Il fascicolo tecnico per il marchio CE

//Il fascicolo tecnico per il marchio CE

Il fascicolo tecnico per il marchio CE

La direttiva macchine 2006/42/CE, tutte le altre direttive e regolamenti comunitari, definiscono tutta la documentazione che il fabbricante, il suo mandatari, se il fabbricante si trova fuori della CEE o l’importatore di materiali, prodotti, macchine o impianti, deve produrre per poter apporre il marchio CE.

La parte più importante della documentazione e della stessa marcatura CE, indicata in tutte le direttive relative ai prodotti soggetti a marcatura CE, è rappresentata dal fascicolo tecnico e purtroppo come spesso succede, questa è la parte meno conosciuta e più trascurata, forse perché è la più complessa e sta alla base della realizzazione del prodotto. Alcuni addirittura lo confondono con il manuale.

Il fascicolo tecnico è una raccolta (appunto fascicolo) di tutti i documenti realizzati durante la progettazione, la costruzione, il collaudo della macchina. In esso sono inclusi: i calcoli strutturali, le caratteristiche dei materiali utilizzati, i disegni costruttivi, gli schemi, la documentazione del materiale da commercio, le misurazioni di rumore aereo e di compatibilità elettromagnetica e tutte le altre caratteristiche principali del prodotto.

fascicolo tecnico

fascicolo tecnico

Innanzitutto il fascicolo tecnico deve includere l’analisi dei rischi, che rappresenta di fatto il punto di partenza di tutto il lavoro necessario per la marcatura CE.

Il fascicolo tecnico non deve essere fornito al cliente, ma deve essere archiviato presso il costruttore, non è necessario che sia presente fisicamente per poter apporre il marchio CE sul prodotto.

Le leggi prescrivono che, a fronte di una richiesta da parte delle autorità competenti, il costruttore sia in grado di metterlo a disposizione nei tempi richiesti.

Tale aspetto porta spesso le aziende a sottovalutare il problema, demandando a un’eventuale ispezione, la necessità di produrre tale documento.

Il fascicolo tecnico deve essere attentamente analizzato con un tecnico esperto, preferibilmente esterno che conosca, oltre agli aspetti tecnici, quelli giuridici.

Per tale ragione, la realizzazione di tale documento e il reperimento di tutte le informazioni necessarie per la sua realizzazione, rappresentano il lavoro più lungo, oneroso e difficile della marcatura CE.

La nostra società può assistere gli operatori in tutto il percorso di marcatura CE, che parte dall’analisi dei rischi (sicurezza dei prodotti) e si conclude con il servizio post vendita ed in tutte le procedure previste dalle varie direttive che riguarda i prodotti.

Per ottenere informazioni ed eventuale consulenza contattateci, Vi risponderemo velocemente ed in ogni caso.

 

 

By |2019-01-09T20:49:40+00:00agosto 3rd, 2009|La Fattoria degli Animali (Rassegna stampa)|103 Comments

About the Author:

Sono l'ing. Renato Carraro, laureato in meccanica e specializzato in gestione aziendale. In 40 anni di attività professionale ho conosciuto moltissime aziende di varie dimensioni ed in tantissimi settori economici. Mi occupo di marcatura CE da quando questa è diventata obbligatoria per le aziende, cioè ormai da 20 anni. I miei studi e le mie esperienze mi consentono di affrontare problematiche tecniche molto diverse, nei più disparati ambiti industriali. La consulenza che posso fornire è relativa alle norme da applicare ed alle direttive da rispettare. Il nostro studio fornisce inoltre consulenza sui seguenti ambiti: - registrazione di marchi - brevetti - perizie - progettazioni ( oleodinamiche e meccaniche ) - sistemi di gestione per la qualità ISO 9001 2015

103 Comments

  1. Carmine 6 novembre 2015 at 20:21

    Grazie della celere risposta, si gradirei ricevere un preventivo per una consulenza
    Grazie

  2. Renato Carraro 6 novembre 2015 at 20:06

    Salve, i Suoi prodotti devono rispettare la direttiva bassa tensione e poi ci sono delle norme specifiche di prodotto.
    Nel caso fosse interessato possiamo fornire consulenza ed assistenza per la marcatura CE, obbligatoria per i Suoi prodotti.
    La saluto cordialmente
    Ing. Carraro

  3. Carmine 6 novembre 2015 at 19:08

    Buonasera,
    sono un artigiano che produce lampade e lampadari in ferro esclusivamente con tensione 220v e per uso interno, utilizzando tutti materiali certificati ce. Essendo un lavoro artigianale e personalizzato avrei necessità che eventuali prove e/o documenti venissero redatti da me.
    Sto raccogliendo un po’ di norme per cominciare a studiarle e non è facile individuare quelle che interessano il mio settore.
    La ringrazio cordiali saluti

  4. Renato Carraro 2 ottobre 2015 at 08:26

    Salve, grazie per l’attenzione, Le invierò un preventivo in giornata.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  5. Dorotea 1 ottobre 2015 at 20:25

    Buonasera,
    le pongo il medesimo interrogativo delle signore Roberta ed Eleonora per quanto riguarda la documentazione necessaria per vendere delle lampade da me prodotte, di cui assemblo anche le componenti elettriche.
    Mi può proporre un preventivo per le pratiche necessarie?
    Cordiali Saluti.

  6. Renato Carraro 21 luglio 2015 at 17:37

    Le chiedo scusa, ma non mi è arrivato l’avviso del Suo commento, provvedo subito ad inviarLe il preventivo.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  7. Roberta 16 luglio 2015 at 11:13

    Gentile Sig. Carraro,
    io come la Sig.ra Emanuela costruisco lampade con materiali di recupero ma la parte elettrica è già marcata CE. Gentilmente potrebbe mandare anche a me un preventivo per la consulenza sulla marcatura CE. Grazie molto gentile, il suo blog è molto esaustivo.

  8. Renato Carraro 22 marzo 2015 at 11:51

    Salve, se non fosse una risposta pubblica oserei rispondere: – lo mandi a ……
    Voi come costruttore di una macchina non completa la potreste considerare una “quasi macchina”, in ogni caso dovete rilasciare una dichiarazione di conformità o meglio di incorporazione, solo per il lavoro che avete fatto Voi.
    Non avete neppure l’obbligo di fornire il manuale di istruzioni e certamente non dovete fornire il fascicolo tecnico, con i documenti di progettazione.
    Il fascicolo tecnico NON si consegna in alcun caso, MAI!
    Spero che vi abbia pagato, altrimenti questo mi sembrerebe un modo “furbo” per non pagare.
    Visto che hanno deciso di finire loro la macchina, il fascicolo tecnico completo lo devono fare loro.
    Purtroppo gli stupidi non hanno una nazionalità di elezione, si possono trovare dappertutto, anche fuori Italia.
    La saluto cordialmente
    Ing. Carraro

  9. Rossi moriano esa srl 22 marzo 2015 at 00:45

    Costruiamo macchine per il riempimento di fusti e un cliente ci ha contestato ingiustificatamente le prestazioni della macchina prima che questa venisse completata e collaudata presso suo stabilimento adducendo che avrebbe completato da solo la macchina . Sulla macchina era stata apposta la targa ce prima del completamento ma non e stata rilasciata nessuna conformità perché la macchina non e completa e mancano verifiche
    E collaudi del fabbricante ….nostri.Vi ringrazio anticipatamente del vs consiglio.Cordiali saluti
    Adesso mi chiede la conformità e il fascico tecnico completo di progetti che noi non intendiamo rilasciare ,per il semplice fatto che la macchina ha la targa applicata che era a corredo della macchina insieme alla versione base del manuale.La macchina e installata in Scozia.

  10. Renato Carraro 21 gennaio 2014 at 15:27

    Salve, ciò che deve fare Lei è la marcatura CE, perchè anche se utilizza tutti prodotti già marcati, ciò che Lei realizza è un nuovo prodotto, di cui deve rispondere Lei per quanto riguarda la sicurezza.
    Le invierò in forma privata un preventivo per la consulenza sulla marcatura CE.
    Cordiali saluti.
    ing. Carraro

  11. Emanuela 21 gennaio 2014 at 14:21

    Buongiorno,sto realizzando delle lampade da tavolo e da terra con legni di recupero che poi vorrei provare a vendere.le lampade da tavolo sono composte da una base che compro già pronta con filo presa e interruttore,dove io non faccio altro che incollare i legni e montare una lampadina,mentre in quelle da terra costruisco la mia struttura e poi assemblo io il filo elettrico all interruttore e alla presa che sono già marcati ce.Vorrei sapere che requisiti devo avere per poterle vendere e per poter essere a norma.Se fosse necessaria la marcatura ce cosa devo fare per poter applicarla?Mi interessa anche avere un preventivo per saper cosa mi costerebbe visto che sono solo agli inizi.
    Grazie
    Cordiali saluti

  12. Giovanni 27 settembre 2013 at 10:46

    Grazie mille per la puntuale risposta e per la celerità. Buona giornata.

  13. Renato Carraro 27 settembre 2013 at 10:37

    Salve, nella dichiarazione di conformità riportare le norme è facoltativo mentre riportare le direttive è obbligatorio, lo preciso perchè Lei cita solo le norme e perchè nel nostro strano “Bel Paese” c’è l’abitudine di confondere obbligatorio con volontario e spesso si fa ciò che è facoltativo ritenendolo obbligatorio e viceversa, accade in molti ambiti, anche in quello fiscale.
    Lei parla di macchina e quindi oltre ad essere strumento di misura e rientrare nella direttiva pertinente, immagino rientri anche in direttiva macchine ed in questo caso la dichiarazione dovrebbe essere come le precedenti ovvero riportare il nome di chi conserva il fascicolo tecnico.
    Può essere solo una svista, oppure la conservazione è direttamente a carico di chi firma la dichiarazione, che ne è in ogni caso responsabile, però ha ragione Lei, la nuova direttiva prevede la presenza di quel nome.
    Purtroppo gli aspetti di cui preoccuparsi realmente non sono tanto quelli formali, peraltro importanti, ma quelli sostanziali.
    Cosa penserebbe se le dicessi che:
    – molti produttori e operatori confondono il fascicolo tecnico con il manuale di istruzione?
    – quasi sempre (generalizzare è SEMPRE sbagliato) il fascicolo tecnico non esiste?
    – quando esiste è incompleto e mancano soprattutto l’analisi dei rischi e le procedure di controllo della produzione?
    – quando c’è l’analisi dei rischi è un modulo con quattro colonne compilato senza alcuna spiegazione e senza alcuna valutazione/misurazione dei rischi?
    Come vede la realtà è ben più grave del fatto che manchi il riferimento da Lei correttamente indicato, e questa realtà è esattamente la stessa che sentiamo nelle notizie dei telegiornali (-20% di produttività il 10 anni, affari Telecom e Alitalia ) solo per citare i fatti di questi giorni.
    Cordiali saluti

  14. Giovanni 27 settembre 2013 at 10:03

    Buongiorno.
    La mia azienda sta comprando una macchina di misura, conforme alle EN 61010-1 ed EN 61326-1. Nella dichiarazione di conformità non viene riportato dove è conservato il fascicolo tecnico e da chi, cosa che invece per altre macchine ho sempre rilevato sulla conformità. Mi chiedo se riportare queste informazioni sia un obbligo o se in precedenza ho avuto la fortuna di lavorare con ditte particolarmente scrupolose.
    Grazie,
    cordiali saluti.

  15. Renato Carraro 11 aprile 2013 at 11:59

    Salve, Le ho già inviato il preventivo per la marcatura CE, ma perché a TUTTI piace il termine “certificazione” che è cosa completamente diversa da ciò che chiede la legge????? Proprio non me lo so spiegare, forse è un retaggio delle carte bollate e delle “concessioni” che ancora impestano questo Paese.
    La marcatura è un OBBLIGO del costruttore, non può essere comprata o venduta né affidata a terzi, deve per forza firmarla il produttore.
    Alcuni la chiamano “autocertificazione“, termine che rende l’idea ma non è esatto, comunque è meglio di “certificazione”, la marcatura CE non è un attestato e non è un certificato, ciò che chiede la legge è un chiaro e documentato impegno a garantire la sicurezza dei prodotti e questo lo può e lo deve fare solo il produttore.
    Cordiali saluti.

  16. Gerardo 11 aprile 2013 at 11:20

    Sempre a riguardo di quella macchina, quali sono i costi da sostenere per ottenere la certificazione CE?
    Grazie ancora!

  17. Renato Carraro 11 aprile 2013 at 10:59

    Salve, risposta semplice e breve ASSOLUTAMENTE SI!
    Cordiali saluti.

  18. Gerardo 11 aprile 2013 at 10:35

    Salve, l’azienda in cui presto servizio ha fabbricato una macchina etichettatrice per contenitori cilindrici con annesso quadro di comando, stampante, e nastro trasportatore. Questa macchina verrà adoperta nell’azienda stessa e non verrà commercializzata.
    Dunque questa macchina avrà bisogno della marcatura CE, e quindi seguire la specifica direttiva?
    Grazie,
    cordiali saluti.

  19. Renato Carraro 10 marzo 2013 at 20:41

    Salve, normalmente io lavoro per le autorità (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Tributaria, Camera di Commercio) pro bono, cioè gratis, lo stesso per le istituzioni come le scuole, quindi penso di poterlo fare anche per una onlus (non è la prima), quindi mi invii una mail all’indirizzo internet, cosí Le preparo il preventivo a costo 0, in cui sarà indicato il percorso di marcatura.
    Cordiali saluti

  20. Stefano 10 marzo 2013 at 18:33

    Salve,
    lavoro c/o una coop. sociale onlus, come tutore del laboratorio in cui si producono oggetti esclusivamente in legno, sia al naturale che decorati con vernici atossiche, ad es: appendini a forma di animali, metri per misurare i bimbi, portamatite, sagome portagioie, fermalibri, taglieri, fermacarte calamitate per frigor, etc..
    Vorrei avere un’idea dei costi che la coop. dovrebbe affrontare per redigere il fascicolo tecnico e poter firmare la certificazione CE come produttrice di tali oggetti, destinati sia ad adulti che a bambini.

    Grazie

    Cordiali saluti Stefano

  21. Renato Carraro 4 marzo 2013 at 21:37

    Salve, il prodotto di cui parla deve essere marcato CE a prescindere dalla conformità dei componenti. 10 componenti marcati CE non fanno necessariamente un prodotto finto marcato CE. In logica si dice: condizione necessaria ma non sufficiente.
    Cordiali saluti.

  22. stefano 4 marzo 2013 at 21:02

    Salve, volevo avere un idea dei costi per certificare alcuni prodotti che creo come artigianato.Si tratta di lampade ricavate da bottiglie di vodka,in pratica la parte elettrica non è altro che un laccio con interruttore e una portalampada dove viene poi avvitato il paralume. volevo avere maggiori info, la rignrazio anticipatamente.stefano

  23. Renato Carraro 26 febbraio 2013 at 16:03

    Buongiorno, Le ho già inviato il preventivo per la marcatura CE dei prodotti da Lei indicati.
    Tutti i prodotti di illuminazione devono essere marcati CE.
    Cordiali saluti

  24. STEFANO 26 febbraio 2013 at 13:58

    salve,
    vorrei avere un’idea dei costi che dovrei affrontare per redigere il fascicolo tecnico e poter firmare la certificazione CE come produttore di due piantane in ferro.
    per darle meglio una idea sono piantane totalmente in ferro, una ha un dimmer già CE collegamento di messa a terra e termina con una normale lampada alogena. Dove il filo passa nel tubolare di ferro sono predisposti gommini di sicurezza.
    l’altra ha il filo esterno senza dimmer e termina con due lampadine led da 2 watt l’una. la terra è eseguita collegando il filo di terra alla struttura di ferro.

    Il problema è che essendo una produzione artigianale che avrà una vendita irrisoria devo valutare se è il caso di procedere o tenermi le lampade in casa mia…
    grazie anticipatamente
    arch. Ghiretti

  25. Renato Carraro 11 gennaio 2013 at 15:40

    Salve, il pannello ha la funzione di proteggere l’operatore dalle onde sonore allo stesso modo delle cuffie e dei tappi per le orecchie, quindi direi che se questi sono DPI e sono marcati CE, lo deve essere anche il pannello.
    Nel caso il pannello facesse parte della macchina o fosse ad essa espressamente funzionale, ricadrebbe anche in direttiva macchine e quindi a maggior ragione dovrebbe essere marcato CE.
    Cordiali saluti.

  26. carlo 11 gennaio 2013 at 11:41

    Buongiorno.
    Vorrei sapere se un pannello fonoassorbente (mobile, fatto per isolare un operatore dal rumore emesso da un macchinario) necessita di certificazione e marcatura CE.
    Grazie.

  27. Renato Carraro 23 marzo 2012 at 11:59

    Salve, Lei deve fare esattamente quello che fa o dovrebbe fare, qualsiasi produttore, cioè tutta la procedura per la marcatura CE, che trova sintetizzata nel primo e-book della serie “punture di vespe” presente sul sito.
    Ovviamente se avesse necessità c’è a disposizione anche la nostra consulenza sia per l’intera marcatura CE, sia per questioni specifiche da porre tramite lo spazio “servizi alle aziende”
    Cordiali saluti

  28. Alessandro 23 marzo 2012 at 11:00

    Buon giorno,
    ho acquistato dei tubi a led ed ho modificato elettricamente 50 plafoniere della serie Hydro (IP65).
    La modifica è stata effettuata eliminando reattore e starter per poi alimentare i socket direttamente a 230V portando fase e neutro alle estremità. La mia domanda è la seguente:
    Come posso dichiarare conforme il mio lavoro e la plafoniera cosi modificata?
    Grazie anticipatamente per la risposta che mi darete.

    Alessandro

  29. Renato Carraro 14 dicembre 2011 at 11:38

    Salve, La ringrazio e spero che Lei come altri promuoviate il nostro blog, perchè più siamo e sempre meglio crescerà la qualità e l’efficacia del servizio, La informo che sono inoltre in preparazione delle interessanti novità e cioè un sito di vendita di prodotti sicuri ed un blog dedicato alle recensioni di prodotti presenti sul mercato.
    Per venire alle Sue richieste, il prodotto da Lei indicato deve sottostare a varie direttive e poi esistono delle norme specifiche sia per il prodotto che per le prestazioni, penso che Lei confonda fascicolo tecnico con manuale di istruzione che sono due cose completamente diverse.
    La Sua seconda domanda mette in crisi le nostre capacità di comunicazione, perchè evidentemente non siamo riusciti a far comprendere che noi siamo una società di consulenza ed anche uno studio di ingegneria e che ciò di cui Le ha bisogno è esattamente ciò che noi facciamo ogni giorno per lavoro e che ci permette di poter dedicare delle risorse a questo blog.
    Siamo quindi a Sua disposizione per fornirLe tutto ciò che Le serve.
    Cordiali saluti.

  30. PIETRO CONVERSANO 14 dicembre 2011 at 10:31

    Egr. Ing. Carraro,
    mi unisco ai complimenti dei partecipanti per l’utlità di questo blog. Desidero sapere a chi mi posso rivolgere per:
    A) sapere le Direttive da applicare nella realizzazione del fascicolo tecnico di caldaie a biomassa (nocciolino di sansa, legna, pellet) destinate al mercato “consumer” e
    B) se esiste e/o mi può consigliare qualche studio di ingegneria in grado di poterlo preparare.
    Grazie per la collaborazione
    Pietro Conversano

  31. Renato Carraro 11 novembre 2011 at 17:46

    Salve, mi fa piacere di esserLe stato utile, da quello che scrive vedo che ha compreso perfettamente, finché le richieste che ci vengono rivolte sono di interesse generale e non sconfinano nella consulenza, saremo sempre disponibili a rispondere in questa sede.
    Cordiali saluti

  32. Riccardo 11 novembre 2011 at 17:41

    Effettivamente occorre prestare più attenzione utilizzando termini quali “conformità”, “norma”, “dichiarazione”, ecc… Noi che non mastichiamo questi termini tutti i giorni tendiamo ad essere approssimativi.
    Quindi si ha la miglior garanzia sulla bontà di un prodotto se si segue la direttiva applicabile. Le norme possono essere una scorciatoia ma non possono essere migliorative della direttiva. E’ corretto?
    In ogni caso mi ha chiarito ulteriormente le idee su questi aspetti, grazie per la risposta. Saluti

    Riccardo

  33. Renato Carraro 11 novembre 2011 at 16:48

    Salve, rispondo volentieri a questa domanda che mi dà la possibilità di chiarire ancora una volta un punto importante.
    Lei come molti pensa che le norme di prodotto siano più importanti e vincolanti delle direttive, è esattamente il contrario.
    Le Direttive sono LEGGE dello stato, le Norme sono sempre di carattere volontario, ovvero nel Suo caso il rispetto della Direttiva Macchine è obbligatorio per legge, la norma no.
    Nel caso esista una norma armonizzata, il produttore può scegliere di rispettare quest’ultima ed ottiene la presunzione di rispetto della Direttiva, ripeto “la presunzione del rispetto” non la certezza del rispetto, che si ottiene solo seguendo scrupolosamente quanto dice la Direttiva.
    In sostanza le norme vengono preparate, dopo che è stata approvata una direttiva, per consentire ai produttori di un particolare articolo, di avere una “scorciatoia” per arrivare alla marcatura, senza dover sottostare a tutta la direttiva.
    Per questa ragione nella dichiarazione di conformità deve essere sempre presente il riferimento alla direttiva cogente e se si vuole se si è utilizzata, anche alla norma specifica.
    Esistono casi particolari, come il barbecue, dove esiste una norma di prodotto, ma manca la direttiva, in questo caso il prodotto non deve essere neppure marcato CE.
    Cordiali saluti

  34. Riccardo 11 novembre 2011 at 12:50

    Gentile Ing. Carraro, le chiedo cortesemente un’informazione. Per una macchina per il trattamento dei rifiuti, ove sono presenti coclee, celle di carico, motorizzazioni, esiste una norma armonizzata o rientra in generale nel campo di applicazione della Direttiva Macchine?
    In altre parole, per la conformità CE è sufficiente la DM o vi è qualche norma più specifica?
    Grazie della disponibilità

    Riccardo

  35. Renato Carraro 8 ottobre 2011 at 09:06

    Mi permetta un consiglio, se l’università Le piace, non pensi di lasciarla. Non credo al titolo come soluzione, ma come strumento che contiene suo interno molte nozioni inutili, ma l’acquisizione di un metodo di studio che Le sarà sempre utile. Di tutte le cose studiate li, la capacità di indagine dei compiere un percorso autonomo di studio é stata la piú importante. Puó lavorare quel tanto he Le serve per poter studiare, ma non baratti un’auto nuova con lo studio. Ricordi che la laurea segna la fine dello studio su materie e testi proposti da altri e l’inizio dello studio di ció che servirà a Lei, peró questo puó farlo anche ora. Se deciderà di iniziare l’avventura lavorativa, Le poté dare una mano, purtroppo non economicamente, credo negli “angeli custodi” americani,quelli che hanno permesso ai vari Bill Gates e Steve Joibs di diventare ció che sappiamo, purtroppo da noi la situazione é diversa. Al massimo posso essere un angelo povero che fornisce consigli se ne ravvisa l’opportunità. Nel caso ritenga interessante la proposta mi contatti via mail, fuori dal blog, perché qui non orliamo di cose private, c’é anche Skype .
    Buona giornata

  36. amir 8 ottobre 2011 at 00:00

    grazie mille non so come ringraziarla dei consigli preziosi !!!alla fine credo che finirà che lascio la facoltà di ingegneria ( causa mancanza di una solidità economica in famiglia)per avviare le mie attività !! una piccola domanda .. dove posso acquistare le norme !!!?? sa non vorrei farmi sfuggire qualche dettaglio nella progettazione !!! grazie mille renato !!!

  37. Renato Carraro 27 settembre 2011 at 08:18

    Salve, ho sempre letto molti libri tecnici, molti di più prima di internet ed ho potuto verificare che se ne ricava circa il 10% di cose utili, le altre sono superate o contorno, d’altronde se è vero che “sapere è potere” anche economico, perchè qualcuno dovrebbe svenderlo se ne può trarre maggior profitto.
    Il libri tecnici servono, ma servono sopratutto ad arricchire chi li scrive ed a fornire concetti generali certamente utili, ma non nella fase in cui si trova Lei.
    In Camera di commercio può trovare delle indicazioni ed anche il contrario, e succede su questioni pratiche, figuriamoci su procedure come quelle della marcatura.
    Si figuri che noi veniamo interpellati dalle autorità di controllo per avere informazioni su cosa fare, e la nostra è solo autoformazione.
    Per quanto riguarda la partita IVA e l’apertura di una nuova azienda, la Camera di commercio è certamente utile, ma ora si trova tutto su internet nel loro sito.
    Per ciò che riguarda il prodotto, Lei è partito dalla parte giusta, cioè quella commerciale, per la marcatura ripeto che su questo blog può trovare tutto ciò che Le serve, purché ci dedichi del tempo.
    Se non vuole impiegare il Suo tempo nella ricerca e nello studio delle direttive e delle norme, che sono le uniche fonti veritiere, perchè anche nei blog ci sono tante chiacchiere ed a volte falsità, allora deve pagare qualcuno che le spieghi le cose, ma credo che Lei preferisca investire tempo piuttosto che soldi, e La capisco.
    Quindi, forza si metta al lavoro su questo sito e cerchi le direttive e poi se servono acquisti le norme, che non trova gratis sul web, quando avrà finito di studiare potremo riparlarne.
    Buon lavoro.

  38. amir 26 settembre 2011 at 23:07

    grazie mille per la tempestiva risposta !! comunque come dicevo sono un 21 che cerca di mettersi in gioco ,ma volevo chiedere non è che esistano magari libri che ne parlano chiaramente !?? sonodalle parti di bologna a chi mi posso rivolgere in caso di dubbio !?!?! alcuni mi hanno detto che dovrei sentire la camera di commercio , ma non so ….

    non ci sono criteri di sicurezza obbligatori da seguire riguardo al luogo di produzione !?!? grazie !! pensavo di partire con un locale proprio low cost e di fare una campagna su internet ecc diciamo che il business è garantito ( ho gia fatto l’analisi del mercato e valutando tutto dai margini a tutto il resto ) il problema ora è di tipo burocratico !! prima devo aprire la partita iva immgino per poi fare il resto !!

  39. Renato Carraro 26 settembre 2011 at 22:14

    Salve, grazie per la partecipazione, fa piacere trovare un giovane, che in questi tempi abbia voglia e coraggio di mettersi in gioco.
    Il problema principale non è il luogo di produzione, ma il fatto di poter fatturare il prodotto, quindi questo é il primo passo, cioé la ditta che venderà il prodotto, che potrà essere anche individuale.
    Poi c’é il problema de prodotto a norme e solo dopo si deve preoccupare della marcatura CE.
    Non credo sia possibile rispondere compiutamente alle Sue necessità in un dibattito sul blog, Le consiglio quindi di navigare su questo sito e su quasi 100 articoli troverà tutte le informazioni che Le servono.
    Con uno studio approfondito delle direttive e se le trova delle norme, farà il resto.
    Buon lavoro.

  40. amir 26 settembre 2011 at 21:10

    salve !! sono nuovo del sito ma ho un dubbio che mi assilla !!! sono un giovane ragazzo che tempo fa si è appassionato della chitarra e dopo a seguito questo mio hobby mi ha lanciato verso l’elettronica !! bene !! ora calcolando che io sono capace di costruire amplificatori a valvole (ho sviluppato nuove metodologie e procedure e via dicendo , insomma ho innovato gli amplificatori a valvole in qualche modo ) ora pensando di mettermi in proprio volevo capire una serie di cose !!!
    premetto che non ho i fondi per fare una sede per l’azienda !! posso usare lo stesso un garage e produrre li i miei prodotti da solo ??!! ci sono delle richieste sul fattore sicurezza !!!??? il mio problema è anche il marchio ce , nel senso che ho intenzione di sviluppare piu prodotti e non uno solo , la certificazione che devo ottenere è unica ?? oppure me ne serve una per ogni prodotto ?? nel fascicolo tecnico cosa dovrei mettere !?!?! insomma mi dia piu delucidazioni possibili a riguardo l’idea c’è e le capacità ci sono mi manca solo il locale ( cioè dove produrrò ) e il marchio ce!!!

  41. Renato Carraro 14 settembre 2011 at 08:27

    Buon giorno, precisiamo innanzitutto che se le batterie sono pezzi di ricambio per prodotti marcati CE, sono soggette a marcatura, mentre la batteria fine a se stessa è soggetta a discipline diverse, vedi ad esempio il settore automotive.
    Per tutte le altre questioni Le ricordo che il blog è un luogo di discussione e non di consulenza, quindi essendo evidente in questo caso un utilizzo professionale delle informazioni dal Lei richieste, La invitiamo se interessata, a richiedere direttamente la consulenza alla nostra società.
    Cordiali saluti.

  42. Patrizia 14 settembre 2011 at 08:00

    Buongiorno, vorrei gentilmente sapere da alcune info riguardo alle batterie. Dal vostro sito leggo che il marchio CE è obbligatorio per le batterie, insieme alla relativa dichiarazione di conformità.

    La nostra azienda acquisterà delle batterie (3,7V 800mAh – simili a quelle per cellulari) prodotte in Cina per noi e importate da una azienda italiana dalla quale noi acquisteremo queste batterie:
    – La dichiarazione di conformità deve essere preparata dalla società italiana che importa le batterie o da noi che le vendiamo al consumatore finale in tutto il mondo?
    – Quale è la direttiva di riferimento da citare nella dichiarazione di conformità CE? A noi risulta essere la 2006/66/CE/BAT ed i test effettuati secondo la norma EN 62133, è corretto?
    – Esiste l’obbligo di effettuare dei test presso un istituto di qualità?
    – Ci sono altre normative obbligatorie cui sottostare?
    – Sapreste inoltre indicarci quali indicazioni e simboli vanno apposti sulle batterie?
    Graizie.

  43. Renato Carraro 31 agosto 2011 at 18:44

    Mi pare che sia quella giusta, dovrebbe costare qualche centinaio di € peró io ave luna versione precedente. Le converrebbe vedere se trova in internet dei riassunti o delle sintesi che peraltro ci sono anche negli storse UNI e CEI, oppure interpelli direttamente il CEI.
    Cordiali saluti e buon studio

  44. Alessandro 31 agosto 2011 at 18:27

    Ho acquistato un paio di settimane fa un fascicolo dal sito CEI ma purtroppo ho sbagliato acquisto…ora ho trovato quello che potrebbe fare al caso mio, ma visto il costo vorrei evitare di fare un altro acquisto errato…Secondo Lei il volume CEI “34-21 Apparecchi di illuminazione
    Parte 1: Prescrizioni generali e prove VERSIONE ITALIANO-INGLESE CONSOLIDATA” potrebbe fare al caso mio?
    RingraziandoLa, cordiali saluti.

  45. Renato Carraro 31 agosto 2011 at 17:57

    Gli apparecchi di illuminazione si dividono in varie tipologie, da interno e da esterno, in classe Ia ed in classe IIa, ci sono le sospensioni, le applique, le piantane, le lampade da tavolo, le plafoniere, per parlare solo di quelle da interni.
    La costruzione di questi prodotti è regolamentata da norme edite dall’UNI e dal CEI e per essere “a norme” occorre appunto rispettarle, oltre a rispettare i generali criteri di sicurezza delle direttive sulla Bassa tensione e sulla Compatibilità elettromagnetica.
    Per esempio il cavo blu e quello marrone hanno funzioni diverse anche se Le posso assicurare che molti costruttori non lo sanno, il diametro dei cavi di cablaggio è definito dalle norme, anche se magari si usano sempre sezioni più grandi, per non rischiare, il peso che può sopportare il cavo di alimentazione è limitato appunto dalla norma ed è bene non superarlo, anche se molti utilizzano cablaggi con cavo d’acciaio incorporato anche per pesi di poche centinaia di grammi.
    Come vede le cose da conoscere contenute nelle norme sono parecchie e dovrebbe essere il punto di partenza di qualsiasi produttore, quello di conoscere le norme relative a suo prodotto, purtroppo Le assicuro che questo non succede, quasi mai e non solo per gli hobbysti.
    Cordiali saluti.

  46. Alessandro 31 agosto 2011 at 17:33

    La ringrazio per la tempestiva risposta; naturalmente se mai deciderò di fare IL passo mi rivolgerò per tutti gli adempimenti ad uno specialista.
    Ancora una domanda, se possibile: quando parla di “Ci sono poi le norme di prodotto che definiscono le caratteristiche tecniche da rispettare a seconda del tipo e dell’uso” a cosa si riferisce? Può farmi un esempio?
    Per quanto riguarda le direttive le ho già recuperate e mi immergerò nella lettura a breve.
    La ringrazio nuovamente, cordiali saluti.

  47. Renato Carraro 28 agosto 2011 at 11:45

    Salve, le apparecchiature di illuminazione sono soggette alle direttive bassa tensione e compatibilità elettromagnetica. Ci sono poi le norme di prodotto che definiscono le caratteristiche tecniche da rispettare a seconda del tipo e dell’uso. Se vuole fare un lavoro serio e privo di rischi, Le consiglio di documentarsi bene (non fai da te, non consigli degli amici, ma documenti ufficiali), anche se dovesse regalarle, l’obbligo della marcatura CE esiste comunque. Cordiali saluti.

  48. Alessandro 28 agosto 2011 at 10:09

    Egregio Ing. Carraro, mi complimento con Lei per l’utilissimo sito, ricco di informazioni preziose. La disturbo per il seguente motivo: recentemente ho realizzato una lampada per casa mia, più per “gioco” che per altro. Tale prodotto ha però ottenuto numerosi apprezzamenti da parte di miei ospiti, tanto da portarmi a ipotizzare di realizzarne altre e provare a venderle. Per questo motivo, giusto per verificarne la fattibilità, Le chiedo la gentilezza di indicarmi i riferimenti normativi e l’eventuale iter da seguire per arrivare alla commercializzazione del prodotto (naturalmente solo dal punto di vista tecnico).
    La ringrazio anticipatamente, cordiali saluti.
    Alessandro

  49. GIUSEPPE 17 giugno 2011 at 07:57

    gentile Ing. Carraro, approfitto della sua disponibilità per chiederLe ancora: lei pensa che per degli astucci che sono chiaramente identificabili come scolastici, debba essere apposto il marchio o la dicitura: NON ADATTO A BAMBINI DA 0-3 ANNI?

    Altra questione: Lei pensa che per delle forbici all’interno dell’astuccio prodotte in Cina, di cui l’importatore non può controllarne e comprovarne il processo produttivo, possa essere sufficiente la dichiarazione di un organismo di COLLAUDO e di RILASCIO del certificato di CONFORMITA’?

    Grazie ancora
    Giuseppe

  50. Renato Carraro 16 giugno 2011 at 14:22

    La direttiva giocattoli si scarica da internet, tra l’altro proprio in questi giorni è stata recepita dal governo italiano con D. Lgs. quindi può cercare anche quest’ultimo, ma hanno il medesimo testo.
    Non so se ci siano norme specifiche su questi due prodotti, bisognerebbe fare una ricerca, ma ritengo sufficiente la direttiva.
    Saluti

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