L’Analisi dei Rischi per il marchio CE

//L’Analisi dei Rischi per il marchio CE

L’Analisi dei Rischi per il marchio CE

Ogni prodotto, a prescindere dalla presenza o meno dellobbligo di marcatura CE, deve essere sottoposto già in fase di progettazione all’analisi dei rischi.

analisi dei rischi

analisi dei rischi

Questa attività costituisce la parte più importante del fascicolo tecnico (vedi articolo specifico), ed è assolutamente indispensabile.

Tale intervento, per il quale possono essere applicate differenti metodologie, mira ad analizzare in dettaglio le caratteristiche meccaniche, elettriche, idrauliche, ambientali, operative della macchina o del prodotto, allo scopo di evidenziare possibili fonti di rischio per l’utilizzatore, l’operatore, per il prodotto stesso.

Dall’analisi dei rischi, da predisporre all’inizio della creazione del prodotto, scaturisce un elenco di rischi esistenti, che dovrebbero essere eliminati già in sede progettuale.

Quando ciò non fosse possibile, e il rischio rimanga anche in parte residua, dovranno essere citate tutte le contromisure che l’utilizzatore dovrà adottare per le cautele del caso.

Tali informazioni, identificate con il termine “rischi residui“, dovranno essere riportate sul manuale di uso e manutenzione, e segnalate laddove possibile, sul prodotto stesso.

rischi residui

rischi residui

Da quanto sopra emergono due aspetti fondamentali:

  • l’analisi dei rischi deve essere eseguita da un tecnico preparato, preferibilmente esterno all’organizzazione aziendale, per garantire una visione terza. Solo con questo sistema vengono messi in risalto aspetti molto spesso trascurati in quanto assimilati come routine.
  • la realizzazione del manuale di uso e manutenzione deve sempre scaturire da un’analisi dei rischi già effettuata. Uno degli errori più comuni è infatti quello di realizzare prima il manuale, e solo in un secondo tempo il fascicolo tecnico e l’ analisi dei rischi.
By | 2017-03-29T14:14:28+00:00 agosto 3rd, 2009|La Fattoria degli Animali (Rassegna stampa)|31 Comments

About the Author:

Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

31 Comments

  1. Renato Carraro 8 giugno 2015 at 18:49

    Salve, innanzitutto è necessario chiarire qual’è il contenitore e qual’è il contenuto.
    Il fascicolo tecnico è il contenitore, che corrisponde all’intera marcatura CE sul piano dei documenti, il contenuto sono: l’analisi dei rischi, l’etichetta con il marchio CE e quant’altro previsto dalla direttiva.
    Il fascicolo tecnico deve essere predisposto per famiglia di prodotto, tutte le lampade possono rientrare in una sola famiglia, quindi c’è da predisporre un solo fascicolo tecnico, il cui costo viene così suddiviso per il numero di lampade che fanno parte della famiglia.
    Comprende quindi che anche se sono pezzi unici, con 100 pezzi ha già ridotto ad 1/100 il peso della marcatura CE su ogni singola lampada, se poi diventeranno con il tempo 1.000 pezzi il costo unitario diventa 1/1.000.
    Penso quindi che se è chiaro cosa sia tutto il processo di marcatura CE, è chiaro che non è burocrazia ed è altrettanto chiaro che il Suo costo è assolutamente compatibile con qualsiasi attività.
    Ovviamente se produce una sola lampada non parliamo più di attività produttiva, ma di hobby, allora meglio lasciar perdere la marcatura CE, ma anche la vendita del prodotto hobbistico.
    La marcatura CE, anche se si formalizza in documenti, NON è burocrazia, bensì è la messa su “carta” di ciò che Lei fa o dovrebbe fare tutti i giorni, non credo che la sicurezza dei Suoi prodotti possa essere liquidata come burocrazia.
    Nel caso Le servisse la consulenza per comprendere ed applicare la marcatura CE ai Suoi prodotti, siamo ovviamente a disposizione, è il nostro lavoro.
    La ringrazio e La saluto cordialmente.
    ing. Carraro

  2. Luciano 8 giugno 2015 at 18:22

    Buongiorno,
    vorrei porLe un quesito in merito all’analisi dei rischi e del relativo marchio CE da apporre, fascicolo tecnico compreso.
    Vorrei sapere se tutto questo debba essere fatto anche per singole lampade costruite in modo artigianale, tipo quelle definite “artistiche” in molti siti.
    Quasi sempre le lampade sono pezzi unici, non replicati nè replicabili.
    In questo caso particolare la parte burocratica avrebbe un peso economico talmente elevato da rendere impossibile la produzione.
    Lei che ne pensa?

  3. Renato Carraro 25 novembre 2014 at 17:40

    Salve, conosco bene questi prodotti e concordo con la posizione dell’ispettore.
    Suppongo che quando Lei parla di offerta si riferisca ad una richiesta economica da parte del fornitore, se la mia interpretazione è corretta sarebbe come se Le chiedessero dei soldi per emettere la fattura.
    Qualsiasi richiesta di pagamento a fronte di documenti obbligatori per la marcatura CE o adeguamento alle norme, è assolutamente illegittima.
    Scriva a questi signori che se non sistemano la cosa si rivolgerà alla Guardia di Finanza, vedrà come cambiano musica.
    La saluto cordialmente e non si faccia prendere in giro.
    ing. Carraro

  4. Ana Silva 25 novembre 2014 at 08:45

    Buongiorno Gentile Ing. Carraro,
    Il ispettore del TUV per la OSHAS 18001 me ha contestato il magazzino Modxxx, dovuto a mancanza sicurezza con le mani.
    Abbiamo contattato la dita responsabile che ci ha subito fatto una offerta di riparazione.
    La mia domanda è, essendo il Modxxx marcato CE, deve avere passato per la analisi dei rischi, non devono loro essere responsabile per queste tipo di situazioni?
    Grazie della attenzione

  5. Renato Carraro 7 marzo 2014 at 08:53

    Salve, Lei ha scritto tre commenti facendo tre domande diverse che interessano direttamente al Suo caso, poteva farne uno solo e poteva approfittare del fatto che la consulenza prima dell’importazione è gratuita, anche se credo che Lei l’importazione l’abbia già fatta e la merce sia ferma in dogana, ma questa è una mia supposizione.
    Siccome le domande che pone interessano a molti, perchè molti sono gli importatori che hanno operato ed operano come Lei, magari in buona fede (forse il 10%), Le rispondo volentieri.
    Alla prima domanda la risposta che mi viene immediata è: bisognava pensarci prima, ovvero fare la marcatura CE su un campione, inviare i file da stampare in Cina, chiedere al cinese di stampare i documenti e metterli assieme ai prodotti, così all’arrivo in dogana tutti sarebbero stati contenti. La legge impone di fare questo? No, la legge Le dice che Lei deve fare la marcatura CE, prima di immettere la merce sul mercato e non prima dell’arrivo in dogana. Allora perchè si deve fare prima? Perché alle dogane ci stanno i doganieri, molti dei quali non hanno letto il Regolamento che Le ho già inviato e dove ci sta scritto chiaramente, che in ogni caso DEVONO rilasciare la merce entro 3 giorni.
    Perché moltissimi non lo fanno? Perché gli importatori sanno di non essere quasi mai in regola e non conoscono i loro diritti e se nessuno protesta ed agisce, i doganieri (non quelli onesti e preparati, che ci sono lo posso garantire) fanno il bello ed il cattivo tempo. Per quali ragioni si chiederà Lei? Provi ad indovinare, io non ho bisogno di altre querele e quindi non faccio ipotesi, ma tutte le ipotesi portano ad un unico risultato:- LA LEGGE NON VIENE RISPETTATA!
    Non me la prendo però con i doganieri, perchè sono una sorta di medicina preventiva, dato che tutti gli importatori che con i nostri consigli hanno sbloccato le merci, NON hanno poi fatto la marcatura CE dei prodotti, vendendoli così com’erano e come avevano fatto fino al blocco in dogana.
    Quindi perchè dovrei prendere le difese di questi signori? Perché dovrei spiegare i vari modi che hanno per sbloccare le merci? Non
    mi interessa di diventare il difensore d’ufficio di coloro che non rispettano e non hanno intenzione di rispettare la legge.
    La seconda risposta è semplice, la marcatura CE la deve fare l’importatore, cioè Lei, la fa a casa Sua non deve andare da nessuna parte, ovviamente non Le servono i certificati, ma forse Le serve qualcuno che Le spieghi cos’è e come si fa la marcatura CE.
    Quel qualcuno possiamo essere noi, mi pare strano che girando nel blog non abbia appreso che la C&C fornisce consulenza sulla marcatura CE, ma se non lo ha visto lo apprende ora.
    La nostra consulenza serve per far capire e mostrare al cliente cos’è la marcatura CE e come si fa.
    Spero che sia tutto chiaro, La ringrazio per i Suoi commenti e La saluto cordialmente.
    ing. Carraro

  6. Vincenzo Bussetta 7 marzo 2014 at 03:57

    Salve Sig.Carraro,ho due domande da farLe:
    1. cosa bisogna fare quando la dogana blocca merce per sprovvista marcatura CE?
    2. come e dove si fà la marcatura CE e i relativi certificati di conformità di prodotti elettronici (attrezzature per riparazioni)e chimici(gel colla)

  7. Renato Carraro 7 novembre 2012 at 13:22

    Salve, l’analisi dei rischi deve essere eseguita come per le altre direttive, il metodo è una scelta del costruttore e si può basare su norme specifiche.
    Non è possibile spiegare in un blog come si fa l’analisi dei rischi, sarebbe come spiegare come si progetta una macchina o una casa.
    Cordiali saluti.

  8. raouad 7 novembre 2012 at 13:13

    le prodotti che manca di normative specifiche possono applicare la Direttiva 2001/95 relativa alla sicurezza generale dei prodotti (per es. prodotto blocca cassetti).
    la domanda e come si mostra l’analisi dei rischi nel fascicolo tecnico
    grazie

  9. […] Analisi dei rischi in fase di progettazione, produzione ed utilizzo […]

  10. Renato Carraro 11 febbraio 2012 at 19:13

    Salve, innanzitutto se non ci sono pentole a pressione, il marchio CE ( anche se regolare ) non ci dovrebbe essere, questa è la dimostrazione di come i commercianti italiani (solo quelli disonesti) approfittino della generale ignoranza di noi clienti per imbrogliarci.
    La cosa buffa è che anche i commercianti sono a loro volta consumatori di qualcosa e quindi a loro volta imbrogliati, vede che bel gioco sono riusciti a mettere in piedi, facendo i furbi?
    Un’altra domanda mi sorge spontanea, Lei pensava che le pentole fossero prodotte in Italia? Le pentole che ha acquistato Lei sono arrivate in Italia a circa 1/10 di quello che le ha pagate Lei, pensa che i truffatori siano i cinesi, perchè hanno messo il marchio CE, oltretutto non richiesto?
    Sa perchè lo mettono? Perchè altrimenti i prodotti non passano la dogana ed il colmo è che senza sarebbero regolari, ma siccome i nostri doganieri conoscono le leggi come conoscono la geografia di Marte, pretendono senza alcun fondamento, che tutti i prodotti in entrata abbiano un qualsiasi marchio CE, anche falso o illegale non ha importanza, basta che ci sia.
    Spero di aver fornito un quadro chiaro della situazione in merito alla sicurezza di TUTTI i prodotti prresenti sul mercato.
    Cordiali saluti.

  11. giusy 11 febbraio 2012 at 18:35

    salve, ho comprato una batteria di pentole al mercato, ma arrivando a casa ho visto che il marchio è CE china export. cosa mi suggerite?

  12. Renato Carraro 22 luglio 2011 at 12:07

    Grazie a Lei ed a tutti coloro che partecipano a questo blog, fa piacere constatare come le persone non approfittino della disponibilità e non la scambino per stupidità.
    Cordiali saluti.

  13. adriano 22 luglio 2011 at 11:35

    La ringrazio sig. Carraro per la sua disponibilità e chiarezza in merito.
    Distinti Saluti

  14. Renato Carraro 22 luglio 2011 at 11:18

    Salve, se dai miei commenti ha capito questo, significa che mi sono espresso male.
    Tutte le procedure della marcatura CE, compresa ovviamente l’analisi dei rischi, sono a carico di chi immetterà il prodotto sul mercato.
    Se l’analisi dei rischi, come presumibile in questo caso, la farà il progettista, la responsabilità rimane in capo a chi commercializzerà il prodotto e che ha assegnato al progettista l’incarico.
    Il cliente finale ha un unico referente, colui che gli vende il prodotto, ciò che succede prima, progettisti, costruttori cinesi o altro, non è un problema del cliente, ma di chi vende il prodotto.
    Chi vende il prodotto deve avere a disposizione il fascicolo tecnico, se una parte di esso è presso il progettista ed un’altra è presso il costruttore cinese, sono problemi suoi, le autorità si rivolgeranno sempre e solo a chi immette il prodotto sul mercato.
    Ora spero di essere stato chiaro.
    Ricordo per l’ennesima volta che il blog è attivo per discutere di questioni generali e non per fornire consulenza gratuita, in questo ambito si esprimono solo opinioni, che in alcun modo possono rappresentare la verità sull’argomento.
    Questo vale per ciò che scriviamo noi e per tutto ciò che si trova in rete, chi ha necessità di pareri professionali deve richiedere la consulenza specifica, che ovviamente NESSUNO fornisce gratuitamente.
    Ciò che è gratis per definizione non ha valore.

  15. adriano 22 luglio 2011 at 11:05

    buongiorno sig. Carraro,mi scusi la mia ignoranza in materia, sembra una cosa banale, ma vorrei capirla bene.
    Lo studio ingegnerizza il prodotto,quindi il prototipo definitivo deve essere fatto in italia per verificarne lo stato dei rischi e tutto il resto per la marcatura CE.
    Quindi se io sono il venditore io devo applicare la marcatura CE e qual’è l’organismo che se ne occupa per fargli fare le verifiche?
    Una volta effettuata le verificha dei rischi e fatta la marcatura CE al prototipo e fatti i documenti e apposta l’etichetta io invio i dati (come ha detto nella risposta precedente)dei documenti e l’etichetta da apporre,poi il costruttore cinese(sempre se sarà fatto in Cina)mi rimandera i prodotti finiti con documento e etichetta apposta al prodotto dopo di che devo ad ogni prodotto verificarne di nuovo i rischi e apporre la marcatura CE, quindi sballare ogni singolo prodotto e rifare l’imballaggio?
    E’così?
    La ringrazio
    Distinti Saluti

  16. Renato Carraro 22 luglio 2011 at 07:51

    La marcatura CE deve apporla chi immette il prodotto sul mercato, non credo sia lo studio che ingegnerizza il prodotto, ma è un dato che non conosco.
    Lei non ha alcuna responsabilità e neppure il cinese.
    Cordiali saluti

  17. adriano 21 luglio 2011 at 19:14

    buonasera sig. Carraro la marcatura la deve apporre lo studio che se ne occupa dell’ingegnerizzazione non io personalmente, quindi quali sono le responsabilità mie,quelle dello studio e quelle del produttore cinese?
    La ringrazio

  18. Renato Carraro 21 luglio 2011 at 16:28

    Salve, premesso che i cinesi o qualsiasi altro extra CEE, non può apporre il marchio CE e quindi la sua presenza su questi prodotti è illegale (con buona pace dei doganieri italiani, che invece lo pretendono, sic!), il fatto che ci sia il marchio RohS e TUV, indica che i prodotti rispettano le norme.
    Ciò che Voi dovete fare è la marcatura CE ( non l’apposizione del marchietto, dato che c’è già tanto vale tenere quello ), ma tutte le procedure che devono precedere proprio l’apposizione del marchietto.
    Cordiali saluti.

  19. Fabio 21 luglio 2011 at 15:42

    Salve la nostra società importa materiale illuminotecnico dalla cina, destinato quindi a tutti i tipi di ambiente, i prodotti di nostro interesse sono marchiati CE RohS e TUV. Ho verificato le loro certificazioni e la lista delle prove fatte le varie EN… di riferimento. Quali sono le verifiche ancora da compiere, e quali documenti dobbiamo ancora fornire ai nostri clienti. La ringrazio anticipatamente.

  20. Renato Carraro 19 luglio 2011 at 15:39

    Salve, la cosa è così semplice da sembrare quasi banale, Lei deve fare la marcatura CE di una macchina, poi trasmetterà al produttore cinese i dati da stampare sui documenti e sulla etichetta da fissare alla macchina.
    Sia ben chiaro che il solo soggetto che può fare la marcatura di questa macchina è Lei.

  21. adriano 19 luglio 2011 at 15:30

    Buongiorno a tutti, avrei bisogno di chiarimenti in merito ad un prodotto di nuova costruzione con parti elettriche meccaniche ed elettroniche da far produrre in cina tramite studio privato posso incorrere in qualche rischio essendo prodotto fuori dalla comunità europea?come posso prevenirmi?
    grazie

  22. Renato Carraro 17 giugno 2011 at 15:49

    Ho già risposto a vari commenti dello stesso autore sullo stesso argomento, mi sembra il caso di chiarire che il blog serve per scambiare opinioni e non per chiedere e fornire consulenza tramite domande più o meno dirette.
    Saluti.

  23. GIUSEPPE 17 giugno 2011 at 10:10

    Altra questione: Lei pensa che per delle forbici all’interno dell’astuccio prodotte in Cina, di cui l’importatore non può controllarne e comprovarne il processo produttivo, possa essere sufficiente la dichiarazione di un organismo di COLLAUDO e di RILASCIO del certificato di CONFORMITA’?

  24. GIUSEPPE 17 giugno 2011 at 10:10

    lei pensa che per degli astucci che sono chiaramente identificabili come scolastici, debba essere apposto il marchio o la dicitura: NON ADATTO A BAMBINI DA 0-3 ANNI?

  25. […] prodotto con marcatura CE nasce partendo dall’analisi dei rischi sotto tutti i suoi aspetti: l’installazione, l’uso, la manutenzione ed infine lo […]

  26. […] redatta alla fine dell’Analisi dei rischi e per poter essere veritiera, cioè essa stessa conforme al reale, è necessario che : 1 si […]

  27. […] rispettarla e pretenderla. « Cosa significa e cosa garantisce la marcatura CE L’Analisi dei Rischi per il marchio CE […]

  28. Renato Carraro 2 dicembre 2010 at 18:54

    Le ho già risposto all’altro commento, si rivolga alla Guardia di Finanza.
    Cordiali saluti

  29. LORENZO 2 dicembre 2010 at 14:31

    MI HANNO FATTO UNA FORNITURA DI MATERIALE PRONTO PER RIPRISTINI DI PAVIMENTI HO CHIESTO CHE MI DESSERO LE CERTIFICAZIONI E LA SCEDA SICUREZZA MI HANNO DETTO CHE LORO NON SONO OBBLIGATI A DARLA COME DEVO COMPORTARMI SALUTI

  30. Renato Carraro 19 maggio 2010 at 17:12

    Salve, mettere insieme prodotti marcati CE è condizione necessaria, ma non sufficiente per poter apporre la marcatura sul prodotto assemblato.
    Allo stesso modo in cui mescolare buoni ingredienti non equivale a fare una buona torta.
    Il Suo prodotto deve essere marcato CE seguendo la procedura indicata dalla direttiva di riferimento.
    Cordiali saluti

  31. Alessandro 19 maggio 2010 at 16:38

    Buongiorno, sono tecnico in una ditta informatica, e sto sviluppando un prodotto per rilevazioni, un apparecchio basato su tecnologia embedded, in cui tutte (e sottolineo tutte) le componenti sono già marcate CE, tra le quali
    l’apparecchio prevede l’uso di un’antennina wireless della portata inferiore ai 50 cm, uno schermo touch e l’alimentazione tramite cavo di rete.
    L’unico lavoro che svolgo è quello dell’assemblaggio all’interno di un involucro in plastica rigido (anch’esso marcato CE) più ovviamente la programmazione dei componenti con il mio software.
    In previsione di commercializzare tale prodotto sono obbligato a redigere qualche documento di conformità? o essendo tutte le componenti già marchiate ne sono esente? Leggevo nel vostro sito a proposito della sicurezza, e il mio prodotto non ha parti in movimento, e salvo l’avvio non prevede altre interazioni fisiche dirette con la potenziale utenza.
    Ringraziando anticipatamente per l’attenzione porgo i miei saluti.

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