La marcatura CE dei prodotti elettrici, elettronici e dei quadri

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La marcatura CE dei prodotti elettrici, elettronici e dei quadri 2017-03-29T14:13:22+00:00

La direttiva 2014/35/UE “Bassa tensione” disciplina i prodotti e componenti elettrici 

che funzionano tra 50 e 1.000 V in corrente alternata e tra 75 e 1.500 V in corrente continua.

La nostra società fornisce assistenza e consulenza per la marcatura CE

degli apparecchi di illuminazione, dei prodotti elettrici ed elettronici 

Se hai l’obbligo di fare la marcatura CE, contattaci!

Chiama ora il 347 3233851 od il 335 7815770 o invia una mail a: carraro@marchioce.net

i contatti sono attivi 7/7 – dalle 8 alle 24.


Ecco un vide con informazioni generali sulla marcatura CE dei prodotti elettrici

I quadri elettrici, gli apparecchi di illuminazione e tutte le apparecchiature ed i prodotti elettrici ed elettronici, rientrano nella Direttiva “Bassa tensione” 2014/35/UE

Per bassa tensione si intende l’intervallo da 50 a 1.000 Volt in corrente alternata e da 75 a 1.500 Volt in corrente continua.

I quadri elettrici che servono per comandare le macchine utensili devono rispettare la Direttiva Macchine e più in generale un quadro elettrico deve rispettare oltre alla Direttiva bassa tensione 2014/35/UE anche la Direttiva del prodotto su cui viene installato.

I prodotti elettrici, elettronici ed quadri elettrici, come moltissimi altri prodotti o impianti che utilizzano l’elettricità, sono regolamentati anche da norme specifiche che ne definiscono le caratteristiche, che spesso sono obbligatorie e che devono essere individuate nel momento in cui ci si appresta alla progettazione.

I prodotti elettrici, elettronici ed quadri elettrici, devono essere marcati CE applicando le procedure che sono indicate in questo blog e sulle quali la nostra società fornisce assistenza e consulenza.

I certificati CE anche se rilasciati da Organismo Notificato NON sostituiscono la marcatura CE.

Un produttore extra europeo NON può eseguire la marcatura CE anche se i suoi prodotti sono conformi alle leggi, se lo fa la marcatura è illegale.

La nostra società esegue la marcatura CE e fornisce la consulenza per capire cosa è necessario fare.

Il nostro telefono è 049 8875489.

Potete richiedere informazioni e preventivi gratuiti.  La nostra mail è carraro@marchioce.net

Per consultazioni veloci  chiamate il n° 335 7815 770, Ti risponderà direttamente l’ing. Carraro.


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94 Comments

  1. Renato Carraro 19 maggio 2017 at 08:59

    Salve, l’ho inviato nuovamente

  2. Luca 19 maggio 2017 at 07:32

    Buon giorno, mi scusi il disturbo ma non ho ricevuto la mail, potrebbe gentilmente rimandarmela.
    Grazie
    Luca

  3. Renato Carraro 16 maggio 2017 at 09:50

    Salve, le lampade devono essere marcate CE, sia artigianali, che industriali e senza limite di numero.
    Le ho già inviato il preventivo per la nostra consulenza sulla marcatura CE, all’indirizzo privato.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  4. Luca 15 maggio 2017 at 22:21

    Salve, sono un artigiano restauratore e da poco produco delle lampade di legno usando un portalampada in ceramica E27 ed un cablaggio completo di interruttore e spina già assemblati. Vorrei ricevere info e costi per ottenere una certificazione di sicurezza elettrica.
    Grazie
    Luca

  5. Luca 15 maggio 2017 at 22:21

    Salve, sono un artigiano restauratore e da poco produco delle lampade di legno usando un portalampada in ceramica E27 ed un cablaggio completo di interruttore e spina già assemblati. Vorrei ricevere info e costi per ottenere una certificazione di sicurezza elettrica.
    Grazie
    Luca

  6. Renato Carraro 12 febbraio 2016 at 14:01

    Salve, Voi non dovete ottenere nulla, bensì dovete fare ciò che chiede la legge e dovete farlo Voi.
    Quando noi forniamo la nostra consulenza, per un lavoro del genere non superiamo i 15 gg, se è necessario facciamo anche prima.
    Il nostro lavoro consiste nel fare i documenti di marcatura CE di un prodotto (fascicolo tecnico), come se fossimo il cliente e poi trasferirgli tutti i file word che abbiamo realizzato, spiegandogli anche come utilizzarli per le successive marcature, sia del medesimo prodotto, sia di prodotti simili.
    La nostra consulenza non ha come obiettivo “vendere carte inutili“, ma rendere il cliente autonomo per il futuro.
    Spero che la spiegazione sia chiara ed esaustiva.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  7. carlo 12 febbraio 2016 at 12:28

    La ringrazio per la preziosa attenzione.

    Solitamente, tramite un lavoro di consulenza, secondo lei, dando per assodato che tutto quello che si è realizzato sia conforme alla direttiva per la BT, compatibilità elettromagnetica, RoHS, la progettazione ecocompatibile ecc, orientativamente, a quanto ammontano le tempistiche per ottenere le certificazioni necessarie per la produzione in serie di un dispositivo?

  8. Renato Carraro 12 febbraio 2016 at 09:52

    Salve, suppongo da quanto Lei dice, che comunque l’energia arrivi dalla rete, anche se il dispositivo non ha un alimentatore proprio.
    Se la mia supposizione è corretta, esso rientra comunque in Bassa Tensione, se invece funziona con batterie non ricaricabili, lavora in bassissima, quindi senza direttiva per la tensione, ma ci sono altre direttive da prendere in considerazione, come la compatibilità elettromagnetica, la RoHS, la progettazione ecocompatibile, e poi ci sono le norme di prodotto, che Lei dovrà cercare in base al tipo di prodotto ed alla destinazione d’uso.
    Le strade a Sua disposizione sono due: opera da autodidatta, cerca tutte le leggi e le applica, oppure richiede la consulenza.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  9. carlo 11 febbraio 2016 at 17:58

    buonasera Ing Carraro,

    Gestisco la progettazione di un dispositivo elettronico che vorremmo installare dentro casa. Il dispositivo permette diverse attuazioni domotiche è a 12V e non ha un trasformatore (si installa su un’alimentazione già esistente), si collega ad internet grazie ad un modulo wi-fi permettendo diverse azioni da smartphone. Quali sono le normative e le direttive a cui dobbiamo fare riferimento? La marcatura CE per i dispositivi a bassissima tensione è obbligatoria? può consigliarmi un iter da seguire per ottenere informazioni in merito?

    Cordiali saluti

  10. Renato Carraro 7 luglio 2015 at 15:04

    Salve, come Le ho già risposto via chat (ma qui possiamo essere utili anche ad altri) nella dichiarazione di conformità si devono citare obbligatoriamente le direttive rispettate, mentre le norme si citano se si ritiene opportuno e se si sono effettivamente rispettate, ovviamente citare norme che magari non si hanno a disposizione, non è proprio il massimo.
    La saluto cordialmente.
    ing. Carraro

  11. Renato Carraro 7 luglio 2015 at 15:01

    Salve, l’analisi dei rischi si basa sulla/e direttive applicabili ed applicate.
    Dato che molto probabilmente il prodotto rispetta i criteri di sicurezza, il fatto che la formalizzazione sia fatta a posteriori non è un problema, lo sarebbe se emergessero dei rischi residui non rilevati in fase esecutiva.
    La saluto cordialmente.
    Ing. Carraro

  12. Cassini Rouwen 7 luglio 2015 at 14:45

    Egr. Ing. Carraro,

    devo redigere un Certificato di conformitá CE di una macchina composta da piu parti, un motore e un separatore. La mia domanda é, visto che queste due parti collegate tra loro formano una macchina, all’interno della dichiarazione devo apporci anche le normative di riferimento delle due parti, quelle indicate sulla dichiarazione del motore per intenderci, oppure devo solo elencare le normative armonizzate alla macchina finita?
    Ringrazio anticipatamente
    Cordiali saluti
    Cassini R.

  13. Fabio Nappi 4 luglio 2015 at 19:16

    Grazie della risposta. Come ha ben intuito attualmente il nostro prodotto ha una carenza documentale. Io mi sto occupando proprio di questo, in particolare sto redigendo l’Analisi dei Rischi.

    Una domanda, tale analisi si fa sulla base delle direttive di riferimento?
    So bene che dovrebbe essere fatta ancora prima della progettazione. Ma allo stato attuale ci stiamo muovendo abbastanza “fuori flusso”.

    Grazie mille per la disponibilità

    Ing. Nappi

  14. Renato Carraro 3 luglio 2015 at 18:40

    Salve, La ringrazio per la fiducia che Lei dimostra nei nostri confronti, vediamo se la meritiamo.
    Le direttive che disciplinano i prodotti elettrici ed elettronici sono le note: bassa tensione, compatibilità elettromagnetica, RoHS ed a ben vedere qualche altra, ma le principali sono queste.
    Il materiale destinato all’utilizzo ferroviario, come quello navale, aeronautico ed automotive è escluso da tutte le direttive sulla marcatura CE, perchè esistono norme di settore molto più vincolanti.
    Però se non ho capito male, questo dispositivo si utilizza solo in fase di manutenzione, quindi non è funzionale al materiale ferroviario, perciò rientra nelle suddette direttive.
    Lei chiede però le norme (spesso si confondono norme e direttive) ed io ho parlato solo di direttive, perchè queste sono delle leggi che impongono la marcatura CE, quelle sono di tipo volontario, sono numerose e da ricercare per gli scopi specifici.
    Sono peraltro certo che il Vostro prodotto le norme le rispetti già, mentre potrebbero esserci delle carenze documentali relativamente alle direttive.
    Pertanto per sintetizzare: la marcatura CE la dovete fare nel rispetto delle direttive che la impongono, il prodotto lo dovete eseguire nel rispetto delle norme e delle direttive, ma ritengo che questo sia già un dato di fatto.
    Spero di aver risposto in modo esaustivo ai Suoi quesiti, in caso contrario me ne scuso e rimango a disposizione per eventuali ulteriori approfondimenti.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  15. Fabio Nappi 3 luglio 2015 at 14:29

    Buongiorno Ing. Carraro,

    il nostro laboratorio ha sviluppato un dispositivo utile ai fini della manutenzione che interfaccia un PC agli apparati di bordo dei treni sfruttando sia la connessione LAN cablata che quella Wireless. La connessione verso gli apparati di bordo è effettuata tramite cavi custom che si collegano al dispositivo. Il dispositivo è alimentato a 19V tramite Adattatore AC/DC (230Vad – 19Vdc) ovvero tramite pacco batterie con uscita in tensione DC variabile da 12 a 24V. La connessione Wireless è ottenuta tramite un adattatore Wifi commerciale, le cui dimensioni ridotte ci hanno permesso di inserirlo direttamente all’interno del case del nostro dispositivo.

    Il nostro dispositivo era nato per uso strettamente di laboratorio ma ora abbiamo deciso di commercializzarlo per venderlo ai manutentori della rete ferroviaria sia italiana sia di altre nazioni europee.

    Sia l’adattatore AC/DC che il pacco batterie e il modulo Wirelss sono dispositivi commerciali già marcati CE.

    Quello che vorrei chiederle è a quali normative dovrei fare riferimento per il nostro dispositivo visto che dobbiamo iniziare l’iter necessario alla marcatura CE dello stesso.

    La ringrazio anticipatamente per la risposta.

    Ing. Nappi

  16. Renato Carraro 10 maggio 2015 at 20:18

    Salve, non confondete MAI il marchio CE con i certificati di conformità, con i certificati TUV, IMQ o altri, il CE è un obbligo di legge, il certificato indipendentemente da chi lo rilascia, fosse anche un’entità superiore, è un documento rilasciato da un privato ad un altro privato, che ne farà l’uso più opportuno.
    Il marchio CE NON è un marchio di qualità, ma una garanzia di sicurezza rilasciata dal costruttore per ogni singolo prodotto, cosa questa che non vale in nessun caso per i certificati TUV, IMQ o altri, citati solo ad esempio e senza alcun riferimento specifico ai suddetti Organismi.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  17. Renato Carraro 10 maggio 2015 at 20:13

    Salve Sig. Cosmi, ho già risposto in via privata alle Sue domande per quanto riguarda il prodotto che Lei intende realizzare.
    Non intendo entrare in una discussione con dei tecnici dei quali mi viene riportato il parere, senza averlo sentito o letto personalmente, lascio a questi tecnici i loro pareri io mi limito a dare dei suggerimenti che non sono mai del tipo: fate come dico io.
    Il mio suggerimento in questo caso è sempre lo stesso: decidete a quali direttive deve rispondere il prodotto, verificate se queste direttive impongono certificati o interventi da Organismo Notificato o laboratori abilitati, prendete le decisioni in base a ciò che leggete con i Vostro occhi e non in base a ciò che Vi dicono i tecnici, compreso il sottoscritto.
    C’è inoltre una prova da fare sempre: chiedere a chi Vi da i propri dotti pareri di metterli per iscritto e di citare le leggi che stanno dietro ai loto pareri.
    Ritengo che ciò sia sufficiente per comprendere quale siano le scelte da fare, compreso l’eventuale cambio di tecnici.
    Naturalmente il tutto vale anche nei confronti del sottoscritto.
    La saluto cordialmente.
    Ing. Carraro

  18. Flavio 10 maggio 2015 at 18:42

    Salve ing. la ringrazio per il supporto dato per la marcatura delle lampade led in precedenza e la ricontatterò per con la nuova società per il supporto per questo nuovo progetto appena pronto.
    condivido questo problema perchè credo sia problema di molti

    stiamo realizzando un impianto di domotica con sistema Arduino tutto via cavo e non wireless, come ben sa l’Arduino lavora a bassissima tensione 7-14v dc, in più inizialmente la nostra funzione base e solo il controllo dei carichi tramite relè Finder o similari, quindi il nostro impianto si limita alla semplice funzione di pulsante,
    in più verrà situato tutto dei un quadri Din indipendenti sigillati, usati come scatole, l’unica connessione tra l’impianto e il sistema di domotica sono i fili per le bobine del relè visto che i relè di carico fanno parte dell’impianto elettrico, e quindi sono in un quadro a parte.

    visto che dovrei realizzarlo per un mobilificio 1000 mq e una ludoteca 500 mq, quindi serve progetto dell’ impianto elettrico da un ing., gli ingegneri tutti mi dicono che non si può fare, e non basta la Marcatura fatta bene come lei insegna.

    1) Arduino è un prodotto di prototipazione e non si può usare per la domotica vendibile.
    risposta:”Arduino di serie, Raspberry e schede similari sono tutti sistemi di prototipazione, ovvero puoi farci tutti i test, esperimenti, sviluppo, che ti pare in laboratorio, anche professionale/industriale, però non puoi usarle per impianti/installazioni che prevedono omologazioni/certificazioni, la domotica appartiene a questa categoria.”

    2) risposta di un ingegnere “richiede che i produttori di questi componenti possano produrre dei certificati di conformità dopo aver fatto passare ai dispositivi i test previsti da uno o più enti certificatori.
    Secondo voi, può Arduino/Raspberry e schede relative (magari auto costruite) disporre di questa documentazione?.

    3) un altro: “Dato che con l’elettricità non si scherza (e con la legge pure!), invito tutti a considerare questo fatto PRIMA di intraprendere qualsiasi progetto domotico con Arduino & C.”

    e potrei continuare cosi all’infinito

    mi scuso di essermi dilungato e spero possa dare chiarezza a questo problema con riferimento a normative, visto che a parte me che avendo già usato il suo supporto un po ho fatto la testa dura, ma ci sono molti clienti che vorrebbero questo prodotto, ma vengono scoraggiati, e altrettante aziende che vorrebbero prodotti similari, ma non sanno cosa è giusto/necessario

    Quindi la domanda è: Possiamo realizzare un impianto di domotica con Arduino?, possiamo installarli su aziende con impianti superiori a 6kw dove è richiesta progettazione di un ingegnere?, l’ingegnere rischia se usa i nostri prodotti?

    Cordiali Saluti ing. Carraro
    Cosmi Flavio

  19. Marco 17 aprile 2015 at 14:15

    Grazie per la celere risposta, quindi è un lavoro fattibile e avere la certificazione CE e la relativa sicurezza è possibile! Grazie ancora, la farò contattare.

  20. Renato Carraro 17 aprile 2015 at 13:53

    Salve, Lei può sostituire gli elementi illuminanti con altri nuovi, purché compatibili con il resto dell’apparecchio.
    Saranno da buttare le luci, ma probabilmente il resto è recuperabile, però sarebbe necessario un controllo generale.
    Forse chi Le ha detto di buttare tutto è interessato a vendere degli apparecchi nuovi?
    Personalmente tendo alla conservazione, perchè ho notato che spesso, migliorano le prestazioni, ma la qualità in generale diminuisce.
    Una buona auto, rimane tale anche se c’è il motore da rifare o altre parti meccaniche da cambiare, se poi si vuole rincorrere la moda o lo status simbol, entriamo in un ambito diverso.
    Sarebbe sempre opportuno valutare costi e benefici a parità di sicurezza.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  21. Marco 17 aprile 2015 at 11:29

    Buongiorno,
    ho un centro estetico e vorrei sapere se è possibile certificare delle vecchie lampade UV (lettini, docce) anche se la ditta che le produceva non esiste più. Mi hanno detto che sono da buttare, è vero? Grazie

  22. Renato Carraro 27 marzo 2015 at 08:31

    Salve, forse non mi sono espresso bene nel precedente commento.
    Fare una nuova etichetta, rifare la dichiarazione di conformità, non rappresentano nè un nuova marcatura CE nè rendere sicura la macchina.
    Chi gestisce (utilizza, vende, regala, ecc. ) un prodotto dopo 10 anni, dovrebbe garantirne ex novo la sicurezza, dato che nel tempo trascorso potrebbero essere intervenute modifiche che ne hanno alterato lo stato di sicurezza.
    Dopo 10 anni è quindi necessario, a mio avviso, che qualcuno si assuma la responsabilità di eseguire nuovamente un’analisi dei rischi formale (questa si potrebbe non essere mai stata fatta, al di là della presenza o meno dell’etichetta), aggiorni il manuale di istruzione ed infine fare una nuova etichetta e ed una nuova dichiarazione di conformità.
    Ma queste due ultime cose se sono basate sul nulla, non sono nulla.
    Dopo 10 anni non ha senso parlare di procedure di controllo della produzione o di progetti, schemi o quant’altro, la macchina è li, si può controllare dal vivo, senza necessità di supporti progettuali. Da questo punto di vista la marcatura CE si intende “non completa”, il fascicolo tecnico è ridotto rispetto alla marcatura completa, ed in questo senso va interpretato il fatto che dopo 10 anni non si fa una nuova marcatura CE, perchè mancano alcune parti, non necessarie, del fascicolo tecnico, ma le parti già citate che sono necessarie all’aggiornamento delle macchine, non possono essere trascurate.
    La sicurezza è sostanza dichiarata dalla forma, e non forma in sostituzione della sostanza.
    Ciò che conta sempre e comunque è la sicurezza.
    Spero di essermi spiegato meglio.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  23. massimo 27 marzo 2015 at 00:55

    Per meglio comprendere la sua precedente risposta, un venditore potrebbe comunque commercializzare una apparecchiatura usata, datata di 10 anni, corredata della vecchia dichiarazione di conformità e del manuale d’uso rilasciati all’epoca dal costruttore ad oggi non più in attività, potendovi apporre lui stesso marchio/targhetta identificativa ce in sostituzione di quella andata persa o addirittura mai apposta, senza per questo dover fare altro (ovvero ad es. senza dover rifare da capo una nuova marcatura ce)?
    Grazie ancora per la sua cortesia e disponibilità.
    Saluti.

  24. Renato Carraro 26 marzo 2015 at 16:40

    Salve, il mio parere è che dopo 10 anni dalla costruzione, una macchina richieda una profonda verifica, se non revisione di tutti i sistemi di sicurezza, nonché dell’usura delle parti che lavorano.
    Questo deve essere ispirato dalla necessità di perseguire innanzitutto la sicurezza di chi lavora, prima ancora della corretta volontà di rispettare la legge.
    Sia che la verifica di cui sopra si esegua mediante il rispetto del dettato della direttiva macchine, o rispettando norme specifiche relative alla sicurezza della macchina, in realtà importa poco.
    Personalmente suggerisco sempre e comunque il rispetto delle direttiva macchine ed una nuova marcatura CE, ma so di persone che sostengono che ciò non sia necessario, senza peraltro indicare come si garantisca la sicurezza dopo 10 anni.
    Considero le direttive nel senso letterale del loro nome, ovvero documenti ufficiali che indicano una precisa direzione da seguire, quella della sicurezza, di tutte le altre opinioie potremmo discutere a piacere, non credo che la sostanza cambi.
    La saluto cordialmente.
    Ing. Carraro

  25. massimo 26 marzo 2015 at 16:24

    Salve Ingegnere,
    di seguito le espongo i seguenti due casi.
    Un’apparecchiatura elettrica usata, costruita nel 1998 da ditta ad oggi non più attiva, dotata di certificazione di conformità ce rilasciata all’epoca, ma priva dell’apposizione marcatura/targhetta identificativa ce (ignari se fosse mai stata apposta oppure rimossa accidentalmente), può essere lo stesso commercializzata, e magari dopo aver provveduto personalmente all’apposizione del marchio ce, pur non sapendo i motivi della mancata presenza?
    E nel caso inverso (assenza di dichiarazione di conformità ce ma presenza di marcatura/targhetta identificativa ce sull’apparecchio)?
    Le dichiarazioni di conformità rilasciate da oltre dieci anni necessitano in qualunque caso di aggiornamento?
    Nel ringraziarla dell’attenzione che vorrà concedermi, le porgo i miei saluti.

  26. Renato Carraro 14 marzo 2015 at 15:20

    Salve, il Suo problema è tecnico e prestazionale oltre che di sicurezza, ma non ha molti rapporti con la marcatura CE.
    Le mie conoscenze in merito sono scolastiche e non professionali.
    Le posso dire che un’antenna può attirare i fulmini, un parafulmine è simile ad un antenna ed è capitato anche a me lo stesso Suo inconveniente, causato più dalle variazioni climatiche che dell’impianto di antenna.
    Dovremo abituarci a sconnettere le apparecchiature durante i temporali, perché i fulmini non si possono né prevedere né deviare.
    Potrebbe separare gli elettrodomestici dalla rete di antenna e televisore.
    Un antennista può essere molto più esaustivo di me.
    Cordiali saluti
    Ing. Carraro

  27. G:B 14 marzo 2015 at 15:11

    Egregio Ing. Carraro
    sono alla ricerca di informazioni e professionisti che mi aiutino a capire se l’antenna Tv del mio condominio, istallata oltre 15 anni fa, rispetta le normative di conformità vigenti. Tutta l’estate scorsa ho subito un disagio indescrivibile con elettrodomestici e pc danneggiati con i fulmini. Mi sono rivolta all’amministratore, mi ha detto che il suo unico obbligo è verificare la messa a terra, cosa che ha fatto. Per mia sicurezza ho fatto fare il sopralluogo ben 3 volte al mio impianto elettrico ed è stato accertato che il problema non dipende dal mio appartamento. Quale controlli devono essere effettuati su una antenna tv di vecchia data per avere la certezza che rispetti le normative garantendomi che quanta non attira i fulmini? Grazie

  28. Renato Carraro 25 febbraio 2015 at 17:48

    Salve, risposta semplice, anche se non è norma ma direttiva, ovvero la direttiva bassa tensione.
    Ci possono essere poi norme specifiche per singole tipologie di prodotto, ma le indicazioni di sicurezza sono quelle previste dalla suddetta direttiva.
    Non dimentichi la RoHS che si occupa di rifiuti elettrici.
    Cordiali saluti
    ing. Carraro

  29. Massimo 25 febbraio 2015 at 17:40

    Salve Ing.,
    avrei necessità di sapere in quale norma europea, o anche nazionale, sono previste le informazioni tecniche/identificative che obbligatoriamente devono essere riportate sulla targhetta CE applicata su un determinato prodotto/apparecchio elettrico.
    La saluto cordialmente.

  30. Renato Carraro 4 febbraio 2015 at 15:30

    Salve, mi scuso in anticipo, ma faccio una battuta/domanda esemplificativa per chiarire la questione:
    – una bomba fatta a mano è meno pericolosa di una prodotta industrialmente?
    Comprendo i motivi della Sua domanda, ma siccome stiamo parlando di “pericolosità dei prodotti” significa che ogni singolo prodotto immesso in commercio DEVE essere non pericoloso e chi lo immette in commercio deve fornire adeguate garanzia (marcatura CE).
    Quindi quando si mette a disposizione di un terzo una qualsiasi cosa con qualsiasi modalità, la sicurezza deve essere garantita e se quel qualcosa è soggetto a direttive che ne prevedano la marcatura CE, allora DEVE essere marcato CE, a prescindere dalla modalità di produzione e dalla quantità prodotta.
    Spero che mi perdoni la battuta e di essere stato sufficientemente chiaro nella spiegazione.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  31. Valeria 4 febbraio 2015 at 11:40

    Buongiorno ing. Carraro,
    sto progettando delle lampade che verranno fatte a mano, con l’idea di venderle su internet e attraverso dei negozi. Se il prodotto viene venduto specificando che è “fatto a mano” è necessaria comunque la marcatura CE?
    Ringraziando anticipatamente, Le porgo

    Cordiali Saluti
    Valeria

  32. Renato Carraro 26 novembre 2014 at 14:10

    Salve, se Lei è in grado di fare il lavoro richiesto (non ne dubito) allora non ha la necessità di chiedere nulla a nessuno. Per quanto riguarda la marcatura CE, peraltro necessaria anche per le viti che produce la Su azienda, noi possiamo fornire tutto il supporto necessario.
    Tenga inoltre presente che una volta imparato come si fa, Lei e la Sua azienda potrete fare la marcatura CE di altri quadri, se necessario o delle viti, se per caso qualcuno sorge il dubbio della necessità di marcatura.
    La ringrazio per l’attenzione e La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  33. Simone 26 novembre 2014 at 10:46

    Buongiorno Ingegnere,
    Vorrei farle una domanda. Nell’azienda dove lavoro ( viteria ) mi è stato chiesto di ammodernare il quadro elettrico di una stampatrice dato che ormai vecchio e malandato. La mia domanda è questa, posso progettare io il quadro e montarlo ( ricopro la mansione di manutentore elettrico ) e poi richiedervi la marchiatura ( sempre seguendo le normative di costruzione ) o deve essere necessariamente progettato e montato da ditte specializzate? Ringraziandovi in anticipo le auguro una buona giornata.
    Cordiali saluti

  34. Renato Carraro 15 ottobre 2014 at 07:52

    Buongiorno, quando si costruisce qualche parte di un prodotto che deve essere marcato CE, si deve attivare il processo di marcatura per quella parte che si produce, la logica è che ognuno risponde per la parte di lavoro che fa, ed a me sembra corretto.
    Ciò che Lei può evitare è apporre il marchio CE, ma questo è un aspetto banale rispetto alla marcatura CE (processo che va dalla progettazione alla consegna) e che suppongo Lei conosca.
    Chi esegue l’ultima operazione dovrà controllare tutto ciò che è stato fatto in precedenza, averne la documentazione ed applicare il marchio sul prodotto finito, ma ovviamente deve essere certo che chi ha fatto le attività precedente abbia operato in modo corretto, come può fare se nessuno gli consegna alcun documento?
    Marcatura CE ha un doppio significato: processo operativo e applicazione del marchietto, Lei deve fare il primo e non la seconda, ma ritengo che non ci sia alcuna differenza sostanziale.
    Cordiali saluti.
    ing. Carraro

  35. Alessandro 14 ottobre 2014 at 20:24

    Buonasera,
    Ho un dubbio, devo assemblare valigie ermetiche con all’interno una piastra in alluminio con connettori vari, una scheda per acquisire segnali, un monitor, e un pc. La mia fornitura consiste nella costruzione della piastra in alluminio e il collegamento dei conduttori dai connettori alla scheda acquisizione. Per la fornitura mi hanno chiesto la marcatura CE, per un eventuale esportazione di prodotto. Ma non deve essere chi effettua il programma nella scheda d’acquisizione a effettuare la marcatura CE, in quanto conosce i vari pericoli nell’utilizzo.

    Grazie

  36. Renato Carraro 29 settembre 2014 at 09:13

    Salve, Le fornisco due risposte poi Lei deciderà cosa fare, che esista l’obbligo della marcatura CE lo ha già affermato Lei , quindi io mi limito a confermarlo.
    1- il prodotto comunica in radiofrequenza, quindi rientra nella direttiva della radiocomunicazioni ed esiste sempre l’obbligo di avere un certificato da Organismo Notificato. Questa è l’interpretazione letterale della legge e che certamente accontenta tutti i “puristi” della marcatura CE
    2- il limitato campo d’azione e la limitata potenza, possono portare a considerare ininfluente questo dispositivo rispetto alle comunicazioni pubbliche, e quindi non far eseguire test di verifica.
    Personalmente ritengo che il legislatore si sia preoccupato della sicurezza e del rispetto delle comunicazioni pubbliche e quindi non fosse interessato ad esempio all’apri cancello di casa, però se vogliamo rispettare “alla lettera” la direttiva, anche la tastiera wireless dovrebbe avere un certificato per poter essere marcata.
    Io sono un pragmatico e mi piace andare al sodo delle cose, però non pretendo che questo sia l’atteggiamento degli altri, perciò lascio a Lei la scelta tra “purismo” e “praticità”.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  37. Alessandro Blason 28 settembre 2014 at 15:23

    Buongiorno,

    vorrei immettere sul mercato un prodotto che opera in Wireless (Zigbee 2,4GHz) si tratta di comunicazioni wireless a bassissima potenza con raggio d’azione “domestico”. Il prodotto utilizza componentistica elettronica prodotta specificatamente per questo campo di applicazione. Si tratta di un prodotto funzionante in bassissima tensione (tramite USB da PC/classici alimentatori da cellulari micro-USB/o batteria).
    Per questo tipo di prodotto devo produrre qualche “certificato” obbligatorio? o posso preoccuparmi delle sole procedure di marcatura CE?

    Grazie
    Alessandro Blason

  38. Renato Carraro 15 settembre 2014 at 09:15

    Buongiorno, abbiamo già risposto direttamente alla Sue richieste, ma per correttezza rispondiamo anche al commento.
    Questi prodotti devono essere marcati CE, ma non c’è alcun obbligo di fare certificati, come precisano le direttive in merito, quindi dovete preoccuparvi di fare tutte le procedure per la marcatura CE e dimenticare tutti i termini che hanno il suffisso “certifi”.
    I certificati, se sono fatti bene, sono ovviamente utili, ma non necessari perché la legge non li prevede.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  39. Simone Venzi 13 settembre 2014 at 15:14

    buon giorno, sono Simone Venzi e ho una ditta artigianale che si occupa tra l’altro di vendita on line di illuminazione a led, la nostra intenzione era (come abbiamo gia provato, a costruire dei dispositivi per l’illuminazione’ quali lampade’ lampadari, aplique ec… per rivenderli nel nostro negozio on line ma il problema che spero possiate risolvermi, e’ la certificazione di questi dispositivi necessaria alla vendita, mi potete informare di cosa si puo fare?
    nella giornata di lunedi Vi contattero’.

    Vi ringrazio anticipatamente

    simone venzi sas
    via roma 132 san pietro in gu
    35010 pd
    tel 0495991128
    cel 3666616621
    svenzi@veigroup.com

  40. Renato Carraro 30 luglio 2014 at 21:09

    Salve, un prodotto che funziona con energia elettrica deve essere marcato CE.
    Cordiali saluti.
    Ing. Carraro

  41. flavio zocaro 30 luglio 2014 at 21:02

    Mi scusi se produco un totem con una tv + un pc senza mettere luci al suo interno devo marchiare ce?

  42. Renato Carraro 27 aprile 2014 at 09:01

    Salve, il Suo complemento d’arredo è anche un apparecchio di illuminazione e quindi è soggetto a marcatura CE obbligatoria, senza alcuna eccezione o possibilità di semplificazione.
    Il fatto che sia costruito con componenti già marcati CE non consente di ottenere in automatico una nuova marcatura CE, cioè la somma di 10 componenti marcati NON produce un insieme già marcato CE.
    Corretta è la Sua affermazione che si può fare “un’autocertificazione”, perchè la marcatura CE lo è SEMPRE, il ricorso a società di consulenza come la nostra non è imposto dalla legge, ma è una scelta dell’imprenditore che vuole risparmiare tempo ed ottenere una corretta indicazione, su tutto ciò che è necessario fare.
    Ovviamente il prodotto non è sicuro perchè ci si appiccica il marchio CE o perchè si scrive una dichiarazione, questi sono solo gli elementi finali di un percorso molto più lungo.
    Lei come tutti gli altri interessati, può richiedere un preventivo per la consulenza sulla marcatura CE.
    La saluto cordialmente
    ing. Carraro

  43. Michele 26 aprile 2014 at 08:53

    Salve, avrei bisogno di sapere se un complemento di arredo fatto costruire su mio progetto da un’azienda che lavora il plexiglass ed al suo interno vi sono dei led RGB funzionanti a 12DC con relativa centralina IR per telecomando, dotato di alimentatore switch 220VAC – 12VDC, inoltre progettato per montaggio in sospensione con quattro cavetti in acciaio tramite sistema di ancoraggio a soffitto (come un lampadario). Considerando che tutti i materiali utilizzati per tale progetto posseggono regolare marcatura CE, per tale elemento, così concepito è d’obbligo il rilascio di una certificazione da parte di un organo competente che ne ha verificato i requisiti, oppure è sufficiente un’autocertificazione di conformità ed a quali direttive deve rispondere per essere completamente a norma o addirittura si è esenti dal momento che tutti i materiali utilizzati sono già certificati?
    Nell’attesa di una sua cortese risposta la ringrazio anticipatamente.
    Cordialmente,
    Michele

  44. Renato Carraro 24 febbraio 2014 at 17:32

    Salve, La ringrazio per la fiducia, quando deciderete di procedere potrete mettere a norma dal punto di vista documentale anche i centralini già prodotti.
    Cordiali saluti.
    ing. Carraro

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