nel frattempo tutto il fascicolo tecnico, che naturalmente sarà utilizzato solo dopo aver ricevuto il materiale ed averlo verificato.

7 l’importatore consegna il fascicolo tecnico al “solerte doganiere” che prima gli richiede i certificati da Organismo Notificato, considerando i tre monitor come apparecchi di radio trasmissione, poi ammette che tali certificati non sono necessari, perchè i monitor non trasmettono nulla, però richiede una “dichiarazione che i monitor non sono esplosivi

8 tutta la documentazione viene rinviata al MISE e si rimane in attesa di risposta,

9 epilogo: nel frattempo ecco cosa scrive un altro “solerte doganiere” all’importatore “:

“sono in attesa del provvedimento del Dott. XXXXXX (Funzionario Del MISE divisione sicurezza prodotti) perché è lui che una volta analizzata la documentazione da lei inviataci dovrebbe dirmi se i test fatti sulle colonne video sono regolari alle normative o no e se possono essere messe in commercio o no!!! 

Inoltre volevo farle una domanda se i 3 monitor sono qui giacenti qui da noi, lei su cosa ha fatto i test per farsi rilasciare quel plico di certificazioni??? (non è una domanda polemica ma è giusto per capire)…”

Allora due cose sono evidenti:

chi scrive non ha la minima idee di cosa dicono le leggi, quei prodotti NON possono essere messi in commercio se prima l’importatore non li regolarizza, ed il MISE non può in alcun caso autorizzarne la vendita.

chi scrive non ha neppure il senso della realtà, confonde la dichiarazione di conformità con i certificati e non si rende conto che  i certificati veri sono quelli fatti fare dal produttore cinese ed inviati assieme ai monitor, pensa invece che il fascicolo tecnico rappresenti i certificati e pone la domanda paradossale.

La risposta più semplice sarebbe: come posso regolarizzare dei prodotti che non ho mai ricevuto?

Neppure Kafka avrebbe potuto immaginare una storia come questa, strabiliante ed irreale anche nel medioevo, al giorno d’oggi è al di fuori della umana comprensione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

By | 2017-03-29T14:13:53+00:00 maggio 17th, 2014|La Fattoria degli Animali (Rassegna stampa)|2 Comments

About the Author:

Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

2 Comments

  1. Renato Carraro 21 maggio 2014 at 16:02

    Salve, la Sua osservazione capita a “fagiuolo”, perchè se è vero tutto ciò che ho riportato nell’articolo ed anche molto di più, poi esistono situazioni come quella che si evince dalla frase che riporto di seguito e che mi è appena arrivata.
    “La merce mi arriva senza problemi (da fuori Europa), svolgo attività di vendita in fiera e online, mi hanno inviato alcuni adesivi con riportato il marchio CE, volevo sapere se basta mettere l’adesivo con marchio ce per ovviare il problema.”
    A questo aggiungiamo il fatto che la comunicazione precedente riguardava una primaria casa costruttrice di turbine per motori automobilistici, che non aveva la minima idea che il prodotto avesse necessità di tracciabilità nella produzione, ed otteniamo un bel quadretto del “made in Italy”.
    Appare evidente che sia i “solerti doganieri” sia i “venditori di certificati” hanno buon gioco in questa situazione, che preferisco non commentare.
    Ovviamente quando si va a spiegare qual’è la prassi per una corretta marcatura CE e per costituire un fascicolo tecnico a norma di legge, si viene presi per imbroglioni o per farneticanti.
    La ringrazio per l’assiduità e La saluto cordialmente.
    ing. Carraro

  2. Luca 21 maggio 2014 at 15:34

    Buongiorno sig. Carraro,
    che dire… ridiamo per non piangere….
    la situazione si fa sempre più paradossale…
    saluti

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