I prodotti per i quali è obbligatorio il marchio CE sono moltissimi, per questa ragione e per la loro diversità sono individuati da categorie e da famiglie.
marchio CE corretto
Forniamo di seguito l’elenco delle categorie e per alcune di esse indichiamo qualche famiglia tra le più importanti, una indicazione più esaustiva potrà essere fornita dai nostri tecnici sia direttamente che attraverso il forum.
Categorie di prodotti
- apparecchi a gas
- ascensori
- attrezzature in genere elettriche e non
- scale
- attrezzi portatili
- strumenti di pesatura
- materiali da costruzione
- travi in legno
- cancelli e porte in ferro
- lavandini e lavabi
- lastre in poliuretano e polistirolo
- maufatti in calcestruzzo
- cerniere per porte
- dispositivi di protezione individuale DPI
- guanti da lavoro
- guanti in lattice
- tappi per le orecchie
- scarpe da lavoro
- indumenti da lavoro in genere
- caschi
- dispositivi medici
- giocattoli
- gruppi elettrogeni
- recipienti semplici a pressione
- macchine
- macchine utensili
- macchine per movimento terra
- sollevatori
- tutti i macchinari con almenno un componente mobile
- composizione di due o più macchine ognuna marcata CE
- apparecchiature elettriche
- apparecchi di illuminazione
- elettrodomestici
- trasformatori
- componenti elettrici
- composizione di una o più apprecchiature o componenti, ognuno marchiato CE
- batterie
- al litio
- ad elementi immersi
- al cadmio, piombo ed altri componenti
- apparecchiature per protezione in atmosfere esplosive
- caldaie ad acqua riscaldate con combustibile liquido, solido e gassoso
- bruciatori
- stufe a pellet
- stufe a legna
- camini e canne fumarie
- caldaie a pellet ed a legna
- imbarcazioni da diporto
- compatibilità elettromagnetica
- caratteristica di tutti i prodotti a funzionamento elettrico
- caratteristica propria di macchine con parti rotanti
- strutture di protezione da caduta di oggetti
- strutture di protezione da ribaltamento
- terminali di telecomunicazioni
- telefoni cellulari
- radio trasmittenti e/o riceventi
- apparecchiature anche portatili che emettono o ricevono onde elettromagnetiche
- autovelox
- tosaerba
























Buonasera.
Le chiedo gentilmente se le casseforti da appoggio, quelle piccole digitali che vanno con 2 o 4 pile, necessitano di marcatura CE per l’importazione in Italia.
Salve, tutti i prodotti che funzionano a pile devono essere marcati CE.
Saluti
Salve,
Volevo sapere se le lampadine per ricambi auto devono avere il marchio CE
Grazie
Salve, risposta negativa, i prodotti automotive sono soggetti ad altro tipo di norme e di marcature.
Buona giornata.
salve,
volevo sapere se le spille o gli apribottiglia devono avere marcatura CE.
Grzie
Salve, se non hanno batterie, ricadono sotto la Direttiva 2001/95/CE, se vuole maggiori informazioni su questa può andare al sito http://www.200195CE.net
Questi prodotti non necessitano di marchio CE, perchè la direttiva sopra indicata non lo prevede.
Cordiali saluti.
Buongiorno,
Sito molto interessante, esaustivo e ben posizionato sui motori!
mi hanno ventilato che anche gli accessori nautici rientrerebbero nella marcatura ce. Dire accessori nautici compernde un vero e proprio mondo quasi infinito di cose. Dalla plafoniera a led alla corda a un pezzo di ferro zincato che si chiama ancora a un set di aghi per cucire una vela (e anche la vela) ecc.
Ok per la plafoniera a led, ma per il resto… Ho appena sdoganato parecchia roba dalla cina, ma questa volta mi han fatto notare che anche la corda (che noi chiamiamo cima) rientrerebbe nella marcatura, ad esempio. Poi comunque mi han fatto passare delle torce a pile sprovviste senza problemi…
La dogana era quella slovena perche’ noi siamo a Capodistria, ma penso che la cosa sia armonizzata.
Le risulta un aggiornamento delle categorie?
Grazie anticipate per il parere.
Salve, fa piacere constatare che ci sono delle dogane che si comportano correttamente, peccato che per trovarle sia necessario andare all’estero.
L’obbligo di marcatura nasce da due fattori: il tipo di prodotto ed il suo impiego finale, quindi non è sufficiente osservare il prodotto, ma verificare quale sia il suo uso. Una semplice penna è destinata a scrivere, ma può diventare un’arma letale, quindi è diverso la usa Lei oppure uno psicopatico.
La cima usata per sollevare un peso con una carrucola è in direttiva macchine, in una barca rientra nella direttiva dei natanti, usata per legare il cane non ha direttiva che imponga la marcatura.
Le categorie sono quelle indicate nella destra del blog, ci saranno sempre nuove norme, ma per le categorie non credo che la cosa sia così semplice.
Cordiali saluti.
Grazie per la risposta, leggero’ approfonditamente la direttiva natanti, perche le diedi solamente uno sguardo superficiale, e mi sembra che sia piu’ incentrata sul mezzo, piuttosto che su altri accessori che possono essere imbarcati (oppure anche no) successivamente e che comunque senza i quali il mezzo naviga ugualmente.
Credo ad esempio che verricelli elettrici od idraulici, rientrino nella direttiva macchine anche se destinati a bordo e via dicendo… Non concordo che una carrucola (la piu’ semplice delle macchine) rientri in direttiva macchine, e quindi anche la cima che puo’ essere usata poiche’ l’organo meccanico in movimento viene mosso esclusivamente da forza umana, almeno stando alla definizione di macchina, ma posso anche sbagliare.
Comunque da quello che mi dice si evince che la dogana non guarda solamente il prodotto importato di per se stesso, ma tiene conto ad esempio del tipo di attivita’ commerciale che fa l’importatore per capire se il prodotto possa/debba essere CE.
Non faccia troppi complimenti alle dogane europee, sa mica quanta gente manda in cina i rotoli di belle etichette argentate CE da far mettere su prima di spedire… Ho visto roba che la dogana italiana voleva tritare, essere rispedita in cina e poi reinviata in Slovenia e sdoganata senza il minimo problema.
Salve, purtroppo la conoscenza che si diffonde per sentito dire o su internet ha il difetto di essere spesso manipolata e modificata, perciò persone come Lei che si dimostrano in generale competenti e serie e non dubito esperte nel proprio campo di lavoro, compiono degli escursus al di fuori di questo, non proprio fondati.
Che Lei abbia un’opinione diversa dalla mia sulla carrucola, che Lei definisce ( la più semplice delle macchine ) non è un problema, però si sbaglia, anche perchè ho l’abitudine di dire e scrivere solo cose sulle quali sono certo e quando sbaglio mi scuso pubblicamente, come già successo anche in questo ambito.
Lei dice che la fune e la carrucola rappresentano la più semplice delle macchine ed ha ragione, ma allora perchè non rientra nella direttiva macchine? La risposta deve essere tecnica e non una opinione.
Per farsi delle opinioni è necessario prima documentarsi e poi ragionare e non semplicemente usare il buon senso, che in questo caso lLa porta fuori strada.
Nella Direttiva macchine l’unico caso in cui è compresa la forza umana è proprio quello dei sistemi di sollevamento, quindi anche un piano inclinato, come insegnano tutti i libri di meccanica, è una macchina dato che consente di sollevare un peso ad altezza illimitata e questo peso una volta raggiunta tale altezza, rappresenta un pericolo per chi eventualmente sta sotto.
La bicicletta non è una macchina, perchè non solleva alcun peso, ma lo trasla e non fa aumentare la sue energia potenziale, ma solo quella cinetica, ed il pericolo è rappresentato solo dalla possibilità di impatto, che esiste se c’è una persona a bordo oppure viene lanciata, come qualsiasi altro oggetto.
Veniamo ora alla questione etichette e dogane.
Coloro che inviano le etichette già stampate in Cina, fanno una operazione perfettamente legittima, in quanto sono loro i soggetti obbligati alla marcatura, e non i cinesi, come credono i doganieri italiani.
Quindi per praticità ed avere il prodotto, di cui loro devono aver provveduto alle procedure di marcatura dall’Europa, già marcato quando arriva alla frontiera, fanno apporre l’etichetta all’origine.
Questa pratica oltre che comoda e conveniente è perfettamente legittima, perchè ciò che conta è che sull’etichetta ci sia il nome della ditta europea e che prima dell’apposizione siano state fatte tutte le procedure previste dalla legge.
Queste procedure potrebbero essere fatte legittimamente anche dopo il passaggio in dogana, peccato che i doganieri italiani e non solo loro, ignorino questo dettaglio e spesso blocchino le merci in dogana, perchè non hanno il marchietto, mentre fanno passare quelle con il marchietto e con il nome della ditta cinese.
Fanno cioè esattamente il contrario di ciò che prevedono le leggi, però con quale diritto possiamo criticare i doganieri che vedono migliaia di tipi di prodotto, se gli operatori di settore non conoscono le poche direttive che riguardano il loro prodotto? Ovviamente il problema non sta solo in dogana.
La ringrazio per avermi fornito l’occasione di chiarire alcuni aspetti della direttiva macchine e della marcatura CE, che evidentemente non lo erano.
La saluto cordialmente.
Salve,
volevo sapere se le lampade votive usate x i lumini dei cimiteri necessitano di marchiatura CE e se questa deve essere stampigliata sul corpo lampada o se sufficiente eventuale dichiarazione a parte
cordialmente saluto
Salve, la risposta è affermativa sull’obbligo e sulla necessità che il marchio sia presente su ogni singolo prodotto, a meno che non parliamo di quelli a candela, ho dato per scontato che funzionino con l’elettricità.
Cordiali saluti
Salve in genere i componenti tipo transistor circuiti integrati, resistenze ecc.. non necessitano di marchio CE quindi vorrei sapere se le valvole audio (termoioniche) vendute a se come componente necessitano di marchio CE? E i trasformatori? (ma venduti come componente elettronico quindi senza spine, collegamenti, scatola esterna ecc…)
Grazie
Salve, il fatto che alcuni componenti non riportino il marchio singolarmente dipende solo dalle loro dimensioni e non dal fatto che non siano soggetti a norme e direttive, infatti é la sicurezza sostanziale la prima a dover essere garantita. I trasformatori devono riportare il marchio proprio perché sono venduti anche separatamente, mentre come pezzi all’interno di un apparecchio che dovrà essere marcato, potrebbero non averlo singolarmente. Ció che conta sempre é la dichiarazione di conformità che deve accompagnare tutti i prodotti e che dichiara la loro sicurezza, naturalmente la dichiarazione non é fine a se stessa, ma rientra nel processo di marcatura.
Cordiali saluti.
Buonasera,
con riferimento alla risposta delle lampade votive piu’ sopra riportata chiarisco quanto segue:
-le lampade funzionano a 24v
-la fornitura viene fatta direttamente dal costruttore all’installatore tramite distributore specializzato quindi senza stoccaggio merce
-l’installazione viene effettuata da installatore qualificato
le chiarisco questi aspetti poiche’ l’amministarazione committente contesta la mancanza della marchiatura sul corpo lampada all’installatore , mentre il costruttore dichiara che non e’ obbligatoria considerato che il materiale viene venduto direttamente ad operatore qualificato e senza stoccaggio , e mi fornisce certificato a parte.
la ringrazio anticipatamente
buona serata
Il committente ha ragione ed una volta tanto anche il costruttore ha le idee chiare, chi deve apporre la marcatura in questo caso è l’installatore, a meno che le lampade non siano in libera vendita, perchè in questo caso anche il costruttore deve apporre il marchio, ma nella sequenza esposta da Lei chi immette nel libero mercato il prodotto sembra essere l’installatore finale.
Saluti
le lampade non sono in libera vendita ma come puo’ l’installatore apporre il marchio?
Allo stesso modo in cui lo fa qualsiasi importatore o comunque chi immette per la prima volta il prodotto in libera pratica, cioè facendo tutta la procedura di marcatura, che peraltro è molto semplice avendo a disposizione i documenti del costruttore.
Buongiorno,
dondoli in legno per bambini, per definirli giocattoli, hanno l’obbligo di riportare il marchio CE. Posso autocertificarlo rispettanto tutte le regole richieste o devo far testare i prodotti da un ente di apposito?
E’ una procedura che si paga?
O posso considerarli complementi d’arredo ma stando bene attenta alla terminologia usata…tipo scrivere sedia e non dondolo?
GRazie
Cordiali saluti
elisabetta
Salve, i prodotti hanno una loro destinazione d’uso che in qualche caso puó variare, ma solo entro certi limiti.
Se un prodotto viene venduto per farci giocare un bambino, é un giocattolo, se lo si vende come opera d’arte escludendone l’uso per i minori di 14 anni, non é un giocattolo, sempre peró usando il buon senso, perché ció che si dichiara deve corrispondere alla realtà.
Le procedure per la marcatura possono essere fatte per conto proprio, se si é capaci di farle, ma non si riducono ad una semplice dichiarazione.
I test di laboratorio non sono obbligatori, ma sono utili al costruttore per garantire anche con prove, la sicurezza del prodotto venduto.
Se é in grado di farlo, proceda in modo autonomo.
Cordiali saluti.
Buongiorno,
ho visitato il vs sito e sono d’accordo su molte prese di posizione, soprattutto per quanto riguarda il “fai da te”. Lavoro come consulente nel campo delle marcature CE e sono la prima a scontrarmi con lavori improvvisati che poi. purtroppo al primo controllo o peggio incidente, creano non pochi problemi ……
Vorrei però segnalarvi, di aggiungere al vs elenco di prodotti soggetti a marcatura CE anche i Dispositivi Medico Diagnostici in Vitro (DIV), che devono sottostare alla Direttiva 98/79/CE.
La ringrazio sia per l’attenzione che per la segnalazione, ma non ci era sfuggita, semplicemente data la specificità li consideriamo dispositivi medici.
Ritengo che chi produce questi dispositivi abbia certamente chiare le proprie responsabilità senza bisogno di leggerle nel nostro blog.
Nel caso avesse altre segnalazioni o critiche da esporre, sarà sempre la benvenuta.
Cordiali saluti.
Egregio Sig. Carraro buongiorno,
Un manometro digitale da usarsi per rilevare le pressioni dell’impianto di climatizzazione di un autoveicolo, che per funzionare è alimentato a 12V è soggetto alla normativa sulla compatibilità EMC o deve sottostare alla normative per gli autoveicoli?
Si tratta si uno strumento da officina, da usarsi come un tester sugli impianti AC per le auto.
Molte grazie per in anticipo per le delucidazioni.
Cordiali saluti
Salve, come dice Lei il prodotto é uno strumento da officina, non viene installato sull’auto quindi non rientra in automotive, ma nelle altre direttive pertinenti, tra le quali c’é sicuramente EMC, ma non credo che lo strumento funzioni solo a batterie o a 12 Volt, provenienti dall’auto, se cosí fosse avrebbe ragione e sarebbe solo EMC.
Cordiali saluti.
Egregio Ingegnere,
la ringrazio per la veloce risposta notturna.
Lo strumento alimenta la sua elettronica attraverso la batteria dell’auto.
Le pressioni vengono lette da trasduttori elettronici che mandano il segnale alla scheda…tutto a 12V.
A parte il rispetto della direttiva sulla EMC mi pare di aver capito che sotto i 200bar per gas tipo l’R134a non occorre far riferimento alla 97/23/EC (PED). Scrutando nel web mi è sembrato di capire che questi strumenti fanno riferimento solo alla direttiva EMC.
Tutte le sue osservazioni sono sempre benvenute.
Grazie e cordiali saluti
La ped entra in gioco sopra 1,5 bar assolute, quindi a meno di esplicita esclusione, lo strumento dovrebbe rispettarla, in ogni caso essendoci l’obbligo per almeno una direttiva, é chiaro che la marcatura CE é obbligatoria ed il primo passo in fase di marcatura é proprio la verifica delle direttive pertinenti.
Saluti (notturni)
Salve, per quanto riguarda le spille ho visto che viene rimandato tutto alla legge Direttiva 2001/95/CE. Non ho ben capito però in cosa consiste. Stiamo per avviare un’attività che prevede la produzione (assemblaggio) di spille (personalizzate con loghi dei clienti) e vorremmo capire se necessitiamo di qualche tipo di marchio CE o di documento che attesti la sicurezza dei nostri prodottiì. Le spille hanno naturalmente una punta che serve ad appuntarle ai vestiti. Servono documenti che riguardano la sicurezza dei materiali? Dell’inchiostro usato per stampare i disegni? Per quanto riguarda i prodotti alimentari, se dovessero essere inserite come gadget all’interno di un prodotto alimentare cosa dovremmo presentare?
Grazie mille.
Lei cita correttamente la 2001/95/CE, quindi è sufficiente che Lei rispetti quella.
In quanto al marchio CE è di un solo tipo e se non è pertinente, significa che nel Suo caso non interessa e non vale la pena parlarne, altrimenti si fa solo confusione.
Per capire in cosa consiste la direttiva 2001/95/CE è necessario leggerla, non è possibile in un commento di un blog spiegare una cosa del genere.
La consulenza è una cosa seria e non si fa nei blog.
I blog servono per scambiare opinioni su un argomento, ma le opinioni non sono consigli o consulenza, sono punti di vista ed io sconsiglio sempre di condizionare un’attività a dei punti di vista.
Un’azienda è una cosa seria e non si può gestire ascoltando le opinioni degli altri, anche se sono le mie.
Quindi la risposta alla domanda se serve il marchio CE è ancora no, per tutto il resto o legge la direttiva o chiede la consulenza.
Saluti.
Grazie mille Renato, non intendevo andare oltre quello che si poteva ottenere da questo blog. Leggeremo con attenzione la direttiva 2001/95/CE e, se dovessimo avere dei dubbi, chiederemo una consulenza approfondita. Grazie mille di nuovo.
Buona serata.
Grazie a Voi, perchè tenete vivo il blog.
Il mio atteggiamento nei confronti della consulenza sul blog, non dipende dal voler mantenere segreti, ma dal dare alle cose il loro giusto significato, perchè c’è troppa gente che in internet prende in giro le persone in buona fede, facendo credere che compilando un modulo o acquistando un programmino si possa fare la marcatura CE.
Questi imbroglioni vanno smascherati.
La consulenza prevede una firma in calce ad un lavoro ed un’assunzione di responsabilità, che questi pseudo portatori di verità a poco prezzo, non si assumono mai.
Mi fa piacere che Lei abbia compreso lo spirito, anche se il mio stile a volte è troppo spigoloso.
Noi gestiamo i nostri blog a nostre spese e ci facciamo pagare la consulenza perchè di questa viviamo da 36 anni, lo diciamo chiaro e non promettiamo cose che non esistono.
Grazie ancora e spero che possa risolvere da solo la questione, usando la direttiva sulla sicurezza dei prodotti.
Saluti.
Nessun problema, ho colto in pieno lo spirito della sua risposta. Ho trovato anche le 14 pagine della normativa che domani con calma sarà mia premura leggere, ora sono un po’ influenzato e ho la testa che mi scoppia.
Grazie mille ancora, già capire che le spille sono sotto una normativa diversa è stato un grande grandissimo aiuto.
Eventualmente per chiedere una consulenza a chi mi devo rivolgere? Posso scrivere direttamente a Lei? carraro@xvoi.net
Buona serata.
Si quella è la mail per chiedere consulenza o altro.
Saluti
Salve sig. Carraro,ho visitato e letto con interesse il suo blog, se fosse possibile potrebbe rispondermi se anche su prodotti tipo bigiotteria e accessori moda c’è la necessità di apporre il marchio ce.
Grazie
Salve, gli articoli di bigiotteria devono rispettare la direttiva 2001/95/CE, che non prevede la presenza del marchio, ma comunque il rispetto di precise caratteristiche.
La può scaricare da interne te e studiarla.
Cordiali saluti.
A quale normativa si deve attenere un produttore che voglia produrre e commercializzare un prodotto calzatura da bambino con una luce alimentata da una batteria al litio posta all’interno di essa.
Grazie
Salve, la calzatura in quanto tale non è soggetta a direttiva specifica, ma ovviamente alla 2001/95/CE.
Avendo installato un dispositivo che funziona a batteria, ritengo che il rispetto della direttiva sulla compatibilità elettromagnetica, sia una corretta linea di azione per un produttore.
La ringrazio perchè la Sua domanda mi fornisce l’occasione per chiarire una cosa: al di là dell’obbligatorietà del rispetto delle direttive, esse devono anche servire come riferimento per i produttori che vogliono eliminare in tutti i modi i rischi legati ai propri prodotti, così ad esempio se in un dispositivo medico, fosse l’energia elettrica il pericolo maggiore, il produttore oltre alla direttiva sui D.M. , dovrebbe mettere in primo piano la direttiva bassa tensione e non limitarsi alla prima.
Salve vorrei sapere se le cover in gomma/plastica/silicone che vengono utilizzate per protegere I cellulari hanno l’ obbligo del marchio CE. GRazie
Salve, questi prodotti non hanno l’obbligo di marchio CE, ma ricadono nella Direttiva 2001/95/CE.
Ho scorso con molto interesse il sito ed in relazione alla Sua risposta del 2 novembre 2011 at 18:07, mi permetto di chiederle un’interpretazione dell’art’30 del reg. CE 765 che riporto.
Grazie
REGOLAMENTO (CE) N. 765/2008
.
CAPO IV
MARCATURA CE
Articolo 30
Principi generali della marcatura CE
1. La marcatura CE può essere apposta solo dal fabbricante o
dal suo mandatario.
Salve, La ringrazio per la fiducia, ma non spetta a me interpretare le leggi, al massimo posso esprimere un parere personale.
Nel caso specifico ho qualche difficoltà, data la chiarezza dell’esposto, infatti questo nega, come peraltro tutte le direttive, che un fabbricante extra CEE possa applicare a proprio nome il marchio CE sui prodotti , per usare il proprio nome deve avere un mandatario residente all’interno della CEE, con buona pace di quei consulenti, anche o solo italiani che si fanno pagare dai cinesi, per spiegare loro come fare la marcatura. Sic.
Se invece Lei si riferisce al fatto che serva sempre un mandatario, ció non é corretto in quanto per le leggi europee il termine “importatore” equivale a “fabbricante o produttore”.
Quindi la marcatura CE puó essere eseguita solo da un residente nella CEE e puó essere il produttore che vi abbia sede, il mandatario di un produttore extra CEE, oppure l’importatore.
Questo è ció che dice la legge, quindi il mio compito é solo di riportarlo, senza alcuna interpretazione o parere personale, che in questo caso non é necessario.
La ringrazio per avermi dato la possibilità di chiarire ancora una volta questo punto, che “professionisti” un pó fantasiosi e doganieri che ignorarono le leggi, si ostinano a non tenere nel debito conto.
Cordiali saluti.
Ho acquistato un piccolo cestino a forma di parallelepipedo del formato di cm20x18x10 con manico tutto in feltro colorato con applicazioni, sempre in feltro, di fiori Made in China.Deve avere il Marchio CE? Grazie
Salve, una risposta esatta prevede un’informazione sulla destinazione d’uso, ad esempio se fosse un giocattolo per un bambino, dovrebbe avere il marchio CE.
In quanto semplice cestino portaoggetti non è soggetto a direttive che ne impongano la marcatura CE, ma è soggetto alla direttiva 2001/95/CE che se vuole si può scaricare da internet e Le potrà essere utile per molte altre cose.
La marcatura CE deve essere applicata in relazione a due fattori ( ne basta anche uno solo ) tipo di prodotto e destinazione d’uso.
Cordiali saluti.
Salve,
avrei un dubbio riguardo le attrezzature che molti meccanici utilizzano nelle officine per effettuare diagnosi su autoveicoli. Il 90% di queste attrezzature provengono dalla Cina e sono cloni degli originali, quindi vorrei sapere se importando tali prodotti in Italia è obbligatorio il marchi cee oppure no.
Da premettere che non sono dispositivi che vengono montati su autoveicoli, vengono principalmente utilizzati in officine e alcune volte per essere alimentati prevedono l’attacco ad una normale presa da corrente, altre volte (la maggior parte) vengono alimentati dalla presa diagnostica impiantata in ogni auto (presa OBD) e quindi prendono l’alimentazione dall’auto stessa.
Come comportarsi con questi prodotti in dogana? E’ possibile una volta sdoganati rivenderli se non richiedono marchiatura CEE?
Grazie
Buonasera ingegnere,
vorrei sapere se le diagnosi elettroniche per auto sono soggetti a marcatura CE e, qualora non fosse così, vorrei sapere quali normative devono rispettare.
Grazie e complimenti per il servizio offerto.
Cordialità
Salve, dato che gli ultimi due commenti di Mario e Nicola sono praticamente identici nella sostanza se non nella forma, fornisco una sola risposta, sperando di non offendere nessuno.
Questi macchinari DEVONO essere marcati CE e se provengono dalla Cina, l’onere della marcatura spetta all’importatore, per questo Vi rimando all’opuscolo che trovate cliccando sull’icona dell’Europa presente sulla colonna di sinistra del sito.
I macchinari in questione rientrano nelle direttive: Bassa Tensione, Compatibilità Elettromagnetica, Strumenti di misura e ritengo debbano anche sottostare a qualche omologazione, ma su quest’ulitma affermazione non metto alcuna “firma”, dato che mi occupo di marcatura CE e non voglio invadere campi di competenza altrui.
Per sapere ciò che è necessario per superare i controlli in dogana, chi è credente può fare qualche voto, chi non lo è può invocare la speranza “ulitma dea”, infatti ciò che succede in quei “luoghi” non è soggetto ad alcuna legge (dato che non le rispettano) e a nessuna razionalità, dal momento che il buon senso non è richiesto per fare i doganieri.
L’altro giorno uno mi ha detto testualmente “sono io che comando alla Guardia di Finanza” di fronte a queste parole non ho potuto ribattere nulla, perchè sprecare il fiato ?
Per sapere quale DOVREBBE essere il comportamento delle dogane, basterebbe leggere anche una sola direttiva o il regolamento 765/2008 della Commissione Europea (il Governo dell’Europa), ma per lor signori che “comandano” alla frontiera è un impegno troppo arduo, meglio fare di testa propria e creare inutili e costosi problemi agli operatori economici, che non hanno niente altro a cui badare in questi momenti.
Saluti.